Il Maestro di Saidu Sharif. Alle Origini dell’Arte del Gandhara

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ist. It. per l’Africa e l’Oriente
A cura di Pierfrancesco Callieri e Anna Filigenzi pp. 222, nn ill. ill. a colori e b/n, Roma

INDICE

Presentazione, Donatella Mazzeo

Presentazione, Gherardo Gnoli 

Introduzione, Pierfrancesco Callieri

La valle dello Swat e la Missione Archeologica Italiana dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO) in Pakistan, Pierfrancesco Callieri

L’itinerario della spedizione di Alessandro Magno nello Swat, Luca Maria Olivieri

I Maurya e la diffusione del Buddhismo nello Swat, Anna Filigenzi

Gli Indo-Greci nel Pakistan settentrionale, Pierfrancesco Callieri

Il periodo dei Saka e dei Parti: le dinastie di Apraca e di Odi ed il loro supporto al Buddhismo, Pierfrancesco Callieri

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano tra i Greci ed i Kusana, Laura Giuliano

L’artigianato di lusso nel Nord-Ovest di epoca indo-greca, Saka e partica: i “piattelli per cosmetici”, Ciro Lo Muzio

Introduzione ad alcuni significati del simbolismo dello stupa, Massimiliano A. Polichetti

L’arte narrativa del Gandhara, Anna Filigenzi 

Il complesso buddhista di Butkara I: nascita e sviluppo, Domenico Faccenna

Le prime testimonianze di arte figurativa: il centro artistico di Butkara I ed i gruppi stilistici, Domenico Faccenna

L’area sacra buddhista di Saidu Sharif I,
Domenico Faccenna, Pierfrancesco Callieri

Il fregio dello Stupa Principale di Saidu Sharif I: il Maestro di Saidu, Domenico Faccenna

SCHEDE

L’artigianato minore dal III sec. a.c. al I sec. d.C. (Cat. 1-10) .

I piattelli per cosmetici (Ca t. 11-15)

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano da Alessandro agli Indo-Parti (Ca t. 17-64)

La tradizione dei depositi votivi: i reliquiari (Cat. 65-68)

L’arte narrativa del Gandhara (Ca t. 69-71)

Cultura religiosa e tradizione artistica nello Swat: il centro artistico di Butkara I (Cat. 72-95)

Il fregio dello Stiipa Principale di Saidu Sharif I (Ca t. 96-139)

Intorno allo Stiipa Principale: rilievi figurati dai monumenti minori di Saidu Sharif I (Cat. 140-147) .

APPENDICE

Sui contenuti di alcuni reliquiari da Butkara I e Saidu Sharif I, Swat, Lorenzo Costantini, Loredana Costantini Biasini, Daniela Ferro

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Dai Sumeri ai Sassanidi

Autore/i: AA. VV.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
pp. 190, nn. ill. a colori, Milano

«Il titolo di questo volume, Dai Sumeri ai Sassanidi, corrisponde in effetti a una duplice realtà. Realtà cronologica in primo luogo, poiché i Sumeri fanno la loro comparsa sul suolo orientale durante il IV millennio a. C; mentre la fine della dinastia sassanide, nel VII secolo d. C, segna in pari tempo la fine dell’antichità e l’inizio di quello che si può definire il Medioevo del Medio Oriente … Ma il titolo risponde anche a una realtà geografica. Se i Sumeri, infatti, si insediarono nella Bassa Mesopotamia, le civiltà che seguirono estesero il loro dominio a spese delle regioni vicine, e l’impero di Alessandro Magno, nel IV secolo a. C, si spiegherà dal Mediterraneo fino all’Indo … A tutta prima l’arte mesopotamica può spesso apparire difficile. Nei musei, il visitatore può restare sconcertato dinanzi a certi monumenti. Non evidentemente, di fronte alla Dama di Warka, all’Intendente Ebih-il di Mari o alla testa in bronzo di Sargon di Accad, che sono capolavori di tutti i tempi e autonomi, bensì in presenza di altre opere di produzione più corrente che devono essere collocate in un contesto storico e religioso per essere meglio apprezzate … Lo studio delle antiche civiltà orientali è quindi difficile, spesso austero, ma sempre appassionante, se non esaltante. Non l’abbiamo mai compreso così a fondo come scrivendo questo libro, la cui unica ambizione è di comunicare al lettore il desiderio di leggerne altri, più specialistici, consacrati a quel mondo dove tutto ha avuto inizio.»

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Presentazione di Henry Moore

Introduzione

Dai villaggi ai reami

I PRIMI ABITANTI

LE CITTÀ-STATO

IL TEMPIO E IL POTERE RELIGIOSO

SARGON DI ACCAD

LAGASH E UR

L’ARCHITETTURA DEI PRIMI MILLENNI

L’ARCHITETTURA DEL III MILLENNIO

LA RELIGIONE

LA SCRITTURA

Gli impeti mesopotamici

BABILONIA

IL CODICE DI HAMMURABI

CASSITI ED ELAMITI

GLI ITTITI

L’ORGANIZZAZIONE SOCIALE DEGLI ITTITI

L’ARCHITETTURA DEL II MILLENNIO

LA RELIGIONE

LA LETTERATURA

L’incontro tra Oriente e Occidente

GLI ASSIRI

LA SOCIETÀ

L’ARCHITETTURA

I NEO-BABILONESI

GLI ACHEMENIDI

L’ARTE ACHEMENIDE

RELIGIONE E ARCHITETTURA

I grandi imperi internazionali

LA DISGREGAZIONE DELL’IMPERO DI ALESSANDRO

PETRA

PALMlRA

GERASA, BAALBECK, TIRO

PARTI E SASSANIDI

HATRA

LA STRUTTURA DELLA SOCIETÀ SASSANIDE

L’ARTE SASSANIDE

I RILIEVI RUPESTRI

Appendice

I monumenti nel tempo. Testimonianze

Schema cronologico

Glossario

Bibliografia

Indice dei nomi

Le Origini Sciamaniche della Cultura Europea

Quaderni di studi Indo-Mediterranei – VII (2014)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Dell’Orso
premessa di Francesco Benozzo. pp. 496, nn. ill. b/n, Alessandria

I saggi raccolti in questo volume, all’intersezione di etnofilologia, antropologia culturale e fenomenologia della percezione, affrontano il problema della sostanziale continuità millenaria della nostra tradizione, identificando nello sciamanesimo un’immagine cruciale per comprenderne alcuni aspetti. Dando per scontato il fitto dibattito degli ultimi trent’anni sulla natura e sulle origini del fenomeno sciamanico (un dibattito che non appare ancora in grado di uscire dall’opposizione, dimostratasi fondamentalmente sterile, tra diffusionismo ed evoluzionismo), gli autori analizzano, con riferimento ai rispettivi ambiti, quegli elementi strutturali e portanti che consentono di attribuire al “professionista della parola” un ruolo cruciale, dal Paleolitico a oggi, nella costruzione del nostro immaginario. L’ipotesi di fondo è che, quando riflettiamo sulle origini dell’Europa, intesa nella sua accezione geoculturale più vasta, più che con i temi e le forme del cristianesimo, dell’islamismo, della civiltà carolingia, della civiltà ellenistica alessandrina, dei vari apparati statali e meta-statali che, in quanto macchine di asservimento, ne hanno segmentato e ne segmentano i territori, siamo costretti a fare i conti, già dalla preistoria, con un’ipotesi diversa e più radicata: forse è proprio in Homo poeta, e non nei vari stadi di evoluzione culturale, tecnica e sociale di Homo sapiens (faber, religiosus, politicus, laborans, oeconomicus, ludens, aestheticus, technologicus) che dobbiamo riconoscere il segreto (sciamanico) della nostra civiltà.

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Premessa, di Francesco Benozzo • Homo poeta. Il segreto sciamanico dell’Eurasia, di Francesco Benozzo • Sciamanesimo paleolitico europeo. Paradigmi ermeneutici e riesame fenomenologico dell’arte parietale franco-cantabrica, di Matteo Meschiari • Il corvo solare: materiali per una comparazione delle concezioni sciamanistiche e totemistiche del corvo in area indeuropea e nell’area del Pacifico settentrionale, di Gabriele Sorice • Dialettiche dell’estasi. Sciamanesimo iranico e zoroastrismo, di Andrea Piras • Guaritori-veggenti greci di età arcaica, di Elena Nonveiller • Sciamanesimo a Roma antica, di Leonardo Magini • Ghāzi Pir e l’eredità sciamanica delle Sundarban bengalesi, di Alessandro Grossato • Sciamani e cavalieri medievali, di Franco Cardini • Sciamanesimo e stregoneria nella cultura degli Slavi, di Edgardo Tito Saronne • Equivoci e chiarimenti intorno al cosiddetto “sciamanismo” dantesco, di Vittorio Cozzoli • Una lettura tra Oriente e Occidente: Percorsi indo-mediterranei: trascorsi e ricorsi, di Carlo Saccone • Recensioni • Biografie e Abstracts.

Assyrische Tempel

2 Volumi
Autore/i: Menzel Brigitte
Editore: Biblical Institute Press
Roma

Band I – Untersuchungen zu Kult, Administration und Personal

Band II – Anmerkungen, Textbuch, Tabellen und Indices

Gli Unni

Un impero di nomadi antagonista dell’antica Cina
Autore/i: Gumilev L. N.
Editore: Res Gestae
introduzione dell’autore. pp. 260, ill. b/n, Milano Prezzo: € 16,00

Detti Unni per la loro fama di distruttori, gli Xiougnu sono la causa della costruzione della Grande muraglia cinese. Nel terzo secolo d.C. la forza di questa popolazione nomade dedita alla guerra minaccia da vicino la Cina. La ricostruzione di Gumilev è la più completa e preziosa sulle origini di un popolo che ancora oggi affascina e spaventa. Lingua, tradizioni e le arti marziali degli Unni di Cina hanno lasciato un segno indelebile nella memoria d’oriente. Un segno grandioso che serpeggia lungo i confini dell’antico impero.

Lev Nicolaevic Gumilev (1912-1992), storico di origine russa, si è occupato in particolare del grande coacervo di popolazioni originarie e scomparse dell’estremo oriente. È stato professore di Storia dei popoli dell’Asia centrale all’Università di Leningrado.

Sogni e Visioni nel Mondo Indo-Mediterraneo

Dreams and Visions in the Indo-Mediterranean World
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Dell’Orso
Quaderni di Studi Indo-Mediterranei II – 2009; introduzione e cura di Daniela Boccassini pp. 410, Alessandria Prezzo: € 30,00

«Chi non ritiene che la conoscenza debba convertirsi in obbligo morale, diviene preda del principio di potenza, e ciò produce effetti dannosi, rovinosi non solo per gli altri ma anche per lui stesso. Grande è la responsabilità umana verso le immagini dell’inconscio. Sbagliare a capirle, o eludere la responsabilità morale, significa privare l’esistenza della sua interezza, essere condannati a una vita penosamente frammentaria». È seguendo questa via che, secondo Jung, l’uomo moderno deve ri-apprendere a fronteggiare la totalità del suo essere.
In questa prospettiva si iscrive il secondo volume dei Quaderni di studi indo-mediterranei, dedicato alla tematica del sogno e della visione. I diciannove contributi qui raccolti esplorano in una prospettiva diacronica e comparata i diversi, ma spesso sorprendentemente simili, modi in cui negli spazi del continente euro-asiatico è stato avvicinato nei secoli il versante arcano della psiche umana: in base alla convinzione, cioè, che nell’esperienza onirica e nell’evento visionario si celi e si riveli insieme un frammento di quella verità universale cui a noi, in quanto umani, incombe di tentare almeno di dar nome. È solo nella contemplazione di questo specchio dell’invisibile, infatti, che da sempre e oggi più che mai gli esseri umani possono sperare di intravedere quella dimensione dell’esistenza nella quale il principio di potenza cede il passo a una comprensione responsabile dell’agire.

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INTRODUZIONE

Sogno e visione: mistero, “mania”, magia, realtà di Daniela Boccassini

DALLA PREISTORIA ALLA TARDA ANTICHITÀ

Sogni e onirismo nei dialetti d’Europa: evidenza etnolinguistica di una continuità preistorica di Francesco Benozzo

Rock Art, Radiant Visions and Dreamscapes in Central Asia di Kenneth Lymer

Svapna: alcune considerazioni sull’epistemologia del sogno di Gianni Pellegrini

Buddhist Dreams, Wet Dreams and Herophilus of Alexandria di Giulio Agostini

Prolegomena to the Reconstruction of the Archetype of the Greek Somniale Danielis di Steven Oberhelman

Onirocritique et rationalité dans le monde grec antique: la méthode d’Artémidore de Daldis di Jean-Marie Flamand

DAL MEDIOEVO ALL’ETÀ MODERNA

Da Daniele al Sefer ha-razim: invocazioni angeliche e interpretazioni oniriche in alcuni testi ebraici di Giancarlo Lacerenza

Note sul sogno e la sua interpretazione nella letteratura classica persiana di Simone Zoppellaro

Visions of Heaven and Hell from Late Antiquity in the Near East di Ghazzal Dabiri

Mapping Medieval Visions di Matt Horn

Libri dei sogni e geomanzia: la loro applicazione letteraria tra Islam, medioevo romanzo e Dante di Valerio Cappozzo

Del sogno iniziatico di Polifilo e di alcuni suoi paralleli orientali di Alessandro Grossato

Oneiromancy and Indeterminacy in the Renaissance: Rabelais ’s Interpretation of Dreams
di François Rigolot

Giordano Bruno e le porte del Sonno: sogno ozioso, immaginazione, memoria di Nicola Cipani

Sleeping Mullas: Dreams and Charisma in Shiite Islam di Rainer Brunner

DAL MONDO MODERNO ALL’ETÀ CONTEMPORANEA

Georg Christoph Lichtenberg “Professor Philosophiae extraordinariae”, le “Mille e una notte” e la veste della verità di Giulia Cantarutti

Guilt Trips on Royal Roads: Freud’s Mediterranean Affinities di Martina Kolb

Sohrawardi, Abdelwahab Meddeb et l’espace du rêve: quand rêver c’est voyager vers l’exil di Veronica Amadessi

Una lettura tra Oriente e Occidente

Walther Rathenau, Scritti talmudici (a cura di Vally Valbonesi)

Recensioni

Biografie e abstracts

Il Poema di Baal di Ilumilku

Autore/i: Garbini Giovanni
Editore: Paideia
introduzione dell’autore. pp. 192, ill. b/n, Brescia Prezzo: € 22,00

Fra gli scritti rivenuti a Ugarit, per una circostanza fortunata i testi più importanti, anche se molto danneggiati, provengono da una biblioteca di qualche importanza e sono tutti attribuibili a uno stesso scriba: Ilumilku, grande sacerdote della corte del re Niqmadu ii (1370-1335 a.C.). Fra questi testi brilla Il Poema di Baal, racconto in versi delle vicende che portarono Baal ad assumere una natura e un ruolo diversi da quelli originari: al termine del poema, il dio della tempesta di origine anatolica si muta nel re della regione dell’oltretomba ove risiedono anche i beati, i re divinizzati dopo la morte, i Refaim, nominati anche in una raccolta di molti secoli posteriore: la Bibbia ebraica. Le condizioni deplorevoli del testo rendono non di rado oscure le motivazioni di determinati atteggiamenti e la logica stessa delle vicende narrate, ma molti e frequenti sono nomi e motivi che il lettore della Bibbia trova qui non soltanto documentati ma anche forse meglio comprensibili.

 

Hitachi no Kuni Fudoki

Cronaca della provincia di Hitachi e dei suoi costumi
Autore/i: AA. VV.
Editore: Carocci
a cura di Antonio Manieri, prefazione di Maria Chiara Migliore. pp. 176, Roma Prezzo: € 20,50

Compilato nei primi decenni dell’VIII secolo, Hitachi no kuni fudoki è il resoconto geografico di una remota provincia nel Nordest del Giappone. L’opera nasce con l’intento di informare il governo centrale su un territorio non facilmente perlustrabile per meglio assoggettarlo alla sovranità del clan Yamato. Tuttavia, un asettico documento burocratico diventa una piacevolissima lettura in cui a superbi brani di prosa lirica in cinese si innestano evocative poesie giapponesi e in cui lo scrupolo del funzionario si confonde con la trasmissione della preziosa cultura orale degli anziani. Tradotta per la prima volta in italiano, Hitachi no kuni fudoki è un’opera fondamentale per lo studio della società agricola e pre-buddhista del Giappone arcaico e per una maggiore comprensione del progetto politico che dà vita al periodo Nara (710-784). La descrizione di paesaggi, gli aneddoti e le credenze popolari, i riferimenti all’eroe eponimo Yamato Takeru, che per primo visita e dà il nome ai luoghi iniziandoli alla storia, rendono possibile anche al lettore moderno apprezzare un Giappone ancestrale e periferico che altrimenti sarebbe andato perduto.

L’Astrologia Storica

La teoria delle congiunzioni di Giove e Saturno e la trasmissione dei loro parametri astronomici
Autore/i: Buscherini Stefano
Editore: Mimesis
introduzione di Antonio C. D. Panaino, premessa dell’autore. pp. 224, ill. b/n, Milano Prezzo: € 22,00

L’astrologia storica fiorì nell’Iran sasanide al fine di prevedere gli eventi naturali, ma anche per dare la possibilità ai sovrani persiani di operare le scelte migliori in campo politico-militare. Sfruttando gli strumenti offerti da questa dottrina, in particolare grazie alle congiunzioni di Giove e Saturno, gli astrologi sasanidi potevano, nel quadro delle tecniche proprie dell’oroscopia storica, predire i principali eventi della vita di un sovrano (dal concepimento alla morte), la durata del suo regno, il cambiamento di dinastia e persino azzardare il calcolo della durata della dinastia stessa. Questo libro offre una dettagliata indagine sia delle origini dell’astrologia storica, sia dei complessi percorsi conosciuti dalla sua trasmissione nel posteriore periodo araboislamico, in particolare quello abbaside, quando gli astrologi si spinsero a ricostruire la storia del mondo a partire dalle sue origini, sempre sulla base dei cicli delle congiunzioni dei due pianeti superiori. Infine, il volume dedica un certo spazio anche alla questione dei parametri matematico-astronomici impiegati dagli astronomi sasanidi nei loro modelli planetari e in seguito perfezionati dai loro successori islamici.

Stefano Buscherini si è laureato in Matematica e poi in Storia Orientale; ha conseguito il dottorato di ricerca “Società Regalità Sacerdozio nella Metodologia storica, filologica e antropologica (sec. V – XVI)” presso l’Alma Mater Studiorum dell’Università degli Studi di Bologna. Si occupa di matematica antica con particolare interesse per le sue applicazioni nell’ambito dell’astronomia e dell’astrologia iranica pre-islamica. Collabora con la cattedra di Studi Iranici dell’Università di Bologna (sede di Ravenna) presso il Dipartimento di Beni Culturali.

Alle Origini della Politica

La formazione e la crescita dello Stato in Siro-Mesopotamia – Corpus Mesopotamico – Volume primo
Autore/i: Buccellati Giorgio
Editore: Jaca Book
prefazione di Marta Cartabia. pp. xxviii-356, Milano Prezzo: € 28,00

Come accade che, dopo l’interminabile durata dei periodi preistorici, quasi di colpo sboccia questo mirabile fenomeno che è lo stato, cioè una società strutturata lungo linee di potere che inquadrano gli individui in un nuovo organismo supra-personale? Il volume esplora i motori che ne furono la causa, e di cui la Mesopotamia ci offre la prima e più ricca documentazione – dalla tecnica all’ideologia.
In questa prospettiva, il fulcro del potere tende inevitabilmente a espandere il proprio raggio di azione fino a volerne escludere ogni altro analogo. È cosi che vediamo come si arrivi, proprio in Mesopotamia, dal primo stato territoriale nucleare, lo stato-città, fino all’ultima possibile realizzazione, e cioè lo stato universale, l’impero. Al contempo, vi sono esperimenti che mirano a salvaguardare la dimensione personale del singolo. In qualche modo, il sistema giuridico mira a difendere l’individuo.
L’ideale di preservare l’integrità della persona all’interno di un organismo essenzialmente supra-personale rimane quindi un problema irrisolto. Un problema che la storia della Mesopotamia antica ci rimanda, avendolo ben inquadrato per le nostre istanze moderne.

Medicina e Magia nell’Antico Oriente

Come il mondo della magia e del soprannaturale è confluito nella scienza medica nei popoli dell’antico oriente
Autore/i: Fiorenzuola F.; Parenti F.
Editore: Keybook
introduzione degli autori. pp. 240, ill. b/n, Santarcangelo di Romagna (RN) Prezzo: € 12,90

Medicina e magia: due concezioni a tutt’oggi diametralmente opposte e che rappresentano due modi diversi di affrontare ed interpretare i fenomeni naturali.
La magia è per molti sinonimo di qualcosa di fumoso e soprannaturale, che si serve di formule evocate da stregoni o alchimisti; la medicina invece rimanda a precise formule e attrezzati e asettici laboratori… Eppure gli studi storico-medici e le ricerche etnologiche hanno ampiamente dimostrato che la medicina è figlia della magia e che le moderne immagini cliniche non sono altro che l’evoluzione delle primitive pratiche magiche.
A partire dai Sumeri e dagli Assiro-Babilonesi, passando per gli Egiziani fino ad arrivare ai popoli dell’Antica Cina assistiamo al passaggio delle pratiche mistiche nei templi alla medicina ippocratica…

Materiali per lo Studio della Ceramica Pre-Aksumita Etiopica

Autore/i: Fattovich Rodolfo
Editore: Istituto Universitario Orientale
introduzione dell’autore. pp. 90, XLIV tavv. b/n f.t., Napoli Prezzo: € 13,00

Supplemento N. 25 agli Annali – vol. 40 (1980), fasc. 4

Gli Unni

Autore/i: Schreiber Hermann
Editore: Garzanti
traduzione di Gianni Pilone Colombo pp. 278, 10 ill. f. t., 7 cartine, Milano Prezzo: € 22,00

Gli unni non lasciarono fonti scritte della loro storia. Gli osservatori dell’epoca, gli autori di cronache, li descrissero con orrore e spavento. È luogo comune l’appellativo del loro capo, Attila, «Flagello di Dio». Dove passava, si disse, per descrivere l’entità della distruzione portata in Europa dalla memorabile invasione unna, «non cresceva più erba». Arrivarono improvvisi come un incubo, verso la metà del V secolo dopo Cristo, sugli instancabili cavalli della steppa. Guidati da Attila (piccolo padre, in lingua unna) combatterono senza che nulla e nessuno li potesse ostacolare, almeno fino a quando il romano Ezio non arrestò la loro avanzata nell’incerta battaglia dei Campi Catalaunici. Il loro regno durò quanto la vita di Attila, e alla morte del re i confini di quel dominio si dissolsero come nebbia. Tuttavia il sinistro e breve fulgore bastò ad Attila e agli unni per entrare sia nei cattivi sogni dell’Europa che nei suoi miti: nelle corrusche saghe nordiche Attila appare come un modello di guerriero e insieme come un re saggio e benefico.

Le fonti bizantine, se interpretate bene, ci restituiscono molta della storia unna. In esse abbiamo descrizioni dei costumi di vita di questo popolo: descrizioni spesso singolari, in ogni caso appassionanti, come quelle che indugiano sui particolari della vita alla corte di Attila. Il fosco e l’orrido abbondano nei racconti delle imprese unne, che a volte richiamano irresistibilmente alla memoria quella che fu l’epopea dei fierissimi Apaches, soprattutto quando leggiamo le descrizioni lasciate dagli occidentali: volti impenetrabili e orribili a vedersi, cavalcate furibonde seguite da feroci massacri, sprezzo sovrano per la viltà e la corruzione dell’imbelle bizantino. Gli unni vennero chiamati «barbari» da due civiltà diversissime fra loro come la cinese e la bizantina: perché i cavalieri mongoli della steppa non vennero a dominare solo l’Europa, ma fecero tremare anche la Cina. È così che al lettore viene offerta, accanto ai giudizi bizantini, la lunga serie di considerazioni dovute alla penna di sconosciuti cronisti cinesi. Lo storico tuttavia pone una domanda: come mai un massacratore come Attila entra nelle leggende nordiche come eroe purissimo e finisce, lui, un mongolo, per diventare uno dei grandi eroi della saga germanica? E come mai questi unni così esecrati saranno alla fine dei generali dell’esercito di Bisanzio? Questi barbari non finiscono sterminati dai «visi pallidi», ma s’impongono loro. In realtà non furono «barbari», né semplici massacratori: le astuzie diplomatiche di Attila, che gioca coi bizantini, ora di forza, ora di finezza, testimoniano l’eccezionalità della breve vicenda degli unni.

Tracciare la storia unna, allineando i fatti estraibili da fonti cinesi, bizantine e romano-barbariche note finora solo agli specialisti, non era facile: renderla di scorrevole e piacevole lettura, pur senza farne un romanzo, è grande merito dello Schreiber, che unisce erudizione e misura alla sagacia e alla vivacità narrative.

Babilonia

Centro dell’universo
Autore/i: Pettinato Giovanni
Editore: Rusconi Libri
pp. 314, nn. ill. b/n, Milano Prezzo: € 20,00

Babilonia era la «perla dei regni», come la definì il profeta Isaia, ma anche «la meretrice con la quale fornicarono tutti i re della terra», come asserisce Giovanni nell’Apocalisse. È questa la base del mito di Babilonia, ma la realtà storica è ben diversa. Questo libro lo dimostra efficacemente narrando la formazione, lo splendore e la fine del regno babilonese, culla di una fra le massime civiltà del mondo antico e prima città con caratteristiche definite; crocicchio di tutte le strade, crogiolo di popoli, punto di riferimento per scienziati e sacerdoti, mercanti e conquistatori.
Giovanni Pettinato, uno specialista che dimostra anche doti di ottimo scrittore, ricostruisce organicamente i fatti storici che si sono succeduti nella Fertile Mezzaluna: dal predominio dell’Assiria all’arrivo dei Caldei, dalle conquiste di Assurbanipal alla distruzione di Ninive, dall’eccezionale personalità di Nabucodonosor – sovrano illuminato, «re della giustizia» e difensore delle arti – alle prime avvisaglie della crisi fatale provocata da Ciro e dai Persiani. Viene così rievocato in modo esemplare il vero volto di Babilonia, il mito di una città e di un popolo che hanno saputo scrivere pagine famose della nostra storia.

Giovanni Pettinato è nato a Troina (Enna) nel 1934. Si è laureato in assiriologia all’Università di Heidelberg. In Germania e poi in Italia ha insegnato sumeriologia, assiriologia e storia orientale antica. Dal 1974 è professore ordinario presso l’Università «La Sapienza» di Roma. Epigrafista della Missione archeologica italiana in Iraq e in Siria, ha fatto parte della Missione archeologica italiana nello Yemen del Nord.
Condirettore della commissione per i «Dizionari sumeri ed assiri», dirige la rivista «Oriens antiquus» e altre importanti pubblicazioni. Ha pubblicato studi storici che hanno riscosso notevoli consensi in Italia e all’estero fra cui, presso Rusconi Libri, Semiramide (1985) ed Eb/a. Nuovi orizzonti della storia (1986).

Il Poema della Creazione

Enuma Elis
Autore/i: Anonimo
Editore: Zanichelli
traduzione, introduzione e note di Giuseppe Furlani pp. 126, Bologna Prezzo: € 26,00

Che cosa era l’Enuma Elis, la cui solenne recitazione costituiva un’importante cerimonia della festa nel quarto giornodi Nisanu?

L’Enuma Elis è un poema babilonese e assiro in sette tavole o canti che narra l’esaltazione del dio nazionale di Babilonia Marduk a figura più importante del pantheon. Il suo scopo è di spiegare come Marduk divenne il più grande dio, per effetto di quali gesta prodigiose egli fu eletto dagli dei, suoi compagni, a re del pantheon. Per fare ciò compiutamente l’anonimo autore del poema si rifà, secondo buona tradizione paleorientale, alle origini delle cose, al tempo quando non esistevano che tre esseri divini, l’Abisso, l’Oceano e il loro figlio Scroscio, poi narrando le generazioni successive degli dei arriva fino alla nascita di Marduk…