La Polemica tra Sunniti e Ismā‘īliti

Autore/i: La Martire Corrado
Editore: Marcianum Press
premessa dell’autore. pp. 144, Venezia

La controversia tra Abu Hāmid al-Ghazālī, massimo campione della «ortodossia» sunnita, e Ibn al-Walīd, capo della missione sciita ismā‘īlita in Yemen, è un caso raro nella storia dell’Islam.
Il confronto tra i due autori, unico nel suo genere, consente di riflettere sugli aspetti che, in ultima analisi, hanno più influenzato le società islamiche, sunnite e sciite, nella loro lunga storia.

Corrado La Martire insegna Storia del pensiero politico islamico e Storia dell’economia nei paesi arabi, presso la facoltà di Storia Medievale della Università Humboldt di Berlino.

Mito, Simbolo, Culto

Mistero ed ermeneutica, Tomo 1
Autore/i: Panikkar Raimon
Editore: Jaca Book
a cura dell’autore e di Milena Carrara Pavan. pp. 452 Prezzo: € 52,00

Questo primo tomo del vol. IX è articolato in tre sezioni, che trattano del mito, del simbolo e del culto (il secondo tomo sarà dedicato alla fede e alla sua interpretazione per mezzo delle parole).
Col termine mito oggi spesso s’intende qualcosa di irreale o semplicemente una leggenda più o meno fantastica. Con la parola mythos, invece, io intendo quello che tradizionalmente significava, vale a dire un modo diverso che gli uomini hanno di esprimere una convinzione, o piuttosto una verità che non è necessariamente «chiara e distinta» alla ragione e che, ciò nonostante, si accetta come ovvia e quindi non ha bisogno di essere dimostrata. La prima sezione comincia con una descrizione della relazione tra mythos e tolleranza e del rapporto tra lo stesso mito e il problema della morale. Seguono tre studi di tipo generale sul senso del mythos e la sua relazione con la parola e quindi anche con la teologia, come sarà illustrato dai quattro mythoi indiani (i miti di Prajapati, Sunahsepa, Yama e il mito dell’incesto), che riguardano la creazione, la colpa, la redenzione, l’uomo e la condizione umana, il recupero dell’innocenza e la sessualità. Il messaggio di questi mythoi non può essere trasmesso con una riflessione esclusivamente razionale, ma con metafore e simboli, avvalendosi della parola come tramite del logos.
L’uomo non è dunque riducibile all’individuo e nemmeno a un semplice concetto e il mezzo più potente che ha per avvicinarsi alla realtà e ai suoi simili è il simbolo. Nella seconda sezione, dopo alcune riflessioni generali su che cosa sia il simbolo, portiamo ad esempio una parola fondamentale in Oriente, spesso fraintesa: karman, parola che, ridotta a concetto, risulta vulnerabile alla ragione. Se il simbolo del karman è prevalente nella metà delle culture, la metafora della goccia d’acqua, come simbolo della condizione di ogni esistenza, inclusa quella umana, è pressoché universale.
La terza sezione è costituita da un testo, la cui scrittura risale al 1973, incentrato sul culto non in quanto cerimonia, ma in quanto espressione dell’homo religiosus, non come funzione, ma come attività che l’uomo compie in comunione con il cosmo per il sostentamento dell’universo. La secolarità, cioè l’interesse per ciò che è secolare, è stata troppo spesso considerata in molte tradizioni ostacolo alla vita spirituale. Il pro-fano (davanti al fanum, luogo sacro) è in opposizione al sacro, ma non al secolare, che può essere vissuto nella sua sacralità.

Religion versus Science in Islam: a Medieval and Modern Debate – Oriente Moderno 3 – 2000

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. IV-260, Roma Prezzo: € 27,00

Carmela BAFFIONI, Introduction

Binyamin ABRAHAMOV, Religion versus Philosophy. The case of Fahr al-Din al-Razi’s proofs for prophecy

Carmela BAFFIONI, The concept of science and its legitimation in tlle Ihwan al-Safa

Leonardo CAPEZZONE, Memoria e lunga durata: dall’umanesimo dello Ps. Ibn al-Muqaffa alla scienza dello Ps. Gabir ibn Hayyan

Paola CARUSI, Alchimia islamica e religione: la legittimazione difficile di una scienza della natura

Delia CORTESE, Medieval sapiential knowledge and modern science in Islam. Some considerations on a ’missed link’ based on the thought of Gamal al-Din al-Afgani

Cristina D’ANCONA COSTA, Causa prima superior est omni narratione. Il tema delle sifat Allah nel primo neoplatonismo arabo

Richard LEMAY, Religion vs science in Islam. The medieval debate around astrology

Elinor LIEBER, Medicine versus religion in the works of Maimonides

Miklos MAROTH, Epicurean elements in Ibn Hazm’s writings

Yahya MICHOT, Vanités intellectuelles … L’impasse des rationalismes selon le Rejet de la Contradiction d’Ibn Taymiyyah

Biancamaria SCARCIA AMORETTI, La memoria: un paradosso islamico

Gotthard STROHMAIER, Die Ansteckung als theologisches und als medizinisches Problem

Mauro ZONTA, The role of Avicenna and of Islamic Avicennism’ in the 14th-century Jewish debate around philosophy and religion

Strutture Teologiche dell’Antico Testamento

Autore/i: Fohrer G.
Editore: Paideia
traduzione di Antonio Dal Bianco pp. 322, Brescia Prezzo: € 23,76

A proposito di queste Strutture Teologiche dell’Antico Testamento si è scritto che la loro originalità consiste nell’attenzione costante che Georg Fohrer mette nel non accettare posizioni o tradizioni utili alla catechesi o all’omiletica. In quest’opera G. Fohrer affronta i maggiori problemi che suscita attualmente la lettura dell’Antico Testamento – dai metodi ermeneutici cristiani e precristiani che fino ad oggi hanno guidato l’interpretazione veterotestamentaria, ai concetti fondamentali e sempre problematici di rivelazione, storia della salvezza, alleanza, attesa messianica. Il lavoro di G. Fohrer intende restituire un’immagine dei testi veterotestamentari che, frutto di un’analisi attenta soprattutto all’ambiente in cui questi testi si sono formati, faccia ritrovare al lettore dell’Antico Testamento quell’inquietudine che da Mosé ai profeti sempre animò i rapporti tra Israele e il suo Dio.

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Nota introduttiva

Capitolo I – Interpretazioni dell’Antico Testamento

Capitolo II – Antico Testamento e rivelazione

Capitolo II – Multiformi possibilità di esistenza

Capitolo IV – L’unità nella molteplicità

Capitolo V – Forza e capacità di trasformazione

Capitolo VI – Sviluppi

Capitolo VII – Applicazioni pratiche

Conclusione – Antico e Nuovo Testamento

Scritti di Diritto Islamico

Autore/i: D’Emilia Antonio
Editore: Ipocan
a cura di Francesco Castro pp. XVI-666, Roma Prezzo: € 39,00

Sono in queste pagine raccolti, con alcune poche eccezioni, gli scritti di diritto islamico che Antonio d’Emilia (1908-1968) compose nel corso di un trentennio nel quale, tra non poche difficoltà e non senza amarezza e incomprensioni, egli si trovò ad essere sovente l’unico cultore in Italia di quegli studi che nella sua stessa Università di Roma erano assurti con David Santillana alla più alta dignità di scienza e a risonanza internazionale.

Di formazione prevalentemente giuridica, s’era iniziato allo studio dell’arabo quando, compiuti già gli studi universitari, avviava le sue prime ricerche sui rapporti tra il diritto musulmano e il diritto delle chiese orientali, ricerche che presupponevano anche una ben solida iniziazione al diritto romano e al bizantino. Sollecitato ad occuparsi di diritto coloniale, ben presto se ne disinteressò perché, sostenitore della socialità del diritto, sentiva a sé non congeniale quella disciplina giuridica alla quale dedicò tuttavia due lavori (Bibl., n. 3 e 5) nei quali appare evidente che il problema che gli stava a cuore era quello della correlazione tra sistema giuridico e coscienza sociale, unica vera produttrice del diritto; problema al quale aveva specificamente dedicato il suo primo saggio. Al problema della correlazione egli restò costantemente fedele: chi scrive ricorda che ogni sua lezione, sia di diritto musulmano sia di diritto bizantino – disciplina che egli coltivò parimenti da maestro e che negli ultimi anni predilesse, poiché sulle fonti bizantine poteva dispiegare appieno tutta la sua finezza esegetica – si concludeva con alcune riflessioni sul fenomeno dello sfasamento tra sistema giuridico e coscienza sociale, fenomeno non infrequente nella storia giuridica della civiltà…

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Presentazione di Francesco Castro

Bibliografia degli scritti di Antonio d’Emilia

I – Diritto islamico

II – Shari’ ah

III – Fiqh (Iurisprudentia islamica)

IV – Correlazione fra sistemi giuridici e coscienza sociale

V – Sulla dottrina quale fonte del diritto

VI – Intorno ad alcuni caratteri dell’esperienza giuridica medievale sunnita

VII – Forma e sostanza della «interpretatio prudentium» nell’Islam medievale sunnita

VIII – L’abuso del diritto presso i giureconsulti musulmani

IX – Diritto romano e diritto musulmano

X – Il diritto musulmano comparato con il bizantino dal punto di vista della tipologia del diritto

XI – Per una comparazione fra diritto bizantino e musulmano in materia possessoria

XII – Droit byzantin et droit musulman

XIII – Per una comparazione fra le piae causae nel diritto canonico il charitable trust nel diritto inglese e il waqf khayri nel diritto musulmano

XIV – Influssi di diritto musulmano nel capitolo XVIII,2 del nomocanone arabo cristiano di Ibn al-’Assal

XV – La struttura della vendita sottoposta a khiyar secondo la sedes materiae dell’ al-Mudawwanah (nota preliminare)

XVI – La compravendita con patto d’opzione secondo alcune fonti del diritto musulmano malikita

XVII – Il bay’ al-khiyar nella Mudawwanah

XVIII – Il khiyar ash-shart nel Asl di Shaybani

XIX – Il patto d’opzione applicato alla compravendita secondo la codificazione turca di diritto musulmano hanafita

XX – Il kitāb al-ghasb nella Mudawwanah di Sahnūn

XXI – Diplomi arabi siciliani di compravendita del secolo VI egira e loro raffronto con documenti egiziani dei secoli III-V ègira

XXII – Osservazioni critiche intorno alla natura del califfato e del sultanato

XXIII – La giurisprudenza del tribunale superiore sciaraitico della Libia in materia di fidanzamento, matrimonio e divorzio

XXIV – Per un nuovo diritto libico delle obbligazioni

XXV – Le varie specie di obbligazioni nel codice libanese

XXVI – Intorno al codice di commercio dell’Arabia Saudiana

XXVII – Intorno alla moderna attività legislativa di alcuni paesi musulmani nel campo del diritto privato

XXVIII – Il diritto musulmano e il nuovo codice civile egiziano

XXIX – Intorno agli elementi costitutivi della compravendita secondo i vigenti codici di alcuni paesi musulmani

XXX – L’Islam e la costituzione pakistana del 1962

XXXI – Intorno alle costituzioni provvisorie repubblicane del Yemen

XXXII – Il trattato di diritto musulmano malikita di David Santillana

XXXIII – L’introduzione al diritto islamico di J. Schacht

Indice

Diritto Ereditario Islamico delle Scuole Giuridiche Ismailita e Imamita

Casisitica
Autore/i: Cilardo Agostino
Editore: Ipocan
pp. 276, Roma Prezzo: € 23,00

Il diritto ereditario islamico è certamente uno dei campi più difficili degli studi islamici. Fin dai tempi più remoti dell’islam si sviluppò una branca speciale del sapere, ed il dotto che se ne occupava veniva chiamato fārid, faradī o fāra’id (specialista nel calcolo delle quote ereditarie, quotista, giurista specializzato nella scienza delle quote).

Le opere giuridiche relative alle  fāra’id, oltre alla dottrina delle varie scuole, riportano sempre dei casi esplicativi. Anzi, in origine è il caso concreto che si presenta all’ attenzione dei giuristi e che dà luogo allo sviluppo della dottrina. Cosicché si può ritenere a ragione che il diritto islamico non si basi tanto su principi generali che delineano un quadro del sistema giuridico, sebbene questo sforzo sia stato fatto soprattutto da parte dei giuristi musulmani di epoca più recente; ma piuttosto che esso sia un diritto casuistico.

Poco noto è stato finora il diritto ereditario ismailita. Più studiato è stato invece quello imamita, sebbene non in modo molto dettagliato. Già ho pubblicato diversi lavori sul diritto ereditario.

Nel presente studio appare in tutta la sua ricchezza la ricerca, da parte dei giuristi, della soluzione di casi a volte del tutto inverosimili sul piano pratico, ma stimolanti su quello teorico, che mettono alla prova anche una certa conoscenza matematica. Qui mi limito alle scuole giuridiche ismailita e imamita in quanto il loro sistema giuridico, e perciò anche il loro diritto ereditario, ha seguito un unico conforme sviluppo, sebbene le due scuole divergano su dottrine particolari. Per quanto riguarda invece i sunniti, gli zayditi, gli zahiriti e gli ibaditi, essi hanno sviluppato un sistema ereditario che diverge sostanzialmente da quello delle due scuole si’ite qui studiate; e quindi ne risulta una trattazione alquanto diversa. Per questo motivo il diritto ereditario e la casuistica delle scuole giuridiche diverse da quelle ismailita e imamita costituirà un lavoro a parte di prossima pubblicazione.

La presente ricerca, oltre al suo intrinseco valore teorico, ha una indubbia utilità pratica. Il diritto ereditario islamico infatti è rimasto fino ad oggi pressoché immutato nelle sue linee fondamentali. Cosicché questo lavoro può servire anche da manuale di consultazione nelle necessità concrete.

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Premessa

Introduzione

Abbreviazioni

Principi generali

Impedimenti a succedere

Prima classe di eredi: figli e figlie e loro discendenti. Ascendenti diretti del de cuius

Seconda classe di eredi: fratelli e sorelle del de cuius e loro discendenti. Avi e ave paterni e materni di qualsiasi grado

Terza classe di eredi: zii e zie paterni e materni del de cuius e loro discendenti. Zii e zie paterni e materni del padre del de cuius e loro discendenti

Successione dei coniugi

Rapporti di patronato

Casi particolari

Munāsaha

Bibliografia

Indice dei nomi

Indice dei termini

La Shī’ah nell’Islām

Autore/i: Tabātabā’i ’Allāmah
Editore: Semar
traduzione di Kazem Zakeri Zaccaria e collaboratori pp. 142, Roma Prezzo: € 19,00

La preziosa opera del grande filosofo contemporaneo ’Allāmah Sayyid Muhammad Huseyn Tabātabā’i che qui presentiamo, si colloca senza dubbio tra i migliori saggi d’introduzione allo sciismo scritti in forma scientifica, equa e scevra da pregiudizi.

La lettura di quest’opera, di alti e interessanti contenuti, offre ai cultori della ricerca in tale campo e, in special modo a coloro che guardano all’islam dall’esterno, l’occasione di una corretta comprensione della fede sciita.

L’Autore ha dedicato piu di settanta anni alla ricerca islmaistica, con particolare riguardo alla filosofia e all’esegesi coranica, e offre qui una sintesi delle proprie ricerche. Le innumerevoli opere da lui lasciateci testimoniano la vastità della sua dottrina e la profondità del suo pensiero. La presente traduzione offre agli studiosi e ai ricercatori italiani l’opportunità di conoscere un grande pensatore e la sua dottrina superando il problema della lingua.

La non conoscenza o la sottovalutazione dello sciismo, quale confessione tra le principali nell’islam, è la maggiore lacuna dell’islamistica occidentale. Al punto che, purtroppo, ben pochi sono gli studi dedicati a questo importante argomento scritti con criteri scientifici e privi di pregiudizi. Forse, la causa risiede nella scarsità d’informazioni nel solido rapporto tra gli orientalisti e le università e i centri islamici legati al sunnismo. Tutto ciò ha motivato un consapevole oblio dello sciismo che conta oltre cento milioni di seguaci in Iran, Iraq, Libano, Yemen, Pakistan, Bahrein, India, Afghanistan, Azerbaigian, Turchia, Siria e Arabia Saudita.

La Visione Unitaria del Mondo

Autore/i: Mutahhari Mureteza
Editore: Semar
traduzione dal persiano di Behnami Shafi e Marisa Cinquepalmi pp. IV-94, Roma Prezzo: € 16,00

Una chiara esposizione dei nuclei del pensiero teologico unitarista dell’Islam sciita. Una visione del mondo alla base della cultura dell’Iran contemporaneo. Una chiave fondamentale per la comprensione del Medio Oriente.

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PREFAZIONE

LA VISIONE UNITARIA DEL MONDO

CAPITOLO PRIMO

LA VISIONE DEL MONDO

MONDO SENSIBILE E CONOSCENZA DEL MONDO – TIPOLOGIA DELLE VISIONI DEL MONDO – LA VISIONE FILOSOFICA DEL MONDO – LA VISIONE SCIENTIFICA DEL MONDO

LA VISIONE RELIGIOSA DEL MONDO – IL CRITERIO DI ESATTEZZA DELLA VISIONE DEL MONDO – LA VISIONE UNITARIA DEL MONDO – LA VISIONE ISLAMICA DEL MONDO

CAPITOLO SECONDO

LA VISIONE REALISTICA DEL MONDO

DIO, LA VERITÀ ASSOLUTA E IL PRINCIPIO DI ESISTENZA – GLI APPELLATIVI DI DIO L’UNICITÀ DI DIO – IL CULTO – CARATTERI DEL CULTO – L’ESSENZA DEL CULTO

CAPITOLO TERZO

I LIVELLI E I GRADI DELL’UNITARISMO L’UNITARISMO NELL’ESSENZA – L’UNITARISMO NELLA QUALITÀ L’UNITARISMO NELL’AZIONE – L’UNITARISMO NELLA DEVOZIONE L’UOMO E IL RAGGIUNGIMENTO DELL’UNIFICAZIONE

CAPITOLO QUARTO

I LIVELLI E I GRADI DELL’ ASSOCIAZIONISMO L’ASSOCIAZIONISMO NELL’ESSENZA – L’ASSOCIAZIONISMO NELL’AZIONE CREATRICE – L’ASSOCIAZIONISMO NELLA QUALIFICAZIONE – L’ASSOCIAZIONISMO NEL CULTO IL CONFINE TRA L’ASSOCIAZIONISMO E IL MONOTEISMO – SINCERITÀ E PUREZZA

UNITÀ E UNICITÀ DEL MONDO – L’INVISIBILE E IL VISIBILE – VITA TERRENA E VITA ULTRATERRENA

CAPITOLO QUINTO

LA SAGGEZZA SUPREMA E LA GIUSTIZIA DIVINA

LA SAGGEZZA SUPREMA – BREVE STORIA DEL PRINCIPIO DI GIUSTIZIA NELLA CULTURA ISLAMICA

Fluxus (fayḍ)

Indagine sui fondamenti della metafisica e della fisica di Avicenna
Autore/i: Lizzini Olga
Editore: Edizioni di Pagina
introduzione dell’autrice. pp. 688, Bari Prezzo: € 24,00

Una poderosa monografia su uno dei maggiori pensatori della tradizione filosofica dell’Islam classico, e fra i più importanti per il pensiero occidentale.

La teoria della causalità di Avicenna (Ibn Sīnā, m. 1037) è dominata dal concetto neoplatonico di flusso emanativo (in arabo fayḍ). Tutti i piani del sistema avicenniano ne sono interessati: quello metafisico, quello naturale, e quello intellettuale e quindi gnoseologico ed etico.  Sulla base di un’ampia scelta di testi, questo volume analizza la definizione del concetto di ‘flusso’ e le sue diverse applicazioni. Ne risulta uno studio corposo in cui, per la prima volta, le idee essenziali al pensiero avicenniano (possibilità, materia, esistenza, creazione, emanazione, bene, natura, caso) — e le difficoltà cui esse danno luogo — vengono discusse sullo sfondo dei due momenti fondamentali che l’idea di flusso è chiamata a spiegare: quello dell’origine, e perciò dell’esistenza stessa del mondo in relazione al suo Principio, e quello del funzionamento, ossia delle dinamiche che dello stesso mondo spiegano la vita.
Oltre a un’ampia bibliografia, il volume, diviso in cinque capitoli, comprende due appendici, rispettivamente sulla terminologia e sull’opera di Avicenna, e l’indice dei passi tradotti.

Olga Lizzini insegna Philosophy in Islam alla Vrije Universiteit di Amsterdam. È autrice di diversi saggi sul pensiero teologico e filosofico della tradizione medievale araba e arabo-latina, pubblicati su riviste italiane e straniere. Ha curato la prima traduzione italiana della Metafisica di Avicenna  (in edizione trilingue, a cura di O. Lizzini e P. Porro, Milano 2002; II ed. 2006) e la sezione di angelologia filosofica islamica del volume Angeli (a cura di G. Agamben e E. Coccia, Vicenza 2009).

Le Luci della Sapienza

Autore/i: Al-Ghazālī
Editore: Oscar Mondadori
introduzione e cura di Massimo Campanini. pp. XXVI-150, milano Prezzo: € 8,50

Abū Hāmid al-Ghazālī (1058-1111), forse il massimo fra i teologi dell’Islam, agli occhi dei musulmani ha la stesso prestigio che per un cristiano possono avere Agostino o Tommaso. Spirito inquieto, alla costante ricerca della verità, esplorò tutte le discipline speculative del suo tempo, dalla teologia alla giurisprudenza religiosa, dalla filosofia di matrice greca all’esoterismo iniziatico degli Ismailiti, alla mistica dei Sufi. E fu proprio a una visione mistica, per quanto temperata dal rigore razionale appreso con gli studi filosofici, che alla fine approdò il suo tortuoso percorso. I due scritti qui presentati rivelano appieno questa visione mistico-speculativa: il primo, Il libro che preserva dall’errore, è un’autobiografia spirituale per certi versi simile alle Confessioni di Agostino; il secondo, La nicchia delle luci, prende spunto da uno dei versetti del Corano più densi di simbolismo, nel quale Dio rassomiglia se stesso a una luce. La profonda interpretazione di al-Ghazālī, visionaria ma al tempo stesso lucidissima, rappresenta uno dei vertici del pensiero metafisica dell’Islam.

Louis Massignon – Antologia di Testi Teologici

Quaderni del seminario – 21
Autore/i: Rizzardi Giuseppe
Editore: Edizioni C.d.G.
pp. 270, ill. b/n, Pavia Prezzo: € 32,00

I testi antologici che per la prima volta sono proposti in lingua italiana al pubblico italiano, da una parte introducono assialmente nel cuore della cultura islamica, dall’altra offrono criteri e principi metodologici per la comprensione di quel complesso mondo culturale e religioso di cui il sufismo, in particolare la testimonianza e il messaggio di al-Hallaj, il martire dell’islam, rappresenta il punto più elevato.

Accanto all’interrogazione culturale circa la natura e il significato dell’ islam nel contesto delle culture e delle religioni storiche, L. Massignon suscita un’interrogazione di carattere teologico: qual sia il ruolo e il significato dell’islam nella storia della salvezza, quale sia il rapporto dialettico tra cristianesimo e islam sul piano storico-salvifico.

Le risposte che egli dà sia all’interrogazione culturale che a quella teologica sono suggestive e accattivanti, nello stesso tempo, per la loro originalità, sollevano interrogativi. Gli interrogativi sono l’anima della cultura.

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Prefazione

Parte prima

L. MASSIGNON LA SUA AVVENTURA UMANA, CULTURALE E RELIGIOSA

Il laicista inquieto

L’evento della conversione

La ricostruzione del tessuto culturale cristiano

Il sigillo di una vocazione:il sacerdozio

Per un’iniziazione all’universo culturale massignoniano

Parte seconda

INTRODUZIONE ALLA “ANTOLOGIA MASSIGNONIANA”

Esame di “Il dono dell’uomo colto” di Abdallah Ibn al-Torjoman

Le tre preghiere di Abramo

Il segno mariano

Da “O Vergine potente”

Conclusioni

Note

Parte terza

TRADUZIONE DI

Esame di “Il dono dell’uomo erudito”

Appendice

Le tre preghiere di Abramo

Il segno mariano

Da “O Vergine potente”

Parte quarta

TRADUZIONE DI

“Il dono dell’uomo erudito”