Deux Études sur la Katha Upanishad

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.
Editore: Archè
traduit de l’anglais par Gérard Leconte pp. 144, Milano Prezzo: € 24,00

Le présent volume comprend les deux articles importants que Coomaraswamy a consacrés à la Katha Upanishad, l’un des textes fondamentaux du Vêdânta: “A study of the Katha Upanishad” e “Notes on the Katha Upanishad”.

«Dans le New Indian Antiquary, Ananda K. Coomaraswamy étudie différents passages difficiles et souvent mal interprétés de la Katha Upanishad; au cours de cet examen, il aborde de nombreuses questions fort importantes, et nous ne pouvons ici qu’en énumérer sommairement quelques-unes des principales: la signification réelle de la “Mort” (Mrityu ou Yama) sous son aspect supérieur et de son identification avec le Soleil, en tant que gardien du passage désigné lui-même comme la “porte salaire”, et par lequel est atteint l’état ultime et “extra-cosmique”, l’”Empyrée” distingué de l’”Elysée” sub-solaire qui est encore au pouvoir de la Mort; les “trois morts” représentées par les trois nuits passées par Nachikêtas (c’est-à-dire, suivant le sens même de son nom, “celui qui n’a pas encore la connaissance”) au seuil de la demeure de Mrityu; la correspondance des trois faveurs demandées par Nachikêtas avec les “trois pas” de Vishnu; le sens précis du mot srishti, qui pourrait être rendu par “expression” plutôt que par “émanation”, pour désigner la production du monde manifesté, et l’application fle l’idée de “mesure” (mâtrâ) à l’acte même de cette production; le sens du mot rita, désignant proprement l’ordre cosmique, et auquelle mot d’”ordre” (ordo en latin), aussi bien que celui de “rite”, est d’ailleurs directement apparenté; le symbolisme du “pont” (sêtu), coïncidant avec celui du sûtrâtmâ qui relie entre eux tous les états de l’être; l’union du manifesté et du non-manifesté (vyaktâvyakta), comme “une seule essence et deux natures”, dans l’”Identité Suprême”»
René Guénon

Viaggio nel Mito Kathakali

Autore/i: Dall’Agnol Angela
Editore: Editoria & Spettacolo
introduzione dell’autrice, fotografie di Dennis Cecchin. pp. 164, nn. ill. a colori e b/n, Spoleto (PG) Prezzo: € 15,00

Un viaggio in India lascia sempre un segno profondo e indelebile. L’autrice di questo libro, nel suo viaggio nella regione del Kerala ha incontrato il Kathakali, che da allora è diventato l’oggetto e insieme lo strumento della sua ricerca di conoscenza. E di un viaggio tratta questo libro, di un percorso che ci propone accostati senza soluzione di continuità, in totale rispondenza con il senso della spiritualità indiana, gli aspetti più pratici, concreti, quotidiani del Kathakali, accanto a quelli più sacri, spirituali, religiosi. Assistiamo così attraverso lo sguardo dell’autrice/narratrice a uno spettacolo di Kathakali per turisti, e poi invece a uno sacro. Entriamo nella camera verde, la stanza del trucco degli attori, impariamo a conoscere gli elementi di base per la comprensione di un’arte complessa e articolata: il trucco, i costumi, le corone che caratterizzano i personaggi, i mudra, i rasa. Sbirciamo nelle storie e nelle epopee narrate negli spettacoli. E infine incontriamo Gopi Kalanilayam, maestro della scuola di Kathakali di Irinjalakuda (Kerala) nell’intervista conclusiva. Un saggio che propone uno sguardo diverso sul Kathakali, con un occhio attento all’aspetto sacro e un racconto appassionato del quotidiano.

Introduzione Generale allo Studio delle Dottrine Indù

Autore/i: Guénon René
Editore: Edizioni Studi Tradizionali
prefazione dell’autore, traduzione di Pietro Nutrizio. pp. 316, Torino Prezzo: € 32,00

Dalla prefazione dell’autore:
“Molte sono le difficoltà che in Occidente si oppongono a uno studio serio e profondo delle dottrine orientali in genere e in particolare delle dottrine indù; ma gli ostacoli maggiori non sono forse, come generalmente si crede, quelli dovuti agli Orientali. Uno studio siffatto richiede evidentemente, come prima e più essenziale condizione, che si possegga la mentalità adatta per comprendere, veramente e profondamente, le dottrine in questione; ora, è questa un’ attitudine che, escluse rarissime eccezioni, fa totalmente difetto agli Occidentali. I n sé necessaria, tale condizione potrebbe poi addirittura esser considerata sufficiente, perché, quando venga soddisfatta, gli Orientali non provano la minima ripugnanza a comunicare il loro pensiero nel modo più completo possibile. Se dunque non esiste altro ostacolo reale oltre quello da noi ricordato, qual è la ragione per cui gli «orientalisti», vale a dire gli Occidentali che si occupano delle cose d’Oriente, non l’hanno mai superato?
Abbiam detto mai, e siamo sicuri di non correre il rischio di essere accusati d’esagerazione; basta, per convincersene, constatare come essi non abbiano mai saputo produrre altro che semplici lavori d’erudizione, pregevoli forse da uno specialissimo punto di vista, ma privi di ogni interesse quanto alla comprensione della sia pur minima vera idea.[…]“

Nel Cuore dell’Antica India

e del suo Divino Incanto – La Bhagavad Gita di Vyasa Sante
Autore/i: Vyasa Sante
Editore: Gesp
pp. 384, ill. b/n, Città di Castello (PG) Prezzo: € 20,00

Questo libro è un’emozionante immersione nell’antica cultura e nelle spiritualità dell’India, frutto dell’esperienza diretta ed entusiasta di un ricercatore indipendente che da quarant’anni si dedica allo studio delle tradizioni metafisiche di questo Paese.
Nel cuore dell’antica India e del suo divino Canto rappresenta un’opportunità da non perdere per tutti coloro che vogliono farsi un’idea chiara, o approfondire la propria conoscenza, su questo affascinante ma complesso mondo dottrinale, composto da più visioni filosofiche e strade per la realizzazione di Sé.
Vyasa Sante condurrà il lettore in un suggestivo itinerario che partendo dalla storia antica delle civiltà aryane prosegue con la descrizione delle loro usanze e della loro cultura, fino alla scoperta della vera essenza delle principali dottrine spirituali sorte in questa terra leggendaria. Dal Buddismo all’Induismo, con le sue due più importanti scuole di pensiero Duale e Non Duale, passando per il Tantra, potremo avventurarci lungo i sentieri già calcati dagli innumerevoli ricercatori del sommo Bene, arrivando infine a comprendere come ogni cosa esistente, compresi noi stessi, costituisca un tutt’uno con l’Assoluto.
Con una prosa scorrevole e coinvolgente l’autore ci racconterà anche la vita straordinaria e la predicazione illuminante dei più famosi maestri spirituali indiani come Buddha, Shankaracharya e Chaitanya, offrendoci una panoramica comprensibile ed esaustiva dei loro diversi insegnamenti e anche di Quello che tutti li unisce.
La narrazione si conclude con un tuffo nella Bhagavadgita, la scrittura sapienziale più celebre e rappresentativa delle tradizioni spirituali dell’India.
Vyasa Sante ci guiderà sapientemente alla conoscenza di questo testo sacro, proponendo una versione dell’opera di facile lettura, frutto di un attento studio comparativo tra le migliori traduzioni dal sanscrito, volto a evidenziarne i significati universalistici originali e mettere il testo al riparo da interpretazioni scolastiche faziose.

Il fascino per la cultura classica dell’India non manca di attirare sempre più appassionati e curiosi di ogni età, affascinati da ciò che ancora giunge a noi dalla grandiosità di queste antichissime tradizioni. Dall’amore di un ricercatore per questa terra che fin dalla notte dei tempi ha ospitato la predicazione di tantissimi maestri illuminati, nasce Nel cuore dell’antica India e nel suo divino Canto, un libro che si prefigge l’obiettivo ambizioso di riunire in un unico testo un’approfondita panoramica sulla storia, le usanze, le profonde conoscenze tradizionali indiane e l’essenza delle sue correnti spirituali.
A differenza di altri trattati sulle filosofie sacre che spesso possono risultare complessi e impegnativi da leggere, questo libro, concepito come un avvincente viaggio, ci porterà facilmente nel cuore di queste tradizioni.
Con un linguaggio sempre appassionante ed esaustivo, l’autore Vyasa Sante ripercorre millenni di storia per condurre il lettore alla scoperta dei più profondi segreti della metafisica indiana.
Le vivide descrizioni di come si svolgeva la vita quotidiana nelle antiche ed evolute civiltà di questo fervido territorio, aiuteranno noi occidentali a comprendere lo spirito di questi popoli e anche ciò che li ha animati nella ricerca di una propria possibile e piena realizzazione spirituale.
I racconti e le storie riportate dagli antichi testi sacri ci permetteranno di entrare nell’essenza più intima di queste tradizioni, al quale di solito non è facile accedere per la complessità di questa cultura.
Le parole e gli insegnamenti senza tempo di Buddha, Sankaracharya, Chaitanya e di molti altri mistici capaci di dare risposte agli interrogativi e alle aspirazioni più profonde dell’animo umano, ci risuoneranno sempre più familiari tra le pagine di questo libro.
Sarà possibile per noi anche assistere ai vivaci confronti filosofici che di frequente avvenivano tra le varie dottrine e vedere come queste, in definitiva, abbiano sempre convissuto pacificamente nel rispetto reciproco, creando così un ambiente maturo e pluralista, pregno di misticismo e spiritualità, primo esempio di grande democrazia ideologica fondata sul principio della non violenza, mantenutosi lungamente tale dai tempi remoti fino alla sua lenta decadenza sotto i ripetuti domini stranieri subiti dall’India nell’ultimo millennio.
Infine, a conclusione del libro, Vyasa Sante ci presenterà una versione integrale e fluida della Bhgavadgita, il più celebre testo sacro indiano, offrendoci la possibilità di addentrarci nel profondo di queste antiche spiritualità e di comprendere perché numerosissimi intellettuali del nostro tempo, tra cui anche Eistein, Jung, Hesse, Gandhi, Steiner, Schopenhauer, l’abbiano definita senza esitazioni un’Opera straordinaria, in grado di rivelare all’uomo, come forse nessun’altra, la più completa visione del Supremo Divino che tutto pervade.

 

Java

Brahamanische, buddhistische und eigenlebige architektur und plastik auf Java
Autore/i: With Karl
Editore: Folkwang Verlag
pp. 168 + 160 tavv. b/n f. t., Hagen I. W. (Germania) Prezzo: € 80,00

Die Werke des altindischen Geistes sind so sehr Ausdruck eines in sich immer gleich gerichteten und einheitlichen Lebensbewuβtseins, daβ die Unterschiede von Zeiten und Disziplinen gegenuber der monumentalen Eindringlichkeit dieser inneren Einheit fast in den Hintergrund treten. Die Gedanken der Vedas, Upanishads, der Brahmanas und Puranas wie der buddhistischen Werke gruppieren sich letzten Endes alle um einen Mittelpunkt. Ein Relief von Sàntsmì in Nordindien aus vorchristlicher Zeit und ein Relief vom Prambanan in Java aus dem 9. nachchristlichen Jahrhundert sind einander ihrer Verwandtschaft: nach naher als in ihren Abwandlungen verschieden. Und das Seltsamste mag sein, dass irgendeine Stelle aus den Upanishads uns uberwaltigen kann durch die innere Obereinkunft mit einem Tempelbau wie dem Boro Budur.

Vita di Corte nel Rajasthan

Miniature indiane dal XVII al XIX secolo
Autore/i: AA. VV.
Editore: Mario Luca Giusti
a cura di Rosa Maria Cimino pp. XLVI-124, nn. ill. b/n, tavv. a colori, Firenze Prezzo: € 30,00

Dal Giappone al Tibet e successivamente all’India: l’odierna tappa dell’appassionante viaggio tra gli splendidi tesori dell’Arte Orientale ci porta nelle terre del Rajasthan. Ancora una volta lo scenario si apre su un mondo pieno di fascino, ritratto in miniature che propongono – a volte con giochi pittorici di incantevoli, smaglianti iridescenze madreperlacee – alcuni momenti della vita di corte Rajput. Le immagini qui presentate possono essere, a volta a volta, lo specchio fedele di una realtà o la rappresentazione idealizzata della regalità del potere, il ricordo di fasti inconsueti o la rievocazione nostalgica e quasi patetica di un mondo scomparso. Ma non c’è dubbio che nella figurazione solenne dei sovrani, così come in quella più modesta dei loro collaboratori e cortigiani, e nella rappresentazione di scene di colore e di costume e di festeggiamenti nei giardini del palazzo regio, esse paiono sempre evocare sottilmente il ricordo letterario di certi dettami kautiliani o arieggiare la calda sensualità profana della Sattasai e gli appassionati slanci del Gitagovinda.

L’aver potuto riunire un numero così cospicuo di tali minitaure in una rassegna (Torino, 22 marzo – 22 maggio 1985; Palazzo Reale) che si caratterizza per la sua organicità tematica e si segnala per la sua rara bellezza è dunque ragione di giusto orgoglio per il Cesmeo, che può continuare ad assolvere uno dei suoi fini istituzionali più importanti e significativi, quello di promuovere una sempre maggiore conoscenza dell’Oriente e di contribuire a sviluppare i rapporti culturali tra il nostro e i paesi asiatici.

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Presentazione

Note dell’Autore

Storia, epopea, leggenda

Vita di Corte nel Rajasthan

Pittura di corte del periodo tardo del Rajasthan

L’architettura reale Rajput

Tavole a colori

Catalogo

Iscrizioni delle miniature in trascrizione

Glossario

Bibliografia

Il Monaco del Dialogo

Autore/i: Vivekananda Swami
Editore: Laksmi
a cura di Svāminī Haṃsānanda Giri. pp. 240, ill. b/n, Savona Prezzo: € 15,00

La divinità dell’anima e l’unità dell’esistenza; la non dualità di Dio e l’armonia delle religioni; la fede nel Sé interiore come fonte di forza infinita; la morale, la libertà e la gioia: questa l’orditura del messaggio di Svāmin Vivekānanda, basato sulla filosofia del vedānta.
La sua esortazione a vedere Dio in tutto, a percepire il servizio all’uomo come servizio a Dio e il lavoro come culto diede nuovo impulso alla religione e al monachesimo.
Il suo insegnamento di sintesi di vari tipi di yoga e di sviluppo a tutto tondo della personalità umana, il suo messaggio di pace tra le religioni, di armonia tra scienza e religione, di equilibrio tra Oriente e Occidente: è proprio questo il messaggio di cui il mondo attuale e in particolare i giovani hanno bisogno.

Manimekhalai

la ragazza con la ciotola magica (una storia buddhista)
Autore/i: Shattan
Editore: Casadeilibri
tradotto dalla versione francese di Alain Daniélou, in collaborazione con T. V. Gopala Iyer; traduzione italiana di Pietro Faiella pp. 222, ill. b/n, Padova Prezzo: € 16,00

Dalla Nota Editoriale:

Il Manimekhalai è il seguito ideale dello Shilappadikaram (La cavigliera d’oro), da noi edito nel 2011. Si tratta di due tra le opere maggiori della letteratura tamil antica – la lingua principale tra quelle preariane sopravvissute nel sud dell’India – giunte fino ai nostri giorni e in assoluto di due tra i più antichi romanzi della letteratura universale. Il Manimekhalai attribuito al principe mercante Shattan (o Sithalai Sàttanar) resuscitato nel 1898 da U. V. Swaminatha Iyer (1855-1942) è inoltre l’unica epica buddhista in lingua tamil sopravissuta, probabilmente grazie allo status di seguito dello Shilappadikaram.

Entrambe le opere furono tradotte per la prima volta in francese da Alain Daniélou, grazie all’aiuto di due pandit indiani. R. S. Desikan diede un apporto sostanziale alla traduzione dello Shilappadikaram mentre per il Manimekhalai Daniélou fu coaudivato da T. V. Gopala Iyer, indologo di prim’ordine scomparso nel 2007 e questa resta la versione più recente in lingua occidentale (una traduzione in giapponese ad opera di Shuzo Matsunaga è stata pubblicata nel 1991). [...]

Per l’edizione francese Daniélou scelse come sottotitolo Le Scandale de la Vertu, forse parafrasando la nota opera del marchese De Sade Justine, ovvero le disavventure della virtù. In effetti il Manimekhalai è un’apologia della rettitudine in senso buddhista incarnata nelle intriganti forme della bella protagonista.

Quest’opera appare fondamentale per conoscere non solo l’antico buddhismo indiano del Grande Veicolo ma anche le diverse tradizioni con il quale il buddhismo, presto diffusosi in mezza Asia ma destinato a scomparire dalla sua terra natale, doveva confrontarsi.

La piccola isola a nord dello Sri Lanka, dove Manimekhalai dissipa le tenebre dell’ignoranza alla vista delle impronte del Buddha, chiamata nel romanzo Manipallavam e meglio nota come Nainathivu o Nainatheevu, dal nome del misterioso popolo dei Naga, adoratori, secondo il costume dravidico, dei serpenti, è un luogo di culto della Shakti dove è conservata una delle 64 shakti pitha venerate dagli shivaiti e non sarebbe forse fuori luogo trovare in questo fatto un segno dell’intimo rapporto tra shivaismo tantrico e tradizione Mahayana, al quale sembrano alludere le leggende di Nagarjuna.

È opportuno infine notare che il tema ricorrente della trasmigrazione, che fa da sfondo al canovaccio, è presentato in modo romanzesco nel Manimekhalai, e non può essere confuso con la reincarnazione come è stata poi intesa in occidente, poiché nel buddhismo Mahayana non esiste alcun sé permanente, né alcuna anima individuale, che possa “reincarnarsi”. È il continuum della coscienza che passa da una vita all’altra, proprio come in un romanzo la mente del lettore.

Il Divino Amante

La pratica spirituale indiana della via d’amore
Autore/i: Milanetti Giorgio
Editore: Ubaldini Editore
pp. 142, Roma Prezzo: € 9,00

La pratica della ’via d’amore’ (prem-marg) rappresenta uno degli aspetti più vivi e luminosi dell’intera spiritualità indiana. Non vi sono celati, infatti, soltanto gli elementi della passione devozionale (bhakti), ma anche tecniche fondamentali dello yoga e caratteri delle dottrine gnostiche e delle discipline esoteriche. La ’via d’amore’, dunque – che già venne additata nella Bhagavad-gita e che infine si affermò in epoca medievale con l’apoteosi delle figure divine di Rama e Krsna – costituisce un itinerario completo, la cui segreta integrazione venne insegnata dai viandanti più illuminati: così fecero i Sant (Kabir, Dadu, guru Nanak), cui viene dedicato un intero capitolo della presente opera; ma la necessità di alimentare l’ardore della passione devozionale con il copioso combustibile dell’ascesi, e di temperarlo al gelo del discernimento e della consapevolezza, traspare con la medesima urgenza anche dagli insegnamenti degli inebriati devoti di Krsna e dei Sufi indiani – i mistici dell’islam – di cui, rispettivamente, si occupano gli altri due capitoli.

La meta di quell’itinerario è l’abbandono di sé; il discioglimento (laya, fana) nell’abbraccio del Divino Amante. I canti che descrivono quell’ineffabile unione appaiono circonfusi di splendore, e le parole, assieme al pensiero, sembrano arretrare: ma l’emozione suscitata dai versi appassionati di quei santi può condurre ancor oggi – attraverso la sempre viva metafora dei modi dell’amore umano – fino sulla soglia della rivelazione del segreto dell’’unione’ (milan, samyog).

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Il Divino Amante

Krsna-bhakti. Il culto amoroso del dio-pastore

La via d’amore dei santi-poeti nirgun

La simbologia erotica dei sufi indiani

Nota sulla trascrizione e sulla pronuncia

Note

Outline of Hindi Grammar

With Exercises
Autore/i: McGregor R. S.
Editore: Oxford Un. Press
Third Edition Revised and Enlarged. pp. xlii-294, Oxford Prezzo: € 24,50

This book provides both a concise presentation of the essential grammar of modern Hindi which brings beginners as quickly as possible to the point where they can read modern prose with profit, and serves as a reference for those consolidating their grasp of the language. The material is presented in roman transliteration as well as in the Indian script, so that the beginner can work through the book unimpeded by script problems, while still enjoying the advantage of contact with the script from the outset.

Storia dell’Arte dell’India – Vol. I

Dalle origini ai grandi templi medievali
Autore/i: Pieruccini Cinzia
Editore: Einaudi
premessa dell’autrice. pp. XXX-386, 44 ill. a colori e b/n, 64 tavv. a colori e b/n, Torino Prezzo: € 38,00

La storia culturale dell’India è grande fra le piú grandi dell’intera umanità. Ha prodotto durante tutte le sue tappe capitoli di immenso splendore, sintesi sofisticate e geniali di molti ingredienti, che hanno per di piú saputo esercitare influssi enormi, dal momento che il subcontinente indiano ha rappresentato per l’Asia ciò che la Grecia è stata per l’Europa. Formano parte di questa lunga vicenda, la accompagnano e la rispecchiano, realizzazioni artistiche autenticamente emozionanti per magnificenza e varietà.

Questo è il primo di due volumi che intendono tracciare una storia generale delle arti visive del subcontinente indiano. Si spazierà qui dalle origini protostoriche fino all’apogeo dell’architettura templare e della sua scultura, per un periodo che si inoltra fin nel XIII secolo. Queste lunghe fasi comprendono un repertorio di opere straordinarie; alcune di esse si annoverano senz’altro fra le piú spettacolari mai prodotte dall’uomo, ma in verità sono ampi momenti espressivi a collocarsi ai vertici della creatività umana di ogni tempo e luogo. I monumenti, le sculture, i piú rari dipinti ammirabili fino a oggi sono in larga misura ispirati alle religioni nate in India, cioè buddhismo, jainismo e induismo, e riflettono le profonde elaborazioni concettuali di quella che possiamo definire la grande civiltà dell’India classica.

Cinzia Pieruccini insegna Indologia e Storia dell’arte dell’India nell’Università degli Studi di Milano. Ha tradotto dal sanscrito in italiano alcuni testi di grande importanza, e si è occupata a lungo di letteratura classica, epica e trattatistica sanscrita, nonché di architettura e iconografia templare. Ha compiuto in India e altre parti dell’Asia numerosi viaggi di studio e di ricerca. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Induismo (Giuliano Boccali, Electa, 2008) e con Einaudi Viaggio nell’India del Nord (2010) e Storia dell’arte dell’India in due volumi (PBE 2013).

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Premessa. – Parte prima. L’arte dell’India antica e la sua interpretazione: I. Contesti e lineamenti. II. Forme e significati. Parte seconda. Epoche e luoghi: III. Dalla preistoria alla prima arte buddhista. IV. La raffigurazione del Buddha e degli dèi. V. Le grotte del Deccan. VI. I templi del Nord. VII. Nell’India del Sud. – Schede. Appendice: Planimetrie. Cenni bibliografici. Indice dei nomi e dei luoghi.

Storia dell’Arte dell’India – Vol.II

Dagli esordi indo-islamici all’indipendenza
Autore/i: Pieruccini Cinzia
Editore: Einaudi
premessa dell’autrice. pp. XXVIII-420, 43 ill. a colori e b/n, 61 tavv. a colori e b/n, Torino Prezzo: € 38,00

In questo secondo volume il percorso prende le mosse dall’arte indo-islamica, esito del nuovo dominio che si inaugura in India intorno al 1200, e che produce a sua volta, nell’architettura come nella pittura, una lunga serie di capolavori eccezionali, in un contesto che rappresenta da un lato la propaggine orientale della grande koiné islamica, dall’altro una nuova grandiosa fase della cultura indiana in senso proprio.

La storia culturale dell’India è grande fra le piú grandi dell’intera umanità. Ha prodotto durante tutte le sue tappe capitoli di immenso splendore, sintesi sofisticate e geniali di molti ingredienti, che hanno per di piú saputo esercitare influssi enormi, dal momento che il subcontinente indiano ha rappresentato per l’Asia ciò che la Grecia è stata per l’Europa. Formano parte di questa lunga vicenda, la accompagnano e la rispecchiano, realizzazioni artistiche autenticamente emozionanti per magnificenza e varietà. Nel primo volume si è trattato dell’ampio periodo che dalle origini protostoriche si estende fino ai monumenti templari del XIII secolo, le cui meravigliose manifestazioni artistiche appaiono ispirate soprattutto alle religioni nate e cresciute in India. In questo secondo volume il percorso prende le mosse dall’arte indo-islamica, esito del nuovo dominio che si inaugura in India intorno al 1200, e che produce a sua volta, nell’architettura come nella pittura, una lunga serie di capolavori eccezionali, in un contesto che rappresenta da un lato la propaggine orientale della grande koiné islamica, dall’altro una nuova grandiosa fase della cultura indiana in senso proprio. Il discorso prosegue con i principati hindu del Nord e i loro palazzi e dipinti, e con le ricche realtà urbanistiche e monumentali che sorgono nel frattempo nel meridione; per affrontare infine gli esiti della dominazione inglese e della ricerca, da parte dell’India che aspira all’indipendenza, di una compiuta identità culturale in un mondo in rapida trasformazione.

Cinzia Pieruccini insegna Indologia e Storia dell’arte dell’India nell’Università degli Studi di Milano. Ha tradotto dal sanscrito in italiano alcuni testi di grande importanza, e si è occupata a lungo di letteratura classica, epica e trattatistica sanscrita, nonché di architettura e iconografia templare. Ha compiuto in India e altre parti dell’Asia numerosi viaggi di studio e di ricerca. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Induismo (Giuliano Boccali, Electa, 2008) e con Einaudi Viaggio nell’India del Nord (2010) e Storia dell’arte dell’India in due volumi (PBE 2013).

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Premessa. – Parte prima. Eventi, ideologie e forme d’arte: I. Sultani, principi e imperatori. II. L’India colonia. Parte seconda. Epoche, luoghi, protagonisti: III. L’arte indo-islamica. IV. I principi del Nord. V. Vijayanagara e il Sud. VI. Dal British Raj all’indipendenza. – Schede. Appendice: Mappe e planimetrie. Cenni bibliografici. Indice dei nomi e dei luoghi.

Samadhi Yoga

Autore/i: Swami Sivananda
Editore: Vidyananda
pp. 266, Assisi (PG) Prezzo: € 18,00

Il samadhi è l’apice della scienza spirituale dello Yoga, lo stadio supremo dell’unione con il Divino. Scritto dalla profondità della realizzazione spirituale di Swami Sivananda – il grande santo yogi di Rishikesh – questo libro descrive la filosofia dello Yoga e i passi preliminari per giungere all’Unione e infine spiega i diversi tipi e stadi di samadhi.
Chi vuol fare l’esperienza meravigliosa del samadhi deve controllare la mente e il respiro, deve praticare Yoga e osservarne le regole. Per entrare nella meditazione profonda e nel samadhi, l’aspirante spirituale deve avere un ardente desiderio di liberarsi dal fuoco del samsara, come chi fugge da una casa in fiamme.
Samadhi significa annientamento o assorbimento della mente. La mente va ritirata dal mondo esterno e tenuta sotto controllo fino a dissolverla nel cuore. La mente disciplinata porta all’intensa contemplazione e fa entrare in nirvikalpa samadhi. Il samadhi segue la meditazione; la meditazione profonda è il samadhi.
Non si tratta di uno stato d’inerzia, oblio o annientamento, ma di uno stato d’assoluta coscienza che sfugge ad ogni tentativo di descrizione. Come il sale gettato in acqua si scioglie nell’acqua, così la mente unita al Divino alla fine si fonde nel Divino. Per un saggio non vi è ‘entrare’ e ‘uscire’ dal samadhi: ovunque vada e qualunque cosa faccia egli rimane sempre in samadhi e beve il nettare dell’immortalità in questa stessa vita.
Il samadhi non è una specie d’entusiasmo emotivo o un sentimento d’euforia, ma l’esperienza intuitiva diretta della Coscienza Assoluta, la Realtà Ultima, al di là di ogni sensazione, emozione, fremito ed eccitazione. Vi è perfetta consapevolezza, si rimane nel proprio centro e si realizza la libertà assoluta, l’indipendenza e la perfezione.
Nel samadhi non vi è tensione mentale, ma perfetto equilibrio, perfetta pace e silenzio; vi è il totale controllo delle funzioni mentali. Non c’è più ignoranza sulla propria natura spirituale: il piccolo ego finito viene assorbito nella Coscienza Infinita; la mente e i sensi cessano di funzionare, il velo dell’ignoranza è bruciato dal fuoco della conoscenza. Nel samadhi non c’è più il soggetto che medita né l’oggetto di meditazione. Il meditante discioglie la sua personalità nell’oceano di Dio, assorto e annullato fino a diventare un semplice strumento nelle mani del Signore.

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Biografia di Swami Sivananda

Introduzione

Samadhi in sei mesi

Il Samadhi nelle Upanishad

Samadhi Yoga

1. Sadhana

2. Yoga

Cos’è lo Yoga

Chi è uno Yogi

I Diversi Sentieri dello Yoga

3. La Mente e i suoi Misteri

La Mente e la sua Natura

La potenza del Pensiero

Guna

Mente e Cibo

I Desideri – Causa di Schiavitù

4. Il Controllo della Mente

Purificazione della Mente

Controllo dei Sensi

La Lingua

Il Voto del Silenzio

La Conquista della Mente

5. Cattive Qualità

Collera

Paura

Orgoglio

Odio e Gelosia

Come Sdradicare le Cattive Qualità

6. Qualità divine

Verità

Ahimsa (non violenza)

Giustizia

Coraggio – Forza

Umiltà

Titiksha

Contentamento

Amore e Compassione

7. Pranayama

Pratica del Pranayama

Consigli sul Pranayama

Istruzioni Speciali

8. Pratyahara

9. Dharana

10. Dhyana

Meditazione

La Meditazione nelle Diverse Vie

Meditazione su Om

Meditazione: Benefici ed Esperienze

Ostacoli alla Meditazione

Solitudine e Meditazione

11. Siddhi

Kundalini Yoga

12. Samadhi

Raja Yoga Samadhi

Bhakti Yoga Samadhi

Jnana Yoga Samadhi

Concentrazione

Appendice

Sonno e Samadhi

Glossario dei Termini Sanscriti

Il Jainismo

La più antica Dottrina della Nonviolenza, della Compassione e dell’Ecologia
Autore/i: Pastorino Claudia; Tettamanti Massimo
Editore: Edizioni Cosmopolis
prefazione di Luisella Battaglia, presentazione di Claudia Pastorino. pp. 144, ill. b/n, Torino Prezzo: € 12,00

Nonostante affondi le sue robuste radici nell’antichità e porti un messaggio filosofico e spirituale di altissimo livello, il Jainismo è rimasto per secoli assai poco conosciuto in Occidente. Ancora oggi, nel nostro Paese, questa dottrina è pressoché sconosciuta soprattutto a causa della scarsissima letteratura esistente in lingua italiana. È una dottrina spirituale ateista, che non presuppone cioè l’esistenza di un Dio. Nel Jainismo la deità è ogni creatura vivente, anzi è l’energia vivente stessa. Il sacro è intorno a noi, è dentro di noi. L’azione di questa dottrina apre il cuore e la mente ad una sincera accettazione del prossimo e di ogni pensiero differente dal proprio.
Il volume, scritto in stretta collaborazione e sotto la diretta supervisione dei Jaina americani e indiani con i quali gli autori collaborano, auspica la diffusione e la conoscenza di questa Dottrina panteista, così vicina ai moderni principi della nonviolenza, dell’animalismo e dell’ecologia, in un atteggiamento di profondo rispetto di tutto ciò che vive.

Claudia Pastorino, cantautrice e scrittrice, insegna Educazione vocale e pratica la Cantoterapia a Genova dove ha una sua Scuola di Canto. Ha pubblicato 5 cd e i seguenti saggi: “Saman Suttam, il Canone del Jainismo, la più antica dottrina della nonviolenza”, Mondadori Editore, 2001; “L’essenza del Jainismo. La storia, il pensiero, le fiabe, Editori Riuniti, 2003; “La centratura del Tao”, Ed. Clandestine, 2000; “Curarsi con la voce, quando il canto diventa una vera e propria terapia”, Riza Scienze, 2010.

Massimo Tettamanti, laureato in Chimica con indirizzo chimicofisicoorganico, presso l’Università degli Studi di Milano, Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche presso l’Università degli Studi di Milano e Siena è attualmente Consigliere scientifico dell’associazione Atra, Advisor del Mahatma Ghandi Center del Governo Indiano, Direttore del Nutrition Ecology International Center, NEIC, Consigliere Scientifico e Consulente onorario del Commitee for the Purpose of Control and Supervision of Experiments on Animals del Governo Indiano ed è inoltre autore di varie pubblicazioni scientifiche e presentazioni a congressi internazionali.
Autore dei libri “Il Jainismo, la più antica Dottrina della Nonviolenza, della Compassione e dell’Ecologia”, scritto insieme a Claudia Pastorino, Ed. Cosmopolis; “L’Essenza del Jainismo”, scritto insieme a Claudia Pastorino, Editori Riuniti; “Diventa vegan in 10 mosse”, scritto insieme a Marina Berati, Ed. Sonda; “Ecologia della Nutrizione”, scritto insieme a Raffaella Ravasso, Ed. Atra; “Tossicità Legale (Introduzione alle metodologie che non fanno uso di animali)”, tradotto anche in francese e tedesco, Ed. Atra; “Tossicità Legale II (Metodologie che non fanno uso di animali)”, tradotto anche in francese e tedesco, Ed. Atra; “Tossicità Legale III (Banche di Tessuti Umani)”, tradotto anche in francese e tedesco, Ed. Atra; “Chimica e Ambiente”, Ed. Cosmopolis; “Introduzione alle metodologie sostitutive”, LeAL Edizioni; “(Dis)educazione alla Violenza”, scritto insieme a Francesca Sorcinelli e Monica Bertini, Ed.Cosmopolis; “Vittimologia del Reato Ambientale”, scritto insieme a Marco Monzani, in stampa.

La Fantasia degli Dèi e l’Avventura Umana

con le predizioni sulla fine del mondo secondo la tradizione shivaita
Autore/i: Daniélou Alain
Editore: Casadeilibri
prima edizione italiana, a cura di Lorenzo Casadei, traduzione di Petra Lanza, salvo l’appendice “il linguaggio, strumento della trasmissione del sapere” di Francesco Maria Fonte Basso. pp. 296, ill. b/n, Roma Prezzo: € 20,00

Il lettore incontrerà in questo libro una vera e propria sintesi del pensiero di Alain Daniélou sulla tradizione indiana. L’esposizione, di grandissimo respiro e per molti versi unica, riflette la personalità dell’autore e la sua esperienza privilegiata da mlecchä (barbaro) in India. Appoggiandosi su molteplici testi antichi, gran parte dei quali inediti in Occidente, illustra qui compiutamente la storia delle umanità precedenti e la grande avventura della presente umanità … fino all’orlo del precipizio.
L’opera più sconvolgente di Alain Danielou.

Alain Daniélou (1907-1994), è uno dei più eminenti orientalisti contemporanei e musicologo di prima grandezza. Le sue opere sulla civiltà indiana spaziano dalla cosmologia alla musica, dall’arte alla filosofia e alla storia, dallo yoga all’erotismo.Dopo un’infanzia austera passata in Bretagna, Alain Daniélou frequenta gli ambienti avanguardisti parigini degli anni ‘30. Molto presto, però, l’Europa non riesce più a soddisfare le sue aspirazioni più profonde e inizia la sua lunga avventura intorno al mondo: l’America, l’Africa del pirata Henry de Monfreid, i bassifondi di Pechino, la Persia e l’Afghanistan, che per primo attraversa in macchina, e quindi l’India dove viene accolto da Rabindranath Tagore. Affascinato da questo paese, vi rimarrà per più di vent’anni. Si consacra alla musica tradizionale, studia filosofia, sanscrito e indi negli ambienti più ortodossi della città santa, pratica lo yoga e viene iniziato allo shivaismo. Ma non è che un nuovo inizio.