East and West – Vol. 59 – Nos. 1-4 – December 2009

Bon The Everlasting Religion of Tibet – Tibetan Studies in Honour of Professor David L. Snellgrove
Autore/i: AA. VV.
Editore: Isiao
founded by Giuseppe Tucci, edited by Samten G. Karmay and Donatella Rossi pp. 414, ill. b/n, Roma

Papers presented at the International Conference on Bon, 22-27 June 2008, Shenten Dargye Ling, Château de la Modetais, Blou, France

Contents

Preface by Gherardo Gnoli
Introduction by Samten G. Karmay

Part I. Myths and History

Per Kværne, Bon and Shamanism
Tsering Thar, Mount Ti se (Kailash) Area: The Center of Himalayan Civilization
Francisco Ayllón, Lha: Towards Assessing Discontinuity in Paradigms of the Sacred
Samten G. Karmay, A New Discovery of Ancient Bon Manuscripts from a Buddhist stūpa in Southern Tibet

Part II. Monasticism and Philosophy

Stéphane Arguillère, mNyam med Shes rab rgyal mtshan on the Special Features of the Bon Monastic Discipline
Matthew T. Kapstein, The Commentaries of the Four Clever Men: A Doctrinal and Philosophical Corpus in the Bon po rDzogs chen Tradition
Seiji Kumagai, Development of the Theory of the “Two Truths” in the Bon Religion

Part III. Medicine and Yogic Practices

Colin Millard, The Life and Medical Legacy of Khyung sprul ’Jigs med nam mkha’i rdo rje (1897-1955)
Alejandro Chaoul, From Caves to the Clinic and Research: Bon Magical Movement (rtsa rlung ’phrul ’khor) Can Help People with Cancer
Philippe Cornu, A Comparative Study of the Bar do Views in the Bon Religion and the rNying ma pa School

Part IV. Ritual and Society

Charles Ramble, Playing Dice with the Devil: Two Bonpo Soul-retrieval Texts and Their Interpretation in Mustang, Nepal
J.F. Marc des Jardins, Bon Institutions in Contemporary Tibetan Territories and the Dynamics of Religious Authority
Heather Stoddard, The Lexicon of Zhangzhung and Bonpo Terms. Some Aspects of Vocabulary in Relation to Material Culture and the Persian World
Kengo Konishi, Reconstruction of the Education System in a Bon Monastery: A Case Study of sKyang tshang Monastery in Amdo Shar khog Today
Hiroyuki Suzuki, Tibetan Dialects Spoken in Shar khog and Khod po khog
Mona Schrempf and Jack Patrick Hayes, From Temple to Commodity? Tourism in Songpan and the Bon Monasteries of A’mdo Shar khog
Katia Buffetrille, Khyung mo Monastery (A’mdo) and Its ’Map’ of ’Ol mo lung ring
Mara Arizaga, An Introduction to the Study of Bon in Modern China
Donatella Rossi, A Brief Note on the Bonpo Texts of the Giuseppe Tucci Fund Preserved at the Library of IsIAO

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Brief Notes and Items for Discussion

Chiara Bellini, An Autobiography by David Snellgrove
Gherardo Gnoli, Giuseppe Vignato, Saerji and Francesco D’Arelli, Giuseppe Tucci’s Indo-tibetica. A Chinese Edition
Fabio Scialpi, The Figure of the Great Mother in India. A Comparison between the East and the West

Obituaries

Ahmed Hassan Dani (1920-2009) (by Luca M. Olivieri)
Walter Belardi (1923-2008) (by Gherardo Gnoli and Adriano V. Rossi)
F.A. Khan (1910-2009) (by Sh. Khurshid Hasan)

Book Reviews
by Michela Clemente, Matteo De Chiara, Marcello De Martino, Lionello Lanciotti

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Table of Contents

Prezzo di listino euro 200,00 – sconto 80%

Antica Medicina Tibetana

Tavole miniate del Berillo azzurro di Sangye Gyamtso (XVII sec.)
Autore/i: Gyamtso Sangye
Editore: Zanfi Editori
vol. 1 – Tavole, vol. 2 – Testo; edizione italiana a cura di Antonella Comba; premessa del XIV° Dalai Lama, introduzione di Fernand Meyer pp. IX-338, totalmente illustrato a colori e b/n, Modena Prezzo: € 220,00

I volumi dell’opera Antica medicina tibetana presentano una serie finora sconosciuta di dipinti scoperti in Buriazia (Siberia) che illustrano un famoso trattato di medicina del diciassettesimo secolo, il Berillo azzurro di Sangye Gyamtso. Il complesso sistema di prevenzione e di cura in essi delineato è stato in uso fin dall’ottavo secolo e viene tuttora praticato in talune parti del Tibet, del Nepal, del Ladakh, del Bhutan e della Mongolia. La medicina tibetana sarebbe rimasta oscura se non fosse stato per Sangye Gyamtso (1653-1705), reggente del Grande Quinto Dalai Lama e fondatore della scuola monastica di medicina Chakpori a Lhasa, che ne integrò la complessa e varia sapienza in un corpo coerente di conoscenze. I fondamenti di questo ricco sistema di cura del corpo sono raffigurati in 76 dipinti dai vivaci colori, assai dettagliati, che illustrano il trattato e costituiscono l’elemento centrale di questa splendida edizione.

I dipinti sono copie fedeli delle thangka (pitture su stoffa) originali create per il trattato Berillo azzurro fra il 1687 e il 1703. Per quanto si sa, nel Tibet occupato dai cinesi sono sopravvissute due collezioni di questi dipinti, ma quella più completa, qui riprodotta, è venuta recentemente alla luce fuori dei confini tibetani. Creati all’epoca del Tredicesimo Dalai Lama (1920 ca.), i 76 dipinti sono stati scoperti presso il Lago Baikal nella Siberia meridionale, nel Museo Buriato di Ulan-Ude in Buriazia.

Fra tutte le tradizioni mediche indigene, solo quella del Tibet ha prodotto una documentazione visiva completa destinata alla formazione dei medici. Sangye Gyamtso compose il trattato del Berillo azzurro come commento definitivo all’antico testo intitolato Quattro tantra. Ben presto esso divenne il manuale e il sussidio mnemonico per numerose generazioni successive di medici tibetani. Questi grandi dipinti (di 86 per 68 centimetri) furono creati da una bottega di artisti, i quali raffigurarono in oltre ottomila immagini i molti temi, argomenti e aspetti peculiari della medicina tibetana. I dipinti, realizzati come strisce simili a fumetti, che delineano la diagnosi e la cura delle malattie, e come tavole anatomiche particolareggiate, presentano un ampio ventaglio di sostanze – vegetali, minerali e animali usate per la preparazione dei farmaci, e spaziano in campi come l’interpretazione dei sogni, l’embriologia, la sessualità e la necessità della medicina preventiva.

Mentre l’interesse degli occidentali per le forme orientali della medicina va crescendo, la medicina tibetana, sistema millenario nato da una grande varietà di contributi interculturali, resta relativamente sconosciuta. L’opera Antica medicina tibetana contiene, oltre alle fedeli riproduzioni dei dipinti, una prefazione del Dalai Lama, le introduzioni di Fernand Meyer e di Gyurme Dorje, le sintesi del Berillo azzurro e le traduzioni delle didascalie tibetane iscritte sui dipinti. Grazie a questo ricco apparato esplicativo, che permette di collocare le tavole miniate nel loro contesto originale, il libro eserciterà certamente un fascino straordinario sul lettore comune interessato ai sistemi di medicina alternativi e complementari, nonché sugli storici della medicina, sui farmacologi, sugli antropologi, sui medici, e ovviamente su quanti amano la cultura tibetana.

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Volume Primo – Tavole

Indice delle tavole

Premessa del Quattordicesimo Dalai Lama

Prefazione e ringraziamenti

Introduzione I dipinti medici del Tibet Fernand Meyer

La struttura e il contenuto dei Quattro tantra e il commento Berillo azzurro di Sangye Gyamtso Gyurme Dorje

Tavole e sommari

Libro primo: Tantra fondamentale (Tavole 1-4)

Libro secondo: Tantra esegetico (Tavole 5-37)

Libro terzo: Tantra delle istruzioni (Tavole 38-53)

Libro quarto: Tantra finale (Tavole 54-77)

Volume Secondo – Testo

Indice delle tavole e argomenti del trattato Berillo azzurro

Libro primo: Tantra fondamentale (Tavole 1-4)

Libro secondo: Tantra esegetico (Tavole 5-37)

Libro terzo: Tantra delle istruzioni (Tavole 38-53)

Libro quarto: Tantra finale (Tavole 54-77)

Note

Bibliografia

Indici