La Kundalinī o l’Energia del Profondo

Autore/i: Silburn Lilian
Editore: Adelphi
traduzione di Francesco Sferra. pp. 310, Milano

La kundalinī, che la fisiologia mistica indù rappresenta come un serpente che dorme inanellato nelle sue spire alla base della colonna vertebrale, è, nella sua dimensione macrocosmica, la stessa energia pulsante e luminosa con cui Śiva manifesta e sostiene l’universo. Compito dello yogin è «risvegliare» questo serpente abissale, questa potenza celata nel corpo sottile di ciascuno di noi, facendola risalire verticalmente attraverso vari cakra o «ruote» che costituiscono altrettante tappe di una ascensione culminante, alla sommità del capo, nel ricongiungimento con Śiva.
In questo libro una grande indologa, Lilian Silburn, ha riunito i passi volutamente frammentari e oscuri sulla kundalinī dispersi in numerosi testi dello Śivaismo del Kaśhmīr (denominazione collettiva delle raffinate scuole del Tantrismo non-dualista fiorite alla fine del primo millennio in quell’estrema propaggine settentrionale dell’India), e li ha raccordati componendo un vasto mosaico in cui ogni tessera è elucidata sulla base non soltanto delle conoscenze acquisite in quarant’anni di studi, ma anche di preziose esperienze personali. Veniamo così introdotti alle varie forme della kundalinī e ai «canali» che essa può imboccare, alle iniziazioni in cui il maestro agisce direttamente sulla kundalinī del discepolo mettendola in risonanza con la propria e, per finire, al kulayāga, l’arduo rito in cui l’unione sessuale è celebrata come via della conoscenza.

Frammenti vedici dai Brāhmaṇā

Autore/i: Lorenzoni Alessandro
Editore: Youcanprint
pp. 126, Tricase (LE)

Quali insegnamenti sono racchiusi nei testi dell’India vedica, trasmessi solo da brāhmaṇà a brāhmaṇà, e concepiti solo per il brāhmaṇà, per lo kṣatríya? In questo libro, i frammenti delle testimonianze vediche in prosa sono riuniti in modo tale da far emergere un’originale conoscenza della natura divina (e umana). Infatti, Prajāpati genera, «emette» le creature, le «geniture». Ma le geniture sono solo il cibo, per Prajāpati. Le geniture sono solo per Prajāpati. Per il śraíṣṭhya. Così, Prajāpati emette gli armenti. Per sottometterli. Inoltre, il brāhmaṇà, lo kṣatrá conseguono Prajāpati. Così, sono soltanto gli armenti, la vís (la «moltitudine»), solo per il brāhmaṇà, per lo kṣatrá. E gli uomini – una volta per il rājanyá – sono come gli armenti. Perciò, alla fine, il brāhmaṇà intraprende la ’rinuncia’: «Quindi, piuttosto, dato tutto, erra» (SBK, 4, 9, 1, 10).

Canzoni dell’Amore Infinito

Autore/i: Kabīr
Editore: Lindau
cura e traduzione dal sanscrito di Brunilde Neroni pp. 130, Torino

Poeta, filosofo e mistico del XV secolo, Kabīr visse a stretto contatto prima dell’islam e poi dell’induismo, in un periodo di lotte sanguinose. Scelse di imboccare un cammino radicalmente diverso: rigettando gli sterili formalismi, gli inutili riti e i digiuni mortificanti prescritti ai fedeli dei due credi, propose una nuova concezione unitaria e gioiosa di Dio e del mondo. È l’amore universale da cui tutto nasce quello celebrato nelle “Canzoni dell’amore infinito”: in esso non c’è separazione tra vita e morte e ha finalmente termine ogni inquietudine umana, perché l’Amore non ha principio né fine, è il Senza Forma, e «per la sua misericordia» insegna a «camminare senza piedi, a vedere senza occhi, a udire senza orecchi, a bere senza labbra e a volare senza ali». Paradossalmente Kabīr divenne un punto di riferimento tanto per i credenti dell’islam quanto per gli induisti e quando morì, pare alla veneranda età di 119 anni, gli uni e gli altri si disputarono il corpo del Maestro. La leggenda vuole che al suo posto sia stato trovato un enorme fascio di gladioli selvatici che i due schieramenti si divisero: così una parte di quei fiori fu bruciata e gettata nel Gange, mentre l’altra venne sepolta.

Dopo il Buddhismo

Ripensare il dharma per un’epoca laica
Autore/i: Batchelor Stephen
Editore: Astrolabio Ubaldini
traduzione di Bar Zecharya e Manuela Giordano pp. 308, Roma

In quest’opera, frutto di quarant’anni di studio e di pratica delle tradizioni theravada, tibetana e coreana, Stephen Batchelor si propone di delineare una visione del buddhismo etica, contemplativa e filosofica che sia coerente e adatta a un’epoca moderna, laica, non dogmatica. A tale scopo si concentra sugli episodi chiave sparsi nel canone che raccontano dei rapporti di Gotama con i suoi contemporanei al fine di cogliere sia il contesto sociale in cui visse il Buddha, sia la sua persona. Alternando letture critiche degli antichi testi canonici a narrazioni della storia di cinque figure che appartenevano alla cerchia ristretta del Buddha, l’autore dimostra che il Buddha non vedeva la rinuncia monastica come un requisito indispensabile per la pratica del suo sentiero, un sentiero che si rivela quindi particolarmente valido nel mondo laico contemporaneo.

Il Maestro di Saidu Sharif. Alle Origini dell’Arte del Gandhara

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ist. It. per l’Africa e l’Oriente
A cura di Pierfrancesco Callieri e Anna Filigenzi pp. 222, nn ill. ill. a colori e b/n, Roma

INDICE

Presentazione, Donatella Mazzeo

Presentazione, Gherardo Gnoli 

Introduzione, Pierfrancesco Callieri

La valle dello Swat e la Missione Archeologica Italiana dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO) in Pakistan, Pierfrancesco Callieri

L’itinerario della spedizione di Alessandro Magno nello Swat, Luca Maria Olivieri

I Maurya e la diffusione del Buddhismo nello Swat, Anna Filigenzi

Gli Indo-Greci nel Pakistan settentrionale, Pierfrancesco Callieri

Il periodo dei Saka e dei Parti: le dinastie di Apraca e di Odi ed il loro supporto al Buddhismo, Pierfrancesco Callieri

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano tra i Greci ed i Kusana, Laura Giuliano

L’artigianato di lusso nel Nord-Ovest di epoca indo-greca, Saka e partica: i “piattelli per cosmetici”, Ciro Lo Muzio

Introduzione ad alcuni significati del simbolismo dello stupa, Massimiliano A. Polichetti

L’arte narrativa del Gandhara, Anna Filigenzi 

Il complesso buddhista di Butkara I: nascita e sviluppo, Domenico Faccenna

Le prime testimonianze di arte figurativa: il centro artistico di Butkara I ed i gruppi stilistici, Domenico Faccenna

L’area sacra buddhista di Saidu Sharif I,
Domenico Faccenna, Pierfrancesco Callieri

Il fregio dello Stupa Principale di Saidu Sharif I: il Maestro di Saidu, Domenico Faccenna

SCHEDE

L’artigianato minore dal III sec. a.c. al I sec. d.C. (Cat. 1-10) .

I piattelli per cosmetici (Ca t. 11-15)

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano da Alessandro agli Indo-Parti (Ca t. 17-64)

La tradizione dei depositi votivi: i reliquiari (Cat. 65-68)

L’arte narrativa del Gandhara (Ca t. 69-71)

Cultura religiosa e tradizione artistica nello Swat: il centro artistico di Butkara I (Cat. 72-95)

Il fregio dello Stiipa Principale di Saidu Sharif I (Ca t. 96-139)

Intorno allo Stiipa Principale: rilievi figurati dai monumenti minori di Saidu Sharif I (Cat. 140-147) .

APPENDICE

Sui contenuti di alcuni reliquiari da Butkara I e Saidu Sharif I, Swat, Lorenzo Costantini, Loredana Costantini Biasini, Daniela Ferro

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Matematica Vedica

Semplice, flessibili, divertente e curiosa – Il sistema di calcolo mentale più veloce del mondo per insegnanti, genitori e ragazzi
Autore/i: Lazzari Eugenio
Editore: BastogiLibri
premessa dell’autore. pp. 224, ill. b/n, Roma

Per Matematica vedica si intende la matematica che risale ai Veda, i testi sacri dell’induismo, fonte della conoscenza, trasmessa oralmente attraverso i Sutra. Si tratta quindi di un antichissimo sistema di calcolo, risalente ai tempi degli antichi indiani, ormai esportato anche in occidente per via della facilità e velocità nel calcolare. Da qualche anno, la matematica vedica è stata introdotta nelle scuole indiane e l’università di Nuova Delhi ha organizzato un corso di Matematica Vedica con l’obiettivo di rendere la matematica più attraente per gli studenti. Ora si sta diffondendo nelle più prestigiose scuole americane. In pratica consiste in una serie di tecniche di calcolo, utili per sviluppare maggiore agilità e flessibilità nel ragionamento matematico. Lo studente può scoprire più facilmente nuovi metodi di soluzione dei problemi e rendersi conto che non esiste un unico metodo corretto. Le tecniche della matematica vedica spaziano da livelli di calcolo elementare proponibili anche alla scuola primaria per arrivare a tecniche più raffinate proponibili solo a studenti di scuola superiore.

Atharva Veda Saṁhitā

2 Volumes
Autore/i: Whitney William Dwight
Editore: Motilal Banarsidass
translated into english with critical and exegetical commentary William Dwight Whitney. vol. 1 pp. 470, vol. 2 pp. 471-1046, Delhi

Atharva-veda means `the Veda of the Atharvan’ or `the Knowledge of Magic Formulas’. The great importance of the Atharva-veda Samhita lies in the fact that it is an invaluable source of knowledge of popular belief as yet uninfluenced by ancient Indian priestly religion, of the faith in numberless spirits, imps, ghosts, and demons of every kind, and of the witchcraft, so eminently important to ethnology and for the history of religion. This work includes in the first place, critical notes upon the text, giving the various readings of the manuscripts; second, the readings of Paippalada of Kashmere version, furnished by the late Professor Roth; furhter, notice of the corresponding passages in all the other Vedic texts, with report of the various readings; the data of the Hindu scholiast respecting authorship, divinity, and metre of each verse; also references to the anciallary literature, especially to the well-edited Kausika and Vaitana Sutras, with account of the ritualistic use therein made of the hymns or parts of hymns, so far as this appears to cast any light upon their meaning; also, extracts from the printed commentary;p and finally, a simple literal translation with introduction and indices.

Tradition, Veda and Law

Studies on South Classical Intellectual Traditions
Autore/i: Squarcini Federico
Editore: Società Editrice Fiorentina
pp. 186, Firenze

The essays in this volume include both general considerations and detailed investigations of South Asian cultural productions, and are arranged to fit specific South Asian materials into larger analytical frameworks.

«These contributions give us an excellent series of conceptual case studies of how to do more with normative texts than affirm or deny their applicability or reality. By reaching out to contemporary theoretical work, Squarcini shows how perennial topics of ideology-formation, the politics of contested language, and the non-physical effects of punishment may be studied through the lens of even ancient Sanskrit intellectual traditions.» (Donald R. Davis, “Journal of Hindu Studies”)

The essays presented in this volume constitute a progression from general considerations related to the ‘etic’ (in the geertzian sense of the word) approach to South Asian cultural productions, to peculiar and detailed investigations of them. Such a sequence is meant to develop a renovated and systemic approach, through which these specific cultural materials should be interpreted: materials not to be read in isolation, nor with an overemphasised concern for cultural relativity. Rather, they should be viewed as meaningful examples of sophisticated intellectual and cultural procedures to be included into a broader comparative discussion, also in order to increase the quality and the depth of such debate. The studies gathered in this volume are therefore arranged to fit specific South Asian materials into larger analytical frameworks.
Readership: Sanskritists and buddhologists; students and scholars of ancient Indian religions, history and literature; students and scholars of South and Central Asia; cultural and social anthropologists; literary theorists; and historians of religions.

Federico Squarcini is Associate Professor in the Department of History at the University of Florence, where he teaches the history of Indian religions.

Federico Squarcini è professore associato di Storia delle religioni all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha insegnato Storia delle religioni e Storia delle religioni dell’India all’Università di Firenze e Indologia all’Università di Bologna e all’Università ‘La Sapienza’ di Roma. Ha scritto e curato diversi volumi, fra i quali «Verso l’India, Oltre l’India. Scritti e ricerche sulle tradizioni intellettuali sudasiatiche» (Mimesis 2002); «Boundaries, Dynamics and Construction of Traditions in South Asia» (FUP 2005); «Il Buddhismo contemporaneo. Rappresentazioni, Istitu-zioni, Modernità» (SEF 2006); «Ex Oriente Lux, Luxus, Luxuria. Storia e sociologia delle tradizioni religiose sudasiatiche in Occidente» (SEF 2006); «Yoga. Fra storia, salute, mercato» (Carocci 2008); «Il Trattato di Manu sulla norma» (Einaudi 2010); «Tradition, Veda and Law. Stu-dies on Southasian Classical Intellectual Traditions» (Anthem 2011).

Visualizza indice

I. Understanding South Asian Cultural Production. In Search for a New Historical and Hermeneutic Awareness; II . ‘Pāṣaṇḍin’, ‘vaitaṇḍika’, ‘vedanindaka’ and ‘nāstika’. On Criticism, Dissenters and Polemics and the South Asian Struggle for the Semiotic Primacy of Veridiction; II. Being Good is Being ‘vaidika’. On the Genesis of a Normative Criterion in the ‘Mānavadharmaśāstra’; IV. ‘na mlecchabhāṣāṃ śikṣeta’. On the Authority of Speech and the Modes of Social Distinction through the Medium of Language; V. Punishing in public. Imposing Moral Self-Dominance in Juridical Sanskrit Sources.

Sanskrit: An Appreciation Without Apprehension

Setubandh Language Series Volume 5 – A Programmed Text
Autore/i: Bharat S. Shah
Editore: Setubandh Publications
pp. 276, New York

A very playful approach, it seems. I’m about a quarter of the way through and had to put it down because it was too informal.

Bharat S. Shah is a medical doctor practicing in New York. He has been interested and actively involved in building bridges across cultures, religions, and languages. He has published several books for classroom teaching or for self-study of Asian Indian languages e.g., Gujarati, Sanskrit, English, and the Devanagari script (used for Hindi, Marathi, and Sanskrit languages). He has also published a simple, introductory text on Jainism, an ancient religion emphasizing extreme non-violence, respect for the environment, and social equality. Dr. Shah has been widely published in medical and lay media, and he has given several lectures, interviews, and crash courses on various alphabets. He has authored an autobiographical docu-novel based on his wife’s liver transplant. He has been a secreatry and then the president of the Gujarati Literary Academy of North America. He enjoys presenting an extremely complex subject matter in a simple and humorous manner.

Dalle Indie alla Cina

Le trasformazioni della cartografia per una nuova raffigurazione del mondo 1492 – 1735
Autore/i: Viviano Gianpiero
Editore: Sagep Editori
introduzione dell’autore. pp. 96, nn. tavv. a colori ripiegate f.t., interamente e riccamente ill. a colori, Genova Prezzo: € 20,00

Un percorso molto lungo quello proposto dall’Autore, ma decisivo per quanto riguarda le due date estreme (1492 e 1735) in quanto rappresentano il periodo nel quale la raffigurazione cartografica del mondo subisce la più radicale trasformazione non solo rispetto ai secoli precedenti, ma anche riguardo alla cartografia di pochi anni prima del 1492.
La cartografia successiva a questo anno è frutto sia dei resoconti dei grandi navigatori che del lavoro sulla terraferma svolto nell’ambito delle più varie professionalità da cartografi, geografi, matematici, cosmografi, disegnatori, incisori, stampatori, editori e… missionari per quanto riguarda la grande area, pressoché sconosciuta, dell’estremo Oriente.
Dopo una rassegna descrittiva (accompagnata da opportuni rimandi bibliografici per chi volesse approfondire i vari argomenti toccati) l´Autore focalizza la propria analisi sulle carte seicentesche (ma anche su quelle di poco precedenti e successive) per evidenziare un argomento ancora dibattuto nella storia della cartografia ovvero su come hanno potuto vaste aree continentali (in particolare l´Europa e il bacino del Mediterraneo) continuare ad essere rappresentate in modo (a noi) palesemente distorto fino alle soglie del Settecento.
Con l´aiuto di qualche schema grafico e di una tabella riassuntiva di dati di raffronto per alcune significative distanze geografiche, l´Autore propone una propria risposta lasciando aperta al lettore la possibilità di ulteriori verifiche su altri punti geografici.

Mahaparinirvana-Sutra

Ovvero il libro della totale estinzione del Buddha
Autore/i: Puini Carlo
Editore: Carabba
prefazione dell’autore. pp. 142, Lanciano Prezzo: € 15,00

Del Mahaparinirvana-sutra, – importantissimo, perchè narra gli ultimi fatti e discorsi di Buddha – s’è perso da gran tempo l’originale e non esiste che una redazione cinese dovuta a Pe-fa-tsu. Il Prof. Puini, che fù  valente sinologo italiano, ne fece una diligente versione, arricchendola di note, di appendici e di un glossario. (G. Papini)

Musica Indiana

Teoria e approfondimenti da una prospettiva occidentale
Autore/i: Saterini Patrizia
Editore: Il Punto D’Incontro
pp. 240, Vicenza Prezzo: € 12,90

Chi si avvicina alla musica indiana incontra una cultura artistica ricca, articolata e particolarmente sofisticata, in cui il fare musica è inteso come un processo creativo che ha un preciso impatto sull’esistenza. L’arte conduce alla trascendenza attraverso l’esperienza estetica e il musicista diventa così il tramite tra il mondo terreno e quello celeste. Per un occidentale, il contatto con questa concezione musicale apparentemente lontana può costituire un’occasione di arricchimento artistico e personale. Avvalendosi della propria esperienza trentennale, Patrizia Saterini, insegnante e musicista, non solo espone esaurientemente tutti i concetti teorici basilari della musica indiana, ma li colloca in una riflessione filosofica che non mancherà di affascinare chi si accosta a questa antica cultura, offrendo anche una serie di interviste ad alcuni tra i personaggi più significativi del panorama artistico indiano contemporaneo.

• Il concetto di suono e del fare musica
• Raga
• Il ciclo ritmico
• Voce, strumenti e danza
• Storia e teoria musicale
• L’insegnamento tradizionale
• I due sistemi: indostano e carnatico
• Intonazione e temperamento
• Il sistema microtonale
• L’improvvisazione
• Applicazioni pratiche

Delhi, 15 Agosto 1947 la Fine del Colonialismo

Autore/i: Rothermund Dietmar
Editore: Il Mulino
traduzione di Serena Andreassi. pp. 260, Bologna Prezzo: € 32,00

Il 15 agosto 1947 il viceré inglese lord Mountbatten concedeva l’indipendenza all’India; il giorno prima, a Karachi, l’aveva concessa al Pakistan. L’autonomia del più importante territorio dell’impero coloniale inglese segna una data importante per la storia mondiale: l’inizio di quel processo di decolonizzazione che, nel giro di una ventina di anni, avrebbe coinvolto tutti i possedimenti colloniali europei, dall’India al Sudest asiatico, al Medio Oriente, all’Africa. Il libro ricostruisce la storia del nazionalismo indiano, esamina poi la vicenda parallela del Pakistan e dello Sri Lanka, per allargare in seguito l’esposizione al Sudest asiatico, agli stati arabi dall’Iraq all’Algeria e al Marocco, all’emancipazione dei paesi dell’Africa nera.
Un processo chiave nella storia mondiale del Novecento, che ha prodotto un nuovo assetto delle relazioni internazionali, politiche ed economiche.

Esperienza dell’India

Autore/i: Disertori Beppino
Editore: Neri Pozza
pp. 276, Temi (Trento) Prezzo: € 18,00

Il cuore spirituale delle otto Delhi e dell’India intera è l’ara sul luogo della cremazione di Mohandas Karamchand Gandhi, che il suo popolo e il mondo chiamarono Mahatma, Il Magnanimo. Le acque della Jumna specchiarono le fiamme di quel rogo, segnando un momento storico supremo, come quello del paranirvana di Buddha. La mia prima visita è proprio al Raj Gath per il rito dell’offerta floreale sull’ara del Mahatma. È mio dovere e diritto per l’antica devozione.
Devo compiere un lungo tratto a piedi scalzi …..
M’inchino sul marmo lucido e vi vedo specchiati il mio volto commosso e i petali gialli delle sacre tagete che sto spargendo. È un invito al nosce te ipsum: all’esame di coscienza, alla diuturna ricerca interiore e alla fedeltà all’atman che abita in noi. È l’ammonimento intranseunte del Maestro agli uomini transeunti.

Nepal, alla Scoperta del Regno dei Malla

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: Fratelli Melita Editori
prefazione e introduzione dell’autore, fotografie di Francesca Bonardi. pp. 96, nn. ill. b/n, Roma Prezzo: € 16,00

Questo libro prende spunto da una spedizione archeologica compiuta nel Nepal con lo soopo di scoprire e salvare, e non solo attraverso il documento fotografico, I resti delle civiltà che si sono succedute nelle zone Imalaiane e ricostruire le complesse vicende delle genti che fecero da ponte fra il subcontinente Indo-pakistano e l’Asia centrale. Vengono così registrate le caratteristiche storiche e culturali dei Malia, popolo audace e guerriero che dall’XI al XIV secolo dominò ’su tutte le vaste terre desertiche a nord dell’Amalia. Controllando perfino le ’strade dei pellegrini verso il Mansarovar e il Cailasa, sfruttando le ricche miniere d’oro di Tok-Gialug, i Malia ebbero infatti il monopolio assoluto dei traffici intercorrenti fra l’India e il Tibet, fondamento precipuo di un vasto Impero.

Templi, rovine e iscrizioni cl vengono incontro in una terra ricca di mistero e Immersa nel silenzio. Essi riescono a narrarci le vicende d’un grandioso impero di tipo feudale che per tre secoli dominò il Nepal ed il Tibet occidentale.

Giuseppe Tucci, nato a Macerata nel 1894, premio Jawaharlal Nehru, è stato. professore di ,religioni e filosofia dell’India e dell’Estremo Oriente all’Università di Roma, Ha compiuto oltre dieci pericolose esplorazioni nel Tibet e nel Nepal, scoprendo documenti che hanno aperto nuovi orizzonti agli studi asiatici.