Le Cahier Musulman et Arabe

Autore/i: AA. VV.
Editore: Messages d’Orient
pp. 270, Alexandrie (Egitto)

SOMMAIRE

Le roman dans la littérature arabe, par ABBAS MAHMOUD EL AKKAD.

Aperçu sur l’évolution de la langue arabe, par S. SPIRO BEY

Enigmes et Antinomies dans les littératures orientales,
par le BARON CARRA DE VAUX

Folklore -Egyptien, par ELlAN J. FINBERT

Les Musulmans Chinois, par FRANCIS BORREY

Les Musulmans d’Egypte et la vie économique moderne, par B. MICHEL

Un réformateur de l’Islam, le Cheikh Mohamed Abdou, par CHEIKH MOUSTAFA ABDEL RAZEK.

L’Islam s’est répandu avec une rapidité sans pareille … par CHEIKH MOHAMED ABDOU

L’lslam et les Principes du Gouvernement, par CHEIKH ALY ABDEL RAZEK

Soufisme, par AHMED GALWASH, membre de la Confrérie soufi, Khalwati d’Alexandrie

Une Qacida inédite d’Imroulqais avec commentaire sur la poési de la Djahilyah, par HENRI THUILE BEY.

De la Poésie Anté-islamique, par TAHA HUSSEIN, professeur à la Faculté de Lettres du caire

Poètes d’Egypte, par KHALIL MARDAN BEY

Suggestions sur la mélopée, par A. SCOUFFI

Il Santo Sufi della Valle del Nilo

Šayḫ Muḥammad ’Uṯmān ’Abduhu al-Burhānī (1904-1983) e la ṭarīqa Burhāniyya
Autore/i: Leccese Francesco Alfonso
Editore: Jouvence
pp. 152, Milano

Il volume analizza una tra le figure più emblematiche del Sufismo del XX secolo nella regione della Valle del Nilo, un esempio carismatico della persistenza del pensiero e della devozione sufi all’interno delle società arabe. Al centro del libro è il ruolo del maestro sufi come modello di perfezione per i propri discepoli nella società araba contemporanea: il processo storico di consolidamento e diffusione del Sufismo tra Egitto e Sudan, l’elemento dottrinale, il metodo e gli adattamenti pratici scaturiti dal cambiamento sociale. La vita e l’insegnamento di Šayḫ Muḥammad ’Uṯmān ’Abduhu – per i discepoli, Faḥr al-Dīn, ossia “Orgoglio della fede” – si distinguono per ricchezza e unicità nella storia del Sufismo presente nei territori attorno al Nilo, consentendo di ripensare stereotipi e semplificazioni sulla sopravvivenza dell’insegnamento sufi nel mondo odierno. La biografia del maestro sudanese rappresenta, pertanto, un caso paradigmatico di compimento del sentiero sufi, oltre che di perseveranza dell’iniziato teso a percorrere la via fino a diventare maestro e a far rivivere una tra le più consolidate tradizioni sufi della Valle del Nilo.

Notizie su al-Ḥallāj

La mistica dell’islam
Autore/i: Massignon Louis
Editore: Morcelliana
introduzione, traduzione e cura di Luisa Orelli, postfazione di Maurice Borrmans. pp. 130, Brescia

Al-Husayn b. Mansur al-Hallaj, nato in Persia nell’858 della nostra era, morto crocifisso nel 922 a Baghdad, allora capitale del califfato abbaside, è una delle figure centrali del sufismo, la mistica islamica. Le sue parole sono state tramandate oralmente dai suoi discepoli e messe per iscritto nei secoli successivi. Il testo qui presentato è ricomposto da Louis Massignon che ha consacrato tutta la vita alla persona e all’opera di al-Hallaj, da cui ha tratto ispirazione per un profondo rinnovamento nella concezione e nella prassi del dialogo islamo-cristiano: coinvolgere tutti coloro che osano, come Abramo, accogliere «gli altri» come «ospiti di Dio», a loro volta messaggeri del solo «Straniero» che ogni credente attende di accogliere.
Si offre al lettore un classico di mistica sufi: come in una sorta di “Vangelo”, sono raccolte le sentenze, i gesti e le preghiere di al-Hallaj che i contemporanei videro attuarsi nei vari momenti della sua esistenza e soprattutto nel corso della sua Passione.

Louis Massignon (1883-1962) è stato un grande orientalista francese. Tra le sue opere, monumentale e più volte ristampata è La Passion de Husayn ibn Mansur Hallaj, 4 voll. (Gallimard, 1975). Tradotte in italiano: Parola data (Adelphi, 1995); L’ospitalità di Abramo. All’origine di ebraismo, cristianesimo e islam (Medusa, 2002); Il soffio dell’islam. La mistica araba e la letteratura occidentale (Medusa, 2008).

Luisa Orelli, arabista formatasi a Parigi (Paris III) e Roma (PISAI), ha vissuto a lungo al Cairo ed è traduttrice di letteratura araba.

Gli Ordini Sufi nell’Islam

Un viaggio singolare nel cuore dell’Islam, tra antichi riti e pratiche sufi
Autore/i: Trimingham J. Spencer
Editore: Controluce
presentazione di Enzo Pace, introduzione, prefazione dell’autore, traduzione e cura di Guglielmo Zappatore. pp. 436, Nardò (LE)

«L’immagine efficace cui sovente si ricorre per definire sinteticamente cos’è il sufismo è quella della noce. Il guscio è la Legge (shari’a), il gheriglio è la Via che si segue per ascendere a Dio (tariqa), l’olio, che sottilmente permea tutto il frutto, è il simbolo della verità assoluta (haqiqa) che unifica le altre due dimensioni, finalizzandole alla scoperta del Dio unico. […] Di sufismo si parla molto oggi. […] È come dire: c’è un altro Islam, fra la fissazione dell’immutabilità e non interpretabilità della Legge, da un lato, e la politica d’identità praticata da gruppi e movimenti che si agitano nelle società a maggioranza musulmana, magari per organizzare una opposizione impossibile a regimi blindati, dall’altro. I sufi sembrano occupare la via mediana, […]: non contro la Legge né per la riduzione della religione alla pura logica della politica che, schmittianamente, guida l’agire secondo lo schema binario dell’amico/nemico. Piuttosto il sufismo lavora da sempre per affermare che la Legge è fatta per l’uomo e non viceversa e che se le parole hanno un senso, la parola salam – che vuol dire pace in arabo e che compone nelle buone maniere religiose il saluto fra persone che si riconoscono nella fede nel Dio unico – vorrà pur dire qualcosa in contrasto con l’etica guerriera che avanza nel mondo musulmano e che fa da specchio deformato della logica di guerra imposta da tempo dalle principali potenze mondiali a tutto ciò che solo qualche anno fa costituiva o le aree coloniali oppure le zone di influenza geo-politica.» (dalla Presentazione di Enzo Pace)

J. Spencer Trimingham (1904-1987) è stato un islamista britannico e pastore anglicano. Studioso di cultura islamica africana, diresse il Dipartimento di Arabo e Islamistica presso la Glasgow University.
Tra i suoi saggi più noti ricordiamo: Islam in Ethiopia, Last great Muslim Empires e The Influence of Islam upon Africa.

I Nomi Divini e il Profeta alla Luce del Sufismo

Autore/i: Al-Gili Al-Karim
Editore: Il Leone Verde
a cura di Claudio Marzullo pp. 250, Torino

Prima edizione e traduzione in lingua occidentale di uno dei trattati maggiori di ‘Abd al-Karīm al-Ğīlī (m. 1408 d.C.), seguace di Ibn ‘Arabī (m.1240 d.C.) e figura di primo piano nel sufismo.

Il testo – scritto agli inizi del XV secolo tra la Palestina e lo Yemen, pochi anni dopo la stesura dell’Insān al-kāmil, “L’Uomo universale” – affronta un motivo cardine dell’intellettualità islamica premoderna, e cioè la riflessione sui Nomi divini e, in modo particolare, sui 99 Nomi “più belli”. Attraverso questi, infatti, il teologo parla di Dio, descrivendone qualità e attributi; il filosofo spiega l’origine del mondo e adatta il sistema neoplatonico al concetto religioso di creazione; il maestro sufi accenna al mistero del rapporto tra l’Assoluto e il mondo, l’Uno e il molteplice. L’iniziato e l’asceta contemplano i Nomi divini per la purificazione dell’anima; il predicatore, spronando i comuni fedeli a una condotta virtuosa, li minaccia e li rincuora evocando, a un tempo, l’Ira e la Misericordia, qualità che descrivono Nomi divini. E ancora, di Nomi divini son fatte le invocazioni del credente, spontanee o codificate dalla tradizione, e sul ricordo costante di essi poggiano i riti del sufismo.

L’opera non si limita a descrivere Nomi e qualità divine, ma affronta anche l’aspetto “pratico”, e cioè della loro realizzazione cosciente e attiva nell’uomo, e la possibilità per quest’ultimo di poter elevarsi dalla condizione d’individuo, soggetto al divenire, e ricongiungersi all’Assoluto.

Al fine di rendere più chiari tali concetti e, soprattutto, trovarne conferma e legittimità nella tradizione islamica, Ğīlī ripercorre alcuni episodi della biografia di Muḥammad, interpretando ciascuno di essi come un “effetto” della realizzazione spirituale di una determinata qualità divina.

Così, d’un tratto, la biografia profetica assume tinte del tutto inusitate per il comune lettore occidentale quanto, forse, per il musulmano contemporaneo che ha poca familiarità con la dimensione esoterica della propria religione. Non soltanto gli aspetti della vita profetica più noti, ispirati a misericordia o a severità, ma anche aneddoti che possono sembrare bizzarri o poco significativi per la mentalità moderna, acquistano pienezza di senso per Ğīlī, il quale è in grado di coglierne l’universale, al di là della minutezza degli eventi e delle inevitabili limitazioni dettate dal contesto storico e culturale.

La Cavalleria Spirituale

Kitāb-ul-Futuwwa
Autore/i: Sulami
Editore: Luni
introduzione di Giuditta Sassi. pp. 80, Milano

«Siamo tornati dalla piccola guerra santa alla grande guerra santa» disse Muhammad, il Profeta dell’Islām, di ritorno da una spedizione.
È questa «grande guerra santa» quella in cui sono impegnati i cavalieri della Futuwwa, non la guerra «del valoroso che par amore della gloria si getta da solo contro un esercito schierato in battaglia» (Ciuang-tze), ma «la lotta dell’uomo contro i nemici che egli porta in sé, ovverossia contro tutti gli elementi che, in lui, sono contrari all’ordine e all’unità», contro le proprie passioni e tendenze individuali, guerra condotta per ottenere «l’unità nell’intenzione e la costante tendenza verso il centro invariabile e immutabile».
I procedimenti di questo metodo, a volte solo apparentemente semplici e banali (cercare l’unione e la concordia con gli altri, abbandonare l’orgoglio, amare disinteressatamente, senza pretese e senza risentimenti, essere comprensivi e indulgenti con gli altri e inflessibili con se stessi…), se messi in pratica unicamente con lo scopo di essere in conformità con il Principio, sono volti a condurre all’unione con Esso e alla conoscenza per mezzo Suo.

Lo Sheikh Abū ‘Abd-er-Rahmān es-Sulamī di Nīshāpūr nacque nel 937 (325 dell’Egira) e morì nel 1021 (412 dell’Egira).
Compose un centinaio di scritti, di cui però ne sono rimasti solo 27, tra cui ricordiamo Risālat-ul-Malāmatyya (tradotta per la Luni Editrice con il titolo I Custodi del Segreto), Tabaqāt as-Sūfī (Le categorie dei Sūfī), I vizi dell’anima e la loro cura, Raccolta delle regole in uso presso i Sūfi.

Physicians of the Heart

A Sufi View of the Ninety-Nine Names of Allah
Autore/i: Meyer Wali Ali; Hyde Bilal; Muqaddam Faisal; Kahn Shabda
Editore: Sufi Ruhaniat International
pp. xix-412, San Francisco (California)

The Ninety-Name names of God are a spiritual treasure. The four authors of this book have accomplished a noble collaboration and put this treasure within our reach. The meanings to be discovered in these pages can potentially open us to a marvelous universe of Divine Beauty, and through these gems, traditionally called “The Most Beautiful Names,” we may ourselves ultimately be beautified. Rich in linguistic knowledge and personal reflection, this book helps to make this subject applicable and real. (Kabir Helminski, author of Living Presence and The Knowing Heart, translator of several volumes of Rumi, including The Pocket Rumi and Love’s Ripening, & Co-Director of The Threshold Society –Kabir Helmisnki)

This astounding book is a nothing less than a mystical road map into the reality of the Only Being, to the One from whence all the 99 beautiful names of Allah spring, and to which they all point. The collaboration of these scholars and practitioners has yielded a truly profound work of deep spiritual value and psychological insight which should continue to serve the entire community of the “Jerusalem Trilogy” (Jews, Christians, and Muslims) for generations to come. (Rabbi Zalman Schachter-Shalomi, founder of the Jewish Renewal Movement –Rabbi Zalman Schachter-Shalomi)

The Source of Love promises humanity, Call on me in longing and love through intoning My Most Beautiful Names and I will answer your call, far beyond your imagination. O seeker, enter the mystical kingdom of the Divine Energies, called the Most Beautiful Names of Allah, by plunging into this remarkable sourcebook, which elucidates the ancient practice of contemplation and chanting of the Names of God, the swiftest path to union.
The authors of the book have brought a great gift to the West in their extraordinary and monumental work which elucidates a new field of wisdom in the West. Use this book as a guide on your journey. (Fariha al Jerrahi, -Nur Ashki Jerrahi Sufi Lineage –Fariha al Jerrahi, Nur Ashki Jerrahi Sufi Lineage(

Eurasian Studies Vol. XI 1-2 2013

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. 260, Roma Prezzo: € 80,00

Articles

Jurgen Paul

Where did the dihqans go?

Veronica Prestini

A manuscript with double authorship: London, British Library Ms Sloane 2742

Alessandro Taddei

Some topographical remarks on Pope Constantine’s journey to Constantinople (AD 710-711)

Marco Salati

An act of appointment to the leadership pf the Wafa ’iyya sufi order from the Ottoman court records of Aleppo (1099/1687)

Marie Bossaert

Les Arméniens et l’apprentissage du turc en Italie. Relais mekhitariste et croisements italo-ottomans (dix-neuvième – début du vingtième siècle)

Correspondences diplomatiques et traités de chancellerie Textes réunis par Denise Aigle et Michele Bernardini

Denise Aigle

Introduction

Malika Dekkiche

Correspondence between Mamluks and Timurid in the fifteenth century: an unpublished corpus of official letters (Bnf, ms ar. 4440)

Thomas Tanase

Les relations de la papauté avec l’Orient mongol et musulman à traves les artes dictandi

Frédéric Bauden

Like father, like son: The chancery manual (Qala’id al-Juman) of al-Qalqasandi’s son and its value for the study of Mamluk diplomatics (ninth/fifteenth century) (Studia Diplomatica Islamica, I)

Marie-Anna Chevalier

Le correspondance entre les éliter arméniennes et la papauté pendant le règne de Lewon premier

Review Article Claudia Ott, 101 Nacht (by Francesca Bellino)

René Guénon e Ibn Arabi

Precisazioni necessarie su pretese comparazioni tra il loro linguaggio metafisico, scusa per un attacco all’Opera di Guénon, alla metafisica tradizionale e all’esoterismo autentico
Autore/i: Corbucci Carlo
Editore: Irfan Edizioni
premessa dell’autore. pp. 206, San Demetrio Corone (CS)

Le opere di René Guénon hanno contribuito in maniera fondamentale a chiarire e a tramandare i significati
più profondi e universali della Tradizione, di cui è considerato il massimo interprete occidentale nel XX secolo.
Ibn Arabi è stato un filosofo, gnostico e poeta islamico la cui opera ha influenzato molti intellettuali e mistici
sia orientali sia occidentali, ed è conosciuto in Occidente come Doctor Maximus e in alcuni paesi islamici
con i titoli di Muḥyī al-Dīn (“Colui che rivivifica la religione”) e di al-Shaykh al-Akbar (“Il sommo Maestro”).

L’Autore smaschera distorte interpretazioni e chiarisce presunte divergenze riguardanti l’Opera di questi due grandi Maestri.

Carlo Corbucci, avvocato, romano di adozione, è un esperto di cultura islamica e mediorientale e studioso di dottrine esoteriche e spirituali. È stato presente in vari pool difensivi in molti processi di terrorismo islamico svoltisi in Italia, approfondendo i casi più eclatanti, sia dal punto di vista processuale che socio-politico, nel suo libro Il terrorismo islamico: Falsità e mistificazione (Agorà, 2003), di cui sono in corso traduzioni in diverse lingue estere.

Annales de l’Institut d’Études Orientales – Tome VII – Année 1948

Autore/i: AA. VV.
Editore: La Typo-Litho et Jules Carbonel
Faculté des Lettres de l’Université d’Alger pp. 106, Algeri (Algeria) Prezzo: € 15,00

Table des Matières

Ph. Marçais. – L’articulation de l’emphase dans un parler arabe maghrébin

J. Sauvaget. – Sur un papyrus arabe de la Bibliothèque Egyptienne

E. Dermenghem. – Al-Hirrâlì, un çoufi du XIIIᵉ siècle, érudit, métaphysicien, philosophe et poète

G. Marçais. – Sousse et l’Architecture musulmane du IXᵉ siècle

Mme Graf-De La Salle. – Notes sur le conte populaire tunisien «Les deux bossus»

M. Canrad. – Les H’amdanides et l’Arménie

G.-H. Bousquet. – L’Islam et la limitation volontaire des naissances

Titres des communications faites aux séances mensuelles de l’I. E. O.

Sufismo le Serie di Lezioni

Sufismo, Sufismo e Conoscenza, Sufismo e Saggezza, Sufismo e Pace, Sufismo e Islam
Autore/i: Angha Hazrat Salaheddin Ali Nader
Editore: MTO Publications
introduzione dell’autore – pp. XII-124, Roma Prezzo: € 20,00

Le serie di lezioni sul Sufismo è come il riflesso colorato della luce che proviene dalle sfaccettature di un diamante. La serie comprende i testi delle lezioni tenute nelle principali università europee, da Hazrat Salaheddin Ali Nader Angha, il Pir di MTO Shahmaghsoudi, Scuola di Sufismo Islamico. Ciascuna lezione è dedicata a un tema diverso, come indica il titolo. Considerata nel suo insieme, la serie presenta un distillato degli insegnamenti di questo famoso, riverito e stimolante Maestro Sufi del nostro tempo.
Nel Sufismo, i punti fondamentali  sono illustrati in una storia animata. Il Sufismo è definito come la realtà della religione, una disciplina che è il percorso verso la realizzazione della perfezione umana.
Sufismo e Conoscenza, descrive il movimento oltre la limitata conoscenza fisica, che si basa sugli impulsi sensoriali della nostra mente, verso la conoscenza insegnata dai profeti, basata sull’esperienza personale e conoscenza assoluta.
Sufismo e Saggezza, insegna che per ottenere la saggezza, dobbiamo prima riconoscere la saggezza e poi seguirla. In questo sforzo, la presenza di una guida, a noi presentata interiormente da Dio, è necessaria. I confini di tempo e spazio vengono trascesi, raggiungendo lo stato, inaccessibile ai sensi limitati.
Sufismo e Pace ci insegna che la pace in ogni livello è il risultato del benessere spirituale. Se vogliamo la pace nel mondo, noi come individui dobbiamo prima trovare la pace dentro di noi.
Sufismo e Islam, spiega il principio di unità, che è la legge fondamentale dell’Islam. Il vero significato di unità si rivela quando i limiti artificiali creati dalla mente crollano e sperimentiamo “gli orizzonti illimitati dell’esistenza” e ne testimoniamo l’unità.

Il Sufismo

Autore/i: Nasr Seyyed Hossein
Editore: Rusconi
traduzione di Donatella Venturi pp. 200, Milano Prezzo: € 15,00

L’autore di Ideali e realtà dell’Islam (Rusconi, 1974) espone in quest’opera la dottrina della «via spirituale» (Tarīqah) conosciuta con il nome di «sufismo» (Taṣawwuf), e che nella tradizione islamica persiana è considerata la dimensione interiore ed esoterica dell’Islam. In un linguaggio rispettoso della rigida tradizione islamica ma accessibile alla mentalità critica e dialettica moderna, Hossein Nasr illustra il significato del sufismo ponendolo in relazione non soltanto con la particolare religione, l’Islam, nel cui seno è sorto e si è sviluppato, ma anche con la più universale ricerca dell’Assoluto da parte dell’uomo in ogni tempo. A tale ricerca il sufismo fornisce una dottrina metafisica e provvede i metodi idonei a percorrere per tappe appropriate la via verso la piena realizzazione spirituale, verso il raggiungimento dello stato in cui l’uomo si inserisce nel Centro stesso della realtà e prende coscienza della sua dimensione e missione cosmica. Secondo la prospettiva musulmana, il sufismo, quale aspetto esoterico dell’Islam, raccoglie e perfeziona il messaggio spirituale e metafisico di tutte le religioni rivelate, delle quali riconosce e rispetta la validità in quanto manifestazioni autentiche di un’unica Religione primordiale.

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Introduzione

I. Il Sufismo e la perennità della ricerca mistica

II. Il Sufismo e l’integrazione dell’uomo

III. Rivelazione, intelletto e ragione nel Corano

IV. Il maestro nella letteratura sufi persiana

V. Gli stati spirituali nel sufismo

VI. L’uomo nell’universo: permanenza nel mutamento apparente

VII. Il Sufismo del secolo VII e la scuola di Ibn ’Arabī

VIII. L’Islam e l’incontro fra le religioni

IX. Il problema ecologico alla luce del sufismo: la conquista della natura e gli insegnamenti della scienza orientale

X. Che cosa può offrire l’Islam al mondo moderno?

Il Divino Amante

La pratica spirituale indiana della via d’amore
Autore/i: Milanetti Giorgio
Editore: Ubaldini Editore
pp. 142, Roma Prezzo: € 9,00

La pratica della ’via d’amore’ (prem-marg) rappresenta uno degli aspetti più vivi e luminosi dell’intera spiritualità indiana. Non vi sono celati, infatti, soltanto gli elementi della passione devozionale (bhakti), ma anche tecniche fondamentali dello yoga e caratteri delle dottrine gnostiche e delle discipline esoteriche. La ’via d’amore’, dunque – che già venne additata nella Bhagavad-gita e che infine si affermò in epoca medievale con l’apoteosi delle figure divine di Rama e Krsna – costituisce un itinerario completo, la cui segreta integrazione venne insegnata dai viandanti più illuminati: così fecero i Sant (Kabir, Dadu, guru Nanak), cui viene dedicato un intero capitolo della presente opera; ma la necessità di alimentare l’ardore della passione devozionale con il copioso combustibile dell’ascesi, e di temperarlo al gelo del discernimento e della consapevolezza, traspare con la medesima urgenza anche dagli insegnamenti degli inebriati devoti di Krsna e dei Sufi indiani – i mistici dell’islam – di cui, rispettivamente, si occupano gli altri due capitoli.

La meta di quell’itinerario è l’abbandono di sé; il discioglimento (laya, fana) nell’abbraccio del Divino Amante. I canti che descrivono quell’ineffabile unione appaiono circonfusi di splendore, e le parole, assieme al pensiero, sembrano arretrare: ma l’emozione suscitata dai versi appassionati di quei santi può condurre ancor oggi – attraverso la sempre viva metafora dei modi dell’amore umano – fino sulla soglia della rivelazione del segreto dell’’unione’ (milan, samyog).

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Il Divino Amante

Krsna-bhakti. Il culto amoroso del dio-pastore

La via d’amore dei santi-poeti nirgun

La simbologia erotica dei sufi indiani

Nota sulla trascrizione e sulla pronuncia

Note

Sufismo e Islam

L’importanza della donna nella mistica
Autore/i: Mancini Tamara
Editore: La Caravella
introduzione dell’autrice. pp. 182, Viterbo Prezzo: € 13,00

Il Sufismo è una dottrina unica nel suo genere, non rappresenta solo il rispetto per la predicazione, ma è un mezzo raffinato per arrivare a Dio; è un supporto spirituale fornito alle masse, un fenomeno complesso, un’esperienza mistica caratterizzata dalla meditazione, dalle rinunce, dal digiuno.
Impegno e perseveranza contraddistinguono i Sufi, il cui scopo ultimo è imbattersi nella Conoscenza, nell’amore e nella bellezza divina.
L’autrice ripercorre la storia della mistica islamica, dall’origine fino agli sviluppi più recenti, prendendo in particolare considerazione la figura femminile, citando mistiche come Fatima An-Nisaburya e Rabi’a Al Adawija detta anche Rabi’a di Basra; donne umili e profonde che fanno di questo testo un libro per le donne, una voce che grida contro la misoginia islamica, si pone a sostegno dell’integrazione e a condanna dell’etnocentrismo e della generalizzazione a tutti i costi.
Di questi aspetti il libro vuole essere un’introduzione, un punto di riferimento per chi voglia conoscere dal punto di vista storico e religioso questo fenomeno di cui oggi si parla con sempre maggiore interesse.

Tamara Mancini laureata in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma, si è dedicata con attenzione allo studio delle religioni, su tutte quella islamica, della quale ha analizzato gli aspetti storici, politici e religiosi volgendosi alla scoperta del Sufismo, dei testi mistici e della spiritualità interreligiosa. Sufismo e Islam è la sua prima pubblicazione.

L’Islam e l’Europa

e altri saggi
Autore/i: Mandel Gabriele
Editore: Tipheret
con premessa e raccolti da Nazzareno Venturi. pp. 200, Acireale Prezzo: € 18,00

Questa raccolta di saggi fa parte di una serie di testi che Mandel volle fossero pubblicati sul sito dei sufi Jerrahi in Italia, ordine di cui è stato il Khalifa, e sul suo sito di dialogo interreligioso “il caravanserraglio puntosufi”. Sono scritti degli ultimi vent’anni della sua vita e mostrano i temi a lui più cari e ricorrenti.

Figura eclettica di medico, psicologo, archeologo, artista, docente universitario, «shaikh» sufi delle confraternite naqshbandi e poi Jerrahi, Gabriele Mandel è stato colui che, per primo, ha divulgato in Italia il Sufismo, permettendo di far luce su un pensiero che ha illuminato l’Islam e di riflesso anche l’Europa. A centinaia le sue pubblicazioni, fra cui la traduzione e il commento del Corano (UTET e De Agostini, pubblicato sotto l’alto patronato dell’Unesco) e del Mahtnawi di Rumi (Bompiani). Su Gabriele Mandel Tipheret ha pubblicato in questa collana il testo biografico Conversazioni sul tappeto (2012).

Nazzareno Venturi, docente in scienze psico-pedagogiche e storico-religiose. Direttore emerito di collana e redattore in diverse case editrici, ha lavorato in gruppi universitari di ricerca, diretto corsi per insegnanti e svolto numerosi corsi universitari e relazioni in tutta Italia. Decine le sue pubblicazioni, tra saggi e testi. Umorista grafico premiato (dal “Lavoro”) esprime le sue ricerche in campo pittorico, musicale (tastiere) e televisivo come documentarista.