The Kũfic Inscription in Persian Verses in the Court of the Royal Palace of Mas’ūd III at Ghazni

Autore/i: Bombaci Alessio
Editore: Is. M.E.O.
Preface by author pp. XV-68, XLI tavv. b/n f.t., Roma

Introduction

Between 1959 and 1964 the Italian Archaeological Mission in Afghanistan brought to light tbe remains of a Persian inscription in verse at once historical and monumental; it was of considerable length (about 250 m), carved in floriated Kũfic characters, and because of its overall features appears to be unique. It covered the façades of the main court of a palace that has been tbe object of excavation at Ghazni since 1957. The parts of the inscription that have been preserved afford no evidence as to the date which is obviously the same as that of the palace itself. That it was the residence of the Ghaznavid ruler Mas’ūd III, who was born at Ghazni in 453/1061 and reigned from the 5 shavval 492/25 August 1099 to the shavval of 508/March 1115 can no longer be doubted….

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CONTENTS

Preface

Acknowledgements

Abbreviations

Part I. THE INSCRIPTION

1. Introduction

2. Archaeological data

3. Text and Translation

Part II. COMMENT

1. Epigraphic Comment

2. Historical Comment

a. The background

b. The content of the inscription

c. The cultural significance

Bibliographical Index

A. Primary Sources

B. Studies

Index

List of Illustrations

Concordance

Sanskrit: An Appreciation Without Apprehension

Setubandh Language Series Volume 5 – A Programmed Text
Autore/i: Bharat S. Shah
Editore: Setubandh Publications
pp. 276, New York

A very playful approach, it seems. I’m about a quarter of the way through and had to put it down because it was too informal.

Bharat S. Shah is a medical doctor practicing in New York. He has been interested and actively involved in building bridges across cultures, religions, and languages. He has published several books for classroom teaching or for self-study of Asian Indian languages e.g., Gujarati, Sanskrit, English, and the Devanagari script (used for Hindi, Marathi, and Sanskrit languages). He has also published a simple, introductory text on Jainism, an ancient religion emphasizing extreme non-violence, respect for the environment, and social equality. Dr. Shah has been widely published in medical and lay media, and he has given several lectures, interviews, and crash courses on various alphabets. He has authored an autobiographical docu-novel based on his wife’s liver transplant. He has been a secreatry and then the president of the Gujarati Literary Academy of North America. He enjoys presenting an extremely complex subject matter in a simple and humorous manner.

L’Ideogramma Cinese come Mezzo di Poesia

Autore/i: Fenollosa Ernest
Editore: Luni
prefazione e curatela Matteo Luteriani, traduzione di Silvia Galimberti. pp. 64, Milano Prezzo: € 12,00

Il tratto, il carattere, la forza nel tratteggiare l’ideo-gramma, lo spazio tra una linea e l’altra: ogni cosa è verbo, ogni cosa è respiro. Tutta la poesia cinese è una poesia che respira; questi segni ci insegnano a osservare: quello che vediamo non è ciò che è.
L’ideogramma è esso stesso poesia: il «mezzo», il veicolo attraverso il quale la poesia si esprime, grazie al quale il pensiero ancora non si è materializzato, è ancora idea: anche se messo nero su bianco ci racconta la sua storia, il suo percorso, non è ancora diventato «significato», è posto a metà tra l’idea racchiusa nell’attimo della creazione artistica e l’atto materiale di divenire espressione. È questo il punto fondamentale da comprendere. L’ideogramma non è un «significato», ancorché si possa attribuire a una parola un significato univoco decontestualizzandola dal “momento”: è un divenire del pensiero. Se a ciò uniamo il respiro del movimento che ha portato il pennello a tracciare con più o meno forza, più o meno colore, il segno sul foglio, ci rendiamo ben conto che ancora prima di essere letta e compresa la calligrafia cinese esprime la sua «poiein», il suo atto creativo.
L’ideogramma cinese può essere inteso come una «nebbia» che sta a metà tra il pensiero che la elabora nella mente del poeta, e l’atto fisico di materializzazione sulla carta tramite il pennello e l’inchiostro. È un qualche cosa di ineffabile, imprendibile, incomprensibile, e pertanto unico e non spaziale, fuori del tempo. Si pone a metà tra due universi: l’universo della pura creatività, dell’invenzione poetica, e l’universo del creato; un anelito tra i due mondi, una profonda visione, un abisso di interpretazioni.
Ernest Fenollosa entra nel cuore del significato antico del «verbo» e ci presenta per la prima volta una visione straordinariamente nuova per poter interpretare due «poesie» così distanti tra loro, quella occidentale e quella cinese antica.

Ernest Fenollosa (1853 – 1908) è stato uno storico americano di arte giapponese, professore di filosofia ed economia politica all’Università Imperiale di Tokyo. Laureatosi in filosofia e sociologia a Harvard, nel 1878 si recò in Giappone per insegnare presso l’Università Imperiale di Tokyo. Convertitosi al buddhismo, si dedicò al primo inventario dei tesori nazionali del Giappone scoprendo antiche pergamene e salvando molti manufatti buddhisti antichi. Per questi suoi risultati l’Imperatore lo decorò con l’Ordine del Sol Levante e l’Ordine dei Sacri Tesori. Ebbe un ruolo importante di educatore durante la restaurazione del Giappone, e fu un entusiasta orientalista della cultura giapponese e cinese e dell’arte di questi due popoli, che collezionò e contribuì a far conoscere in Occidente.

Dizionario Cinese-Italiano per lo Studio della Lingua Cinese Contemporanea

Autore/i: Yumin Xu; Ardizzoni Sabrina
Editore: Bononia University Press
pp. LVIII-636, Bologna Prezzo: € 45,00

Un dizionario che raccoglie parole ed espressioni della lingua usata nella comunicazione di ogni giorno.
I vocaboli più frequenti del cinese contemporaneo sono presentati in contesto, con esempi d’uso comune facilmente comprensibili a studenti di ogni livello.
Di ogni frase viene fornita una doppia traduzione: parola per parola e in italiano corrente.

Appunti per una Storia della Lingua Neopersiana

Parte I: parte generale – fonologia – la più antica documentazione
Autore/i: Orsatti Paola
Editore: Università La Sapienza
premessa dell’autrice. pp. 188, Roma Prezzo: € 9,50

Questi Appunti intendono fornire agli studenti che seguono i corsi di persiano un testo che raccolga, in lingua italiana, le nozioni necessarie per sostenere l’esame di Storia della lingua persiana. I primi due capitoli sono concepiti per il corso di base; il terzo, che contiene un’analisi del materiale linguistico attestato in alcuni tra i più antichi testi neopersiani di carattere non letterario, è destinato ai corsi avanzati (Corso di laurea specialistica, anzi – ormai – magistrale).
Si tratta della prima parte di quello che con il tempo spero possa diventare un manuale di storia della lingua persiana. Molto del materiale didattico che – da quando, nell’anno accademico 2000-01, ho iniziato a tenere i corsi di Storia della lingua persiana – ho raccolto, deve essere rielaborato e studiato più approfonditamente; è dunque ancora prematura una sua messa per iscritto… (Paola Orsatti – dalla Premessa)

Schede Grammaticali di Arabo Damasceno

Volume I
Autore/i: Dahmash Wasim
Editore: Università La Sapienza
premessa dell’autore. pp. 96, Roma Prezzo: € 9,00

La pubblicazione di questa prima parte di schede grammaticali di arabo damasceno è dovuta a un’esigenza di ordino pratico. Si tratta di appunti elaborati per gli studenti del corso di dialettologia araba dell’Università di Roma “La Sapienza” Rispondono quindi alle necessità di chi si avvicina agli studi di dialettologia araba avendo già acquisito alcuni elementi di arabo standard tali da permettere la lettura di un testo e la costruzione di proposizioni non complesse.
Le schede, stesura successiva degli appunti distribuiti sotto forma di dispense, vogliono fornire alcune conoscenze di base dell’arabo damasceno e nel contempo permettere allo studente, fin dalle prime fasi di apprendimento, di osservare le varianti fonologiche e morfologiche dialettali in rapporto all’arabo standard. Tuttavia, non avendo sufficiente organicità e trattando soltanto pochi argomenti, non pretendono di offrire un quadro completo dell’arabo damasceno e non possono sopperire alla necessità di un manuale e di una grammatica di riferimento. Costituiscono soltanto un sussidio didattico che fornisce esempi per meglio chiarire gli argomenti trattati nel corso delle lezioni.
Una grammatica come quella di M. Cowell (A reference Grammar of Syrian Arabic, Washington, Georgetown University, 1964) rimane un punto di riferimento essenziale per chi intende approfondire lo studio dell’arabo siriano. Il manuale consigliato agli studenti per l’apprendimento del damasceno (J. Kassab, Manuel du parler arabe moderne au Moyen Orient, Paris, Centre Uuniversitaire des Langues Orientales Vivantes, 1970). conserva intatto tutto il suo valore. Le schede qui presentate dovrebbero servire ad affiancare i testi citati, fornendo quegli esempi di cui ha bisogno lo studente nell’affrontare lo studio della diglossia. Infatti, sia il Cowell che il Kassab sono impostati come studio di un dialetto specifico e quindi è infrequente il riferimento all’arabo classico.
Nelle schede gli esempi sono riportati sistematicamente in trascrizione latina, indispensabile per evidenziare le varianti fonologiche e morfologiche, affiancata talvolta da una trascrizione in caratteri arabi. Sebbene difettiva, la trascrizione araba ha lo scopo di rendere più familiare la variante dialettale a chi ha appreso a leggere la scrittura araba e a favorire un più immediato confronto con gli esempi che ricorrono nei testi utilizzati nello studio dell’arabo classico.
In questo testo, la trascrizione in caratteri latini è riportata in corsivo oppure tra barre //, per semplicità senza distinguere se il riferimento è a grafemi o a fonemi. Tra parentesi quadre [ ] si riporta invece la trascrizione fonetica.

Scrivere l’Arabo

Autore/i: Dahmash Wasim
Editore: Università La Sapienza
premessa dell’autore. pp. 332, Roma Prezzo: € 15,00

“Questo libro non è una grammatica della lingua araba: nell’editoria italiana ne esistono già molte. Non ha la pretesa di insegnare l’arabo. Mira piuttosto al  l’apprendimento dei sistema di scrittura.
Il lettore potrà tuttavia notare che per esigenze contingenti ricorrono nel testo esempi in cui è implicito il ricorso a nozioni rnorfologiche o sintattiche. Si potrebbe citare il caso in cui si descrive il segno dei morfema /at/ adoperato nella formazione del singolativo e dei singolare femminile. L’apprendimento della grafia di questo segno implica necessariamente la conoscenza della sua funzione Così come nel descrivere i segni della declinazione nominale è inevitabile far cenno ad alcune nozioni morfosintattiche. Tuttavia, gli esempi citati nel corso della trattazione non introducono le nozioni grammaticali in maniera esauriente. Così, ricorrono forme dei plurale, ma non del duale, nella coniugazione dei verbi mancano le persone duali ecc.
Questo libro descrive tutti i segni grafici usati nel sistema di scrittura dell’arabo: le lettere dell’alfabeto, la consonante e le vocali non comprese nello stesso, le marche fonetiche e grammaticali.
Si tratta cioè di una sorta di abbecedario, volutamente semplice, diretto in particolare agli studenti nella prima fase in cui si misurano con l’apprendimento dell’arabo.
In un itinerario ideale la lettura di questo libro dovrebbe quindi precedere quella di una grammatica dell’arabo …” (Wasim Dahmash, dalla Premessa)

A Concise Dictionary of Akkadian

Autore/i: Black Jeremy; George Andrew; Postgate Nicholas
Editore: Harrassowitz Verlag
2nd (corrected) printing pp. 452, Wiesbaden

Akkadian, comprising the Babylonian, Assyrian and Old Akkadian dialects, is the earliest known Semitic language, attested from the middle of the 3rd millenium B.C. until the time of Christ. It was widely adopted in the ancient Near East as a written vehicle for scholarship, literature, legal and diplomatic affairs. It is the language of the Epic of Gilgamesh, the Code of Hammurapi, the inscriptions of the kings of Assyria and Babylonia and countless legal and administrative documents.
A Concise Dictionary of Akkadian has been prepared for the convenience of students and scholars on the basis of Wolfram von Sodens Akkadisches Handwörterbuch updated with reference to the Chicago Assyrian Dictionary and other sources. It aims to include all certainly attested words with variant forms, dialect and period distribution, logographic writings and English meanings (but not textual citations). A list of roots assists in tracking down the right entries.

Grammatica della Lingua Persiana

Con esercizi, letture, antologia
Autore/i: Coletti Alessandro
Editore: Università La Sapienza
premessa di Angelo Arioli, presentazione di Francesco Gabrieli, introduzione dell’autore. pp. 318, Roma Prezzo: € 15,00

“…Eppure, Alessandro Coletti, uno dei pochi da noi a scrivere sul curdo, aveva composto e pubblicato nel 1977 (Roma, Centro Culturale italo-iraniano, 1977) una grammatica persiana, dove, per la prima volta in Italia, era dedicato ampio spazio alla varietà colloquiale del neopersiano, il cosiddetto “tehranese”, poi ristampata un anno dopo la morte dell’autore, sempre a Roma (Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran) con una presentazione di Francesco Gabrieli…
Queste mie parole facevano parte della rapida Premessa con cui La Sapienza Orientale, poco più di un anno fa, ridava alle stampe il Dizionario Persiano-Italiano, di Hanne Coletti Grünbaum (m. 1988) e Alessandro Coletti (m. 1985)… Ora, sempre col permesso dell’erede dei coniugi Coletti, la figlia Elena, cui va il nostro ringraziamento, e visto il successo riscosso dal Dizionario, La Sapienza Orientale ripubblica anche questa grammatica, integralmente così come era, non solo per i meriti intrinseci, ma perché sembra, all’arabista che si trova a scrivere queste righe che, ora come allora, manchino in lingua italiana strumenti didattici che contemplino oltre alla parte normativa della grammatica, quella agli studenti gradita, e dai docenti non disprezzata, degli esercizi, per non parlare della meritoria antologia letteraria.
L’arabista che si trova a scrivere più non si dilunga perché a quel tempo la premessa alla grammatica la scrisse un altro arabista, d’altro peso e d’altro valore e alle sue parole senz’altro aggiungere si rimanda.” (Angelo Arioli, Premessa al volume)

Miscellanea Arabica 2009

Autore/i: AA. VV.
Editore: Università La Sapienza
a cura di Angelo Arioli. pp. 236, Roma Prezzo: € 16,00

In ricordo di Sameh Faragalla.
Il terzo numero di questa nostra miscellanea dedicata agli studi arabistici si apre con una nota di cordoglio. La giovane e piccola comunità accademica della Facoltà di Studi Orientali è stata colpita, per la prima volta, dalla perdita di un prezioso collaboratore. Il 13 novembre 2009, il collega Sameh Faragalla è deceduto in un grave incidente verificatosi nella stazione della metropolitana di Piazza Vittorio, a pochi passi dalla sede della Facoltà.
Persona colta, distinta, riservata, Sameh Faragalla era lettore di ruolo di lingua araba presso la nostra Facoltà e, da molti anni, presso la cattedra di arabo  (prima ancora aveva insegnato presso l’Orientale di Napoli). Giovane docente universitario di filosofia al Cairo, era giunto in Italia negli anni ’70 per sottoporsi a un intervento chirurgico agli occhi il cui esito non era stato positivo. Era rimasto in Italia dedicandosi all’insegnamento dell’arabo letterario ed era ormai prossimo a essere collocato in pensione; ciò nonostante aveva espresso il desiderio di continuare a svolgere per qualche tempo il suo consueto lavoro di lettore, con un contratto gratuito, per non lasciare i suoi studenti dai quali era seguito e benvoluto. Per incontrarsi con loro a lezione quel giorno si stava recando in Facoltà.
E’ una perdita che ci riempie di tristezza, ma ci consola pensare che la stima dei colleghi e  il grande affetto nutrito nei confronti di Sameh Faragalla dagli studenti, anche da quelli di anni passati – alcuni dei quali partecipano qui come studiosi – gli siano stati di conforto in questi anni della sua vita.
A lui le pagine che seguono sono dedicate. (Angelo Arioli)

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In ricordo di Sameh Faragalla

Angelo Arioli, L’Introduzione del Kitāb al-Tadwīn: traduzione e annotazioni

Akeel Almarai, Tendenze sūfī nel pensiero di Ibn Hazm

Cristiana Baldazzi, Aspetti di vita quotidiana a Nablus alla fine dell’800: le memorie di Muhammad ’Izza Darwana

Arianna D’Ottone, Il manoscritto Vaticano arabo 368, Hadīt Bayād wa Riyād. Il codice, il testo, le immagini: alcune note

Olivier Durand, Mā qālat-hā la-hu – ma-alit-ha-lū-s. Où s’arrête le “mot” en arabe dialectal? Quelques remarques sur le caractère soi-disant analitique de l’arabe dialectal

Marco Hamam, Dire l’ineffabile. Una ricognizione nel corpus di insegnamenti orali di padre Mattā al-Miskīn

Giuliano Mion, L’indétermination nominale dans les dialectes arabes. Une vue d’ensemble

Paolo Scarnecchia, Bollywood’s Songs in a Global World (Nota)

Babylonisch-assyrische Lesestücke – “Analecta orientalia” 54

Heft 1. Die Texte in umschrift – Heft II. Elemente der Grammatik und der Schrift. Glossar. Die Texte in Keilschrift
Autore/i: Borger Rykle
Editore: Pontificio Istituto Biblico
revidierte Auflage. vol. 1 pp. 148, vol. 2 pp. 350, Roma

Heft 1. Die Texte in umschrift (pp. 148) und Heft II. Elemente der Grammatik und der Schrift. Glossar. Die Texte in Keilschrift (pp. 350),2006 3., revidierte Auflage.

Die 1963 erschienenen Babylonisch-assyrischen Lesestucke stellten den ertsen Versuch eines Wissenschaftlich und didaktisch verantworteten akkadischen Lehr- und Lesebuchs dar, das dem namentlich durch W. von Sodens Grundriss der akkadischen Grammatik (1952) erreichten Stand unseres philologischen Wissens voll Rechnung tragt und den Zugang zu diesem Wissen so leicht wie mogich macht. Damit man sich durch Textlekture mit Grammatik und Wortschatz vertraut machen kann, bevor oder eventuell auch ohne dass man sich mit der so schwierigen Keilschrift befasst, bietet “Babylonisch-assyrisch Lesestucke” alle aufgenommenenTexte auch in moderner Transliteration.

Grundriss der Akkadischen Grammatik – “Analecta Orientalia” 33

von Soden, W. – Mayer, W., , ,
Autore/i: Soden Wolfram Von
Editore: Pontificio Istituto Biblico
ergänzte Auflage, unter Mitarbeit von Werner R. Mayer. pp. 328 + 55*, Roma

Akkadisch ist eine semitische Sprache, die stark vom Sumerischen beeinflusst wurde. Sie wurde bis kurz nach der Zeitenwende in Mesopotamien und im heutigen Syrien verwendet, in den letzten Jahrhunderten zunehmend vom Aramäischen verdrängt und diente zuletzt nur noch als Schrift- und Gelehrtensprache. Ihre Bezeichnung ist vom Namen der Stadt Akkad abgeleitet. Akkadisch war parallel mit dem Aramäischen Volks- und Amtssprache in Mesopotamien sowie zeitweise die Sprache der internationalen Korrespondenz in Vorderasien bis nach Ägypten.

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Vortwort zur ersten Auflage  vii
Vortwort zur zweiten Auflage  ix
Vortwort zur dritten Auflage  xi
Inhaltsverzeichnis  xiii
Verzeichnis der Abkürzungen  xxi
Verzeichnis Ausgewählter grammatischer Einzeluntersuchungen  xxix
Einleitung  1
Schriftlehre und Rechtschreibung  7
Die Laute, ihre Schreibung und ihre Veränderungen. Der Akzent  11
Bildung und Flexion der Wörter. Der Gerauch der Formen  49
Der Bau der Sätze und ihrer Teile. Die Satzgefüge  223
Die Wichtigsten eigentümlichkeiten der Hauptdialekte des Akkadischen  296
Paradigmen  3*-53*

Miscellanea Arabica 2008

Autore/i: AA. VV.
Editore: Università La Sapienza
premessa e cura di Angelo Arioli pp. 124, Roma Prezzo: € 7,00

Dalla premessa di Angelo Arioli:
“Circa un anno fa, presentando il volumetto Arabica 2007, rassicuravo sulla non categorica periodicità del medesimo che non si voleva proporre come primo numero di un’ulteriore rivista accademica, ma semplicemente come prototipo di “uno spazio dove ospitare in forma miscellanea studi e ricerche, non necessariamente legati tra loro tematicamente, non programmaticamente vincolati a un’area geografica d’Oriente, non esclusivamente circoscritti a una epoca storica determinata, così da abbracciare l’intero ventaglio disciplinare rappresentato dagli ambiti di ricerca di pertinenza della Facoltà di Studi Orientali”.
A un anno di distanza, a riprova, forse, della necessità di spazi dove pubblicare agilmente e senza le lungaggini delle riviste edite tradizionalmente, ripropongo un secondo volumetto dedicato soltanto a studi arabistici, esclusivamente di linguistica e di letteratura, sia classica sia moderna, anche questa volta accogliendo interventi di giovani arabisti del cui spessore scientifico ci si potrà rendere conto direttamente.
Poiché questa esperienza editoriale rischia di proseguire, il titolo del volume da “ Arabica ” è stato cambiato in “ Miscellanea Arabica ” per non ingenerare equivoci col titolo di un’altra rivista ben più nota e prestigiosa.[…]”

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Premessa

Elisabetta Benigni, A travelogue through prison novel and autobiography: everyday life, memories, ideals

Giuliano Lancioni, Formularità e modelli formulari in arabo: un’ipotesi diacronica

Cristina Solimando, Le origini della grammatica araba

Cristina Solimando, ’Ilal al-tatniya: le cause del duale in Ibn Ğinnī

Cristina Solimando, I grammatici arabi: un’analisi funzionale dell’ellissi

Sociofonologia dell’Arabo

Dalla ricerca empirica al riconoscimento del parlante
Autore/i: Mion Giuliano
Editore: Università La Sapienza
premessa dell’autore. pp. 230, nn. ill. b/n, Roma Prezzo: € 16,00

Dalla premessa dell’autore:
“Il presente lavoro riassume una ricerca che prende le mosse dai dati che la linguistica e in particolare la dialettologia mettono a disposizione del ricercatore per possibili applicazioni di tipo tecnologico, coniugando pertanto filoni di studio maggiormente umanistici con risvolti applicativi pratici.
Il filone di ricerca umanistico è rappresentato dall’analisi dialettologica, fonetica e fonologica di alcune varietà dell’arabo; quello applicativo dallo studio di tecniche di ‘riconoscimento del parlante’, utilizzate soprattutto in ambito forense per l’acquisizione di quella che più volte ha preso il nome di ‘impronta vocale’, intesa come uno degli elementi a carico di un imputato in un processo […]
Per condurre tale ricerca l’attenzione è stata rivolta ai cosiddetti ‘dialetti’ arabi, le cui caratteristiche generali nel presente volume sono illustrate nel primo capitolo. Nel secondo capitolo viene presentata una descrizione fonetico-fonologica di alcune varietà dell’arabo: oltre allo standard, è stato dato risalto anche ad alcuni dialetti e fra questi, più approfonditamente, al marocchino. Le tecniche di riconoscimento del parlante, descritte nel loro complesso nel terzo capitolo, sono state quindi applicate su campioni di voce estratti da un corpus di registrazioni di parlato spontaneo in arabo marocchino costituito per lo scopo; nel quarto capitolo, infine, sono riportati i risultati di alcuni esperimenti di riconoscimento. Concludono il volume due appendici che offrono rispettivamente un breve quadro della situazione sociolinguistica del mondo arabo, rivolto ai linguisti non arabisti, e una rapida descrizione del corpus adoperato per la parte sperimentale[…].”

Tradurre dal Coreano

Aspetti linguistici e grammaticali
Autore/i: Bruno Antonetta L.
Editore: Università La Sapienza
premessa dell’autrice. pp. 184, ill. b/n, Roma Prezzo: € 14,00

Dalla premessa dell’autrice:
“Questo libro si rivolge a coloro coloro che già posseggono una conoscenza del coreano a livello elementare o intermedio, ossia hanno appreso le principali nozioni grammaticali e un vocabolario piuttosto ampio relativo al linguaggio quotidiano. In particolare, esso si indirizza agli studenti del corso di Laurea Specialistica, ma vuole venire incontro anche alle esigenze di quanti sono bilingui e si accingono alla professione di traduttore. Il testo non ha l’ambizione di costituire un vero e proprio trattato di teoria della traduzione, cui si fa riferimento soltanto a scopo introduttivo, né intende fornire allo studente un approccio strettamente prescrittivo, sebbene la Parte Seconda abbia una evidente funzione didattica in virtù dei suggerimenti forniti in relazione alle forme e ai modelli grammaticali che si ritengono utili per il lavoro di traduzione. Lo scopo che si intende raggiungere è piuttosto quello di migliorare l’acquisizione del coreano sviluppando ulteriormente il lavoro svolto durante la Laurea Triennale, da una parte, e di offrire una guida introduttiva alle prime esperienze di traduzione, dall’altra. Di qui una duplice funzione: dotare lo studente di una base epistemologica, e su questi presupposti innescare una riflessione sulla complessità dei processi di traduzione, affrontando il testo nella sua analisi pragmatica ma anche nei suoi elementi grammaticali, nei meccanismi della loro applicazione e nel trasferimento dal testo di partenza al testo di arrivo…[…]“