Isolario Arabo Medioevale

Autore/i: Arioli Angelo
Editore: Adelphi
premessa dell’autore. pp. 344, Milano

Come approdi momentanei di un itinerario inventato – dal Mar di Cina e dall’Oceano Indiano al tenebroso «Mare Abbracciante» in Estremo Occidente – sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall’Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l’isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come Finzioni di Borges, o Le città invisibili di Calvino o il Libro dei mostri di Wilcock.

Sigilmassa

Fonti per servire alla storia (materiale e immateriale) di un’antica città carovaniera
Autore/i: Iacovella Angelo
Editore: Bibliotheca Aretina
prefazione di Vanni Beltrami, introduzione dell’autore. pp. 198, nn. ill. b/n, Roma

Alle porte del Sahara, sotto i raggi al sole meridiano o al tramonto, quando le ombre della palme paiono animarsi come in un miraggio, all’orizzonte si stagliano maestose, simili a ciclopi addormentati, le mura ocra di Sigilmassa, che racchiudono, sotto un coltre di sabbia e di sterpaglie, ciò che resta della leggendaria «città dell’oro», snodo cruciale tra il Maghreb e l’Africa nera.

La Cavalleria Spirituale

Kitāb-ul-Futuwwa
Autore/i: Sulami
Editore: Luni
introduzione di Giuditta Sassi. pp. 80, Milano

«Siamo tornati dalla piccola guerra santa alla grande guerra santa» disse Muhammad, il Profeta dell’Islām, di ritorno da una spedizione.
È questa «grande guerra santa» quella in cui sono impegnati i cavalieri della Futuwwa, non la guerra «del valoroso che par amore della gloria si getta da solo contro un esercito schierato in battaglia» (Ciuang-tze), ma «la lotta dell’uomo contro i nemici che egli porta in sé, ovverossia contro tutti gli elementi che, in lui, sono contrari all’ordine e all’unità», contro le proprie passioni e tendenze individuali, guerra condotta per ottenere «l’unità nell’intenzione e la costante tendenza verso il centro invariabile e immutabile».
I procedimenti di questo metodo, a volte solo apparentemente semplici e banali (cercare l’unione e la concordia con gli altri, abbandonare l’orgoglio, amare disinteressatamente, senza pretese e senza risentimenti, essere comprensivi e indulgenti con gli altri e inflessibili con se stessi…), se messi in pratica unicamente con lo scopo di essere in conformità con il Principio, sono volti a condurre all’unione con Esso e alla conoscenza per mezzo Suo.

Lo Sheikh Abū ‘Abd-er-Rahmān es-Sulamī di Nīshāpūr nacque nel 937 (325 dell’Egira) e morì nel 1021 (412 dell’Egira).
Compose un centinaio di scritti, di cui però ne sono rimasti solo 27, tra cui ricordiamo Risālat-ul-Malāmatyya (tradotta per la Luni Editrice con il titolo I Custodi del Segreto), Tabaqāt as-Sūfī (Le categorie dei Sūfī), I vizi dell’anima e la loro cura, Raccolta delle regole in uso presso i Sūfi.

Le Origini Sciamaniche della Cultura Europea

Quaderni di studi Indo-Mediterranei – VII (2014)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Dell’Orso
premessa di Francesco Benozzo. pp. 496, nn. ill. b/n, Alessandria

I saggi raccolti in questo volume, all’intersezione di etnofilologia, antropologia culturale e fenomenologia della percezione, affrontano il problema della sostanziale continuità millenaria della nostra tradizione, identificando nello sciamanesimo un’immagine cruciale per comprenderne alcuni aspetti. Dando per scontato il fitto dibattito degli ultimi trent’anni sulla natura e sulle origini del fenomeno sciamanico (un dibattito che non appare ancora in grado di uscire dall’opposizione, dimostratasi fondamentalmente sterile, tra diffusionismo ed evoluzionismo), gli autori analizzano, con riferimento ai rispettivi ambiti, quegli elementi strutturali e portanti che consentono di attribuire al “professionista della parola” un ruolo cruciale, dal Paleolitico a oggi, nella costruzione del nostro immaginario. L’ipotesi di fondo è che, quando riflettiamo sulle origini dell’Europa, intesa nella sua accezione geoculturale più vasta, più che con i temi e le forme del cristianesimo, dell’islamismo, della civiltà carolingia, della civiltà ellenistica alessandrina, dei vari apparati statali e meta-statali che, in quanto macchine di asservimento, ne hanno segmentato e ne segmentano i territori, siamo costretti a fare i conti, già dalla preistoria, con un’ipotesi diversa e più radicata: forse è proprio in Homo poeta, e non nei vari stadi di evoluzione culturale, tecnica e sociale di Homo sapiens (faber, religiosus, politicus, laborans, oeconomicus, ludens, aestheticus, technologicus) che dobbiamo riconoscere il segreto (sciamanico) della nostra civiltà.

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Premessa, di Francesco Benozzo • Homo poeta. Il segreto sciamanico dell’Eurasia, di Francesco Benozzo • Sciamanesimo paleolitico europeo. Paradigmi ermeneutici e riesame fenomenologico dell’arte parietale franco-cantabrica, di Matteo Meschiari • Il corvo solare: materiali per una comparazione delle concezioni sciamanistiche e totemistiche del corvo in area indeuropea e nell’area del Pacifico settentrionale, di Gabriele Sorice • Dialettiche dell’estasi. Sciamanesimo iranico e zoroastrismo, di Andrea Piras • Guaritori-veggenti greci di età arcaica, di Elena Nonveiller • Sciamanesimo a Roma antica, di Leonardo Magini • Ghāzi Pir e l’eredità sciamanica delle Sundarban bengalesi, di Alessandro Grossato • Sciamani e cavalieri medievali, di Franco Cardini • Sciamanesimo e stregoneria nella cultura degli Slavi, di Edgardo Tito Saronne • Equivoci e chiarimenti intorno al cosiddetto “sciamanismo” dantesco, di Vittorio Cozzoli • Una lettura tra Oriente e Occidente: Percorsi indo-mediterranei: trascorsi e ricorsi, di Carlo Saccone • Recensioni • Biografie e Abstracts.

Carmen Miserabile

L’invasione dei Mongoli in Europa
Autore/i: Maestro Ruggero
Editore: Marietti
pp. 126, Genova – Milano Prezzo: € 18,00

“Et tota terra erat sanguine rubricata …, e tutta la terra era resa rossa dal sangue … È forse questa l’espressione più emblematica del Carmen miserabile, vibrante narrazione del flagello che turbò l’Europa nella prima metà del XIII secolo. Intorno al 1240 infatti, i Mongoli si scatenarono contro l’Ungheria di Bela IV nella loro incontrastata avanzata verso Occidente. Anche la Polonia e la Croazia furono aggredite dalle orde devastatrici che si spinsero addirittura a pochi chilometri dall’Italia, ma fu il regno magiaro ad assorbire l’urto maggiore, fungendo di fatto da “stato cuscinetto” e preservando così il resto della Christianitas. Maestro Ruggero fu testimone diretto degli eventi e fu tratto in prigionia per oltre un anno dai cavalieri delle steppe. La sua eccezionale testimonianza, redatta forse poco dopo il 1242, non costituisce soltanto un vivido resoconto del periodo di cattività presso i nomadi, ma svela anche, con straordinaria capacità critica, la pericolosa vischiosità dei rapporti vassanatico-benefìciari, i retroscena della politica interna, la fragilità della politica internazionale ancora imbrigliata nelle lotte tra Federico II e il papa. Ma soprattutto offre un’immagine puntuale di una nobiltà ribelle e incostante, troppo spesso riottosa verso il potere centrale, sfacciata nelle pretese autonomistiche quanto disorganizzata e poco coesa nella rete di alleanze. Una fonte percorsa da aneddoti suggestivi, fatta di città vivaci e di cruente battaglie, di fughe sorprendenti e di macchine d’assedio, una cronaca avvincente – a metà tra l’autobiografia e la relazione – che dimostra una volta di più quanto l’Ungheria fosse una protagonista della politica europea medievale.

Sotto il Segno del Leone

Storia dell’Italia musulmana
Autore/i: Feniello Amedeo
Editore: Laterza
premessa dell’autore. pp. 314, 23 tavv. a colori f.t., Bari Prezzo: € 12,00

La penisola italica è un molo naturale, un ponte e un’antica via di scorrimento tra Africa, Asia Minore ed Europa e ha generato nei secoli un’infinita vicenda di approdi, di razzie, d’insediamenti, di scontri e d’incontri. Amedeo Feniello racconta magistralmente come l’Italia, tra IX e XIV secolo, sia divenuta parte integrante d’un mondo di terra, d’acqua, di vele e di vento, dominato dalla presenza arabo-berbera. Storie di guerrieri, d’incursori, di principi, di mistici, di mercanti, di schiavi: dall’epica degli emiri e dei conquistatori normanni allo splendore delle corti di Ruggero e di Federico fino alla tragedia dei musulmani di Lucera. (Franco Cardini)

Dura più di un sogno la presenza musulmana in Italia: quasi cinquecento anni, dall’inizio del IX secolo al 1300. Periodo in cui gran parte della Penisola diventa più Oriente che Occidente, più Africa e Asia che Europa, estrema propaggine, civilizzata ed evoluta, di un mondo che, tutto intero, andava da Cordova alle rive del Gange. Un’Italia per molti versi scomoda, dove tante generazioni vissero e pregarono lo stesso Dio da orizzonti diversi. Un mondo posto all’intersezione di culture, costumi, mentalità, credenze contrapposte, sempre in conflitto tra loro ma che, talvolta, convissero, alla ricerca di un comune equilibrio e di un rispettivo spazio di tolleranza e sopravvivenza.

Amedeo Feniello è stato, di recente, Directeur d’études invitépresso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e ha insegnato Storia del Mediterraneo nel Medioevopresso la Northwestern University, con sede a Evanston, Chicago. Autore di numerosi saggi sulla società e l’economia dell’Italia meridionale medievale, ha pubblicato tra l’altro Les campagnes napolitaines à la fin du Moyen âge. Mutations d’un paysage rural (Roma 2005) e Napoli. Società ed economia (902-1137) (Roma 2011).

Gli Ultimi Giorni di Costantinopoli

Le otto terribili settimane che sconvolsero il Mediterraneo
Autore/i: Runciman Steven
Editore: Piemme
introduzione dell’autore, traduzione di Maria Luisa Rotondi De Luigi. pp. 280, 1 cartina ripiegata f.t., Casale Monferrato (AL) Prezzo: € 18,00

Nelle decine e decine di secoli che costituiscono la sterminata sequenza della storia dell’uomo, poche sono le date che meritano di essere menzionate. Il 29 maggio 1453 è però, senza alcun dubbio, una di queste.
E in questo terribile giorno che, dopo oltre un millennio di gloria, crolla l’Impero Romano d’Oriente. La sua capitale, Costantinopoli, viene messa al sacco dalle armate di Maometto II, il sultano dei Turchi. Dalle ceneri dell’Impero Bizantino sorge l’Impero Ottomano, la cui ombra minacciosa accompagnerà come un incubo i secoli successivi della storia d’Europa.
Questo volume di uno dei più grandi storici del nostro secolo, in grado di unire l’accurata documentazione di prima mano con quella fluidità del raccontare che solo gli inglesi possiedono, presenta al lettore le otto terribili settimane dell’assedio, le spettacolari macchine da guerra, l’eroismo dei combattenti, la resistenza della popolazione, l’abilità degli strateghi, e le spaventose conseguenze politiche e culturali che la caduta di CostantinoPoli portò con sé.

«Nessuno studioso sarebbe stato più adatto o meglio preparato di sir Steven Runciman a riproporci le vicende degli ultimi giorni di Costantinopoli. Non solo egli è un’autorità riguardo a questo periodo storico, ma è anche uno scrittore compiuto, dallo stile brillante, capace di convincere e insieme di affascinare l’attenzione del lettore.» (The Times Literary Supplement)

Steven Runciman è uno dei più noti storici inglesi del nostro secolo. Dopo gli studi a Cambridge e una breve parentesi diplomatica, è stato titolare della cattedra di Arte e Storia bizantina all’Università di Istanbul, rappresentante del British Council in Grecia, e, tornato in Gran Bretagna, Conservatore del British Museum e docente presso varie Università.
E noto soprattutto come storico delle crociate, ma le sue pubblicazioni hanno toccato praticamente ogni aspetto degno di rilievo della storia medioevale del Mediterraneo.
Delle sue opere, numerose sono le traduzioni in italiano. Presso Piemme: I crociati alla conquista della città santa. Epopea e storia della prima crociata} pubblicato nel 1996 e giunto rapidamente a ben tre edizioni in un anno.

Alani

“la riscoperta ”; il nome; l’Alania Medioevale
Autore/i: Ognibene Paolo
Editore: Mimesis
introduzione dell’autore. pp. 152, Milano Prezzo: € 18,00

Alla fine del XVIII secolo il conte polacco Jan Potocki, mentre si trovava in viaggio attraverso i territori del Caucaso settentrionale, scrisse nel suo diario una frase che riassumeva bene il pensiero degli storici dell’epoca sulla “questione alana”: «15 dicembre. Ho trovato alla cancelleria circassa delle prove dell’esistenza degli Alani, che oggi sono ridotti ad un migliaio di anime. Se si potesse comunicare con gli ultimi appartenenti a questo popolo e conoscere la lingua che parlano, si avrebbe sicuramente la soluzione di un grande problema storico»”. Gli Alani rappresentavano allora un vero e proprio enigma. Al di là delle discussioni sull’appartenenza etnica di questo popolo – ed in questo senso le testimonianze degli autori del mondo classico, tardo antico e medioevale non aiutavano più di tanto – restava da capire cosa fosse successo a un popolo che sembrava essere svanito nelle nebbie di un passato, nemmeno troppo lontano, senza lasciare alcuna traccia.

Paolo Ognibene, laureato in Lettere e Filosofia con tesi in Filologia Slava e Iranistica ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università di Bologna. Attualmente è Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna. Si occupa principalmente di Iran Esterno. Per Mimesis Edizioni ha pubblicato: Feste e calendari degli Osseti, Milano, 2004; Bibliografia critica delle opere in lingua russa sull’Iran achemenide, Milano, 2011; ha curato i volumi: V.F. Miller, Studi Osseti, Milano, 2004 e Conflitti sociali e movimenti politico-religiosi nell’Iran tardo antico. Contributi della storiografia sovietica nel periodo 1920-1950, Milano, 2004.

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Introduzione; Capitolo primo: gli Alani; §1.1: La “riscoperta” degli Alani; §1.2: Il nome degli Alani; § 1.3 La composizione etnica degli Alani; § 1.4 Fonti sugli Alani; Capitolo secondo: l’Alania medioevale; §2.1: Definizione; §2.2: Localizzazione e collocazione temporale; §2.3 La cristianizzazione dell’Alania; §2.4 Il lessico religioso osseto; § 2.5 Sincretismo religioso osseto; Conclusioni; Appendice; Bibliografia; Indice NP.

Commento al Centiloquio Tolemaico

Autore/i: Ibn Yusuf Ibn al-Daya Ahmad
Editore: Mimesis
edizione e traduzione del testo arabo e della versione greca a cura di Franco Martorello e Giuseppe Bezza; testo arabo e greco a fronte pp. 394, Milano – Udine Prezzo: € 30,00

Il Centiloquio pseudo-tolemaico è uno scritto formato da 100 aforismi che occupa un posto particolare tra i pseudepigrapha tolemaici. Le prime attestazioni della sua esistenza risalgono al X secolo d.C. quando compare in lingua araba, con il suo commento, sotto il titolo di il libro del frutto (kitāb al-ṯamarah). In seguito, nell’occidente medievale, dal XII secolo, con il titolo di Centiloquium per le traduzioni latine e Karpos per quelle in lingua greca, cominciò a far parte della cerchia di quei testi che dovevano essere conosciuti dai dotti e dagli studiosi del tempo. La trattazione di concetti di natura medico astrologica lo portò ben presto a far parte del curriculum di studi medicali di molte università medievali, tra cui le rinomate facoltà di Parigi e Bologna. La sua fortuna, oltre al contenuto, che in forma di aforismi riprende il sapere astrologico dell’antichità classica, collegandolo ai vari campi dello scibile, era dovuta alla sua attribuzione al famoso astronomo-astrologo di Alessandria Claudio Tolemeo che nel II secolo d.C. lo avrebbe composto riassumendo quanto già esposto nelle sue principali opere. Comunque, non si ha traccia del testo prima del X secolo quando cominciarono a diffondersi le prime copie in lingua araba, variamente commentate da illustri studiosi, ma prima della copia commentata dallo scienziato arabo Aḥmad ibn Yūsuf ibn al-Dāya non risulta citato in nessuna fonte conosciuta. Dopo il medioevo, alcuni studiosi cominciarono a dubitare della paternità del testo perché alcune asserzioni, ivi contenute, sembravano in contrasto a quanto lo stesso Tolemeo riportava in altre sue opere. Nel secolo scorso alcuni studiosi hanno ipotizzato che l’autore del kitāb al-ṯamarah non fosse Tolomeo bensì l’autore del primo commento arabo al testo, Aḥmad ibn Yūsuf ibn al-Dāya. Nella presente opera è presentata l’edizione in lingua araba e greca del libro del frutto e del suo primo commento insieme alla loro traduzione italiana; tale lavoro è il risultato della collazione dei più antichi manoscritti arabi disponibili nel nostro tempo.

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Introduzione

Autore ed epoca – Personaggi

Testo arabo

Edizione e traduzione – Principi editoriali – Note di consultazione – Testo arabo e traduzione

Testo greco

Testo greco e traduzione

Note alle sentenze e al commento

Glossario

Bibliografia

Traduttori Arabi tra Greco e Castigliano

Autore/i: Adrados Francisco Rodríguez
Editore: L’Erma Di Bretschneider
cura e traduzione di Maria Cristina Bitti. pp. 384, Roma Prezzo: € 50,00

Dopo la prima edizione, pubblicata dalla Real Academia Espanola nel 2000, la seconda della Junta de Castilla y Leon del 2006 e quella inglese del 2009, «è ora la volta dell’edizione italiana, di cui sono particolarmente soddisfatto». Questo è il commento di Francisco Rodríguez Adrados sulla traduzione italiana che appare ora finalmente nella Biblioteca Spagnola di Studi Classici: una vera e propria nuova edizione riveduta e corretta dall’autore.
Il libro si occupa della letteratura sapienziale greca e di quella medievale europea che ne è derivata, ma partendo da un tema molto concreto: l’esistenza di quattro opere sapienziali tardo-greche di cui gli arabi vennero a conoscenza nell’Oriente bizantino, traducendole poi in arabo tra il IX e il XII secolo (da Bisanzio a Bagdad e dal Cairo alla Spagna di Alfonso X «el Sabio»).
Le successive traduzioni castigliane dall’arabo furono il ponte attraverso il quale la letteratura sapienziale greca si è diffusa in tutta l’Europa e nelle diverse lingue (tra cui lo stesso latino). Le quattro opere, insieme ad altre, contribuirono alla creazione di opere affini, come le Vite di Alessandro medievali, la Disciplina Clericalis di Pedro Alfonso o il Conde Lucanor dell’infante Don Juan Manuel, o diversi Specchi di principi, raccolte di favole, di massime, eccetera. Si tratta di una tradizione che giunge fino a Quevedo e Saavedra Fajardo; la stessa prosa castigliana nacque in origine intorno ad essa come prosa di traduzione.
Una linea continua unisce quindi la letteratura sapienziale greca, latina e cristiana, a tutto il mondo medievale europeo e, attraverso questo, alle fondamenta stesse della cultura occidentale moderna.

Francisco Rodríguez Adrados Linguista, filologo e studioso della Grecia classica, autore di traduzioni di testi sanscriti e di testi classici della poesia e del teatro greco, che gli sono valse nel 2005 il “Premio Nacional de Traducciòn” . La sua formazione accademica e scientifica attraversa la complessa storia socio-culturale del primo ’900 europeo, che avrebbe preparato le basi della rinascita scientifico-culturale spagnola degli anni ’60. Francisco Rodriguez Adrados è un maestro generoso, formatore delle attuali generazioni di studiosi delle scienze umane in Spagna – dalla storia antica, all’antropologia, dalla linguistica alle scienze politiche – essendone egli stesso uno dei massimi protagonisti. Considerato l’ultimo linguista strutturalista vivente, testimone di un periodo d’oro delle scienze umane europee (in cui vanno ricordati ad esempio De Saussure, Levi-Strauss, Lacan, Dumezil), Rodriguez Adrados continua la sua attività scientifica e letteraria con la produzione di articoli, monografie, conferenze, libri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il «Taxiarchis dell’ordine d’onore Greco» (1997), il Premio «Aristoteles» della Fondazione Onassis (1980), è Accademico della Real Accademia de la Historia e della Real Academia de la Lengua (onore condiviso, in quest’ultimo caso, con il Premio Nobel Mario Vargas Llosa).
Dal suo primo libro ciel 1943, Jenofonte, Apologia de Socrates, fino all’ultimI? del 2010, Homo Sapiens, Grecia antigua y mundo moderno, ha prodotto centinaia di testi fra articoli, monografie e libri. Tra questi vale la pena di accennare: Fiesta, comedia y tragedia, sobre los orìgenes griegos del teatro (1972), Linguistica Indoeuropea (1975), Nueva sintaxis del griego antiguo (1992). Inoltre è direttore delmonumentale Diccionario Griego-Español insieme con Juan Rodriguez Somolinos, editato dal Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas (CSIC).

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Introduzione; Prologo all’edizione italiana; I. Quattro opere castigliane di provenienza araba derivate da originali greci perduti; II. Studio della tradizione sapienziale confluita nelle nostre opere; III. Modelli greci dei temi di Aristotele e Alessandro; IV. Le nostre opere all’interno della tradizione sapienziale: fasi recenti; V. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche I. Socrate; VI. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche. II. La scuola socratica; VII. Nuovi studi su Buenos Proverbios e Bocados de oro; VIII. Poridad de las poridades e Historia de la donzella teodor; Epilogo; Appendice all’edizione del 2001; Bibliografia; Indice delle citazioni.

La Sicilia Musulmana

Autore/i: Vanoli Alessandro
Editore: Il Mulino
pp. 240, Bologna Prezzo: € 13,00

Considerandone i tratti peculiari, l’«unicità» soprattutto geografica, molto si può capire degli eventi che condussero all’occupazione islamica della Sicilia. Per due secoli, dal nono all’undicesimo, l’isola fu retta dai musulmani, che l’avevano strappata all’impero bizantino. Un lungo dominio che finirà con la conquista da parte dei normanni. Una presenza cruciale, che ha lasciato tracce incancellabili: questo libro ne offre una sintesi accurata, collocandosi nel solco della grande fioritura degli studi sul tema, che ha coinvolto non solo gli storici ma anche gli archeologi, i numismatici, oltre a ebraisti e arabisti.

Alessandro Vanoli è assegnista presso il Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato anche «La reconquista» (2009).

Le Mille e una Cultura. Scrittura e Libri fra Oriente e Occidente

Autore/i: AA. VV.
Editore: Edipuglia
introduzione e cura di Maria Cristina Misiti. pp. 184, nn. ill. a colori e b/n, Bari Prezzo: € 25,00

Il Centro Universitario Europeo per i Beni Cul­turali, in sintonia con i fini istituzionali miranti al processo di integrazione europea attraverso la reciproca conoscenza dei patrimoni culturali e delle tradizioni storico-sociali, si sta da qualche tempo impegnando per lo sviluppo e la realizzazione di un progetto Euromediterraneo/Cultura. L’Europa oggi guarda al Mediterraneo con grande interesse, non solo perché è un fondamentale crocevia di culture con matrici comuni, ma anche perché nell’area mediterranea convergono strategie e questioni politico-economico-sociali tuttora irrisolte, ma decisive per gli equilibri globali.
Il contributo del Centro di Ravello al progetto Euromediterraneo/Cultura intende sviluppare i temi della cultura e attivare un dialogo tra i paesi delle varie sponde. Il IX corso di eccellenza dal titolo La biblioteca fra tradizione e innovazioni tecnologiche. Le mille e una cultura: scrittura e libri fra Oriente e Occidente, svolto presso il Centro nell’ottobre del 2005, ha voluto infatti proporre un momento di riflessione intorno ad alcuni temi e nodi essenziali dei rapporti che intercorrono nel mondo della scrittura e del libro tra Oriente e Occidente.
Fin dalle sue antichissime origini, quando si presentava ancora in forma di rotolo ed era scritto su papiro, il supporto più leggero tra quelli che avevano cercato di sostituirsi alla voce nella comunicazione tra gli esseri umani, il libro assunse il ruolo di conservare e trasmettere il pensiero e la parola, dialogando con genti e popoli disseminati in paesi lontani, superando i confini dello spazio e del tempo. Vale la pena di ricordare l’affermazione con la quale Alfonso Andria, Presidente del Centro di Ravello, iniziò la prefazione al primo volume di questa collana, pubblicato nel 2002: «La valenza dei beni librari all’interno dei giacimenti culturali rappresenta un riferimento prioritario per tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano dei processi di crescita collettiva».
I temi del libro e della scrittura, trattati da illustri studiosi e specialisti del settore, hanno, infatti, suscitato un grande interesse tra coloro che hanno seguito il IX Corso d’eccellenza e rammarico in molti che non hanno avuto l’opportunità di partecipare. La lettura di questo volume consentirà loro di conoscere quanto non hanno potuto ascoltare. Si è quindi ritenuto opportuno, al momento della pubblicazione, rispettare fedelmente la successione degli interventi così come erano previsti e organizzati nel programma. Ai due interventi di carattere tecnico, con una spiccata componente di documentazione grafica e fotografica, è stata riservata una specifica sezione.

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Maria Clara Lilli Di Franco
Introduzione
LIBRI E BIBLIOTECHE TRA ORIENTE E OCCIDENTE
Pier Francesco Fumagalli
Osmosi tra scritture ebraiche e non ebraiche nell’area mediterranea
Marco Guardo
La sapientia e il suo specchio nella libraria di Federico Cesi: nota su una particula del Lynceographum
Maria Cristina Misiti
La scienza nuova dei segni antichi: le ricerche sulla carta e la storia del libro
Paolo Crisostomi
Le carte decorate dalla Persia all’Occidente: una contaminazione continua
Giorgio Montecchi
Analisi bibliologiche sulla prima stampa in lingua araba: Horologium, Fano, Gregorio de Gregori, 1514
Marco Paoli
Gli Assemani tra specializzazione e servizi culturali nell’Italia del ’700
Chiara Di Fruscia
Cultura libraria in una società multiculturale: l’Italia meridionale nei secoli XI-XIII
Paola Ghione, Valentina Sagaria Rossi
Leone Caetani: l’Oriente nella vita e nella storia
François Déroche
La biblioteca medievale della moschea grande di Kairouan
CONSERVAZIONE E RESTAURO
Giampiero Bozzacchi
La legatura islamica
Orlando Spada
Studio e analisi di alcuni modelli di legature

Dante e l’Islam

La controversia sulle fonti escatologiche musulmane della Divina Commedia
Autore/i: Pucciarelli Valeria
Editore: Irfan Edizioni
prefazione di Fabio Tarzia, introduzione dell’autrice. pp. VII-80, ill. b/n, San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 11,00

Dante ha conosciuto a fondo la cultura islamica? Quanto ne è rimasto affascinato? Nel 1919 l’Abate e arabista spagnolo Miguel Asìn Palacios pubblicò un erudito saggio le cui tesi, in Italia, hanno dato il via a una straordinaria quanto controversa polemica. “Dante y el Islam, l’escatologia musulmana en la Divina Comedia”, titolo del suddetto saggio, sostiene che almeno seicento anni prima che il poeta fiorentino ideasse il suo capolavoro, esistevano già nella letteratura araba molteplici tradizioni che narravano di un viaggio notturno di Muhammad dall’inferno al paradiso e contenenti un’accurata descrizione dei regni dell’oltretomba che presenta numerose analogie con il poema dantesco, considerato fino ad allora come il legittimo precursore. Il presente lavoro propone di ripercorrere l’excursus dell’opera di Asìn Palacios in Italia, ricostruendo cronologicamente i momenti salienti del dibattito. (Dall’Introduzione dell’Autrice)

E allora: quali sono i fondamenti culturali dell’Europa? Palacios sembra dirci di andare oltre alle più ampie interpretazioni. L’Occidente non è semplicemente giudaico, greco, latino e poi cristiano, ma anche islamico, o meglio, nel momento in cui l’Europa si fonda (riprendendo l’archetipo del Sacro Romano Impero) lo fa su molte basi, tra cui quel mondo arabo tanto temuto fino ad allora […] E’ molto significativo che proprio Dante […] nel tentativo di rifondazione del cristianesimo, utilizzi, se le ipotesi al riguardo sono fondate, una strumentazione filosofica (è molto dibattuta l’eventualità di un uso della tradizione averroistica) ed escatologica proveniente da una civiltà fino ad allora consideata nemica. (dalla Prefazione di Fabio Tarzia, Facoltà di Scienze della Comunicazione – La Sapienza, Università di Roma)

Valeria Pucciarelli (Roma, 1982), laureata in Scienze e Tecnologie dell’Informazione presso l’Università di Roma La Sapienza, vive a Barcellona (Spagna), ove, oltre a insegnare italiano agli stranieri (nel 2009 ha conseguito l’attestato Ditals presso l’Università Popolare di Roma), è addetta alla formazione del personale per l’impresa Novastock Srl.

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Prefazione di Fabio Tarzia
Introduzione
L’origine della controversia
1.1 La struttura dell’Escatologia
1.2 La tradizione in questione
1.3 Il primo ciclo: redazione A e B
1.4 Il secondo ciclo: redazione A, B e C
1.5 Il terzo ciclo: redazione unica
1.6 Al-Futuhat: la redazione di Ibn Arabi
1.7 La “conferma”: la trasmissione della tradizione musulmana
Conclusioni

2. La critica dantesca
2.1 Le fonti della Divina Commedia nella critica dantesca del ’900
2.2 La critica dantesca sulla Questione delle fonti musulmana
2.3 La prima fase (1919-1933). La critica dantesca nel VI Centenario della morte di Dante Alighieri e il rifiuto della tesi dell’imitazione
2.4 La seconda fase (1949-1972). La scoperta dell’anello mancante
2.5 La terza fase (1991-2008). La critica contemporanea
Conclusioni

3. Dante e la Chiesa
3.1 Benedetto XV
3.2 Paolo VI
3.3 Benedetto XVI
3.3.1 La prima Enciclica
3.3.2 Benedetto XVI e l’Islam
Conclusioni

Bibliografia
Webgrafia

 

Traduttori Arabi tra Greco e Castigliano

Autore/i: Adrados Francisco Rodríguez
Editore: L’Erma Di Bretschneider
cura e traduzione di Maria Cristina Bitti. pp. 384, Roma Prezzo: € 120,00

Dopo la prima edizione, pubblicata dalla Real Academia Espanola nel 2000, la seconda della Junta de Castilla y Leon del 2006 e quella inglese del 2009, «è ora la volta dell’edizione italiana, di cui sono particolarmente soddisfatto». Questo è il commento di Francisco Rodríguez Adrados sulla traduzione italiana che appare ora finalmente nella Biblioteca Spagnola di Studi Classici: una vera e propria nuova edizione riveduta e corretta dall’autore.
Il libro si occupa della letteratura sapienziale greca e di quella medievale europea che ne è derivata, ma partendo da un tema molto concreto: l’esistenza di quattro opere sapienziali tardo-greche di cui gli arabi vennero a conoscenza nell’Oriente bizantino, traducendole poi in arabo tra il IX e il XII secolo (da Bisanzio a Bagdad e dal Cairo alla Spagna di Alfonso X «el Sabio»).
Le successive traduzioni castigliane dall’arabo furono il ponte attraverso il quale la letteratura sapienziale greca si è diffusa in tutta l’Europa e nelle diverse lingue (tra cui lo stesso latino). Le quattro opere, insieme ad altre, contribuirono alla creazione di opere affini, come le Vite di Alessandro medievali, la Disciplina Clericalis di Pedro Alfonso o il Conde Lucanor dell’infante Don Juan Manuel, o diversi Specchi di principi, raccolte di favole, di massime, eccetera. Si tratta di una tradizione che giunge fino a Quevedo e Saavedra Fajardo; la stessa prosa castigliana nacque in origine intorno ad essa come prosa di traduzione.
Una linea continua unisce quindi la letteratura sapienziale greca, latina e cristiana, a tutto il mondo medievale europeo e, attraverso questo, alle fondamenta stesse della cultura occidentale moderna.

Francisco Rodríguez Adrados Linguista, filologo e studioso della Grecia classica, autore di traduzioni di testi sanscriti e di testi classici della poesia e del teatro greco, che gli sono valse nel 2005 il “Premio Nacional de Traducciòn” . La sua formazione accademica e scientifica attraversa la complessa storia socio-culturale del primo ’900 europeo, che avrebbe preparato le basi della rinascita scientifico-culturale spagnola degli anni ’60. Francisco Rodriguez Adrados è un maestro generoso, formatore delle attuali generazioni di studiosi delle scienze umane in Spagna – dalla storia antica, all’antropologia, dalla linguistica alle scienze politiche – essendone egli stesso uno dei massimi protagonisti. Considerato l’ultimo linguista strutturalista vivente, testimone di un periodo d’oro delle scienze umane europee (in cui vanno ricordati ad esempio De Saussure, Levi-Strauss, Lacan, Dumezil), Rodriguez Adrados continua la sua attività scientifica e letteraria con la produzione di articoli, monografie, conferenze, libri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il «Taxiarchis dell’ordine d’onore Greco» (1997), il Premio «Aristoteles» della Fondazione Onassis (1980), è Accademico della Real Accademia de la Historia e della Real Academia de la Lengua (onore condiviso, in quest’ultimo caso, con il Premio Nobel Mario Vargas Llosa).
Dal suo primo libro ciel 1943, Jenofonte, Apologia de Socrates, fino all’ultimI? del 2010, Homo Sapiens, Grecia antigua y mundo moderno, ha prodotto centinaia di testi fra articoli, monografie e libri. Tra questi vale la pena di accennare: Fiesta, comedia y tragedia, sobre los orìgenes griegos del teatro (1972), Linguistica Indoeuropea (1975), Nueva sintaxis del griego antiguo (1992). Inoltre è direttore delmonumentale Diccionario Griego-Español insieme con Juan Rodriguez Somolinos, editato dal Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas (CSIC).

Visualizza indice

Introduzione; Prologo all’edizione italiana; I. Quattro opere castigliane di provenienza araba derivate da originali greci perduti; II. Studio della tradizione sapienziale confluita nelle nostre opere; III. Modelli greci dei temi di Aristotele e Alessandro; IV. Le nostre opere all’interno della tradizione sapienziale: fasi recenti; V. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche I. Socrate; VI. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche. II. La scuola socratica; VII. Nuovi studi su Buenos Proverbios e Bocados de oro; VIII. Poridad de las poridades e Historia de la donzella teodor; Epilogo; Appendice all’edizione del 2001; Bibliografia; Indice delle citazioni.

La Seta e la Sua Via

Autore/i: AA. VV.
Editore: De Luca
ideazione e cura di Maria Teresa Lucidi pp. XII-324, nn. ill. a colori e b/n, Roma Prezzo: € 55,00

La mostra “La Seta e la Sua Via”, realizzata al Palazzo delle Esposizionidi Roma (23 gennaio – 10 aprile 1994), al di là del valore delle opere e dei tessuti esposti, è l’occasione per proporre agli occhi di un vasto pubblico quel percorso, la via del trasporto della seta, attraverso cui ha camminato nei secoli il dialogo tra due civiltà tanto distanti tra loro.

Presentazioni Francesco Rutelli Gianni Borgna Giorgio Tecce

Dedica
Maria Teresa Lucidi

Presentazione
Maria Teresa Lucidi

Premessa
Maria Teresa Lucidi

Il viaggio della seta Maria Teresa Lucidi

I SEZIONE Le vie della seta terrestri e marittime

La seta nel mondo antico
Paolo Daffinà

La seta nel mondo classico Maria Floriani Squarciapino

La via della seta fra Oriente e Occidente: protagonisti e intermediari
Valeria Piacentini

La seta e le sue testimonianze in Asia Centrale Arcangela Santoro

Il mondo dei nomadi
Chiara Silvi Antonini

La trasmissione di alcuni motivi decorativi «occidentali» nell’oriente estremo nei secoli VI-XIV
Paola Mortari Vergara Caffarelli

Schede 1-25

Opere

II SEZIONE Tessuti serici

Frammenti di storia dell’arte funzione e significato di alcuni motivi decorativi fra Sacralità e Regalità

Stoffe Sasanidi
Umberto Scerrato

La seta in Egitto. Tessuti con rappresentazioni di figure umane Loretta Del Francia

La seta a Bisanzio Fernanda de’ Maffei

I costumi di corte a Bisanzio Guido Fauro

Tavole

Seta islamica
Bianca Maria Alfieri

Unità e diversità nell’arte islamica Dalu Jones

Medioevo e seta Melinda Mihalyi

L’Angelo testimone del sacro Marco Bussagli

La testimonianza estremorientale nella pittura italiana nell’epoca di Giotto
Hidemichi Tanaka

Motivi iconografici

Il Senmurv
Maria Carlotta Romano

Il Cavallo alato Pierfrancesco Fedi

Il leone
Maria Grazia Chiappori

L’aquila
Melinda Mihalyi

Il motivo dei volatili affrontati all’albero della vita nei tessuti islamici
Alessandra Bagnera

Il grifone
Maria Rosa d’Agostino

Il drago
Maria Carlotta Romano

La Fenice
Alida Alabiso

Schede 25 – 155

Opere

III SEZIONE Tra arte e industria

La seta: la più nobile delle fibre Ernesto Chiachierini

La seta: ’status symbol’ nell’Islam Biancamaria Scarcia Amoretti

I missionari e gli scambi culturali con l’Asia orientale Piero Corradini

Il vestiario in Cina e Giappone: fogge, forme, significati Donatella Failla

Schede 156-198

Opere

Glossario

Bibliografia