Orientamenti per un Dialogo tra Cristiani e Musulmani

Autore/i: Borrmans Maurice
Editore: Urbaniana University Press
premessa di Leonardo Sileo, prefazione di Francis Arinze, presentazione di Pietro Rossano, introduzione dell’autore, traduzione italiana a cura di Costanza Vergnaghi. pp. 240, Città del Vaticano

Si può ancora parlare di dialogo islamo-cristiano dopo “l’orrore assoluto dell’11 settembre 2001” che ha visto le due torri gemelle di New York crollare con migliaia di vittime innocenti? Nell’Europa occidentale l’esigenza di laicità democratica in società pluralistiche, da una parte, e la volontà di visibilità dei musulmani immigrati raggruppati in associazioni o federazioni, dall’altra, pongono nuovi interrogativi nell’opinione pubblica e nelle comunità cristiane. Si tratta ormai di organizzare il “vivere insieme” nella “casa comune” di questo pianeta secondo i valori fondanti delle religioni che riconoscono al Creatore un disegno di bontà e di amore per tutte le sue creature. Questo disegno richiede, da parte dei cristiani, come dei musulmani e degli ebrei, in quanto credenti, una risposta generosa, un’adesione intelligente e un impegno di collaborazionetra tutti gli esseri umani. (Dalla Postfazione dell’autore) Padre Maurice Borrmans, della Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), ha dedicato tutta la sua vita allo studio, all’insegnamento e all’attività pastorale in favore del dialogo islamocristiano. Con questa pubblicazione, l’Urbaniana University Press e l’Istituto di Ricerca della non Credenza e delle Culture (ISA) celebrano la consegna a Padre Maurice Borrmans della laurea honoris causa in Missiologia, Facoltà della Pontificia Università Urbaniana.

«Bianche Ombre d’Arabi» – Alterità Islamica nella Guerra Italo-Turca (1911-1912)

Autore/i: Scotto Davide
Editore: Scienze e Lettere
pp. 316-412, nn. ill. b/n, Roma

Premessa (1911-2011)

Latinità d’oltremare

Tra crociate e conversione

Le dimensioni dell’alterità

Un catalogo di stilemi

Scorci di un Islam vissuto

Tra esperienza e proiezione

Un lascito da soppesare

Abbreviazioni bibliografiche

“Guerra Santa” e Conquiste Islamiche nel Mediterraneo

(VII – XI secolo)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Viella
a cura di Marco Di Branco e Kordula Wolf pp. 198, Roma

In seguito alle conquiste islamiche, il Mediterraneo diventò un fluido spazio di confine tra società musulmane e cristiane, contrassegnato da continui contatti e conflitti, intrecci e scambi, trasformazioni e tensioni.

Questo volume a più voci si propone di affrontare il tema del delicato passaggio che conduce dalla guerra di conquista islamica (ǧihād) alla creazione di strutture amministrative nei territori ­assoggettati, analizzando anche vari aspetti delle complesse dinamiche a esso inerenti.

Si prendono in esame alcuni importanti contesti mediterranei tra il VII e l’XI secolo: l’Egitto, il Maghreb, l’Andalusia, la Francia e l’Italia meridionale, le grandi isole. Lo scopo è quello di comprendere ancora meglio alcuni sviluppi e ­impatti dell’espansione musulmana, di affrontare le problematiche legate alla scarsità e all’interpretazione delle fonti e, non da ultimo, di invitare a guardare oltre l’orizzonte della propria disciplina.

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Kordula Wolf, Introduzione

Samir Khalil Samir, L’Apocalypse de Samuel de Qalamūn et la domination des Hagaréens

Marco Di Branco, Dalla guerra navale alla conquista delle grandi isole del Mediterraneo. Cipro, Rodi, Creta

Ann Christys, From ǧihād to diwān in two providential histories of Hispania/al-Andalus

Giuseppe Mandalà, Tra minoranze e periferie. Prolegomeni a un’indagine sui cristiani arabizzati di Sicilia

Marco di Branco, Kordula Wolf, Terra di conquista? I musulmani in Italia meridionale nell’epoca aghlabita (184/800-269/909)

Aldo A. Settia, «In locis qui sunt Fraxeneto vicina». Il mito dei Saraceni fra Provenza e Italia occidentale

Lutz Berger, Postface: Continuity and Change in the Early Medieval Mediterranean

Indici
Indice delle persone
Indice dei luoghi
Abstracts

Questioni d’Oriente

Europa e Impero ottomano nel diritto internazionale dell’Ottocento
Autore/i: Augusti Eliana
Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pp. X-414, Napoli Prezzo: € 44,00

Nell’Ottocento il Diritto internazionale stava cambiando volto grazie a un gruppo selezionato di giuristi che isolò le criticità del vecchio jus publicum europaeum e reinventò i testi alla luce dei sempre meno rari processi di inclusione alla comunità internazionale. Non più costretto ai paradigmi fondanti dell’europeità e della cristianità, il nuovo diritto provava a ricomporre il dialogo giuridico con l’ ‘altro’ da una prospettiva universale. Restavano, però, le contraddizioni. I rapporti con l’Impero ottomano, in particolare, dovevano essere riletti tenendo conto delle riforme su modello occidentale avviate formalmente dalla Sublime Porta negli anni Trenta. Questioni d’Oriente ricostruisce un cinquantennio (1828-1878) di azioni e reazioni nei rapporti tra Europa e Impero ottomano all’interno di questo processo di costruzione del nuovo ordine internazionale, mettendo in luce i dispositivi usati dai protagonisti del cambiamento per ricondurre prassi e strategie di controllo dello spazio giuridico euro-mediterraneo al diritto.

Eliana Augusti è ricercatore in Storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento. Coordinatore nazionale del progetto di ricerca FIR 2012 Politiche migratorie e legal transplant nel Mediterraneo: strategie di controllo tra colonialismo e post-colonialismo, ha collaborato con il Max-Planck-Institut für europäische Rechtsgeschichte di Frankfurt am Main e l’Erik Castrén Institute of International Law and Human Rights di Helsinki. Tra i suoi saggi più recenti, Da Asmara a Tripoli (1899-1922): William Caffarel e l’amministrazione della giustizia oltremare (Carocci, 2012); L’intervento europeo in Oriente nel XIX secolo: storia contesa di un istituto controverso (Klostermann, 2012).

Le Grandi Vie di Comunicazione Europa-Asia

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: ERI
pp. 188, nn. tavv. b/n f.t., 1 cartina a colori ripiegata f.t., Torino Prezzo: € 45,00

L’Autore, che non è soltanto un noto orientalista ma altresì un esploratore che percorse in ripetute spedizioni molte di quelle vie di cui parla in questa sua sintesi, traccia l’immagine di una storia, mostrando come l’Oriente e l’Occidente sin dai primordi si congiungano in un alternarsi di accostamenti ora pacifici ora violenti: sono le espansioni di splendidi imperi, gli incontri e gli urti che premono dal mondo ellenico-romano e dal mondo indoiranico, cinese, mongolico, a tratti sopraffatti dalle irruzioni devastatrici dei cavalieri nomadi.
Questo «Saggio» è una evocazione del rapporto attuatosi tra l’Asia e l’Occidente, lungo i percorsi delle grandi carovaniere: che non sono soltanto vie fisiche di comunicazione ma corridoi lungo i quali si trasmettono i messaggi spirituali e si maturano i processi interiori delle civiltà.
Giuseppe Tucci è professore ordinario di Religioni e Filosofia dell’India e dell’Estremo Oriente presso l’Università di Roma. Ha insegnato italiano, cinese e tibetano presso la Università di Calcutta.
Ha diretto tre missioni archeologiche nella valle dello Swat nel Pakistan Occidentale ed in Afghanistan. Socio dell’Accademia Imperiale del Giappone, Socio d’onore della Società Asiatica di Parigi, Dottore honoris causa dell’Università di Kolosvar e di Delhi, Socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, insignito del titolo di «Oceano delle Sacre Scritture» dall’Università di Calcutta, Presidente dell’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente.
È autore di numerosissime pubblicazioni in italiano e specialmente in inglese sulla storia e la filosofia dell’Oriente e di cronache sulle missioni scientifiche da lui intraprese.

La Libia nella Storia del Mediterraneo

Anno LXIII. N. 2, Giugno 2008
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ist. It. per l’Africa e l’Oriente
presentazione e cura di Salaheddin Hasan Sury e Salvatore Bono. pp. 404, Roma Prezzo: € 35,00

Rivista di studi e documentazione dell’istituto italiano per l’Africa e l’Oriente.
Atti del Convegno, Roma, 10-12 maggio 2003.

Presentazione di Salaheddin Hasan Sury Salvatore Bono
SALVATORE BONO: La Libia nella storia del Mediterraneo
ATTILIO MASTINO RAIMONDO ZUCCA. La Libia dai Garamanti a Giustiniano
M. TAHAR]ERARY: Septimius Severus, the Roman Emperor, 193-211 AD
HENRI BRESC: La Sicile et l’espace libyen au Moyen Age
LAURA BALLETTO: L’impresa di Filippo Doria contro Tripoli (1335)
BARTOLOMÉ BENNASSAR: Tripoli, la course et les renégats
JOHN WRIGHT: Sequins, Slaves & Senna: Tripoli’s International Trade in 1767
SALAHEDDIN HASAN SURY: Confrontation in the Mediterranean: the Tripoli US relations 1775-1806
ORHAN KOLOĞLU: Libya, from the Ottoman perspective (1835-1918)
YORDAN PEEV: Un exilé bulgare en Libye au début du XXᵉ siècle
ALÌ A. ARMIDA: From Tribe to Class: the Origins and the Politics of Resistance in Colonial Libya
VICTOR MORALES LEZCANO: D’Algésiras à Tripoli: 1906-1911. Le couronnement italo-espagnol de l’hégémonie coloniale européenne dans le nord de l’Afrique
LÁSZLÓ J NAGY: La guerre italo-turque en Tripolitaine (1911-1912) et la Hongrie
ANDRZEJ DZIUBINSKI: La Libye coloniale d’après deux relations polonaises de 1934
GIANLUIGI ROSSI: La Libia nel Mediterraneo, 1943-1951. interessi delle potenze, indipendenza e questione dell’unità
EDOUARD GOMBAR: Libya and Czechoslovakia 1960-1992
MOHIEDDINE HADHRI: La Libye, le Grand Maghreb et la Méditerranée. Dynamiques unitaires et intégration régionale au sud de la Méditerranée
GIAMPAOLO CALCHI NOVATI: L’azione internazionale di Gheddafi fra ideologia e geopolitica

Levante

Veneti e Ottomani nel XVIII secolo
Autore/i: Ianiro Erica
Editore: Marsilio
prefazione di Vera Costantini. pp. 416, ill. b/n, Venezia Prezzo: € 36,00

Il libro analizza la presenza e l’attività diplomatica e mercantile veneziana in Levante nella seconda metà del Settecento. Quattro le differenti realtà esaminate, ciascuna a partire dal suo peculiare contesto storico-sociale: Larnaca, piazza dove i mercanti concentrano gli investimenti e le merci; Aleppo, città carovaniera che nel Settecento continua ad attrarre i commerci veneziani; Smirne, dove l’attività francese e greco-ottomana soffoca gli interessi veneziani; Salonicco, che i mercanti locali collegano all’Adriatico via terra, sottraendo una parte considerevole di traffico ai veneziani. Le fonti archivistiche veneziane e ottomane, poste alla base di questo studio, mostrano elementi inediti sui rapporti tra l’amministrazione provinciale ottomana, i consolati e i mercanti veneziani ed evidenziano la costante richiesta di alcuni capi di commercio tradizionalmente forniti da Venezia, come la carta. Il volume si conclude con un glossario dei termini ottomani, delle monete e delle stoffe e una serie di tabelle che sintetizzano l’andamento dei commerci veneziani nelle quattro città.

Erica Ianiro (Forlì, 1983) è assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ?ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con una tesi sul commercio veneziano in Levante (2011). Si occupa di storia e cultura del mondo turco nel Settecento mediterraneo e caucasico. Questa monografia segue e amplia alcuni articoli dell’autrice, pubblicati in turco e in inglese, sul commercio veneziano a Cipro.

Carmen Miserabile

L’invasione dei Mongoli in Europa
Autore/i: Maestro Ruggero
Editore: Marietti
pp. 126, Genova – Milano Prezzo: € 18,00

“Et tota terra erat sanguine rubricata …, e tutta la terra era resa rossa dal sangue … È forse questa l’espressione più emblematica del Carmen miserabile, vibrante narrazione del flagello che turbò l’Europa nella prima metà del XIII secolo. Intorno al 1240 infatti, i Mongoli si scatenarono contro l’Ungheria di Bela IV nella loro incontrastata avanzata verso Occidente. Anche la Polonia e la Croazia furono aggredite dalle orde devastatrici che si spinsero addirittura a pochi chilometri dall’Italia, ma fu il regno magiaro ad assorbire l’urto maggiore, fungendo di fatto da “stato cuscinetto” e preservando così il resto della Christianitas. Maestro Ruggero fu testimone diretto degli eventi e fu tratto in prigionia per oltre un anno dai cavalieri delle steppe. La sua eccezionale testimonianza, redatta forse poco dopo il 1242, non costituisce soltanto un vivido resoconto del periodo di cattività presso i nomadi, ma svela anche, con straordinaria capacità critica, la pericolosa vischiosità dei rapporti vassanatico-benefìciari, i retroscena della politica interna, la fragilità della politica internazionale ancora imbrigliata nelle lotte tra Federico II e il papa. Ma soprattutto offre un’immagine puntuale di una nobiltà ribelle e incostante, troppo spesso riottosa verso il potere centrale, sfacciata nelle pretese autonomistiche quanto disorganizzata e poco coesa nella rete di alleanze. Una fonte percorsa da aneddoti suggestivi, fatta di città vivaci e di cruente battaglie, di fughe sorprendenti e di macchine d’assedio, una cronaca avvincente – a metà tra l’autobiografia e la relazione – che dimostra una volta di più quanto l’Ungheria fosse una protagonista della politica europea medievale.

Sotto il Segno del Leone

Storia dell’Italia musulmana
Autore/i: Feniello Amedeo
Editore: Laterza
premessa dell’autore. pp. 314, 23 tavv. a colori f.t., Bari Prezzo: € 12,00

La penisola italica è un molo naturale, un ponte e un’antica via di scorrimento tra Africa, Asia Minore ed Europa e ha generato nei secoli un’infinita vicenda di approdi, di razzie, d’insediamenti, di scontri e d’incontri. Amedeo Feniello racconta magistralmente come l’Italia, tra IX e XIV secolo, sia divenuta parte integrante d’un mondo di terra, d’acqua, di vele e di vento, dominato dalla presenza arabo-berbera. Storie di guerrieri, d’incursori, di principi, di mistici, di mercanti, di schiavi: dall’epica degli emiri e dei conquistatori normanni allo splendore delle corti di Ruggero e di Federico fino alla tragedia dei musulmani di Lucera. (Franco Cardini)

Dura più di un sogno la presenza musulmana in Italia: quasi cinquecento anni, dall’inizio del IX secolo al 1300. Periodo in cui gran parte della Penisola diventa più Oriente che Occidente, più Africa e Asia che Europa, estrema propaggine, civilizzata ed evoluta, di un mondo che, tutto intero, andava da Cordova alle rive del Gange. Un’Italia per molti versi scomoda, dove tante generazioni vissero e pregarono lo stesso Dio da orizzonti diversi. Un mondo posto all’intersezione di culture, costumi, mentalità, credenze contrapposte, sempre in conflitto tra loro ma che, talvolta, convissero, alla ricerca di un comune equilibrio e di un rispettivo spazio di tolleranza e sopravvivenza.

Amedeo Feniello è stato, di recente, Directeur d’études invitépresso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e ha insegnato Storia del Mediterraneo nel Medioevopresso la Northwestern University, con sede a Evanston, Chicago. Autore di numerosi saggi sulla società e l’economia dell’Italia meridionale medievale, ha pubblicato tra l’altro Les campagnes napolitaines à la fin du Moyen âge. Mutations d’un paysage rural (Roma 2005) e Napoli. Società ed economia (902-1137) (Roma 2011).

Storia della Turchia

Dalla fine dell’impero ottomano ai giorni nostri
Autore/i: Zürcher Erik J.
Editore: Donzelli
prefazioni dell’autore, traduzione di Stefania Micheli e Andrea Piccoli. pp. 460, Roma Prezzo: € 30,00

La prospettiva dell’ingresso della Turchia nell’Unione europea e la necessità di una sua modernizzazione statale e sociale sono temi su cui l’opinione pubblica e gli studiosi si vanno interrogando negli ultimi anni. Ed è stato anche per rispondere a questo interesse che l’autorevole storico olandese Erik Zürcher si è cimentato per la prima volta nella stesura di una storia moderna della Turchia, che, partendo dalla crisi dell’impero ottomano, giungesse fino alla fase della Repubblica. A distanza di quindici anni, dopo la traduzione in arabo, turco, greco, olandese, ebraico e indonesiano, e dopo cinque edizioni e centinaia di adozioni nei corsi universitari di tutto il mondo, Zürcher ha rimesso mano al suo libro, con un’ottica ancora più rivolta al presente e in particolare alla pressante sfida fondamentalista posta alla Repubblica kemalista dal fronte islamico e curdo. Ulteriore slancio alla ricerca storica è derivato dalla recente apertura di importanti archivi che hanno consentito una più dettagliata ricostruzione del contesto sociale, economico e culturale del tardo impero ottomano.
Il risultato è un punto fermo e definitivo per chiunque abbia voglia o necessità di informarsi su ciò che è avvenuto e accade in un’area del vecchio continente oggi quanto mai strategica: dal vero volto del controverso fondatore della Repubblica Atatürk alla nascita di una politica di massa, dalle migrazioni interne ed esterne ai colpi di Stato militari, dalle violazioni dei diritti umani alla transizione dallo statalismo a un’economia di mercato, dagli ambivalenti rapporti con l’Europa e il Medio Oriente alla crescita dell’islamismo.

Erik J. Zürcher è professore di Storia della Turchia all’Università di Leida, istituzione che vanta una prestigiosa tradizione di studi sul Medio Oriente. Autore di numerosi volumi, deve alla prima edizione di questa Storia della Turchia la sua notorietà internazionale.

Gli Ultimi Giorni di Costantinopoli

Le otto terribili settimane che sconvolsero il Mediterraneo
Autore/i: Runciman Steven
Editore: Piemme
introduzione dell’autore, traduzione di Maria Luisa Rotondi De Luigi. pp. 280, 1 cartina ripiegata f.t., Casale Monferrato (AL) Prezzo: € 18,00

Nelle decine e decine di secoli che costituiscono la sterminata sequenza della storia dell’uomo, poche sono le date che meritano di essere menzionate. Il 29 maggio 1453 è però, senza alcun dubbio, una di queste.
E in questo terribile giorno che, dopo oltre un millennio di gloria, crolla l’Impero Romano d’Oriente. La sua capitale, Costantinopoli, viene messa al sacco dalle armate di Maometto II, il sultano dei Turchi. Dalle ceneri dell’Impero Bizantino sorge l’Impero Ottomano, la cui ombra minacciosa accompagnerà come un incubo i secoli successivi della storia d’Europa.
Questo volume di uno dei più grandi storici del nostro secolo, in grado di unire l’accurata documentazione di prima mano con quella fluidità del raccontare che solo gli inglesi possiedono, presenta al lettore le otto terribili settimane dell’assedio, le spettacolari macchine da guerra, l’eroismo dei combattenti, la resistenza della popolazione, l’abilità degli strateghi, e le spaventose conseguenze politiche e culturali che la caduta di CostantinoPoli portò con sé.

«Nessuno studioso sarebbe stato più adatto o meglio preparato di sir Steven Runciman a riproporci le vicende degli ultimi giorni di Costantinopoli. Non solo egli è un’autorità riguardo a questo periodo storico, ma è anche uno scrittore compiuto, dallo stile brillante, capace di convincere e insieme di affascinare l’attenzione del lettore.» (The Times Literary Supplement)

Steven Runciman è uno dei più noti storici inglesi del nostro secolo. Dopo gli studi a Cambridge e una breve parentesi diplomatica, è stato titolare della cattedra di Arte e Storia bizantina all’Università di Istanbul, rappresentante del British Council in Grecia, e, tornato in Gran Bretagna, Conservatore del British Museum e docente presso varie Università.
E noto soprattutto come storico delle crociate, ma le sue pubblicazioni hanno toccato praticamente ogni aspetto degno di rilievo della storia medioevale del Mediterraneo.
Delle sue opere, numerose sono le traduzioni in italiano. Presso Piemme: I crociati alla conquista della città santa. Epopea e storia della prima crociata} pubblicato nel 1996 e giunto rapidamente a ben tre edizioni in un anno.

La Sicilia Musulmana

Autore/i: Vanoli Alessandro
Editore: Il Mulino
pp. 240, Bologna Prezzo: € 13,00

Considerandone i tratti peculiari, l’«unicità» soprattutto geografica, molto si può capire degli eventi che condussero all’occupazione islamica della Sicilia. Per due secoli, dal nono all’undicesimo, l’isola fu retta dai musulmani, che l’avevano strappata all’impero bizantino. Un lungo dominio che finirà con la conquista da parte dei normanni. Una presenza cruciale, che ha lasciato tracce incancellabili: questo libro ne offre una sintesi accurata, collocandosi nel solco della grande fioritura degli studi sul tema, che ha coinvolto non solo gli storici ma anche gli archeologi, i numismatici, oltre a ebraisti e arabisti.

Alessandro Vanoli è assegnista presso il Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato anche «La reconquista» (2009).

Jihad e Stampa Cattolica

Casi emblematici
Autore/i: Paone Renato
Editore: Arbor Sapientiae
introduzione dell’autore. pp. 172, Roma Prezzo: € 18,00

Tutti, pur in misura diversa, avvertono oggi che l’islam è in continuo fermento. La scossa prodotta nella coscienza di molti dagli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 è stata tremenda; quegli attentati non sono che una manifestazione – certamente la più terribile, ma non la più profonda – del turbamento che oggi agita l’islam in ogni parte del mondo. Ma di che cosa realmente si tratta? Mai in Italia si è scritto tanto sull’islam quanto in questi ultimi anni e, tuttavia, non è stato, e non è tutt’ora agevole, farsi un’idea precisa, sia pure elementare, di quanto stia avvenendo negli strati più profondi e più vitali del mondo islamico.
Così oggi si pongono molti problemi: ci si chiede, per esempio, se l’islam sia una religione di pace oppure intenda promuovere la «guerra santa» contro l’Occidente per conquistarlo a sé; se ci sia un rapporto diretto tra islam e terrorismo; se l’islam possa accettare il sistema democratico e quindi intenda integrarsi nei Paesi occidentali, almeno per quanto riguarda coloro che emigrano in Occidente e intendono stabilirsi in esso. Ci si chiede, inoltre, se bisogna accogliere gli immigrati musulmani in Italia con larghezza e favorendone l’insediamento nel nostro Paese, anche sotto il profilo religioso, permettendo, e anche sostenendo, la costruzione di moschee e di madrasa (centri islamici), oppure se l’ingresso di islamici in Italia vada drasticamente limitato, a motivo del fatto che essi, come sostenuto da gran parte della stampa cattolica e da alcune comunità islamiche appartenenti all’ala radicale, non possono né vogliono integrarsi nella società italiana, ma intendono vivere in Italia come gruppo separato con leggi proprie, godendo però dei vantaggi che potrà loro apportare un’Intesa con lo Stato italiano; un’Intesa da essi richiesta e che non è stata possibile finora porre in atto per la difficoltà che hanno i diversi, e opposti, organismi islamici presenti in Italia ad accordarsi per costituire una rappresentanza unitaria.
A questi interrogativi sono state date risposte non solo diverse, ma contraddittorie. Così il lettore della stampa quotidiana o delle riviste specialistiche viene frastornato dalla diversità e contraddittorietà dei giudizi e delle opinioni che legge e, conseguentemente, non sa che cosa pensare. Con quanto verrà esposto non si pretenderà di dire la parola definitiva su questi problemi, ma soltanto di analizzare una parte di quanto è stato detto sull’islam, e in particolaresull’elemento che più di tutti, nell’arco dell’ultimo trentennio, ha incuriosito, condizionato e scandalizzato il mondo occidentale, ovvero il jihad, e come questo sia stato percepito dal giornalismo cattolico.

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Introduzione
CAPITOLO I. IL CONCETTO DI JIHAD
1.1 I tre significati del jihad
1.2 Il jihad del Corano
1.3 Lo shahid, il martire musulmano
CAPITOLO II. BREVE STORIA DEL JIHAD NEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO
2.1 L’Islam e l’Occidente a confronto
2.2 Le radici del fondamentalismo islamico
2.3 Il jihad nel radicalismo islamico
2.4 La dottrina contemporanea sul jihad
CAPITOLO III. IL JIHAD PERCEPITO DALLA STAMPA CATTOLICA
3.1 La percezione sociale del jihad
3.2 La percezione politica del jihad
3.3 La percezione religiosa del jihad
Conclusione
Bibliografia
Articoli
Sitografia

Storia della Turchia Contemporanea

Autore/i: Biagini Antonello
Editore: Bompiani
introduzione dell’autore. pp. 192, Milano Prezzo: € 8,50

La Repubblica turca si costituisce dopo la prima guerra mondiale e la dissoluzione dell’Impero ottomano. Dopo il trattato di Sèvres (1920) Kemal Atatürk (1880-1938) attua un coerente programma di riforme interne per modernizzare il Paese e una politica estera volta a stabilizzare i confini e la sovranità nazionale della nuova Turchia. La rottura con la tradizione islamica e ottomana consente di realizzare il progetto di uno Stato laico e nazionale a tutela del quale si ergono per molti anni i militari che si considerano gli eredi diretti dei princìpi enunciati dal “padre dei Turchi”, dal “liberatore”, dal “vittorioso”, come, con orgoglio, viene ancora oggi chiamato Kemal. La diaspora del movimento politico dei Giovani Turchi – Kemal si era dissociato ben prima della fine dell’Impero – vede alcuni di questi entrare nel complesso gioco internazionale che la Russia dei soviet sta conducendo in Afghanistan, mentre la politica estera adottata dopo il trattato di Losanna (1923) colloca la Turchia sulle posizioni anglo-francesi e dunque poco incline alla politica del “revisionisrno” nei confronti delle deliberazioni della Conferenza della pace di Versailles. Dopo la seconda guerra mondiale, con la guerra fredda e la contrapposizione Est-Ovest, la Turchia diviene elemento fondamentale nel sistema di sicurezza della NATO sia nei confronti dell’Asia sovietica che nei confronti dell’instabilità politica del Medio Oriente. Con la fine del sistema bipolare si apre per il Paese una nuova fase politica per !’ingresso nell’Unione Europea che provoca però alcune tensioni interne collegate al cosiddetto fondamentalismo islamico e impone alcune scelte, come la soluzione del problema curdo e la tutela dei diritti umani. La Turchia ha avviato tale ulteriore processo di modernizzazione che investe anche il settore economico, e il suo ingresso nell’UE appare oggi più concreto con l’avvio dei negoziati deliberato dai Paesi dell’Unione il 3 ottobre 2005.

Antonello Biagini (1945) è professore ordinario di Storia dell’Europa orientale presso l’Università di Roma “La Sapienza”, direttore del Centro interuniversitario per gli studi ungheresi e sull’Europa centro-orientale, delegato del Rettore per i rapporti con le organizzazioni non governative, presidente del Comitato di Roma dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, socio onorario della Società Geografica Italiana, Ofiter Ordinul National “Serviciul Credincios” della Repubblica di Romania, Pro Cultura Hungarica (1996). È dottore in Storia honoris causa dell’Università di Szeged (Ungheria). Ha pubblicato monografie e saggi sull’Europa centro-orientale nei secoli XIX-XX e in questa collana Storia dell’Albania contemporanea (1998, IV ed. 2005, premio Latina Tascabili, tradotto in lingua albanese, 2000); Storia della Turchia contemporanea (2002, tradotto in lingua romena 2005); Storia della Romania contemporanea (2004).

L’Islam Mediterraneo

Una via protestante?
Autore/i: Fedele Valentina
Editore: Bonanno
introduzione dell’autrice. pp. 120, Acireale Prezzo: € 12,00

L’islam contemporaneo affronta sfide su più fronti, stimolate da sollecitazioni interne ed esterne, l’esito delle quali è spesso difficilmente interpretabile in un quadro unitario. Utilizzando strumenti dell’analisi storica e sociologica, Valentina Fedele propone una peculiare categoria interpretativa, la protestantizzazione, per interrogare i movimenti musulmani in Europa e in Nord-Africa: il risultato è uno studio innovativo sull’islam mediterraneo, che ne illumina aspetti spesso tralasciati, ne ricompone la frammentarietà delle espressioni, suggerendo nuove possibilità di approfondimento.

Valentina Fedele è Dottore di Ricerca in “Politica, Società e Cultura” presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell’Università della Calabria e Cultrice della Materia in Diritto Islamico presso la Facoltà di Scienze Politiche della stessa università. Tra le sue pubblicazioni: “La soggettività delle musulmane diasporiche in Europa e lo spazio della umma virtuale”, in Temperanter International Quarterly Journal, 2011, Vol. II, n. 3/4, pp. 63-78. “L’evoluzione dell’imamato in Europa e l’inquadramento del personale religioso musulmano Riflessioni sociologiche e problemi socio-politici a partire dall’analisi della formazione e dello status dell’imām nel contesto francese”. Jura Gentium, 2010, Vol. VI,1.