Musica Indiana

Teoria e approfondimenti da una prospettiva occidentale
Autore/i: Saterini Patrizia
Editore: Il Punto D’Incontro
pp. 240, Vicenza Prezzo: € 12,90

Chi si avvicina alla musica indiana incontra una cultura artistica ricca, articolata e particolarmente sofisticata, in cui il fare musica è inteso come un processo creativo che ha un preciso impatto sull’esistenza. L’arte conduce alla trascendenza attraverso l’esperienza estetica e il musicista diventa così il tramite tra il mondo terreno e quello celeste. Per un occidentale, il contatto con questa concezione musicale apparentemente lontana può costituire un’occasione di arricchimento artistico e personale. Avvalendosi della propria esperienza trentennale, Patrizia Saterini, insegnante e musicista, non solo espone esaurientemente tutti i concetti teorici basilari della musica indiana, ma li colloca in una riflessione filosofica che non mancherà di affascinare chi si accosta a questa antica cultura, offrendo anche una serie di interviste ad alcuni tra i personaggi più significativi del panorama artistico indiano contemporaneo.

• Il concetto di suono e del fare musica
• Raga
• Il ciclo ritmico
• Voce, strumenti e danza
• Storia e teoria musicale
• L’insegnamento tradizionale
• I due sistemi: indostano e carnatico
• Intonazione e temperamento
• Il sistema microtonale
• L’improvvisazione
• Applicazioni pratiche

Delhi, 15 Agosto 1947 la Fine del Colonialismo

Autore/i: Rothermund Dietmar
Editore: Il Mulino
traduzione di Serena Andreassi. pp. 260, Bologna Prezzo: € 32,00

Il 15 agosto 1947 il viceré inglese lord Mountbatten concedeva l’indipendenza all’India; il giorno prima, a Karachi, l’aveva concessa al Pakistan. L’autonomia del più importante territorio dell’impero coloniale inglese segna una data importante per la storia mondiale: l’inizio di quel processo di decolonizzazione che, nel giro di una ventina di anni, avrebbe coinvolto tutti i possedimenti colloniali europei, dall’India al Sudest asiatico, al Medio Oriente, all’Africa. Il libro ricostruisce la storia del nazionalismo indiano, esamina poi la vicenda parallela del Pakistan e dello Sri Lanka, per allargare in seguito l’esposizione al Sudest asiatico, agli stati arabi dall’Iraq all’Algeria e al Marocco, all’emancipazione dei paesi dell’Africa nera.
Un processo chiave nella storia mondiale del Novecento, che ha prodotto un nuovo assetto delle relazioni internazionali, politiche ed economiche.

Esperienza dell’India

Autore/i: Disertori Beppino
Editore: Neri Pozza
pp. 276, Temi (Trento) Prezzo: € 18,00

Il cuore spirituale delle otto Delhi e dell’India intera è l’ara sul luogo della cremazione di Mohandas Karamchand Gandhi, che il suo popolo e il mondo chiamarono Mahatma, Il Magnanimo. Le acque della Jumna specchiarono le fiamme di quel rogo, segnando un momento storico supremo, come quello del paranirvana di Buddha. La mia prima visita è proprio al Raj Gath per il rito dell’offerta floreale sull’ara del Mahatma. È mio dovere e diritto per l’antica devozione.
Devo compiere un lungo tratto a piedi scalzi …..
M’inchino sul marmo lucido e vi vedo specchiati il mio volto commosso e i petali gialli delle sacre tagete che sto spargendo. È un invito al nosce te ipsum: all’esame di coscienza, alla diuturna ricerca interiore e alla fedeltà all’atman che abita in noi. È l’ammonimento intranseunte del Maestro agli uomini transeunti.

Nepal, alla Scoperta del Regno dei Malla

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: Fratelli Melita Editori
prefazione e introduzione dell’autore, fotografie di Francesca Bonardi. pp. 96, nn. ill. b/n, Roma Prezzo: € 16,00

Questo libro prende spunto da una spedizione archeologica compiuta nel Nepal con lo soopo di scoprire e salvare, e non solo attraverso il documento fotografico, I resti delle civiltà che si sono succedute nelle zone Imalaiane e ricostruire le complesse vicende delle genti che fecero da ponte fra il subcontinente Indo-pakistano e l’Asia centrale. Vengono così registrate le caratteristiche storiche e culturali dei Malia, popolo audace e guerriero che dall’XI al XIV secolo dominò ’su tutte le vaste terre desertiche a nord dell’Amalia. Controllando perfino le ’strade dei pellegrini verso il Mansarovar e il Cailasa, sfruttando le ricche miniere d’oro di Tok-Gialug, i Malia ebbero infatti il monopolio assoluto dei traffici intercorrenti fra l’India e il Tibet, fondamento precipuo di un vasto Impero.

Templi, rovine e iscrizioni cl vengono incontro in una terra ricca di mistero e Immersa nel silenzio. Essi riescono a narrarci le vicende d’un grandioso impero di tipo feudale che per tre secoli dominò il Nepal ed il Tibet occidentale.

Giuseppe Tucci, nato a Macerata nel 1894, premio Jawaharlal Nehru, è stato. professore di ,religioni e filosofia dell’India e dell’Estremo Oriente all’Università di Roma, Ha compiuto oltre dieci pericolose esplorazioni nel Tibet e nel Nepal, scoprendo documenti che hanno aperto nuovi orizzonti agli studi asiatici.

Fiabe Indiane

dei cinque fiumi
Autore/i: Steel Flora Annie
Editore: Stampa Alternativa
illustrazioni di J. Lockwood Kipling, traduzione di Carla Muschio. pp. 320, nn. ill. b/n, Viterbo Prezzo: € 18,00

Orchi, principesse, fate, streghe e maghi: i personaggi consueti appartenenti all’immaginario collettivo ci sono tutti. Ma molti di più popolano queste fiabe tradizionali indiane. Fachiri, yogi, bramini, elefanti, cobra e sciacalli sono protagonisti di un mondo variopinto ed esotico, capace di suscitare emozioni a non finire e di introdurre grandi e piccoli alla comprensione di una civiltà raffinata e multiforme come quella indiana.

“…Così ogni giorno il principe Bahramgor apriva un nuovo giardino ed esaminava un nuovo palazzo; in uno trovava stanze colme d’oro e in un altro gioielli, in un terzo preziosi tessuti, insomma, tutto ciò che si potesse desiderare, finché non giunse al centesimo palazzo, che scoprì essere un semplice tugurio pieno di cose velenose: erbe, pietre, serpenti e insetti. Ma il giardino che lo circondava era di gran lunga il più lussureggiante di tutti. Misurava sette miglia in una direzione e sette nell’altra, pieno di alti alberi e fiori dai vivaci colori, laghi, corsi d’acqua, fontane e chioschi. Volteggiavano allegre farfalle e cantavano uccelli per tutto il giorno e per tutta la notte. Il principe, incantato, vagò per sette miglia in una direzione e per sette miglia nell’altra finché non fu così stanco che si stese a riposare in un chiosco di marmo, dove trovò un letto d’oro tutto cosparso di scialli di seta. Ecco che mentre dormiva la principessa delle fate Shahpasand, che stava prendendo aria, come fanno le fate, sotto forma di piccioncina, si trovò a volare sopra il giardino e scorgendo il bellissimo, splendido, affascinante giovane principe cadde a terra per il grande stupore nel vedere tanta bellezza e, riprendendo la sua vera forma – come fanno sempre le fate quando toccano terra – si chinò sul giovanotto e gli diede un bacio…”. )Da “Il principe fedele”)

Patañjali Rivelato

Gli Yoga Sutra secondo gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda – Presentati dal suo discepolo diretto Swami Kriyananda
Autore/i: Swami Kriyananda
Editore: Ananda
prefazione di Nayaswami Gyandev McCord, premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Sahaja Mascia Ellero. pp. 284, Gualdo Tadino (PG) Prezzo: € 12,00

La vera voce dello yoga dalla saggezza di Paramhansa Yogananda.
Un libro a lungo atteso nel mondo dello Yoga. Uno dei più profondi commenti agli immortali Yoga Sutra (Aforismi) di Patañjali, la più importante scrittura di questa scienza millenaria. Basandosi sui commenti inediti di Paramhansa Yogananda, il suo discepolo Kriyananda ci offre una visione pratica di questi altissimi insegnamenti, rendendoli accessibili a tutti e spazzando via alcune delle interpretazioni, affermatesi nel corso del tempo, che li rendevano oscuri e difficili da applicare.

Dall’introduzione di Swami Kriyanananda:
“… Il mio Guru, Paramhansa Yogananda, condivise con me alcune delle sue più importanti intuizioni riguardo a questi sutra. […] Ho scritto questo libro facendo ricorso alla mia profonda conoscenza degli insegnamenti di Yogananda e alle mie riflessioni personali su tutto ciò che egli condivise con me quando eravamo soli nel suo ritiro nel deserto ed egli mi spiegava il significato sottile delle parole di Patañjali. Di conseguenza, conosco gli insegnamenti di Patañjali sullo yoga per come li ho appresi direttamente dal mio Guru; mi sono immerso in quegli insegnamenti per sessantaquattro anni. […] Amo la chiarezza e sento di dover lavorare nel miglior modo possibile per raggiungerla. …Ho deciso di dedicarmi a quest’opera perché ritengo che il mondo di oggi abbia profondamente bisogno di questo libro…”.

Perle di ispirazione tratte dal libro Patañjali rivelato.
Gli Yoga Sutra di Patañjali rappresentano un appello appassionato a trascendere qualsiasi differenza religiosa. Il loro messaggio fondamentale è questo: «Ecco dei metodi che possono essere verificati e dimostrati. È possibile conoscere che cos’è Dio attraverso l’esperienza personale»….
Paramhansa Yogananda ha dichiarato che il futuro della religione, ovunque, sarebbe stato la realizzazione del Sé: l’effettiva esperienza del Sé universale. Patañjali ci mostra come raggiungere quello stato di unione con il Divino. [….]. Patañjali colma la nostra mente di perdono, di amore sincero e altruistico e di comprensione. Patañjali porta all’umanità molto più che un fresco soffio di Verità. Egli porta il vento di una nuova realtà, odoroso di fresche correnti di speranza: la speranza non solo di un futuro migliore, ma di un futuro perfetto! ».

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Prefazione
Premessa
Introduzione
Samadhi Pada – IL PRIMO LIBRO
Sadhana Pada – IL SECONDO LIBRO
Vibhuti Pada – IL TERZO LIBRO
Kaivalya Pada – IL QUARTO LIBRO
Glossario dei termini sanscriti
Indice analitico

A Tavola con le Religioni. Induismo, Buddhismo, Jainismo

Autore/i: Salani Massimo
Editore: edb
pp. 76, ill. b/n, Bologna Prezzo: € 5,50

Chi e panir, cioè burro chiarificato e formaggio leggero ricco di proteine, sono due ingredienti fondamentali nella cucina dei fedeli induisti, buddhisti e jainisti che condividono, come avviene in tutte le religioni dell’India, il rifiuto di bevande alcoliche. Che cosa si mangia, quali alimenti si rifiutano e dalle mani di chi si accetta cibo cotto sono le domande che definiscono nell’induismo il posto di un uomo o di un gruppo. E mentre l’insegnamento buddhista invita alla moderazione in ogni campo della vita, compreso quello alimentare, ma consente di mangiare carne in determinate circostanze, il fondamento del jainismo risiede nel totale rispetto di ogni forma di vita creata, compreso il mondo materiale, in quanto depositaria di un’anima. La conseguenza a tavola è un rigoroso vegetarianesimo.

Ricette:
Ghi; Panir; Fagiolini alle mandorle; Riso al limone; Banana vadi; Barath allo yogurt; Matti; Dessert al mango; Cavolfiori, fagiolini e anacardi; Upma; Panir vadi; Raita di spinaci; Besan roti; Sorbetto di limone; Pizza di riso; Fagiolini gustosi; Frittelle di mais; Dolce di semolino; Crema di spinaci; Polpette di melanzane; Insalata sfiziosa; Frittelle di mele.

Massimo Salani è docente di Storia delle religioni e Patrologia allo Studio Teologico Interdiocesano di Camaiore (Lucca) e di Storia delle religioni, Patrologia e Didattica Il all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pisa. Con EDB ha pubblicato A tavola con le religioni (2000, vincitore del Premio nazionale di storia e saggistica di Novara), Il figlio della strada. Per una fede che accoglie (2004) e Il Maestro di tavola. Moduli interdisciplinari di religione per gli Istituti Alberghieri e Turistici (2010).

Platone e il Vedānta

Autore/i: AA. VV.
Editore: Tipheret
introduzione e cura di Carmelo Muscato. pp. 136, Acireale Prezzo: € 12,00

Molti indizi lasciano intravedere delle significative affinità tra il pensiero platonico e il pensiero indiano, che, se approfondite, rivelano l’unità della Tradizione sapienziale, al di là di confini spazio-temporali. Tuttavia questo tema rimane poco esplorato dalla ricerca accademica, costituendo una lacuna che lascia nell’ombra alcuni aspetti del complesso pensiero platonico. Il volume “Platone e il Vedanta” si propone di colmare, almeno in parte, questa lacuna, presentando ai lettori italiani due interessanti articoli sull’argomento apparsi in lingua inglese, il primo su Platone e lo Yoga e l’altro su Platone e le Upanishad, con un saggio introduttivo, Discriminazione tra sé e non sé in Platone, che traccia un parallelismo tra il Drig-Drishya-Viveka attribuito a Shankaracharya e l’Alcibiade I di Platone. I due articoli sono: Platone nella luce dello Yoga di Jeffrey Gold, docente di filosofia antica presso il Philosophy Department della East Tennessee State University, e Platone e le Upanishad dell’indologo Nicholas Kazanas, già Direttore dell’Omilos Meleton Cultural Institute di Atene.

L’Uomo alla Ricerca dell’Immortalità

Testimonianze dalle Scritture Indù
Autore/i: Nikhilananda Swami
Editore: Asram Vidya
pp. 152, Roma Prezzo: € 11,00

Fin da quando l’uomo ha cominciato a pensare e la coscienza è diventata autocoscienza, egli si è chiesto quale fosse la sua vera natura, la sua origine e il suo destino ultimo. A queste domande i filosofi, i teologi e i mistici hanno dato varie risposte; quella che propone l’Induismo è l’immortalità dell’anima – la sua reale natura, senza nascita né morte. La dottrina della trasmigrazione, che ne è l’inevitabile corollario, può fornire agli indù la spiegazione della disuguaglianza tra gli uomini, mostra loro la via verso il futuro miglioramento della loro sorte e li assicura della loro liberazione finale dal dolore e dalla sofferenza.

Secondo gli indù l’immortalità dell’anima non è un dogma ma una verità metafisica basata sull’esperienza diretta; essa toglie alla morte quel suo potere di incutere una paura paralizzante e rappresenta un bene inestimabile senza il quale la vita perde ogni suo significato e non rimane nulla per cui valga la pena di lottare e di vivere.

Gli argomenti trattati nel libro si basano sulle principali Upanisad: la Brhadaranyaka per quanto riguarda l’impossibilità di descrivere il Brahman (neti neti: non questo, non questo), la Katha per la natura dell’atman, la Mandukya per i tre stati dell’Essere, la Chandogya per il mahavakya (grande sentenza) “Tat tvam asi: Tu sei Quello” e infine la Taittiriya per quanto riguarda le cinque guaine-kosa che velano il jivatman.

In Appendice sono riportati dei brani significativi, inerenti alla tematica del libro, tratti dalle principali Upanisad e dalla Bhagavadgita.

Il Culto della Yoni

(Yonitantra)
Autore/i: Anonimo
Editore: Edizioni Dell’Orso
prefazione di Stefano Piano, introduzione e cura di Antonio Maria Sacco. pp. XV-308, tavv. b/n f.t., Alessandria Prezzo: € 20,00

In ogni tempo e luogo l’uomo ha sempre avuto un’aspirazione unica: vincere la morte. Secondo lo Yonitantra, la liberazione è possibile solo con il culto della yoni (vulva) e il coito rituale, con la produzione, l’offerta, il consumo e l’unzione della sublime essenza (tattvam uttamam) data dalle secrezioni sessuali. Il rituale vuole valorizzare la vita umana nei suoi bisogni primari e più sensuali con l’impiego dei cinque elementi dell’adorazione tantrica e far capire la carica positiva insita in essi per il conseguimento della felicità. Esso sembra accessibile a tutti, invece è compiuto solo dai praticanti śākta più perseveranti nell’azione divina, “eroi” nel percorso spirituale, per i quali sia lo yoga sia il godimento sono mezzi interscambiabili per raggiungere la Realtà stessa. Lo Yonitantra è un testo breve ma significativo, perché illustra bene quale sia il percorso che l’uomo deve intraprendere per conseguire il successo. La perfezione è già possibile in questa vita con il culto della yoni della compagna rituale, immagine della Divinità. Ogni donna, specialmente di bassa casta e reietta, è omaggiata come Potenza, Colei da cui tutto è scaturito e in cui tutto confluisce. L’uomo non può che inchinarsi a tale mistero e cercare di immergervisi per annullare tempo, sofferenza, disagio esistenziale e perseguire con zelo il cammino di perfezione verso la Beatitudine infinita. Questo libro, ricco di note, propone la prima traduzione italiana dello Yonitantra, testo ritualistico del tantrismo dei Kaula, gli adoratori appartenenti alla “famiglia” di maestri degli iniziati al culto segreto della Dea.

Antonio Maria Sacco (Torino 1951) è docente di Lettere nella scuola secondaria. Nel 1976 ha partecipato alla spedizione alpinistica con il CAI, sezioni Torino e Uget, nel gruppo della Nandā Devī (Uttarāñcal, India). Nel 1982 si è laureato presso l’Università degli studi di Torino con una tesi sul santuario himālayano di Badrīnāth (relatore Mario Piantelli, docente di Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente). Ha continuato gli studi indologici sotto la guida di Stefano Piano. Nel 1989 si è perfezionato in lingua tibetana con Erberto Lo Bue (diploma rilasciato dall’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma). Ha compiuto diversi viaggi in India e Nepāl. Tra i suoi articoli si segnalano Il Badarikāśramamāhātmya: continuità e attualità di un’antica tradizione sacra (“Annali”, Napoli, 1992) e Sherpa Funeral Ceremony (“Tibet Journal”, 1998).

Nakshatra

(Constellations) Based Predictions with Remedial Measures
Autore/i: Shubhakaran K. T.
Editore: Sagar Publications
preface and introduction by author. pp. 370, New delhi Prezzo: € 23,00

This book is the best in the predictive astrology books available today and deals with the individual characteristics, education, profession, family life, diseases etc. based on the birth constellation. The author has given the results based on the placement of each planet in one of the four pada, which can be understood even by a layman with the help of a computerized horoscope. The reader will find that he is really reading his own happenings in his life.

Verso una Nuova Società

Tre saggi sui problemi dell’India e del socialismo
Autore/i: Narayan Jayaprakash
Editore: Il Mulino
in appendice: Socialismo e Sarvodaya di Acharya Vinoba Bhave e Principi di un’economia non-violenta di E. F. Schumacher a cura di Carlo Doglio. pp. XLVII-252, Bologna Prezzo: € 26,00

Il problema dell’India, dicono gli esperti sia comunisti che democratici, è di destare il popolo dalla sua tradizionale passività; è di modernizzarsi, di diventare simile agli Stati Uniti, all’Unione Sovietica, e… domani alla Cina. E invece Narayan, che ha sperimentato in sé e nella propria azione gli specifici occidentali (compreso il marxismo) crede che il risveglio, la soluzione a carestie, malattie endemiche, miseria e ignoranza, possa avvenire solo approfondendo i caratteri nazionali e religiosi del «subcontinent ». Da ciò, nel tempo stesso, un riappigliarsi a certi filoni europei del socialismo utopistico (nella direzione marxista) e libertario, una sollecitazione a « ripensare il socialismo », valida, crediamo, anche per noi. Nel nostro mondo che ha annullato tempo e spazio, l’India è troppo spesso vista come una congerie di genti, una palla al piede della civiltà contemporanea d’Occidente e d’Oriente. Eppure proprio di lì, forse, dalla sua voce viene il nuovo messaggio.

Jayaprakash Narayan è nato nello Stato del Bihar (India) nel 1902, da famiglia di umili origini. Nel 1921 vince una borsa di studio universitaria, ma in seguito all’appello di Gandhi alla non-collaborazione, vi rinuncia. Dal 1922 al 1929 è negli Stati Uniti, dove compie gli studi universitari e dove diventa marxista. Al suo ritorno in patria, fa le sue prime esperienze politiche come presidente di varie «trade-unions» e diviene uno dei leaders piÙ in vista del Partito del Congresso. Dopo un anno di carcere per motivi politici, nel 1933 egli fonda il Congress Socialist Party, una corrente del Partito del Congresso. PiÙ tardi, infine, approderà al Praya Socialist Party. Intorno al 1940, nella guerriglia contro gli inglesi, diventa un eroe nazionale. È, dopo il ’46, uno dei candidati alla carica di Primo Ministro. Nel 1957, decide di abbandonare la politica per seguire il « Bhoo’dan Movement ». Ancora oggi, tuttavia, egli viene considerato uno dei più probabili successori di Nehru.

Deux Études sur la Katha Upanishad

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.
Editore: Archè
traduit de l’anglais par Gérard Leconte pp. 144, Milano Prezzo: € 24,00

Le présent volume comprend les deux articles importants que Coomaraswamy a consacrés à la Katha Upanishad, l’un des textes fondamentaux du Vêdânta: “A study of the Katha Upanishad” e “Notes on the Katha Upanishad”.

«Dans le New Indian Antiquary, Ananda K. Coomaraswamy étudie différents passages difficiles et souvent mal interprétés de la Katha Upanishad; au cours de cet examen, il aborde de nombreuses questions fort importantes, et nous ne pouvons ici qu’en énumérer sommairement quelques-unes des principales: la signification réelle de la “Mort” (Mrityu ou Yama) sous son aspect supérieur et de son identification avec le Soleil, en tant que gardien du passage désigné lui-même comme la “porte salaire”, et par lequel est atteint l’état ultime et “extra-cosmique”, l’”Empyrée” distingué de l’”Elysée” sub-solaire qui est encore au pouvoir de la Mort; les “trois morts” représentées par les trois nuits passées par Nachikêtas (c’est-à-dire, suivant le sens même de son nom, “celui qui n’a pas encore la connaissance”) au seuil de la demeure de Mrityu; la correspondance des trois faveurs demandées par Nachikêtas avec les “trois pas” de Vishnu; le sens précis du mot srishti, qui pourrait être rendu par “expression” plutôt que par “émanation”, pour désigner la production du monde manifesté, et l’application fle l’idée de “mesure” (mâtrâ) à l’acte même de cette production; le sens du mot rita, désignant proprement l’ordre cosmique, et auquelle mot d’”ordre” (ordo en latin), aussi bien que celui de “rite”, est d’ailleurs directement apparenté; le symbolisme du “pont” (sêtu), coïncidant avec celui du sûtrâtmâ qui relie entre eux tous les états de l’être; l’union du manifesté et du non-manifesté (vyaktâvyakta), comme “une seule essence et deux natures”, dans l’”Identité Suprême”»
René Guénon

Viaggio nel Mito Kathakali

Autore/i: Dall’Agnol Angela
Editore: Editoria & Spettacolo
introduzione dell’autrice, fotografie di Dennis Cecchin. pp. 164, nn. ill. a colori e b/n, Spoleto (PG) Prezzo: € 15,00

Un viaggio in India lascia sempre un segno profondo e indelebile. L’autrice di questo libro, nel suo viaggio nella regione del Kerala ha incontrato il Kathakali, che da allora è diventato l’oggetto e insieme lo strumento della sua ricerca di conoscenza. E di un viaggio tratta questo libro, di un percorso che ci propone accostati senza soluzione di continuità, in totale rispondenza con il senso della spiritualità indiana, gli aspetti più pratici, concreti, quotidiani del Kathakali, accanto a quelli più sacri, spirituali, religiosi. Assistiamo così attraverso lo sguardo dell’autrice/narratrice a uno spettacolo di Kathakali per turisti, e poi invece a uno sacro. Entriamo nella camera verde, la stanza del trucco degli attori, impariamo a conoscere gli elementi di base per la comprensione di un’arte complessa e articolata: il trucco, i costumi, le corone che caratterizzano i personaggi, i mudra, i rasa. Sbirciamo nelle storie e nelle epopee narrate negli spettacoli. E infine incontriamo Gopi Kalanilayam, maestro della scuola di Kathakali di Irinjalakuda (Kerala) nell’intervista conclusiva. Un saggio che propone uno sguardo diverso sul Kathakali, con un occhio attento all’aspetto sacro e un racconto appassionato del quotidiano.

Introduzione Generale allo Studio delle Dottrine Indù

Autore/i: Guénon René
Editore: Edizioni Studi Tradizionali
prefazione dell’autore, traduzione di Pietro Nutrizio. pp. 316, Torino Prezzo: € 32,00

Dalla prefazione dell’autore:
“Molte sono le difficoltà che in Occidente si oppongono a uno studio serio e profondo delle dottrine orientali in genere e in particolare delle dottrine indù; ma gli ostacoli maggiori non sono forse, come generalmente si crede, quelli dovuti agli Orientali. Uno studio siffatto richiede evidentemente, come prima e più essenziale condizione, che si possegga la mentalità adatta per comprendere, veramente e profondamente, le dottrine in questione; ora, è questa un’ attitudine che, escluse rarissime eccezioni, fa totalmente difetto agli Occidentali. I n sé necessaria, tale condizione potrebbe poi addirittura esser considerata sufficiente, perché, quando venga soddisfatta, gli Orientali non provano la minima ripugnanza a comunicare il loro pensiero nel modo più completo possibile. Se dunque non esiste altro ostacolo reale oltre quello da noi ricordato, qual è la ragione per cui gli «orientalisti», vale a dire gli Occidentali che si occupano delle cose d’Oriente, non l’hanno mai superato?
Abbiam detto mai, e siamo sicuri di non correre il rischio di essere accusati d’esagerazione; basta, per convincersene, constatare come essi non abbiano mai saputo produrre altro che semplici lavori d’erudizione, pregevoli forse da uno specialissimo punto di vista, ma privi di ogni interesse quanto alla comprensione della sia pur minima vera idea.[…]“