Sumi-e

Sumi-e

25 gennaio ore 18.30 presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma

conferenza e dimostrazione di pittura a inchiostro nero
a cura di Rogen Ebihara

Rogen Ebihara

Rogen Ebihara

Artista di sumi-e (pittura a inchiostro nero), Rogen Ebihara presenta l’arte dello shodo (calligrafia giapponese), spiegnado origine e peculiarita’ degli ideogrammi cinesi.
Per le sue composizioni Ebihara utilizza rari inchiostri cinesi e giapponesi, miscelandoli fino a ottenere la sfumatura desiderata.
Alla conferenza farà seguito una dimostrazione.

Ebihara è un artista di pittura a inchiostro “sumi”. Per le sue composizioni usa il raro e antico inchiostro cinese denominato kanryūteiboku (inchiostro dell’imperatore Qinlong, 1711-1799) che risale al sesto imperatore della Dinastia Qing (1644-1912) o una antica e pregiata varietà di inchiostro giapponese. Per ottenere il colore che maggiormente si addice al tema che vuole rappresentare mescola una di queste varietà allo shukuboku, l’inchiostro lasciato riposare per una notte dalla sua preparazione La tonalità del sumi ha un’infinità di variazioni: dal blu quasi impercettibile al nero intenso della lacca giapponese
Sebbene il colore del sumi cambi impercettibilmente la propria tonalità a seconda del tipo di carta, pennello, clima e umidità, Ebihara non lascia mai che sia la casualità a decidere il risultato. Reiterando numerosi tentativi, alla fine, ottiene il totale controllo della tonalità desiderata. Quando questo particolare inchiostro maturato da una siffatta esperienza si incontra con l’immaginazione dell’artista scaturisce tinte fresche e delicate che danno vita alle opere di Ebihara. Questo forte attaccamento per la tonalità dell’inchiostro è probabilmente il fattore che rende Ebihara un vero artista del sumi.

“Quanta vita riuscirò a infondere all’arte della calligrafia nel breve istante di tempo che intercorre da quando poso il mio pennello sulla carta a quando, nello spazio di una composizione senza soluzione di continuità, lo sollevo per l’ultima volta?”. – Rogen Ebihara

Il Giappone Artigiano

Il Giappone Artigiano
Tradizione e abilità manuali

a cura di Kazuko Todate

25 gennaio – 2 marzo 2013 presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma

hakone

Noboru Honma, Hakone marquetry Five-inch secret box requiring ten steps

Attraverso i 92 esemplari proposti,la mostra presenta le forme della manualità del Giappone, quelle della tradizione assieme alle opere d’alto artigianato artistico.
Ceramica, tessile, metalli, lacca, legno e bambù, carta e altro coniugano praticità ed estetica in processi che si reiterano dal periodo premoderno.

VISITE GUIDATE:

Partecipazione su prenotazione. Ciascun turno max 20 persone.
venerdì 25 gennaio ore 11.00
sabato 9 febbraio ore 11.00
venerdì 1 marzo ore 11.00

Come prenotare: per telefono allo 06.3224794 oppure via email a info@jfroma.it , indicando nell’oggetto “visita guidata mostra”, specificando inoltre nome/cognome del partecipante, data della visita, numero delle persone e recapito telefonico

Sguardi sulla catastrofe atomica: “Le icone di Hiroshima” di A. Curcio

L’esperienza della bomba atomica su Hiroshima si riassume per tutti in una sola, indelebile immagine: quella del fungo provocato dell’esplosione, che si staglia inquietante sospeso tra il cielo e la terra.
Come ci racconta un volume appena uscito, Le icone di Hiroshima. Fotografie, storia e memoria di Annarita Curcio con prefazione di Riccardo Rosati (ed. Postcart, pp. 134, € 12,50), per lungo tempo fotografie e riprese delle città nipponiche travolte dalla furia nucleare non furono divulgate, anche per ragioni politiche; è stato però possibile recuperare questo preziosissimo materiale grazie alla costanza degli studiosi e – soprattutto – al bisogno degli hibakusha (i sopravvissuti al bombardamento atomico) di far conoscere la loro storia, affinché non si ripetano più simili orrori. E anche noi – ci ricorda il libro – non siamo esentati dal dovere di ricordare.


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“Tutti i colori del nero” nella Pittura Sumi

pittura sumiMassimo Gobbi
Tutti i colori del nero” nella Pittura Sumi

dal 18 al 27 Gennaio 2013
dal lunedì alla domenica ore 16.00 – 20.00

Studio Arti Floreali – Vicolo della Campanella 34/A – 00186, Roma

Il Fiore e la Spada

Zen e Arti Marziali
Autore/i: Bolelli Ferrera Antonella
Editore: Baldini E Castoldi
pp. 224, Milano Prezzo: € 14,00

Volgete lo sguardo ad Oriente e fatevi guidare in un viaggio nell’antico Giappone per scoprirne l’affascinante ed enigmatica identità . Al centro del racconto c’è infatti il Paese del Sol Levante, con la sua tradizione millenaria di forza guerriera e di delicatissima sensibilità . Dall’inflessibile codice morale dei samurai al suicidio rituale del seppuku, passando per le arti marziali, scorreranno secoli e secoli di battaglie sanguinose e di terribili scontri per il potere, ma anche d’incessante lavoro spirituale nella perenne ricerca del supremo distacco insegnato dallo zen. Preparatevi a entrare in un mondo dai tratti ancora misteriosi, dove non tutto avviene per processi logici, dove la consapevolezza di un’azione va al di là  di qualsiasi ragionamento. Verrete quindi spiazzati dagli insegnamenti dei maestri zen che ai loro discepoli – futuri guerrieri – suggerivano un modo diverso di percepire la realtà , così diverso da permettere loro di trovare una spiegazione a una domanda del tipo: «Circondato da cento nemici, come farai a vincere senza arrenderti e senza combattere».
Un mondo in cui l’Arte della Spada non è soltanto un insieme di raffinate tecniche di scherma, ma una filosofia di vita; e la cerimonia del tè un vero e proprio rituale cui accostarsi con la massima partecipazione interiore.
Tutti segni di un fascino profondo e ancora vivo che a volte sconcerta noi occidentali, ma sempre ci attrae. Spesso in modo irresistibile.

«La storia è piena di guerrieri di eccezionale valore, ma i samurai sono avvolti da un’aura magica che li pone tra l’umano e il sovrannaturale.»

«Bella l’idea, bello il titolo, bello il tema… il ciclo Il Fiore e la Spada dedicato alla cultura giapponese è uno dei migliori di sempre… Insomma: da non perdere.» (Massimiliano Lussana – «il Giornale»)

«Antonella Ferrera tocca uno per uno tutti i temi della tradizione, dalla figura sacra dell’Imperatore, ai monaci guerrieri, alla penetrazione del buddhismo, alla nascita dei samurai, fino alla cerimonia del tè… Una parte del fascino che esercitano queste storie lontane nel tempo… consiste nel fatto che noi viviamo in un mondo che, dal punto di vista dei rituali che scandiscono la vita sociale, è un’ameba informe dove le uniche divise sono quelle imposte dai capricci della moda.»
(Bruno Gambarotta – La Stampa)

Antonella Bolelli Ferrera, giornalista e scrittrice, è nata a Bologna e vive a Roma da molti anni. Scrive e conduce programmi radiofonici per la RAI: Il Fiore e la Spada dedicato allo zen e alle arti marziali, Il Fuoco e il Ghiaccio sui miti e le leggende dei popoli del Nord Europa, 100 anni alla conquista dei cieli, e il ciclo di puntate Sulla Cresta dell’Onda (La Canzone alla radio, I Comici alla radio, Lo Sport alla radio). È anche ideatrice del programma settimanale di Radio 3, La Storia in Giallo – giunto al suo quarto anno – dove ricostruisce fatti e personaggi della storia avvolti dal mistero.

Un Bel Giorno per Rimanere da Sola

Una storia d’amore e di cambiamento
Autore/i: Aoyama Nanae
Editore: Salani
traduzione di Marcella Mariotti. Prezzo: € 13,00

Chizu ha vent’anni e si è appena trasferita a Tokyo per decidere che cosa fare della sua vita. Non ha molta voglia di continuare a studiare e trascorre le sue giornate tra lavoretti precari e un fiacco rapporto con un coetaneo molto più interessato ai videogiochi che a lei. A Tokyo è ospite di un’anziana amica di famiglia, Ginko, sulla quale Chizu rovescia la sua rabbia. Tanto Chizu è cinica e sprezzante, quanto Ginko è ottimista e fiduciosa. Ma un anno di (difficile) convivenza farà cambiare molte cose, e mentre i rapporti sentimentali di Chizu falliranno, Ginko si aprirà a un amore che, seppur tardivo, si rivelerà solido e felice. E Chizu imparerà a vivere proprio dalla donna che tanto disprezzava… Caso letterario in patria, uno romanzo di formazione che rovescia ogni stereotipo sui rapporti intergenerazionali, raccontando in modo originale la contrapposizione gioventù e vecchiaia: l’età è certezza di serenità e di vero godimento della vita.

“Un romanzo dalla scrittura precisa e puntuale, in cui ogni particolare sembra prendere vita.” (Ryu Murakami)

Nanae Aoyama con “Un bel giorno per rimanere da sola” ha vinto il prestigiosissimo premio Akutagawa, “il Nobel giapponese per la letteratura”, che prima di lei era stato vinto da Ryu Murakami.

Il Giappone incontra la Cina: “Gli scrittori Meiji e la Cina” di Luca Milasi

Natsume Sōseki e Mori Ogai sono considerati due dei principali autori giapponesi del ’900; non tutti però forse sanno che la loro opera è stata influenzata dal contatto con la Cina, come  spiega Luca Milasi in Gli scrittori Meiji e la Cina. Suggestioni letterarie nella produzione di Mori Ogai, Natsume Sōseki e Koda Rohan (edizioni Libreria universitaria, pp. 348, € 20). Questa la presentazione ufficiale:

La letteratura cinese ha esercitato notevoli suggestioni sulla produzione della generazione di scrittori giapponesi attivi nel periodo Meiji (1868-1912). L’ingresso nell’epoca moderna favorisce nei letterati giapponesi una conoscenza diretta della realtà della Cina contemporanea; allo stesso tempo, lo studio della cultura cinese è incentivato dal contatto con le teorie letterarie e scientifiche occidentali, che trasmettono agli autori giapponesi moderni un approccio filologico ai classici: nasce così la moderna sinologia giapponese, a tutt’oggi una delle scuole più puntuali e rigorose. L’influenza, sul piano letterario e linguistico, della cultura cinese sulle opere degli intellettuali giapponesi attivi a fine Ottocento è evidente in scritti autobiografici sugli anni della formazione, registrazioni di dibattiti letterari, stralci di romanzi e racconti originali qui presentati in traduzione per testimoniare la poliedricità dei narratori giapponesi moderni e la loro ammirazione per la letteratura cinese: un amore antico quanto la scoperta della scrittura stessa.

 


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Occidentalismi

La narrativa storica giapponese
Autore/i: Miyake Toshio
Editore: Cafoscarina
prima edizione, prefazione e ntroduzione dell’autore. pp. 274, Venezia Prezzo: € 18,00

Perché l’idea di “Occidente” è egemone nel Giappone moderno e contemporaneo? Perché l’Italia vi riscuote da due decenni una popolarità forse senza eguali nel mondo?
Se è vero che parlare degli altri significa anche parlare di se stessi, allora indagare l’altro occidentale e italiano in Giappone ci può aiutare a esplorare l’identità culturale giapponese in modo inconsueto e critico, ripensando sia il Giappone che l’Italia.
In questo libro l’autore studia una grande varietà di esempi di questo intreccio di identità, tra i quali la narrativa storica ambientata in Italia di una scrittrice notissima in Giappone, Shiono Nanami, impiegando metodi e strumenti dell’imagologia e degli studi culturali e postcoloniali. Il risultato è un decentramento prospettico: uno spazio aperto all’interrogativo infinito circa la propria identità mediata dallo specchio (s)confinante dell’altro.

Visualizza indice

Prefazione: Italia e Giappone allo specchio
Introduzione: Verso un Occidentalismo critico

  1. Genealogia di seiyō (’Occidente’) e tōyō (’Oriente’)
  2. L’Occidente moderno e i dilemmi dell’identità specchiata
  3. L’Italia made in Japan
  4. La narrativa storica di Shiono Nanami
  5. Dal Rinascimento all’Italia
  6. Dall’antica Roma al Giappone
  7. Italianismo e Occidentalismo

Bibliografia
Indice analitico

La Chiave – La Gatta

Autore/i: Tanizaki Junichiro
Editore: Bompiani
prefazione di Geno Pampaloni, traduzione dal giapponese di Satoko Toguchi e Atsuko Ricca Suga. pp. 228, Milano Prezzo: € 16,00

Questo volume comprende un romanzo’ e un «racconto lungo ». L’argomento del romanzo, La chiave, è un amore coniugale che si conclude in distruzione; lo strumento narrativo sono i diari intimi tenuti parallelamente dai due coniugi. Ma la funzione tradizionale del diario appare doppiamente capovolta. Invece di memorizzare i segreti dell’animo e dell’interiorità, il diario serve qui a registrare i segreti dei corpi: fedele solo in apparenza ai modi privati della confessione, esso permette ai coniugi di comunicare fra loro come mai avrebbero potuto o voluto fare faccia a faccia. Ciascuno dei due tiene il diario con una segreta speranza nell’indiscrezione altrui, ciascuno dei due legge in segreto il diario dell’altro e spera che l’altro legga il suo. E le pagine del diario, la loro ritorta volontà d’inganno, diventano i mezzi di un piano di corruzione che è il motore segreto di tutta la vicenda.
Romanzo tragico, senza dubbio (tanto che uno studioso americano ha potuto citare come punto di riferimento le Liaisons dangereuses di Laclos e I demoni di Dostoevskij), La chiave è una di quelle opere che si affacciano senza vertigini su un angolo dell’Inferno, in cui si è costretti a riconoscere una parte inconfessata, dolorosa di noi.
Nel «racconto lungo», La gatta, Tanizaki dà la misura perfetta del suo stile, di uno stile capace di portare l’indagine psicologica fino a straordinari limiti fantastici.

Il diritto contemporaneo giapponese: “Giappone: un diritto originale alla prova della globalizzazione” di G. F. Colombo

Tra le virtù del Giappone che senza dubbio colpiscono di più gli occidentali si annoverano il rigore e l’efficienza dimostrati in ogni ambito della società. Questa ferrea organizzazione è frutto di un lungo percorso sociale, politico e storico che interessa naturalmente anche l’ambito della giurisprudenza nipponica, poco nota qui in Italia, vista la tendenza nostrana al confronto con il diritto statunitense o d’area europea.
Per queste ragioni, desta senz’altro interesse la recente pubblicazione di Giappone: un diritto originale alla prova della globalizzazione (ed. Cafoscarina, pp. 176, € 14) di Giorgio Fabio Colombo, docente di diritto giapponese.
Questa la presentazione ufficiale dell’opera:

Nonostante le influenze tradizionali cinesi, ottocentesche europee e statunitensi nel secondo dopoguerra, il diritto giapponese mantiene alcuni tratti caratteristici. Il presente volume mira proprio a evidenziare alcune peculiarità di questo sistema. L’attenzione è dedicata esclusivamente al diritto contemporaneo, che rimane ancora oggi quello meno studiato in Italia. La scelta degli argomenti è volta a presentare al lettore italiano un bouquet di tematiche tratte dai vari settori del diritto (civile, penale, costituzionale, ecc.) di interesse attuale nel dibattito giuridico giapponese e che mostrano in qualche misura l’interazione fra diritto formale e diritto vivente, anche nell’ottica della circolazione dei modelli. I temi trattati sono stati selezionati specificamente al fine di evidenziare un contrasto, o una convivenza, fra istituti di origine straniera e il substrato (o forse il “neostrato”) locale. L’obiettivo è quello di dimostrare che il Giappone, al di là di influenze ed evoluzioni provenienti dall’esterno o addirittura eterodirette, rappresenta un sistema giuridico originale.


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“Musi gialli”, un libro contro gli stereotipi sugli asiatici

In Giappone tutti lavorano come pazzi, le ragazze vanno sempre in giro con l’uniforme scolastica da marinaretta e i giovani sono appassionati di internet e manga. La lista degli stereotipi e delle false credenze sul Sol Levante è lunga, e ancora oggi — persino quando si parla del terremoto di marzo o della centrale di Fukushima — molti ne attingono a piene mani.
Ci ha pensato lo scrittore e giornalista Fabio Giovannini a mostrare le radici di questi falsi luoghi comuni nel suo nuovo libro, Musi gialli. Cinesi, giapponesi, coreani, vietnamiti e cambogiani: i nuovi mostri del nostro immaginario (Stampa Alternativa, pp. 176, € 14; in offerta su Amazon.it a 12,40 € cliccando qui). Questa la presentazione del volume:

Il testo analizza il pregiudizio che tuttora permane verso i “musi gialli” (come venivano chiamati gli orientali in tante pellicole hollywoodiane di guerra, dove John Wayne faceva strage di “formiche” giapponesi o coreane), e lo sviluppo di questo specifico razzismo nel nostro immaginario. In particolare nei romanzi, nel cinema e nel fumetto, da Turandot al Grand Guignol, dove i cinesi sono associati a torture ed efferatezze, da Ming, il nemico giurato di Flash Gordon dalla pelle gialla, ai romanzi su Fu Manchu, “il diabolico cinese” che anticipa il ritratto del cattivo per eccellenza dei nostri anni, Bin Laden. Un pregiudizio che si è alimentato con Pearl Harbor e la Seconda guerra mondiale e poi con i conflitti in Corea,Vietnam e Cambogia, passando attraverso il terrore occidentale per le orde rosse del presidente Mao. Tutta la cultura orientale è stata considerata una minaccia,come dimostrano le polemiche sull’iperviolenza dei film cinesi di kung fu o sui cartoni animati,i fumetti e i giochi elettronici giapponesi che insidierebbero l’infanzia occidentale. Il libro è accompagnato da numerose illustrazioni (foto di film, immagini di fumetti,cartoline razziste del passato).
L’esplosione di interesse per il “fenomeno Cina” non ha ancora suscitato una riflessione sui nostri pregiudizi verso gli orientali. Questo libro offre per la prima volta una panoramica sui razzismi e i luoghi comuni dell’immaginario occidentale e si rivolge a un vasto pubblico di lettori attenti alle dinamiche sociali del nostro tempo o interessati alle moderne forme di comunicazione (narrativa popolare,cinema,fumetto,ecc.).


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Presa Elettrica

traduzione dal giapponese di Gianluca Coci.
Autore/i: Taguchi Randy
Editore: Fazi
pp. 304, Roma Prezzo: € 14,50

Quando il fratello minore di Yuki viene trovato nel suo appartamento in uno stato di decomposizione avanzata, la donna decide di capire qualcosa di più di questa morte: Taka si è recluso volontariamente in casa senza cibo, lasciandosi deperire. Vicino al cadavere soltanto la spina di un aspirapolvere inserita nella presa. Come in una tradizionale detectivestory, Yuki comincia così un’esplorazione coraggiosa tra le pieghe del suo passato e gli abissi della sua psiche. Dopo aver svelato il mistero della morte del fratello, scoprirà di avere in sé uno strano potere, quello di vedere le malattie nei suoi partner e rigenerarli attraverso il sesso.
Ma come può sopravvivere una sciamana sessuale in un mondo ipertecnologico? lo stato di trance è soltanto una forma di delirio o un modo per staccare la spina? le personalità medianiche sono forse ciò che rimane oggi della spiritualità?
Tecnologia e tradizione, sciamanesimo ed erotismo, spiritualità orientale e senso del sovrannaturale si mescolano sapientemente nel folgorante romanzo di una delle più famose columnist della Rete. Un debutto letterario di strabiliante potenza che offre al lettore una nuova, insolita visione della realtà.

Randy Taguchi nata a Tokyo nel 1960, è considerata una vera pioniera di Internet. Già nel 1996 il suo sito ave· va più di centomila accessi. Dopo l’uscita di quattordici romanzi e altrettanti saggi, Randy Taguchi è oggi un punto di riferimento per i temi dell’occulto e della sessualità. Presa elettrica insieme ai due sequel Antenna e Mosaico (entrambi di prossima pubblicazione per Lain) ha venduto oltre un milione di copie.

«Il libro più geniale che abbia letto negli ultimi dieci anni». (Ryū Murakami)

«la prosa glaciale e avvolgente di Randy Taguchi unisce mistico e tecnologico: Presa elettrica è una spirale oscura che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina». (Publishers Weekly)

Fra tradizione e pop: “Culture del Giappone contemporaneo”

Come si interseca il passato del Giappone, ricco di tradizioni, con il suo presente pop? A questa domanda hanno tentato di rispondere gli studiosi che sono stati impegnati in due edizioni del convegno “Wabi Sabi Cyber” (promosso dall’università “L’Orientale” di Napoli), i cui atti sono stati riuniti in Culture del Giappone contemporaneo. Manga, anime, videogiochi, arti visive, cinema, letteratura, teatro, architettura (Tunué, pp. 288, € 16,50).
Ancora non ho avuto modo di sfogliare il libro, ma avendo partecipato a uno dei congressi, sono certa sia un’opera di ottima qualità, che riunisce prospettive e interessi eterogenei.

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Taccuino Giapponese

Autore/i: Pasqualotto Giangiorgio
Editore: Forum
pp. 144, ill., Udine, 2008 Prezzo: € 12,00

Dai templi buddhisti con i loro kami (spiriti) alla raffinatezza dei giardini secchi (karesansui), dalle meraviglie della cucina (kaiseki) alle sorprese del sakè e del chadō (cerimonia del tè), dal fascino dell’arte della scrittura all’antico uso degli origami. Un breve ma denso resoconto di un soggiorno in Giappone, con qualche rapido sguardo alla vita metropolitana, ma con l’attenzione rivolta soprattutto agli aspetti più originali della tradizione artistica, religiosa ed estetica di questo Paese. A tutto fa da sfondo una natura che per lo shintō è matrice dell’esistenza e di ogni essere vivente, indomita e venerata in ogni sua manifestazione.

Corpo Eretico (Il)

Autore/i: D’Orazi Maria Pia
Editore: Casadeilibri
contiene il DVD pp. 160, num. ill. colore-b/n, Padova Prezzo: € 26,00

«Tutto il potere della morale civilizzata, mano nella mano col sistema d’economia capitalista e le sue istituzioni politiche, si oppone ferocemente all’uso del corpo semplicemente come fine, mezzo e strumento di piacere.
In una società orientata sulla produzione, l’uso del corpo senza scopo, che io chiamo danza butō, è un nemico mortale che deve essere tabù»
Tatsumi Hijikata (1928-1986)

Tatsumi Hijikata, aspirante danzatore, alla fine degli anni Cinquanta lascia la sua casa di campagna nel profondo Nord e arriva a Tokyo. In una città che rinasce dalle ceneri dell’ultima guerra, elabora uno stile nuovo che chiama ankoku butō – danza delle tenebre – e diventa il punto di riferimento di intellettuali, artisti d’avanguardia e giovani in rivolta contro l’autorità. È osceno e violento, nostalgico e inquietante. È un eretico che lancia un allarme duraturo sulla condizione del corpo nella società dei consumi e della cultura globale. Vissuto all’incrocio fra due mondi, Hijikata utilizza i riferimenti culturali dell’Occidente per criticare il Giappone moderno, mentre formula una filosofia del corpo che attinge ai principi della tradizione giapponese e che si afferma a sua volta come un’aperta critica alla civiltà occidentale.

L’autrice

MARIA PIA D’ORAZI, giornalista. Una passione per l’avanguardia giapponese, ha collaborato con l’Università di Roma “La Sapienza” e con la Japan Foundation (in Italia e Giappone). Fra i suoi libri: Butō. La nuova danza giapponese (E&A Editori Associati, 1997); Kazuo Ōno (L’Epos, 2001); Scusi ma lei è qualcuno? Ferruccio Di Cori, uno psichiatra a teatro (Bulzoni, 2006). Ha lavorato per il Foglio. Attualmente è nella redazione di Otto e Mezzo (La7).