Afghanistan at the Beginning of the Twentieth Century

Nationalism and journalism in Afghanistan. A study of Serâj ul-akhbâr (1913-1918)
Autore/i: Schinasi May
Editore: Istituto Universitario Orientale
pp. 304, ill. b/n, Napoli

CONTENTS

Map of Afghanistan

Preface

Acknowledgments

List of illustrations

Transliteration

1 – Introduction

2 – Biography of Mahmud Tarzi

3 – Description of Serâj ul-akhbâr

4 – Geography, history, population, language and literature .

5 – Emir Habibullâh, the court, the capital

6 – An outline of organization

7 – M. Tarzi and the West

8 – M. Tarzi and the Muslim world .

9 – M. Tarzi and Afghanistan

10 – Conclusion

Passing references to Serâj ul-akhbâr

Appendices

Bibliography

Glossary

Index

Scritti In Onore di Giovanni D’Erme

Autore/i: AA. VV.
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
A cura di Michele Bernardini e Natalia L. Tornesello.
Opera in due volumi. Vol. I pp. XVIII-694; vol. II pp. VI-695-1384, ill. b/n, Napoli

Indice

Volume I

Sabina Antonini, A Ḥimyarite Artefact in the Parthian-Sasanian Style

Sabir Badalkhan, The Lūṛīs: Artists and Artisans of Southwest Asia

Carmela Baffioni, La visione teologica dell’embriologia in Faḫr al-Dīn al-Rāzī

Giorgio Banti, Remarks about the Orthography of the Earliest ‘Ajamī Texts in Harari

Alessandro Bausi, Note aggiuntive sull’Epistola 70 di Cipriano: versione etiopica e versione siriaca

Giampiero Bellingeri, Di veneti nodi irrisolti su seta agemina

Michele Bernardini, Circa i Normanni e i Grandi Selgiuchidi ai tempi della Prima Crociata

Giovanni Canova, Le armi e le cavalcature del Profeta Muḥammad

Patrizia Carioti, The Dutch Attack on Portuguese Macao (1622), in the International Setting of the XVII Century Far Eastern Seas

Sandra Marina Carletti, Perché attualmente in Cina non si scrivono grandi opere?

Giacomo E. Carretto, Tentazioni

Mario Casari, Tramonto settentrionale: glossa a Cor. XVIII, 85-86

Lucia Caterina, Il diletto del letterato cinese

Carlo G. Cereti, Zurwān ī Dagrand Xwadāy and Material Existence

Giovanni Cerri, Sofocle, Edipo a Colono, Stasimo I

Matteo Compareti, A Possible Sasanian Textile Fragment in the Benaki Museum (Athens)

Francesca M. Corrao, Tracce arabe alle origini della poesia italiana

Simone Cristoforetti, Il sizdah bedar e il ‘pesce d’aprile’

Rosita D’Amora, Alcune considerazioni sul valore simbolico del copricapo in ambito turco-ottomano

Alessandro De Maigret, Venticinque anni di ricerche della missione archeologica italiana nella Repubblica dello Yemen (1980-2004)

Ernesto Simone D’Erme, La struttura energetica corporea nella medicina tradizionale cinese (MTC). Qi Gong – Tui na e terapie correlate

Ela Filippone, I dimostrativi in antico persiano

Kate Fleet, Fickle Deceivers: Iranians Viewed from the Porte at the End of the Nineteenth Century

Maria Vittoria Fontana, “La fortuna di un ‘ajā’ib?” (pp. 441-456).

Italo Costante Fortino, Gli arbëreshë: cultura e identità

Andrea Gariboldi, Agathias e l’origine di Ardašir

Grazia Giovinazzo, I tesorieri e i funzionari itin-eranti di Persepoli

Roberta Giunta, Testimonianze epigrafiche dei reg-nanti ghaznavidi a Ġazni

Gherardo Gnoli, Ancora su antico-persiano xšaça-

Roxane Haag-Higuchi, Praise and Criticism in Politics. Contemporary Voices on Ḥājji Mirzā Āqāsi

Giancarlo Lacerenza, Sul termine ’ysqh nel Sefer ḥaḵmônî

Claudia Leurini, Some Notes about the Manichaean ‘Luminous Assembly’

Claudio Lo Jacono, Sul contributo arabo e persiano alla formazione del primo Islam

Mauro Maggi, A Syro-Persian Version of Matthew 23.29-35

Amedeo Maiello, Rubino Ventura and the Hindūstānī Mujāhidīns on the Frontier According to the Tārīx-i Aḥmadīya

Volume II

Ugo Marazzi, Una kamlanie di guarigione tuvina

Daniela Meneghini, Il Moxtārnāme di ‘Aṭṭār: prefazi-one e capitolo nono su Ḥeyrat e Sargaštegi

Costantino Nicas, Gli Elleni e il Mediterraneo

Paolo Ognibene, I nomi dei mesi in osseto

Paola Orsatti, Forme con valore deittico in persiano: una marca del referente individuato (-i accentata)?

Antonio Panaino, Pahlavi Gwcyhl: gōzihr o gawčihr?

Shyam Manohar Pandey, Candāyan e Lorikāyan: trasformazione letteraria di un’epica orale

Angelo Michele Piemontese, Il romanzo di Alessandro nella Cosmografia persiana di Hamadāni

Andrea Piras, Manichaeus claudicans. La zoppaggine dell’eretico e del taumaturgo

Angelo R. Pupino, Pirandello, Verga, la ‘dialettalità’

Anna Maria Quagliotti, Considerations on Some Gandharan Scenes Depicting the Wrestling Match in Connection with the Other Episodes in the Cycle of Siddhārtha’s Competitions

Adriano V. Rossi, La scrittura antico-persiana e la scrittura elamico-achemenide

Giorgio Rota, Caccia e regalità nella Persia safavide e in Europa occidentale: alcune osservazioni preliminari

Carlo Saccone, Tipologie dei poemi a cornice persiani

Encarnación Sánchez García, Materiali di storia persiana nella cultura umanistica spagnola di metà Cinquecento: dai classici ai moderni (Pero Mexía, Díaz Tanco e l’Anonimo del Viaje de Turquía)

Paolo Santangelo, ‘Libertà’ e necessità nella percezione della vita quotidiana. La questione della predestinazione nelle fonti letterarie Ming e Qing

Gianroberto Scarcia, Parole in libertà (vigilata) di comparazione mora, bianca, meticcia

Francesco Sferra, Le dodici strofe sulla realtà suprema

Raya Y. Shani, On the Legitimate Authority Issue in Bal‘amī’s Tarjuma-yi Tārīḫ-i Ṭabarī at the Freer Gallery in Washington D.C.

Iván Szántó, The Equestrian Monument in Islamic Art

Maria Szuppe, Une description des lieux de pèlerinage (ziyāratgāh) autour de Ghazna, Afghanistan (fin du XVIIe s.?)

Natalia L. Tornesello, Il soggiorno napoletano di Ḥājj Sayyāḥ, solitario viaggiatore persiano del XIX secolo

Roberto Tottoli, «Due fiumi sono credenti e due miscredenti… ». Una geografia fluviale sacra in un detto attribuito a Muḥammad ?

François Vallat, L’inscription néo-élamite de Manaka[…]-untaš et l’emploi des déterminatifs à basse époque

Alberto Ventura, Su Ḥāfeẓ, la gnosi e il dualismo

Riccardo Zipoli, L’Erotikòs di Loṭf-‘Ali Beyg Āzar-e Beygdeli

Vladimir Zori, Sulle tecniche costruttive islamiche in Sicilia: il soffitto della Cappella Palatina di Palermo

Angra Mainyu [V. Curzi], Sei personaggi che non hanno mai perso l’autore

Sergio Bertolissi, A proposito di Barbari

Giancarlo Coppola, Gli stranieri

Giovanni La Guardia, Conversazione

La fiaccola della guida alla luogotenenza e all’intimità divine

Misbāh ul-Hidāyah ila’l-Khilāfah wa’l-Wilāyah
Autore/i: Ruhullah Khomeini
Editore: Irfan Edizioni
premessa e traduzione di Roberto Ruhullah Arcadi, revisione di Giuseppe Aiello. pp. 114, San Demetrio Corone (CS)

La Fiaccola della Guida all’Intimità e alla Luogotenenza Divine si occupa del significato trascendente della wilāyah e della khilāfah, realtà e nozioni che sono della massima importanza, perché danno ragione non solo della guida della comunità, ma anche della sostanza attuativa superna dei vari livelli della realtà.

Persia Religiosa

Da Zaratustra a Bahâ’u’llâh
Autore/i: Bausani Alessandro
Editore: Libreria Editrice Aseq
prefazione dell’autore. pp. 544, 52 foto b/n, Roma

Quattro grandi periodi scandiscono la storia religiosa e culturale dell’Iran: quello della religione antica col formarsi della dottrina di Zaratustra, quello della religione medievale mazdea, quello del primo Islam persiano, quello moderno in cui la Persia si isola dai mussulmani «ortodossi» e genera, in pieno sec. XIX, la nuova religione Bâbî-Bahâ’î. È possibile stabilire una continuità tra questi grandi momenti? Una continuità diretta, no; un aspetto unitario, si, derivante in ciascuna delle fasi dall’apporto del mondo gnostico-mesopotamico. Questa la tesi scientifica che il Bausani si propone. E tuttavia considerare il suo libro come una pure trattazione di storia religiosa sarebbe limitarne la portata. Subito il discorso si anima, fin dai titoli delle tre parti che lo compongono: Il Ciclo e l’Angelo (cioè il Tempo Ciclico, il platonismo angelizzato); l’Intelletto Rosso (nome preso in prestito ad un trattato mistico, per accennare all’universo di «simboli corposi» tipico della teologia iranica); l’Iddio che muta (cioè il Dio islamico, arbitrario e personale). E il libro sembra trasformarsi in uno scrigno brulicante di tesori mistici, magici, mitici, spirituali, che secoli di sapienza hanno creato ad uso di tutti gli uomini, del loro mestiere di vivere, della loro speranza di sopravvivere, della loro angoscia di morire. Basterebbe l’idea terribile ed esaltante del Tempo Salvato, il racconto degli uomini che, interrogati dal Creatore, rinunciano alla beatitudine paradisiaca, «scelgono» di scendere nel tempo e nella vita terrestre per lottare contro il male. Si vedono, in questo libro, nascere miti a ritroso: cioè motivi già acquisiti dall’intelligenza che si incorporano in figure simboliche (ed è una illuminazione anche per la nascita della poesia). Si vedono campeggiare, nelle loro biografie e nei loro pensieri, giganteschi personaggi: da Zaratustra a Mani, dall’«anarchico» Mazdak ad Avicenna coi suoi «racconti visionari». Teologi discutono, Profeti vaticinano, Angeli appaiono, luminosi o neri. E il lettore, guidato sempre da un lucido interprete, trova pregnanti, illuminanti o perturbatrici risposte all’assurda, perenne, inesorabile domanda: che cos’è la condizione umana?

Alessandro Bausani (Roma 1921-1988) si è dedicato prestissimo allo studio delle lingue medio-orientali (arabo, turco, persiano, urdu), in cui si è perfezionato viaggiandone i paesi. Ha insegnato il persiano e l’urdu all’Istituto Orientale di Napoli e all’Università di Roma. L’opera, già vasta, di Bausani smentisce il pregiudizio che l’approfondimento del persiano, o magari dell’urdu, sia una specialità astrusa e pittoresca. Per contro, il famoso «appello dell’Oriente», che da almeno un paio di secoli influenza correnti segrete o palesi del nostro pensiero, si è dipartito quasi soltanto dall’Estremo Oriente. Alla fascia di mondo tra l’Egitto e la Persia, a questo crogiolo di visioni della vita e dell’oltrevita, avevamo quasi cessato di rivolgere le nostre dirette interrogazioni. Bausani contribuisce a colmare un simile vuoto. Ma riesce anche un efficacissimo divulgatore: gli innumerevoli dati su cui impianta i suoi lavori diventano per il lettore altrettante nozioni nuove, spesso sorprendenti. Attraverso quelle notizie si compie un avventuroso e rivelatore viaggio, non solo della mente: si riscoprono, nella loro originale identità, parecchie intuizioni di cui il nostro spirito e la nostra psicologia erano inconsapevolmente nutrite. Bausani ha anche molto tradotto: il Corano, il Poema Celeste di Mohammed Iqbal, le Quartine di Omar Khayyam, l’opera poetica di Avicenna, i Testi religiosi Zoroastriani. È autore, oltre che di saggi, di una Storia delle Letterature del Pakistan, di un panorama della Religione Islamica e di una una Storia della Letteratura Persiana.

Il Ritorno del Mahdi

(Mukhtasaru Ithbati’r-Raja’h)
Autore/i: Al-Fadl ibn Shadhan An-Nishapūri
Editore: Irfan Edizioni
traduzione di Giuseppe Aiello. pp. XIV-34, San Demetrio Corone (CS)

Secondo la tradizione islamica, la Parusia dell’Imam al-Mahdi, l’Imam Occulto, porrà fine all’era oscura della presente umanità e inaugurerà un Governo universale restaurando la Tradizione primordiale. Quest’ opera è una raccolta di 23 tradizioni (ahadīth) compilata intorno al 258/871 e rappresenta una delle fonti più antiche sull’argomento.
Al-Fadl ibn Shadhan An-Nishapūri (180/796-260/873) fu un giurisperito e teologo musulmano di scuola sciita. Visse a Nishapūr (nel Khorasan, regione che attualmente si estende tra l’Iran e r Afghanistan) e fu tra i compagni del Decimo e dell’Undicesimo Imam dei musulmani sciiti duodecimani. Il suo mausoleo si trova nel sito della vecchia città di Nishapūr, a breve distanza dalla città attuale.
Quando si solleverà il nostro Qa’im (lett. “colui che si solleva”, ossia l’Imam al-Mahdi), metterà la mano sulla testa dei servi di Dio, riunendo i loro intelletti e perfezionandoli. Dopodiché il Signore potenzierà la loro vista e il loro udito, in modo tale che non vi sia più alcun ostacolo tra loro e il Qa’im. In tal modo, quando vorrà parlare con loro, essi potranno sentirlo e vederlo [da ogni luogo] senza che egli si muova dal posto in cui si trova.

Arte ed Estetica nell’Islam

Autore/i: Allamah Muhammad Taqi Jafari
Editore: Irfan Edizioni
prefazione di Maria Rosaria D’Acierno, traduzione di Kazem Zakeri (Zaccaria). pp. 148, San Demetrio Corone (CS)

In quest’opera l’Autore affronta, dal punto di vista filosofico islamico, i temi più importanti dell’arte e dell’estetica, tra cui: il significato e i differenti tipi di bellezza, la distinzione tra arte conformista e arte d’avanguardia, il ruolo dell’artista nella società, il talento e la creatività, il rapporto tra la bellezza con l’etica e la verità rivelata. Un intero capitolo, infine, è dedicato al tema della bellezza artistica e naturale, nelle fonti tradizionali dell’Islam, ossia il Corano e le tradizioni del Profeta e degli Imam.

Allamah Muhammad Taqi Jafari  (1923-1998), nato a Tabriz (Iran), è stato un autorevole filosofo e teologo musulmano di scuola sciita. Scrisse molte opere nelle quali affrontò diverse tematiche in ambito antropologico, sociologico, mistico e filosofo, tra le quali ricordiamo un imponente commentario in 15 volumi al capolavoro del misticismo universale del poeta Rumi, il Mathnawi, e la sua incom-piuta traduzione commentata in persiano del Nahj al-Balaghah, che raccoglie i detti, i sermoni e le lettere (in lingua araba) attribuite ad Ali ibn Abu Talib, quarto califfo e primo Imam sciita.

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Presentazione

Profilo biografico di Allamah Jafari

1. Uno sguardo alla filosofia dell’arte secondo l’Islam

2. L’arte dal punto di vista filosofico

3. Arte conformista e arte d’avanguardia

4. Arte e innovazione

5. L’artista e la creativita’

6. Unita’ e molteplicita’ nell’arte

7. La bellezza e la sua relazione con la verita’ e l’etica

8. La bellezza dal punto di vista filosofico

9. La bellezza secondo le fonti islamiche

Nell’Islam Iranico

Aspetti spirituali e filosofici – 2. Sohrawardī e i platonici di Persia
Autore/i: Corbin Henry
Editore: Mimesis
a cura di Roberto Revello, con uno scritto di Salvatore Lavecchia pp. 444, Milano

Autore di riferimento, nodo imprescindibile nella ricerca di un filone spirituale ininterrotto che va dall’Iran mazdeo all’Iran shiita, per Corbin Sohrawardi è stato il pensatore più congeniale, un vero alterego. Le opere dello shaykh al-Ishraq sono infatti iniziazione a un percorso filosofico e spirituale, l’incontro immaginale ed ermeneutico con un Plato redivivus, “un Platone percepito nella luce del futuro”. La hikmat al-Ishraq, “sapienza orientale” e “filosofia illuminativa” si fa barzakh, “essere tra”, confluenza nella gnosi islamica di tradizioni e testimonianze mazdee, caldaiche ed ermetiste. Il tesoro degli Ishraqiyun si consegna come lascito da riattivare attraverso un incontro personale, nei modi rappresentati simbolicamente dai “Racconti mistici” di Sohrawardi e così straordinariamente interpretati da Corbin in quest’opera.

Sciiti nel Mondo

Autore/i: Scarcia Amoretti Biancamaria
Editore: Jouvence
premessa dell’autrice. pp. 350, Milano

Protagonisti politici di primo piano sulla scena mediorientale contemporanea, gli sciiti permangono una realtà poco nota, ma sentita come pericolosa e aliena. Questo libro intende offrire strumenti di conoscenza e di comprensione perché essi vengano collocati nel complesso quadro del mondo islamico. Si tratta di un profilo della loro storia sin dai primi tempi dell’Islam, nei diversi Paesi in cui sono presenti. Vengono messi in luce gli elementi di continuità con il passato e quelli determinati, invece, dal contesto internazionale a noi più prossimo. Accanto ai fatti storici, però, se ne analizza la specificità religiosa e il contributo all’elaborazione teologica e filosofica dell’Islam nel suo complesso. Pensato per i “non addetti ai lavori”, il libro costituisce nel contempo una sorta di manuale universitario, utile come tale a chiunque coltivi il settore.

Biancamaria Scarcia Amoretti, Professore Emerito della Sapienza Università di Roma, è una delle studiose più autorevoli del mondo islamico, i cui interessi spaziano dall’Islam medievale a quello contemporaneo. Lo dimostrano lavori che vanno dai contributi dedicati alla storia medievale della Cambridge History of Iran, a testi di divulgazione incentrati sulla problematica dell’impatto della religione islamica sulle dinamiche politiche del mondo musulmano nel suo complesso, quali Tolleranza e guerra santa nell’Islam (Firenze 1974) o Il mondo dell’Islam (Roma 1981). Tra le pubblicazioni più recenti Il Corano. Una lettura (Roma 2009).

L’Imām Nascosto

Autore/i: Corbin Henry
Editore: Se
a cura e con uno scritto di Gianni Carchia, traduzione di Mariolina Bertini pp. 104, Milano

“L’avventura spirituale che ci è narrata in queste pagine da Henry Corbin, fra i tanti segreti accanto ai quali ci fa sostare, uno ce ne sussurra, dei più preziosi. Si riferisce al tempo. Noi leggiamo queste storie meravigliose, entro le quali si cullano i sogni della coscienza che si desta alla conoscenza, e subito ci avvediamo che esse non sono l’opera di un arbitrio del fantasticare puro, che i contorni della fantasia che le genera non sono quelli, molli ed evanescenti, del rammemorare mitico. Perché la libertà e l’incanto di ciò che qui si narra sono inscritti, piuttosto, entro le linee ferme e intransigenti di una dottrina, anzi di una religione. Ma al tempo stesso, la ferma sobrietà che, sotterraneamente e senza sforzo, disciplina il rigoglio dell’ispirazione, è come non avesse peso, come si liberasse leggera al di sopra di qualsiasi greve storica puntualità. Gli eventi che si raccontano sono determinati e precisi, hanno un rilievo, non sono fantasmi irreali; il loro profilo, però, è quello immateriale, benché obiettivo, di un viso in uno specchio, di un “raggio di luce che attraversa una vetrata”.” (Dallo scritto di Gianni Carchia)

Shambhala Rossa

Magia, profezia e geopolitica nel cuore dell’Asia
Autore/i: Znamenski Andrei
Editore: Settimo Sigillo
introduzione di Marcello De Martino, traduzione di Massimo Carlucci. pp. 304, nn. ill. b/n, Roma

Molti conoscono Shambhala come la leggendaria terra di felicità spirituale che è situata o in India secondo il Kalachakra Tantra nel buddhismo tibetano o nella catena montuosa dell’Himalaya sotto il nome di Shangri-La grazie al popolare film Lost Horizon (Orizzonte perduto) del 1937 di Frank Capra, ma pochi sanno del ruolo che il mito di Shambhala ha svolto nella geopolitica russa all’inizio del XX secolo. Shambhala rossa è il primo libro in inglese che racconta la storia di cercatori politici e religiosi provenienti da Oriente e da Occidente che si servirono delle profezie buddhiste per promuovere i loro programmi spirituali, sociali e geopolitici. C’erano persone di diverse convinzioni ed ambienti come Ja-lama e Agvan Dorzhiev, ma tra costoro si annoverava anche un pittore teosofo come Nicholas Roerich, un crittografo della polizia segreta bolscevica come Gleb Bokii, uno scrittore di occultismo con tendenze a sinistra qual era Alexander Barchenko, rivoluzionari e diplomatici bolscevichi come
Georgy Chicherin e Boris Shumatsky insieme ai loro compagni di viaggio indigeni Elbek-Dorjik Rinchino, Sergei Borisov e Choibalsan, e infine il fanatico di destra Roman von Ungern-Sternberg, il sanguinario barone bianco.
Il nuovo libro di Andrei Znamenski e una sfida per tutti coloro che rifiutano di accettare le connessioni tra leggenda e politica. Shambhala rossa da un incontestabile elemento di prova che l’ideologia comunista atea del XX secolo non ha disdegnato di usare un mito buddista tibetano come una sorta di instrumentum regni, cioe uno strumento politico di propaganda: sinistra russa e intellettuali di destra, come pure ricercatori spirituali, si trovarono tutti uniti in un’antica idea di rinascita, sognando una terra egualitaria, una Shambhala rossa, dove un’umanita trasformata potesse vivere in una Nuova Era di pace. Lfautore fornisce un’indagine innovativa attraverso la quale siamo fatti consapevoli che il Sacro e Profano possono condividere lo stesso milieu mitico: una lettura obbligata per le persone interessate a quella zona indefinita tra mistica, esoterismo e politica.

Andrei Znamenski ha studiato storia e antropologia sia in Russia che negli Stati Uniti. Gia ricercatore residente alla Biblioteca del Congresso, e stato visiting professor presso l’Universita di Hokkaido in Giappone e ha insegnato storia russa e storia delle religioni presso l’Universita di Toledo in Ohio, l’Alabama State University e l’Universita di Memphis. I suoi principali campi di interesse sono lo sciamanesimo, la storia dell’esoterismo occidentale e la storia russa come pure le religioni indigene
della Siberia e del Nord America. Znamenski viaggiato e vissuto molto in Alaska, Siberia e Giappone

Gli Unni

Un impero di nomadi antagonista dell’antica Cina
Autore/i: Gumilev L. N.
Editore: Res Gestae
introduzione dell’autore. pp. 260, ill. b/n, Milano Prezzo: € 16,00

Detti Unni per la loro fama di distruttori, gli Xiougnu sono la causa della costruzione della Grande muraglia cinese. Nel terzo secolo d.C. la forza di questa popolazione nomade dedita alla guerra minaccia da vicino la Cina. La ricostruzione di Gumilev è la più completa e preziosa sulle origini di un popolo che ancora oggi affascina e spaventa. Lingua, tradizioni e le arti marziali degli Unni di Cina hanno lasciato un segno indelebile nella memoria d’oriente. Un segno grandioso che serpeggia lungo i confini dell’antico impero.

Lev Nicolaevic Gumilev (1912-1992), storico di origine russa, si è occupato in particolare del grande coacervo di popolazioni originarie e scomparse dell’estremo oriente. È stato professore di Storia dei popoli dell’Asia centrale all’Università di Leningrado.

Appunti per una Storia della Lingua Neopersiana

Parte I: parte generale – fonologia – la più antica documentazione
Autore/i: Orsatti Paola
Editore: Università La Sapienza
premessa dell’autrice. pp. 188, Roma Prezzo: € 9,50

Questi Appunti intendono fornire agli studenti che seguono i corsi di persiano un testo che raccolga, in lingua italiana, le nozioni necessarie per sostenere l’esame di Storia della lingua persiana. I primi due capitoli sono concepiti per il corso di base; il terzo, che contiene un’analisi del materiale linguistico attestato in alcuni tra i più antichi testi neopersiani di carattere non letterario, è destinato ai corsi avanzati (Corso di laurea specialistica, anzi – ormai – magistrale).
Si tratta della prima parte di quello che con il tempo spero possa diventare un manuale di storia della lingua persiana. Molto del materiale didattico che – da quando, nell’anno accademico 2000-01, ho iniziato a tenere i corsi di Storia della lingua persiana – ho raccolto, deve essere rielaborato e studiato più approfonditamente; è dunque ancora prematura una sua messa per iscritto… (Paola Orsatti – dalla Premessa)

Central Asia and Tibet

Towards the Holy City of Lassa
Autore/i: Sven Hedin
Editore: Hurst and Blackett Limited
rilegatura in marocchino rosso con fregi in oro e stemma di Lord Montgomerie copia del Memorial Fund, copia con piccolo strappo su una delle carte geografiche. vol. 1 pp. xvii-608, vol. 2 pp. xiv-664, 420 ill. b/n, 8 full-page color ill., 5 maps b/n, London Prezzo: € 650,00

Preface:
IN offering, as I do in the following pages, the results of my latest travels in Central Asia to the English-speaking world, my first duty must be to thank al those who have in various ways contributed to the success of the journey. In the first place, my sincere and earnest thanks must be tendered to His Majesty King Oscar of Sweden and Norway. With his accustomed generosity and enlightenment he made possible the inception of an undertaking, the success of which was in no slight degree due to his valuable assistance and his distinguished patronage. During the many years which I have devoted to the exploration of the little-known interior of Asia His Majesty has always followed my movements with the warmest interest and sympathy, graciously encouraging me to fresh efforts, and honouring me in the most flattering way after each new success. To him, therefore, I desire to express my deepest and most heartfelt gratitude.
To His Imperial Majesty the Czar of Russia I also owe a heavy debt of gratitude for the invaluable support he was pleased to afford me.
The services which his Cossacks rendered me were such as money alone could not repay. In my caravan there was not the faintest echo of those bloody and hostile passages which in the past have more than once clouded the relations between Swedes and Russians. Seldom have I been served with such signal devotion and zeal as I was during the three years I had the good fortune to have associated with me these four Cossacks of the Czar’s great army. At the same time may I also express my heartfelt thanks to His Excellency, General Kuropatkin, Russian Minister of War, for the valuable assistance he so kindly rendered me? After the very substantial help which King Oscar so generously gave me by way of a start, I experienced no difficulty in raising the funds necessary for my journey, long and important though it was. I had no need to appeal to any except my own countrymen; and amongst them I had on this, as on former occasions, no more liberal friend than M. Emanuel Nobel, of St. Petersburg.
The Swedish edition of this book I have dedicated to my deeply revered parents, as a slight token of the love and affection I owe them for all they have done for me in the past. By a happy inspiration, I have asked, and obtained, the kind permission of His Excellency, Lord Curzon, Viceroy of India, to dedicate to him the EnglishAmerican edition. It affords me the sincerest pleasure thus publicly to thank him for the truly magnificent hospitality which he and Lady Curzon showed me when I was in Calcutta and Barrackpur. It was owing to Lord Curzon’s influential favour that my visit in India turned out so exceedingly pleasurable, in fact, I shall never forget it. But whilst thus tendering the evidence of my gratitude to the able and successful administrator, I desire also, by my dedication of the book to Lord Curzon, to express my admiration for the learned geographer, and, at the same time, render my homage to one who is counted amongst the profoundest of living students of the geography and politics of Asia. I congratulate the powerful empire which has such posts as the Viceroyalty of India to bestow upon the noblest and best of her sons; I congratulate her still more in having sons like Lord Cunon to whom she can entrust the rule of a dependency compared with which most of even the Great Powers of Europe are but as pigmies beside a giant.
It also affords me great pleasure to offer my respectful thanks to the Royal Geographical Society for the distinguished and flattering reception it has always accorded to me, for the unique and highly valued honours it has bestowed upon me, and for the proofs of hospitality, sympathy, and kindness with which I have been overwhelmed by those of its members with whom I have had the good fortune to be brought into contact, but more especially to Sir Clements R. Markham, its esteemed president, and Dr. J. Scott Keltie, its valued secretary. By both the officers and members of the Royal Scottish Geographical Society I have been no less honoured and, encouraged; and herewith I tender to them also my heartfelt thanks.
This book cannot claim to be anything more than a digested and ordered diary of my latest travels in Asia, together with a description of the regions which.1 have crossed and recrossed to an added total of some six thousand English miles. If the narrative should be found somewhat heavy and lacking in variety-it will be an exact counterpart of the regions I have travelled through. Travel in Asia is not a dance upon the dropping petals of the rose. Life, with the slow-moving caravans of its boundless deserts and untrodden mountain solitudes, cannot help being monotonous. I have, however, tried to convey an impression of the manner of life, and of how the days pass, amid the lonely desolation of those illimitable wastes. And in any case my
labours bring their own reward, in the consciousness that they have contributed, in some degree at least, to the advancement of human knowledge.
In this book I have contented myself with merely an occasional glance at the scientific results of the journey. The fuller and detailed account of them is reserved for a separate work, to which I would like to be allowed to refer the reader who is interested in the geography of Central Asia. The work in question will appear in the course of the next three years, and will be accompanied by an atlas in a couple of folio vols. I shall be happy to answer any inquiries about the Scientific Results, as well as to enrol the names of subscribers; for the production of the work must necessarily be costly, and its success will, of course. depend upon the number of subscribers who come forward.
As I can make no pretensions to being either a historical or an archaelogical scholar, I have seen fit to quote the opinions of two gentlemen, who are well conversant with such subjects, with regard to the ruins of the ancient towns that I had the good fortune to discover beside the ancient lake of Lop-nor. I allude to Professor Himly, of Wiesbaden, and Mr. Macartney, Agent of the Government of India at Kashgar. Dr. M. A. Stein’s Sand-buried Ruirrs of Khofan did not, unfortunately, appear in time for me to refer to it in the text. Nevertheless it cannot be overlooked. It is a work which is as admirable in execution as it is important for the valuable matter it contains. Indeed, it would not be easy to conceive an abler survey, at once clear and full of the keenest insight, of the historic and archaeological problems connected with Central Asia It is certain to mark an era in the investigation of that part of the world. This classic production -for such it is bound to become-cannot be too warmly recommended. The great admiration I have for it must be my excuse for dwelling for a moment upon one or two of the numerous fascinating topics it suggests.
In the first place I desire to acknowledge the loyal spirit in which Dr. Stein has recognised my claim to be the first discoverer of Dandan Uiliq (though I confess I never heard this name applied to the site), and of Kara-dung. With regard to the shifting of the Keriya-daria towards the east, I would refer to my paper in Petermann’s Mitteilungen, Ergiinzungsheft, No. 131, p. 37 (1900).’ The following pages will afford abundant proofs of the tendency of the rivers of East Turkestan to shift their beds. Had Dr. Stein enjoyed the same opportunities that I have had for studying their courses, and the rapid alterations they undergo, he would have found nothing surprising in the fact that the Keriya-daria has shifted its course 234 miles further to the east. T h a t is a movement which would require for its accomplishment neither centuries nor thousands of years. Once the bed of an East Turkestan river gets choked with mud, it is only a question of a comparatively few years for it to alter its course. T h e detailed results of my investigations on the Mus-tagh-ata, and the Eastern Pamirs generally, are not yet published, but they will, I trust, be published ere long. The materials which I collected for a map of the region are at this moment in the hands of the geographical firm of Justus Perthes in Gotha; in fact, I have made an arrangement with them to publish the whole in another separate monograph of the well-known Petermann’s Mitteilungen.
Dr. Stein is to be congratulated upon having exposed the scandalous fabrication of “ancient MSS.” which for a time went on wholesale in Khotan. Fortunately he discovered it before more serious or more mischievous results were able to ensue.
I ought perhaps to state that the reasons why I so seldom advert to the travels of my predecessors and contemporaries in the same parts of the world have not been either forgetfulness or want of due recognition of them ; but simply because my own materials have been so voluminous that the requisite space has been wanting.
Finally, I must thank my publishers, Messrs. H u n t and Blackett, for the generous and obliging spirit in which they have met me throughout. They are issuing the book in what I can only describe as a first class manner, and I trust the result will amply compensate them for the trouble and sacrifices they have made.
The present book has been translated by Mr. J. T. Bealby, the same gentleman who so ably translated Through Asia. To him also I desire to offer my sincere thanks for the painstaking and diligent care he has bestowed upon the English rendering. Unless I am mistaken, it is an excellent piece of work.

L’Astrologia Storica

La teoria delle congiunzioni di Giove e Saturno e la trasmissione dei loro parametri astronomici
Autore/i: Buscherini Stefano
Editore: Mimesis
introduzione di Antonio C. D. Panaino, premessa dell’autore. pp. 224, ill. b/n, Milano Prezzo: € 22,00

L’astrologia storica fiorì nell’Iran sasanide al fine di prevedere gli eventi naturali, ma anche per dare la possibilità ai sovrani persiani di operare le scelte migliori in campo politico-militare. Sfruttando gli strumenti offerti da questa dottrina, in particolare grazie alle congiunzioni di Giove e Saturno, gli astrologi sasanidi potevano, nel quadro delle tecniche proprie dell’oroscopia storica, predire i principali eventi della vita di un sovrano (dal concepimento alla morte), la durata del suo regno, il cambiamento di dinastia e persino azzardare il calcolo della durata della dinastia stessa. Questo libro offre una dettagliata indagine sia delle origini dell’astrologia storica, sia dei complessi percorsi conosciuti dalla sua trasmissione nel posteriore periodo araboislamico, in particolare quello abbaside, quando gli astrologi si spinsero a ricostruire la storia del mondo a partire dalle sue origini, sempre sulla base dei cicli delle congiunzioni dei due pianeti superiori. Infine, il volume dedica un certo spazio anche alla questione dei parametri matematico-astronomici impiegati dagli astronomi sasanidi nei loro modelli planetari e in seguito perfezionati dai loro successori islamici.

Stefano Buscherini si è laureato in Matematica e poi in Storia Orientale; ha conseguito il dottorato di ricerca “Società Regalità Sacerdozio nella Metodologia storica, filologica e antropologica (sec. V – XVI)” presso l’Alma Mater Studiorum dell’Università degli Studi di Bologna. Si occupa di matematica antica con particolare interesse per le sue applicazioni nell’ambito dell’astronomia e dell’astrologia iranica pre-islamica. Collabora con la cattedra di Studi Iranici dell’Università di Bologna (sede di Ravenna) presso il Dipartimento di Beni Culturali.

Eurasian Studies Vol. XI 1-2 2013

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. 260, Roma Prezzo: € 80,00

Articles

Jurgen Paul

Where did the dihqans go?

Veronica Prestini

A manuscript with double authorship: London, British Library Ms Sloane 2742

Alessandro Taddei

Some topographical remarks on Pope Constantine’s journey to Constantinople (AD 710-711)

Marco Salati

An act of appointment to the leadership pf the Wafa ’iyya sufi order from the Ottoman court records of Aleppo (1099/1687)

Marie Bossaert

Les Arméniens et l’apprentissage du turc en Italie. Relais mekhitariste et croisements italo-ottomans (dix-neuvième – début du vingtième siècle)

Correspondences diplomatiques et traités de chancellerie Textes réunis par Denise Aigle et Michele Bernardini

Denise Aigle

Introduction

Malika Dekkiche

Correspondence between Mamluks and Timurid in the fifteenth century: an unpublished corpus of official letters (Bnf, ms ar. 4440)

Thomas Tanase

Les relations de la papauté avec l’Orient mongol et musulman à traves les artes dictandi

Frédéric Bauden

Like father, like son: The chancery manual (Qala’id al-Juman) of al-Qalqasandi’s son and its value for the study of Mamluk diplomatics (ninth/fifteenth century) (Studia Diplomatica Islamica, I)

Marie-Anna Chevalier

Le correspondance entre les éliter arméniennes et la papauté pendant le règne de Lewon premier

Review Article Claudia Ott, 101 Nacht (by Francesca Bellino)