Il Giardino Giapponese

Autore/i: Walker Sophie
Editore: L’Ippocampo
Saggi di Lee Ufan, Tan Twan Eng, Tatsuo Miyajima, Marcus du Sautoy, John Pawson, Anish Kapoor, Tadao Andō.
Traduzione dell’edizione italiana di Alessandra Gallo, Irene Inserra, Barbara Venturi pp. 304, nn. ill. a colori, Milano

Il giardino giapponese tratta per la prima volta in maniera esaustiva questo affascinante universo, i suoi principi e la sua filosofia, ripercorrendo mille anni di storia. Nei suoi saggi tematici Sophie Walker – creatrice di giardini – offre al lettore nuove, penetranti intuizioni. I testi sono accompagnati dalle splendide immagini di oltre novanta giardini: dagli antichi santuari shintoisti ai giardini imperiali, fino ai più recenti progetti zen. Scritti inediti di personalità del mondo dell’arte, dell’architettura e del design come Tadao Andö, Anish Kapoor, Tan Twan Eng, John Pawson, Marcus du Sautoy e Lee Ufan interpretano in maniera personale questa forma di bellezza senza tempo che da secoli influenza l’architettura del paesaggio sia in Giappone che nel resto del mondo.

Donne e Giardino nel Mondo Islamico

Autore/i: Vanzan Anna
Editore: Angelo Pontecorboli
pp. 150, 100 ill. a colori e b/n, Firenze

Fin dai suoi albori, la civiltà musulmana si preoccupa di “islamizzare” ogni aspetto della vita
pubblica e privata, compresi gli spazi. L’etica islamica prevede che pubblico e privato siano
rigidamente separati, e tale concezione si riflette immediatamente sulla casa d’abitazione, difesa
da mura che celino gli abitanti da sguardi esterni, proteggendo la privacy familiare.
La vita dei residenti è rivolta all’interno, dove, dopo l’ingresso principale, si apre un cortile attorno al quale si svolgono le attività familiari. Il cortile-giardino, s’arricchisce di alberi, piante, fontanelle o addirittura vasche (tipiche quelle in Iran e nel sub continente indiano), recipienti in metallo o marmo, gabbie per gli uccellini, e spesso si avvale della bellezza dei delicati intarsi nel legno che contorna le finestre degli ambienti affacciantisi sul cortile stesso o aggettantisi sulla strada esterna. E così che, al posto delle finestre comunemente intese, nascono vere e proprie costruzioni articolate (mashrabiya), delicatamente intagliate nel legno, che consentono alle donne di vedere fuori senza essere viste dagli estranei.
Un luogo dove passeggiare con le proprie dame o dove le stesse potevano trascorrere il proprio tempo in piena libertà. Il giardino, infatti, è hortus conclusus e, come tale, spazio quanto mai atto a ospitare la presenza femminile che nelle società islamiche deve rimanere, preferibilmente, celata all’interno di ginecei (harem) di cui il giardino è la naturale estensione. Ecco che il binomio donne-giardino si rafforza e occupa spazi sociali, letterari, artistici e antropologici.

Anna Vanzan, iranista e islamologa, Ph.D. in Near Eastern Studies presso la New York University.
Insegna Cultura araba alla Statale di Milano e Genere e Pensiero islamico al Master MIM Ca’ Foscari (Ve) e al Master on line EUMES.
Si occupa prevalentemente di questioni di genere e islam.
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni in Italia e all’estero. Fra le ultime monografie: Le donne di Allah, viaggio nei femminismi islamici (Bruno Mondadori, Milano, 2010) e Che genere di islam. Omosessuali, queer e transessuali tra shari’a e nuove interpretazioni (Ediesse, Roma, 2012).

 

Elogio del Muschio

Autore/i: Brindeau Véronique
Editore: Casadeilibri
traduzione di Lorenzo Casadei pp. 110, nn. ill. a colori, Padova Prezzo: € 18,00

Muschi d’un verde profondo, la polvere del mondo è lontana. Sen no Rikyu

Erano prima del tempo degli uomini, ben prima di quello degli alberi e dei fiori. Perfino prima delle felci, mentre nascevano le alghe blu, e sorgevano le foreste di equiseti giganti, trecento milioni d’anni fa. Il tempo depone nell’ombra questo abito di muschio che un giorno sarà cantato dai poeti giapponesi nei loro taccuini di viaggio e nelle grandi raccolte imperiali. I monaci in pellegrinaggio vi posano il capo e sognano.
I giardini li accolgono e li accostano a templi. Sulle tettoie di paglia degli eremi, sopra ogni paletto tarlato, come fiori alla mercé del vento lungo il cammino. Il giardino che porta alla casa del tè, dove si reca chi vuole affrancarsi dal mondo, è tessuto di muschi. Essi sono l’immutabile e unico scenario del teatro no, dipinti sui rami di antichi pini tutti nuovi, al «crocevia dei sogni» dove i vivi e i morti si parlano per mezzo di immagini. Eccoli comparire in una poesia del X secolo, estratta dal Kokinshu, che il Giappone si è scelto per inno:

Possa il Vostro regno
durare mille e mille generazioni fino a quando le pietre
diverran rocce
tutte coperte di muschio.

Di quest’epoca che precede la storia, i giardini giapponesi serbano memoria. Come di tutto ciò che conserva traccia della grande età, si prendono cura di questo testimone facendogli posto attorno ai templi e innalzano al rango di tesoro il muschio più semplice, come noi facciamo per venerabili querce, alberi monumentali e rose. Così a Kyoto, dove vibrano per i giapponesi le più delicate tonalità di una natura nella quale amano riconoscersi, un Tempio dei profumi dell’Ovest, più conosciuto come Tempio dei muschi, ha un manto vegetale che si limita a quest’ordinario ospite dei boschi: il più umile e il meno intenzionale dei tappeti verdi, dono del tempo che passa, che l’attenzione dei giardinieri trasforma in un fresco drappeggio di smeraldo disteso tra aceri, canfori e cedri. Al punto che questo luogo eletto del buddhismo zen, il cui nome originario ricorda l’orientamento, ad occidente della villa, e la direzione del ponente, paradiso del Buddha, rappresenta oggi uno degli archetipi del giardino giapponese, ammirato come i giardini secchi più celebri e primo nel Pantheon orticolo del Giappone. Poiché è proprio in Giappone, e là solamente, che si ammirano e coltivano questi muschi modesti, detestati dai nostri giardinieri, intenti al contrario ad estirparli. Se il Giappone li apprezza, cura e coltiva, l’Occidente di norma li ignora o li caccia: nemici giurati dei tappeti erbosi, essi deliziano solo qualche botanico.

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Elogio dei muschi

I nomi dei muschi

Un intero mondo lontano

“dell’amore quando il mare vi separa”

Come neve

Tappeto di muschio

Giardino interno

Questa luce che cade dagli alberi

I muschi del tempio Honen-in

Accordare i soffi di W. Tetsuro

Cacce sottili

L’ombra e il tempo

Scrittori ed antologie

I Piccoli Giardini Cinesi

Tra contemplazione e sorpresa
Autore/i: Bonetti Alessandra
Editore: EdizioniAnordest
pp. 168, nn. ill. a colori, Villorba (TV) Prezzo: € 24,00

La Cina, nonostante abbia influenzato tanti paesi con la sua cultura millenaria, è un paese ancora poco conosciuto agli occidentali. I piccoli giardini cinesi, veri gioielli dell’arte dei giardini, sono un’incredibile testimonianza di questa civiltà: in essi si ritrovano non solo il paesaggio e la storia della Cina, ma anche tutta la sua cultura, le religioni, i simboli, la pittura, la letteratura, la poesia, la calligrafia. Tutti questi elementi si fondono con le architetture, l’acqua, le rocce, le piante e gli animali in una grande armonia e con un grande “senso del meraviglioso”. Natura ed artificio convivono senza che né l’una né l’altro abbiano mai il sopravvento, ma confrontandosi in una dialettica continua. Questi luoghi sono il frutto di un’architettura del paesaggio che affonda le sue radici nei miti della Cina di più di duemila anni fa e che ha inventato sistemi di progettazione ancora oggi molto usati anche in occidente. Grazie all’elaborazione teorica e anche pittorica dei temi riguardanti la percezione del paesaggio, in questi giardini si perde il senso dello spazio e del tempo: si viene catturati ad ogni passo da scenari diversi da ammirare ed invitati ad andare alla scoperta di ogni angolo del giardino, che non manca mai di sorprendere.

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Premessa

La Cina

Geografia

Paesaggio

Storia e dinastie

Religioni e filosofie

Storia dei giardini

La pittura di paesaggio

La denominazione dei luoghi

Giardino Imperiale del Palazzo d’Estate di Pechino

I giardini privati

Le architetture e il giardino

Il giardino

Asimmetria e sinuosità

Spazio frammentato e soglie

Vedute da fermo e vedute in movimento

I ponticelli

I padiglioni

Le finestre a grata

L’acqua e le rocce

Le pavimentazioni

Le piante

Le decorazioni e gli ornamenti

Le iscrizioni e la calligrafia

I quadri di pietra

Il verde e i giardini nella Cina di oggi

Bibliografia