Le Cahier Musulman et Arabe

Autore/i: AA. VV.
Editore: Messages d’Orient
pp. 270, Alexandrie (Egitto)

SOMMAIRE

Le roman dans la littérature arabe, par ABBAS MAHMOUD EL AKKAD.

Aperçu sur l’évolution de la langue arabe, par S. SPIRO BEY

Enigmes et Antinomies dans les littératures orientales,
par le BARON CARRA DE VAUX

Folklore -Egyptien, par ELlAN J. FINBERT

Les Musulmans Chinois, par FRANCIS BORREY

Les Musulmans d’Egypte et la vie économique moderne, par B. MICHEL

Un réformateur de l’Islam, le Cheikh Mohamed Abdou, par CHEIKH MOUSTAFA ABDEL RAZEK.

L’Islam s’est répandu avec une rapidité sans pareille … par CHEIKH MOHAMED ABDOU

L’lslam et les Principes du Gouvernement, par CHEIKH ALY ABDEL RAZEK

Soufisme, par AHMED GALWASH, membre de la Confrérie soufi, Khalwati d’Alexandrie

Une Qacida inédite d’Imroulqais avec commentaire sur la poési de la Djahilyah, par HENRI THUILE BEY.

De la Poésie Anté-islamique, par TAHA HUSSEIN, professeur à la Faculté de Lettres du caire

Poètes d’Egypte, par KHALIL MARDAN BEY

Suggestions sur la mélopée, par A. SCOUFFI

Viaggio in India

Autore/i: Hesse Hermann
Editore: Garzanti
pp. 126, Milano

Da Singapore a Sumatra a Ceylon (dove, pochi mesi più tardi, avrebbe potuto incontrare un giovane dandy torinese, Guido Gozzano, .. ) Hermann Hesse toccò, nel 1911, gli scali d’Oriente. Là aveva predicato suo nonno, missionario pietista; là – in India – era nata sua madre; la «fuga» o il «pellegrinaggio» di Hesse seguivano una scia di memorie familiari. Forse per questo Hesse riuscì a cogliere la «differenza» orientale come cosa domestica, con così chiaro e penetrante sguardo. É nota la parte importante che le filosofie orientali avrebbero avuto nelle opere della maturità di Hesse. É nota l’imprevedibile riscoperta dello Hesse «orientale» da parte della generazione hippy. Viaggio in India è tuttavia un’opera di sorprendente sobrietà e di vigili, rattenuti entusiasmi. I suoi rapidi schizzi devono tutto alle muse dell’attenzione, dell’intelligenza, dell’osservazione controllata. Si è sempre un poco delusi dal viaggio: solo il tempo gli darà radici e spazio nella memoria. Questo libro è il fedele ritratto di un continente ancora coloniale, un ritratto che tuttavia contiene, nelle sue pieghe, quelle Indie interiori, quel fantasma di un Oriente mitico e presente in ognuno, «casa e gioventù dell’anima»

Storia dei Samurai

Cronache dal periodo degli stati combattenti
Autore/i: Dei Francesco
Editore: Odoya
pp. 368, nn. ill. b/n, Bologna

Un racconto degli eventi politici e militari che segnarono la storia del Giappone nel XVI secolo; un lasso di tempo che rappresenta la parte conclusiva del Sengoku jidai, il periodo degli Stati combattenti, caratterizzato da un forte decentramento politico e da un’elevata bellicosità tra i vari clan che si dividevano le province del Sol Levante. Un’epoca durante la quale decine di famiglie di samurai si affrontarono animate dal grande sogno di unificare il paese sotto il controllo di un unico padrone. Nella prima parte del libro, l’autore prende in esame le principali istituzioni politiche, la situazione sociale ed economica, il contatto con gli europei e il rapporto con la religione cristiana. Il volume entra poi nel cuore della trattazione raccontando la vita e le gesta dei più famosi daimyō e samurai, la loro etica, le tecniche di combattimento e soprattutto come si faceva guerra nel Giappone feudale. In queste pagine si susseguono i nomi romantici di grandi guerrieri come Imagawa Yoshimoto, Oda Nobunaga, Takeda Shingen e Toyotomi Hideyoshi che – insieme ad altri – si alternarono in sanguinosissime battaglie quali Okehazama, Nagashino, Sekigahara, Tennōji e tante altre. Alla fine solo uno riuscì a portare a termine la missione assegnata dal destino: Tokugawa Ieyasu, di cui seguiremo le gesta dai primi timidi tentativi per imporre il potere fino alla sua divinizzazione. Già pubblicato con il titolo “Il sole e il ciliegio” (2011), questa nuova edizione amplia il volume originario descrivendo campagne e battaglie in precedenza solo accennate ed è inoltre arricchita da mappe appositamente realizzate.

Expressions of States of Mind in Asia

Proceedings of the INALCO-UNO.
Workshop Held in Naples, 27 May 2000
Autore/i: AA. VV.
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
Edited by Paolo Santangelo pp. 314, 13 tavv. b/n, Napoli

CONTENTS

Preface

ALBERTO VENTURA, The “Intellect of Love” in Islam (Literature, Theology and Sufism)

GERARD COLAS, Emotions and Aesthetic Experience according to Sanskrit Poetics

FAIZAH SOENOTO RIWAI, Passions and Devotion in Modern Javanese Novels

ANNE CHENG, The Status of qing in Philosophical Texts of Ancient China

CATHERINE DESPEUX, Feeling in Zhuangzi. From Joy to Serenity

JACQUES PIMPANEAU, Some Notes on the Expression of Feelings in Chinese Theatre

PAOLO SANTANGELO, Lu Kun’s “Moral Psychology “, and the Analysis of Emotions in His Shenyinyu (“Groaning Words”)

ANTONETTA L. BRUNO, The Transformation of Emotion during a Divination. A Sociolinguistic Approach

MAURIZIO RIOTTO, A Korean Drama of Passions: the Inhyon wanghu-jon

MARA MILLER, Four Approaeches to Emotion in Japanese Visual Arts

Il Kitāb Al-Amṯāl (Libro dei Proverbi)

Autore/i: Al-Isbahānī Abū ’l-Šayḫ
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
A cura di Valentina Sagaria Rossi pp. 306, Napoli

INDICE

PREMESSA

I. L’AUTORE

1. La vita

2. Le opere

II. IL KITĀB AL-AMṮĀL E IL SUO AMBITO LETTERARIO

1. Il manoscritto

2. La struttura del testo: analisi di un genere letterario

3. La forma e il contenuto degli amṯāl presentati da Abū ’l-Šayḫ

4. Gli amṯāl al-ḥadīṯ: le relazioni con la Tradizione canonica e la letteratura proverbiale classica

5. L’edizione, la traduzione e l’apparato bibliografico: criteri e scelte

III. L’EDIZIONE DEL KITĀB AL-AMṮĀL

IV. LA TRADUZIONE DEL LIBRO DEI PROVERBI DI ABŪ ’L-ŠAYḪ

V. APPARATO BIBLIOGRAFICO E ANNOTAZIONI AGLI AMṮĀL E AḤĀDĪṮ

INDICI

1. Indice degli amṯāl e ḥadīṯ

2. Indici dei trasmettitori degli amṯāl e ḥadīṯ:

3. Indice dei luoghi, persone o genti implicati negli amṯāl e ḥadīṯ

4. Indice dei personaggi a cui vengono attribuiti direttamente amṯāl e ḥadīṯ

5. Indice tematico degli amṯāl e ḥadīṯ

6. Indice delle similitudini

SINTESI DELLE OPERE DEDICATE AGLI AMṮĀL DEL PROFETA, DEL AḤĀDĪṮ, DEL CORANO E DELLA SUNNA (SEC. X-XI)

ABBREVIAZIONI

BIBLIOGRAFIA

Fonti

Letteratura secondaria

Muṣṭafà Mušarrafah tra Rivoluzione e Letteratura

Autore/i: De Angelis Francesco
Editore: Ipocan
pp. 144, Roma

Indice:
Nota alla traslitterazione e avvertenza per il lettore.
1. Il dialetto nella letteratura egiziana: opportunismo, ideologia e stile letterario.
2. Muṣṭafà Mušarrafah tra rivoluzione e letteratura.
3. Traduzione di Qanṭarah allaḏīi kafara
Parola dell ’autore
Qanṭarah l’infedele

Glossario
Bibliografia

Diario di Murasaki Shikibu

Autore/i: Murasaki Shikibu
Editore: Marsilio
introduzione e cura di Carolina Negri. pp. 128, Venezia

Il nome di Murasaki Shikibu (970?-1019?) è legato in modo indissolubile al Genji monogatari, capolavoro della letteratura giapponese redatto agli inizi dell’XI secolo, probabilmente proprio nello stesso periodo in cui l’autrice prestava servizio come dama di corte. Della sua esistenza purtroppo ancora oggi non abbiamo molte notizie, però diverse fonti confermano l’appartenenza a una famiglia di governatori di provincia con una solida tradizione culturale e le sue straordinarie doti intellettuali, grazie alle quali fu scelta come dama al seguito di Shōshi (988-1074), figlia del potente Fujiwara no Michinaga (966-1028), negli anni successivi alla morte del marito.

Carolina Negri insegna lingua e letteratura giapponese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha trascorso un lungo periodo di studio in Giappone dove si è specializzata in letteratura giapponese classica. Per la Letteratura universale Marsilio ha curato Le memorie della dama di Sarashina  (20102) e Diario di Izumi Shikibu (2008). La fiaba di Cenerentola nel Giappone del X secolo.

La Virtù Femminile

Autore/i: Setouchi Harumi
Editore: BEAT
pp. 608, Vicenza

Dopo essere stata acquistata dalla più famosa okiya (casa di geishe) di Kyoto, Tami diventa una delle più ricercate geishe giapponesi, ammirata e amata da nobili, industriali, uomini politici. Tami ama i kimono dalle falde larghe che si agitano «come una marea che si ritiri da una spiaggia», ama truccarsi come «una marionetta del Bunraku» e ubbidire ai riti più sottili della sua arte, ma non esita a fuggire con il suo amante a Hollywood, a vestirsi all’occidentale, a gettarsi tra le braccia di una giovane ereditiera americana, a invaghirsi di un giovane studente a Parigi e, infine, a ritirarsi in un piccolo tempio tra i boschi di bambù di Saga e, col nome di Loto della Saggezza, condurre una rigorosa vita monacale e lasciare ancora nutrirsi alla fiamma del desiderio soltanto i suoi bellissimi occhi.
Romanzo che ci conduce nelle stanze segrete dell’animo femminile, là dove la «virtù» contempla anche il coraggio della trasgressione, La virtù femminile è una delle opere più importanti della narrativa giapponese contemporanea.

«Qualcosa di strabiliante percorre La virtù femminile». (la Repubblica)

«In Giappone, Harumi Setouchi è un simbolo. Quando una volta al mese apre le porte del suo tempio di Tendai Dera, vicino a Kyoto, accorrono da tutto il paese per ascoltarla». (il Foglio)

«Harumi Setouchi: la più famosa autrice giapponese di bestseller, da trent’anni monaco buddhista… un simbolo e un guru, una che ha vissuto e che è disposta a insegnare a vivere». (Lidia Ravera, Sette – Corriere della Sera)

Harumi Setouchi è nata nel 1922 a Tokushima, antica ed elegante città dell’isola Shikoku. Nel 1973, dopo un’esistenza intensamente vissuta (un marito, una figlia, una travolgente storia d’amore con un giovane studente, un lungo soggiorno in Cina) ha deciso di diventare monaca e si è ritirata nel tempio della protagonista della Virtù femminile.

Isolario Arabo Medioevale

Autore/i: Arioli Angelo
Editore: Adelphi
premessa dell’autore. pp. 344, Milano

Come approdi momentanei di un itinerario inventato – dal Mar di Cina e dall’Oceano Indiano al tenebroso «Mare Abbracciante» in Estremo Occidente – sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall’Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l’isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come Finzioni di Borges, o Le città invisibili di Calvino o il Libro dei mostri di Wilcock.

Sigilmassa

Fonti per servire alla storia (materiale e immateriale) di un’antica città carovaniera
Autore/i: Iacovella Angelo
Editore: Bibliotheca Aretina
prefazione di Vanni Beltrami, introduzione dell’autore. pp. 198, nn. ill. b/n, Roma

Alle porte del Sahara, sotto i raggi al sole meridiano o al tramonto, quando le ombre della palme paiono animarsi come in un miraggio, all’orizzonte si stagliano maestose, simili a ciclopi addormentati, le mura ocra di Sigilmassa, che racchiudono, sotto un coltre di sabbia e di sterpaglie, ciò che resta della leggendaria «città dell’oro», snodo cruciale tra il Maghreb e l’Africa nera.

Il Grande Racconto delle Stelle

Autore/i: Boitani P.
Editore: Il Mulino
prefazione e introduzione dell’autore. pp. 618, 256 ill. a colori, Bologna

e quando miro in cielo arder le stelle;
dico fra me pensando:
a che tante facelle?
che fa l’aria infinita, e quel profondo
infinito seren?
Giacomo Leopardi

In principio furono le stelle. Se il primo a vedere «astri infiniti splendere nel buio» è Omero, poeti e scrittori di tutte le letterature sono stati rapiti dall’incanto del cielo stellato. Su tutti, Dante, che nella Commedia si volge alle stelle all’inizio e alla fine del poema, e al termine di ciascuna cantica. Trapuntano dovunque le volte delle chiese e delle moschee, illuminano mille capolavori della pittura, da Giotto a van Gogh e a Rothko. Ispirano musiche sublimi, da Händel a Haydn, da Verdi a Wagner, come pure folgoranti sperimentazioni contemporanee. Ma il racconto delle stelle intesse di vibrante bellezza anche civiltà lontane, dalla Persia all’India, alla Cina. Sapienti e visionarie, queste pagine esplorano i pensieri e i sogni, gli interrogativi, i fantasmi, i terrori, le speranze che l’umanità ha consegnato alle stelle attraverso il tempo.

Piero Boitani insegna Letterature comparate nella Sapienza – Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato da ultimo «Sulle orme di Ulisse» (20072), :«Letteratura europea e Medioevo volgare» (2007) e «Il Vangelo secondo Shakespeare» (2009).

Il Tesoro delle Lettere: Un Intaglio di Draghi

Autore/i: Liu Xie
Editore: Luni
edizione tradotta e curata dall’originale cinese da Alessandra C. Lavagnino. pp. 384, Milano Prezzo: € 35,00

È questa l’unica traduzione completa del maggiore trattato cinese di estetica.
Paragonato dagli esperti all’occidentale Poetica di Aristotele, questo saggio costituisce il punto di partenza obbligato per tutti gli studi di retorica e di critica letteraria cinese. È il testo utilizzato da tutti gli scrittori cinesi per comprendere i meccanismi della scrittura e dei generi letterari.

Sulla Maestria

Autore/i: Tanizaki Junichiro
Editore: Adelphi
a cura di Gala Maria Follaco. pp. 132, Milano Prezzo: € 13,00

Una mattina, leggendo il giornale, Tanizaki è colpito dalla foto di un attore seduto su una veranda nei panni di un samurai. Osservandolo meglio, scopre che con imper­cettibili accorgimenti e controllando la respirazione è riuscito a produrre una forma circolare, che parte dal col­lo e dalle spalle e prosegue lungo le maniche: «Sem­brava che se ne stesse seduto lì per caso, e invece ob­bediva alle regole del kabuki, sicché persino le pieghe del suo kimono si distinguevano le une dalle altre in maniera del tutto naturale». Solo la maestria – una peri­zia tecnica che si acquisisce grazie a un lungo, arduo tirocinio – può condurre a esiti di così sublime ele­ganza. Arte come sacrificio e dedizione, dunque, come opera «ben fatta», per il puro piacere della perfezione: non certo per adulare i potenti o le masse, o per fare sfoggio di bravura e dottrina, o acquisire denaro. In un gioco di contrasti e dissolvenze fra mondo passato e moderno, orientale e occidentale, Tanizaki ci offre un’inedita visione di pittura, letteratura, teatro e ci­ne­ma e – in un dialogo intessuto di rimandi e cor­rispon­denze fra continenti, epoche e stili – evoca un’arte uni­versale, capace di coinvolgere l’anima e il corpo e non solo l’intel­letto, aperta a una tradizione artigiana cui soltanto i novatori sciocchi guardano con sufficienza. Nel contempo, ci svela la sua poetica: l’ammirato tributo ai valori dell’u­mil­tà e della perseveranza con cui gli orientali percorrono la via dell’arte affinando tecnica e talento, la commossa evocazione dell’antica poesia giap­ponese, l’entusiasmo per la forza espressiva del ci­nema tedesco e l’analisi del genio smart di Chaplin, la passione per Goethe e Schnitzler e le riserve su Balzac.

Carmen Miserabile

L’invasione dei Mongoli in Europa
Autore/i: Maestro Ruggero
Editore: Marietti
pp. 126, Genova – Milano Prezzo: € 18,00

“Et tota terra erat sanguine rubricata …, e tutta la terra era resa rossa dal sangue … È forse questa l’espressione più emblematica del Carmen miserabile, vibrante narrazione del flagello che turbò l’Europa nella prima metà del XIII secolo. Intorno al 1240 infatti, i Mongoli si scatenarono contro l’Ungheria di Bela IV nella loro incontrastata avanzata verso Occidente. Anche la Polonia e la Croazia furono aggredite dalle orde devastatrici che si spinsero addirittura a pochi chilometri dall’Italia, ma fu il regno magiaro ad assorbire l’urto maggiore, fungendo di fatto da “stato cuscinetto” e preservando così il resto della Christianitas. Maestro Ruggero fu testimone diretto degli eventi e fu tratto in prigionia per oltre un anno dai cavalieri delle steppe. La sua eccezionale testimonianza, redatta forse poco dopo il 1242, non costituisce soltanto un vivido resoconto del periodo di cattività presso i nomadi, ma svela anche, con straordinaria capacità critica, la pericolosa vischiosità dei rapporti vassanatico-benefìciari, i retroscena della politica interna, la fragilità della politica internazionale ancora imbrigliata nelle lotte tra Federico II e il papa. Ma soprattutto offre un’immagine puntuale di una nobiltà ribelle e incostante, troppo spesso riottosa verso il potere centrale, sfacciata nelle pretese autonomistiche quanto disorganizzata e poco coesa nella rete di alleanze. Una fonte percorsa da aneddoti suggestivi, fatta di città vivaci e di cruente battaglie, di fughe sorprendenti e di macchine d’assedio, una cronaca avvincente – a metà tra l’autobiografia e la relazione – che dimostra una volta di più quanto l’Ungheria fosse una protagonista della politica europea medievale.

Transmutatio

La via ermetica alla felicità – The Hermetic Way to Happiness
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Dell’Orso
a cura di Daniela Boccassini e Carlo Testa. pp. 386, ill. b/n, Alessandria Prezzo: € 30,00

Fin dal suo concepimento, e in tutte le fasi della sua realizzazione, Transmutatio ha inteso far proprio l’invito che Virgilio estende a Dante perdutosi «nella selva erronea di questa vita»: «A te convien tenere altro viaggio, / […] / se vuo’ campar d’esto loco selvaggio». Settecento anni più tardi, non si può dire che il «loco» che ancora abitiamo sia meno selvaggio di un tempo. Ben altrimenti spoglio di selve, questo sì; ma proprio nelle sue devastate fattezze il «loco» preposto a nostra dimora viene a mostrarci il volto vero di ciò che chiamiamo “selvaggio”: l’inesplorato, recondito volto dell’umana ferocia. È questo il «gran diserto» dal quale occorre scampare; è questa la prima materia che si rende necessario trasmutare. Da sempre. Con misericordia. E dunque tenendo «altro viaggio».
Si apre così, per via dell’inflessione “ermetica” propria al discorso che in queste pagine si svolge, uno spazio centrale condiviso dai testi qui accolti e dagli autori che li hanno scritti. Nel suo insieme, Transmutatio traccia un percorso che aspira a ritornare su se stesso, a ricongiungersi con la propria origine, nella speranza di portare se stesso e quell’origine al loro reciproco incontro, e mutuo compimento. È a partecipare di tale spazio, di tale versante interno del pensiero, che è invitato il lettore per farsi a sua volta, di quello spazio, pellegrino ed esploratore.

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Introduzione Il silenzio delle parole, di Daniela Boccassini. I: ERMENEUTICA La dignité retrouvée de la matière, di Françoise Bonardel; Non più, non ancora. Coscienza liminare e trasformazione, di Carla Stroppa; «Nel Mutare mettiti in cammino»: i Sonetti a Orfeo di Rilke come ermeneutica del mondo, di Carlo Testa. II: RADICI Il risveglio delle potenze spirituali nell’esperienza mistica e visionaria in Eurasia, di Grazia Shogen Marchianò; Nawābit: i “germogli” della Città Eccellente in Al-Fārābī, Ibn Bāğğa, e nella tradizione platonica che li ispirò, di Massimo Jevolella; La simbologia trasformativa del bambino divino nella Bibbia. Per una lettura a-duale e interiore, di Gianni Vacchelli. III: GUARDANDO A ORIENTE «Tu es ce que tu comprends»: Jābir ibn Hayyān et la transmutation alchimique en Islam, di Pierre Lory; La cinquième nature comme voie d’accès à l’immortalité, di Reza Kouhkan; Islam and the Transformative Power of Love, di William Chittick. IV: GUARDANDO A OCCIDENTE Alchymia Archetypica: Theurgy, Inner Transformation and the Historiography of Alchemy, di Hereward Tilton; Il Flauto magico di Mozart: la via massonica alla felicità, di Maria Soresina; Immaginario alchemico e ricerca della felicità ne L’Oiseau bleu di Maeterlinck, di Sabrina Martina. V: SCONFINAMENTI Neither One nor Two: Trans-mutation, the Sacred Word and the Feminine, di Patrick Laude; «Imagini di ben seguendo vere»: misticismo, alchimia e psicologia del profondo, da Dante a Dürer, di Daniela Boccassini; Gradus ad Cælum: The Theo-politics of Happiness, di Carlo Testa. Una lettura tra Oriente e Occidente: «O mon Iran, où es-tu?», di Henry Corbin, a cura di Daniela Boccassini. Recensioni, abstracts e notizie sugli autori.