Islam e Capitalismo

Saggio sui rapporti tra economia e religione
Autore/i: Rodinson Maxime
Editore: Einaudi
premessa dell’autore, traduzione di Patrizio Tucci. pp. 320, Torino

Maxime Rodinson, uno dei maggiori orientalisti contemporanei, definisce in questo saggio i rapporti tra religione islamica e strutture economiche, unendo l’informazione erudita dello specialista alle prospettive di una sociologia d’orientamento marxista. Prendendo le mosse dalle prescrizioni economiche dell’Islam, e descrivendo la loro influenza sul mondo medievale, l’autore studia l’interazione dell’ideologia musulmana e del sistema economico, comparandola con le analoghe prescrizioni ebraiche e cristiane, e analizza infine i rapporti del capitalismo contemporaneo con l’Islam. In particolare, Rodinson si chiede se il capitalismo si sia sviluppato nei paesi dell’Islam per un processo interno o a imitazione dell’Occidente, se la religione abbia ostacolato tale processo, o se abbia imposto una «via musulmana al capitalismo». Qui il dibattito si amplia: qual è la natura dei rapporti tra ideologia religiosa e prassi economica? È possibile «utilizzare» l’Islam nella costruzione del socialismo? Quale può essere il ruolo del marxismo nelle società musulmane? La documentata analisi di Rodinson si apre così ad una prospettiva d’insieme, e ad un giudizio sui più recenti avvenimenti.

Nato a Parigi nel I9I5, Maxime Rodinson ha vissuto sette anni nel Medio. Oriente, insegnando e lavorando al Service des Antiquites di Beirut. Oggi è Directeur d’etudes alla Ecole pratique des Hautes Etudes alla Sorbona. Ha’ diretto la rivista «Moyen Orient», e pubblicato una ricca serie di articoli sull’Oriente contemporaneo, la storia culturale e l’etnografia del mondo musulmano, la storia africana, la linguistica semitica e la sociologia. È autore di una biografia di Maometto (Einaudi, I973), di un volume su Israele e il rifiuto arabo. 75 anni di storia (Einaudi, I969) e sta preparando un Precis d’ethnologie du Proche-Orient e un saggio su Islam e marxismo.

Islam-Occidente

La notte della ragione
Autore/i: Hamel Pasquale; Tessitore Giovanni
Editore: Bonanno
introduzione degli autori. pp. 180, Acireale

Il volume contiene due contributi, fra loro complementari, sul tema della odierna conflittualità tra l’Islam e l’Occidente, trattato in modo semplice e discorsivo per interessare anche un lettore che non abbia una particolare, approfondita conoscenza della materia.

La Biblioteca Segreta di Timbuctù

La vera storia degli uomini che salvarono trecentomila libri dalla furia della Jihad
Autore/i: Hammer Joshua
Editore: Rizzoli
prologo dell’autore, traduzione di Francesca Pe’. pp. 336, Milano

Quando nel 1826 l’esploratore Alexander Gordon Laing arrivò a Timbuctù, primo europeo a mettervi piede, scoprì che la capitale del Mali era da secoli il cuore intellettuale dell’Africa subsahariana, un luogo di straordinaria ricchezza culturale nel quale era fiorito un tesoro inestimabile di testi religiosi, di algebra, fisica, medicina, giurisprudenza, botanica, geografia, astronomia, persino di educazione sessuale. Testi preziosi anche perché vergati con varietà di stili calligrafici, di inchiostri e colori. È questo immenso patrimonio di manoscritti – recuperati rocambolescamente in tutta l’Africa da Abdel Kader Haidara, archivista e bibliotecario – che improvvisamente, nel 2012, si ritrova minacciato dall’avanzata della jihad. I fondamentalisti prendono Timbuctù, impongono la Sharia, distruggono le vestigia degli antichi templi e diventa chiaro che anche i manoscritti saranno dati alle fiamme. Per salvarli Abdel Kader recluta un manipolo di coraggiosi bibliofili e organizza un’incredibile operazione alla Monuments Men: oltre 350.000 manoscritti vengono nascosti in casse e bauli, portati al sicuro su carretti trainati da muli, contrabbandati oltre i posti di blocco. E quando a Timbuctù arrivano i militari francesi, nel gennaio 2013, la gran parte del tesoro è in salvo. La biblioteca segreta di Timbuctù è una straordinaria storia vera, che si legge come un romanzo e che afferma il valore della cultura come unico baluardo possibile contro la barbarie del fondamentalismo.

Joshua Hammer (1957) ha lavorato per «Newsweek» come corrispondente esteri, girando il mondo. Oggi scrive su «Smithsonian Magazine», «Outside» e per la «New York Review of Books». È andato in Mali per la prima volta nel 1995 e da allora ha continuato a tornarci, seguendone sempre da vicino le vicissitudini e costruendosi così una prospettiva privilegiata sul Paese.

Geopolitica dell’Islamismo

L’Integralismo musulmano nel mondo
Autore/i: Larroque Anne-Clémentine
Editore: Fuoco Edizioni
introduzione dell’autrice, traduzione di Giuseppe Celi. pp. 106, Roma

I Fratelli musulmani in Egitto, i movimenti separatisti del Turkestan orientale in Cina, il Fronte Nazionale di Liberazione Aceh Sumatra in Indonesia, il famigerato Stato Islamico in Medio Oriente e Nordafrica, come anche i gruppi integralisti esistenti in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, dell’onda d’urto islamista si parla ormai in tutto il mondo. E se il terrorismo jihadista è al centro di tutte le preoccupazioni, l’integralismo religioso di matrice islamica non sembra però contenersi. A partire dal 2011, i partiti islamici partecipano democraticamente ai governi di Stati quali: Turchia, Tunisia, Marocco e seppur brevemente, in Egitto. Insomma, o con la politica o con le armi, il proselitismo islamico integralista cresce, ma l’idea di una internazionale musulmana è però solo un’illusione. Tenere conto di tale pluralità è essenziale per la comprensione del fenomeno.
Questo libro spiega le origini ed i fondamenti della dottrina sunnita come di quella sciita e fornisce la base per qualsiasi discussione sul tema. Esso dimostra in particolare che capire gli islamismi oggi richiede uno studio geograficamente e politicamente approfondito di ogni singolo movimento.

Anne-Clémentine Larroque ha insegnato relazioni internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Université Paris-Diderot (Paris 7) e l’Institut du Monde Arabe. Attualmente ha una cattedra in politica estera presso lo IONIS Education Group di Parigi.

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Introduzione, Capitolo 1 – Origini e fondamenti delle dottrine islamiste, I – Distinzioni lessicali e prime basi dell’islamismo, II – La nascita delle dottrine islamiste: dalla modernità ai nostri giorni, Capitolo 2 – Radicamento territoriale degli islamismi, I – I Fratelli Musulmani: dall’azione sociale al potere politico: emersione di un’ideologia islamista totalitaria, II – Le nebulose salafite: fra predicazione, riformismo e jihadismo, III – Il movimento Tabligh: movimento transnazionale di predicazione di massa, IV – L’Islamismo sciita rivoluzionario, Capitolo 3 – Gli islamismi di fronte al potere: dalla politicizzazione al terrorismo internazionale, I – Islamismi e accesso al potere politico, II – L’islamismo radicale e violento nel mondo contemporaneo, Conclusioni – L’illusione di un’Internazionale islamista, Glossario, Bibliografia Indicativa.

Documenti Giuridici Aleppini dei Secoli XIV-XVII in Materia di Waqf

Autore/i: Salati Marco
Editore: Ipocan
introduzione dell’autore pp. 76, Roma

Questa piccola selezione di documenti inediti in traduzione con testo arabo proviene da archivi privati e dai registri del tribunale sciaraitico di Aleppo (Siğillāt al-mahkama al-šar’iyya) conservati presso il Centro di Documentazione Storica di Damasco e fanno parte di un ben più voluminoso «corpus» utilizzato come fonte primaria della mia tesi di dottorato di ricerca.

I Registri sciaraitici, vista anche la relativa scarsità delle fonti d’archivio in ambito islamico, sono via via divenuti un imprescindibile strumento di storia, senza per questo soppiantare le fonti storiche tradizionali che restano fondamentali per lo studio della società arabo-islamica pre-ottomana. Questa non è la sede per una disamina della natura e tipologia dei Registri né l’intenzione è quella di affrontare una organica indagine di tipo storico.

L’obiettivo che queste note si prefiggono, nel quadro di una prossima e più ampia ricerca sulla circolazione dei modelli giuridici nel mondo islamico, è di presentare dei testi da intendere come esempi di diritto applicato. I quattro documenti, tuttavia, non sono stati scelti a caso; nonostante la differenza temporale, essi rispondono a un denominatore comune in quanto documenti relativi ad una sola famiglia, i Banū Zuhra/Zuhrāwī notabili e Asrāf aleppini, e soprattutto in quanto aventi per oggetto, nei suoi vari aspetti, il waqf, quell’istituzione di così vitale importanza nell’Islam le cui norme formano, insieme a quelle sull’eredità e lo statuto personale, una parte rilevante della šarī’a. Una importanza testimoniata, d’altro canto, dalla sempre più crescente attenzione da parte degli orientalisti concretizzatasi in numerosi articoli e monografie e frequenti conferenze. Anche per questo ho ritenuto utile allegare in appendice una prima bibliografia dei lavori che hanno avuto per oggetto o che sono basati su tale documentazione.

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Introduzione

DOCUMENTO N. 1:

Waqfiyya di Ahmad b. Zuhra (746/1346)

presentazione
testo arabo
traduzione

DOCUMENTO N. 2:

Waqfiyya di Badr al-Din Muhammad b. Zuhra (810/1407)

presentazione
testo arabo
traduzione

DOCUMENTO N. 3:

Nomina di supervisore (nazir) di waqf (940/1534)

presentazione
testo arabo
traduzione

DOCUMENTO N. 4:

Affitto di waqf (1058/1648)

presentazione
testo arabo
traduzione

DOCUMENTO N. 5:

Nomina di amministratore (mutawalli) di waqf (1090/1679)

presentazione
testo arabo
traduzione

DOCUMENTO N. 6:

Su di una somma in denaro costituita waqf (1017/1608)

presentazione
testo arabo
traduzione

DOCUMENTO N. 7:

Waqfiyya di Sayyid Hasan b. Ahmad Zuhrawi (1083/1672)

presentazione
testo arabo
traduzione

DOCUMENTO N. 8:

Waqfiyya di Ahmad e Baha al-Din al-Zuhrawi (1064/1654)

presentazione
testo arabo
traduzione

ABBREVIAZIONI

BIBLIOGRAFIA

Shambhala Rossa

Magia, profezia e geopolitica nel cuore dell’Asia
Autore/i: Znamenski Andrei
Editore: Settimo Sigillo
introduzione di Marcello De Martino, traduzione di Massimo Carlucci. pp. 304, nn. ill. b/n, Roma

Molti conoscono Shambhala come la leggendaria terra di felicità spirituale che è situata o in India secondo il Kalachakra Tantra nel buddhismo tibetano o nella catena montuosa dell’Himalaya sotto il nome di Shangri-La grazie al popolare film Lost Horizon (Orizzonte perduto) del 1937 di Frank Capra, ma pochi sanno del ruolo che il mito di Shambhala ha svolto nella geopolitica russa all’inizio del XX secolo. Shambhala rossa è il primo libro in inglese che racconta la storia di cercatori politici e religiosi provenienti da Oriente e da Occidente che si servirono delle profezie buddhiste per promuovere i loro programmi spirituali, sociali e geopolitici. C’erano persone di diverse convinzioni ed ambienti come Ja-lama e Agvan Dorzhiev, ma tra costoro si annoverava anche un pittore teosofo come Nicholas Roerich, un crittografo della polizia segreta bolscevica come Gleb Bokii, uno scrittore di occultismo con tendenze a sinistra qual era Alexander Barchenko, rivoluzionari e diplomatici bolscevichi come
Georgy Chicherin e Boris Shumatsky insieme ai loro compagni di viaggio indigeni Elbek-Dorjik Rinchino, Sergei Borisov e Choibalsan, e infine il fanatico di destra Roman von Ungern-Sternberg, il sanguinario barone bianco.
Il nuovo libro di Andrei Znamenski e una sfida per tutti coloro che rifiutano di accettare le connessioni tra leggenda e politica. Shambhala rossa da un incontestabile elemento di prova che l’ideologia comunista atea del XX secolo non ha disdegnato di usare un mito buddista tibetano come una sorta di instrumentum regni, cioe uno strumento politico di propaganda: sinistra russa e intellettuali di destra, come pure ricercatori spirituali, si trovarono tutti uniti in un’antica idea di rinascita, sognando una terra egualitaria, una Shambhala rossa, dove un’umanita trasformata potesse vivere in una Nuova Era di pace. Lfautore fornisce un’indagine innovativa attraverso la quale siamo fatti consapevoli che il Sacro e Profano possono condividere lo stesso milieu mitico: una lettura obbligata per le persone interessate a quella zona indefinita tra mistica, esoterismo e politica.

Andrei Znamenski ha studiato storia e antropologia sia in Russia che negli Stati Uniti. Gia ricercatore residente alla Biblioteca del Congresso, e stato visiting professor presso l’Universita di Hokkaido in Giappone e ha insegnato storia russa e storia delle religioni presso l’Universita di Toledo in Ohio, l’Alabama State University e l’Universita di Memphis. I suoi principali campi di interesse sono lo sciamanesimo, la storia dell’esoterismo occidentale e la storia russa come pure le religioni indigene
della Siberia e del Nord America. Znamenski viaggiato e vissuto molto in Alaska, Siberia e Giappone

Delhi, 15 Agosto 1947 la Fine del Colonialismo

Autore/i: Rothermund Dietmar
Editore: Il Mulino
traduzione di Serena Andreassi. pp. 260, Bologna Prezzo: € 32,00

Il 15 agosto 1947 il viceré inglese lord Mountbatten concedeva l’indipendenza all’India; il giorno prima, a Karachi, l’aveva concessa al Pakistan. L’autonomia del più importante territorio dell’impero coloniale inglese segna una data importante per la storia mondiale: l’inizio di quel processo di decolonizzazione che, nel giro di una ventina di anni, avrebbe coinvolto tutti i possedimenti colloniali europei, dall’India al Sudest asiatico, al Medio Oriente, all’Africa. Il libro ricostruisce la storia del nazionalismo indiano, esamina poi la vicenda parallela del Pakistan e dello Sri Lanka, per allargare in seguito l’esposizione al Sudest asiatico, agli stati arabi dall’Iraq all’Algeria e al Marocco, all’emancipazione dei paesi dell’Africa nera.
Un processo chiave nella storia mondiale del Novecento, che ha prodotto un nuovo assetto delle relazioni internazionali, politiche ed economiche.

Il Mondo Musulmano

Quindici secoli di storia
Autore/i: Scarcia Amoretti Biancamaria
Editore: Carocci
nuova edizione, prefazione e presentazione dell’autrice. pp. 420, Roma Prezzo: € 26,00

Il volume presenta un panorama storico del mondo musulmano dall’avvento dell’Islam (VII secolo) ad oggi, nelle sue diverse espressioni, da quelle dei paesi arabi a quelle africane e dell’Asia sud-orientale. L’oggetto privilegiato dell’analisi sono le società e i popoli che nell’Islam hanno trovato o cercano l’elemento fondante della loro identità etnico-politica o culturale, all’interno di contesti diversi sul piano geo-economico e politico. Attraverso una rivisitazione delle parti più “ideologiche” del testo, in questa nuova edizione (che copre gli eventi fino al febbraio 2013) viene esaminato l’impatto, a livello globale, dell’attentato alle Torri Gemelle e ancor più delle vicende che hanno connotato l’inizio del XXI secolo, fino alle cosiddette “primavere arabe”: un tentativo insomma di fornire validi elementi di riflessione a chi studia o semplicemente vuole comprendere meglio il mondo musulmano.

Biancamaria Scarcia Amoretti è islamista e professore emerito della Sapienza Università di Roma. La sua produzione spazia dal Medioevo alla contemporaneità, dal mondo arabo all’Iran, dalla questione femminile alla storia dello sciismo. I suoi lavori più recenti – esempio emblematico Il Corano. Una lettura (Carocci, 1a rist. 2010) – sono indirizzati a smentire i perduranti e diffusi pregiudizi e luoghi comuni sull’Islam.

Verso una Nuova Società

Tre saggi sui problemi dell’India e del socialismo
Autore/i: Narayan Jayaprakash
Editore: Il Mulino
in appendice: Socialismo e Sarvodaya di Acharya Vinoba Bhave e Principi di un’economia non-violenta di E. F. Schumacher a cura di Carlo Doglio. pp. XLVII-252, Bologna Prezzo: € 26,00

Il problema dell’India, dicono gli esperti sia comunisti che democratici, è di destare il popolo dalla sua tradizionale passività; è di modernizzarsi, di diventare simile agli Stati Uniti, all’Unione Sovietica, e… domani alla Cina. E invece Narayan, che ha sperimentato in sé e nella propria azione gli specifici occidentali (compreso il marxismo) crede che il risveglio, la soluzione a carestie, malattie endemiche, miseria e ignoranza, possa avvenire solo approfondendo i caratteri nazionali e religiosi del «subcontinent ». Da ciò, nel tempo stesso, un riappigliarsi a certi filoni europei del socialismo utopistico (nella direzione marxista) e libertario, una sollecitazione a « ripensare il socialismo », valida, crediamo, anche per noi. Nel nostro mondo che ha annullato tempo e spazio, l’India è troppo spesso vista come una congerie di genti, una palla al piede della civiltà contemporanea d’Occidente e d’Oriente. Eppure proprio di lì, forse, dalla sua voce viene il nuovo messaggio.

Jayaprakash Narayan è nato nello Stato del Bihar (India) nel 1902, da famiglia di umili origini. Nel 1921 vince una borsa di studio universitaria, ma in seguito all’appello di Gandhi alla non-collaborazione, vi rinuncia. Dal 1922 al 1929 è negli Stati Uniti, dove compie gli studi universitari e dove diventa marxista. Al suo ritorno in patria, fa le sue prime esperienze politiche come presidente di varie «trade-unions» e diviene uno dei leaders piÙ in vista del Partito del Congresso. Dopo un anno di carcere per motivi politici, nel 1933 egli fonda il Congress Socialist Party, una corrente del Partito del Congresso. PiÙ tardi, infine, approderà al Praya Socialist Party. Intorno al 1940, nella guerriglia contro gli inglesi, diventa un eroe nazionale. È, dopo il ’46, uno dei candidati alla carica di Primo Ministro. Nel 1957, decide di abbandonare la politica per seguire il « Bhoo’dan Movement ». Ancora oggi, tuttavia, egli viene considerato uno dei più probabili successori di Nehru.

Le Rivolte Arabe e le Repliche della Storia

Le economie di rendita, i soggetti politici, i condizionamenti internazionali
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ombre Corte
introduzione e cura di Leonardo Paggi. pp. 152, Verona Prezzo: € 14,00

I saggi raccolti nel volume intendono reagire a una interpretazione “orientalista” delle rivolte arabe centrata sulla impossibile conciliazione di Islam e democrazia. Per comprendere sia l’origine che gli esiti drammatici della protesta sociale e politica – si sostiene di contro – è indispensabile guardare al modo in cui i paesi arabi stanno vivendo le più recenti trasformazioni del capitalismo globale. L’introduzione del modello liberista ha rotto la stagnazione e promosso considerevoli tassi di crescita, in assenza tuttavia dello sviluppo che ha portato i paesi del sudest asiatico a inserirsi attivamente nella divisione internazionale del lavoro. L’economia di rendita attualmente in funzione (vendita delle risorse energetiche, turismo, speculazioni immobiliari) produce alti tassi di disoccupazione, crescenti ineguaglianze sociali, una moltiplicazione esponenziale della corruzione, un consolidamento di strutture di potere sempre più apertamente oligarchiche. La soluzione di questi problemi, senza di cui è impensabile qualsiasi approdo democratico, è la vera posta in gioco nella lotta tra esercito e formazioni islamiche oggi in atto in tutto il mondo arabo, in un contesto geopolitico segnato peraltro da una preoccupante ripresa del conflitto est-ovest.

Samir Aita (Cercle des économistes arabes), Elisabetta Bini (Università di Tor Vergata, Roma), Fred H. Lawson (Mills College, Oakland), Leonardo Paggi (Direttore dell’Associazione per la Storia e le Memorie della Repubblica), Lucia Sorbera (Università di Sydney), Massimiliano Trentin (Università di Bologna).

Jihad e Stampa Cattolica

Casi emblematici
Autore/i: Paone Renato
Editore: Arbor Sapientiae
introduzione dell’autore. pp. 172, Roma Prezzo: € 18,00

Tutti, pur in misura diversa, avvertono oggi che l’islam è in continuo fermento. La scossa prodotta nella coscienza di molti dagli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 è stata tremenda; quegli attentati non sono che una manifestazione – certamente la più terribile, ma non la più profonda – del turbamento che oggi agita l’islam in ogni parte del mondo. Ma di che cosa realmente si tratta? Mai in Italia si è scritto tanto sull’islam quanto in questi ultimi anni e, tuttavia, non è stato, e non è tutt’ora agevole, farsi un’idea precisa, sia pure elementare, di quanto stia avvenendo negli strati più profondi e più vitali del mondo islamico.
Così oggi si pongono molti problemi: ci si chiede, per esempio, se l’islam sia una religione di pace oppure intenda promuovere la «guerra santa» contro l’Occidente per conquistarlo a sé; se ci sia un rapporto diretto tra islam e terrorismo; se l’islam possa accettare il sistema democratico e quindi intenda integrarsi nei Paesi occidentali, almeno per quanto riguarda coloro che emigrano in Occidente e intendono stabilirsi in esso. Ci si chiede, inoltre, se bisogna accogliere gli immigrati musulmani in Italia con larghezza e favorendone l’insediamento nel nostro Paese, anche sotto il profilo religioso, permettendo, e anche sostenendo, la costruzione di moschee e di madrasa (centri islamici), oppure se l’ingresso di islamici in Italia vada drasticamente limitato, a motivo del fatto che essi, come sostenuto da gran parte della stampa cattolica e da alcune comunità islamiche appartenenti all’ala radicale, non possono né vogliono integrarsi nella società italiana, ma intendono vivere in Italia come gruppo separato con leggi proprie, godendo però dei vantaggi che potrà loro apportare un’Intesa con lo Stato italiano; un’Intesa da essi richiesta e che non è stata possibile finora porre in atto per la difficoltà che hanno i diversi, e opposti, organismi islamici presenti in Italia ad accordarsi per costituire una rappresentanza unitaria.
A questi interrogativi sono state date risposte non solo diverse, ma contraddittorie. Così il lettore della stampa quotidiana o delle riviste specialistiche viene frastornato dalla diversità e contraddittorietà dei giudizi e delle opinioni che legge e, conseguentemente, non sa che cosa pensare. Con quanto verrà esposto non si pretenderà di dire la parola definitiva su questi problemi, ma soltanto di analizzare una parte di quanto è stato detto sull’islam, e in particolaresull’elemento che più di tutti, nell’arco dell’ultimo trentennio, ha incuriosito, condizionato e scandalizzato il mondo occidentale, ovvero il jihad, e come questo sia stato percepito dal giornalismo cattolico.

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Introduzione
CAPITOLO I. IL CONCETTO DI JIHAD
1.1 I tre significati del jihad
1.2 Il jihad del Corano
1.3 Lo shahid, il martire musulmano
CAPITOLO II. BREVE STORIA DEL JIHAD NEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO
2.1 L’Islam e l’Occidente a confronto
2.2 Le radici del fondamentalismo islamico
2.3 Il jihad nel radicalismo islamico
2.4 La dottrina contemporanea sul jihad
CAPITOLO III. IL JIHAD PERCEPITO DALLA STAMPA CATTOLICA
3.1 La percezione sociale del jihad
3.2 La percezione politica del jihad
3.3 La percezione religiosa del jihad
Conclusione
Bibliografia
Articoli
Sitografia

Collera e Luce

Un prete nella rivoluzione siriana
Autore/i: Dall’Oglio Paolo
Editore: Emi
traduzione dal francese di Cristina Frescura, rivista e aggiornata dall’Autore pp. 172, Bologna Prezzo: € 12,90

“La mia coscienza cristiana è chiaramente lacerata. Da un lato, vi è un desiderio radicale di portare fino in fondo la rivoluzione contro questo regime. Ma dall’altro, poco o tanto, questo pare provocherebbe una islamizzazione radicale della Siria e creerebbe le condizioni per una definitiva emarginazione della comunità cristiana. Confesso di provare anche, dentro di me, un desiderio di vendetta contro coloro che ci hanno fatto così tanto male …”

L’inferno della guerra civile scoppiata in Siria, dopo mesi di contestazioni popolari analoghe a quelle delle altre «primavere arabe», non poteva indurre uno come Paolo Dall’aglio alla scelta del silenzio.
Padre Paolo ha imparato a conoscere e amare la gente siriana attraverso una condivisione di vita lunga vent’anni. In questo libro, ritrova il filo rosso della sua biografia che lo ha condotto all’incontro con l’islam nel Medio Oriente, e in quella maniera così intensa e duratura. Ma, soprattutto, l’autore racconta il contesto di questa sanguinosa rivoluzione vista così da vicino. Per questo può elaborare un’analisi alternativa a quelle spesso affrettate dei media, capace di prendere in conto anche le «ragioni» dei «terroristi». E schierandosi nettamente contro Bashar al-Asad, di cui aveva osservato il carattere dispotico in tempi non sospetti, nonostante il buon trattamento che, per ragioni politiche, il suo regime riservava alla minoranza cristiana.
Lotta per la libertà, e strumentalizzazioni di tale lotta; dialogo con i musulmani, e posizioni (differenziate) dei cristiani; negoziati falliti, e volontaria impotenza dell’Occidente; la determinazione dei giovani: tutti i volti e i temi del dramma siriano e mediorientale trovano posto nella mente e nel cuore, nell’umana collera e nella luce della fede di padre Dall’Oglio.

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Introduzione di Eglantine Gabaix-Hialé

Lettera a un giovane europeo

1. Impegnarsi

2. Comprendere e perseverare

3. Accettare o fuggire

4. Combattere

5. Operare per la mediazione

6. A rischio di islamizzazione

7. Prefigurare l’avvenire

8. La Siria nel cuore

Postfazione all’edizione italiana di Paolo Dall’Oglio

Scheda cronologica. La Siria dal Mandato francese ai nostri giorni

Ringraziamenti

Islam Contro Islam

Autore/i: Sale Giovanni
Editore: Jaca Book
pp. 166, Milano Prezzo: € 14,00

Le rivolte che hanno infiammato il mondo arabo dalle primavere del 2011 costituiscono uno degli eventi storici più importanti degli ultimi tempi. I recenti eventi della “seconda rivolta egiziana” hanno segnato una battuta d’arresto significativa nel tentativo di coinvolgere l’islam moderato e conservatore nel processo di modernizzazione e democratizzazione. In questo studio si traccia la storia dell’islamismo radicale e dell’islamismo conservatore negli ultimi decenni, esaminando le ragioni del loro sviluppo e del loro successo tra gli strati più poveri della società, nonché le loro richieste e rivendicazioni politiche e ideologiche. Particolare attenzione presteremo alla “ripresa”, su scala globale, della cosiddetta rivoluzione jihadista, che ha portato all’affermarsi nel mondo islamico della figura del combattente del jihad, che va incontro alla morte nella “via di Dio”. Le “azioni martirio” condotte dagli sciiti prendono di mira soltanto i nemici combattenti. Le operazioni condotte dai sunniti, al contrario, in particolare dai membri di al-Qaeda, colpiscono indiscriminatamente senza risparmiare neppure i civili musulmani presenti sul luogo dell’azione. La lotta jihadista è ancora attiva negli scenari più caldi del pianeta, come in Siria, in Sudan, in Libia, in Pakistan e in Afghanistan.

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Introduzione

A DUE ANNI DALLA PRIMAVERA ARABA DEL 2011

1. A DUE ANNI DALLA PRIMAVERA ARABA DEL 2011

I primi frutti della primavera araba

Caratteri comuni delle rivolte della primavera araba

La primavera araba e l’Occidente

2. LA SECONDA RIVOLTA EGIZIANA DELL’ESTATE 2013

Dalla seconda rivolta egiziana al massacro di ferragosto

Golpe militare o atto dovuto? Opinioni a confronto

Quale nuova democrazia per l’Egitto?

TRA ISLAMICO CONSERVATORE E ISLAMICO RADICALE

Capitolo primo – LA NASCITA E LO SVILUPPO DEI FRATELLI MUSULMANI

Nascita e sviluppo dei Fratelli Musulmani

L’epoca di Nasser e la repressione della Fratellanza. Sadat, il presidente credente

La Fratellanza al tempo di Mubarak e il suo coinvolgimento nella politica egiziana

La «primavera egiziana» e il ruolo della Fratellanza

Capitolo secondo – LE DUE GUERRE ISRAELIANO-LIBANESI E LO SVILUPPO DI HEZBOLLAH

Il conflitto interno libanese e l’affermazione di Hezbollah

La guerra dei trentatré giorni

Capitolo terzo – HAMAS E LA QUESTIONE PALESTINESE

Dai Fratelli Musulmani ad Hamas

Tra processo di pace e Intifada

La svolta del 2006: Hamas vince le elezioni nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania

IL MARTIRIO NELLA TRADIZIONE SCIITA E SUNNITA

Capitolo primo – OPERAZIONE MARTIRIO E ISLAMISMO SCIITA

Operazione martirio e religiosità sciita

La rivoluzione khomeinista e la riscoperta della spiritualità del martirio

Operazione martirio ed Hezbollah

Capitolo secondo – GLI ATTENTATI SUICIDI E L’ISLAMISMO SUNNITA

Hamas e la strategia degli attentati suicidi

Le fatwa dei religiosi sunniti sugli attentati suicidi

Al Jazeera e lo sviluppo della mitologia del martirio nel mondo arabo

BIN LADEN E GHEDDAFI: DUE CASI PARADIGMATICI

Capitolo primo – AL-QAEDA DOPO GLI ATTENTATI DELL’11 SETTEMBRE 2001

L’attentato dell’11 settembre nella strategia jihadista

Al-Souri e il jihad globale come resistenza

Al-Zawahiri e la prospettiva trionfalistica di al-Qaeda

Al-Qaeda dopo Bin Laden

Capitolo secondo – LA LIBIA DI GHEDDAFI

Il regno indipendente della Libia

La rivoluzione populista di Gheddafi

Gheddafi e il terrorismo internazionale

Bibliografia

Indice dei nomi e dei luoghi

L’Islam, il Reato, la Pena. Dal Fiqh alla Codificazione del Diritto Penale

Autore/i: Scolart Deborah
Editore: Ipocan
pp. 426, Roma Prezzo: € 30,00

PARTE I: LA TUTELA PENALE DEI MASALIH AL-SARI’A

I – Nascita e sviluppo del modello penale islamico

1. Dalla vendetta privata alla giustizia islamica
2. La legge penale nel tempo e nello spazio
3. Il reato e il peccato
4. Educare, castigare, espiare: la sanzione nella sari’a

II – “Il taglione è garanzia di vita”

1. Il taglione: giustizia retributiva e principio di equivalenza
2. Il prezzo del sangue (diya) I Digressione: la ’aqila
3. Omicidio volontario e involontario
4. Tipologie di omicidio II Digressione: l’aborto
5. Lesioni personali
6. Il concorso di persone nei delitti di sangue

III – Reati coranici

1. Cenni generali
2. Cumulo di pene

IV – Reati politico-religiosi

1. Apostasia e bestemmia
2. “Governare le genti è una grande tribolazione”
3. “Il vino racchiude in sé il peccato” III Digressione: l’uso della droga tra estasi mistica e peccato

V – Reati sessuali

1. “Quando un uomo e una donna sono insieme il terzo è il diavolo” IV Digressione: gravidanza e rapporti sessuali illeciti
2. La violenza sessuale
3. L’omosessualità e il tribadismo nella sarta
4. Altre tipologie di reati sessuali 5. “La calunnia è un venticello”

VI – Reati di lucro

1. “Quanto al ladro e alla ladra, tagliate loro la mano”
2. I briganti, corruttori della terra

VII – Il potere discrezionale del giudice

1. La nozione di ta’zir
2. Il ventaglio delle pene

PARTE II: I PERCORSI DELLA CODIFICAZIONE

VIII – Dal fiqh alla codificazione: i temi

1. Ubi societas ibi ius
2. Tecniche e problemi

IX – Il tramonto della tradizione penale sciaraitica nel Mediterraneo

1. L’Impero Ottomano V. Digressione: il kanun albanese
2. L’Egitto

X – I sistemi penali sciaraitici in Africa: Libia, Sudan, Nigeria

1. Il diritto penale in Libia: dal colonialismo a Gheddafi
2. La reintroduzione del diritto penale islamico in Sudan
3. Il diritto penale islamico nello stato federale della Nigeria

XI – ’Ulama’, stato e diritto penale nel XX secolo. Il caso dell’Iran

1. L’amministrazione Pahlavi e il diritto
2. La rivoluzione khomeinista e la teoria del vilayat-i faqih
3. Il diritto penale

XII – Dalla Anglo-Muhammedan Law alla re-islamizzazione del diritto penale in Pakistan

1. L’ islam in India
2. L’amministrazione della giustizia da Akbar a Cornwallis
3. La redazione del codice penale anglo-indiano del 1860
4. Il Pakistan indipendente e la re-islamizzazione dell’ordinamento
5. Le ordinanze hudud del 1979
6. La blasphemy Zaw
7. La qisas and diya ordinance

Glossario

Bibliografia

Indice analitico

La Finanza Islamica

Un modello finanziario alternativo e complementare
Autore/i: Jouaber-Snoussi Kaouther
Editore: ObarraO
traduzione dal francese di Alessandro Giarda. pp. 142, Milano Prezzo: € 14,00

La finanza islamica, le cui origini risalgono al VII secolo d.C., è nata in risposta ai bisogni di una comunità musulmana che si sentiva esclusa dal sistema finanziario convenzionale giudicato contrario ai principi dell’Islam.

A partire dai primi anni del 2000, questa disciplina è oggetto di grandi attenzioni. La finanza islamica veicola principi morali ed etici universali e apre nuove prospettive per tutti gli operatori. Inoltre, è sembrata resistere meglio alle crisi che hanno scosso il settore finanziario convenzionale nel 2007-2008, continuando a vantare un tasso di crescita a due cifre anche dopo la crisi dei subprime.
La letteratura sulla finanza islamica è rara e talvolta poco accessibile. A differenza delle opere esistenti che spesso si soffermano solo sul punto di vista religioso o giuridico, il presente testo tenta di avvicinare in modo chiaro e diretto il lettore, non necessariamente specialista, alle problematiche finanziarie vere e proprie di questo particolare modello, destinato a divenire uno degli elementi chiave del sistema economico contemporaneo.

Kaouther Jouaber-Snoussi è Maître de conférences all’Université Paris-Dauphine. Dottore in scienze di gestione, è responsabile del Master Principi e pratiche della finanza islamica presso l’Université Paris-Dauphine. Le sue competenze vanno dalla finanza d’impresa all’ingegneria finanziaria fino ai mercati finanziari e ai prodotti derivati.
Tra le sue pubblicazioni: La finance durable: Une nouvelle finance pour le XXIe siècle? (2011).