Isolario Arabo Medioevale

Autore/i: Arioli Angelo
Editore: Adelphi
premessa dell’autore. pp. 344, Milano

Come approdi momentanei di un itinerario inventato – dal Mar di Cina e dall’Oceano Indiano al tenebroso «Mare Abbracciante» in Estremo Occidente – sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall’Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l’isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come Finzioni di Borges, o Le città invisibili di Calvino o il Libro dei mostri di Wilcock.

Shambhala Rossa

Magia, profezia e geopolitica nel cuore dell’Asia
Autore/i: Znamenski Andrei
Editore: Settimo Sigillo
introduzione di Marcello De Martino, traduzione di Massimo Carlucci. pp. 304, nn. ill. b/n, Roma

Molti conoscono Shambhala come la leggendaria terra di felicità spirituale che è situata o in India secondo il Kalachakra Tantra nel buddhismo tibetano o nella catena montuosa dell’Himalaya sotto il nome di Shangri-La grazie al popolare film Lost Horizon (Orizzonte perduto) del 1937 di Frank Capra, ma pochi sanno del ruolo che il mito di Shambhala ha svolto nella geopolitica russa all’inizio del XX secolo. Shambhala rossa è il primo libro in inglese che racconta la storia di cercatori politici e religiosi provenienti da Oriente e da Occidente che si servirono delle profezie buddhiste per promuovere i loro programmi spirituali, sociali e geopolitici. C’erano persone di diverse convinzioni ed ambienti come Ja-lama e Agvan Dorzhiev, ma tra costoro si annoverava anche un pittore teosofo come Nicholas Roerich, un crittografo della polizia segreta bolscevica come Gleb Bokii, uno scrittore di occultismo con tendenze a sinistra qual era Alexander Barchenko, rivoluzionari e diplomatici bolscevichi come
Georgy Chicherin e Boris Shumatsky insieme ai loro compagni di viaggio indigeni Elbek-Dorjik Rinchino, Sergei Borisov e Choibalsan, e infine il fanatico di destra Roman von Ungern-Sternberg, il sanguinario barone bianco.
Il nuovo libro di Andrei Znamenski e una sfida per tutti coloro che rifiutano di accettare le connessioni tra leggenda e politica. Shambhala rossa da un incontestabile elemento di prova che l’ideologia comunista atea del XX secolo non ha disdegnato di usare un mito buddista tibetano come una sorta di instrumentum regni, cioe uno strumento politico di propaganda: sinistra russa e intellettuali di destra, come pure ricercatori spirituali, si trovarono tutti uniti in un’antica idea di rinascita, sognando una terra egualitaria, una Shambhala rossa, dove un’umanita trasformata potesse vivere in una Nuova Era di pace. Lfautore fornisce un’indagine innovativa attraverso la quale siamo fatti consapevoli che il Sacro e Profano possono condividere lo stesso milieu mitico: una lettura obbligata per le persone interessate a quella zona indefinita tra mistica, esoterismo e politica.

Andrei Znamenski ha studiato storia e antropologia sia in Russia che negli Stati Uniti. Gia ricercatore residente alla Biblioteca del Congresso, e stato visiting professor presso l’Universita di Hokkaido in Giappone e ha insegnato storia russa e storia delle religioni presso l’Universita di Toledo in Ohio, l’Alabama State University e l’Universita di Memphis. I suoi principali campi di interesse sono lo sciamanesimo, la storia dell’esoterismo occidentale e la storia russa come pure le religioni indigene
della Siberia e del Nord America. Znamenski viaggiato e vissuto molto in Alaska, Siberia e Giappone

Le Città Sacre – I Riti di Rifondazione

L’Idea il Giornale di Pensiero, Quadrimestrale Internazionale di Studi Tradizionali, 2002 Anno VIII – Numero 3
Autore/i: AA. VV.
Editore: Orientamento Al-Qibla
pp. 160, tavv. b/n f.t., ill. b/n, Campegine (RE) Prezzo: € 16,00

A Dio appartiene l’Oriente e l’Occidente
Federico P. Capasso Torre di Caparra

Il Centro perduto della Grøenlandia
Maurizio Cassarà Currenti

Incontro con Wayne E. Begley
Kate Spence

“La Sura di Maria nella Sapienza islamica”

Il Tempio di Gerusalemme
Sarah Bab Hamed

La Danza indiana
Renato Dal Polo

Suggestioni del Medioevo inglese
Giuseppe Messina

I cinque misteri della Luce
Un calendario Kiowa
Poema della monaca Cassiana

I Luoghi Sacri Comuni ai Monoteismi

Tra cristianesimo, ebraismo e islam
Autore/i: Albera Dionigi; Couroucli Maria
Editore: Morcelliana
prefazione degli autori, introduzione di Maria Couroucli Couroucli, traduzione di Monica Martignoni. pp. 272, Brescia Prezzo: € 24,50

Se la rassegna di atti e spazi diversi di devozione accentua le frontiere fra religioni, questo libro sposta il punto di osservazione sui luoghi sacri condivisi nel Mediterraneo, crocevia dei grandi monoteismi: cristianesimo, ebraismo e islam. Luoghi nei quali la concentrazione di differenti etnie, credenze, pratiche, non sempre si traduce in scontro ma in occasione di scambio e convivenza. Le dinamiche dei rituali e delle pratiche culturali descritte da specialisti delle varie aree geografiche, nelle quali sono coinvolti soprattutto gruppi di musulmani e cristiani dell’Europa orientale, consentono un’analisi delle relazioni fra diverse comunità e religioni. La prospettiva è quella di un’antropologia comparativa che ha in queste pagine il suo primo tassello importante per un dialogo interreligioso che trova fondamento nelle origini e nelle ragioni della comunanza di questi spazi, nella domanda sul sacro e sull’alterità, e nel concetto, da più versanti indagato, di sincretismo.

Commento: Questo libro spiega un fenomeno religioso molto presente nel Mediterraneo e tuttavia ancora poco conosciuto: la frequentazione degli stessi santuari da parte di fedeli appartenenti a gruppi religiosi differenti, in luoghi dove le popolazioni si sono adattate nel corse dei secoli a instabilità politiche e religiose. Un libro per far riflettere sulle possibilità del dialogo interreligioso, perchè le religioni sembrano essere “attraversate” le une dalle altre.

Dionigi Albera è un antropologo, directeur de recherche al CNRS e dal 2006 direttore dell’Institut d’Ethnologie Méditerranéenne, Européenne et Comparative (IDEMEC) dell’Università di Aix-Marsiglia (Francia). Ha curato il volume Antropologia del Mediterraneo (Guerini Scientifica 2007).

Maria Couroucli è una antropologa, directeur de recherche al CNRS e affiliata al Laboratoire d’Ethnologie et Sociologie Comparative dell’Università di Nanterre (Francia). È responsabile degli studi sulla Grecia e sui Balcani all’Ecole Française di Atene.

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Prefazione di Dionigi Albera e Maria Couroucli

INTRODUZIONE di Maria Couroucli

La condivisione dei luoghi sacri. Una tradizione mediterranea

1. La condivisione: un’esperienza comune nel Mediterraneo. 8 – 2. Una tradizione di convivenza. 9 – 3. Il punto di vista della lunga durata. 10 – 4. Marginalità e località. 11 – 5. Praticare la mescolanza. 13

GLENN BOWMAN

Processi identitari intorno ad alcuni santuari condivisi in Palestina e in Macedonia

Introduzione. 15 – 1. Sincretismo e antisincretismo: teleologie dei contatti tra culture. 16 – 2. Mar Elyas e Bir es-Saiyideh: comunitarismo in Cisgiordania. 19 – 3. La mescolanza macedone. 22 – 4. Sveti Borogoditsa Prechista. 23 – 5. Sveti Nikola. 26 – 6. Moschea Husamedin Pasha. 30 – 7. Conclusione: multiconfessionalismo e mescolanza religiosa in contesti ortodossi. 32 – Bibliografia. 33

GILLES DE RAPPER

Vakëf. Luoghi religiosi condivisi in Albania

1. Una categoria dell’attività religiosa nell’Albania postcomunista. 36 – 2. Luoghi condivisi. 47

BOJAN BASKAR

Occuparsi del santuario del vicino in Bosnia Erzegovina

1. La «natura» della tolleranza in Bosnia, 58 – 2. Alcuni casi, 62 – 3. Spiegare il sincretismo. Dalle sopravvivenze. – 65 – 4 … all’eredità ottomana. 68 – 5. Superare le frontiere comunitarie. 72 – Bibliografia. 76

GALlA VALTCHINOVA

Il monte della Croce. Condivisione e costruzione di frontiere in un luogo di pellegrinaggio bulgaro

1. Il luogo nella lunga durata: monti Rodopi, zona di incroci e di frontiere, 83 – 2. Frontiere religiose instabili, 86 – 3. Tra dialogo e chiusura: in tolleranze religiose, 89 – 4. Un’etica della mescolanza: il komşuluk, sapere implicito e ideologia esplicita, 91 – 5. L’invenzione del monte della Croce l’apocalittico e l’azione politica, 92 – 6. Rinnovamento religioso e condivisione del luogo sacro, 95 – 7. Verso la monoconfessionalizzazione del monte della Croce. 98 – 8. Conclusione. 100

DIONIGI ALBERA – BENOÎT FLICHE

Le pratiche devozionali dei musulmani nei santuari cristiani. Il caso di Istanbul

Introduzione, 101 – 1. Incroci devozionali a Istanbul, 104 – 2. Sant’Antonio da Padova, 108 – 3. Uno spazio molteplice, 112 – 4. I martedì di sant’Antonio. 116 – 5. In conclusione. 122 – Bibliografia. 125

MARIA COUROUCLI

San Giorgio l’anatolico, signore delle frontiere

1. Luoghi sacri e liminalità, 129 – 2. Syngheneis e synchorianoi: principi di parentela e di territorialità, 131 – 3. Parenti, synghenis, e consanguinei, omoemi: due categorie distinte. 133 – 4. Pratiche sincretiche a Istanbul: i tre tempi della festa di san Giorgio, 135 – 5. Tre temporalità rituali, 138 – 6. Santuari in condivisione, 141 – 7. Memorie del mar Nero, 142 – 8. San Giorgio e Hidrellez, 144 – 9. Dal mito alla storia, 146 – 10. Sincretismo in eredità. 147 – Bibliografia. 149

HENK DRIESSEN

Un santuario ebreo e musulmano nel nord del Marocco. Echi di un passato ambiguo

Introduzione. 153 – 1. Culti e santuari condivisi in Marocco, 154 – 2. La leggenda orale del rabbino Saadia, 154 – 3. Contesto storico ed etnografico del santuario, 157 – 4. Osservazioni conclusive. 159 – Bibliografia. 159

CATHERINE MAYEUR-JAOUEN

Che Cosa condividono i copti e i musulmani d’Egitto? La posta in gioco dei pellegrinaggi

1. Una situazione interconfessionale tesa. 161 – 2. Dalla condivisione complessa al confronto binario: l’evoluzione dei secoli XIX e XX. 165 – 3. Muled copti e muled musulmani: l’esistenza di una cultura festiva comune. 170 – 4. La Vergine, san Giorgio e i santi anonimi: santi comuni?. 172 – 5. Religione locale e religione civica: dal radicamento allo sradicamento. 176 – 6. I muled all’epoca delle tensioni interconfessionali. 179 – 7. Conclusione: un retaggio comune? 185

SANDRINE KERIAKOS

Le apparizioni della Vergine in Egitto. Un luogo privilegiato dell’Incontro tra copti e musulmani

1. Il fenomeno delle apparizioni mariane in Egitto. 188 – 2. Le apparizioni della Vergine a Zaytûn. 191 – 3. La concordanza scritturale. 192 – 4. La devozione mariana in Egitto. 193 – 5. La fuga in Egitto: una tradizione comune. 193 – 6. La concordanza dei racconti e degli atteggiamenti, 195 – 7. I musulmani come garanti. 200 – 8. L’atteggiamento del clero copto, 203 – 9. Il mutismo della Vergine. 204 – 10. La dimensione storico-politica, 205 – 11. Le apparizioni della Vergine: un fenomeno egiziano. 208 – 12. Da una Vergine comune a una Vergine copta: l’evoluzione del fenomeno. 209 – Bibliografia complementare. 214

ANNA POUJEAU

Condividere la baraka dei santi. Visite pluriconfessionali ai monasteri cristiani in Siria

1. Luoghi di culto da visitare, 215 – 2. Il santo, personaggio della contestazione, 217 – 3. Un mondo ai margini, 221 – 4. Spazi pluriconfessionali, 225 – 5. Conclusione. 230 – Bibliografia. 231

CONCLUSIONE di Dionigi Albera

Per un’antropologia del superamento delle frontiere tra le religioni monoteiste

1. La mescolanza religiosa nel Mediterraneo orientale: un fenomeno di lunga durata. 234 – 2. Attraversare la frontiera. 238 – 3. La topografia della mescolanza religiosa. 240 – 4. Le figure della mescolanza, 243 – 5. Protagonisti e strutture delle devozioni miste. 248 – 6. Dinamiche interreligiose. 250 – 7. Una lingua franca. 255

Acque Sacre

Il pellegrinaggio alla sorgenti del Gange
Autore/i: Alter Stephen
Editore: Tea
traduzione di Stefano Beretta, Luisa Corbetta, Sergio Mancini e Marina Visentin pp. 328, Milano Prezzo: € 12,00

“Sin da quand’ero bambino la mitologia del Garhwal fa parte del mio immaginario, anche se non dichiarerei mai di essere un indù. Mi vedo invece come un pellegrino che non segue le dottrine prescritte da una fede particolare, ma va alla ricerca dei legami sottili e misteriosi tra l’esperienza umana, le narrazioni mitologiche e la storia naturale.” Il Char Dham Yatra è un pellegrinaggio verso le sorgenti del Gange, il fiume sacro dell’india, intrapreso a piedi ogni anno da milioni di fedeli indù. Raramente gli occidentali hanno avuto occasione di parteciparvi o di assistervi da vicino. Stephen Alter, americano, nato e cresciuto in India, qualche anno fa ha deciso di percorrere quegli stessi sentieri e attraversare quei luoghi sacri nella regione del Garhwal, rinunciando alle solite comodità per raggiungere una comprensione più vera di quella realtà. Un viaggio durato mesi, segnato da faticose arrampicate sui monti, discese lungo i fiumi, soste sotto la pioggia, ma anche e soprattutto un viaggio spirituale, in cui l’autore, pur non rinunciando alla prospettiva laica, descrive un percorso di conoscenza e maturazione a contatto di una natura spesso inospitale e violenta.

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Shravan

I La ricerca RISHIKESH – YAMUNOTRI

Sentieri e carrozzabili

Esilio nella foresta

I figli di Sagara

Il lago degli dèi

Yamuna Devi

II Esperienze YAMUNOTRI – GANGOTRI

Dicembre

Sentieri perduti

Solstizio d’inverno

Fuoco e ghiaccio

III Riflessione GANGOTRI-KEDARNATH

La bocca della vacca

La forma di una pietra

La Dea e il bufalo

Il sentiero del paradiso

IV Trascendenza KEDARNATH – BADRINATH

I veicoli degli dèi

L’ombelico di Shiva

Chipku

Il regno di Vishnu

Soliloquio

Epilogo

Glossario

Ringraziamenti

Specchi dell’Invisibile

Viaggio in Iran
Autore/i: Elliot Jason
Editore: Neri Pozza
traduzione di Vincenzo Mingiardi pp. 476, ill. b/n f. t., Vicenza Prezzo: € 28,00

Per tutto l’Ottocento fino ai primi del Novecento, l’Iran appariva ai viaggiatori inglesi, notoriamente i più esigenti e snob che la mania di peregrinare per il mondo abbia mai prodotto, come un’oasi di eleganza e cultura raffinata. Edward Browne, l’erudito orientalista graziosamente dedito all’oppio, Byron e Sykes passeggiavano amabilmente fra le rovine di Persepoli e si dedicavano a interminabili libagioni di chiaretto locale nelle verande dei consolati.
L’immagine irrimediabilmente romantica dell’Iran, l’idea di un paese in cui fosse possibile passare il tempo facendo pic-nic con gli ambasciatori o bevendo il tè con i capi dei clan nomadi tra le rovine di Firuzabad, è durata poi ben al di là dei resoconti dei grandi viaggiatori.
È finita forse soltanto nei fatidici giorni del 1979 in cui una terra di sogno è improvvisamente scomparsa come Atlantide agli occhi del resto del mondo, sprofondando nei gorghi tumultuosi della Rivoluzione, di folle di fanatici barbuti, i piedi calzati in stivali militari, che calpestano i resti bruciacchiati delle bandiere nemiche.
Le cose, tuttavia, stanno veramente così? Basato su tre intensi anni di viaggio e di meticolosa ricerca, Specchi dell’invisibile ci offre un ritratto unico e raro dell’Iran contemporaneo, un paese di cui si sa poco in Occidente e che, nel corso dei secoli, è stato uno dei fari della civiltà umana.
Jason Elliot ci conduce a Teheran e ci fa toccare con mano le mille contraddizioni urbane della capitale; ci invita ad ammirare e ponderare la sublime architettura di Isfahan; ci fa viaggiare a dorso di cavallo attraverso le foreste del nord e gli immensi paesaggi del Kurdistan, ci riporta sulle orme di Byron al cospetto dei monumenti celebrati nelle fiabe, la torre di Qabus, il palazzo di Firuzabad e Persepoli.
Il libro è, tuttavia, qualcosa di più di una documentata esplorazione del ricchissimo patrimonio artistico e culturale dell’Iran; è un personale viaggio nell’arte persiana e islamica che cancella di colpo pregiudizi e idee tramandate da secoli, e, infine, un prezioso sguardo nell’universo del pensiero e della cultura in cui il genio della Persia ha giocato un ruolo cruciale. Ricco di scoperte inaspettate e di humour, Specchi dell’invisibile è narrativa di viaggio nella sua massima espressione: traboccante di conoscenza storica, aneddoti rari, analisi e prospettive inusuali, pagine di autentica poesia.

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INDICE

1. Teheran

Stupore all’arrivo. In parte risaputo. Ciò che i persiani hanno fatto per noi. Il peso dei preconcetti. Nomi di strade: Vecchi e nuovi. Aumento di capitale. L’arco della storia. Guai in vista. Sorush, il mio mentore. Profumo di paradiso. Quale Iran? La doppia vita.

2. Teheran, Isfahan

I volti dei condannati. Geografia. Prime impressioni di Isfahan. Storia del Chahar Bagh. La metà del mondo. Il Naqsh-e Jahan. La Moschea del Re. La moschea di Sheikh  Lutfullah. Giardini dell’Invisibile. La visione di Shah Abbas. Una storia triste.

3. Teheran, Gombad-e Qabus, Gorgan, Alburz orientali, Golestan

Grasso è meglio Louise Firouz. Teoria del complotto. La steppa. Vita al ranch. Salvataggio di un cavallo del Caspio. Oppio e inferno canino. Un giorno alle corse. Romani e parti. Miti mitraici, parabole e colonnati. Un angolo dimenticato d’Iran Golestan. Il suono degli eoni.

4. Soltaniye, Tabriz, Sanandaj, Takht-e Suleyman

Rituale del viaggiatore. Orde mongole. Tempi bui per l’Islam. Pax mongolica. Fantasia: la persianizzazione dei mongoli. Üljaitü e l’ltalia. Sunniti o sciiti? Ali, principe dei martiri. La casa della forza. Un ospite irriverente. Muqarnas. Manovre alla frontiera. Vino e donne. Un sogno a occhi aperti.

5. Kermanshah, Hamadan, Teheran, Shiraz

Il problema di Erodoto. ’’Malato d’Occidente”: Figli d’Adamo. L’importanza di essere azerbaigiano. La Fortezza della Vergine. Scoperta speleologica: ciò che perse Byron. La prima cupola. Rapsodia sasanide. Hafez e il linguaggio dell’lnvisibile. Colpa dei greci. Little Britain. Déjà Vu. Le supplici.

6. Aups, Isfahan, Shiraz, Firuzabad

Un utensile rozzo. Fi, pfui… Linee visibili e invisibili. L’enigma del maidan. Indizi e scoperte. L’onore di Zizou. Supplemento di speleologia non-euclidea. Caveat lector: il piccione di Nasruddin. Aspetti dell’arte islamica. Misteri epistemologici. Problema di significato. Tutte le strade portano alla metafisica. Fiocchi di neve che si sciolgono.

7. Persepoli, Yazd, Kerman, Natanz, Kashan, Mashhad

Questioni di soldi. Persepoli. L’ultimo urrà dello Shah. Operazione Ajax: la de-democratizzazione dell’Iran. Un modo garbato di distinguersi. Dualità. Fumo sacro. Taxi del male. Appuntamento in Paradiso. Acqua di rose. I folli. Plus ça change. Lezioni di secolarità. Al tempio. Il cerchio si chiude.

Nota dell’autore

Indice analitico

La Mecca e Medina

Città sante dell’Islam
Autore/i: Esin Emel
Editore: De Agostini – Ist. Geografico
fotografie di Haluk Doganbey pp. 222, nn. ill. a colori, Novara Prezzo: € 26,00

Da tredici secoli, le città della Mecca e Medina sono interdette a chi non è mussulmano e quest’opera ne dà, per la prima volta, una descrizione completa, riccamente illustrata, agli occidentali. Autore e fotografo sono entrambi turchi mussulmani, che hanno ottenuto dalle autorità dell’ Arabia Saudita il permesso di visitare il Higiaz; questo ha concesso loro la rara occasione di raccogliere molteplici impressioni e di scattare fotografie in nero e a colori.

La Mecca, situata nell’arida regione dell’Arabia Petrea, nel cuore di una profonda valle circondata da irte montagne, è chiamata dai Mussulmani «la città Santa», poichè nel mezzo del bacino della Mecca si erge l’antico tempio che, secondo il Corano, fu costruito da Abramo in onore dell’Eterno.

Medina, «la città radiosa», ospita la moschea che contiene la tomba di Maometto, costruita dallo stesso Profeta in un palmeto.

Emel Esin è un’autorità in materia d’arte islamica e ha scritto libri sul Turkestan e sulle miniature turche. Il testo che ella ha redatto per questo volume abbraccia tutti gli aspetti storici e culturali delle città sante dell’lslam, dalle leggende della preistoria fino ai nostri giorni.

Oltre alle illustrazioni che riguardano La Mecca e Medina, vi sono fotografie di santuari del Higiaz e di luoghi storici, alcune delle quali inedite. In quest’opera si troveranno pure numerosi esemplari d’arte preislamica e islamica primitiva e delle pitture da libri turchi religiosi. Questa bella opera, ben documentata, permette agli occidentali di conoscere meglio una delle grandi religioni del mondo e i costumi di vita dei Mussulmani.

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INTRODUZIONE

L’ALBA DELLA STORIA

LA CIVILIZZAZIONE ARCAICA

LA CADUTA DEI JURHUM

GLI IDOLI

L’INFLUENZA GRECO-ROMANA

GIUDAISMO E CRISTIANITÀ NEL HIGIAZ

I QURAISCITI

LA NASCITA DI MAOMETTO

MAOMETTO IL GIUSTO

IL MONTE HIRA

MAOMETTO SERVO E APOSTOLO DI DIO

L’EGIRA

LA CITTÀ DEL PROFETA

L’APOSTOLO DEI DISEREDATI

LE GUERRE RELIGIOSE

L’ADDIO DI MAOMETTO

I COMPAGNI DEL PROFETA

LA DOMINAZIONE OMAYYADE

LO SVILUPPO DELLA CULTURA MUSSULMANA

L’ ISLAM IN LOTTA

LA MECCA NEL MEDIOEVO

I CALIFFI TURCHI

LA MOSCHEA ROSATA

LA FINE DEL CALIFFATO

LE SEMBIANZE SACRE

EPILOGO

NOTE

INDICE

Viaggio alla Mecca

Autore/i: De Varthema Ludovico
Editore: Skira
prefazione di Franco Cardini pp. 108, XVI tavv. a colori f. t., Ginevra – Milano Prezzo: € 15,00

L’otto aprile 1503 il bolognese Ludovico de Varthema, travestito da mamelucco, si unisce a una carovana di pellegrini diretti alla Mecca: visita Medina e la Mecca, si addentra nella moschea e si avvicina al sepolcro di Maometto, luoghi preclusi agli infedeli, e rivela all’Occidente che il corpo di Maometto non è conservato in un sarcofago di ferro sospeso in aria grazie a enormi calamite come si credeva allora. Di questa avventura Ludovico de Varthema dà una suggestiva narrazione nel suo Itinerario nell’Egitto, nella Surria, nella Arabia deserta e felice, nella Persia, nell’India e nell’Etiopia, pubblicato a Roma nel 1510, che divenne un best seller e in breve fu tradotto in poco meno di cinquanta lingue. Negli anni in cui Cristoforo Colombo, Vasco De Gama e Magellano compiono i loro viaggi di alto impegno scientifico, Ludovico è affascinato dai riti del pellegrinaggio, dalla folla che anima le piazze, dalla ricchezza dei mercati colmi dei prodotti più esotici. “Desideroso di vedere cose nuove come un assetato lo è di acqua fresca”, Ludovico de Varthema racconta le sue avventure picaresche in modo brillante, con grande ironia e con dovizia di aneddoti avvincenti. Di tutto l’Itinerario vengono qui presentati i Libri relativi al Medio Oriente.

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Prefazione di Franco Cardini

Viaggio alla Mecca

L’Egitto

La Siria

Libro dell’Arabia deserta

Libro dell’Arabia felice

Note

Bibliografia

Viaggio a Medina e a La Mecca

Autore/i: Burton Richard F.
Editore: Ibis
a cura di Graziella Martina pp. 160, Como – Pavia Prezzo: € 15,50

Richard F. Burton è forse uno degli uomini più affascinanti dell’epoca delle grandi esplorazioni europee dell’ottocento. Ha attraversato un numero enorme di paesi, ha visitato città e studiato popoli e lingue (ne parlava correntemente più di venti e in particolare parlava perfettamente l’arabo). La sua impresa più memorabile è forse quella raccontata in questo libro: nel 1853, vestito da pellegrino afgano, fu uno dei primi occidentali a entrare nella città santa della Mecca. Prima di lui, dal Medioevo, solo una decina di occidentali erano riusciti a penetrare nel recinto sacro della Kaaba. Questo viaggio avventuroso ed estremamente rischioso è narrato in questo libro con la scioltezza e con la tranquillità che solo Burton possedeva: quella scioltezza che gli permise di redigere la prima (e forse la migliore) traduzione integrale in inglese di Le Mille e una Notte. Un’opera che costituisce un documento unico sugli usi e su costumi degli arabi, dal Maghreb all’Afganistan.

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Un grande esploratore in abito da pellegrino, di Graziella Martina

Viaggio a Medina e a La Mecca

Ragioni che mi hanno indotto a intraprendere il pellegrinaggio

Da Londra a Suez

Da Suez a Yanbu

Da Yanbu a Medina

Medina e la tomba del profeta

Da Medina a La Mecca

La Kaaba

Nella Terra del Drago

Note insolite di viaggio nel regno del Bhutan
Autore/i: Del Ponte Renato
Editore: Edizioni Del Tridente
copia numero 56 di 333, in appendice “La Via Verso Shambala” (1775) di Lobsang Palden Yeshe III Panchen Lama. pp. 170, nn. foto a colori, Treviso Prezzo: € 35,00

Il Regno del Bhutan o Druk-Yul (Terra del Drago) è forse l’unico paese al mondo in cui si è mantenuto uno stile di vita fedele ai ritmi della natura. Almeno sino ad ora … Così ritiene l’autore di questo libro, che ne ha percorso i sentieri lungo le pendici dell’Himalaya, tratteggiandone la storia e le sue straordinarie caratteristiche fisiche e naturalistiche.
E proprio per le sue potenzialità di miracoloso equilibrio ambientale, scrupolosamente amministrate da una monarchia illuminata, l’Autore considera questo Paese una “riserva naturale dell’umanità”. Ma anche “riserva spirituale”, dal momento che in questo libro vengono suggeriti alcuni itinerari “mistici” legati ai grandi Maestri del Buddhismo Tantrico che col Bhutan hanno avuto un forte rapporto: da Padmasambhava a quel Pema Lingpa da cui deriverebbe la dinastia oggi regnante.

In appendice, un raro testo del III Panchen Lama (1775) ci introduce all’affascinante mistero di Shambala “la Splendente”.

Il volume è corredato da numerose fotografie originali e illustrazioni a colori, con una tavola acquarellata ripiegata fuori testo, stampato su carta pregiata in una tiratura limitata e numerata.

Renato Del Ponte (Lodi, 2L12.1944), già docente nei Licei (1971-2001), si è soprattutto dedicato allo studio delle religioni del mondo romano-italico, pubblicando Dèi e Miti italici (1985; 1988; 1998); La Religione dei Romani (1992 – Premio “Isola d’Elba”); La Città degli Dèi (2003); “Favete linguis!” (2010); Ambrosiae Pocula (2011). La sua monografia su I Liguri. Etnogenesi di un popolo (1999 – Premio “Cinque Terre-Riviera Ligure”) ha avuto numerose edizioni e ristampe. Dal 2001 collabora con le Università di Roma “La Sapienza” e quella di Sassari con interventi sul diritto religioso. In questo ambito, col CNR ha effettuato un viaggio di studio in Asia Centrale (Tagikistan) e, a titolo privato, in Bhutan, traducendo La cronologia vedica di B. G. Tilak (1994; 2006). Ha fondato e dirige, sin dal 1972, il periodico di studi tradizionali “Arthos”. Dal 2009 è membro della “Società Italiana di Storia delle Religioni”.

Alms and Vagabonds

Buddhist Temples and Popular Patronage in Medieval Japan
Autore/i: Goodwin Janet R.
Editore: University of Hawaii Press
pp. viii-184, Honolulu Prezzo: € 26,00

In the late Heian and Kamakura eras, Japanese Buddhism underwent a great transformation-one that irrevocably altered the relationship between the Buddhist system and the individual believer, on the one hand, and between the institutions of Buddhism and the secular community, on the other. Alms and Vagabonds provides fresh and convincing insights into this transformation, as illuminated by the study of kanjin campaigns. Kanjin campaigns, the collection of donations from the public, used evangelistic methods to benefit tempIe finances, offering the grace of the Buddha in exchange for land, rice, or money.
Janet Goodwin offers evidence in support of the challenge to the once-common contention that the popularization of Japanese Buddhism was solely the work of new, pietistic sects. She demonstrates that the so-called new and old schools shared common goals, methods, and concerns, and that the construction of the physical edifice of Buddhism was crucial to doctrinal and institutional developments in late Heian and Kamakura. Professor Goodwin’s analysis illuminates the dynamics of change in early medieval Buddhism, revealing complex interactions between temples and their patrons, between proselytizers and proselytized, and between elements of the social structure at both its center and its margins.
A particularly innovative element of this study is its attention to the role of marginal individuals in kanjin campaigns and the suggestion that developments in medieval Buddhism can be understood in part through the relationship between social structure and anti-structure, as explained by Victor Turner, and the parallel concept of muen (marginality or unattachment) advanced by Amino Yoshihiko.
Professor Goodwin has produced an impressive and original work of scholarship based on a sophisticated handling of primary materials. Her study makes a substantial contribution to our understanding ofJapanese Buddhism within the context of socioeconomic change.

Janet R. Goodwin is professor of cultural studies at the University of Aizu, in Aizu-Wakamatsu City, Japan. She holds a Ph.D. inJapanese history from the University of California, Berkeley, and has taughtJapanese history and civilization at the University of California, Los Angeles, and at the University of Southern California. Her research, which focuses on the cultural, social, and religious history of medievalJapan, has been published in the journal ofAsian Studies, Monumenta Nipponica, and the japanese joumal of Religious Studies.

La Montagna di Visnu

Taccuini di viaggio nel Sud-est asiatico e nell’Uganda
Autore/i: Disertori Beppino
Editore: Neri Pozza
prima edizione. pp. 202, Vicenza Prezzo: € 15,00

Salgo sul Gunung Batur, arce di Vishnu. Lascio a valle risaie, bananeti, campi di cassava, percorro tratti di foresta. L’aria si rarefà, la temperatura scende, fa ormai molto freddo, nonostante la prossimità dell’equatore. Sotto di noi le acque cristalline del lago. Una colata di lava nera è spartita da una cresta verdissima di vegetazione, Un pennacchio di fumo rivela la vita profonda del vulcano. Il cielo è terribilmente terso.
Questa vetta s’addice per meditare intorno alle scaturigini della religione.

La Montagna Infinita

Autore/i: Marconi Americo
Editore: Pazzini
prefazione di Gianluca Magi, introduzione dell’autore. pp. 240, 52 tavv. a colori f.t., Villa Verucchio (RN) Prezzo: € 18,00

La montagna simbolicamente riunisce il cielo alla terra, per questo in ogni mitologia e religione è considerata sacra, collocata al centro del mondo. Il libro rappresenta un’autentica spedizione, attraverso montagne sacre e cosmiche, che si svolge a tappe. Nella prima si seguono le linee essenziali del pensiero orientale invitanti all’ascesa del monte Meru, del Kailash, del Taishan, del Kunlun, del Kōya, del Fuji. La seconda tappa è la ricerca degli influssi mesopotamici, persiani ed ellenici, con la ziqqurat, il picco di Harā, l’Olimpo, che confluiscono sulla cima del Nemrud Dağı. I grandi monoteismi si rivelano sul Sinai, sul Monte delle Beatitudini, sulla Montagna della Luce; aspirano al Qāf. Nella terza i sentieri reali, che non sono mai tali, scompaiono per lasciare spazio a mistiche salite interiori. Il fine dell’intero percorso è avvicinarsi al vuoto e al silenzio: peculiarità della montagna e cuore di ogni insegnamento profondo.