Nelle Terre dei (Sette) Dormienti

Sopralluoghi, appunti, spunti
Autore/i: Scarcia Gianroberto
Editore: Graphe.It
pp. 252, in appendice nn. tavv. a colori, Perugia

La leggenda dei «Sette Dormienti di Efeso», insieme con le amplissime tematiche che a essa afferiscono, è notoriamente diffusa sia nel mondo cristiano sia in quello musulmano. La presente opera non costituisce una ripresa della problematica inerente la leggenda, neanche nel suo motivo antropologico di fondo. Aspetti, questi, affrontati a dovere negli studi, fondamentali, di Louis Massignon, prezioso complemento a quanto fornito dalla ricca letteratura esistente in proposito. Si tenta qui semplicemente di individuare alcuni elementi per lo più trascurati, o non adeguatamente segnalati, concernenti aspetti e momenti della vicenda. Formatosi dalla raccolta di appunti occorsi nel tempo, soprattutto nell’occasione di quelli che vengono definiti «Sopralluoghi» dell’Autore in alcuni fra i numerosi siti di ambo i mondi – che ogni tradizione e devozione religiosa vuole, e quasi rivendica, sede per eccellenza dei Dormienti – il presente lavoro diviene, pur ben lungi dall’esaurire le molteplici fattispecie della leggenda, testimonianza della complessa trama intessuta da culture ed esperienze, forse solo in apparenza, distanti tra loro.

Il Poema di Baal di Ilumilku

Autore/i: Garbini Giovanni
Editore: Paideia
introduzione dell’autore. pp. 192, ill. b/n, Brescia Prezzo: € 22,00

Fra gli scritti rivenuti a Ugarit, per una circostanza fortunata i testi più importanti, anche se molto danneggiati, provengono da una biblioteca di qualche importanza e sono tutti attribuibili a uno stesso scriba: Ilumilku, grande sacerdote della corte del re Niqmadu ii (1370-1335 a.C.). Fra questi testi brilla Il Poema di Baal, racconto in versi delle vicende che portarono Baal ad assumere una natura e un ruolo diversi da quelli originari: al termine del poema, il dio della tempesta di origine anatolica si muta nel re della regione dell’oltretomba ove risiedono anche i beati, i re divinizzati dopo la morte, i Refaim, nominati anche in una raccolta di molti secoli posteriore: la Bibbia ebraica. Le condizioni deplorevoli del testo rendono non di rado oscure le motivazioni di determinati atteggiamenti e la logica stessa delle vicende narrate, ma molti e frequenti sono nomi e motivi che il lettore della Bibbia trova qui non soltanto documentati ma anche forse meglio comprensibili.

 

Pan Gu: per lo Studio del Tema Mitico dell’Uovo Cosmico e dell’Uomo Cosmico nell’Area Sino-Tibetana

Si evidenzia l’articolo contenuto in “Cina” n. 19 (da p. 7 a p. 28)
Autore/i: Vitiello Giovanni
Editore: Ist. Italiano per il Medio ed Estremo Oriente
pp. 21, Roma Prezzo: € 25,00

Esiste un’ampia tematica che si concentra sulle espressioni uovo cosmico, uomo cosmico, Cielo e Terra come genitori cosmici: tre tipi frequentemente ricorrenti negli studi storico-religiosi se si pensa per il primo agli studi orfici fino a quelli sull’antica mitologia giapponese; per il secondo alle figure di Purusa, Ymir e all’Uomo Primordiale; per il terzo a tematiche cosmogoniche ben note, da Esiodo all’Enuma Elish, a Rangi e Papa in contesto polinesiano.

Si tratta di temi da non considerare, quasi per implicanza reciproca, come connessi e fusi, pur verificandosi talvolta sovrapposizioni parziali o posizioni in serie. Esempi di sovrapposizione parziale sono sia la tematica di cielo-terra nell’ambito tematico, prettamente “germinale”, dell’Uovo Cosmico e delle due metà in cui esso si apre, sia il caso di Cielo e Terra (personificati o meno) come genitori cosmici o come elementi di una coppia progenitrice.

Oltre a casi di sovrapposizione si danno anche casi di “seriazione”: esemplare appunto il rapporto fra il tema dell’uovo cosmico e quello dell’uomo cosmico. Come si vedrà infatti nel corso dell’analisi delle fonti, i due temi si trovano spessissimo commisti, se non organicamente fusi come nel mito cinese di Pan Gu. Ed è probabile che questo rapporto, su cui comunque si tornera più avanti, possa essere spiegato valutando nei giusti termini la funzione che il tema dello smembramento svolge all’interno dei miti in questione.

Nella figura di Pan Gu, che costituisce un luogo classico degli studi storico-religiosi relativi alla tematica cosmogonica, l’elemento centrale è proprio questa seriazione fra tematica di uovo cosmico e tematica di uomo primordiale, nella quale si introduce il tema della separazione del cielo dalla terra, come rottura dell’indistinto caotico, atto che dà il via al cosmo.

Toccando queste tematiche una estensione immensa, i problemi di tipologia storica sono quanto mai delicati. Un’analisi che miri a segnalare i rapporti fra le varie mitologie incentrate su temi in questione, non dovrà perciò affidarsi in modo univoco a spiegazioni di tipo diffusionistico oppure di sviluppo parallelo. Entrambe resteranno valide anche qualora siano individuate aree in cui i temi in questione siano specificamente documentati.

Ed è a questo proposito che la coscienza e la centralità di queste tematiche presso le popolazioni che abitano le zone di confine fra le alte civiltà della Cina, del Tibet e della valle del Gange (mi riferisco ai Lolo, ai Miao, ai Mo-so o Na khi, ecc.) mi sembrano di valore notevole.

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Introduzione

Tibet

Area di confine sino-tibetana

Cina

Bibliografia

Glossario

Il Poema della Creazione

Enuma Elis
Autore/i: Anonimo
Editore: Zanichelli
traduzione, introduzione e note di Giuseppe Furlani pp. 126, Bologna Prezzo: € 26,00

Che cosa era l’Enuma Elis, la cui solenne recitazione costituiva un’importante cerimonia della festa nel quarto giornodi Nisanu?

L’Enuma Elis è un poema babilonese e assiro in sette tavole o canti che narra l’esaltazione del dio nazionale di Babilonia Marduk a figura più importante del pantheon. Il suo scopo è di spiegare come Marduk divenne il più grande dio, per effetto di quali gesta prodigiose egli fu eletto dagli dei, suoi compagni, a re del pantheon. Per fare ciò compiutamente l’anonimo autore del poema si rifà, secondo buona tradizione paleorientale, alle origini delle cose, al tempo quando non esistevano che tre esseri divini, l’Abisso, l’Oceano e il loro figlio Scroscio, poi narrando le generazioni successive degli dei arriva fino alla nascita di Marduk…

Poemetti Mitologici Babilonesi e Assiri

Le poesie che hanno dato corpo a miti ancora vivi nel vostro immaginario
Autore/i: Furlani Giuseppe
Editore: Ghibli
pp. 94, Milano Prezzo: € 8,00

Filologo di gran fama, instancabile ricercatore nelle biblioteche d’Europa, Giuseppe Furlani ha fatto conoscere al pubblico occidentale le perle di questa sapienza antica. Dolci versi che incarnano la mitologia assira e babilonese. Liriche che attingono al pensiero e alle narrazioni misteriose di una civiltà sofisticata e colta. La bellezza dei versi si accompagna alla straordinaria occasione di conoscere direttamente i documenti di queste culture le cui eco si sentono ancora nella struttura del mito greco antico e nella nostra narrativa.

Giuseppe Furlani (1885-1968) si laureò in giurisprudenza nel 1908 e in filosofia nel 1913 all’università di Graz. In seguito soggiornò a lungo a Monaco, Berlino, Parigi e Londra, perfezionando gli studi di filosofia orientale. Durante la prima guerra mondiale fu segretario della commissione governativa italiana a Londra; tale impegno diplomatico non gli impedì di frequentare assiduamente le maggiori biblioteche di quella città, né di ricavarne una gran quantità di materiali contenuti prevalentemente in poco noti manoscritti del Vicino Oriente.

Atti del 1° Convegno Italiano sul Vicino Oriente Antico (Roma, 22-24 Aprile 1976)

Orientis Antiqui Collectio – XIII
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. X-242, 36 figg. b/n f. t., XIII tavv. b/n f. t, Roma Prezzo: € 31,00

Indice

ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI

S. MOSCATI, Gli studi del Vicino Oriente antico in Italia

G. R. CASTELLINO, Un « Giudizio Divino » con rituale in Mesopotamia?

S. RIBICHINI, Lilith nell’albero HULUPPU

C. GROTTANELLI, Un passo del Libro dei Giudici alla luce della comparazione storico-religiosa: il Giudice Ehud e il valore della mano sinistra

P. XELLA, L’analisi strutturale e le mitologie del Vicino Oriente Antico. Prospettive e limiti di un metodo

P. MERIGGI, Spigolando nei testi storici etei

J. A. SOGGIN, Il punto fermo nella storia antica d’Israele

A. DE MAIGRET, Fluttuazioni territoriali e caratteristiche tipologiche degli insediamenti nella regione del Matah (Siria). Nota preliminare

C. DOLZANI, Il culto del dio Sobek e della dea Renenut nei testi del tempio di Medinet el Ma’ di

A. ROCCATI, L’offerta di Geb

S. CURTO, Attività del Museo Egizio di Torino

E. ACQUARO, La necropoli meridionale di Tharros: Appunti sulla simbologia funeraria punica in Sardegna

F. BARRECA, Le fortificazioni fenicio-puniche in Sardegna

A. M. INGRASSIA BISI, Elementi vicino-orientali nell’arte punica

S. F. BONDI, Un tipo di inquadramento architettonico fenicio

M. L. UBERTI, Scarabeo punico del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

G. GARBINI, Il Semitico di Nord-Ovest nell’età del Bronzo

F. A. PENNACCHIETTI, Uno sguardo comparativo sul comparativo semitico

F. M. FALES, L’ onomastica aramaica in età neo-assira: raffronti tra il corpus alfabetico ed il materiale cuneiforme

G. COACCI POLSELLI, Per un corpus delle iscrizioni latino-puniche

La Mitologia Indù

E il suo messaggio
Autore/i: Herbert Jean
Editore: Edizioni Mediterranee
edizione italiana a cura di Gianfranco De Turris, traduzione di Pasquale Faccia. In appendice La Terra-loto quale riflesso cosmico del Sole di Alessandro Grossato pp. 132, Roma Prezzo: € 12,50

“Ciò che distingue l’India è innanzitutto il fatto che la metafisica è esente da qualsiasi dogma, e che non solo si dà spazio alla ragione, ma si richiede che quest’ultima vi svolga un ruolo considerevole e decisivo. Attraverso il mito e la leggenda, in India la religione fa appello a tutte le facoltà dell’uomo, alla ragione, all’affettività, alla volizione e persino alle attività più materiali, in tutti i loro aspetti e suddivisioni. Infine, questa mistica, come sostengono gli indù e anche gli occidentali disposti a riconoscerlo, è suscettibile di un’applicazione pratica, concreta e costante, e le sue tappe si susseguono secondo leggi tanto rigorose quanto la tecnica dei nostri ingegneri”. Il presente volume si compone di due parti: la prima è il testo delle conferenze tenute da Herbert nel 1949 all’Università di Ginevra sul “Messaggio della mitologia indù”. Le considerazioni generali che vi sono esposte, sugli dèi e i miti dell’India, sono illustrate con uno studio sul mito di Sharanyu in diversi testi sacri appartenenti a categorie diverse. Il testo di tali conferenze apparve all’epoca nei Cahiers du Sud (Marsiglia) e in France-Asie (Saigon). La seconda è un esempio di ciò che può dare lo studio di un singolo mito in un determinato testo, qualora lo si legga nello spirito indicato nel corso delle conferenze. Il capitolo sugli Aditya apparve in un opuscolo a parte per Derain (Lione).

Miti dell’India e del Buddhismo

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.; Suora Nivedita
Editore: Laterza
introduzione di Giuliano Boccali, traduzione di Anna Odierno pp. XVI-278, Roma – Bari Prezzo: € 9,50

Il disegno della lepre che un dio impresse nella luna attingendo al succo delle montagne, i dispetti del Buddha bambino, gli amori di Shiva, i viaggi iniziatici nel regno dei morti, le metamorfosi cosmiche, le epopee di eroi, sovrani e demoni narrate nel Rāmāyana e nel Mahābhārata, i due più grandi racconti epici dell’India. Ci sono tutta la sapienza e il grande fascino della millenaria cultura indiana nei miti raccolti e interpretati in queste pagine.

Dall’Introduzione di Giuliano Boccali:

«Sulla traccia di queste antiche storie, forse, possiamo anche noi gustare nuovamente il sapore del sacro che impregna la natura, il mondo, ma anche in origine le istituzioni degli uomini e, sempre, i loro sentimenti e perfino i loro conflitti. Perché in India tutto è sacro.»

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Prefazione

Introduzione

Mitologia delle razze indo-ariane

Il Rāmāyana

Il Mahābhārata

Krishna

Buddha

Shiva

Altre storie dai Purāna, dai poemi e dai Veda

Conclusione

Mythes et Religions de l’Inde

Autore/i: Swami Nityabodhananda
Editore: Éditions G. P. Maisonneuve
préface de Germain Bazin. pp. 208, Paris Prezzo: € 18,00

Pour ma part j’accep,te toutes les religions qui ont pu exister dans le passé et avec chacune d’elles, j’adore Dieu avec la forme sous laquelle il leur a plu de l’adorer. Avec le Mahométan, j’irai à la mosquée , avec le Chrétien, j’entrerai dans l’église et je me mettrai à genoux devant le crucifix avec le Bouddhiste, j’entrerai dans le temple et je prendrai refuge en Bouddha et en sa Loi ; avec l’Hindou qui s’efforce de voir la lumière illuminant le creur de chaque homme, je me retirerai dans la forêt et je demeurerai assis en méditation. Et je ne me bornerai pas à cela, je garderai mon cœur ouvert à tout ce que l’avenir peut encore apporter.
S’il doit, un jour, exister une Religion universelle, cette religion ne devra pas se situer dans l’espace ou le temps ; eUe devra être sans limites comme le Dieu infini qu’elle proclamera et dont le soleil luira également sur les disciples de Krishna et dlu :Christ, sur les saints et les pêcheurs cette religion ne sera ni brahmanique, ni bouddhiste, ni chrétienne, ni islamique; elle sera la somme de toutes ce’s diverses confessions, tout en ayant des dimensions infinies, permettant tous les développements; la « catholicité» de cette religion embrassera tous les êtres humains dans son étreinte infinie et chacun y trouvera place, du sauvage rampant et tout proche encore de la brute à l’homme le plus, parfait.
Cette religion n’aura, d’ans sa politique, nulle place pour la persécution ou l’intolérance. Elle reconnaitra la divinité en chaque homme et chaque femme et son seul et unique dessein dessein à la réalisation duquel elle emploiera toutes ses forces sera d’aider l’Homme à réaliser sa nature propre, sa nature réelle, qui est une nature divine. (Swâmi Vivekananda)

Il Guerriero nell’India Arcaica

ovvero l’esistenza individuale come campo di battaglia
Autore/i: Cavallari Filippo
Editore: Terra Di Mezzo
pp. 120, Milano Prezzo: € 17,00

Il termine “guerriero” ha assunto nei tempi attuali una connotazione e valenza che nulla hanno a che vedere con l’autentica figura guerriera delle società arcaiche. In epoche precedenti l’attuale Era cosmica, descritta nella tradizione hindū come Kali-yuga, ovvero Età perdente, oscura e caotica, forse combattere implicava, prima di tutto, una feroce battaglia contro miserie, brutture, piccolezze, banalità e volgarità, da equiparare a polvere se confrontate alla dimensione di Armonia trascendente e luminosa.
L’obiettivo esistenziale del guerriero consisteva dunque nel sacrificio dell’io, ovvero del principio egoico, al Sé, eco del divino e in sintonia con la Realtà autentica.

Tale analogica condotta è chiaramente rintracciabile nel Mahābhārata, il più importante, antico ed esteso poema epico hindū. In esso Arjuna, figlio del Re degli Dèi Indra, vive esperienze non comuni, incontrando energie divine e affrontando potenze infere ed oscure. L’eroe compie un percorso iniziatico verso la Luce, riuscendo a superare momenti di dubbio e sconforto grazie, soprattutto, alla sapiente guida dell’auriga divino Krsna. Questi condurrà lo ksatriya, ovvero il guerriero, alla conoscenza dell’azione yogica pura, guidata dall’alto e orientata verso l’alto.
Forse per la maggioranza degli uomini di oggi, costantemente in balìa di stati d’animo altalenanti e mutevoli, ingabbiati in sterminate concatenazioni di pensieri, le azioni di Arjuna, la sua tenacia nel perseguire l’energia trascendente, ma anche i dubbi e le incertezze che lo caratterizzano, potrebbero apparire futili e sterili comportamenti.
Tuttavia, pochi altri potrebbero forse considerare le gesta di Arjuna, al di là del velo allegorico e simbolico che le avvolge, come azioni in grado di nobilitare un’esistenza, rendendola degna di essere vissuta, poiché orientata verso uno scopo preciso, sovraindividuale e trascendente, estraneo a banalità e meschinità oggi tanto in voga.

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Le tre funzioni nelle società indoeuropee

La tripartizione delle funzioni nel Mahābhārata

Aspetti della funzione guerriera

Arjuna, il guerriero yogin con l’arco

La Bhagavad Gītā

 

Il mito delle acque in Oriente

Tra filosofia e storia delle religioni
Autore/i: Terrin Aldo Natale
Editore: Morcelliana
pp. 128, Brescia Prezzo: € 11,00

Il mito vedico della acque primordiali – che prende il nome dal dio Apām Napāt – non rappresenta solo la cosmogonia dell’origine del mondo, ma è la cifra della storia religiosa e culturale dell’Antico Oriente. Apām Napāt è un nume senza volto, una realtà senza consistenza, un essere senza identità, ma è anche l’anima del mondo, l’acqua da cui tutto nasce e a cui tutto alla fine ritorna. Costituisce il momento più alto di una visione di carattere simbolico e religioso, capace di mostrare la veridicità del mito nello spazio trascendentale che supera la scissione fra soggetto e oggetto, sacro e reale. Il mito è una narrazione che può essere diversamente interpretata – in chiave fenomenologica e ermeneutica – ma in esso è possibile sorprendere una validità universale che, nella prospettiva della storia comparata delle religioni, prende il nome di ciò che Rudolf Otto chiama senso – o apriori – religioso.

Uno sguardo storico e interpretativo sui grandi miti delle origini in Oriente, in particolare il mito delle “acque primordiali” nei Veda, in una prospettiva di storia delle religioni comparate.

Aldo Natale Terrin, docente all’Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina a Padova, ha pubblicato per Morcelliana: Il rito (1999); Mistiche dell’Occidente (2001); Religione e neuroscienze (2004); L’Oriente e noi (2007); La religione (2008); Religione visibile (2011) e ha curato, di R. Otto, Il sacro (2011).

Miti e Dèi dell’India

I mille volti del pantheon induista
Autore/i: Daniélou Alain
Editore: Bur
traduzione di Valeri Hefti, prefazione di Grazia Marchianò pp. 510, ill. a colori f. t., Milano Prezzo: € 10,90

Poche religioni appaiono a noi occidentali complicate e complesse come quella antichissima dell’India. Dèi innumerevoli, saghe complicate, cerimonie apparentemente incomprensibili. In questo libro Alain Daniélou, uno dei maggiori orientalisti del secolo scorso, che visse per ben venticinque anni nel Subcontinente, ci spiega come le migliaia di divinità che affollano il pantheon indiano sono in realtà soltanto personificazioni di qualità e attributi di un unico Dio che si manifesta nei molti: onnipresente e onnipervadente, ma pur sempre Uno, e al quale tende l’universo intero.

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India Grande Madre di Grazia Marchianò

Miti e Dèi dell’India

Prefazione

Nota sulla traduzione dei termini sanscriti

Parte prima – Filosofia

La teoria del politeismo

La natura dell’assoluto

L’Essere cosmico

Parte seconda – Le divinità dei Veda

Il sacrificio cosmico

I trentatré dèi

Le sfere e le loro divinità

Gli dèi delle sfere dello spazio

I Princìpi sovrani (Aditya)

Altri dèi

Dèi e anti-dèi

Parte terza – La Trinità

Vishnu l’Immanente

L’immagine di Vishnu

Gli avatara o incarnazioni di Vishnu

Le incarnazioni minori di Vishnu

Shiva, il Signore del sonno

Le forme di Rudra-Shiva

L’immagine di Shiva

Il linga o fallo

Brahma, l’Essere immenso

Parte quarta – Shakti, l’energia divina, la dea

Shakti, l’energia onnipresente

Le spose dei tre dèi

I dieci oggetti della conoscenza trascendente

Altri aspetti della Dea

Parte quinta – Gli Dèi secondari

I figli di Shiva

Divinità minori e geni

Altri dèi

Parte sesta – La rappresentazione e il culto degli dèi

La rappresentazione degli dèi

Le formule mentali

I diagrammi simbolici

Le immagini

I riti

Il culto degli dèi

Bibliografia

Nota bio-bibliografica

Indice analitico

Adbhuta Rāmāyana

Sanskrit text with transliteration, english commentary alongwith explanatory notes, relevant appendices etc.
Autore/i: Vālmīki
Editore: Chaukhamba Surbharati Prakashan
compiled and translated by Sri Ajai Kumar Chhawchharia pp. XX-520, Varanasi (India) Prezzo: € 38,00

Adhbut Ramayan authored by sage Valmiki, who is famous for his classic epic ‘Ramayan’. Describes a highly strange, mysterious and fantastic version of the epic story of Lord Ram, the legendary king emperor of Ayoydhya and an incarnation of Lord Vishnu, the supreme Lord in creation. It reveals many hitherto little known events in the life of Lord Ram and his divine consort Sita which Valmiki knew but desisted from incorporating them in his earlier epic. He wrote this classic work ti fill that gap and put the record straight.

This classic book can be broadly divided into two parts. The first (canto 1-16) elaborately describes some mysterious and strange circumstances pertaining to the birth of Lord Ram and Sita; it also contains profound Vedanta philosophies when Sri Ram preaches Hanuman about them. The second part (canto 17-27) presents the story of Sri Ram’s campaign against the thousand headed demon king Ravana of Pushkar who was the elder brother of the ten headed Ravana of Lanka, and much stronger and powerful than latter. In this war, Sita assumed the form of mahakali, the dar-skinned Goddess worshipped as Shakti, to slay this Ravana and his demon force. The demon army has been described in great detail.

The climax of the book and the aspect which makes it so unique and holy is when lord Rama prays to the cosmic Goddess or Shakti uning 1008 divine names or mantras which describe and enumerate the various glories virtues and attributes of the magnificent Shakti of Mother Nature. This is the only classic Composition where the Shakti has been worshipped using there profound mantras. This volume describes the text in great detail, incorporating commentary explanatory & relevant notes when required. An elaborate life sketch of sage Valmiki incorporating numerous little known facts about him, have been included to give a special unique flavour to this book. Besides this, important metaphysical concepts appearing in the text have been explained in a separate appendix.

Miti d’Oriente

Autore/i: AA. VV.
Editore: Gherardo Casini Editore
a cura di Mario Bussagli pp. LII-360, nn. ill. b/n, Santarcangelo di Romagna (RN) Prezzo: € 14,00

I miti orientali sono in grado di illustrare con tratti vividi le credenze più radicate dei popoli. I racconti mitologici orientali affascinano per la pluralità di punti di vista e di spiegazioni possibili a fenomeni che noi, moderni, siamo abituati a spiegare ricorrendo alla razionalità scientifica. Ci mostrano una visione in cui l’uomo, grazie all’intervento divino, è in grado di influire radicalmente sulle vicende del mondo. Il volume contiene una raccolta di miti da India, Tibet, Cambogia, Thailandia, Cina, Mongolia, Gappone, America precolombiana, Oceania, Africa.

Collera, Sesso, Riso

Il Giappone dei miti antichi
Autore/i: Lévêque Pierre
Editore: Luni
traduzione di Giovanni Caviglioni pp. 138, ill. b/n, Milano Prezzo: € 15,50

Che un ellenista «devii» dalla sua strada per interessarsi a delle giapponeserie può stupire, persino scandalizzare. Gli si perdonerà, tuttavia: ognuno ha diritto a un giardino segreto, purché sia di modeste dimensioni, e ha dunque licenza di lasciare, fugacemente, il Mediterraneo sorgente di ogni cultura.

Non reclamo, tuttavia, circostanze attenuanti. Gli uomini eruditi in cose mitiche sanno che vi sono strane analogie tra due dee, Demetra la greca e Amaterasu la nipponica: sono deità benevole, promotrici delle diverse forme dello slancio vitale, ma possono mutarsi in temibili Madri Collera che annientano ogni possibilità di vivere sulla terra. E solo un atto magico può placarle, restituirle alla loro vera natura: una giovane donna o dea scopre il suo sesso e mette fine alla rottura dell’ordine naturale scatenando un riso cosmico.

Inizia in questo modo l’opera di Pierre Lévêque, grazie al quale il lettore italiano potrà scoprire la struttura, la genesi e il senso profondo dei miti giapponesi.

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Prefazione

I Un’esuberante cosmogonia

II Gli estremi della femminilità

III L’immaginario sotto il prisma dell’archeologia

IV Da un continente all’altro. Le avventure di una Signora del Sole

V Gli apporti dell’Asia oceaniana

VI Al servizio di un potere unificato: un pantheon trifunzionale?

VII L’immaginario nipponico: un clamoroso patchwork

Bibliografia