Patañjali Rivelato

Gli Yoga Sutra secondo gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda – Presentati dal suo discepolo diretto Swami Kriyananda
Autore/i: Swami Kriyananda
Editore: Ananda
prefazione di Nayaswami Gyandev McCord, premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Sahaja Mascia Ellero. pp. 284, Gualdo Tadino (PG) Prezzo: € 12,00

La vera voce dello yoga dalla saggezza di Paramhansa Yogananda.
Un libro a lungo atteso nel mondo dello Yoga. Uno dei più profondi commenti agli immortali Yoga Sutra (Aforismi) di Patañjali, la più importante scrittura di questa scienza millenaria. Basandosi sui commenti inediti di Paramhansa Yogananda, il suo discepolo Kriyananda ci offre una visione pratica di questi altissimi insegnamenti, rendendoli accessibili a tutti e spazzando via alcune delle interpretazioni, affermatesi nel corso del tempo, che li rendevano oscuri e difficili da applicare.

Dall’introduzione di Swami Kriyanananda:
“… Il mio Guru, Paramhansa Yogananda, condivise con me alcune delle sue più importanti intuizioni riguardo a questi sutra. [...] Ho scritto questo libro facendo ricorso alla mia profonda conoscenza degli insegnamenti di Yogananda e alle mie riflessioni personali su tutto ciò che egli condivise con me quando eravamo soli nel suo ritiro nel deserto ed egli mi spiegava il significato sottile delle parole di Patañjali. Di conseguenza, conosco gli insegnamenti di Patañjali sullo yoga per come li ho appresi direttamente dal mio Guru; mi sono immerso in quegli insegnamenti per sessantaquattro anni. [...] Amo la chiarezza e sento di dover lavorare nel miglior modo possibile per raggiungerla. …Ho deciso di dedicarmi a quest’opera perché ritengo che il mondo di oggi abbia profondamente bisogno di questo libro…”.

Perle di ispirazione tratte dal libro Patañjali rivelato.
Gli Yoga Sutra di Patañjali rappresentano un appello appassionato a trascendere qualsiasi differenza religiosa. Il loro messaggio fondamentale è questo: «Ecco dei metodi che possono essere verificati e dimostrati. È possibile conoscere che cos’è Dio attraverso l’esperienza personale»….
Paramhansa Yogananda ha dichiarato che il futuro della religione, ovunque, sarebbe stato la realizzazione del Sé: l’effettiva esperienza del Sé universale. Patañjali ci mostra come raggiungere quello stato di unione con il Divino. [....]. Patañjali colma la nostra mente di perdono, di amore sincero e altruistico e di comprensione. Patañjali porta all’umanità molto più che un fresco soffio di Verità. Egli porta il vento di una nuova realtà, odoroso di fresche correnti di speranza: la speranza non solo di un futuro migliore, ma di un futuro perfetto! ».

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Prefazione
Premessa
Introduzione
Samadhi Pada – IL PRIMO LIBRO
Sadhana Pada – IL SECONDO LIBRO
Vibhuti Pada – IL TERZO LIBRO
Kaivalya Pada – IL QUARTO LIBRO
Glossario dei termini sanscriti
Indice analitico

A Tavola con le Religioni. Induismo, Buddhismo, Jainismo

Autore/i: Salani Massimo
Editore: edb
pp. 76, ill. b/n, Bologna Prezzo: € 5,50

Chi e panir, cioè burro chiarificato e formaggio leggero ricco di proteine, sono due ingredienti fondamentali nella cucina dei fedeli induisti, buddhisti e jainisti che condividono, come avviene in tutte le religioni dell’India, il rifiuto di bevande alcoliche. Che cosa si mangia, quali alimenti si rifiutano e dalle mani di chi si accetta cibo cotto sono le domande che definiscono nell’induismo il posto di un uomo o di un gruppo. E mentre l’insegnamento buddhista invita alla moderazione in ogni campo della vita, compreso quello alimentare, ma consente di mangiare carne in determinate circostanze, il fondamento del jainismo risiede nel totale rispetto di ogni forma di vita creata, compreso il mondo materiale, in quanto depositaria di un’anima. La conseguenza a tavola è un rigoroso vegetarianesimo.

Ricette:
Ghi; Panir; Fagiolini alle mandorle; Riso al limone; Banana vadi; Barath allo yogurt; Matti; Dessert al mango; Cavolfiori, fagiolini e anacardi; Upma; Panir vadi; Raita di spinaci; Besan roti; Sorbetto di limone; Pizza di riso; Fagiolini gustosi; Frittelle di mais; Dolce di semolino; Crema di spinaci; Polpette di melanzane; Insalata sfiziosa; Frittelle di mele.

Massimo Salani è docente di Storia delle religioni e Patrologia allo Studio Teologico Interdiocesano di Camaiore (Lucca) e di Storia delle religioni, Patrologia e Didattica Il all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pisa. Con EDB ha pubblicato A tavola con le religioni (2000, vincitore del Premio nazionale di storia e saggistica di Novara), Il figlio della strada. Per una fede che accoglie (2004) e Il Maestro di tavola. Moduli interdisciplinari di religione per gli Istituti Alberghieri e Turistici (2010).

Platone e il Vedānta

Autore/i: AA. VV.
Editore: Tipheret
introduzione e cura di Carmelo Muscato. pp. 136, Acireale Prezzo: € 12,00

Molti indizi lasciano intravedere delle significative affinità tra il pensiero platonico e il pensiero indiano, che, se approfondite, rivelano l’unità della Tradizione sapienziale, al di là di confini spazio-temporali. Tuttavia questo tema rimane poco esplorato dalla ricerca accademica, costituendo una lacuna che lascia nell’ombra alcuni aspetti del complesso pensiero platonico. Il volume “Platone e il Vedanta” si propone di colmare, almeno in parte, questa lacuna, presentando ai lettori italiani due interessanti articoli sull’argomento apparsi in lingua inglese, il primo su Platone e lo Yoga e l’altro su Platone e le Upanishad, con un saggio introduttivo, Discriminazione tra sé e non sé in Platone, che traccia un parallelismo tra il Drig-Drishya-Viveka attribuito a Shankaracharya e l’Alcibiade I di Platone. I due articoli sono: Platone nella luce dello Yoga di Jeffrey Gold, docente di filosofia antica presso il Philosophy Department della East Tennessee State University, e Platone e le Upanishad dell’indologo Nicholas Kazanas, già Direttore dell’Omilos Meleton Cultural Institute di Atene.

L’Uomo alla Ricerca dell’Immortalità

Testimonianze dalle Scritture Indù
Autore/i: Nikhilananda Swami
Editore: Asram Vidya
pp. 152, Roma Prezzo: € 11,00

Fin da quando l’uomo ha cominciato a pensare e la coscienza è diventata autocoscienza, egli si è chiesto quale fosse la sua vera natura, la sua origine e il suo destino ultimo. A queste domande i filosofi, i teologi e i mistici hanno dato varie risposte; quella che propone l’Induismo è l’immortalità dell’anima – la sua reale natura, senza nascita né morte. La dottrina della trasmigrazione, che ne è l’inevitabile corollario, può fornire agli indù la spiegazione della disuguaglianza tra gli uomini, mostra loro la via verso il futuro miglioramento della loro sorte e li assicura della loro liberazione finale dal dolore e dalla sofferenza.

Secondo gli indù l’immortalità dell’anima non è un dogma ma una verità metafisica basata sull’esperienza diretta; essa toglie alla morte quel suo potere di incutere una paura paralizzante e rappresenta un bene inestimabile senza il quale la vita perde ogni suo significato e non rimane nulla per cui valga la pena di lottare e di vivere.

Gli argomenti trattati nel libro si basano sulle principali Upanisad: la Brhadaranyaka per quanto riguarda l’impossibilità di descrivere il Brahman (neti neti: non questo, non questo), la Katha per la natura dell’atman, la Mandukya per i tre stati dell’Essere, la Chandogya per il mahavakya (grande sentenza) “Tat tvam asi: Tu sei Quello” e infine la Taittiriya per quanto riguarda le cinque guaine-kosa che velano il jivatman.

In Appendice sono riportati dei brani significativi, inerenti alla tematica del libro, tratti dalle principali Upanisad e dalla Bhagavadgita.

Il Culto della Yoni

(Yonitantra)
Autore/i: Anonimo
Editore: Edizioni Dell’Orso
prefazione di Stefano Piano, introduzione e cura di Antonio Maria Sacco. pp. XV-308, tavv. b/n f.t., Alessandria Prezzo: € 20,00

In ogni tempo e luogo l’uomo ha sempre avuto un’aspirazione unica: vincere la morte. Secondo lo Yonitantra, la liberazione è possibile solo con il culto della yoni (vulva) e il coito rituale, con la produzione, l’offerta, il consumo e l’unzione della sublime essenza (tattvam uttamam) data dalle secrezioni sessuali. Il rituale vuole valorizzare la vita umana nei suoi bisogni primari e più sensuali con l’impiego dei cinque elementi dell’adorazione tantrica e far capire la carica positiva insita in essi per il conseguimento della felicità. Esso sembra accessibile a tutti, invece è compiuto solo dai praticanti śākta più perseveranti nell’azione divina, “eroi” nel percorso spirituale, per i quali sia lo yoga sia il godimento sono mezzi interscambiabili per raggiungere la Realtà stessa. Lo Yonitantra è un testo breve ma significativo, perché illustra bene quale sia il percorso che l’uomo deve intraprendere per conseguire il successo. La perfezione è già possibile in questa vita con il culto della yoni della compagna rituale, immagine della Divinità. Ogni donna, specialmente di bassa casta e reietta, è omaggiata come Potenza, Colei da cui tutto è scaturito e in cui tutto confluisce. L’uomo non può che inchinarsi a tale mistero e cercare di immergervisi per annullare tempo, sofferenza, disagio esistenziale e perseguire con zelo il cammino di perfezione verso la Beatitudine infinita. Questo libro, ricco di note, propone la prima traduzione italiana dello Yonitantra, testo ritualistico del tantrismo dei Kaula, gli adoratori appartenenti alla “famiglia” di maestri degli iniziati al culto segreto della Dea.

Antonio Maria Sacco (Torino 1951) è docente di Lettere nella scuola secondaria. Nel 1976 ha partecipato alla spedizione alpinistica con il CAI, sezioni Torino e Uget, nel gruppo della Nandā Devī (Uttarāñcal, India). Nel 1982 si è laureato presso l’Università degli studi di Torino con una tesi sul santuario himālayano di Badrīnāth (relatore Mario Piantelli, docente di Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente). Ha continuato gli studi indologici sotto la guida di Stefano Piano. Nel 1989 si è perfezionato in lingua tibetana con Erberto Lo Bue (diploma rilasciato dall’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma). Ha compiuto diversi viaggi in India e Nepāl. Tra i suoi articoli si segnalano Il Badarikāśramamāhātmya: continuità e attualità di un’antica tradizione sacra (“Annali”, Napoli, 1992) e Sherpa Funeral Ceremony (“Tibet Journal”, 1998).

Nakshatra

(Constellations) Based Predictions with Remedial Measures
Autore/i: Shubhakaran K. T.
Editore: Sagar Publications
preface and introduction by author. pp. 370, New delhi Prezzo: € 23,00

This book is the best in the predictive astrology books available today and deals with the individual characteristics, education, profession, family life, diseases etc. based on the birth constellation. The author has given the results based on the placement of each planet in one of the four pada, which can be understood even by a layman with the help of a computerized horoscope. The reader will find that he is really reading his own happenings in his life.

Verso una Nuova Società

Tre saggi sui problemi dell’India e del socialismo
Autore/i: Narayan Jayaprakash
Editore: Il Mulino
in appendice: Socialismo e Sarvodaya di Acharya Vinoba Bhave e Principi di un’economia non-violenta di E. F. Schumacher a cura di Carlo Doglio. pp. XLVII-252, Bologna Prezzo: € 26,00

Il problema dell’India, dicono gli esperti sia comunisti che democratici, è di destare il popolo dalla sua tradizionale passività; è di modernizzarsi, di diventare simile agli Stati Uniti, all’Unione Sovietica, e… domani alla Cina. E invece Narayan, che ha sperimentato in sé e nella propria azione gli specifici occidentali (compreso il marxismo) crede che il risveglio, la soluzione a carestie, malattie endemiche, miseria e ignoranza, possa avvenire solo approfondendo i caratteri nazionali e religiosi del «subcontinent ». Da ciò, nel tempo stesso, un riappigliarsi a certi filoni europei del socialismo utopistico (nella direzione marxista) e libertario, una sollecitazione a « ripensare il socialismo », valida, crediamo, anche per noi. Nel nostro mondo che ha annullato tempo e spazio, l’India è troppo spesso vista come una congerie di genti, una palla al piede della civiltà contemporanea d’Occidente e d’Oriente. Eppure proprio di lì, forse, dalla sua voce viene il nuovo messaggio.

Jayaprakash Narayan è nato nello Stato del Bihar (India) nel 1902, da famiglia di umili origini. Nel 1921 vince una borsa di studio universitaria, ma in seguito all’appello di Gandhi alla non-collaborazione, vi rinuncia. Dal 1922 al 1929 è negli Stati Uniti, dove compie gli studi universitari e dove diventa marxista. Al suo ritorno in patria, fa le sue prime esperienze politiche come presidente di varie «trade-unions» e diviene uno dei leaders piÙ in vista del Partito del Congresso. Dopo un anno di carcere per motivi politici, nel 1933 egli fonda il Congress Socialist Party, una corrente del Partito del Congresso. PiÙ tardi, infine, approderà al Praya Socialist Party. Intorno al 1940, nella guerriglia contro gli inglesi, diventa un eroe nazionale. È, dopo il ’46, uno dei candidati alla carica di Primo Ministro. Nel 1957, decide di abbandonare la politica per seguire il « Bhoo’dan Movement ». Ancora oggi, tuttavia, egli viene considerato uno dei più probabili successori di Nehru.

Deux Études sur la Katha Upanishad

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.
Editore: Archè
traduit de l’anglais par Gérard Leconte pp. 144, Milano Prezzo: € 24,00

Le présent volume comprend les deux articles importants que Coomaraswamy a consacrés à la Katha Upanishad, l’un des textes fondamentaux du Vêdânta: “A study of the Katha Upanishad” e “Notes on the Katha Upanishad”.

«Dans le New Indian Antiquary, Ananda K. Coomaraswamy étudie différents passages difficiles et souvent mal interprétés de la Katha Upanishad; au cours de cet examen, il aborde de nombreuses questions fort importantes, et nous ne pouvons ici qu’en énumérer sommairement quelques-unes des principales: la signification réelle de la “Mort” (Mrityu ou Yama) sous son aspect supérieur et de son identification avec le Soleil, en tant que gardien du passage désigné lui-même comme la “porte salaire”, et par lequel est atteint l’état ultime et “extra-cosmique”, l’”Empyrée” distingué de l’”Elysée” sub-solaire qui est encore au pouvoir de la Mort; les “trois morts” représentées par les trois nuits passées par Nachikêtas (c’est-à-dire, suivant le sens même de son nom, “celui qui n’a pas encore la connaissance”) au seuil de la demeure de Mrityu; la correspondance des trois faveurs demandées par Nachikêtas avec les “trois pas” de Vishnu; le sens précis du mot srishti, qui pourrait être rendu par “expression” plutôt que par “émanation”, pour désigner la production du monde manifesté, et l’application fle l’idée de “mesure” (mâtrâ) à l’acte même de cette production; le sens du mot rita, désignant proprement l’ordre cosmique, et auquelle mot d’”ordre” (ordo en latin), aussi bien que celui de “rite”, est d’ailleurs directement apparenté; le symbolisme du “pont” (sêtu), coïncidant avec celui du sûtrâtmâ qui relie entre eux tous les états de l’être; l’union du manifesté et du non-manifesté (vyaktâvyakta), comme “une seule essence et deux natures”, dans l’”Identité Suprême”»
René Guénon

Viaggio nel Mito Kathakali

Autore/i: Dall’Agnol Angela
Editore: Editoria & Spettacolo
introduzione dell’autrice, fotografie di Dennis Cecchin. pp. 164, nn. ill. a colori e b/n, Spoleto (PG) Prezzo: € 15,00

Un viaggio in India lascia sempre un segno profondo e indelebile. L’autrice di questo libro, nel suo viaggio nella regione del Kerala ha incontrato il Kathakali, che da allora è diventato l’oggetto e insieme lo strumento della sua ricerca di conoscenza. E di un viaggio tratta questo libro, di un percorso che ci propone accostati senza soluzione di continuità, in totale rispondenza con il senso della spiritualità indiana, gli aspetti più pratici, concreti, quotidiani del Kathakali, accanto a quelli più sacri, spirituali, religiosi. Assistiamo così attraverso lo sguardo dell’autrice/narratrice a uno spettacolo di Kathakali per turisti, e poi invece a uno sacro. Entriamo nella camera verde, la stanza del trucco degli attori, impariamo a conoscere gli elementi di base per la comprensione di un’arte complessa e articolata: il trucco, i costumi, le corone che caratterizzano i personaggi, i mudra, i rasa. Sbirciamo nelle storie e nelle epopee narrate negli spettacoli. E infine incontriamo Gopi Kalanilayam, maestro della scuola di Kathakali di Irinjalakuda (Kerala) nell’intervista conclusiva. Un saggio che propone uno sguardo diverso sul Kathakali, con un occhio attento all’aspetto sacro e un racconto appassionato del quotidiano.

Introduzione Generale allo Studio delle Dottrine Indù

Autore/i: Guénon René
Editore: Edizioni Studi Tradizionali
prefazione dell’autore, traduzione di Pietro Nutrizio. pp. 316, Torino Prezzo: € 32,00

Dalla prefazione dell’autore:
“Molte sono le difficoltà che in Occidente si oppongono a uno studio serio e profondo delle dottrine orientali in genere e in particolare delle dottrine indù; ma gli ostacoli maggiori non sono forse, come generalmente si crede, quelli dovuti agli Orientali. Uno studio siffatto richiede evidentemente, come prima e più essenziale condizione, che si possegga la mentalità adatta per comprendere, veramente e profondamente, le dottrine in questione; ora, è questa un’ attitudine che, escluse rarissime eccezioni, fa totalmente difetto agli Occidentali. I n sé necessaria, tale condizione potrebbe poi addirittura esser considerata sufficiente, perché, quando venga soddisfatta, gli Orientali non provano la minima ripugnanza a comunicare il loro pensiero nel modo più completo possibile. Se dunque non esiste altro ostacolo reale oltre quello da noi ricordato, qual è la ragione per cui gli «orientalisti», vale a dire gli Occidentali che si occupano delle cose d’Oriente, non l’hanno mai superato?
Abbiam detto mai, e siamo sicuri di non correre il rischio di essere accusati d’esagerazione; basta, per convincersene, constatare come essi non abbiano mai saputo produrre altro che semplici lavori d’erudizione, pregevoli forse da uno specialissimo punto di vista, ma privi di ogni interesse quanto alla comprensione della sia pur minima vera idea.[…]“

Nel Cuore dell’Antica India

e del suo Divino Incanto – La Bhagavad Gita di Vyasa Sante
Autore/i: Vyasa Sante
Editore: Gesp
pp. 384, ill. b/n, Città di Castello (PG) Prezzo: € 20,00

Questo libro è un’emozionante immersione nell’antica cultura e nelle spiritualità dell’India, frutto dell’esperienza diretta ed entusiasta di un ricercatore indipendente che da quarant’anni si dedica allo studio delle tradizioni metafisiche di questo Paese.
Nel cuore dell’antica India e del suo divino Canto rappresenta un’opportunità da non perdere per tutti coloro che vogliono farsi un’idea chiara, o approfondire la propria conoscenza, su questo affascinante ma complesso mondo dottrinale, composto da più visioni filosofiche e strade per la realizzazione di Sé.
Vyasa Sante condurrà il lettore in un suggestivo itinerario che partendo dalla storia antica delle civiltà aryane prosegue con la descrizione delle loro usanze e della loro cultura, fino alla scoperta della vera essenza delle principali dottrine spirituali sorte in questa terra leggendaria. Dal Buddismo all’Induismo, con le sue due più importanti scuole di pensiero Duale e Non Duale, passando per il Tantra, potremo avventurarci lungo i sentieri già calcati dagli innumerevoli ricercatori del sommo Bene, arrivando infine a comprendere come ogni cosa esistente, compresi noi stessi, costituisca un tutt’uno con l’Assoluto.
Con una prosa scorrevole e coinvolgente l’autore ci racconterà anche la vita straordinaria e la predicazione illuminante dei più famosi maestri spirituali indiani come Buddha, Shankaracharya e Chaitanya, offrendoci una panoramica comprensibile ed esaustiva dei loro diversi insegnamenti e anche di Quello che tutti li unisce.
La narrazione si conclude con un tuffo nella Bhagavadgita, la scrittura sapienziale più celebre e rappresentativa delle tradizioni spirituali dell’India.
Vyasa Sante ci guiderà sapientemente alla conoscenza di questo testo sacro, proponendo una versione dell’opera di facile lettura, frutto di un attento studio comparativo tra le migliori traduzioni dal sanscrito, volto a evidenziarne i significati universalistici originali e mettere il testo al riparo da interpretazioni scolastiche faziose.

Il fascino per la cultura classica dell’India non manca di attirare sempre più appassionati e curiosi di ogni età, affascinati da ciò che ancora giunge a noi dalla grandiosità di queste antichissime tradizioni. Dall’amore di un ricercatore per questa terra che fin dalla notte dei tempi ha ospitato la predicazione di tantissimi maestri illuminati, nasce Nel cuore dell’antica India e nel suo divino Canto, un libro che si prefigge l’obiettivo ambizioso di riunire in un unico testo un’approfondita panoramica sulla storia, le usanze, le profonde conoscenze tradizionali indiane e l’essenza delle sue correnti spirituali.
A differenza di altri trattati sulle filosofie sacre che spesso possono risultare complessi e impegnativi da leggere, questo libro, concepito come un avvincente viaggio, ci porterà facilmente nel cuore di queste tradizioni.
Con un linguaggio sempre appassionante ed esaustivo, l’autore Vyasa Sante ripercorre millenni di storia per condurre il lettore alla scoperta dei più profondi segreti della metafisica indiana.
Le vivide descrizioni di come si svolgeva la vita quotidiana nelle antiche ed evolute civiltà di questo fervido territorio, aiuteranno noi occidentali a comprendere lo spirito di questi popoli e anche ciò che li ha animati nella ricerca di una propria possibile e piena realizzazione spirituale.
I racconti e le storie riportate dagli antichi testi sacri ci permetteranno di entrare nell’essenza più intima di queste tradizioni, al quale di solito non è facile accedere per la complessità di questa cultura.
Le parole e gli insegnamenti senza tempo di Buddha, Sankaracharya, Chaitanya e di molti altri mistici capaci di dare risposte agli interrogativi e alle aspirazioni più profonde dell’animo umano, ci risuoneranno sempre più familiari tra le pagine di questo libro.
Sarà possibile per noi anche assistere ai vivaci confronti filosofici che di frequente avvenivano tra le varie dottrine e vedere come queste, in definitiva, abbiano sempre convissuto pacificamente nel rispetto reciproco, creando così un ambiente maturo e pluralista, pregno di misticismo e spiritualità, primo esempio di grande democrazia ideologica fondata sul principio della non violenza, mantenutosi lungamente tale dai tempi remoti fino alla sua lenta decadenza sotto i ripetuti domini stranieri subiti dall’India nell’ultimo millennio.
Infine, a conclusione del libro, Vyasa Sante ci presenterà una versione integrale e fluida della Bhgavadgita, il più celebre testo sacro indiano, offrendoci la possibilità di addentrarci nel profondo di queste antiche spiritualità e di comprendere perché numerosissimi intellettuali del nostro tempo, tra cui anche Eistein, Jung, Hesse, Gandhi, Steiner, Schopenhauer, l’abbiano definita senza esitazioni un’Opera straordinaria, in grado di rivelare all’uomo, come forse nessun’altra, la più completa visione del Supremo Divino che tutto pervade.

 

Java

Brahamanische, buddhistische und eigenlebige architektur und plastik auf Java
Autore/i: With Karl
Editore: Folkwang Verlag
pp. 168 + 160 tavv. b/n f. t., Hagen I. W. (Germania) Prezzo: € 80,00

Die Werke des altindischen Geistes sind so sehr Ausdruck eines in sich immer gleich gerichteten und einheitlichen Lebensbewuβtseins, daβ die Unterschiede von Zeiten und Disziplinen gegenuber der monumentalen Eindringlichkeit dieser inneren Einheit fast in den Hintergrund treten. Die Gedanken der Vedas, Upanishads, der Brahmanas und Puranas wie der buddhistischen Werke gruppieren sich letzten Endes alle um einen Mittelpunkt. Ein Relief von Sàntsmì in Nordindien aus vorchristlicher Zeit und ein Relief vom Prambanan in Java aus dem 9. nachchristlichen Jahrhundert sind einander ihrer Verwandtschaft: nach naher als in ihren Abwandlungen verschieden. Und das Seltsamste mag sein, dass irgendeine Stelle aus den Upanishads uns uberwaltigen kann durch die innere Obereinkunft mit einem Tempelbau wie dem Boro Budur.

Vita di Corte nel Rajasthan

Miniature indiane dal XVII al XIX secolo
Autore/i: AA. VV.
Editore: Mario Luca Giusti
a cura di Rosa Maria Cimino pp. XLVI-124, nn. ill. b/n, tavv. a colori, Firenze Prezzo: € 30,00

Dal Giappone al Tibet e successivamente all’India: l’odierna tappa dell’appassionante viaggio tra gli splendidi tesori dell’Arte Orientale ci porta nelle terre del Rajasthan. Ancora una volta lo scenario si apre su un mondo pieno di fascino, ritratto in miniature che propongono – a volte con giochi pittorici di incantevoli, smaglianti iridescenze madreperlacee – alcuni momenti della vita di corte Rajput. Le immagini qui presentate possono essere, a volta a volta, lo specchio fedele di una realtà o la rappresentazione idealizzata della regalità del potere, il ricordo di fasti inconsueti o la rievocazione nostalgica e quasi patetica di un mondo scomparso. Ma non c’è dubbio che nella figurazione solenne dei sovrani, così come in quella più modesta dei loro collaboratori e cortigiani, e nella rappresentazione di scene di colore e di costume e di festeggiamenti nei giardini del palazzo regio, esse paiono sempre evocare sottilmente il ricordo letterario di certi dettami kautiliani o arieggiare la calda sensualità profana della Sattasai e gli appassionati slanci del Gitagovinda.

L’aver potuto riunire un numero così cospicuo di tali minitaure in una rassegna (Torino, 22 marzo – 22 maggio 1985; Palazzo Reale) che si caratterizza per la sua organicità tematica e si segnala per la sua rara bellezza è dunque ragione di giusto orgoglio per il Cesmeo, che può continuare ad assolvere uno dei suoi fini istituzionali più importanti e significativi, quello di promuovere una sempre maggiore conoscenza dell’Oriente e di contribuire a sviluppare i rapporti culturali tra il nostro e i paesi asiatici.

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Presentazione

Note dell’Autore

Storia, epopea, leggenda

Vita di Corte nel Rajasthan

Pittura di corte del periodo tardo del Rajasthan

L’architettura reale Rajput

Tavole a colori

Catalogo

Iscrizioni delle miniature in trascrizione

Glossario

Bibliografia

Il Monaco del Dialogo

Autore/i: Vivekananda Swami
Editore: Laksmi
a cura di Svāminī Haṃsānanda Giri. pp. 240, ill. b/n, Savona Prezzo: € 15,00

La divinità dell’anima e l’unità dell’esistenza; la non dualità di Dio e l’armonia delle religioni; la fede nel Sé interiore come fonte di forza infinita; la morale, la libertà e la gioia: questa l’orditura del messaggio di Svāmin Vivekānanda, basato sulla filosofia del vedānta.
La sua esortazione a vedere Dio in tutto, a percepire il servizio all’uomo come servizio a Dio e il lavoro come culto diede nuovo impulso alla religione e al monachesimo.
Il suo insegnamento di sintesi di vari tipi di yoga e di sviluppo a tutto tondo della personalità umana, il suo messaggio di pace tra le religioni, di armonia tra scienza e religione, di equilibrio tra Oriente e Occidente: è proprio questo il messaggio di cui il mondo attuale e in particolare i giovani hanno bisogno.

Manimekhalai

la ragazza con la ciotola magica (una storia buddhista)
Autore/i: Shattan
Editore: Casadeilibri
tradotto dalla versione francese di Alain Daniélou, in collaborazione con T. V. Gopala Iyer; traduzione italiana di Pietro Faiella pp. 222, ill. b/n, Padova Prezzo: € 16,00

Dalla Nota Editoriale:

Il Manimekhalai è il seguito ideale dello Shilappadikaram (La cavigliera d’oro), da noi edito nel 2011. Si tratta di due tra le opere maggiori della letteratura tamil antica – la lingua principale tra quelle preariane sopravvissute nel sud dell’India – giunte fino ai nostri giorni e in assoluto di due tra i più antichi romanzi della letteratura universale. Il Manimekhalai attribuito al principe mercante Shattan (o Sithalai Sàttanar) resuscitato nel 1898 da U. V. Swaminatha Iyer (1855-1942) è inoltre l’unica epica buddhista in lingua tamil sopravissuta, probabilmente grazie allo status di seguito dello Shilappadikaram.

Entrambe le opere furono tradotte per la prima volta in francese da Alain Daniélou, grazie all’aiuto di due pandit indiani. R. S. Desikan diede un apporto sostanziale alla traduzione dello Shilappadikaram mentre per il Manimekhalai Daniélou fu coaudivato da T. V. Gopala Iyer, indologo di prim’ordine scomparso nel 2007 e questa resta la versione più recente in lingua occidentale (una traduzione in giapponese ad opera di Shuzo Matsunaga è stata pubblicata nel 1991). [...]

Per l’edizione francese Daniélou scelse come sottotitolo Le Scandale de la Vertu, forse parafrasando la nota opera del marchese De Sade Justine, ovvero le disavventure della virtù. In effetti il Manimekhalai è un’apologia della rettitudine in senso buddhista incarnata nelle intriganti forme della bella protagonista.

Quest’opera appare fondamentale per conoscere non solo l’antico buddhismo indiano del Grande Veicolo ma anche le diverse tradizioni con il quale il buddhismo, presto diffusosi in mezza Asia ma destinato a scomparire dalla sua terra natale, doveva confrontarsi.

La piccola isola a nord dello Sri Lanka, dove Manimekhalai dissipa le tenebre dell’ignoranza alla vista delle impronte del Buddha, chiamata nel romanzo Manipallavam e meglio nota come Nainathivu o Nainatheevu, dal nome del misterioso popolo dei Naga, adoratori, secondo il costume dravidico, dei serpenti, è un luogo di culto della Shakti dove è conservata una delle 64 shakti pitha venerate dagli shivaiti e non sarebbe forse fuori luogo trovare in questo fatto un segno dell’intimo rapporto tra shivaismo tantrico e tradizione Mahayana, al quale sembrano alludere le leggende di Nagarjuna.

È opportuno infine notare che il tema ricorrente della trasmigrazione, che fa da sfondo al canovaccio, è presentato in modo romanzesco nel Manimekhalai, e non può essere confuso con la reincarnazione come è stata poi intesa in occidente, poiché nel buddhismo Mahayana non esiste alcun sé permanente, né alcuna anima individuale, che possa “reincarnarsi”. È il continuum della coscienza che passa da una vita all’altra, proprio come in un romanzo la mente del lettore.