Raccolta di Scritti Editi e Inediti – V. Astrologia – Astronomia – Geografia

Autore/i: Nallino Carlo Alfonso
Editore: Ipocan
Ristampa anastatica dell’edizione del 1944 pp. 558, Roma

INDICE

I. – Astrologia e astronomia presso i Musulmani

II. – Storia dell’ Astronomia presso gli Arabi nel Medio Evo

1. Introduzione

2·5. Definizioni, divisioni e contenuto dell’ astronomia
presso gli Europei e presso gli Arabi

6·11. Fonti arabe per le notizie sugli astronomi e le loro opere

12·19. Nozioni astronomiche degli Arabi preislamici; il nasī; le stazioni lunari; gli anwā

20. Primi studi astronomici dei Musulmani

21-24. Libri astronomici indiani tradotti in arabo

24·27. Versioni arabe di libri astronomici persiani

28. Libri greci di astronomia e astrologia tradotti in arabo

29·33. Lode dell’astronomia in libri religiosi musulmani. Principii di trigonometria

34-35. Rotazione apparente della sfera celeste; opinioni degli antichi e degli Arabi; rotazione della terra

36. Sfericità della terra

37-40. Misure della grandezza della terra: misure greche; misura araba; misura moderna

III. – Biografie di astrologi e astronomi arabi (Albohali, Albubather, al-Khuwārizmī, Abū Ma”shar, Alfragano, Thābit ibn Qurrah, Albatenio,  Abū ’l-Wafā, al-Būzagiānī, Alcabizio, Ibn Yūnus, al-Birūnī, Albohasen Haly, az-Zarqālī, Giābir ibn Aflaḥ, Alpetragio, Abū ’l-Ḥasan ’Alī al-Marrākushi)

IV. Astrolabio

V. – Del vocabolo arabo «niṣbah» (con «ṣād»

VI. – «Zarq» o «rizq» nell’ astrologia araba popolare?

VII. – Del vocabolo «qaṭ» nell’ astrologia araba

VIII. – Etimologia araba e significato di «asub» e di «azimut» con una postilla su «almucantarat»

IX. – Zu Giaghmīnī’s Astronomie

X. – Il valore metrico del grado di meridiano secondo i geografi arabi.

XI. – al-Khuwārizmī e il suo rifacimento della Geografia di Tolomeo

XII. – Un mappamondo arabo disegnato nel 1579 da ’Alī ibn Aḥmad ash-Sharafi di Sfax

XIII. – Recensione: G. R. KAVE, The astronomical observatories of Jay Singh

La Casa della Saggezza

L’epoca d’oro della scienza araba
Autore/i: Al-Khalili Jim
Editore: Bollati Boringhieri
prefazione dell’autore, traduzione di Andrea Migliori. pp. 344, nn. ill. b/n, Torino Prezzo: € 24,00

Nel IX secolo il califfo abbaside di Baghdad, Abu Jafar Abdullah al-Mamun, creò uno dei centri di studio più imponenti che la storia umana abbia mai conosciuto, noto col nome di Bayt al-Hikma, La casa della saggezza. Jim Al-Khalili, con la sua usuale prosa avvincente, ci svela i nomi dei protagonisti di questa avventura meravigliosa: Abu Rayhan al-Biruni, Ibn al-Shatir, al-Khwarizmi, Ibn al-Haytham, al-Razi ed altri ancora. Dietro a questi nomi, per noi quasi sconosciuti, si nascondono le vite e le opere di scienziati che hanno di fatto posto le basi del mondo moderno.
L’autore ricostruisce con straordinaria perizia la storia di un’epoca nella quale menti geniali spinsero le frontiere della conoscenza così in là da plasmare le civiltà che seguirono, fino ai giorni nostri. Il suo libro è anche un tentativo di reintrodurre in Occidente un pezzo fondamentale di una cultura a lungo ignorata e in buona parte ancora da esplorare. Il pensiero scientifico e culturale occidentale è in debito, ben più di quanto comunemente si pensi, con ciò che realizzarono mille anni fa gli scienziati e i pensatori del mondo islamico, in un periodo che fu elusivamente descritto come una lunga Età Oscura, una penosa parentesi posta tra la grande civiltà classica greco-latina e il Rinascimento europeo. Si omette così, troppo spesso, di dire che per 700 anni la lingua internazionale della scienza fu l’arabo.

Jim Al-Khalili (Baghdad, 1962) è docente di fisica teorica presso la University of Surrey, dove tiene anche una cattedra di comunicazione scientifica. Vicepresidente della British Science Association, è anche membro onorario della British Association for the Advancement of Science, membro della Royal Society e Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE). Nel corso della sua attività ha ricevuto il Michael Faraday Prize e il Kelvin Prize. Come comunicatore, Al-Khalili è spesso presente nei canali televisivi e radiofonici britannici, oltre a scrivere per il «Guardian» e l’«Observer». In italiano sono stati pubblicati Buchi neri, wormholes e macchine del tempo (2003) e, per Bollati Boringhieri, La fisica del diavolo. Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo (2012).

L’Astrologia Storica

La teoria delle congiunzioni di Giove e Saturno e la trasmissione dei loro parametri astronomici
Autore/i: Buscherini Stefano
Editore: Mimesis
introduzione di Antonio C. D. Panaino, premessa dell’autore. pp. 224, ill. b/n, Milano Prezzo: € 22,00

L’astrologia storica fiorì nell’Iran sasanide al fine di prevedere gli eventi naturali, ma anche per dare la possibilità ai sovrani persiani di operare le scelte migliori in campo politico-militare. Sfruttando gli strumenti offerti da questa dottrina, in particolare grazie alle congiunzioni di Giove e Saturno, gli astrologi sasanidi potevano, nel quadro delle tecniche proprie dell’oroscopia storica, predire i principali eventi della vita di un sovrano (dal concepimento alla morte), la durata del suo regno, il cambiamento di dinastia e persino azzardare il calcolo della durata della dinastia stessa. Questo libro offre una dettagliata indagine sia delle origini dell’astrologia storica, sia dei complessi percorsi conosciuti dalla sua trasmissione nel posteriore periodo araboislamico, in particolare quello abbaside, quando gli astrologi si spinsero a ricostruire la storia del mondo a partire dalle sue origini, sempre sulla base dei cicli delle congiunzioni dei due pianeti superiori. Infine, il volume dedica un certo spazio anche alla questione dei parametri matematico-astronomici impiegati dagli astronomi sasanidi nei loro modelli planetari e in seguito perfezionati dai loro successori islamici.

Stefano Buscherini si è laureato in Matematica e poi in Storia Orientale; ha conseguito il dottorato di ricerca “Società Regalità Sacerdozio nella Metodologia storica, filologica e antropologica (sec. V – XVI)” presso l’Alma Mater Studiorum dell’Università degli Studi di Bologna. Si occupa di matematica antica con particolare interesse per le sue applicazioni nell’ambito dell’astronomia e dell’astrologia iranica pre-islamica. Collabora con la cattedra di Studi Iranici dell’Università di Bologna (sede di Ravenna) presso il Dipartimento di Beni Culturali.

La Letteratura Arabo-Cristiana e le Scienze nel Periodo Abbaside (750-1250 d.C.)

Atti del 2º convegno di studi arabo-cristiani, Roma 9-10 marzo 2007
Autore/i: AA. VV.
Editore: Zamorani
a cura di Davide Righi. pp. 336, Torino Prezzo: € 36,00

La letteratura arabo-cristiana e le scienze nel periodo abbaside Teologia, filosofia, storia, medicina, matematica, astronomia sono solo alcune delle scienze (‘ulum) che la civiltà dell’Islam ha recepito in particolare grazie all’opera dei cristiani. Esse furono sviluppate durante il periodo abbaside quando il contributo dei cristiani nel veicolare il sapere scientifico attraverso il lavoro di elaborazione e traduzione dei testi, in arabo e dall’arabo, fu fondamentale.
Il convegno tenutosi a Roma il 9-10 marzo 2007 si è proposto di mostrare l’apporto dei cristiani siriaci e arabi nei vari settori delle scienze nonché nei campi della patristica, della polemistica e della storia. La loro opera impresse decisivo vigore e impulso, non solo alla civiltà araba e dell’Islam nel suo insieme, ma anche allo sviluppo delle scienze nel mondo europeo.

Nel volume:

  • Samir Khalil Samir, La rivoluzione culturale introdotta a Bagdad dai Cristiani
  • Bartolomeo Pirone, Gli albori dell’Islam in tre storici arabocristiani
  • Manuela Galizia, Il Corano e la tradizione cristiana siriaca
  • Vittorio Berti, La scuola di Bašoš nella storia e nella cultura siro-orientale
  • Salvatore Santoro, Timoteo I (728-823): espressione della chiesa nestoriana al suo apogeo
  • Paola Pizzo, La geografia religiosa a Edessa al tempo di Teodoro Abu Qurrah. Notizie dal «Trattato sull’esistenza del creatore e sulla vera religione»
  • Wafik Nasry, The Place of Reason in an Early Arab-Christian-Muslim Dialogue
  • Davide Righi, «Dio da Dio» «Luce da luce»: evoluzione della cristologia in Abramo di Tiberiade
  • Rosanna Budelli, L’epistola di Hunayn Ibn Ishaq e la critica alle fonti arabe della medicina
  • Olga Lizzini, Critica dell’emanazione e creazione dal nulla in Yahya Ibn ‘Adi
  • Carmela Baffioni, Le cosiddette «mawgudat» in Yahya Ibn ‘Adi
  • Ida Zilio-Grandi, Il «kitab tahhib al-ahlaq» di Yahya Ibn ‘Adi († 974 / 363): riflessioni sul tema dell’etica nel periodo abbaside
  • Samir Khalil Samir, L’edizione critica del «Daf‘ al Hamm» di Elia di Nisibi (975-1046)
  • Paolo La Spisa, Fonti indirette e nuove fonti manoscritte nell’opera teologica di Sulayman al-Gazzi
  • Mariam De Ghantuz Cubbe, Una traccia di attività teologica presso i maroniti nei primi anni del dodicesimo secolo: Tommaso di Kafartab
  • Awad Wadi, Le recensioni arabe della vita di Paolo di Tamma

 

Scienza e Civiltà nell’Islam

Autore/i: Nasr Seyyed Hossein
Editore: Irfan Edizioni
nuova edizione, prefazione di Alberto Ventura, presentazione dell’autore alla nuova edizione italiana, traduzione di Matteo Ionta e Giuseppe M. Aiello. pp. XII-388, 1 cartina b/n f.t., San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 20,00

Nonostante siano trascorsi oltre quarant’anni dalla sua prima edizione, quest’opera è rimasta insuperata sull’argomento. Con la sua vasta erudizione e una rara chiarezza espositiva, Seyyed Hossein Nasr è riuscito a presentare una panoramica completa della scienza islamica vista non come un mero capitolo nella storia della scienza occidentale, ma come un aspetto integrale della civiltà e dela tradizione intellettuale dell’Islam. L’autore è riuscito non solo a trasmettere – attraverso una presentazione storica, un’analisi delle sue varie forme e la riproduzione di passi scelti delle opere di molte scienziati e filosofi musulmani – una visione generale del contesto operativo della scienza islamica, ma anche a dimostrare la sua interrelazione con la saggezza divina su cui essa si fonda.

Ancora ai nostri giorni, c’è chi intende minimizzare l’apporto intellettuale del Medioevo islamico come un fenomeno di mera trasmissione all’Occidente del sapere antico, quasi che i filosofi e gli scienziati musulmani si siano limitati a trasmettere meccanicamente l’eredità greca all’Europa. Dietro questa visione si nasconde ovviamente un certo pregiudizio anti-islamico di cui la cultura occidentale fatica a sbarazzarsi, proprio nel momento in cui si vanta di essere superiore alle altre culture del pianeta per la sua obbiettività, il suo distacco critico, la sua libertà da ogni influenza ideologica e religiosa. Chi leggerà questo libro in maniera imparziale potrà rendersi conto che la realtà è alquanto diversa. (Dalla Prefazione di Alberto Ventura)

Seyyed Hossein Nasr (Tehran, 1933) è considerato una delle massime autorità accademiche sulla tradizione e sulla cultura islamica. Nasr ha studiato al MIT (Massachussets Institute of Technology) e ad Harvard. Ha ricoperto numerosi incarichi accademici sia in Iran che in America, e attualmente è docente di Studi islamici alla George Washington University. E’ autore di numerose opere, tra cui ricordiamo: Ideals and Realities of Islam [Ideali e realtà dell’Islam, Rusconi 1989], Sufi Essays [Sufismo, Rusconi 1994], The Encounter of Man and Nature [Uomo e Natura, Rusconi 1974], Traditional Islam in the Modern World [L’Islam tradizionale nel mondo moderno, Casadei 2006].

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Prefazione di Alberto Ventura
Presentazione dell’Autore alla seconda edizione italiana
Introduzione
I principi dell’Islam
Le prospettive all’interno della civiltà islamica
Capitolo primo – Le figure universali della scienza islamica
Capitolo secondo – Le basi del sistema d’insegnamento e le istituzioni educative
La classificazione delle scienze
Le istituzioni educative
Le istituzioni dell’insegnamento superiore
Gli osservatori
Gli ospedali
I centri sufi
Capitolo terzo – Cosmologia, cosmografia, geografia e storia naturale
Capitolo quarto – La fisica
Alhazen (Ibn al-Haitham)
Al-Biruni
Al-Khazini
Capitolo quinto – La matematica
I Fratelli della Purità
Al-Khwarazmi
Umar Khayyam
Capitolo sesto – L’astronomia
La natura delle sfere celesti
Il moto dei pianeti
La distanza e la grandezza dei pianeti
Capitolo settimo – La medicina
Lo sfondo storico della medicina islamica
La medicina durante i primi secoli
La medicina dopo Avicenna
La filosofia e la teoria della medicina islamica
Capitolo ottavo – Le scienze dell’uomo
Capitolo nono – La tradizione alchemica
Jabir ibn Hayyan
Rhazes
Al-Iraqi
Capitolo decimo – L’alchimia islamica e la sua influenza nel mondo occidentale
Nicolas Flamel
Capitolo undicesimo – La filosofia
Capitolo dodicesimo – Le controversie della filosofia e della teologia – Le scuole posteriori di filosofia
Al-Ghazzali
Averroè e la filosofia in Andalusia
Al-Tusi
Suhrawardi e Mulla Sadra
Capitolo tredicesimo – La tradizione gnostica
Bibliografia
Indice analitico

Due Testi Astronomici del Huainan Zi

Si evidenzia l’articolo contenuto in “Cina” n. 15 (da p. 27 a p. 40)
Autore/i: Chessa Vincenzo
Editore: Ist. Italiano per il Medio ed Estremo Oriente
pp. 13, Roma Prezzo: € 26,00

Le dissertazioni 3, 4 e 5 del Huainan Zi costituiscono la parte, per così dire, scientifica di quest’opera, trattando esse, rispettivamente, l’astronomia, la geografia e la ritualistica legata alla definizione del calendario. Il carattere eclettico-antologico di tutta l’opera risulta particolarmente evidente dalle dissertazioni 3 (Tianwen, I segni del Cielo) e 5 (Shize, Decreti stagionali), alcuni brani delle quali, parzialmente mai tradotte, vengono ora proposti in traduzione italiana.

(HNZ 3) Particolarmente complessa, per contenuto e distribuzione degli argomenti, è la struttura di questa dissertazione, che si presenta non solo come una sintesi delle conoscenze astronomiche del primo periodo Han, ma anche come uno sforzo di adattamento di quelle conoscenze all’astrologia. I passi qui tradotti tralasciano questo secondo aspetto, benché non sempre sia possibile una selezione così precisa, per concentrare l’attenzione sui passi più scientifici della dissertazione. Il nostro testo non intende fare l’esposizione di un modello cosmologico: esso, nel suo insieme, appare essenzialmente descrittivo ed antologico. Il suo compilatore aveva, con molta probabilità, un modello al quale attenersi, che gli servì, forse, da criterio nella scelta dei brani per comporre la dissertazione. Tralasciando le lunghe disquisizioni astrologiche, nel resto del testo si nota che la descrizione del movimento degli astri non sembra suggerire l’adesione ad una particolare teoria. Desta, al contrario, un certo interesse il lungo passo conclusivo dedicato all’uso degli gnomoni.

Religion versus Science in Islam: a Medieval and Modern Debate – Oriente Moderno 3 – 2000

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. IV-260, Roma Prezzo: € 27,00

Carmela BAFFIONI, Introduction

Binyamin ABRAHAMOV, Religion versus Philosophy. The case of Fahr al-Din al-Razi’s proofs for prophecy

Carmela BAFFIONI, The concept of science and its legitimation in tlle Ihwan al-Safa

Leonardo CAPEZZONE, Memoria e lunga durata: dall’umanesimo dello Ps. Ibn al-Muqaffa alla scienza dello Ps. Gabir ibn Hayyan

Paola CARUSI, Alchimia islamica e religione: la legittimazione difficile di una scienza della natura

Delia CORTESE, Medieval sapiential knowledge and modern science in Islam. Some considerations on a ’missed link’ based on the thought of Gamal al-Din al-Afgani

Cristina D’ANCONA COSTA, Causa prima superior est omni narratione. Il tema delle sifat Allah nel primo neoplatonismo arabo

Richard LEMAY, Religion vs science in Islam. The medieval debate around astrology

Elinor LIEBER, Medicine versus religion in the works of Maimonides

Miklos MAROTH, Epicurean elements in Ibn Hazm’s writings

Yahya MICHOT, Vanités intellectuelles … L’impasse des rationalismes selon le Rejet de la Contradiction d’Ibn Taymiyyah

Biancamaria SCARCIA AMORETTI, La memoria: un paradosso islamico

Gotthard STROHMAIER, Die Ansteckung als theologisches und als medizinisches Problem

Mauro ZONTA, The role of Avicenna and of Islamic Avicennism’ in the 14th-century Jewish debate around philosophy and religion

Ars Imaginandi

Apparenza e rappresentazione in Spinoza
Autore/i: Mignini Filippo
Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pp. 440, Napoli Prezzo: € 25,82

In una prospettiva nuova per la storiografia spinoziana, la dottrina dell’immaginazione viene qui ricostruita alla luce delle idee elaborate dalla scienza seicentesca – in particolare dall’ottica – intorno al tema dell’apparenza delle immagini sensibili, e nel suo interno processo di formazione, che ha nel Tractatus de intellectus emendatione e nell’Ethica i momenti estremi più significativi e, in parte, anche contrari. L’analisi delle reciproche e sottili relazioni poste da Spinoza tra l’immaginazione e l’essenza stessa dell’uomo, concepita come determinata ad agire da una qualche affezione (cupiditas), conduce inoltre l’autore ad una indagine sistematica, e nuova nei risultati, intorno alla natura e al ruolo delle rappresentazioni « estetiche », esemplate in particolare in quella del bello, e alla discussione di testi e temi capaci di fondare un’ipotesi intorno al concetto spinoziano dell’arte.

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Prefazione

Avvertenza

I. Il mondo degli occhi e l’apparenza delle immagini sensibili

1. Importanza e significato della nuova scienza ottica; 2. Interesse di Spinoza per l’Ottica; 3. La luce e il colore; 4. Il meccanismo della visione e l’apparenza delle immagini ottiche; 5. La disputa sulle qualità; 6. Apparenza e verità.

II. La dottrina dell’immaginazione da Cartesio a Spinoza

1. La dottrina dell’immaginazione in Cartesio; 2. Il concetto dell’immaginazione nel Trattato sulla emendazione dell’intelletto; 3. Il concetto dell’immaginazione nel Breve Trattato; 4. La dottrina dell’immaginazione nell’Etica.

III. La facoltà delle immagini apparenti e necessarie

1. La struttura dell’immaginazione e il suo rapporto con il corpo e la mente; 2. L’immaginazione come senso interno e il significato della distinzione tra corpo e mente; 3. Immaginazione e memoria; 4. L’immaginazione è determinata ad agire in modo necessario; 5. L’occhio e la mente: l’immaginazione e la natura dell’errore; 6. Immaginazione, ragione, intelletto; 7. Immaginazione e Cupiditas.

IV. Rappresentazione e Rivelamento

1. Natura ed estensione del concetto; 2. Rappresentazione e Cupiditas; 3. Realtà e rappresentazione.

V. L’espressione e le sue forme

1. Il concetto dell’exprimere; 2. Segni, figure e parole; 3. Tempo, numero, misura.

VI. Il bello come rappresentazione

1. Bellezza e Cupiditas; 2. Bellezza, essere e perfezione; 3. Bellezza e immaginazione; 4. La concezione spinoziana del bello e i principi estetici di Cartesio; 5. Leibniz, interprete e critico dell’estetica spinoziana.

VII. Elementi per una ipotesi sul concetto spinoziano dell’arte

1. Significati del termine ars; 2.« Ingenium et ars »; 3. Universalità dell’arte. Arte divina, naturale e umana; 4. Arte e scienza; 5. Arte e finzione; 6. Arte e verità; 7. Autoconservazione, arte e piacere; 8. Arte e Politica.

VIII. Giudizio teleologico e giudizio estetico

1. Presupposti metafisici; 2. Definizione e genesi del pregiudizio teleologico; 3. Natura del giudizio teleologico e possibilità del giudizio estetico; 4. Funzione dei giudizi estetici nella rappresentazione della natura.

Appendice: Interpretazioni novecentesche dell’estetica spinoziana

Indice dei nomi

Da Oriente a Occidente

Autore/i: Borruso Andrea
Editore: Officina Studi Medievali
pp. 114, Palermo Prezzo: € 16,00

Lo scopo di questo volume è duplice: indicare le vie di un contatto culturale a lungo durato, sul quale generalmente si riflette ben poco, e offrire uno strumento ove anche le annotazioni, con i relativi suggerimenti bibliografici, possano suggerire agli interessati ulteriori e più compiute letture, a seconda degli stimoli e degli argomenti trattati.

La civiltà arabo-islamica, nel periodo del suo splendore, ha offerto all’Occidente numerosi contributi, spesso più originali di quanto si creda, i quali fanno oggi parte integrante della stessa cultura europea. E il volume, pur accogliendo argomenti diversi, dalle scienze matematiche all’astronomia e all’astrologia, dalla cultura materiale alla medicina, dai viaggi in terre lontane al gioco degli scacchi, non perde di vista un filo conduttore: esso sta nella ricerca di elementi idee motivi che da Oriente sono passati in Occidente, nell’indagine di una tradizione culturale, di una trasmigrazione da epoca a epoca, da civiltà a civiltà.

Se è vero, come diceva un antico poeta latino, che chi studia più culture si ritrova ad avere più anime, avvicinarsi allo studio della civiltà arabo-islamica in fondo significa ampliare i nostri orizzonti, attingere una parte delle nostre radici, il che è ancora più evidente in Sicilia, e non solo a motivo del suo splendido sincretismo artistico nel periodo arabo-normanno. Significa, infine, ricordare che la vera cultura non è quella che si orienta alla dispersione del sapere e alla esasperata frammentazione delle discipline, ma quella che riesce a fondere in mirabile equilibrio e armonia le scienze più diverse.

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Premessa

L’Islam e le scienze

Le scienze matematiche

L’astronomia

L’astrologia

La geografia

La medicina

Gli Arabi e gli scacchi

L’Islam e la Divina Commedia

Mingtang and Buddhist Utopias in the History of the Astronomical Clock

The tower, statue and armillary sphere constructed by Empress Wu
Autore/i: Forte Antonino
Editore: Is. M.E.O.
preface by the author. pp. xiv-333, 2 tav. ripiegh., 5 p. di fig. b/n (figg. 1-8), Roma Prezzo: € 45,00

Da architettura simbolo della visione cinese del mondo e dell’ordine politico-sociale precedente all’avvento del Buddhismo, il mintang divenne sempre più buddhista. Questo sviluppo culminò nel grande progetto nella Palatine City di Luoyang (686-689). Il mintang qui eretto è l’espressione del pensiero più progressista in Asia a quell’epoca, in esso confluirono le idee più liberali (per esempio, il pacifismo buddhista) e quelle più audaci (aspirazioni spirituali ed elevazione materiale, etc.). La sintesi risultante fu ardita e funzionale, in grado di stimolare lo spirito delle persone donando loro un sentimento di solidarietà basato sullo scopo comune. L’ideologia predominante era il Buddhismo di un elite, il Buddhismo che ha eretto il Mintang rese invece possibile l’integrazione tra la tradizione culturale cinese e il pensiero buddhista.

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Preface, p. xi
Introductory Essay. The Clock and the Perfect Society, p. 1
Appendix. On the Transmission of the Text of Daoxuan on the Jetavana Monastery, p. 51
Chapter 1. The Tower, the Statue, the Armillary Sphere, p. 53
Appendix. Matsumoto Bunzaburo’s Confusion of the Great Lacquer Statue with the Great Bronze Statue on the Bai Sima Slope, p. 92
Chapter 2. The Origins of the Mechanical Clock, p. 95
Appendix A. Notes on Some Great Towers Prior to the tiantang and Their Possible Relation with the Idea of lingtai, p. 128
Appendix B. Yamada Keiji’s Opinion on the Meaning of dayi, p. 137
Chapter 3. The Two mingtang Compared, p. 141
Appendix A. The Paths Followed by the Historians to Eject the tiantang from the mingtang, p. 200
Appendix B. The Eleven Missing Characters in the Current Editions of the Zizhi tongjian, p. 203
Chapter 4. Some Remarks on the Social Context, p. 205
Conclusion, p. 253
Summary of the Three Attempts to Construct the mingtang at Luoyang, p. 261
Bibliography, p. 271

Scienza e Civiltà in Cina.

Volume primo. Lineamenti Introduttivi.
Autore/i: Needham Joseph
Editore: Einaudi
prefazione dell’autore, assistenza scientifica di Wang Ling, traduzione di Flavia Pansieri e Mara Caira. pp. XXXV-412, 1 tavv. a colori f.t., 18 tavv. f.t. b/n, nn. ill. b/n. 2 cartine in tavv. ripiegate b/n, Torino Prezzo: € 40,00

Dalla prefazione dell’autore:
“È opinione sempre più diffusa che la storia della scienza occupi un posto di fondamentale importanza nella storia della civiltà umana. Via via che questa convinzione è andata maturando, gli studiosi dell’Europa occidentale hanno trovato naturale ripercorrere a ritroso l’evoluzione del pensiero scientifico, dalla scienza e dalla tecnologia moderne fino alle conoscenze e ai risultati conseguiti nell’antico mondo mediterraneo. Esiste una ricca letteratura che ci documenta sulle basi poste dai pensatori, matematici, ingegneri e osservatori della natura, greci e romani. Le prime fra queste opere, come la History of the Inductive Sciences di William Whewell (1837), rivelano un’implicita inconsapevolezza dell’esistenza stessa dei contributi di altri popoli alla storia della comprensione del proprio ambiente da parte dell’uomo. Da allora abbiamo meglio riconosciuto e studiato il debito che lega il moderno pensiero scientifico ai tentativi pionieristici degli Egiziani, nonché all’opera degli antichi abitanti della Mezzaluna fertile, dei Sumeri, Babilonesi, Ittiti e così via. In parte grazie alle circostanze che, dai tempi di Megastene a quelli di Macaulay, hanno portato gli Europei a stretto contatto con la cultura indiana, è stata resa in certo modo giustizia (benché in misura ancora insufficiente) ai risultati raggiunti da questo popolo, anche se difficili problemi di cronologia continuano ad ostacolare la ricostruzione di un quadro preciso. Rimane a tutt’oggi misconosciuto e avvolto nell’oscurità il contributo dato alla scienza, al pensiero scientifico e alla tecnologia dall’Estremo Oriente, e in particolare dalla sua civiltà più antica e centrale, quella cinese. Proprio il termine «Estremo Oriente», che non userò più in quest’opera, ma che viene spontaneo alla penna, testimonia della prospettiva sostanzialmente angusta da cui gli Europei, persino coloro che sono animati dalle migliori intenzioni, stentano a liberarsi. Argomento del presente lavoro è proprio il contributo scientifico dato dall’Asia e in particolare dal «paese di centro», la Cina.[…]“

Fluxus (fayḍ)

Indagine sui fondamenti della metafisica e della fisica di Avicenna
Autore/i: Lizzini Olga
Editore: Edizioni di Pagina
introduzione dell’autrice. pp. 688, Bari Prezzo: € 24,00

Una poderosa monografia su uno dei maggiori pensatori della tradizione filosofica dell’Islam classico, e fra i più importanti per il pensiero occidentale.

La teoria della causalità di Avicenna (Ibn Sīnā, m. 1037) è dominata dal concetto neoplatonico di flusso emanativo (in arabo fayḍ). Tutti i piani del sistema avicenniano ne sono interessati: quello metafisico, quello naturale, e quello intellettuale e quindi gnoseologico ed etico.  Sulla base di un’ampia scelta di testi, questo volume analizza la definizione del concetto di ‘flusso’ e le sue diverse applicazioni. Ne risulta uno studio corposo in cui, per la prima volta, le idee essenziali al pensiero avicenniano (possibilità, materia, esistenza, creazione, emanazione, bene, natura, caso) — e le difficoltà cui esse danno luogo — vengono discusse sullo sfondo dei due momenti fondamentali che l’idea di flusso è chiamata a spiegare: quello dell’origine, e perciò dell’esistenza stessa del mondo in relazione al suo Principio, e quello del funzionamento, ossia delle dinamiche che dello stesso mondo spiegano la vita.
Oltre a un’ampia bibliografia, il volume, diviso in cinque capitoli, comprende due appendici, rispettivamente sulla terminologia e sull’opera di Avicenna, e l’indice dei passi tradotti.

Olga Lizzini insegna Philosophy in Islam alla Vrije Universiteit di Amsterdam. È autrice di diversi saggi sul pensiero teologico e filosofico della tradizione medievale araba e arabo-latina, pubblicati su riviste italiane e straniere. Ha curato la prima traduzione italiana della Metafisica di Avicenna  (in edizione trilingue, a cura di O. Lizzini e P. Porro, Milano 2002; II ed. 2006) e la sezione di angelologia filosofica islamica del volume Angeli (a cura di G. Agamben e E. Coccia, Vicenza 2009).

Johann Schreck Terrentius

Le scienze rinascimentali e lo spirito dell’Accademia dei Lincei nella Cina dei Ming
Autore/i: Iannaccone Isaia
Editore: Istituto Universitario Orientale
pp. 148, Napoli Prezzo: € 15,49

Del tutto dimenticato dai moderni storici della scienza e negletto persino agli studiosi della Compagnia di Gesù con i quali pur aveva in comune l’abito talare, Johann Schreck (Costanza 1576 Pechino 1630), che latinizzò il suo nome in Terrentius, si è invece rivelato un personaggio di primo piano nella storia mondiale della scienza dei primi decenni del XVII secolo. Esperto di lingue morte, medico, botanico, matematico e astronomo, fu un pioniere del metodo sperimentale, giacchè, mediante la ricerca «sul campo», cercò di costruire e divulgare, sia in Europa che in Cina, una scienza con le mani libere da dogmi e pregiudizi.

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Ringraziamenti e avvertenze

PREMESSA: Tre ipotesi azzardate

CAPITOLO I: Le caratteristiche della lince: personaggi, scopi e metodi dell’ Accademia dei Lincei

I.1: I soci fondatori

I.2: Gli obiettivi e i progetti

CAPITOLO II: Terrentius linceo: il “Thesaurus Mexicanus”

II.1: Terrentius e l’Accademia dei Lincei

II.2: Il “Thesaurus Mexicanus”

CAPITOLO III: Perché Terrentius andò in Cina?

III.1: Le premesse

III.2: L’ipotesi: l’influenza di Garcia Ab Orta e le necessità della missione dei Gesuiti in Cina

CAPITOLO IV: Il naturalista Terrentius in viaggio

IV. 1: Prima della partenza

IV. 2: Le attività scientifiche di Terrentius a Goa

CAPITOLO V: La scienza di Terrentius nella Cina dei Ming

V.1: Lo stato della missione cinese durante l’assenza di Trigault

V.2: L’ingegneria meccanica e la matematica

V.3: L’ astronomia

V.4: La medicina e la botanica: il Plinius Indicus

V.5: Le cronache di viaggio

CAPITOLO VI: Conclusioni: solitudine e grandezza di Terrentius

1: Morte di Terrentius

2: L’oblio

Appendice 1: Dal Plinius Indicus al Ben Cao Gang Mu

Appendice 2: I collaboratori cinesi di Terrentius

Appendice 3: Libri cinesi classificati come Ben Cao nella Bibliothèque Nationale di Parigi

Bibliografia

Glossario