René Guénon e Ibn Arabi

Precisazioni necessarie su pretese comparazioni tra il loro linguaggio metafisico, scusa per un attacco all’Opera di Guénon, alla metafisica tradizionale e all’esoterismo autentico
Autore/i: Corbucci Carlo
Editore: Irfan Edizioni
premessa dell’autore. pp. 206, San Demetrio Corone (CS)

Le opere di René Guénon hanno contribuito in maniera fondamentale a chiarire e a tramandare i significati
più profondi e universali della Tradizione, di cui è considerato il massimo interprete occidentale nel XX secolo.
Ibn Arabi è stato un filosofo, gnostico e poeta islamico la cui opera ha influenzato molti intellettuali e mistici
sia orientali sia occidentali, ed è conosciuto in Occidente come Doctor Maximus e in alcuni paesi islamici
con i titoli di Muḥyī al-Dīn (“Colui che rivivifica la religione”) e di al-Shaykh al-Akbar (“Il sommo Maestro”).

L’Autore smaschera distorte interpretazioni e chiarisce presunte divergenze riguardanti l’Opera di questi due grandi Maestri.

Carlo Corbucci, avvocato, romano di adozione, è un esperto di cultura islamica e mediorientale e studioso di dottrine esoteriche e spirituali. È stato presente in vari pool difensivi in molti processi di terrorismo islamico svoltisi in Italia, approfondendo i casi più eclatanti, sia dal punto di vista processuale che socio-politico, nel suo libro Il terrorismo islamico: Falsità e mistificazione (Agorà, 2003), di cui sono in corso traduzioni in diverse lingue estere.

Warrior-King of Shambhala

Remembering Chögyam Trungpa
Autore/i: Hayward W. Jeremy
Editore: Wisdom Publications
foreword by Sakyong Mipham pp. XVI-472, ill. b/n, Boston Prezzo: € 17,00

This book attempts to offer a peep-hole glimpse into the vast and inconceivable mind of a great mahasiddha, a being of great spiritual accomplishment, Chögyam Trungpa Rinpoche.

This project really began at Rinpoche’s cremation, in 1987, when groups of us would sit around and tell stories of being with him. I thought to myself then that “somebody” should write all this down. My own effort began in 1990, but all of it was still too dose and too personal – and I did not get very far. Over the years I occasionally gave talks on “The Life of Trungpa Rinpoche” or, as I would insist, my life with Trungpa Rinpoche – because, after all, who could speak of the life?

In 2004 when I was teacher in residence at Dechen Chöling, the European residential Shambhala Center, I was invited to give such a talk at a month-long program of advanced study, by its director David Schneider. After the talk, I received a supplication to write these stories down signed by all seventy participants and staff. I was aided by the fact that Fabrice Midal had already produced a very thorough objective account of Chögyam Trungpa’s outer activity in North America, so that did not need to be done again. Now, I felt, it was possible to write a personal account of how it was to be with Rinpoche without worrying about completeness or objectivity. [...]

One of the important aspects of my own journey with Rinpoche was the struggle between the logical, rational way of thinking that dominates our culture today, and my actual experience of what was happening at the moment. The skepticism and doubt of my science – trained intellect not infrequently came into conflict with a deeper, more direct perception of Rinpoche’s way of manifesting. Put another way, my conceptual interpretations came into conflict with my direct experience of what was going on. I had to learn to trust that experience without giving up the genuine openness and questioning of the intellect. I was not always successful and this sometimes gave rise to holding back, misunderstanding, and even, occasionally, to panic…

I have included a glossary defining those Tibetan and Sanskrit words, as well as important dharma terms, that I have used frequently.

Il Monaco del Dialogo

Autore/i: Vivekananda Swami
Editore: Laksmi
a cura di Svāminī Haṃsānanda Giri. pp. 240, ill. b/n, Savona Prezzo: € 15,00

La divinità dell’anima e l’unità dell’esistenza; la non dualità di Dio e l’armonia delle religioni; la fede nel Sé interiore come fonte di forza infinita; la morale, la libertà e la gioia: questa l’orditura del messaggio di Svāmin Vivekānanda, basato sulla filosofia del vedānta.
La sua esortazione a vedere Dio in tutto, a percepire il servizio all’uomo come servizio a Dio e il lavoro come culto diede nuovo impulso alla religione e al monachesimo.
Il suo insegnamento di sintesi di vari tipi di yoga e di sviluppo a tutto tondo della personalità umana, il suo messaggio di pace tra le religioni, di armonia tra scienza e religione, di equilibrio tra Oriente e Occidente: è proprio questo il messaggio di cui il mondo attuale e in particolare i giovani hanno bisogno.

Fra le Rive del Nulla

Discorsi sul Tao-Te-Ching di Lao Tzu (volumi 1-2) – Nuova edizione riveduta e confrontata con le registrazioni dei discorsi originali
Autore/i: Osho Rajneesh
Editore: Edizioni Mediterranee
premessa dell’autore, traduzione di Swami Anand Videha. pp. 240, Roma Prezzo: € 18,50

L’elemento innovatore in questi discorsi è l’abilità che Osho ha di aprire letteralmente a un presente in cui lo stato delle cose appare per ciò che è, libero da stereotipi e pregiudizi che ne distorcono e condizionano la percezione: qualcosa echeggia nel lettore che, grazie alla lettura, si ritrova ad attivare dentro di sé un processo di comprensione in grado di avvicinare dall’interno quel flusso di natura, o Tao, nel quale la forza è data esclusivamente dall’assoluto non forzare le cose. Una magia potente in grado di rompere l’incantesimo di cui noi tutti siamo vittime, più o meno consapevoli; e non solo: oggi siamo anche muti testimoni della distruzione che il sonno della coscienza scatena. Con la freschezza e la leggerezza di una goccia di rugiada Osho innesta nella dimensione contemporanea Lao Tzu e il suo “codice esistenziale” che, non va dimenticato, prese forma in Cina in un periodo in cui il Paese era sconvolto da guerre e violenze.
Un testo doppiamente attuale: vuoi per l’assonanza storica dell’epoca laotziana con la svolta epocale che noi tutti siamo chiamati a vivere, vuoi per la forza e la vivacità della visione che Osho propone a quanti si interrogano sul senso e lo scopo della propria esistenza.

Osho è un Maestro contemporaneo. La sua visione è, di fatto, orientata alla figura di un uomo nuovo, da lui definito “Zorba il Buddha”:  un essere in grado di equilibrare e di gioire in tutte le dimensioni nelle quali si dispiega la vita degli esseri umani e, in particolare, nella  sfera mondana con tutti i suoi giochi e le sue dinamiche, e nella dimensione interiore con tutti i doni e le potenzialità ivi racchiuse. Al  risveglio della consapevolezza necessaria per cogliere questa rivoluzionaria proposta esistenziale Osho ha dedicato la vita. Le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato: Bagliori di un’infanzia dorata, Dieci storie zen, Dimensioni oltre il conosciuto, Il libro arancione, Il libro del nulla, Il regno dell’accadere, Il tempo del sole e della luna, Iniziazione alla meditazione, Io sono la soglia, La mia via, La rivoluzione interiore, La via del sole e del vento, Meditazione dinamica, Meditazione: la prima e ultima libertà.

La Trasformazione del Karma nel Buddismo di Nichiren Daishonin

Autore/i: Scorpo Federica
Editore: Galassia Arte
introduzione dell’autrice. pp. 100, Ardea (Roma) Prezzo: € 15,00

Nel Buddismo di Nichiren Daishonin non esiste un dio o un essere divino che non sia l’essere umano ma esiste una Legge, la Legge dell’universo che permea ogni cosa. Nel Buddismo non si parla di predeterminismo o fatalismo, ma di karma che può essere trasformato attraverso la pratica buddista.
La felicità o l’infelicità dipendono dall’essere umano, dalle cause poste nel passato e che si ripercuotono nelle tre esistenze di passato, presente e futuro. Per cui ciò che sperimentiamo nella nostra vita quotidiana , altro non sono che cause poste da noi stessi. Il karma può essere positivo o negativo, se è positivo si vivrà gioia e felicità, se è negativo la retribuzione sarà la sofferenza.
Il Buddismo indica una strada per cambiare la propria vita, che non è destinata alla sofferenza ma può essere cambiata. Si può definire il “Buddismo della speranza”, per cui come siamo noi stessi ad ever posto le cause, noi stessi possiamo cambiare il corso della nostra vita.

Federica Scorpo è nata a Siracusa il 13 maggio del 1982, ha collaborato come redattrice presso “La Perfetta Letizia”, un quotidiano on line d’ispirazione cattolica, su cronaca nera e attualità.
Pratica il Buddismo di Nichiren Daishonin dall’età di dodici anni. Da diciotto anni è membro della Soka Gakkai, l’associazione laica che segue gli insegnamenti di Nichiren Daishonin.

La Fantasia degli Dèi e l’Avventura Umana

con le predizioni sulla fine del mondo secondo la tradizione shivaita
Autore/i: Daniélou Alain
Editore: Casadeilibri
prima edizione italiana, a cura di Lorenzo Casadei, traduzione di Petra Lanza, salvo l’appendice “il linguaggio, strumento della trasmissione del sapere” di Francesco Maria Fonte Basso. pp. 296, ill. b/n, Roma Prezzo: € 20,00

Il lettore incontrerà in questo libro una vera e propria sintesi del pensiero di Alain Daniélou sulla tradizione indiana. L’esposizione, di grandissimo respiro e per molti versi unica, riflette la personalità dell’autore e la sua esperienza privilegiata da mlecchä (barbaro) in India. Appoggiandosi su molteplici testi antichi, gran parte dei quali inediti in Occidente, illustra qui compiutamente la storia delle umanità precedenti e la grande avventura della presente umanità … fino all’orlo del precipizio.
L’opera più sconvolgente di Alain Danielou.

Alain Daniélou (1907-1994), è uno dei più eminenti orientalisti contemporanei e musicologo di prima grandezza. Le sue opere sulla civiltà indiana spaziano dalla cosmologia alla musica, dall’arte alla filosofia e alla storia, dallo yoga all’erotismo.Dopo un’infanzia austera passata in Bretagna, Alain Daniélou frequenta gli ambienti avanguardisti parigini degli anni ‘30. Molto presto, però, l’Europa non riesce più a soddisfare le sue aspirazioni più profonde e inizia la sua lunga avventura intorno al mondo: l’America, l’Africa del pirata Henry de Monfreid, i bassifondi di Pechino, la Persia e l’Afghanistan, che per primo attraversa in macchina, e quindi l’India dove viene accolto da Rabindranath Tagore. Affascinato da questo paese, vi rimarrà per più di vent’anni. Si consacra alla musica tradizionale, studia filosofia, sanscrito e indi negli ambienti più ortodossi della città santa, pratica lo yoga e viene iniziato allo shivaismo. Ma non è che un nuovo inizio.

Tempo Ciclico e Gnosi Ismailita

Autore/i: Corbin Henry
Editore: Mimesis
a cura di Roberto Revello, introduzione di Bernardo Nante. pp. XXIII-234, Milano Prezzo: € 20,00

Primo traduttore di Heidegger in francese, Corbin affronta in quest’opera la questione del tempo, un tempo diverso e radicalmente alternativo a quello storico della tradizione occidentale. La dimensione che dà senso al tempo è quella liturgica. Non una durata misurabile nello scorrere uniforme dei nostri calendari, ma una riproposizione simbolica e rituale. Conosciuto soprattutto per i suoi fondamentali studi sullo sh’ismo duodecimano e sul sufismo, Henry Corbin dedica Tempo ciclico e gnosi ismailita allo studio dell’altro ramo dello sh’ismo, quello ismailita. Gli ismailiti, noti in Occidente per via della leggenda nera degli Assassini, sono innanzitutto un movimento mistico islamico che ha elaborato concezioni metafisiche quanto mai affascinanti. Meditazioni che hanno saputo armonizzare in una visione complessiva gli insegnamenti coranici e degli Imam con la profonda eredità dello zoroastrismo, la tradizione neoplatonica con le correnti gnostiche.

Henry Corbin (1903-1978) è stato il più grande filosofo orientalista del Novecento. Fu allievo di Gilson, Baruzi, Massignon, fondatore e direttore del Dipartimento di Iranologia dell’Institut di Teheran e della Bibliothèque Iranienne. Tra le sue opere: Corpo spirituale e Terra celeste (1986), Storia della filosofia islamica (2001), L’immaginazione creatrice. Le radici del sufismo (2005), L’Imam nascosto (2011). Mimesis ha già pubblicato Il paradosso del monoteismo (2011) e Nell’islam iranico I. Lo shi’ismo duodecimano (2012).

Ricordo di Giorgio Levi Della Vida

Orientis Antiqui Collectio – VII
Autore/i: Moscati Sabatino
Editore: Ipocan
con una bibliografia degli scritti a cura di Maria Giulia Guzzo Amadasi pp. 48, ill. b/n, Roma Prezzo: € 7,00

Si è spento a Roma, il 25 novembre 1967, Giorgio Levi Della Vida, professore emerito nell’Università di Roma, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei. Perché si abbia un’idea della sua reputazione nel mondo degli studi, nulla forse è adeguato se non il giudizio che fu più volte espresso nelle Università d’Europa e d’America, cioè che egli era il maggiore orientalista del nostro tempo. Quanto all’affetto che lo circondava, basti aggiungere che quel giudizio, pur in sé selettivo e comparativo, non trovava riserve né opposizioni: come a dire che gli si riconosceva universalmente una posizione al di sopra del generale livello accademico, per alto che questo potesse essere. D’altronde, si guardi a coloro che sono stati e si dichiarano suoi allievi:
Enrico Cerulli, maestro degli studi sull’Etiopia, sulle Chiese orientali, sulle relazioni tra Oriente e Occidente; Francesco Gabrieli, massimo arabista e islamista; Maria Nallino, continuatrice dell’opera del padre dall’Istituto per l’Oriente e dalla cattedra di Venezia. E per uscire dal campo orientalistico, ecco Arnaldo Momigliano, grande storico dell’antichità, e Massimo Pallottino, insigne etruscologo. Non basta: ricordiamo fuori d’Italia l’eminente assiriologo Ignace Gelb e il maggiore archeologo americano oggi operante nel Vicino Oriente, James B. Pritchard. Questi non sono che pochi esempi, tra i molti autorevoli; del resto, come diremo poi, per uno scienziato che insegna fuori della cattedra non meno che dalla cattedra gli allievi sono assai numerosi, sicché sarebbe impossibile individuarli integralmente…

Nāgārjuna

Logica, dialettica e soteriologia
Autore/i: Magno Emanuela
Editore: Mimesis
introduzione dell’autrice. pp. 364, Milano Prezzo: € 26,00

Nel vasto e articolato panorama della filosofia indiana l’opera di Nagarjuna emerge con forza per profondità, spessore critico e raffinatezza dialettica. Monaco e logico buddhista, vissuto probabilmente nel II secolo dopo Cristo, Nagarjuna è il capostipite della scuola di Mezzo (Madhyamika) o scuola del Vuoto (Sunyavada), ed è l’autore di un’opera capitale del buddhismo: le Madhyamakakarika, Stanze della via di mezzo. Qui, attraverso il suo metodo critico (prasanga), Nagarjuna attacca e confuta le nozioni più note e condivise del sistema dottrinale prodotto dal buddhismo di scuola Abhidharmika. E qui emerge l’intrinseca relazione tra le nozioni di ‘via di mezzo’ e ‘vacuità’: designazioni linguistiche che significano e agiscono il dileguare di ogni via discorsiva che pretenda di fornire all’Io e al suo mondo una consistenza reale, una identità sostanziale, una statura autonoma e irrelata.

Emanuela Magno è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Da anni studiosa delle tradizioni intellettuali sudasiatiche e dei rapporti tra le filosofie occidentali e quelle indiane, collabora con le cattedre di Estetica e di Lingua e letteratura sanscrita della medesima Università. È autrice di monografie e saggi critici sull’opera principale di Nagarjuna, le Madhyamakakarika, e di lavori sulla filosofia dell’intercultura e di filosofia interculturale. Tra le sue ultime pubblicazioni: Pensare l’India. Figure ermeneutiche e soglie critiche nella costruzione filosofica occidentale del ‘pensiero indiano’ (Mimesis 2012); Antropogenesi. Ricerche sull’origine e lo sviluppo del fenomeno umano (a cura di E. Magno e A. Pavan, Bologna 2010); Introduzione all’estetica indiana. Arte e liberazione del sé (Mimesis 2009), Mente e coscienza tra India e Cina (a cura di E. Magno, Firenze 2008).

Panikkar

Un uomo e il suo pensiero
Autore/i: Bielawski Maciej
Editore: Fazi
pp. 320, nn. tavv. b/n f.t., Roma Prezzo: € 18,00

Il primo ritratto completo di Raimon Panikkar.
Immergersi nella biografia di Raimon Panikkar (1918-2010) è come aprire una finestra su quelle che saranno le vite degli uomini di domani. Nato a Barcellona da madre catalana e padre hindu, Panikkar è stato chimico, filosofo, teologo, numerario dell’Opus Dei, sacerdote cattolico, docente universitario, marito, scrittore, ma anche amico, “maestro”, “profeta” e molto altro ancora. Vestito all’europea o in sandali e dhoti, a Bonn, Roma, Varanasi, Santa Barbara o Tavertet, quest’uomo ha penetrato la saggezza di culture e religioni diverse e ha saputo gettare un nuovo sguardo sulla tradizione cristiana e occidentale. La figura di Panikkar appartiene oggi alla leggenda, alimentata in parte da lui stesso, in parte «dilatata, rafforzata e diffusa da tutti quelli che l’hanno conosciuto». Bielawski la riprende con dedizione e rispetto, prova a distillare l’uomo dal “mito” raccontandone la vita e presentando il suo pensiero. In questo viaggio incontriamo teorie ardite, come la visione cosmoteandrica o advaitica, e preziose riflessioni sulla secolarità sacra, sul buddhismo e sulla trinità radicale. Passo dopo passo, il percorso apparentemente erratico del filosofo di Tavertet rivela una profonda coerenza, poiché l’apertura universale, la fiducia cosmica, la passione per Cristo e una coraggiosa ricerca della libertà fanno da filo rosso. Bielawski individua il senso di questo cammino unico e ci guida con trasporto nel “labirinto” Panikkar.

«Sono partito cristiano, mi sono scoperto hindu e ritorno buddista, senza avere mai cessato di essere cristiano». (Raimon Panikkar)

«Nella vita di Pannikkar è condensata la teologia del futuro». (Vito Mancuso)

Maciej Bielawski, nato in Polonia nel 1963, da vent’anni in Italia, vive a Verona. Studioso, teologo, scrittore, traduttore, pittore, è autore di diversi libri tra cui Il cielo nel cuore (2002), Il monachesimo bizantino (2003), La luce divina nel cuore. Introduzione alla Filocalia (2007). Cura il blog dedicato a Raimon Panikkar.

Liberation in One Lifetime: Biographies and Teachings of Milarepa

Autore/i: Tiso Francis V.
Editore: Francis V. Tiso
pp. LX-374, Isernia Prezzo: € 30,00

The biographical and song materials are in fact greatly clarified by studying the small collections of oral instructions attributed to Milarepa.

So who was Milarepa? Why is he so important? Who were his disciples and biographers? Why did they tell the “same story” over and over again?
We now know that the most widely read biography of Milarepa was written at the end of the fifteenth century by “The Mad Yogin of gTsaog» (gTsang smyon Heruka).

This author-complier joined the Life to the Complete Songs of Milarepa (Mila rnam thar mgur ’bum), following very early tradition in the lineage. There is, therefore, a 370-year gap between the death of Milarepa (1040-1123? 1055-1128?) and the writing of these biographical texts. Even so, almost no critical work has been done on the older materials on the life, songs and teachings of this pivotal saint and poet of Tibetan Buddhism. The Tibetans themselves regard gTsang smyon’s works as definitive. Only a few of the highest lamas of our own time have expressed a real excitement about serious research on the sources for the biography of Milarepa; most other practitioners could not fathom such a patently alien interest.

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FOREWORD by Roberto Vitali

PREFACE

Table: The Life of Milarepa

INTRODUCTION

1. The Historical Context of the Biographical Tradition

PART ONE: LITERARY ASPECTS OF THE BIOGRAPHIES OF MlLAREPA

2. Hagiography and Tradition

3. Redaction Critical Study of the Milarepa

Biographies

4. Survey of Sources

5. Towards Identifying the “voice” of Milarepa

6. Conclusions on the Literary and Teaching Voice of Milarepa

7. Final Remarks on the Literary Tradition

PART TWO: BKA’ BRGYUD PA SPIRITUALITY

8. The Theme of Tradition in Anthropological and Historical Perspective

9. Liberation in the Vajrayana: A Survey of Tantric Practice in Indian and Tibetan Buddhism

10. The Buddha Within: Ground or Basis of the Path

11. The Path to Liberation and Its Features

12. The Fruition: Fully Enlightened Buddhahood

13. The rDo iJe ’Chang rnam thar in bKa’ brgyud Spirituality

14. Tantric Practice in the bKa’ brgyud

15. Enlightenment “In One Lifetime, In One Body”

16. Oral Teachings of Khandro Rinpoche on the Stage of Creation for the Practice of Vajravarahi

17. Oral Teachings of H. H. Gyalwa Drukchen on the Stage of Creation for the Practice of Cakrasamvara

18. The Six Yogas of Naropa, Mahamudra, and the bKa’ brgyud Teachings on the Stage of Completion

19. The Enlightenment of Milarepa

20. Tables on Spiritual Transformation

PART THREE: TEXTS IN TRANSLATION

21. The Biography of Milarepa by rGyal Thang pa bde chen rdo rje

22. The Biographies of Marpa and Milarepa by sGampopa

23. The Biography of Vajradhara by rGyal Thang pa

24. Milarepa’s Oral Teachings from the gDams ngag mdzod

Bibliography Glossary Index

Italia e Oriente

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: Isiao
a cura di Francesco D’Arelli, presentazione di Gherardo Gnoli, prefazione dell’autore. pp. 212, ill. b/n, Roma Prezzo: € 19,00

Dalla «Presentazione» di Gherardo Gnoli:
“Alla nostra cultura, agli inizi del III millennio, Italia e Oriente può presentarsi quasi come una scoperta. Si è stati poco abituati, infatti, dopo l’ultimo conflitto mondiale, ad apprezzare il posto che all’Italia storicamente spetta in questo incontro. [ ... ]

Giuseppe Tucci, in queste pagine vivaci e appassionate, ricche di dati, di notizie e ancor più di pensiero, illustra in modo esemplare come gli Italiani, missionari, viaggiatori e poi studiosi, abbiano avuto prima e più di altri un ruolo antico e centrale nell’incontro tra l’Europa e l’Asia, da mediatori pacifici e spesso eroici, non condizionati da interessi di potere o meramente mondani, ma sorretti o dalla forza di una fede da propagare o da quella di una volontà alla ricerca di sempre nuove conoscenze.”

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Gherardo Gnoli, Presentazione
Francesco D’Arelli, Allettare

Prefazione

I. L’INCONTRO DELL’ARTE CLASSICA CON L’ORIENTE
La spedizione di Alessandro Magno
Roma e l’India
Conseguenze dei contatti fra India ed Europa
Europa ed Oriente Medio ed Estremo. I Seres

II. ROMA E I MONGOLI
Rapporti fra Italia e Oriente dopo l’invasione musulmana
L’invasione mongola in Asia e in Europa
Rapporti fra il Pontificato romano e i Mongoli. Innocenzo IV
Giovanni da Pian del Carpine e Azelino. Il Gran Khan Güyük e Baigiu
I nestoriani dell ’Asia Centrale
Le strade fra Oriente e Occidente durante il dominio mongolo
I Polo
Il Milione
Missionari cattolici e mercanti europei presso i Mongoli
Giovanni da Montecorvino
Arnaldo di Savignano e Buscarello
La nuova scienza geografica dell’Oriente. Balducci Pegolotti
Nuovi strumenti linguistici
Ipotesi di reciproci influssi dell’arte orientale ed italiana

III. L’ITALIA E LE VIE DELLE INDIE
Marin Sanudo. I fratelli Vivaldi
Bonajuto de Albanis
Niccolò dei Conti
Giovanni da Empoli
Lodovico de Varthema
Cesare de’ Federici e Gasparo Balbi

IV. LA CULTURA ITALIANA E L’INDIA DEI MOGHUL. UMANISTI E GESUITI
L’opera missionaria nel suo apostolato di cultura
Inizi dell’Orientalismo. Divulgazione della cultura occidentale in Oriente
Rinascita della cultura dell’India. Induismo e Islamismo. I Moghul
Missionari e mercanti italiani in India
Filippo Sassetti
Gerolamo e Gian Battista Vecchietti
L’arte occidentale in India
Artigiani, orafi, artiglieri e medici italiani in India
Scienziati ed astronomi italiani in India
La cultura greco-romana in India
Lo studio dei dialetti dell’India
Relazioni europee sull’impero dei Moghul. Niccolò Mannucci

V. IL GIRO DEL MONDO E I GRANDI LIBRI DI VIAGGIO
Il Rinascimento. Nuova tendenza d’indagine. Viaggiatori e scopritori
Le relazioni di Gian Battista Ramusio
Il diario di Antonio Pigafetta
Francesco Carletti (1573 [1574?]-1636)
Pietro Della Valle (1586-1652)
Giovanni Francesco Gemelli Careri (1651-1725)

VI. L’INTRODUZIONE DELLA SCIENZA EUROPEA NELLA CINA
Inizi della penetrazione cattolica
L’opera dei gesuiti
Matteo Ricci (1551-1610)

VII. ANTICHI AMBASCIATORI GIAPPONESI PATRIZI ROMANI
Mercanti e missionari europei nel Giappone
S. Francesco Saverio
Persecuzioni contro il Cristianesimo
Prime ambascerie giapponesi a Roma
Ambasceria promossa dal P. A. Valignano
Ambasceria guidata dal P. Sotelo
Conseguenze delle ambascerie per la conoscenza e la diffusione della cultura occidentale in Giappone
Nuovo tentativo di avvicinamento fra Oriente e Occidente: Sidotti e Hakuseki

VIII. UNA SCUOLA DI PITrURA ITALIANA A NAGASAKI NEL SECOLO XVII E L’ARTE ITALIANA IN CINA
Interesse dei Giapponesi per l’arte europea
S. Francesco Saverio. La scuola artistica del Padre Giovanni Nicolao da Nola
L’opera di Matteo Ricci per la diffusione della pittura europea in Cina
Mantenimento da parte dei Cinesi delle loro antiche correnti artistiche

IX. VENEZIA E LA PERSIA
Tentativi di intesa di Venezia con la Persia contro il Turco comune nemico
Le relazioni sulla Persia degli ambasciatori veneziani dei secoli XV, XVI e XVII
Diario di Marin Sanudo il giovane (1466-1536)
Bizarro e la sua Rerum Persicarum Historia
Penetrazione dell’arte occidentale in Persia

X. LA NASCITA DELLA SCIENZA ORIENTALISTICA
Le prime grammatiche e i primi vocabolari indigeni dovuti ai missionari
P. Matteo Ricci
P. Roberto De Nobili (1577-1656)
P. Costantino Beschi (1680-1742)
P. Giacomo Fenicio (1558-1632)
P. Vincenzo Maria di Santa Caterina da Siena
P. Marco della Tomba
Ulteriori risultati culturali dell’espansione missionaria
Le pubblicazioni dell’Istituto di Propaganda Fide

XI. L’ITALIA E L’ESPLORAZIONE DEL TIBET
I Seres
Primi elementi di cultura religiosa e profana nel Tibet. Il Buddhismo
Prime notizie del Tibet in Occidente. P. Giovanni da Pian del Carpine e P. Odorico da Pardenone
P. Antonio d’Andrade
P. Cacella e Cabral
P. Ippolito Desideri
L’opera dei Cappuccini PP. Domenico da Fano, Orazio da Pennabili, Cassiano Beligatti
Decadenza dell’opera missionaria nel Tibet
Tracce sull’arte dell’opera delle missioni nel Tibet
Ulteriori esplorazioni italiane nel Tibet indiano o Ladak: Roero, Luigi A. di Savoia duca degli Abruzzi, Piacenza, De Filippi, Dainelli, Tucci

XII. ARTISTI ITALIANI IN CINA NEL XVIII SECOLO
L’opera dei missionari sotto la dinastia mancese
Artisti italiani alla corte di Pechino. Giuseppe Castiglione
Influsso occidentale sull’arte cinese

XIII. L’ORIENTALISMO ITALIANO NEI SECOLI XIX E XX
Filologia orientale e glottologia
L’opera dell’Italia
Lazzaro Papi
Il generale Avitabile di Positano
P. Leopoldo Sebastiani
Onarato Martucci
Giuseppe Viti
Influsso dell’Occidente sulla cultura, sull’arte, sulla civiltà giapponese
Nuovo indirizzo dell’arte nipponica
Studi orientalistici italiani sull’India
Il saggio sull’India di Carlo Cattaneo
Le Lettere di Lazzaro Papi
Studi italiani sulla Cina. Il saggio di Carlo Cattaneo
Giuseppe Ferrari
Orientalismo italiano vero e proprio. Gaspare Gorresio (1808-1891)
Antonio Montucci
Giuseppe Gaetano Calleri (1810-1876)
Orientalisti italiani su cattedre universitarie. Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907). GiovanniFlechia (1811-1892)
Francesco L. Pullé (1850-1934). Angelo De Gubernatis (1840-1913) Antelmo Severini (1828-1909)
Carlo Puini (1839-1924). Carlo Valenziani (1831-1896). LudovicoNocentini (1849-1910)
Emilio Teza (1831-1912)
Michele Kerbaker (1835-1914)
Italo Pizzi (1849-1920)
Guido Amedeo Vitale (1872-1918)
P. Angelo Zottoli (1826-1902)
Colonnello Gerini
Paolo Emilio Pavolini (1864-1942) e Carlo Formichi (1870-1943)

INDICE DEI NOMI DI PERSONA

Nessuno nasce, nessuno muore

Insegnamenti di Nisargadatta Maharaj
Autore/i: Nisargadatta Maharaj
Editore: Il Punto D’Incontro
prefazione e cura di Ramesh S. Balsekar, traduzione di Sergio Peterlini. pp. 252, Vicenza Prezzo: € 12,90

Nisargadatta Maharaj è stato uno dei più grandi saggi indiani del secolo scorso, e il suo insegnamento, radicato nella tradizione dell’Advaita Vedanta, il non dualismo, è forse una delle espressioni più alte dell’esperienza diretta dell’Assoluto.

Ramesh Balsekar, uno dei suoi discepoli, raccoglie e sviluppa per argomenti gli insegnamenti tratti dai suoi dialoghi, restituendoci una saggezza al di là dello spazio e del tempo, ancora in grado di affascinare e istruire il lettore, come accadeva per i visitatori che si stringevano nella piccola casa di Nisargadatta, a Mumbai, per ascoltarlo, alla ricerca della Realtà Ultima.

Maharaj: Che cos’è che realmente vuoi? Cos’è esattamente che stai cercando?
Visitatore: Che cosa esattamente voglio? Bene, voglio raggiungere la realtà. Questo è ciò che voglio.
M: (ridendo) Se tu potessi soltanto realizzare quanto è divertente… Chi è questo “io” che vuole raggiungere la realtà? È questo complesso-corpo… che vuole raggiungere la realtà?… E che cosa intendi esattamente con “realtà”?
V: Messa in questo modo sembra divertente, o forse dovrei dire tragica.
M: Chi sta ascoltando queste parole, divertenti o tragiche che siano?
V: Me. Io, colui che è seduto qui…
M: I rispettivi sensi, con l’aiuto del Prana, la forza vitale, compiono l’effettivo lavoro. Ma non c’è qualcosa – chiamiamolo senso di presenza – senza il quale nessuno dei tuoi sensi sarebbe in grado di conoscere nulla?
V: Sì. Se io non fossi conscio, i miei sensi non funzionerebbero.
M: Comprendi, allora, che tu sei questa presenza conscia sino a che c’è il corpo. Una volta che il tuo corpo se ne è andato, insieme con il respiro vitale, anche la coscienza se ne andrà. Soltanto quello che era prima dell’apparizione di questo corpo-con-coscienza, l’Assoluto, il sempre presente, è la tua vera identità. Questo è ciò che realmente siamo. Quella è la realtà. È qui e ora. Dov’è la questione di qualcuno che la raggiunga?

“Due meravigliose raccolte sono apparse presso Il Punto d’ Incontro di Vicenza: Prima della coscienza, a cura di Jean Dunn, e Nessuno nasce, nessuno muore, a cura di Ramesh Balsekar. Nisargadatta sposta senza esitazione e subito nel cuore della filosofia advaita, compie ogni volta il miracolo di trasferire in un’aria purissima, che pochi sanno respirare”. (Elémire Zolla)

Swami Vivekananda

L’apostolo del Rinascimento Spirituale dell’India
Autore/i: Nikhilananda Swami
Editore: Vidyananda
pp. 286, Assisi (PG) Prezzo: € 18,00

Il grande discepolo di Sri Ramakrishna divenne l’ambasciatore spirituale dell’India in America e lavorò per una migliore comprensione tra Oriente e Occidente, per creare un mondo migliore che riunisse il meglio della religiosità orientale e della razionalità ed efficienza scientifica occidentale.

Nella sua terra è considerato il santo-patriota che ha ispirato il rinascimento spirituale dell’India. Egli predicò l’ideale di una religione che rende all’uomo la sua forza divina. La particolare forma d’adorazione che predicò fu il servizio all’uomo, che è la manifestazione visibile della Divinità.

Come mistico di altissimo ordine, Vivekananda aveva l’esperienza diretta e intuitiva della Realtà. La sua tendenza naturale era quella di trascendere il mondo e perdersi nella contemplazione dell’Assoluto; tuttavia un’altra parte della sua personalità sanguinava alla vista delle sofferenze umane. In obbedienza al comando superiore, scelse il servizio all’umanità come missione terrena nel corso della sua breve vita (39 anni) svolgendo una mole di lavoro impressionante.

Chuang Tzu

Zhuangzi
Autore/i: Anonimo
Editore: Urra
traduzione e cura di Augusto Shantena Sabbadini pp. XLVI-370, Milano Prezzo: € 25,00

Il Chuang Tzu (o Zhuangzi) e il Tao Te Ching, testi fondamentali del taoismo, hanno avuto un’influenza profonda su tutta la cultura cinese. Ma hanno anche conquistato il cuore di generazioni di lettori in Occidente. Alla poetica densità del Tao Te Ching, si contrappone l’esuberante gusto di narrare del Chuang Tzu, i cui strumenti prediletti sono lo humor, l’ironia, il paradosso, la provocazione. I suoi aneddoti mettono in scena personaggi storici e immaginari, animali e creature fantastiche, re, filosofi e criminali. Il pensiero illuminante emerge là dove meno ce lo aspetteremmo: un bandito tiene una lezione di filosofia a Confucio, una testuggine insegna la cosmologia a una rana.
Il linguaggio del Chuang Tzu è spesso enigmatico e aperto a molteplici interpretazioni. Questa traduzione, la prima integrale e diretta dal cinese all’italiano, intende far accedere alla ricchezza di sfumature e di risonanze dell’originale cinese. Nei passaggi più complessi l’apparato delle note a piè di pagina consente di confrontare l’interpretazione del testo qui proposta con una o più letture alternative, attingendo a quattro traduzioni classiche del Chuang Tzu, tre inglesi e una francese, facendo emergere così un’idea assai più piena del testo. Il libro contiene inoltre una dettagliata introduzione e appendici storico-geografiche che collocano nel tempo e nello spazio gli innumerevoli personaggi e luoghi menzionati nel testo.

Visualizza indice

Introduzione

Daoismo e confucianesimo

I maestri daoisti

Zhuangzi

Il contesto storico e filosofico del Zhuangzi

Relativismo e critica del linguaggio Il “cardine del Dao”

Spontaneità

Adepti e sciamani

Morte e trasformazione

L’esistenza delle cose

Il testo

Capitoli Interni, Esterni e Misti

Romanizzazione Pinyin

Capitolo 1 – Vagabondaggi liberi e senza meta

Capitolo 2 – Sull’uguaglianza di tutte le cose

Capitolo 3 – L’arte di nutrire la vita

Capitolo 4 – Nel mondo umano

Capitolo 5 – I segni della virtù perfetta

Capitolo 6 – Il maestro supremo

Capitolo 7 – Rivolto a re e imperatori

Capitolo 8 – Piedi palmati

Capitolo 9 – Gli zoccoli dei cavalli

Capitolo 10 – Saccheggiare bauli

Capitolo 11 – Non interferire

Capitolo 12 – Cielo e terra

Capitolo 13 – Il Dao del cielo

Capitolo 14 – Il movimento del cielo

Capitolo 15 – Presunzione e arroganza

Capitolo 16 – Correttori della natura

Capitolo 17 – Piene autunnali

Capitolo 18 – La felicità perfetta

Capitolo 19 – Comprendere la vita

Capitolo 20 – L’albero sulla montagna

Capitolo 21 – Tian Zifang

Capitolo 22 – Conoscenza viaggia verso il nord

Capitolo 23 – Gengsang Chu

Capitolo 24 – Xu Wugui

Capitolo 25 – Zeyang

Capitolo 26 – Le cose esterne

Capitolo 27 – Parole attribuite

Capitolo 28 – Cedere l’impero

Capitolo 29 – Il brigante Zhi

Capitolo 30 – Discorso sulle spade

Capitolo 31 – Il vecchio pescatore

Capitolo 32 – Lie Yukou

Capitolo 33 – Il mondo

Appendice 1 – Sovrani e imperatori menzionati nel Zhuangzi

Periodo dei Tre Sovrani e dei Cinque Imperatori Dinastia Xia (circa 2070-1600 a.C.)

Dinastia Shang (o Yin, circa 1600-1046 a.C.) Dinastia Zhou (1046-256 a.C.)

Appendice 2 – Nomi di persone che ricorrono frequentemente nel Zhuangzi

Appendice 3 – Stati della Cina menzionati nel Zhuangzi

Appendice 4 – Mappe degli Stati della Cina Stati della Cina nel V secolo a. C.

Stati della Cina intorno al 260 a. C.

Bibliografia