Orientamenti per un Dialogo tra Cristiani e Musulmani

Autore/i: Borrmans Maurice
Editore: Urbaniana University Press
premessa di Leonardo Sileo, prefazione di Francis Arinze, presentazione di Pietro Rossano, introduzione dell’autore, traduzione italiana a cura di Costanza Vergnaghi. pp. 240, Città del Vaticano

Si può ancora parlare di dialogo islamo-cristiano dopo “l’orrore assoluto dell’11 settembre 2001” che ha visto le due torri gemelle di New York crollare con migliaia di vittime innocenti? Nell’Europa occidentale l’esigenza di laicità democratica in società pluralistiche, da una parte, e la volontà di visibilità dei musulmani immigrati raggruppati in associazioni o federazioni, dall’altra, pongono nuovi interrogativi nell’opinione pubblica e nelle comunità cristiane. Si tratta ormai di organizzare il “vivere insieme” nella “casa comune” di questo pianeta secondo i valori fondanti delle religioni che riconoscono al Creatore un disegno di bontà e di amore per tutte le sue creature. Questo disegno richiede, da parte dei cristiani, come dei musulmani e degli ebrei, in quanto credenti, una risposta generosa, un’adesione intelligente e un impegno di collaborazionetra tutti gli esseri umani. (Dalla Postfazione dell’autore) Padre Maurice Borrmans, della Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), ha dedicato tutta la sua vita allo studio, all’insegnamento e all’attività pastorale in favore del dialogo islamocristiano. Con questa pubblicazione, l’Urbaniana University Press e l’Istituto di Ricerca della non Credenza e delle Culture (ISA) celebrano la consegna a Padre Maurice Borrmans della laurea honoris causa in Missiologia, Facoltà della Pontificia Università Urbaniana.

Donne e Giardino nel Mondo Islamico

Autore/i: Vanzan Anna
Editore: Angelo Pontecorboli
pp. 150, 100 ill. a colori e b/n, Firenze

Fin dai suoi albori, la civiltà musulmana si preoccupa di “islamizzare” ogni aspetto della vita
pubblica e privata, compresi gli spazi. L’etica islamica prevede che pubblico e privato siano
rigidamente separati, e tale concezione si riflette immediatamente sulla casa d’abitazione, difesa
da mura che celino gli abitanti da sguardi esterni, proteggendo la privacy familiare.
La vita dei residenti è rivolta all’interno, dove, dopo l’ingresso principale, si apre un cortile attorno al quale si svolgono le attività familiari. Il cortile-giardino, s’arricchisce di alberi, piante, fontanelle o addirittura vasche (tipiche quelle in Iran e nel sub continente indiano), recipienti in metallo o marmo, gabbie per gli uccellini, e spesso si avvale della bellezza dei delicati intarsi nel legno che contorna le finestre degli ambienti affacciantisi sul cortile stesso o aggettantisi sulla strada esterna. E così che, al posto delle finestre comunemente intese, nascono vere e proprie costruzioni articolate (mashrabiya), delicatamente intagliate nel legno, che consentono alle donne di vedere fuori senza essere viste dagli estranei.
Un luogo dove passeggiare con le proprie dame o dove le stesse potevano trascorrere il proprio tempo in piena libertà. Il giardino, infatti, è hortus conclusus e, come tale, spazio quanto mai atto a ospitare la presenza femminile che nelle società islamiche deve rimanere, preferibilmente, celata all’interno di ginecei (harem) di cui il giardino è la naturale estensione. Ecco che il binomio donne-giardino si rafforza e occupa spazi sociali, letterari, artistici e antropologici.

Anna Vanzan, iranista e islamologa, Ph.D. in Near Eastern Studies presso la New York University.
Insegna Cultura araba alla Statale di Milano e Genere e Pensiero islamico al Master MIM Ca’ Foscari (Ve) e al Master on line EUMES.
Si occupa prevalentemente di questioni di genere e islam.
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni in Italia e all’estero. Fra le ultime monografie: Le donne di Allah, viaggio nei femminismi islamici (Bruno Mondadori, Milano, 2010) e Che genere di islam. Omosessuali, queer e transessuali tra shari’a e nuove interpretazioni (Ediesse, Roma, 2012).

 

Geopolitica dell’Islamismo

L’Integralismo musulmano nel mondo
Autore/i: Larroque Anne-Clémentine
Editore: Fuoco Edizioni
introduzione dell’autrice, traduzione di Giuseppe Celi. pp. 106, Roma

I Fratelli musulmani in Egitto, i movimenti separatisti del Turkestan orientale in Cina, il Fronte Nazionale di Liberazione Aceh Sumatra in Indonesia, il famigerato Stato Islamico in Medio Oriente e Nordafrica, come anche i gruppi integralisti esistenti in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, dell’onda d’urto islamista si parla ormai in tutto il mondo. E se il terrorismo jihadista è al centro di tutte le preoccupazioni, l’integralismo religioso di matrice islamica non sembra però contenersi. A partire dal 2011, i partiti islamici partecipano democraticamente ai governi di Stati quali: Turchia, Tunisia, Marocco e seppur brevemente, in Egitto. Insomma, o con la politica o con le armi, il proselitismo islamico integralista cresce, ma l’idea di una internazionale musulmana è però solo un’illusione. Tenere conto di tale pluralità è essenziale per la comprensione del fenomeno.
Questo libro spiega le origini ed i fondamenti della dottrina sunnita come di quella sciita e fornisce la base per qualsiasi discussione sul tema. Esso dimostra in particolare che capire gli islamismi oggi richiede uno studio geograficamente e politicamente approfondito di ogni singolo movimento.

Anne-Clémentine Larroque ha insegnato relazioni internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Université Paris-Diderot (Paris 7) e l’Institut du Monde Arabe. Attualmente ha una cattedra in politica estera presso lo IONIS Education Group di Parigi.

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Introduzione, Capitolo 1 – Origini e fondamenti delle dottrine islamiste, I – Distinzioni lessicali e prime basi dell’islamismo, II – La nascita delle dottrine islamiste: dalla modernità ai nostri giorni, Capitolo 2 – Radicamento territoriale degli islamismi, I – I Fratelli Musulmani: dall’azione sociale al potere politico: emersione di un’ideologia islamista totalitaria, II – Le nebulose salafite: fra predicazione, riformismo e jihadismo, III – Il movimento Tabligh: movimento transnazionale di predicazione di massa, IV – L’Islamismo sciita rivoluzionario, Capitolo 3 – Gli islamismi di fronte al potere: dalla politicizzazione al terrorismo internazionale, I – Islamismi e accesso al potere politico, II – L’islamismo radicale e violento nel mondo contemporaneo, Conclusioni – L’illusione di un’Internazionale islamista, Glossario, Bibliografia Indicativa.

Descrizione della Cina

Autore/i: Ricci Matteo
Editore: Quodlibet
prefazione di Bernardo Valli, con un saggio di Filippo Mignini. pp. 208, Macerata

Scritto fra il 1609 e il 1610, poco prima della morte dell’autore, il testo di Matteo Ricci è stato per secoli il veicolo principale attraverso cui l’Occidente ha conosciuto la Cina. Esso è parte integrante del resoconto scritto dal gesuita al termine della sua trentennale missione in Cina, che lo portò fino alla corte dell’imperatore Wan Li della dinastia Ming. Suddiviso in brevi capitoli, esso descrive l’Impero celeste nei molti suoi aspetti che stupirono, e ancora stupiscono, il lettore occidentale: dalla scrittura per ideogrammi all’arte della stampa, dalla «scoperta» dei ventagli alla medicina cinese, dalla complessa organizzazione dell’impero e della corte alla cerimonia del tè. E ancora: il ruolo dell’esercito, il confucianesimo, le sette religiose e gli eunuchi, il giudizio sulla poligamia, fino alla pratica disinvolta dell’infanticidio (soprattutto delle femmine), e alla mutilazione del piede delle donne, le quali addirittura non ricevevano un nome ma venivano designate con un numero. Per la vastità dei temi affrontati, l’efficacia dello stile che unisce concisione, parsimonia nel giudizio e concretezza anche brutale nelle descrizioni, ed evoca illustri precedenti quali Erodoto, Tacito o Tito Livio, questo libro può essere considerato uno dei capolavori dell’etnografia premoderna.

Matteo Ricci (Macerata 1552 – Pechino 1610), missionario gesuita, è stato il primo occidentale che in età moderna abbia riallacciato i rapporti tra l’Europa e la Cina e abbia gettato le salde fondamenta di un autentico dialogo culturale tra le due civiltà.

Il Viaggio in Giappone

di un gentiluomo italiano di fine Ottocento
Autore/i: Niri Paolo Augusto
Editore: Odradek
nota introduttiva dell’autore. pp. 96, 40 ill. b/n, Roma

Dopo tanti libri azzimati e seriosi pubblichiamo una chicca, di facile lettura ma del tutto affidabile, sul Giappone di fine Ottocento. Che poi si scopre non essere molto cambiato.

Un italiano residente in Giappone, tornato nella sua città natale, si trova tra le mani un voluminoso libro della fine dell’Ottocento che parla del viaggio di un nobile napoletano di origini abruzzesi nella terra del Sol levante.
La lettura del libro è intensa ed entusiasmante, e dal fascino dei luoghi da lui stesso visitati nonché dal confronto delle emozioni provate nasce una scelta antologica che ne ripropone in modo intelligente e scorrevole i contenuti, lasciandone nel contempo inalterato l’incanto complessivo.
Il Giappone alla fine dell’800 iniziava quel processo radicale e irreversibile di trasformazione e di occidentalizzazione che lo avrebbe portato poi ad essere protagonista dello sviluppo tecnologico e della modernità, sebbene permangano tuttora immutati alcuni tratti distintivi del carattere del suo popolo che suscitano rispetto e ammirazione.
Nella seconda metà dell’Ottocento il Giappone, dopo aver rinunciato a quella politica di isolamento che lo aveva reso inavvicinabile per più di due secoli, si aprì gradualmente ai rapporti con le potenze occidentali e all’afflussodegli stranieri.
In quell’epoca inoltre, grazie alla realizzazione del canale di Suez, inaugurato nel 1869, si rese possibile quel giro intorno al mondo, in piroscafo e in treno, che Jules Verne avrebbe descritto nel suo celebre libro, pubblicato nel 1873.
Molti europei, quindi, vinti dal fascino di Phileas Fogg (il gentleman inglese protagonista del romanzo Il giro del mondo in 80 giorni) e dell’Oriente, si improvvisarono globe-trotters e si recarono anche in Giappone, alla scoperta di un paese per molti versi ancora misterioso e sconosciuto. Tra questi il giovane De Riseis, nobile di nascita, che vi giunse nel 1893 e che ci ha lasciato una testimonianza tra le più vivaci e coinvolgenti del Giappone del periodo Meiji.

Paolo Augusto Niri (Chieti 1968) dal 2003 vive in Giappone, dove insegna l’italiano alla Kyoto University of Foreign Studies e alla Osaka University of Arts.

All’editore preme sottolineare la figura del nobile Giovanni De Riseis che sul finire del 1893, appena laureatosi a Napoli in giurisprudenza – aveva solo ventuno anni – intraprende un grand tour inusuale, dagli Stati Uniti, al Giappone, alla Cina.
Il prof. Niri, che insegna in Giappone, ha riscoperto gli appunti di viaggio del proprio connazionale e conterraneo, e ne propone una scelta antologica e commentata.
Nel caso di De Riseis, i proventi delle rendite fondiarie non vengono dissolti in beni di lusso; o per lo meno, il lusso di un viaggio intorno al mondo può condensarsi in un ponderoso libro di appunti di viaggio, capace di restituire sia il Paese attraversato con tutte le sue differenze, sia l’intelligenza, la cultura e la sensibilità di chi si è messo in viaggio.
I commenti di Niri alla scelta antologica propongono quindi un curioso e attraente gioco di “riflessioni” incrociate sul Giappone da parte di due colti e curiosi giramondo.

Le Grandi Vie di Comunicazione Europa-Asia

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: ERI
pp. 188, nn. tavv. b/n f.t., 1 cartina a colori ripiegata f.t., Torino Prezzo: € 45,00

L’Autore, che non è soltanto un noto orientalista ma altresì un esploratore che percorse in ripetute spedizioni molte di quelle vie di cui parla in questa sua sintesi, traccia l’immagine di una storia, mostrando come l’Oriente e l’Occidente sin dai primordi si congiungano in un alternarsi di accostamenti ora pacifici ora violenti: sono le espansioni di splendidi imperi, gli incontri e gli urti che premono dal mondo ellenico-romano e dal mondo indoiranico, cinese, mongolico, a tratti sopraffatti dalle irruzioni devastatrici dei cavalieri nomadi.
Questo «Saggio» è una evocazione del rapporto attuatosi tra l’Asia e l’Occidente, lungo i percorsi delle grandi carovaniere: che non sono soltanto vie fisiche di comunicazione ma corridoi lungo i quali si trasmettono i messaggi spirituali e si maturano i processi interiori delle civiltà.
Giuseppe Tucci è professore ordinario di Religioni e Filosofia dell’India e dell’Estremo Oriente presso l’Università di Roma. Ha insegnato italiano, cinese e tibetano presso la Università di Calcutta.
Ha diretto tre missioni archeologiche nella valle dello Swat nel Pakistan Occidentale ed in Afghanistan. Socio dell’Accademia Imperiale del Giappone, Socio d’onore della Società Asiatica di Parigi, Dottore honoris causa dell’Università di Kolosvar e di Delhi, Socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, insignito del titolo di «Oceano delle Sacre Scritture» dall’Università di Calcutta, Presidente dell’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente.
È autore di numerosissime pubblicazioni in italiano e specialmente in inglese sulla storia e la filosofia dell’Oriente e di cronache sulle missioni scientifiche da lui intraprese.

Il Regno delle Donne

Autore/i: Coler Ricardo
Editore: Nottetempo
traduzione di Angela Masotti. pp. 192, Roma Prezzo: € 14,00

Il regno delle donne è il racconto dell’affascinante esperienza che Coler, medico e reporter, ha vissuto nel paese dei Mosuo, comunità della Cina Sud-Orientale che da secoli si è data un’organizzazione matriarcale. Qui la donna si occupa della distribuzione del lavoro e della gestione del denaro, mentre all’uomo sono affidate piccole questioni di importanza secondaria che riguardano la comunità. I rapporti tra uomini e donne sono guidati dal desiderio e dall’amore e non si pongono problemi di stabilità e di durata; la forma piú istituzionale che assumono è l’”axia” o “matrimonio passeggero”, che non ha altra regola che la convenienza e il piacere reciproco. Coler è giunto alla conclusione che il “matriarcato” non è affatto da intendere come il capovolgimento del concetto occidentale di patriarcato, ma come un sistema diverso, che rispetta e preserva le peculiarità di genere.

Ricardo Coler (Buenos Aires, 1956) è un medico, fotografo e scrittore argentino. I suoi reportage antropologici e di viaggio sono stati pubblicati con successo in molti paesi. Con nottetempo ha pubblicato Eterna giovinezza (2011) e Il regno delle donne (2013).

Introduzione all’Economia del Mondo Arabo

Autore/i: Paciello Maria Cristina
Editore: Università La Sapienza
introduzione dell’autrice. pp. 188, Roma Prezzo: € 14,00

Il presente manuale intende offrire al lettore un’introduzione all’economia del mondo arabo. Anche se ha origine dalle lezioni tenute presso la Facoltà di studi orientali della Sapienza Università di Roma dal 2007 al 2009, questo manuale è rivolto non soltanto agli studenti che si occupano di mondo arabo ma anche a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla conoscenza di questa area del mondo da un punto di vista socio-economico. Lo studio delle dinamiche economiche e sociali che hanno attraversato e attraversano il mondo arabo è infatti indispensabile per una sua migliore comprensione.
Il mondo arabo si trova oggi a dover affrontare importanti sfide sociali ed economiche, quali livelli di disoccupazione fra i più alti al mondo, profonde e radicate disuguaglianze sociali, una struttura produttiva ancora fragile e poco diversificata e scarse risorse idriche. Allo stesso tempo, comunque, occorre tener presente che il mondo arabo rimane al suo interno fortemente differenziato da un punto di vista socio-economico. Basti pensare, per esempio, che solo l’economia di un certo numero di paesi arabi è dipendente dalla produzione ed esportazione di petrolio… (Cristina Paciello dall’Introduzione)

Hitachi no Kuni Fudoki

Cronaca della provincia di Hitachi e dei suoi costumi
Autore/i: AA. VV.
Editore: Carocci
a cura di Antonio Manieri, prefazione di Maria Chiara Migliore. pp. 176, Roma Prezzo: € 20,50

Compilato nei primi decenni dell’VIII secolo, Hitachi no kuni fudoki è il resoconto geografico di una remota provincia nel Nordest del Giappone. L’opera nasce con l’intento di informare il governo centrale su un territorio non facilmente perlustrabile per meglio assoggettarlo alla sovranità del clan Yamato. Tuttavia, un asettico documento burocratico diventa una piacevolissima lettura in cui a superbi brani di prosa lirica in cinese si innestano evocative poesie giapponesi e in cui lo scrupolo del funzionario si confonde con la trasmissione della preziosa cultura orale degli anziani. Tradotta per la prima volta in italiano, Hitachi no kuni fudoki è un’opera fondamentale per lo studio della società agricola e pre-buddhista del Giappone arcaico e per una maggiore comprensione del progetto politico che dà vita al periodo Nara (710-784). La descrizione di paesaggi, gli aneddoti e le credenze popolari, i riferimenti all’eroe eponimo Yamato Takeru, che per primo visita e dà il nome ai luoghi iniziandoli alla storia, rendono possibile anche al lettore moderno apprezzare un Giappone ancestrale e periferico che altrimenti sarebbe andato perduto.

A Tavola con le Religioni. Induismo, Buddhismo, Jainismo

Autore/i: Salani Massimo
Editore: edb
pp. 76, ill. b/n, Bologna Prezzo: € 5,50

Chi e panir, cioè burro chiarificato e formaggio leggero ricco di proteine, sono due ingredienti fondamentali nella cucina dei fedeli induisti, buddhisti e jainisti che condividono, come avviene in tutte le religioni dell’India, il rifiuto di bevande alcoliche. Che cosa si mangia, quali alimenti si rifiutano e dalle mani di chi si accetta cibo cotto sono le domande che definiscono nell’induismo il posto di un uomo o di un gruppo. E mentre l’insegnamento buddhista invita alla moderazione in ogni campo della vita, compreso quello alimentare, ma consente di mangiare carne in determinate circostanze, il fondamento del jainismo risiede nel totale rispetto di ogni forma di vita creata, compreso il mondo materiale, in quanto depositaria di un’anima. La conseguenza a tavola è un rigoroso vegetarianesimo.

Ricette:
Ghi; Panir; Fagiolini alle mandorle; Riso al limone; Banana vadi; Barath allo yogurt; Matti; Dessert al mango; Cavolfiori, fagiolini e anacardi; Upma; Panir vadi; Raita di spinaci; Besan roti; Sorbetto di limone; Pizza di riso; Fagiolini gustosi; Frittelle di mais; Dolce di semolino; Crema di spinaci; Polpette di melanzane; Insalata sfiziosa; Frittelle di mele.

Massimo Salani è docente di Storia delle religioni e Patrologia allo Studio Teologico Interdiocesano di Camaiore (Lucca) e di Storia delle religioni, Patrologia e Didattica Il all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pisa. Con EDB ha pubblicato A tavola con le religioni (2000, vincitore del Premio nazionale di storia e saggistica di Novara), Il figlio della strada. Per una fede che accoglie (2004) e Il Maestro di tavola. Moduli interdisciplinari di religione per gli Istituti Alberghieri e Turistici (2010).

Storia dell’Antropologia Cinese

Autore/i: Hongbao Hu; Jianmin Wang; Haiyang Zhang
Editore: Seid Editori
a cura di Andrea Pia, prefazione degli autori, nota e traduzione di Andrea Pia, Tommaso Previato, Valentina Punzi e Giulia Zoccatelli. pp. 296, Firenze

C’è una rivoluzione che si sta compiendo sotto i nostri occhi: la scalata della Repubblica Popolare Cinese verso l’empireo delle superpotenze mondiali. Nella vita quotidiana di un sempre maggior numero di persone questa ascesa appare evidente nei consumi, nei rapporti di lavoro e nelle mete di viaggio. La Cina la incontriamo ogni giorno, ma la conosciamo poco. Molti ne ignorano la cultura eterogenea, i costumi popolari e gli effetti irreversibili che uno strabiliante sviluppo economico sta avendo su di essi. Per capire la Cina di oggi è necessario conoscerne affondo il processo di formazione nazionale e culturale,il modo in cui la modernità è stata costruita in questo paese. Similmente a quanto accaduto durante l’industrializzazione in Europa – processo guidato da nuove idee sulla società e sul suo sviluppo – parte cruciale in questo percorso di formazione nazionale in Cina è stato ricoperto dall’Antropologia. Una disciplina nuova, importata dall’occidente, ma che subito ha trovato in questo paese un vasto interesse per il suo respiro comparativo e per la sua capacità di identificare fenomeni strutturali in società in transizione. Fenomeni che se conosciuti potevano essere diretti e modificati. Hu Hongbao, Zhang Haiyang e Wang Jianmin ci guidano alla scoperta dell’avvento del pensiero antropologico in Cina, rintracciandone gli antecedenti storici, identificandone le ragioni del successo e fornendo un quadro dettagliato dell’istituzionalizzazione di questa disciplina nel quadro intellettuale cinese, mostrandoci vecchie conquiste e nuovi traguardi. Quello che ne esce è un quadro di incredibile complessità: la Cina in tutta la sua polivocalità e ricchezza culturale.

Segreti d’Oriente

L’Antica arte della camera da letto
Autore/i: Ferrera Antonella
Editore: Sellerio
nota di Sergio Valzania. pp. 260, Palermo Prezzo: € 12,00

Islam, India, Cina, Giappone: un viaggio alla scoperta dei segreti legati all’eros, al desiderio, ai riti e ai miti dell’amore in Oriente attraverso i secoli.

Una rassegna sull’amore in Oriente, nutrita di memorie storiche e documentazioni sociologiche, di testimonianze e manuali di arte amatoria raccontata anche mediante la tradizione letteraria e le espressioni della cultura contemporanea. La sensualità totale del Celeste Impero; la seduzione dell’eleganza nel Giappone; L’eccitazione della sfida intellettuale entro il mondo dell’harem arabo; la catarsi del sesso, tra spiritualità e religione, nel continente indiano: ciascuna di queste immagini dell’erotismo offre una cifra culturale e ideologica di uno specifico sviluppo storico.

Antonella Ferrera è nata a Bologna. Giornalista, per Radio2 e Radio3 conduce e scrive programmi culturali, tra cui La storia in giallo e Rosso scarlatto. È autrice dei saggi Il fiore e la spada. Zen ed arti marziali (2005), Borderlife. Storie celebri di follia, devianze e tragici destini (insieme a Francesco Bruno, 2006), Inquiete. Storie di artiste sublimi e femmine dannate (2007).

Verso una Nuova Società

Tre saggi sui problemi dell’India e del socialismo
Autore/i: Narayan Jayaprakash
Editore: Il Mulino
in appendice: Socialismo e Sarvodaya di Acharya Vinoba Bhave e Principi di un’economia non-violenta di E. F. Schumacher a cura di Carlo Doglio. pp. XLVII-252, Bologna Prezzo: € 26,00

Il problema dell’India, dicono gli esperti sia comunisti che democratici, è di destare il popolo dalla sua tradizionale passività; è di modernizzarsi, di diventare simile agli Stati Uniti, all’Unione Sovietica, e… domani alla Cina. E invece Narayan, che ha sperimentato in sé e nella propria azione gli specifici occidentali (compreso il marxismo) crede che il risveglio, la soluzione a carestie, malattie endemiche, miseria e ignoranza, possa avvenire solo approfondendo i caratteri nazionali e religiosi del «subcontinent ». Da ciò, nel tempo stesso, un riappigliarsi a certi filoni europei del socialismo utopistico (nella direzione marxista) e libertario, una sollecitazione a « ripensare il socialismo », valida, crediamo, anche per noi. Nel nostro mondo che ha annullato tempo e spazio, l’India è troppo spesso vista come una congerie di genti, una palla al piede della civiltà contemporanea d’Occidente e d’Oriente. Eppure proprio di lì, forse, dalla sua voce viene il nuovo messaggio.

Jayaprakash Narayan è nato nello Stato del Bihar (India) nel 1902, da famiglia di umili origini. Nel 1921 vince una borsa di studio universitaria, ma in seguito all’appello di Gandhi alla non-collaborazione, vi rinuncia. Dal 1922 al 1929 è negli Stati Uniti, dove compie gli studi universitari e dove diventa marxista. Al suo ritorno in patria, fa le sue prime esperienze politiche come presidente di varie «trade-unions» e diviene uno dei leaders piÙ in vista del Partito del Congresso. Dopo un anno di carcere per motivi politici, nel 1933 egli fonda il Congress Socialist Party, una corrente del Partito del Congresso. PiÙ tardi, infine, approderà al Praya Socialist Party. Intorno al 1940, nella guerriglia contro gli inglesi, diventa un eroe nazionale. È, dopo il ’46, uno dei candidati alla carica di Primo Ministro. Nel 1957, decide di abbandonare la politica per seguire il « Bhoo’dan Movement ». Ancora oggi, tuttavia, egli viene considerato uno dei più probabili successori di Nehru.

Declino e Rinascita di un’Istituzione Islamica: Il Waqf nell’Egitto Contemporaneo

Autore/i: Pioppi Daniela
Editore: Università La Sapienza
introduzione dell’autrice. pp. 194, Roma Prezzo: € 9,50

One of the major changes in the Middle East during the past three decades has been state retreat from welfare programmes. Parallel to this phenomenon, religious charitable institutions have started to emerge and have in many cases filled the gap left by the state in providing social services to the population. These mushrooming Islamic charitable institutions have been described as the social basis for Islamic political opposition or, by optimists, as the emergence of a timid but increasingly independent civil society. Advocates of both explanations, however, agree on portraying them as a serious challenge to the regimes’ control on society.
The research work presented in the book intends to contribute to the study of this broad topic by taking as case study the recent revival of the institution of waqf (Islamic charitable endowment) in Egypt . As one of the main sources of income for religious charitable institutions prior to the emergence of the modern national state, the waqf was nationalised by Nasser , yet it has recently re-appeared as a symbol of ’civil society independence’ and as an efficient way to finance development activities, somehow in agreement with global liberalisation and privatisation trends. The research argues that, far from being a challenge to the regime (whether from Islamic opposition or ’liberal’ civil society), this revival is part of a broader regime strategy, which aims at delegating to the private sector some important functions of the state (i.e. in welfare and redistribution) without loosing control on society.

Daniela Pioppi è consulente di ricerca del Programma Mediterraneo e Medio Oriente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) e docente di storia dell’Egitto contemporaneo alla Facoltà di Studi Orientali dell’Università di Roma ’La Sapienza’. I suoi interessi di ricerca comprendono la politica comparata e le relazioni internazionali dei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Laureata in lettere orientali, ha proseguito la sua formazione conseguendo un Master in politica comparata del Medio Oriente alla School of Oriental and African Studies dell’Università di Londra e il dottorato di ricerca al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa.

La Storia Segreta dei Samurai

La straordinaria epopea della feroce casta guerriera giapponese
Autore/i: Clements Jonathan
Editore: Newton & Compton
traduzione dall’inglese di Maria Laura Martini. pp. 336, ill. b/n, Roma Prezzo: € 16,00

Il loro codice è il Bushidō. La loro arte è la guerra.

I samurai sono l’incarnazione della tradizione marziale giapponese: eroi senza paura, che seguono il rigido codice del bushidō e preferiscono affrontare una terribile morte per harakiri piuttosto che conoscere il disonore della sconfitta. Eppure pochi sanno che in origine i samurai erano umili soldati di frontiera e guardie del corpo di ricchi signori, e solo nel corso dei secoli hanno acquisito sempre più potere, fino a diventare la classe dominante del Paese del Sol Levante, spesso più autorevole persino di shogun e imperatori. Un potere fondato sulla tattica militare, sull’estetica della guerra, sulla ferrea disciplina, su un’etica severa, ma anche su insospettabili intrighi di corte e su vendette sanguinose e spietate.
In questo libro, Jonathan Clements – basandosi sui resoconti dell’epoca e su famose opere della tradizione letteraria giapponese – descrive le battaglie più avvincenti, le armi segrete e i personaggi che hanno reso immortale, e famosa in tutto il mondo, la figura del samurai.
Strategie, battaglie, armi e vendette dei signori della guerra giapponesi.

«Un racconto avvincente. […] Clements offre al lettore delle incredibili novità.» (Asia Times)

«Un resoconto lucido, vivido.» (The Independent on Sunday)

Tra i temi trattati nel libro:

  • La nascita della classe guerriera
  • I primi samurai
  • La guerra Genpei
  • Lo shōgunato Kamakura e la flotta mongola
  • I contatti con l’Europa e la crociata in Corea
  • L’ascesa dei Tokugawa
  • Il crepuscolo dei samurai
  • Restaurazione e rivolta
  • I samurai come simbolo