Il Maestro di Saidu Sharif. Alle Origini dell’Arte del Gandhara

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ist. It. per l’Africa e l’Oriente
A cura di Pierfrancesco Callieri e Anna Filigenzi pp. 222, nn ill. ill. a colori e b/n, Roma

INDICE

Presentazione, Donatella Mazzeo

Presentazione, Gherardo Gnoli 

Introduzione, Pierfrancesco Callieri

La valle dello Swat e la Missione Archeologica Italiana dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO) in Pakistan, Pierfrancesco Callieri

L’itinerario della spedizione di Alessandro Magno nello Swat, Luca Maria Olivieri

I Maurya e la diffusione del Buddhismo nello Swat, Anna Filigenzi

Gli Indo-Greci nel Pakistan settentrionale, Pierfrancesco Callieri

Il periodo dei Saka e dei Parti: le dinastie di Apraca e di Odi ed il loro supporto al Buddhismo, Pierfrancesco Callieri

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano tra i Greci ed i Kusana, Laura Giuliano

L’artigianato di lusso nel Nord-Ovest di epoca indo-greca, Saka e partica: i “piattelli per cosmetici”, Ciro Lo Muzio

Introduzione ad alcuni significati del simbolismo dello stupa, Massimiliano A. Polichetti

L’arte narrativa del Gandhara, Anna Filigenzi 

Il complesso buddhista di Butkara I: nascita e sviluppo, Domenico Faccenna

Le prime testimonianze di arte figurativa: il centro artistico di Butkara I ed i gruppi stilistici, Domenico Faccenna

L’area sacra buddhista di Saidu Sharif I,
Domenico Faccenna, Pierfrancesco Callieri

Il fregio dello Stupa Principale di Saidu Sharif I: il Maestro di Saidu, Domenico Faccenna

SCHEDE

L’artigianato minore dal III sec. a.c. al I sec. d.C. (Cat. 1-10) .

I piattelli per cosmetici (Ca t. 11-15)

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano da Alessandro agli Indo-Parti (Ca t. 17-64)

La tradizione dei depositi votivi: i reliquiari (Cat. 65-68)

L’arte narrativa del Gandhara (Ca t. 69-71)

Cultura religiosa e tradizione artistica nello Swat: il centro artistico di Butkara I (Cat. 72-95)

Il fregio dello Stiipa Principale di Saidu Sharif I (Ca t. 96-139)

Intorno allo Stiipa Principale: rilievi figurati dai monumenti minori di Saidu Sharif I (Cat. 140-147) .

APPENDICE

Sui contenuti di alcuni reliquiari da Butkara I e Saidu Sharif I, Swat, Lorenzo Costantini, Loredana Costantini Biasini, Daniela Ferro

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Platone e il Vedānta

Autore/i: AA. VV.
Editore: Tipheret
introduzione e cura di Carmelo Muscato. pp. 136, Acireale Prezzo: € 12,00

Molti indizi lasciano intravedere delle significative affinità tra il pensiero platonico e il pensiero indiano, che, se approfondite, rivelano l’unità della Tradizione sapienziale, al di là di confini spazio-temporali. Tuttavia questo tema rimane poco esplorato dalla ricerca accademica, costituendo una lacuna che lascia nell’ombra alcuni aspetti del complesso pensiero platonico. Il volume “Platone e il Vedanta” si propone di colmare, almeno in parte, questa lacuna, presentando ai lettori italiani due interessanti articoli sull’argomento apparsi in lingua inglese, il primo su Platone e lo Yoga e l’altro su Platone e le Upanishad, con un saggio introduttivo, Discriminazione tra sé e non sé in Platone, che traccia un parallelismo tra il Drig-Drishya-Viveka attribuito a Shankaracharya e l’Alcibiade I di Platone. I due articoli sono: Platone nella luce dello Yoga di Jeffrey Gold, docente di filosofia antica presso il Philosophy Department della East Tennessee State University, e Platone e le Upanishad dell’indologo Nicholas Kazanas, già Direttore dell’Omilos Meleton Cultural Institute di Atene.

Traduttori Arabi tra Greco e Castigliano

Autore/i: Adrados Francisco Rodríguez
Editore: L’Erma Di Bretschneider
cura e traduzione di Maria Cristina Bitti. pp. 384, Roma Prezzo: € 50,00

Dopo la prima edizione, pubblicata dalla Real Academia Espanola nel 2000, la seconda della Junta de Castilla y Leon del 2006 e quella inglese del 2009, «è ora la volta dell’edizione italiana, di cui sono particolarmente soddisfatto». Questo è il commento di Francisco Rodríguez Adrados sulla traduzione italiana che appare ora finalmente nella Biblioteca Spagnola di Studi Classici: una vera e propria nuova edizione riveduta e corretta dall’autore.
Il libro si occupa della letteratura sapienziale greca e di quella medievale europea che ne è derivata, ma partendo da un tema molto concreto: l’esistenza di quattro opere sapienziali tardo-greche di cui gli arabi vennero a conoscenza nell’Oriente bizantino, traducendole poi in arabo tra il IX e il XII secolo (da Bisanzio a Bagdad e dal Cairo alla Spagna di Alfonso X «el Sabio»).
Le successive traduzioni castigliane dall’arabo furono il ponte attraverso il quale la letteratura sapienziale greca si è diffusa in tutta l’Europa e nelle diverse lingue (tra cui lo stesso latino). Le quattro opere, insieme ad altre, contribuirono alla creazione di opere affini, come le Vite di Alessandro medievali, la Disciplina Clericalis di Pedro Alfonso o il Conde Lucanor dell’infante Don Juan Manuel, o diversi Specchi di principi, raccolte di favole, di massime, eccetera. Si tratta di una tradizione che giunge fino a Quevedo e Saavedra Fajardo; la stessa prosa castigliana nacque in origine intorno ad essa come prosa di traduzione.
Una linea continua unisce quindi la letteratura sapienziale greca, latina e cristiana, a tutto il mondo medievale europeo e, attraverso questo, alle fondamenta stesse della cultura occidentale moderna.

Francisco Rodríguez Adrados Linguista, filologo e studioso della Grecia classica, autore di traduzioni di testi sanscriti e di testi classici della poesia e del teatro greco, che gli sono valse nel 2005 il “Premio Nacional de Traducciòn” . La sua formazione accademica e scientifica attraversa la complessa storia socio-culturale del primo ’900 europeo, che avrebbe preparato le basi della rinascita scientifico-culturale spagnola degli anni ’60. Francisco Rodriguez Adrados è un maestro generoso, formatore delle attuali generazioni di studiosi delle scienze umane in Spagna – dalla storia antica, all’antropologia, dalla linguistica alle scienze politiche – essendone egli stesso uno dei massimi protagonisti. Considerato l’ultimo linguista strutturalista vivente, testimone di un periodo d’oro delle scienze umane europee (in cui vanno ricordati ad esempio De Saussure, Levi-Strauss, Lacan, Dumezil), Rodriguez Adrados continua la sua attività scientifica e letteraria con la produzione di articoli, monografie, conferenze, libri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il «Taxiarchis dell’ordine d’onore Greco» (1997), il Premio «Aristoteles» della Fondazione Onassis (1980), è Accademico della Real Accademia de la Historia e della Real Academia de la Lengua (onore condiviso, in quest’ultimo caso, con il Premio Nobel Mario Vargas Llosa).
Dal suo primo libro ciel 1943, Jenofonte, Apologia de Socrates, fino all’ultimI? del 2010, Homo Sapiens, Grecia antigua y mundo moderno, ha prodotto centinaia di testi fra articoli, monografie e libri. Tra questi vale la pena di accennare: Fiesta, comedia y tragedia, sobre los orìgenes griegos del teatro (1972), Linguistica Indoeuropea (1975), Nueva sintaxis del griego antiguo (1992). Inoltre è direttore delmonumentale Diccionario Griego-Español insieme con Juan Rodriguez Somolinos, editato dal Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas (CSIC).

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Introduzione; Prologo all’edizione italiana; I. Quattro opere castigliane di provenienza araba derivate da originali greci perduti; II. Studio della tradizione sapienziale confluita nelle nostre opere; III. Modelli greci dei temi di Aristotele e Alessandro; IV. Le nostre opere all’interno della tradizione sapienziale: fasi recenti; V. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche I. Socrate; VI. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche. II. La scuola socratica; VII. Nuovi studi su Buenos Proverbios e Bocados de oro; VIII. Poridad de las poridades e Historia de la donzella teodor; Epilogo; Appendice all’edizione del 2001; Bibliografia; Indice delle citazioni.

Traduttori Arabi tra Greco e Castigliano

Autore/i: Adrados Francisco Rodríguez
Editore: L’Erma Di Bretschneider
cura e traduzione di Maria Cristina Bitti. pp. 384, Roma Prezzo: € 120,00

Dopo la prima edizione, pubblicata dalla Real Academia Espanola nel 2000, la seconda della Junta de Castilla y Leon del 2006 e quella inglese del 2009, «è ora la volta dell’edizione italiana, di cui sono particolarmente soddisfatto». Questo è il commento di Francisco Rodríguez Adrados sulla traduzione italiana che appare ora finalmente nella Biblioteca Spagnola di Studi Classici: una vera e propria nuova edizione riveduta e corretta dall’autore.
Il libro si occupa della letteratura sapienziale greca e di quella medievale europea che ne è derivata, ma partendo da un tema molto concreto: l’esistenza di quattro opere sapienziali tardo-greche di cui gli arabi vennero a conoscenza nell’Oriente bizantino, traducendole poi in arabo tra il IX e il XII secolo (da Bisanzio a Bagdad e dal Cairo alla Spagna di Alfonso X «el Sabio»).
Le successive traduzioni castigliane dall’arabo furono il ponte attraverso il quale la letteratura sapienziale greca si è diffusa in tutta l’Europa e nelle diverse lingue (tra cui lo stesso latino). Le quattro opere, insieme ad altre, contribuirono alla creazione di opere affini, come le Vite di Alessandro medievali, la Disciplina Clericalis di Pedro Alfonso o il Conde Lucanor dell’infante Don Juan Manuel, o diversi Specchi di principi, raccolte di favole, di massime, eccetera. Si tratta di una tradizione che giunge fino a Quevedo e Saavedra Fajardo; la stessa prosa castigliana nacque in origine intorno ad essa come prosa di traduzione.
Una linea continua unisce quindi la letteratura sapienziale greca, latina e cristiana, a tutto il mondo medievale europeo e, attraverso questo, alle fondamenta stesse della cultura occidentale moderna.

Francisco Rodríguez Adrados Linguista, filologo e studioso della Grecia classica, autore di traduzioni di testi sanscriti e di testi classici della poesia e del teatro greco, che gli sono valse nel 2005 il “Premio Nacional de Traducciòn” . La sua formazione accademica e scientifica attraversa la complessa storia socio-culturale del primo ’900 europeo, che avrebbe preparato le basi della rinascita scientifico-culturale spagnola degli anni ’60. Francisco Rodriguez Adrados è un maestro generoso, formatore delle attuali generazioni di studiosi delle scienze umane in Spagna – dalla storia antica, all’antropologia, dalla linguistica alle scienze politiche – essendone egli stesso uno dei massimi protagonisti. Considerato l’ultimo linguista strutturalista vivente, testimone di un periodo d’oro delle scienze umane europee (in cui vanno ricordati ad esempio De Saussure, Levi-Strauss, Lacan, Dumezil), Rodriguez Adrados continua la sua attività scientifica e letteraria con la produzione di articoli, monografie, conferenze, libri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il «Taxiarchis dell’ordine d’onore Greco» (1997), il Premio «Aristoteles» della Fondazione Onassis (1980), è Accademico della Real Accademia de la Historia e della Real Academia de la Lengua (onore condiviso, in quest’ultimo caso, con il Premio Nobel Mario Vargas Llosa).
Dal suo primo libro ciel 1943, Jenofonte, Apologia de Socrates, fino all’ultimI? del 2010, Homo Sapiens, Grecia antigua y mundo moderno, ha prodotto centinaia di testi fra articoli, monografie e libri. Tra questi vale la pena di accennare: Fiesta, comedia y tragedia, sobre los orìgenes griegos del teatro (1972), Linguistica Indoeuropea (1975), Nueva sintaxis del griego antiguo (1992). Inoltre è direttore delmonumentale Diccionario Griego-Español insieme con Juan Rodriguez Somolinos, editato dal Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas (CSIC).

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Introduzione; Prologo all’edizione italiana; I. Quattro opere castigliane di provenienza araba derivate da originali greci perduti; II. Studio della tradizione sapienziale confluita nelle nostre opere; III. Modelli greci dei temi di Aristotele e Alessandro; IV. Le nostre opere all’interno della tradizione sapienziale: fasi recenti; V. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche I. Socrate; VI. Vite e gnomologie socratiche e postsocratiche. II. La scuola socratica; VII. Nuovi studi su Buenos Proverbios e Bocados de oro; VIII. Poridad de las poridades e Historia de la donzella teodor; Epilogo; Appendice all’edizione del 2001; Bibliografia; Indice delle citazioni.

La Külliye di Kavála

Storia di un’Istituzione – Quaderni di Semitistica 22
Autore/i: Bruni Barbara
Editore: Dipartimento di Linguistica Università di Firenze
introduzione dell’autrice. pp. XIX-204, nn. ill. b/n, Firenze Prezzo: € 45,00

L’oggetto di questo studio è la Külliye che sorge a Kavála, cittadina greca situata lungo la costa della Tracia occidentale, lungo la direttrice Thessaloniki-Istanbul. Si tratta di un complesso architettonico poli funzionale che rientra nella tipologia degli edifici destinati all’educazione islamica.
Il grande istituto a carattere filantropico risale all’ultimo periodo ottomano e fu fondato e modificato in diverse fasi, tra il 1818 e il 1821, per iniziativa di Muḥammad ’Ali Pāšā, governatore dell’Egitto, originario di Kavála. Il presente studio esamina il complesso di Kavála in tutti i suoi aspetti: sotto il profilo storico, culturale, sociale, politico, religioso e architettonico, sulla scorta dei dati ricavati da una grande quantità di informazioni di diverso genere.
Il lavoro è stato condotto, in gran parte, sul posto. Non solo l’osservazione del monumento, ma anche il reperimento della bibliografia ha richiesto diverse ricerche in biblioteche locali e dei centri limitrofi. Si tratta di fonti disparate e di materiale tutt’altro che facilmente reperibile registri catastali e amministrativi del periodo ottomano, censimenti, verbali parlamentari, diari di viaggiatori e di mercanti, quotidiani locali – i quali sono redatti in diverse lingue: neogreco, turco, turco ottomano e arabo.
Con questo studio si intende fornire una testimonianza affinché questo monumento, che versa in condizioni difficili, venga conosciuto e opportunamente tutelato.

L’Arte del Gandhāra

Autore/i: Bussagli Mario
Editore: Utet
documentazione fotografica di Federico Borromeo pp. 284, nn. ill. a colori e b/n, Torino Prezzo: € 95,00

Se mi è lecito, in questa sede, un riferimento strettamente personale, nel 1942 avrebbe dovuto comparire il mio primo lavoro, un libro, sull’arte del Gandhāra. Me ne restano ancora una copia del dattiloscritto e una delle bozze, in colonna, già corrette. L’originale e i piombi dell’impaginato andarono distrutti in uno dei tanti bombardamenti di Milano, perdita trascurabile in quella catastrofe. Il libro, comunque, non fu mai pubblicato per gli eventi che seguirono. Rileggendolo, dopo tanti anni, appare come un tentativo, quasi patetico e certamente superatissimo, di presentare al pubblico italiano il fenomeno figurativo noto come «arte del Gandhāra», attraverso un’opera che, per la prima volta, era scritta in italiano e che trattava l’argomento in maniera sintetica. Il lavoro, in realtà, raccoglieva un insieme di dati e di fatti che avrebbero potuto interessare vivamente gli studiosi e gli appassionati di archeologia e di storia dell’arte antica, non foss’altro per la presenza di una componente romana in un’arte fiorita ai confini dell’India. Invece, salvo pochissimi orientalisti e un gruppo ancora più ristretto di archeologi classici, nessuno, allora, mostrava non dico di interessarsene, ma neppure di conoscere, per sentito dire, l’esistenza dell’arte del Gandhāra. Fra le eccezioni più prestigiose c’erano Giuseppe Tucci – che mi guidò e mi avviò allo studio di questo grandioso fenomeno figurativo e che ne era e, più ancora, ne è profondo conoscitore – e Alessandro Della Seta che ne aveva valutato l’importanza nella sua acutissima ricerca sullo scorcio e sulla torsione dei corpi nell’arte classica. Il che non toglie che mi sentissi, in quella curiosa cultura (un po’ troppo circoscritta all’immenso patrimonio classico di Grecia e di Roma nel quale si esaurivano, sia pure con alto prestigio, le sue ricerche) una vox clamans in deserto. Eppure l’argomento era strettamente legato alla problematica del mondo classico in termini tali da apparirne il naturale complemento.

Comunque la situazione era questa, così come l’ho descritta, e su di essa reagivano, accrescendo il disagio, fattori diversi, non escluse le riserve di Benedetto Croce sulle ricerche «orientalistiche» che egli riteneva «incontrollabili» dai «non addetti ai lavori». Fuori delle lievi ironie sui miei entusiasmi di allora e sulle situazioni storico culturali, non solo italiane, di un passato non eccessivamente remoto, va rilevato che molti dei problemi che allora attendevano una soluzione sono ancora attuali e dibattuti, a dispetto del vastissimo progredire delle conoscenze, del mutare delle idee, dell’inverosimile ed insperato accrescersi delle ricerche e degli scavi che vedono finalmente impegnati anche specialisti italiani.

Premetterò, a questo punto, che – come appare chiaramente dalle continue citazioni – la ricostruzione della storia politica delle regioni che ci interessano, così come è presentata nelle pagine che seguono, è, per grandissima parte, dovuta a Paolo Daffinà. In una serie di corsi universitari, tenuti dal 1974 al 1978, Daffinà ha affrontato – a mio parere in maniera ineccepibile – una serie enorme di problemi spinosissimi, dibattuti da decenni spesso senza risultati apprezzabili. Occorreva lo sforzo gigantesco di uno studioso, singolarmente portato ad un impegno del genere, che iniziasse la revisione del materiale esistente fino dalle prime e più lontane radici per riuscire ad eliminare falsi problemi, a risolvere contraddizioni apparenti e a compiere delle scelte precise…

Copertina segnata dal tempo

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Prefazione

Introduzione

Il fondo storico pre-kusana

La questione delle origini e l’area di diffusione

Storia e pensiero. Linguaggio classico ed anticlassico del Gandhāra

Questioni stilistiche e iconografiche

La componente romana e le tendenze locali

L’immagine antropomorfa del Buddha

L’essenza dell’arte del Gandhāra

Conclusione

Bibliografia

Carte geografiche

Cronologia

Fonti iconografiche

Autori Classici in Lingue del Vicino e Medio Oriente

Atti del III, IV e V Seminario sul tema: «Recupero dei testi classici attraverso recezioni in lingue del Vicino e Medio Oriente» (Brescia, 21 novembre 1984; Roma, 22-27 marzo 1985; Padova-Venezia, 15-16 aprile 1986)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ist. Poligrafico dello Stato
a cura di Gianfranco Fiaccadori, presentazione di Massimiliano Pavan. pp. 220, Roma Prezzo: € 25,00

Dalla presentazione di Massimiliano Pavan:
“Il gruppo interuniversitario (cattedre di Storia greca e di Storia romana del Dipartimento di Studi storico-religiosi dell’Università di Roma « La Sapienza»; Istituto di Glottologia dell’Università Cattolica del S.c. di Milano; Istituto di Filologia greca dell’Università di Padova; Dipartimento di Studi euro-asiatici dell’Università di Venezia; Dipartimento di Scienze linguistiche, filologiche, letterarie medievali e moderne dell’Università di Catania; Facoltà di Magistero di Brescia dell’Università Cattolica del S.c.; Dipartimento di Filologia classica e medievale e Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell’Università di Bologna) che da vari anni organizza seminari e ricerche sul tema « Recupero di testi classici attraverso recezioni in lingue del Vicim e Medio Oriente», ha trovato una tale rispondenza di adesioni anche da parte di altri gruppi specialistici nelle diverse lingue dell’area considerata da essere diventato un vero e proprio nucleo catalizzatore delle varie iniziative in campo internazionale, rivolte al più ampio tema della trasmissione dell’eredità della cultura classica nelle lingue orientali: georgiano, armeno, siriaco, ebraico, arabo, copto, etiopico, antico slavo.
Queste aree linguistiche e culturali per molti aspetti, come si sa, hanno costituito e costituiscono una riserva incommensurabile del grande retaggio greco e latino, alimentando con l’apporto di testi altrimenti perduti la stessa tradizione culturale europea. Per altri aspetti tali aree conservano una ricchezza di archivi ancora non del tutto esplorati che solo una promozione di ricerche coordinate può rendere fruibili, attraverso progetti sia di informazione sia di perlustrazione e pubblicazione.
L’ampiezza e l’elevatezza di un tale compito non poteva trovare più prestigioso e più attrezzato centro operativo dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, presieduto da Gerardo Marotta e diretto da Giovanni Pugliese Carratelli. Esso non solo è diventato la sede di Seminari annuali a carattere internazionale, ma si è anche assunto la promozione di ricerche specifiche nell’ambito delle aree linguistiche in questione.[…]”

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Presentazione di Massimiliano Pavan

Avvertenza del curatore

ATTI DEL III SEMINARIO SUL TEMA: Recupero di testi classici attraverso recezioni in lingue del Vicino e Medio Oriente

Giancarlo Bolognesi, La trasmissione di testi greci attraverso le traduzioni armene

Moreno Morani, La traduzione armena di Nemesio di Emesa. Problemi linguistici e filologici

Giuliano Tamani, Il Corpus Aristotelicum nella tradizione ebraica

Andrea Tessier, La traduzione armena di Menandro: considerazioni su un problema bibliografico

ATTI DEL IV SEMINARIO SUL TEMA: Recupero di testi classici attraverso recezioni in lingue del Vicino e Medio Oriente

Michel van Esbroeck, La version géorgienne de deux commentaires d’Ammonius fils d’Hermias

Rosa Bianca Finazzi, Una traduzione armena di Platone

Joseph F. Habbi, Testi geoponici classici in siriaco e in arabo

Tito Orlandi, Traduzioni dal greco al copto: quali e perché

Vincenzo Poggi S.J., Situazione linguistica dell’Oriente bizantino nel secolo V

Joseph-Marie Sauget, Deux opuscules attribués à Nil d’Anryre en traduction arabe (Prolégomènes à l’édition des textes)

Andrea Tessier, Annotazioni sulla fortuna semitica del De generatione aristotelico

Pierre Yousif, Traduzioni siriache di Teodoro di Mopsuestia

ATTI DEL V SEMINARIO SUL TEMA: Recupero di testi classici attraverso recezioni in lingue del Vicino e Medio Oriente

Giulio Busi, La traduzione ebraica del Secretum Secretorum

Rosa Bianca Finazzi, Versioni armene di testi greci: problemi di lessicologia

Luca Montecchi, Appunti per un’edizione diplomatica della traduzione araba del commentario di Galeno …

Moreno Morani, Problemi riguardanti le antiche versioni armene di testi greci

Giuseppe Serra, Filologia occidentale-orientale

Giuliano Tamani, Preliminari metodologici all’edizione di testi ebraici medievali

Tao e Logos

Scienza e medicina nell’antichità: Cina e Grecia
Autore/i: Lloyd Geoffrey E.; Sivin Nathan
Editore: Edizioni della Normale
edizione italiana a cura di Lorenzo Perilli pp. XII-338, Pisa Prezzo: € 30,00

Le antiche civiltà della Cina e della Grecia si offrono a un avvincente esame comparato: ciascuna con i suoi metodi, la sua organizzazione, le sue nozioni. Viene studiato il multiforme complesso culturale che caratterizza la scienza antica: che cosa motivava gli scienziati nell’antichità, come essi interpretavano il cosmo e il corpo umano, ma anche e soprattutto qual era la loro formazione, come si guadagnavano da vivere, come e con chi dibattevano, con chi erano in concorrenza, quale il loro rapporto con il potere. I due massimi specialisti nei rispettivi campi – Geoffrey E.R. Lloyd, per la scienza greca, e Nathan Sivin per la scienza cinese – adottano un metodo innovativo per analizzare in parallelo i modelli sociali, politici e intellettuali dei due mondi, mostrando il rapporto che questi avevano con le rispettive idee sulla cosmologia e il mondo fisico. L’analisi si concentra in particolare sul periodo che va dal 400 a.C. al 200 d.C., in cui le due culture appaiono procedere per vie meglio e sorprendentemente comparabili, e offrono una prospettiva nuova e più completa per intendere le stesse fondamenta dell’evoluzione della scienza moderna.

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Premessa degli autori all’edizione italiana

Nota del curatore all’ edizione italiana

Introduzione

I. Metodo e obiettivi

Che cos’è la scienza antica? Che cosa è comparabile? Metodo

Periodo

Coordinate storiche

II. Il quadro sociale e istituzionale delle scienze cinesi

Distinzioni sociali

Le origini di scienziati e medici

Impiego e mecenatismo

Individui, gruppi, formazione, trasmissione

Argomentazioni e controversie, libri, commenti, memoriali

Il nesso delle scienze con la società

III. Il quadro sociale e istituzionale della scienza greca

Le origini di ricercatori, impiego, mecenatismo

Individui, gruppi, sette, ortodossie

Dibattiti, conferenze, dialoghi, trattati, commenti

IV. I temi fondamentali della scienza greca

Il problema

Perché gli elementi, perché la natura, perché realtà contro apparenza?

Cause

Spiegazioni matematiche e fisiche

Cosmo: supposizioni e dibattiti

Conclusioni

V. I temi fondamentali delle scienze cinesi

Il problema

Gli obiettivi dell’indagine

Il mondo che i concetti descrivono

Apparenza contro realtà

Macrocosmo e microcosmi

I concetti delle scienze Conclusioni

VI. Scienze cinesi e scienza greca a confronto

Concetti

Mezzi di sussistenza

Applicazioni della cosmologia e della scienza

Pluralismo e devianza

Sfera pubblica e sfera privata

Consenso e dissenso

Persuasione

Il Tao e il Logos

Appendice: Evoluzione della sintesi cosmologica cinese

Concetti fondamentali: la prima fase

Convergenza: la seconda fase

Il Libro dei Mutamenti come mappa del cosmo

La sintesi matura: la terza fase

Cronologia degli eventi storici

Bibliografia

Indice e Glossario

L’Ansa e l’Accesso

strategie del senso in Cina, Grecia
Autore/i: Jullien François
Editore: Mimesis
a cura di Paolo Fabbri, prefazione dell’autore. pp. 350, Milano Prezzo: € 26,00

I cinesi, in politica e in poesia, privilegiano l’espressione allusiva, la formulazione involuta; al confronto diretto preferiscono la sottigliezza di un approccio obliquo. Piuttosto che considerare questa differenza in termini naturalistici o psicologici, Jullien ci mostra la logica di tale strategia del senso. Ma ci porta anche a riflettere su alcuni dei nostri “partiti presi” teorici: soprattutto su quello che pretende di considerare l’oggetto del discorso come il solo in grado di interpretare lo sdoppiamento della parola nella cosa e nell’idea. Nei testi della tradizione cinese scopriamo quindi un discorso dell”’indizio” che non punta alla generalità delle essenze, ma integra le prospettive semiotiche con continue variazioni di senso.

François Jullien, filosofo e sinologo, insegna all’Università di Paris VII (Denis Diderot) ed è direttore dell’lnstitut de la Pensée Contemporaine presso la stessa università. I suoi lavori, tradotti in molte lingue, animano da anni il dibattito internazionale intorno al rapporto tra pensiero eu ropeo e pensiero cinese. In Italia è stata tradotta la maggior parte delle sue opere. Tra le pubblicazioni più recenti: Il saggio è senza idee, 2002; Il nudo impossibile, 2004; La grande immagine non ha forma, 2004: Strategie del senso in Cina e in Grecia, 2004: rOmbra del Male, 2005; Nutrire la vita, 2006; Figure dell’immanenza, 2006; Conferenza sull’efficacia, 2006; Pensare con la Cina, 2007.

Paolo Fabbri insegna Semiotica alla LUISS di Roma e allo IULM di Milano. Ha diretto l’Istituto italiano di Cultura a Parigi e dirige la Fondazione Federico Fellini. Professore in numerose università e centri di ricerca e dottorati di eccellenza in Italia (Urbino, Bologna, Palermo, Venezia, Siena) e all’estero (Parigi, Los Angeles, San Diego, Toronto). Tra le sue pubblicazioni: Tactica de los signos, Barcellona,1999; La Svolta Semiotica, Roma, 2003; Elogio di Babele, Roma, 2003; Segni del tempo, Roma, 2004. Ha curato l’antologia Semiotica in nuce, (con G. Marrone), Roma, 2000 e 2001; Morfologia del semiotico, di R. Thom, Roma, 2006; Semiotica. Dizionario ragionato di teoria del linguaggio, di A. J. Greimas e J. Courtès, Milano, 2007; Essere di parola, di É. Benveniste, Milano, 2009; Arte in teoria, arte in azione, di N. Goodman, Milano, 2010.

Storia delle Religioni

L’Oriente e l’Europa nell’Antichità
Autore/i: Puech H. C.
Editore: Laterza
I volume in 2 tomi, traduzione di Maria Novella Pierini pp. 958, Roma – Bari Prezzo: € 58,00

Con questo volume inizia la pubblicazione in Italia della grande Storia delle religioni diretta da Henri-Charles Puech che in Francia è stata presentata nella «Encyclopédie de la Pléiade». In sei volumi e otto tomi della «Collezione storica» essa offrirà un panorama storico completo del fenomeno religioso dall’antichità ai giorni nostri.

Tra i caratteri dell’opera vanno sottolineati il criterio rigorosamente storico della trattazione, al di fuori di ogni pregiudiziale religiosa; la solidità scientifica e l’aggiornamento dell’informazione, che la qualità dei collaboratori ha reso possibile; la facilità di lettura; un ricco corredo di indici (dei nomi, delle divinità, dei luoghi, dei testi sacri citati, delle tavole) che permette un’agevole consultazione dell’opera.

Il primo volume comprende nel primo tomo, oltre ai Prolegomeni all’opera, la ricostruzione storica dell’esperienza religiosa degli Egiziani, Meroiti, Sumeri, Babilonesi, Elamiti, dei popoli dell’Anatolia antica e dell’Iran, di Zoroastro, dei Cretesi e dei Greci dell’età arcaica e classica. Nel secondo tomo, dopo le religioni etrusca e romana, vengono presi in esame la chiesa sassanide e il mazdeismo, le religioni orientali dell’impero romano, la fine del paganesimo, e infine le religioni degli Slavi, dei Balti, dei Germani e dei Celti.

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Avvertenza

Prolegomeni a una storia delle religioni di Angelo Brelich

La religione egiziana di Philippe Derchain

La religione dei Meroiti di Jean Leclant

La religione dei Sumeri di Raymond Jestin

La religione babilonese di Jean Nougayrol

La religione degli Elamiti di Maurice Lambert

Le religioni dell’Anatolia antica di Maurice Vieyra

L’Iran antico e Zoroastro di Jacques Duchesne-Guillemin

Le religioni della Creta minoica e della Grecia achea di Francis Vian

La religione greca in epoca arcaica e classica di Francis Vian

La religione etrusca di Raymond Bloch

La religione romana di Raymond Bloch

La chiesa sassanide e il mazdeismo di Jacques Duchesne-Guillemin

Le religioni orientali nell’impero romano di Robert Turcan

La fine del paganesimo di Pierre Hadot

La religione degli Slavi di Frans Vyncke

La religione dei Balti di Frans Vyncke

La religione dei Germani di Jan de Vries

La religione dei Celti di Françoise Le Roux

Indice dei nomi di persona

Indice delle divinità

Indice dei luoghi

Indice dei titoli

Indice delle figure

Indice sommario