Storia delle Religioni – 9. L’Islam

Autore/i: AA. VV.
Editore: Laterza
a cura di Henri-Charles Puech pp. XVI-244, Roma – Bari

Sommario

La nascita dell’Islam di Toufic Fahd

L’Islam e le sette islamiche di Toufic Fahd

Indice dei nomi di persona

Indice delle divinità

La Biblioteca Segreta di Timbuctù

La vera storia degli uomini che salvarono trecentomila libri dalla furia della Jihad
Autore/i: Hammer Joshua
Editore: Rizzoli
prologo dell’autore, traduzione di Francesca Pe’. pp. 336, Milano

Quando nel 1826 l’esploratore Alexander Gordon Laing arrivò a Timbuctù, primo europeo a mettervi piede, scoprì che la capitale del Mali era da secoli il cuore intellettuale dell’Africa subsahariana, un luogo di straordinaria ricchezza culturale nel quale era fiorito un tesoro inestimabile di testi religiosi, di algebra, fisica, medicina, giurisprudenza, botanica, geografia, astronomia, persino di educazione sessuale. Testi preziosi anche perché vergati con varietà di stili calligrafici, di inchiostri e colori. È questo immenso patrimonio di manoscritti – recuperati rocambolescamente in tutta l’Africa da Abdel Kader Haidara, archivista e bibliotecario – che improvvisamente, nel 2012, si ritrova minacciato dall’avanzata della jihad. I fondamentalisti prendono Timbuctù, impongono la Sharia, distruggono le vestigia degli antichi templi e diventa chiaro che anche i manoscritti saranno dati alle fiamme. Per salvarli Abdel Kader recluta un manipolo di coraggiosi bibliofili e organizza un’incredibile operazione alla Monuments Men: oltre 350.000 manoscritti vengono nascosti in casse e bauli, portati al sicuro su carretti trainati da muli, contrabbandati oltre i posti di blocco. E quando a Timbuctù arrivano i militari francesi, nel gennaio 2013, la gran parte del tesoro è in salvo. La biblioteca segreta di Timbuctù è una straordinaria storia vera, che si legge come un romanzo e che afferma il valore della cultura come unico baluardo possibile contro la barbarie del fondamentalismo.

Joshua Hammer (1957) ha lavorato per «Newsweek» come corrispondente esteri, girando il mondo. Oggi scrive su «Smithsonian Magazine», «Outside» e per la «New York Review of Books». È andato in Mali per la prima volta nel 1995 e da allora ha continuato a tornarci, seguendone sempre da vicino le vicissitudini e costruendosi così una prospettiva privilegiata sul Paese.

Orientamenti per un Dialogo tra Cristiani e Musulmani

Autore/i: Borrmans Maurice
Editore: Urbaniana University Press
premessa di Leonardo Sileo, prefazione di Francis Arinze, presentazione di Pietro Rossano, introduzione dell’autore, traduzione italiana a cura di Costanza Vergnaghi. pp. 240, Città del Vaticano

Si può ancora parlare di dialogo islamo-cristiano dopo “l’orrore assoluto dell’11 settembre 2001” che ha visto le due torri gemelle di New York crollare con migliaia di vittime innocenti? Nell’Europa occidentale l’esigenza di laicità democratica in società pluralistiche, da una parte, e la volontà di visibilità dei musulmani immigrati raggruppati in associazioni o federazioni, dall’altra, pongono nuovi interrogativi nell’opinione pubblica e nelle comunità cristiane. Si tratta ormai di organizzare il “vivere insieme” nella “casa comune” di questo pianeta secondo i valori fondanti delle religioni che riconoscono al Creatore un disegno di bontà e di amore per tutte le sue creature. Questo disegno richiede, da parte dei cristiani, come dei musulmani e degli ebrei, in quanto credenti, una risposta generosa, un’adesione intelligente e un impegno di collaborazionetra tutti gli esseri umani. (Dalla Postfazione dell’autore) Padre Maurice Borrmans, della Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), ha dedicato tutta la sua vita allo studio, all’insegnamento e all’attività pastorale in favore del dialogo islamocristiano. Con questa pubblicazione, l’Urbaniana University Press e l’Istituto di Ricerca della non Credenza e delle Culture (ISA) celebrano la consegna a Padre Maurice Borrmans della laurea honoris causa in Missiologia, Facoltà della Pontificia Università Urbaniana.

Il Mediterraneo e l’Italia nell’Ottocento nelle Opere di Jacopo Gråberg di Hemsö (1776-1847)

Autore/i: Rainero Romain H.
Editore: Ipocan
pp. 184, Roma

Sommario

Introduzione
Jacopo Gråberg di Hemsö, uno studioso svedese nella diplomazia e nella cultura del Mediterraneo e dell’Italia agli inizi dell’Ottocento

Ritratto di Jacopo Gråberg di Hemsö

Capitolo primo
La fase marocchina: da Genova a Tangeri: importanza del ruolo dell’Italia

Capitolo secondo
Gråberg a Tripoli: alla ricerca di Ibn Khaldun

Appendice: Schema della Muqaddima, nella versione di Gråberg

Capitolo terzo
Gråberg, bibliotecario della Biblioteca Palatina di Firenze

Epilogo
Gråberg, un enciclopedico svedese devoto all’Italia e al Mediterraneo

APPENDICI
Da “Prospetto del commercio di Tripoli d’Affrica e delle sue relazioni con quello dell’Italia” (1827-1828-1830)

Da “Prospetto del commercio dell’impero di Marocco e delle sue relazioni con quello dei popoli d’Italia” (1834)

Da “Relazioni commerciali dell’Egitto, dell’isola di Candia, e della Siria coi porti d’Italia e principalmente con quello di Livorno” (1841)

Da “Notizia intorno alla famosa opera istorica di Ibnu Khaldun” (1846)

Elenco degli opuscoli e delle opere pubblicate da Jacopo Gråberg di Hemsö (1801-1847)

Il Fondo Gråberg di manoscritti arabi della Biblioteca Nazionale di Firenze

Riproduzioni dei frontespizi dei più importanti volumi di Gråberg in italiano

1. Lettera al dottor Luigi Grossi sulla peste di Algeri negli anni 1819 – 1820 – 1820

2. Notizia intorno alla famosa opera istorica di Ibnu Khaldun – 1834

3. Specchio geografico e statistico dell’Impero di Marocco – 1834

4. Catalogo delle opere di Gråberg di Hemsö – 1837

5. Notizia intorno alla famosa opera istorica di Ibnu Khaldun – 1846

Islamismo e Democrazia

Autore/i: Redaelli Riccardo
Editore: Vita e Pensiero
introduzione dell’autore. pp. 104, Milano

Le cosiddette primavere arabe, con il loro sostanziale fallimento, hanno suscitato nel mondo occidentale una delusione che ha portato molti a concludere che il rapporto tra islam e democrazia sia impossibile. Questo libro affronta finalmente il problema nella prospettiva corretta, mettendo in luce i meccanismi attraverso i quali culture e storie politiche diverse finiscono per fraintendersi. La prima cosa da capire – ci dice Riccardo Redaelli, che da anni si occupa di geopolitica e storia del Medio Oriente – è che la religione islamica non è una realtà monolitica, bensì storicamente diversificata secondo le etnie, le culture e le regioni di quel mondo. Il secondo punto è che i concetti di democrazia e di Stato nazionale, affermatisi nei nostri sistemi occidentali e basati sul concetto di libertà individuale, risultano difficilmente applicabili nelle società islamiche perché estranei alle loro tradizioni. È invece la rivelazione coranica il fondamento dei loro sistemi politici e statuali, pur se in declinazioni molto diverse. Ma le esperienze di (teo)democrazia islamica sono state finora deludenti, come mostra qui Redaelli analizzando le più significative, e spesso hanno addirittura finito per dividere e polarizzare quelle società.
A complicare la situazione, le visioni radicali e militanti hanno rinverdito il mito del califfato islamico da riportare in vita sulle ceneri degli Stati nazionali moderni, favorendo l’affermazione di movimenti inclini all’uso di una violenza brutale, come nel caso dei gruppi che predicano il jihad armato su scala globale. Un affresco nient’affatto semplice da decifrare, la cui corretta comprensione, tuttavia, è un’urgenza drammatica per l’Occidente.

Riccardo Redaelli è professore ordinario di Geopolitica e di Storia e istituzioni dell’Asia presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Presso lo stesso Ateneo dirige il Centro di Ricerche sul Sistema Sud e il Mediterraneo Allargato (CRiSSMA) e il Master in Middle Eastern Studies dell’ASERI (Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali). Autore di numerosi articoli su riviste specializzate e di contributi a volumi miscellanei.

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INTRODUZIONE
I. Il pericolo di una reifi cazione dell’islam
Un’immagine cristallizzata e astorica
Il difficile rapporto con la modernità
Una rosa è una rosa è una rosa
II. Fra umma e nazione. Il mondo musulmano e lo Stato nazionale
Due invenzioni di successo: lo Stato-nazione e la democrazia
Il mito califfale
Umma, wataniyya, qawmiyya
Il fallimento dell’illusione pan-arabista
III. Rappresentare il popolo: la difficile applicazione di un modello allogeno
Il rifiuto della democrazia occidentale
La ikraha fi -l-din
Garantire le minoranze nelle società frammentate
Il concetto di rappresentanza
IV. I fallimenti di una via islamica alla democrazia e l’illusione califfale
La prospettiva islamista e l’islam quale ideologia d’opposizione
Un modello islamico sciita: la Repubblica Islamica dell’Iran
L’assolutismo saudita
La prospettiva jihadista del ritorno al califfato: il califfato di al-Baghdadi
CONCLUSIONE
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Questioni d’Oriente

Europa e Impero ottomano nel diritto internazionale dell’Ottocento
Autore/i: Augusti Eliana
Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pp. X-414, Napoli Prezzo: € 44,00

Nell’Ottocento il Diritto internazionale stava cambiando volto grazie a un gruppo selezionato di giuristi che isolò le criticità del vecchio jus publicum europaeum e reinventò i testi alla luce dei sempre meno rari processi di inclusione alla comunità internazionale. Non più costretto ai paradigmi fondanti dell’europeità e della cristianità, il nuovo diritto provava a ricomporre il dialogo giuridico con l’ ‘altro’ da una prospettiva universale. Restavano, però, le contraddizioni. I rapporti con l’Impero ottomano, in particolare, dovevano essere riletti tenendo conto delle riforme su modello occidentale avviate formalmente dalla Sublime Porta negli anni Trenta. Questioni d’Oriente ricostruisce un cinquantennio (1828-1878) di azioni e reazioni nei rapporti tra Europa e Impero ottomano all’interno di questo processo di costruzione del nuovo ordine internazionale, mettendo in luce i dispositivi usati dai protagonisti del cambiamento per ricondurre prassi e strategie di controllo dello spazio giuridico euro-mediterraneo al diritto.

Eliana Augusti è ricercatore in Storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento. Coordinatore nazionale del progetto di ricerca FIR 2012 Politiche migratorie e legal transplant nel Mediterraneo: strategie di controllo tra colonialismo e post-colonialismo, ha collaborato con il Max-Planck-Institut für europäische Rechtsgeschichte di Frankfurt am Main e l’Erik Castrén Institute of International Law and Human Rights di Helsinki. Tra i suoi saggi più recenti, Da Asmara a Tripoli (1899-1922): William Caffarel e l’amministrazione della giustizia oltremare (Carocci, 2012); L’intervento europeo in Oriente nel XIX secolo: storia contesa di un istituto controverso (Klostermann, 2012).

Levante

Veneti e Ottomani nel XVIII secolo
Autore/i: Ianiro Erica
Editore: Marsilio
prefazione di Vera Costantini. pp. 416, ill. b/n, Venezia Prezzo: € 36,00

Il libro analizza la presenza e l’attività diplomatica e mercantile veneziana in Levante nella seconda metà del Settecento. Quattro le differenti realtà esaminate, ciascuna a partire dal suo peculiare contesto storico-sociale: Larnaca, piazza dove i mercanti concentrano gli investimenti e le merci; Aleppo, città carovaniera che nel Settecento continua ad attrarre i commerci veneziani; Smirne, dove l’attività francese e greco-ottomana soffoca gli interessi veneziani; Salonicco, che i mercanti locali collegano all’Adriatico via terra, sottraendo una parte considerevole di traffico ai veneziani. Le fonti archivistiche veneziane e ottomane, poste alla base di questo studio, mostrano elementi inediti sui rapporti tra l’amministrazione provinciale ottomana, i consolati e i mercanti veneziani ed evidenziano la costante richiesta di alcuni capi di commercio tradizionalmente forniti da Venezia, come la carta. Il volume si conclude con un glossario dei termini ottomani, delle monete e delle stoffe e una serie di tabelle che sintetizzano l’andamento dei commerci veneziani nelle quattro città.

Erica Ianiro (Forlì, 1983) è assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ?ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con una tesi sul commercio veneziano in Levante (2011). Si occupa di storia e cultura del mondo turco nel Settecento mediterraneo e caucasico. Questa monografia segue e amplia alcuni articoli dell’autrice, pubblicati in turco e in inglese, sul commercio veneziano a Cipro.

Sotto il Segno del Leone

Storia dell’Italia musulmana
Autore/i: Feniello Amedeo
Editore: Laterza
premessa dell’autore. pp. 314, 23 tavv. a colori f.t., Bari Prezzo: € 12,00

La penisola italica è un molo naturale, un ponte e un’antica via di scorrimento tra Africa, Asia Minore ed Europa e ha generato nei secoli un’infinita vicenda di approdi, di razzie, d’insediamenti, di scontri e d’incontri. Amedeo Feniello racconta magistralmente come l’Italia, tra IX e XIV secolo, sia divenuta parte integrante d’un mondo di terra, d’acqua, di vele e di vento, dominato dalla presenza arabo-berbera. Storie di guerrieri, d’incursori, di principi, di mistici, di mercanti, di schiavi: dall’epica degli emiri e dei conquistatori normanni allo splendore delle corti di Ruggero e di Federico fino alla tragedia dei musulmani di Lucera. (Franco Cardini)

Dura più di un sogno la presenza musulmana in Italia: quasi cinquecento anni, dall’inizio del IX secolo al 1300. Periodo in cui gran parte della Penisola diventa più Oriente che Occidente, più Africa e Asia che Europa, estrema propaggine, civilizzata ed evoluta, di un mondo che, tutto intero, andava da Cordova alle rive del Gange. Un’Italia per molti versi scomoda, dove tante generazioni vissero e pregarono lo stesso Dio da orizzonti diversi. Un mondo posto all’intersezione di culture, costumi, mentalità, credenze contrapposte, sempre in conflitto tra loro ma che, talvolta, convissero, alla ricerca di un comune equilibrio e di un rispettivo spazio di tolleranza e sopravvivenza.

Amedeo Feniello è stato, di recente, Directeur d’études invitépresso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e ha insegnato Storia del Mediterraneo nel Medioevopresso la Northwestern University, con sede a Evanston, Chicago. Autore di numerosi saggi sulla società e l’economia dell’Italia meridionale medievale, ha pubblicato tra l’altro Les campagnes napolitaines à la fin du Moyen âge. Mutations d’un paysage rural (Roma 2005) e Napoli. Società ed economia (902-1137) (Roma 2011).

I Documenti Ufficiali del Periodo di Nara (710-784)

Autore/i: Migliore Maria Chiara
Editore: Università La Sapienza
pp. 96, Roma Prezzo: € 10,00

Dalla Premessa dell’Autrice:

In questo studio della diplomatica del periodo di Nara, argomento poco o per nulla trattato nella produzione scientifica occidentale, presento una traduzione filologica con testo a fronte degli articoli di legge concernenti redazione e modalità di emanazione dei documenti ufficiali, corredata da un commento di natura storica. Vista l’assenza a tutt’oggi di fonti secondarie di questo tipo, la speranza è che possa servire come testo di riferimento per quanti vogliano approfondire l’intricata questione dell’organizzazione burocratica statale del Giappone antico.

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Premessa

Note alla lettura

PARTE I: Analisi dei documenti ufficiali

1.1. Codici penali e amministrativi

1.2. Cenni su diplomatica e paleografia in Giappone

1.3. Tipologia dei documenti ufficiali

1.3.1. L’editto shōsho

1.3.2. L’editto chokushi

1.3.3. I memoriali al trono

1.3.4. Il decreto del principe ereditario

1.3.5. Il memoriale del principe ereditario

1.3.6. Il memoriale dell’Ufficio dei censori

1.3.7. La comunicazione urgente alle province hiyaku

1.3.8. La petizione

1.3.9. Le note di trasmissione fra uffici di pari grado

1.3.10. L’’ordinanza fu

1.3.11. Il rapporto ai superiori

1.3.12. Il rapporto ai superiori per funzionari o privati

1.3.13. La nomina a un rango di corte

1.3.14. I registri della corrispondenza

1.3.15. Il lasciapassare per funzionari in missione o civili

PARTE II: Traduzione di Yōrōryō XXI – Kushikiryō (Leggi sui documenti ufficiali)

Appendice. Organizzazione amministrativa del periodo di Nara

Bibliografia

Introduzione al Mondo Arabo Contemporaneo

Autore/i: Guazzone Laura
Editore: Università La Sapienza
pp. 230, ill. b/n, Roma Prezzo: € 16,00

Dalla Premessa dell’Autrice:

Il testo presentato qui è un manuale introduttivo, il cui scopo è innanzitutto quello di fornire alcune nozioni fondamentali, propedeutiche allo studio della storia contemporanea, soprattutto politica, dei paesi arabi del Nord Africa e del Vicino e Medio Oriente. Nell’intraprendere, pochi anni orsono, l’insegnamento universitario, mi è infatti subito sembrato necessario offrire un’introduzione aggiornata a chi, studente o semplice lettore, volesse accostarsi oggi allo studio della storia politica del mondo arabo contemporaneo. In ormai trentanni di frequentazione degli studi storici e politici sul mondo arabo contemporaneo, infatti, ho spesso constatato quanto la loro efficacia patisca di alcune difficoltà di definizione, a cominciare dagli aspetti più concreti e (forse) banali della definizione geografica e termino logica. Una accurata definizione dell’oggetto di studio è, per tutte le scienze incluse quelle sociali, una questione epistemologica e metodologica fondamentale e, proprio per questo, non penso certo di poterla affrontare e risolvere nel breve spazio di questa premessa o del manuale che essa introduce. Tuttavia, partendo dagli aspetti più fattuali della definizione geografica, terminologica e identitaria del mondo arabo, questo manuale introduttivo vuole dare un abbozzo di risposta ad alcune domande che mi sono sentita tante volte porre: “Cos’è il mondo arabo? Perché si parla di mondo arabo e non semplicemente di paesi arabi? Se il mondo arabo esiste, cos’è e come si definisce?”.

Questo manuale raccoglie, integra e sistematizza la prima parte delle lezioni di Introduzione alla storia del mondo arabo contemporaneo che ho tenuto presso la Facoltà di studi orientali della Sapienza-Università di Roma dal 2004 al 2007. Nonostante l’origine e la finalità didattica, l’argomento di questo libro potrà forse interessare anche qualche altro tipo di lettore. Del mondo arabo si parla infatti molto, specie nell’attualità politica internazionale, come parte d’un “Medio Oriente” sempre in crisi; ma molti di quelli che parlano di mondo arabo sembrano talvolta ignorarne anche i fatti più elementari. Perciò spero che questa introduzione potrà essere utile a chi vuole seguire l’attualità politica del mondo arabo alla luce di dati aggiornati e di qualche ponderata chiave di lettura.

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Premessa

PARTE PRIMA

Capitolo 1 – Le caratteristiche del mondo arabo: geografia fisica e demografica

La struttura geografica del mondo arabo

I confini geografici: dall’Oceano al Golfo

L’habitat del mondo arabo

La struttura demografica del mondo arabo

Capitolo 2 – Le caratteristiche del mondo arabo: geografia economica e antropologica

La struttura economica del mondo arabo

La geografia antropologica del mondo arabo

La geografia etno-linguistica

La geografia confessionale

Capitolo 3 – La definizione del mondo arabo

Medio Oriente o Mondo Arabo?

Le regioni del mondo arabo

Definizioni geopolitiche ed identitarie

La visione geopolitica delle potenze esterne

La visione dei paesi non arabi della regione

La visione identitaria dei paesi arabi

Effetti dell’autoaffermazione identitaria del mondo arabo

PARTE SECONDA

Capitolo 4 – La nascita del mondo arabo (1840 -1920)

L’integrazione del mondo arabo nel sistema mondo

La nascita dell’arabismo e del nazionalismo arabo

Lo spartiacque della prima guerra mondiale

Accordi segreti e promesse tradite

Il mondo arabo dopo la conferenza di pace di Parigi

Capitolo 5 – Il colonialismo e la nascita degli stati nazionali arabi

Gli stati coloniali maghrebini

Le lotte anticoloniali nel Mashreq

La strutturazione degli stati nazionali arabi

Capitolo 6 – La formazione del sistema regionale arabo (1920-1945)

Nazionalismo arabo e lotte d’indipendenza

La nascita della politica interaraba

I progetti di unione nel Mashreq e la fondazione della Lega Araba

PARTE TERZA

Schede paese

Algeria

Arabia Saudita

Bahrein

Comore

Egitto

Emirati Arabi uniti

Gibuti

Giordania

Iraq

Kuweit

Libano

Libia

Marocco

Mauritania

Oman

Qatar

Siria

Somalia

Sudan

Territori Palestinesi

Tunisia

Yemen

Bibliografia

Mediterraneo

Cristianesimo e Islam tra coabitazione e conflitto
Autore/i: Riccardi Andrea
Editore: Guerini E Associati
introduzione alla nuova edizione di Andrea Riccardi. pp. XI-244, Milano Prezzo: € 20,00

Il Mediterraneo è stato a lungo rappresentato come il mare dei tanti conflitti, su tutti il secolare scontro tra il mondo cristiano e quello islamico, divenuto un archetipo dei rapporti tra le due religioni e le civiltà ad esse legate.
Il Mediterraneo è un mondo frammentato in tante storie diverse, ma intrecciate l’una con l’altra. In questo mondo di diversità c’è però anche un’unità profonda. Esiste un Mediterraneo che, in qualche modo, lega le sorti dei differenti paesi e delle diverse comunità.
La nuova edizione di Mediterraneo ripropone il grande tema del vivere insieme, nell’uguaglianza e nel rispetto della libertà, nel mondo contemporaneo.

Genocidio Turco degli Armeni

Autore/i: Cimara Diego
Editore: Editing Edizioni
premessa dell’autore, presentazione di Roberto Olla. pp. 256, Treviso Prezzo: € 14,00

Una delle pagine più oscure, ed al tempo stesso meno divulgate, della storia del XIX secolo è quella del genocidio perpetrato dall’Impero Ottomano prima e dai Giovani Turchi poi, ai danni delle popolazioni Armene stanziate da sempre sul territorio che comprendeva la parte nord-orientale dell’attuale Turchia e sulle terre a nord dell’Impero Persiano su fino alle cime del Caucaso. Ed infatti la storia ci racconta di una nazione eternamente contesa e frazionata tra molti grandi imperi, Persiano, Ottomano, Russo e continuamente devastata ed angariata da frotte di invasori quali i Turchi Selgiuchidi od i Mongoli.
Metz Yeghérn: il “Grande Male”, così gli Armeni chiamano l’olocausto del loro popolo: il genocidio di milioni di persone cancellato dalla memoria storica dell’Occidente. Era il 1914 quando gli Armeni finirono schiacciati nel gigantesco scontro geopolitico tra imperi e nuove potenze che stava cambiando il mondo.
Sterminio organizzato per motivi religiosi dall’impero Ottomano alla fine de li ’800 e durante la Prima Guerra Mondiale (19141922).
Uccisi dai Turchi un milione e 500 mila Armeni Cristiani.
Olocausto dimenticato che, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, sterminò un popolo colpevole soltanto di appartenere a un’ etnia e a una cultura diverse e di professare un culto di minoranza.

Il Mondo Musulmano

Quindici secoli di storia
Autore/i: Scarcia Amoretti Biancamaria
Editore: Carocci
nuova edizione, prefazione e presentazione dell’autrice. pp. 420, Roma Prezzo: € 26,00

Il volume presenta un panorama storico del mondo musulmano dall’avvento dell’Islam (VII secolo) ad oggi, nelle sue diverse espressioni, da quelle dei paesi arabi a quelle africane e dell’Asia sud-orientale. L’oggetto privilegiato dell’analisi sono le società e i popoli che nell’Islam hanno trovato o cercano l’elemento fondante della loro identità etnico-politica o culturale, all’interno di contesti diversi sul piano geo-economico e politico. Attraverso una rivisitazione delle parti più “ideologiche” del testo, in questa nuova edizione (che copre gli eventi fino al febbraio 2013) viene esaminato l’impatto, a livello globale, dell’attentato alle Torri Gemelle e ancor più delle vicende che hanno connotato l’inizio del XXI secolo, fino alle cosiddette “primavere arabe”: un tentativo insomma di fornire validi elementi di riflessione a chi studia o semplicemente vuole comprendere meglio il mondo musulmano.

Biancamaria Scarcia Amoretti è islamista e professore emerito della Sapienza Università di Roma. La sua produzione spazia dal Medioevo alla contemporaneità, dal mondo arabo all’Iran, dalla questione femminile alla storia dello sciismo. I suoi lavori più recenti – esempio emblematico Il Corano. Una lettura (Carocci, 1a rist. 2010) – sono indirizzati a smentire i perduranti e diffusi pregiudizi e luoghi comuni sull’Islam.

Alle Origini della Politica

La formazione e la crescita dello Stato in Siro-Mesopotamia – Corpus Mesopotamico – Volume primo
Autore/i: Buccellati Giorgio
Editore: Jaca Book
prefazione di Marta Cartabia. pp. xxviii-356, Milano Prezzo: € 28,00

Come accade che, dopo l’interminabile durata dei periodi preistorici, quasi di colpo sboccia questo mirabile fenomeno che è lo stato, cioè una società strutturata lungo linee di potere che inquadrano gli individui in un nuovo organismo supra-personale? Il volume esplora i motori che ne furono la causa, e di cui la Mesopotamia ci offre la prima e più ricca documentazione – dalla tecnica all’ideologia.
In questa prospettiva, il fulcro del potere tende inevitabilmente a espandere il proprio raggio di azione fino a volerne escludere ogni altro analogo. È cosi che vediamo come si arrivi, proprio in Mesopotamia, dal primo stato territoriale nucleare, lo stato-città, fino all’ultima possibile realizzazione, e cioè lo stato universale, l’impero. Al contempo, vi sono esperimenti che mirano a salvaguardare la dimensione personale del singolo. In qualche modo, il sistema giuridico mira a difendere l’individuo.
L’ideale di preservare l’integrità della persona all’interno di un organismo essenzialmente supra-personale rimane quindi un problema irrisolto. Un problema che la storia della Mesopotamia antica ci rimanda, avendolo ben inquadrato per le nostre istanze moderne.

La Via dell’Imam

L’Iran da Khomeini a Ahmadinejad
Autore/i: Guolo Renzo
Editore: Edizioni G. Laterza
pp. VIII-250, Roma – Bari Prezzo: € 18,00

L’elezione di Ahmadinejad, frutto della rinnovata alleanza tra pasdaran e mostazafin, tra custodi in armi della rivoluzione e diseredati, sembra aver riportato l’Iran ai tempi di Khomeini. Ma la ‘seconda rivoluzione’ invocata dal ‘partito dei militari’ fa i conti con una realtà segnata dall’aspra conflittualità tra le diverse fazioni del regime, da forti tensioni istituzionali, dall’allargarsi del dissenso nel campo religioso, dall’attivismo di una società che in alcune sue importanti componenti (intellettuali religiosi, donne, studenti), si oppone alle restrizioni di libertà indotte dalla nuova mobilitazione totale fondata sul richiamo all’”ordine della purezza”. A queste crescenti fibrillazioni interne non corrisponde, però, una parallela debolezza esterna del regime: sfruttando i nuovi, favorevoli equilibri geopolitici indotti dalle guerre americane in Iraq e Afghanistan e dal conflitto tra Hezbollah e Israele in Libano, l’Iran rafforza il suo ruolo di potenza regionale in Medioriente, marciando contemporaneamente sulla strada che lo conduce a diventare potenza nucleare. In questo volume Renzo Guolo delinea una sistematica e approfondita analisi della situazione socio-politica iraniana, mettendone in luce la grande complessità che la caratterizza.

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Introduzione

Parte prima La Repubblica islamica da Khomeini a Ahmadinejad

I. Rivoluzione contro la tradizione

II. La «guerra imposta»: Iran e Iraq sul campo di battaglia

III. La diarchia: Khamenei e Rafsanjani

IV. L’era Khatami: l’illusione riformista

V. Khomeinismo senza clero? Ahmadinejad e il «partito dei militari»

Parte seconda Politica, religione, società

VI. Potenza regionale e potenza nucleare?

VII. Lo Stato parallelo

VIII. La critica degli intellettuali religiosi

IX. Le donne tra religione, famiglia e Stato

Glossario – Bibliografia – Indice dei nomi