L’Abate Antonio Stoppani sulla Via di Damasco

Autore/i: Vercellin Giorgio
Editore: Ipocan
prefazione di Daniela Bredi pp. 178, Roma

Sommario

Prefazione

Ringraziamenti

Elenco dei testi citati

Cap. I – L’Abate Antonio Stoppani, ovvero l’eco dei tempi

Cap. II – Partiam, partiam…

Cap. III – Addio, Alpi sublimi, indorate dal sole nascente…

Cap. IV – Su il sipario!

Cap. V – Ché la diritta via era smarrita

Cap. VI – … e in Oriente son già mille e tre!

Cap. VII – L’Abate nel serraglio

Cap. VIII – Mamma, e le Turche!

Cap. IX – Dove sta l’Allah? Uh, Madonna mia!

Cap. X – Unam, sanctam, catholicam et apostolicam

Appendice I – Il babbo della geologia italiana

Appendice 2 – Monte Barro

Appendice 3 – Il flebo

Questioni d’Oriente

Europa e Impero ottomano nel diritto internazionale dell’Ottocento
Autore/i: Augusti Eliana
Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pp. X-414, Napoli Prezzo: € 44,00

Nell’Ottocento il Diritto internazionale stava cambiando volto grazie a un gruppo selezionato di giuristi che isolò le criticità del vecchio jus publicum europaeum e reinventò i testi alla luce dei sempre meno rari processi di inclusione alla comunità internazionale. Non più costretto ai paradigmi fondanti dell’europeità e della cristianità, il nuovo diritto provava a ricomporre il dialogo giuridico con l’ ‘altro’ da una prospettiva universale. Restavano, però, le contraddizioni. I rapporti con l’Impero ottomano, in particolare, dovevano essere riletti tenendo conto delle riforme su modello occidentale avviate formalmente dalla Sublime Porta negli anni Trenta. Questioni d’Oriente ricostruisce un cinquantennio (1828-1878) di azioni e reazioni nei rapporti tra Europa e Impero ottomano all’interno di questo processo di costruzione del nuovo ordine internazionale, mettendo in luce i dispositivi usati dai protagonisti del cambiamento per ricondurre prassi e strategie di controllo dello spazio giuridico euro-mediterraneo al diritto.

Eliana Augusti è ricercatore in Storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento. Coordinatore nazionale del progetto di ricerca FIR 2012 Politiche migratorie e legal transplant nel Mediterraneo: strategie di controllo tra colonialismo e post-colonialismo, ha collaborato con il Max-Planck-Institut für europäische Rechtsgeschichte di Frankfurt am Main e l’Erik Castrén Institute of International Law and Human Rights di Helsinki. Tra i suoi saggi più recenti, Da Asmara a Tripoli (1899-1922): William Caffarel e l’amministrazione della giustizia oltremare (Carocci, 2012); L’intervento europeo in Oriente nel XIX secolo: storia contesa di un istituto controverso (Klostermann, 2012).

Levante

Veneti e Ottomani nel XVIII secolo
Autore/i: Ianiro Erica
Editore: Marsilio
prefazione di Vera Costantini. pp. 416, ill. b/n, Venezia Prezzo: € 36,00

Il libro analizza la presenza e l’attività diplomatica e mercantile veneziana in Levante nella seconda metà del Settecento. Quattro le differenti realtà esaminate, ciascuna a partire dal suo peculiare contesto storico-sociale: Larnaca, piazza dove i mercanti concentrano gli investimenti e le merci; Aleppo, città carovaniera che nel Settecento continua ad attrarre i commerci veneziani; Smirne, dove l’attività francese e greco-ottomana soffoca gli interessi veneziani; Salonicco, che i mercanti locali collegano all’Adriatico via terra, sottraendo una parte considerevole di traffico ai veneziani. Le fonti archivistiche veneziane e ottomane, poste alla base di questo studio, mostrano elementi inediti sui rapporti tra l’amministrazione provinciale ottomana, i consolati e i mercanti veneziani ed evidenziano la costante richiesta di alcuni capi di commercio tradizionalmente forniti da Venezia, come la carta. Il volume si conclude con un glossario dei termini ottomani, delle monete e delle stoffe e una serie di tabelle che sintetizzano l’andamento dei commerci veneziani nelle quattro città.

Erica Ianiro (Forlì, 1983) è assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ?ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con una tesi sul commercio veneziano in Levante (2011). Si occupa di storia e cultura del mondo turco nel Settecento mediterraneo e caucasico. Questa monografia segue e amplia alcuni articoli dell’autrice, pubblicati in turco e in inglese, sul commercio veneziano a Cipro.

Eurasian Studies Vol. XI 1-2 2013

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. 260, Roma Prezzo: € 80,00

Articles

Jurgen Paul

Where did the dihqans go?

Veronica Prestini

A manuscript with double authorship: London, British Library Ms Sloane 2742

Alessandro Taddei

Some topographical remarks on Pope Constantine’s journey to Constantinople (AD 710-711)

Marco Salati

An act of appointment to the leadership pf the Wafa ’iyya sufi order from the Ottoman court records of Aleppo (1099/1687)

Marie Bossaert

Les Arméniens et l’apprentissage du turc en Italie. Relais mekhitariste et croisements italo-ottomans (dix-neuvième – début du vingtième siècle)

Correspondences diplomatiques et traités de chancellerie Textes réunis par Denise Aigle et Michele Bernardini

Denise Aigle

Introduction

Malika Dekkiche

Correspondence between Mamluks and Timurid in the fifteenth century: an unpublished corpus of official letters (Bnf, ms ar. 4440)

Thomas Tanase

Les relations de la papauté avec l’Orient mongol et musulman à traves les artes dictandi

Frédéric Bauden

Like father, like son: The chancery manual (Qala’id al-Juman) of al-Qalqasandi’s son and its value for the study of Mamluk diplomatics (ninth/fifteenth century) (Studia Diplomatica Islamica, I)

Marie-Anna Chevalier

Le correspondance entre les éliter arméniennes et la papauté pendant le règne de Lewon premier

Review Article Claudia Ott, 101 Nacht (by Francesca Bellino)

Genocidio Turco degli Armeni

Autore/i: Cimara Diego
Editore: Editing Edizioni
premessa dell’autore, presentazione di Roberto Olla. pp. 256, Treviso Prezzo: € 14,00

Una delle pagine più oscure, ed al tempo stesso meno divulgate, della storia del XIX secolo è quella del genocidio perpetrato dall’Impero Ottomano prima e dai Giovani Turchi poi, ai danni delle popolazioni Armene stanziate da sempre sul territorio che comprendeva la parte nord-orientale dell’attuale Turchia e sulle terre a nord dell’Impero Persiano su fino alle cime del Caucaso. Ed infatti la storia ci racconta di una nazione eternamente contesa e frazionata tra molti grandi imperi, Persiano, Ottomano, Russo e continuamente devastata ed angariata da frotte di invasori quali i Turchi Selgiuchidi od i Mongoli.
Metz Yeghérn: il “Grande Male”, così gli Armeni chiamano l’olocausto del loro popolo: il genocidio di milioni di persone cancellato dalla memoria storica dell’Occidente. Era il 1914 quando gli Armeni finirono schiacciati nel gigantesco scontro geopolitico tra imperi e nuove potenze che stava cambiando il mondo.
Sterminio organizzato per motivi religiosi dall’impero Ottomano alla fine de li ’800 e durante la Prima Guerra Mondiale (19141922).
Uccisi dai Turchi un milione e 500 mila Armeni Cristiani.
Olocausto dimenticato che, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, sterminò un popolo colpevole soltanto di appartenere a un’ etnia e a una cultura diverse e di professare un culto di minoranza.

Storia della Turchia

Dalla fine dell’impero ottomano ai giorni nostri
Autore/i: Zürcher Erik J.
Editore: Donzelli
prefazioni dell’autore, traduzione di Stefania Micheli e Andrea Piccoli. pp. 460, Roma Prezzo: € 30,00

La prospettiva dell’ingresso della Turchia nell’Unione europea e la necessità di una sua modernizzazione statale e sociale sono temi su cui l’opinione pubblica e gli studiosi si vanno interrogando negli ultimi anni. Ed è stato anche per rispondere a questo interesse che l’autorevole storico olandese Erik Zürcher si è cimentato per la prima volta nella stesura di una storia moderna della Turchia, che, partendo dalla crisi dell’impero ottomano, giungesse fino alla fase della Repubblica. A distanza di quindici anni, dopo la traduzione in arabo, turco, greco, olandese, ebraico e indonesiano, e dopo cinque edizioni e centinaia di adozioni nei corsi universitari di tutto il mondo, Zürcher ha rimesso mano al suo libro, con un’ottica ancora più rivolta al presente e in particolare alla pressante sfida fondamentalista posta alla Repubblica kemalista dal fronte islamico e curdo. Ulteriore slancio alla ricerca storica è derivato dalla recente apertura di importanti archivi che hanno consentito una più dettagliata ricostruzione del contesto sociale, economico e culturale del tardo impero ottomano.
Il risultato è un punto fermo e definitivo per chiunque abbia voglia o necessità di informarsi su ciò che è avvenuto e accade in un’area del vecchio continente oggi quanto mai strategica: dal vero volto del controverso fondatore della Repubblica Atatürk alla nascita di una politica di massa, dalle migrazioni interne ed esterne ai colpi di Stato militari, dalle violazioni dei diritti umani alla transizione dallo statalismo a un’economia di mercato, dagli ambivalenti rapporti con l’Europa e il Medio Oriente alla crescita dell’islamismo.

Erik J. Zürcher è professore di Storia della Turchia all’Università di Leida, istituzione che vanta una prestigiosa tradizione di studi sul Medio Oriente. Autore di numerosi volumi, deve alla prima edizione di questa Storia della Turchia la sua notorietà internazionale.

Gli Ultimi Giorni di Costantinopoli

Le otto terribili settimane che sconvolsero il Mediterraneo
Autore/i: Runciman Steven
Editore: Piemme
introduzione dell’autore, traduzione di Maria Luisa Rotondi De Luigi. pp. 280, 1 cartina ripiegata f.t., Casale Monferrato (AL) Prezzo: € 18,00

Nelle decine e decine di secoli che costituiscono la sterminata sequenza della storia dell’uomo, poche sono le date che meritano di essere menzionate. Il 29 maggio 1453 è però, senza alcun dubbio, una di queste.
E in questo terribile giorno che, dopo oltre un millennio di gloria, crolla l’Impero Romano d’Oriente. La sua capitale, Costantinopoli, viene messa al sacco dalle armate di Maometto II, il sultano dei Turchi. Dalle ceneri dell’Impero Bizantino sorge l’Impero Ottomano, la cui ombra minacciosa accompagnerà come un incubo i secoli successivi della storia d’Europa.
Questo volume di uno dei più grandi storici del nostro secolo, in grado di unire l’accurata documentazione di prima mano con quella fluidità del raccontare che solo gli inglesi possiedono, presenta al lettore le otto terribili settimane dell’assedio, le spettacolari macchine da guerra, l’eroismo dei combattenti, la resistenza della popolazione, l’abilità degli strateghi, e le spaventose conseguenze politiche e culturali che la caduta di CostantinoPoli portò con sé.

«Nessuno studioso sarebbe stato più adatto o meglio preparato di sir Steven Runciman a riproporci le vicende degli ultimi giorni di Costantinopoli. Non solo egli è un’autorità riguardo a questo periodo storico, ma è anche uno scrittore compiuto, dallo stile brillante, capace di convincere e insieme di affascinare l’attenzione del lettore.» (The Times Literary Supplement)

Steven Runciman è uno dei più noti storici inglesi del nostro secolo. Dopo gli studi a Cambridge e una breve parentesi diplomatica, è stato titolare della cattedra di Arte e Storia bizantina all’Università di Istanbul, rappresentante del British Council in Grecia, e, tornato in Gran Bretagna, Conservatore del British Museum e docente presso varie Università.
E noto soprattutto come storico delle crociate, ma le sue pubblicazioni hanno toccato praticamente ogni aspetto degno di rilievo della storia medioevale del Mediterraneo.
Delle sue opere, numerose sono le traduzioni in italiano. Presso Piemme: I crociati alla conquista della città santa. Epopea e storia della prima crociata} pubblicato nel 1996 e giunto rapidamente a ben tre edizioni in un anno.

On The Miniatures in Istanbul Libraries

Autore/i: Velidi Togan Zeki
Editore: Baha Matbaasi
pp. 68, Istanbul (Turchia) Prezzo: € 20,00

Pictures and miniatures which may be considered representative of Turkish art are found in abundance in the illuminated manuscripts and picture albums in the Topkapi Saray Museum, in the Museum of Turkish and Islamic Art, in the Yildiz Collection of the University Library and in other libraries.

Most of these albums belong to the medieval phase of Eastern Turkish culture, and to Ilhani, Qaraqoyunlu and Aqqoyunlu, Safevi and Osmanli periods which are a continuation of it in the West. Turkish, Chinese, Uygur as well as Persian artists have worked on these albums. For this reason, the tendency shown by some writers to consider as Turkish only the works of art belonging to the Osmanli period, and to ascribe Eastern Turkish works of art to Persia would be a serious mistake. Only by careful study can Turkish and Persian motifs be distinguished and the Turkish ones restored to their rightful place in our cultural history.

Our only guide in deciding on the origin of a miniature is the scientific method. The language in which the text of the volume is written or what historical event is told in the pictures are not adequate proofs for the nationality of the artists and their artistic works. What is important is the fact that the painter has created the pictures under the influence of contemporary life and as events of a society he is familiar with. For instance, when examining a copy of the “Iskendername” by Nizami or the “Behramname” we must find out, if possible, when and to which monarch it was dedicated, or for whose library it was prepared. In such works contemporary princes are often depicted as Alexander or Behram…

Turkish Grammar

Autore/i: Lewis Geoffrey
Editore: Oxford Un. Press
second edition. pp. xxii-312, New York Prezzo: € 23,00

Since its appearance in 1967, Professor Lewis’s Turkish Grammar has been the standard work on the language throughout the English-speaking world. This revised and fully updated new edition further reflects the results of the language reform movement which, though not so drastic in its effect on the spoken language, has made anything written before the early 1930s, and a lot since, increasingly obscure to subsequent generations. Incorporating much new material, it presents an authoritative, lucid, and engaging text, setting out every form and construction of pre- and post-reform Turkish that may be encountered in print, as well as colloquial usages.

Il Turco in Italia

Una biografia di Nazim Hikmet
Autore/i: Salvadori Lussu Gioconda
Editore: L’Asino d’Oro Edizioni
con un saggio di Giampiero Bellingeri. pp. 116, Roma Prezzo: € 12,00

Quando nel 1958 Joyce Lussu e Nazim Hikmet si incontrano per la prima volta a un congresso per la pace a Stoccolma, lei non conosce una parola di turco, lui si esprime in un francese sgrammaticato e fantasioso. Eppure Joyce, attraverso la conoscenza diretta del mondo ideologico, etico, estetico e psicologico di Hikmet, delle esperienze che l’hanno formato, degli autori che lo interessavano, della sua famiglia, dei suoi amici e dei suoi nemici, è stata la prima traduttrice italiana del più importante poeta turco del Novecento.
Attraverso quest’agile e brillante biografia di Nazim Hikmet, Joyce Lussu racconta in prima persona il loro rapporto di amicizia, facendo emergere con abili pennellate sia l’Hikmet uomo che l’Hikmet poeta, senza tralasciare aneddoti curiosi come la rocambolesca fuga da Istanbul.

Gioconda Salvadori Lussu, (1912-1998 ) nota come Joyce, nasce a Firenze da genitori marchigiani, entrambi con ascendenze inglesi. Joyce vivrà all’estero gli anni dell’adolescenza, in collegi e ambienti cosmopoliti, maturando un’educazione non formale, ispirata agli interessi della famiglia per la cultura, l’impegno politico e la propensione al dialogo e ai rapporti sociali, che in seguito confermerà con il suo lavoro di traduttrice di poeti rivoluzionari del Terzo mondo, testimoni della cultura orale di diversi popoli. Tra questi in particolare Nazim Hikmet, ma anche Agostinho Neto e Jalal Talabani.

Les Voisins

Komşular
Autore/i: Yücel Tahsin
Editore: Meet
bilingue français-turc. pp. 176, Saint-Nazaire cedex Prezzo: € 15,00

Deux heures plus tard, alors que l’autocar tournait le dos à la mer et s’éloignait, un faisceau de questions étranges tournait dans son cerveau comme la chanson de Ayten Hanim : est-ce la dispute qui conférait une beauté et un sens à l’existence, la vie était-elle trop belle par rapport à la dispute, ou encore tout était-il contenu dans l’acte qui, hier soir, avait commencé par un accrochage ? ’ Je n’en ai pas la moindre idée ’, murmura-t-il.

Malatya – II

Orientis Antiqui Collectio – X – Rapporto preliminare delle campagne 1963-1968. Il livello romano bizantino e le testimonianze islamiche
Autore/i: Schneider Equini E.
Editore: Ipocan
pp. 72, XL tavv. a colori e b/n f. t., Roma Prezzo: € 18,00

Indice

Prefazione (di S. M. Puglisi)

Caratteri storici e topografici del villaggio romano-bizantino di Arslantepe

Strutture architettoniche

Ceramica

Piccoli oggetti

Lampade

Iscrizioni

Monete

Tracce di un insediamento islamico

Indice delle figure

Indice delle tavole

Malatya – III

Orientis Antiqui Collectio – XII – Rapporto preliminare delle campagne 1963-1968. Il livello eteo imperiale e quelli neoetei
Autore/i: Pecorella P. E.
Editore: Ipocan
con appendici di G. R. Castellino, I. Montalto e C. Placidi pp. 144, LXVIII tavv. b/n f. t., piante e sezioni in appendice, Roma Prezzo: € 25,00

Indice

PREFAZIONE (di S. M. Puglisi)

ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI

NOTA INTRODUTTIVA

LE STRUTTURE ARCHITETTONICHE

Il IV livello

Il III livello

Il II livello

I MATERIALI

La ceramica

I materiali di piccole dimensioni

I sigilli

I monumenti figurati

CONCLUSIONI

APPENDICE A: Il frammento degli Annali di Sargon II (di G. R. Castellino)

APPENDICE B: Nota sulla posizione stratigrafica e sulla quota della Porta dei Leoni (di I. Montalto)

APPENDICE C: Nota sulla fauna dei livelli I-IV (di C. Placidi)

TAVOLA DI CONCORDANZA

NOTE ALLE FIGURE

NOTE ALLE TAVOLE

Storia della Turchia Contemporanea

Autore/i: Biagini Antonello
Editore: Bompiani
introduzione dell’autore. pp. 192, Milano Prezzo: € 8,50

La Repubblica turca si costituisce dopo la prima guerra mondiale e la dissoluzione dell’Impero ottomano. Dopo il trattato di Sèvres (1920) Kemal Atatürk (1880-1938) attua un coerente programma di riforme interne per modernizzare il Paese e una politica estera volta a stabilizzare i confini e la sovranità nazionale della nuova Turchia. La rottura con la tradizione islamica e ottomana consente di realizzare il progetto di uno Stato laico e nazionale a tutela del quale si ergono per molti anni i militari che si considerano gli eredi diretti dei princìpi enunciati dal “padre dei Turchi”, dal “liberatore”, dal “vittorioso”, come, con orgoglio, viene ancora oggi chiamato Kemal. La diaspora del movimento politico dei Giovani Turchi – Kemal si era dissociato ben prima della fine dell’Impero – vede alcuni di questi entrare nel complesso gioco internazionale che la Russia dei soviet sta conducendo in Afghanistan, mentre la politica estera adottata dopo il trattato di Losanna (1923) colloca la Turchia sulle posizioni anglo-francesi e dunque poco incline alla politica del “revisionisrno” nei confronti delle deliberazioni della Conferenza della pace di Versailles. Dopo la seconda guerra mondiale, con la guerra fredda e la contrapposizione Est-Ovest, la Turchia diviene elemento fondamentale nel sistema di sicurezza della NATO sia nei confronti dell’Asia sovietica che nei confronti dell’instabilità politica del Medio Oriente. Con la fine del sistema bipolare si apre per il Paese una nuova fase politica per !’ingresso nell’Unione Europea che provoca però alcune tensioni interne collegate al cosiddetto fondamentalismo islamico e impone alcune scelte, come la soluzione del problema curdo e la tutela dei diritti umani. La Turchia ha avviato tale ulteriore processo di modernizzazione che investe anche il settore economico, e il suo ingresso nell’UE appare oggi più concreto con l’avvio dei negoziati deliberato dai Paesi dell’Unione il 3 ottobre 2005.

Antonello Biagini (1945) è professore ordinario di Storia dell’Europa orientale presso l’Università di Roma “La Sapienza”, direttore del Centro interuniversitario per gli studi ungheresi e sull’Europa centro-orientale, delegato del Rettore per i rapporti con le organizzazioni non governative, presidente del Comitato di Roma dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, socio onorario della Società Geografica Italiana, Ofiter Ordinul National “Serviciul Credincios” della Repubblica di Romania, Pro Cultura Hungarica (1996). È dottore in Storia honoris causa dell’Università di Szeged (Ungheria). Ha pubblicato monografie e saggi sull’Europa centro-orientale nei secoli XIX-XX e in questa collana Storia dell’Albania contemporanea (1998, IV ed. 2005, premio Latina Tascabili, tradotto in lingua albanese, 2000); Storia della Turchia contemporanea (2002, tradotto in lingua romena 2005); Storia della Romania contemporanea (2004).

La Külliye di Kavála

Storia di un’Istituzione – Quaderni di Semitistica 22
Autore/i: Bruni Barbara
Editore: Dipartimento di Linguistica Università di Firenze
introduzione dell’autrice. pp. XIX-204, nn. ill. b/n, Firenze Prezzo: € 45,00

L’oggetto di questo studio è la Külliye che sorge a Kavála, cittadina greca situata lungo la costa della Tracia occidentale, lungo la direttrice Thessaloniki-Istanbul. Si tratta di un complesso architettonico poli funzionale che rientra nella tipologia degli edifici destinati all’educazione islamica.
Il grande istituto a carattere filantropico risale all’ultimo periodo ottomano e fu fondato e modificato in diverse fasi, tra il 1818 e il 1821, per iniziativa di Muḥammad ’Ali Pāšā, governatore dell’Egitto, originario di Kavála. Il presente studio esamina il complesso di Kavála in tutti i suoi aspetti: sotto il profilo storico, culturale, sociale, politico, religioso e architettonico, sulla scorta dei dati ricavati da una grande quantità di informazioni di diverso genere.
Il lavoro è stato condotto, in gran parte, sul posto. Non solo l’osservazione del monumento, ma anche il reperimento della bibliografia ha richiesto diverse ricerche in biblioteche locali e dei centri limitrofi. Si tratta di fonti disparate e di materiale tutt’altro che facilmente reperibile registri catastali e amministrativi del periodo ottomano, censimenti, verbali parlamentari, diari di viaggiatori e di mercanti, quotidiani locali – i quali sono redatti in diverse lingue: neogreco, turco, turco ottomano e arabo.
Con questo studio si intende fornire una testimonianza affinché questo monumento, che versa in condizioni difficili, venga conosciuto e opportunamente tutelato.