Deux Études sur la Katha Upanishad

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.
Editore: Archè
traduit de l’anglais par Gérard Leconte pp. 144, Milano Prezzo: € 24,00

Le présent volume comprend les deux articles importants que Coomaraswamy a consacrés à la Katha Upanishad, l’un des textes fondamentaux du Vêdânta: “A study of the Katha Upanishad” e “Notes on the Katha Upanishad”.

«Dans le New Indian Antiquary, Ananda K. Coomaraswamy étudie différents passages difficiles et souvent mal interprétés de la Katha Upanishad; au cours de cet examen, il aborde de nombreuses questions fort importantes, et nous ne pouvons ici qu’en énumérer sommairement quelques-unes des principales: la signification réelle de la “Mort” (Mrityu ou Yama) sous son aspect supérieur et de son identification avec le Soleil, en tant que gardien du passage désigné lui-même comme la “porte salaire”, et par lequel est atteint l’état ultime et “extra-cosmique”, l’”Empyrée” distingué de l’”Elysée” sub-solaire qui est encore au pouvoir de la Mort; les “trois morts” représentées par les trois nuits passées par Nachikêtas (c’est-à-dire, suivant le sens même de son nom, “celui qui n’a pas encore la connaissance”) au seuil de la demeure de Mrityu; la correspondance des trois faveurs demandées par Nachikêtas avec les “trois pas” de Vishnu; le sens précis du mot srishti, qui pourrait être rendu par “expression” plutôt que par “émanation”, pour désigner la production du monde manifesté, et l’application fle l’idée de “mesure” (mâtrâ) à l’acte même de cette production; le sens du mot rita, désignant proprement l’ordre cosmique, et auquelle mot d’”ordre” (ordo en latin), aussi bien que celui de “rite”, est d’ailleurs directement apparenté; le symbolisme du “pont” (sêtu), coïncidant avec celui du sûtrâtmâ qui relie entre eux tous les états de l’être; l’union du manifesté et du non-manifesté (vyaktâvyakta), comme “une seule essence et deux natures”, dans l’”Identité Suprême”»
René Guénon

Il Jainismo

La più antica Dottrina della Nonviolenza, della Compassione e dell’Ecologia
Autore/i: Pastorino Claudia; Tettamanti Massimo
Editore: Edizioni Cosmopolis
prefazione di Luisella Battaglia, presentazione di Claudia Pastorino. pp. 144, ill. b/n, Torino Prezzo: € 12,00

Nonostante affondi le sue robuste radici nell’antichità e porti un messaggio filosofico e spirituale di altissimo livello, il Jainismo è rimasto per secoli assai poco conosciuto in Occidente. Ancora oggi, nel nostro Paese, questa dottrina è pressoché sconosciuta soprattutto a causa della scarsissima letteratura esistente in lingua italiana. È una dottrina spirituale ateista, che non presuppone cioè l’esistenza di un Dio. Nel Jainismo la deità è ogni creatura vivente, anzi è l’energia vivente stessa. Il sacro è intorno a noi, è dentro di noi. L’azione di questa dottrina apre il cuore e la mente ad una sincera accettazione del prossimo e di ogni pensiero differente dal proprio.
Il volume, scritto in stretta collaborazione e sotto la diretta supervisione dei Jaina americani e indiani con i quali gli autori collaborano, auspica la diffusione e la conoscenza di questa Dottrina panteista, così vicina ai moderni principi della nonviolenza, dell’animalismo e dell’ecologia, in un atteggiamento di profondo rispetto di tutto ciò che vive.

Claudia Pastorino, cantautrice e scrittrice, insegna Educazione vocale e pratica la Cantoterapia a Genova dove ha una sua Scuola di Canto. Ha pubblicato 5 cd e i seguenti saggi: “Saman Suttam, il Canone del Jainismo, la più antica dottrina della nonviolenza”, Mondadori Editore, 2001; “L’essenza del Jainismo. La storia, il pensiero, le fiabe, Editori Riuniti, 2003; “La centratura del Tao”, Ed. Clandestine, 2000; “Curarsi con la voce, quando il canto diventa una vera e propria terapia”, Riza Scienze, 2010.

Massimo Tettamanti, laureato in Chimica con indirizzo chimicofisicoorganico, presso l’Università degli Studi di Milano, Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche presso l’Università degli Studi di Milano e Siena è attualmente Consigliere scientifico dell’associazione Atra, Advisor del Mahatma Ghandi Center del Governo Indiano, Direttore del Nutrition Ecology International Center, NEIC, Consigliere Scientifico e Consulente onorario del Commitee for the Purpose of Control and Supervision of Experiments on Animals del Governo Indiano ed è inoltre autore di varie pubblicazioni scientifiche e presentazioni a congressi internazionali.
Autore dei libri “Il Jainismo, la più antica Dottrina della Nonviolenza, della Compassione e dell’Ecologia”, scritto insieme a Claudia Pastorino, Ed. Cosmopolis; “L’Essenza del Jainismo”, scritto insieme a Claudia Pastorino, Editori Riuniti; “Diventa vegan in 10 mosse”, scritto insieme a Marina Berati, Ed. Sonda; “Ecologia della Nutrizione”, scritto insieme a Raffaella Ravasso, Ed. Atra; “Tossicità Legale (Introduzione alle metodologie che non fanno uso di animali)”, tradotto anche in francese e tedesco, Ed. Atra; “Tossicità Legale II (Metodologie che non fanno uso di animali)”, tradotto anche in francese e tedesco, Ed. Atra; “Tossicità Legale III (Banche di Tessuti Umani)”, tradotto anche in francese e tedesco, Ed. Atra; “Chimica e Ambiente”, Ed. Cosmopolis; “Introduzione alle metodologie sostitutive”, LeAL Edizioni; “(Dis)educazione alla Violenza”, scritto insieme a Francesca Sorcinelli e Monica Bertini, Ed.Cosmopolis; “Vittimologia del Reato Ambientale”, scritto insieme a Marco Monzani, in stampa.

Il Segreto della Regina dei Tre Mondi. Tripurārahasya

Autore/i: Anonimo
Editore: Laksmi
a cura di Alberto Pelissero. pp. 360, ill. b/n, Savona Prezzo: € 19,90

Un uomo scopre casualmente, all’interno di una roccia, l’esistenza di un universo parallelo retto da coordinate spaziotemporali diverse rispetto a quelle che regolano il nostro. Incuriosito, vi penetra per un giorno, per scoprire, una volta uscitone, che nel mondo esterno è trascorso un periodo di tempo lunghissimo. Una donna misteriosa espone a un principe ingenuo una complicata allegoria, ma non glie ne fornisce la chiave interpretativa: acconsentirà a sciogliere l’enigma solo dopo aver risposto ai quesiti che la strana storia susciterà in lui. Un ragazzino tiene a un’assemblea di vegliardi eruditi una memorabile lezione su complesse questioni dottrinali, ma verrà a sua volta svergognato da una donna asceta. Riconosciuta la propria ignoranza di fronte a lei, accetterà di dichiararsi suo discepolo pur di farsi istruire. Un asceta che ha dedicato parecchi anni della sua esistenza a pratiche di mortificazione si accorge di aver smarrito il senso degli insegnamenti ricevuti un tempo da un maestro autorevole e decide di cercare di recuperarli, ritrovando il filo del discorso di un precettore sottovalutato a suo tempo.
Il segreto della regina dei tre mondi – Sezione sulla gnosi getta una sfida al lettore in primo luogo per l’impossibilità di incasellarlo entro un genere letterario preciso nell’àmbito delle nostre categorie occidentali. Una serie di avvincenti narrazioni incastonate l’una entro l’altra con la tecnica del racconto-cornice; la presenza di passi lirici e di un vero e proprio breve poema; l’uso di apologhi edificanti; la trattazione di temi speculativi di carattere filosofico e religioso di grande profondità sono solo alcuni degli elementi di interesse di questo libro. Autorevole e venerata espressione dell’hinduismo tardomedievale, il testo è presentato al pubblico nella sua prima versione italiana, condotta sull’edizione critica, aggiornata nella bibliografia e nelle note in questa sua riedizione. Il volume è arricchito da copiosi riferimenti a un commento indigeno del XIX secolo, che si sofferma a glossare punti dottrinali oscuri, inserendo l’opera in una fitta rete di riferimenti testuali che consentono di valutarne l’importanza per il mondo indiano. L’introduzione e le note del curatore cercano di arricchire il quadro, presentando il testo all’interno della cornice rappresentata dalla scuola della “conoscenza luminosa” (śrīvidyā), che proclama sostanzialmente, entro il culto della Dea, l’identità tra la coscienza divina trascendente e la consapevolezza individuale del devoto.

Watsuji Tetsurō e l’Etica dell’Inter-Essere

La costruzione di una relazionalità intersoggettiva
Autore/i: Frattolillo Oliviero
Editore: Mimesis
introduzione dell’autore. pp. 130, Sesto San Giovanni (MI) Prezzo: € 12,00

Watsuji Tetsurō (1889-1960), allievo di Nishida Kitarō e membro periferico della «Scuola di Kyōto» incarna perfettamente il caso dell’intellettuale giapponese in prima fila negli anni compresi tra le due guerre, figura controversa per diversi decenni dopo. Il caso in questione è particolarmente significativo, dal momento che il sistema filosofico di Watsuji è stato in tempi più recenti “purificato” dalla responsabilità di un presunto geo-determinismo, riconoscendone invece il carattere pionieristico che guarda ad una sorta di costruttivismo sociale. Un processo lento di revisionismo storico, basato sulla reinterpretazione delle fonti originali (che erano state spesso ignorate), ha fatto infatti nuova luce sul pensiero del filosofo. La teoria della coesistenza relazionale è oggi studiata e ripresa in più aree epistemologiche, come espressione di un nuovo cosmopolitismo. La dimensione intersoggettiva della sua Etica, basata sull’idea di una “coesistenza relazionale” (o di mediazione tra il Soggetto e l’in-betweenness), è stata analizzata attraverso la teoria del ningen aidagara (inter-relazionalità) rintracciabile in Fūdo (“Clima e cultura”, 1935) e in Ningengaku toshite no rinrigaku (“Etica come studio antropologico”, 1935). L’etica dell’inter-essere e la ricerca di una nuova soggettività storica antitetica alla tradizione occidentale si rivela in grado di abbracciare l’idea occidentale del Dasein heideggeriano con quella di coesistenza relazionale del filosofo giapponese.

Oliviero Frattolillo è ricercatore presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, dove insegna Storia politica e diplomatica dell’Asia orientale e Storia delle relazioni internazionali dell’Asia e dell’Africa. Già Guest Researcher alla Okinawa University of Arts, è Visiting Researcher presso la Aoyama Gakuin University di Tokyo e Invited Visiting Scholar presso il Nanzan Institute for Religion and Culture (Nagoya). Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tra cui Diplomacy in Japan-EU Relations, London-New York 2013; Interwar Japan Beyond the West, Newcastle 2012; Il Giappone e l’Occidente, Napoli 2006; Pellegrinaggio alle antiche chiese d’Italia, Palermo 2005 (traduzione di Watsuji Tetsuro, Itaria koji junrei, 1935).

Nāgārjuna

Logica, dialettica e soteriologia
Autore/i: Magno Emanuela
Editore: Mimesis
introduzione dell’autrice. pp. 364, Milano Prezzo: € 26,00

Nel vasto e articolato panorama della filosofia indiana l’opera di Nagarjuna emerge con forza per profondità, spessore critico e raffinatezza dialettica. Monaco e logico buddhista, vissuto probabilmente nel II secolo dopo Cristo, Nagarjuna è il capostipite della scuola di Mezzo (Madhyamika) o scuola del Vuoto (Sunyavada), ed è l’autore di un’opera capitale del buddhismo: le Madhyamakakarika, Stanze della via di mezzo. Qui, attraverso il suo metodo critico (prasanga), Nagarjuna attacca e confuta le nozioni più note e condivise del sistema dottrinale prodotto dal buddhismo di scuola Abhidharmika. E qui emerge l’intrinseca relazione tra le nozioni di ‘via di mezzo’ e ‘vacuità’: designazioni linguistiche che significano e agiscono il dileguare di ogni via discorsiva che pretenda di fornire all’Io e al suo mondo una consistenza reale, una identità sostanziale, una statura autonoma e irrelata.

Emanuela Magno è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Da anni studiosa delle tradizioni intellettuali sudasiatiche e dei rapporti tra le filosofie occidentali e quelle indiane, collabora con le cattedre di Estetica e di Lingua e letteratura sanscrita della medesima Università. È autrice di monografie e saggi critici sull’opera principale di Nagarjuna, le Madhyamakakarika, e di lavori sulla filosofia dell’intercultura e di filosofia interculturale. Tra le sue ultime pubblicazioni: Pensare l’India. Figure ermeneutiche e soglie critiche nella costruzione filosofica occidentale del ‘pensiero indiano’ (Mimesis 2012); Antropogenesi. Ricerche sull’origine e lo sviluppo del fenomeno umano (a cura di E. Magno e A. Pavan, Bologna 2010); Introduzione all’estetica indiana. Arte e liberazione del sé (Mimesis 2009), Mente e coscienza tra India e Cina (a cura di E. Magno, Firenze 2008).

Conferenze di Tokyo

Martin Heidegger e il pensiero buddista
Autore/i: Midal Fabrice
Editore: O Barra O Edizioni
traduzione di Giulia Masperi pp. 180, Milano Prezzo: € 15,00

L’influenza che il pensiero buddista e il taosimo ebbero sulla filosofia di Martin Heidegger e, viceversa, la lettura e l’interesse suscitati in Oriente dalle opere del filosofo tedesco, sono soltanto il punto di partenza del lavoro di Fabrice Midal, filosofo francese nonché fine conoscitore del buddismo.
In queste conferenze tenute a Tokyo nel 2010, Midal espone la necessità dell’incontro tra pensiero occidentale e orientale, in particolare tra la filosofia e il pensiero buddista, un pensiero che è una delle espressioni più sorprendenti di un’alterità che si dispiega nel cuore stesso del nostro mondo divenuto globale. Heidegger, come nessun altro pensatore occidentale, predispone a questo dialogo. Il suo richiamo a un nuovo inizio, rispetto a quello che diede origine alla metafisica e configurò la nostra storia, permette di cogliere il senso del nostro presente e accogliere un pensiero esposto all’alterità. Riprendendo i concetti heideggeriani di Ereignis e Dasein, sostiene Midal, la filosofia cesserà di rappresentare un porto sicuro dove trovare certezze, tornando a essere il luogo delle domande fondamentali; e la meditazione buddista non sarà il mezzo con cui l’uomo contemporaneo cerca, nel mandala, una pacifica quanto piatta serenità, ma la pratica priva di finalità con cui entrare in rapporto con sé e con il mondo. Un punto di partenza, talvolta volutamente provocatorio e ardito, per affrontare le più importanti questioni poste dalla filosofia e dal sempre mutevole e complesso rapporto Occidente-Oriente.

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INTRODUZIONE

PRIMA CONFERENZA

Il nichilismo e la valanga della psicologia dell’io. Il “pensare” alla prova del Dasein e del non-ego

LA MEDITAZIONE NELL’ERA DELLA PROSPETTIVA TECNICA IL DASEIN E IL NON-EGO

SECONDA CONFERENZA

Il sacro come volto del salvo. Ereignis e vacuità

HEIDEGGER E IL GIAPPONE

IL VOLTO DEL SACRO

LA FINE DELL’ONTOLOGIA E L’EREIGNIS

DEI, KAMI E DRALA: APERTURE SULLA POESIA COSA CHIAMIAMO POEMA? ORFEO E IL FIORE

TERZA CONFERENZA

Nell’era dell’immondo. Dall’oblio del fenomeno del mondo – cosi come Heidegger ci permette di pensarlo – alla comprensione del mandala nella tradizione del buddismo tantrico

L’IMMONDO E IL MANDALA

LA NEGAZIONE DEL MONDO NELLA FILOSOFIA

STIMMUNG E YIDAM: LA QUESTIONE DEL TONO E DELLA DEITÀ

LA VIA DELLA TOTALITÀ: CAVALCARE LA TIGRE

QUARTA CONFERENZA

L’altro, l’essere-insieme (Mitsein), il nulla e la questione etica

LA FALSA DISTINZIONE TRA ME E L’ALTRO

LA COLPEVOLEZZA È PREFERIBILE ALL’ANGOSCIA?

L’ESSERE INSIEME

Ringraziamenti

Gli Aforismi di Śiva

con il commento di Ksemarāja (Śivasūtravimarśinī)
Autore/i: Vasugupta
Editore: Adelphi
prefazione, introduzione e cura di Raffaele Torella. pp. 332, Milano Prezzo: € 17,00

Composti nel IX secolo, Gli aforismi di Śiva (Śivasūtra) sono una delle opere basilari del cosiddetto Śivaismo del Kaśmir, o Trika, «Triade». Riscoperti solo nel Novecento, gli insegnamenti delle scuole Trika – che rientrano nell’ambito più vasto del Tantrismo e sono improntati a un non-dualismo radicale (paramādvaita, «supremo non-dualismo») – si sono andati rivelando i più alti raggiungimenti della speculazione e della spiritualità indiana di ogni tempo, e hanno attratto un numero crescente di studiosi e di ricercatori, dall’India all’Europa agli Stati Uniti. Secondo l’insegnamento essenziale del Tantrismo, il progresso spirituale deve essere visto non già come un cammino di negazione e di rinuncia, ma come una coltivazione e intensificazione – talvolta fino al parossismo e alla trasgressione – di tutte le linee di energia che animano l’esistenza ordinaria e, in primo luogo, l’individuo nella sua fisicità e nelle sue pulsioni, compresa quella sessuale. Il mondo non appare – come nelle coeve filosofie e religioni brahmaniche a noi più familiari – quale un fosco e incerto sogno da cui risvegliarsi al più presto, ma come la spontanea espressione del divino, che per suo tramite si manifesta liberamente. In miracoloso equilibrio, il pensiero tantrico kaśmiro si muove tra esperienza spirituale, epistemologia e una avanzatissima speculazione filosofico-linguistica, aprendo come mai prima era accaduto l’esperienza religiosa e filosofica alla contemplazione estetica (il pensiero estetico, uno dei grandi contributi dell’India alla cultura dell’umanità, si definisce nella sua forma più compiuta appunto negli ambienti tantrici śivaiti). Questa nuova visione del mondo e dell’umano trova nelle scuole śivaite del Kaśmir medioevale le sue formulazioni, insieme più eleganti ed estreme.

 

La Natura tra Oriente e Occidente

Atti del Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Studi di Estetica (A.I.S.E.) Trento 11 e 12 Aprile 1994
Autore/i: AA. VV.
Editore: Luni
presentazione e cura di Renato Troncon, premessa di Grazia Marchianò. pp. 550, Milano Prezzo: € 34,00

Dalla presentazione di Renato Troncon:
“La presente raccolta di saggi, nel quali viene presentata la riflessione di quarantacinque studiosi di estetica italiani sulla Natura tra Oriente e Occidente è una dimostrazione di come l’Estetica italiana inizi a farsi carico di interessi che, nell’uso internazionale, vengono definiti come «applicati». Gli estetologi che in questo volume offrono i loro lavori a un lettore che immaginiamo attento e partecipe, sembrano così essere i primi, in Italia, a mettere in questione certezze disciplinari e metodologiche acquisite. Un po’ come accade in altre discipline filosofiche, come quando, per esempio, la filosofia morale accetta di occuparsi di caratterologia, la filosofia teoretica di teoria delle organizzazioni, la filosofia politica di teoria del sistemi. Questa disposizione all’innovazione è preziosa, perché è ciò che si richiede affinché gli sforzi dei singoli e dei gruppi divengano risorsa del rinnovamento concettuale e «comportamentale» del quale la filosofia ha bisogno se non vuole tradire definitivamente sé e le proprie origini. Guai a quel pensiero che, come scriveva il roveretano Fausto Melotti, «condannato ad assistere alla lenta decrepitezza. Si salva cavalcando se stesso». Così, se è vero che non ci è dato di sapere cosa sta veramente accadendo dell’occidente, ovvero cosa sta accadendo della Natura, perché anche le cose più vicine abbiamo voluto allontanarle da noi, è importante cercare e ridisegnare, tutte le volte che ne sentiamo il bisogno, i confini noti.
Mischiare occidente e oriente è per questo un atto creativo, perché obbliga alla responsabilità e all’intelligenza verso le idee e le cose che sono nostre, e perché obbliga a quel gusto per le nostre premesse di cUi il passato più o meno recente non ha sempre dato esempi di trattazione equilibrata. E porre la questione della Natura rispetto alle sue idee obbliga alla responsabilità verso le cose, di cui sembra che la nostra cultura possa sbarazzarsi o che sembrano definitivamente e liberamente assemblabili.
D’altronde, i pensieri contenuti in questo volume vorrebbero anche essere consacrati come uno sforzo che il Trentino e la sua autonomia vogliono offrire a quanti, anzitutto in Italia, credono nell’appartenenza tra idee e territori. Chi scrive queste righe ringrazia per questo non solo i partecipanti al presente volume, perché specialisti ma anche perché persone di sensibilità che portano sincero amore alla Natura, ma ringrazia anche tutte le espressioni della comunità trentina che hanno permesso la realizzazione di un’impresa non sempre facile.[…]“

Il Timeo. Esegesi Greche, Arabe, Latine

Autore/i: AA. VV.
Editore: Plus
a cura di Francesco Celia e Angela Ulacco, prefazione di Gianfranco Fioravanti pp. VIII-368, Pisa Prezzo: € 25,00

Nella trasmissione delle opere filosofiche dell’antichità classica alle epoche posteriori e in varie lingue quasi nessuno scritto ha avuto la stessa importanza e la stessa universale diffusione del Timeo. Tradotto in parte da Cicerone, trasmesso al Medioevo latino soprattutto attraverso la traduzione e il commento che ne fece Calcidio alla fine del IV secolo, il racconto platonico della costruzione della realtà celeste e terrestre da parte di un intelletto divino, che produce innanzitutto l’anima cosmica in esatte proporzioni matematiche, è stato importante anche nella filosofia di lingua araba. Questo volume, che raccoglie le relazioni intorno alle quali si è svolta la quinta “Settimana di formazione” del Centro Interuniversitario “Incontri di culture”, percorre la storia della recezione del Timeo esaminandone la tradizione manoscritta, richiamando l’attenzione sul problema della tradizione indiretta del testo greco, seguendo l’esegesi accademica, medioplatonica e neoplatonica e studiando la recezione nel mondo arabo e nel mondo latino. Raccolte da due giovani studiosi che hanno preso parte alla “Settimana” sul Timeo, queste relazioni presentano la sintesi magistrale di specialisti di ciascuno degli ambiti di studio sopra menzionati. Il lettore, così come coloro che hanno preso parte a questo vivo incontro tra studiosi e dottorandi, sarà guidato attraverso una storia appassionante di continuità e trasformazioni, e troverà inoltre un accurato aggiornamento bibliografico.

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Prefazione

Gianfranco Fioravanti

La tradizione manoscritta del Timeo

Antonio Carlini, Università di Pisa

La tradizione indiretta del Timeo

Mauro Tulli, Università di Pisa

L’esegesi del Timeo nell’Accademia antica

Bruno Centrone, Università di Pisa

L’esegesi medioplatonica del Timeo: metodi, finalità, risultati

Franco Ferrari, Università di Salerno

La place du Timée dans l’enseignement philosophique néoplatonicien: ordre de lecture et harmonisation avec le De Caelo d’Aristote. Étude de quelques problèmes exégétiques

Philippe Hoffmann, École Pratique des Hautes Études, Paris

Plato’s Timaeus in the Arabic Tradition. Legends – Testimonies – Fragments

Rüdiger Arnzen, Ruhr University Bochum

Plato Amongst the Arabic-Latin Translators of the Twelfth Century

Charles Burnett, Warburg Institute, London

La forme et les qualités des éléments: lectures médiévales du Timée

Irene Caiazzo, Centre National de la Recherche Scientifique, Paris

Indice dei manoscritti e dei papiri

Indice dei nomi antichi

Indice dei nomi moderni

Indice dei passi

Ars Imaginandi

Apparenza e rappresentazione in Spinoza
Autore/i: Mignini Filippo
Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
pp. 440, Napoli Prezzo: € 25,82

In una prospettiva nuova per la storiografia spinoziana, la dottrina dell’immaginazione viene qui ricostruita alla luce delle idee elaborate dalla scienza seicentesca – in particolare dall’ottica – intorno al tema dell’apparenza delle immagini sensibili, e nel suo interno processo di formazione, che ha nel Tractatus de intellectus emendatione e nell’Ethica i momenti estremi più significativi e, in parte, anche contrari. L’analisi delle reciproche e sottili relazioni poste da Spinoza tra l’immaginazione e l’essenza stessa dell’uomo, concepita come determinata ad agire da una qualche affezione (cupiditas), conduce inoltre l’autore ad una indagine sistematica, e nuova nei risultati, intorno alla natura e al ruolo delle rappresentazioni « estetiche », esemplate in particolare in quella del bello, e alla discussione di testi e temi capaci di fondare un’ipotesi intorno al concetto spinoziano dell’arte.

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Prefazione

Avvertenza

I. Il mondo degli occhi e l’apparenza delle immagini sensibili

1. Importanza e significato della nuova scienza ottica; 2. Interesse di Spinoza per l’Ottica; 3. La luce e il colore; 4. Il meccanismo della visione e l’apparenza delle immagini ottiche; 5. La disputa sulle qualità; 6. Apparenza e verità.

II. La dottrina dell’immaginazione da Cartesio a Spinoza

1. La dottrina dell’immaginazione in Cartesio; 2. Il concetto dell’immaginazione nel Trattato sulla emendazione dell’intelletto; 3. Il concetto dell’immaginazione nel Breve Trattato; 4. La dottrina dell’immaginazione nell’Etica.

III. La facoltà delle immagini apparenti e necessarie

1. La struttura dell’immaginazione e il suo rapporto con il corpo e la mente; 2. L’immaginazione come senso interno e il significato della distinzione tra corpo e mente; 3. Immaginazione e memoria; 4. L’immaginazione è determinata ad agire in modo necessario; 5. L’occhio e la mente: l’immaginazione e la natura dell’errore; 6. Immaginazione, ragione, intelletto; 7. Immaginazione e Cupiditas.

IV. Rappresentazione e Rivelamento

1. Natura ed estensione del concetto; 2. Rappresentazione e Cupiditas; 3. Realtà e rappresentazione.

V. L’espressione e le sue forme

1. Il concetto dell’exprimere; 2. Segni, figure e parole; 3. Tempo, numero, misura.

VI. Il bello come rappresentazione

1. Bellezza e Cupiditas; 2. Bellezza, essere e perfezione; 3. Bellezza e immaginazione; 4. La concezione spinoziana del bello e i principi estetici di Cartesio; 5. Leibniz, interprete e critico dell’estetica spinoziana.

VII. Elementi per una ipotesi sul concetto spinoziano dell’arte

1. Significati del termine ars; 2.« Ingenium et ars »; 3. Universalità dell’arte. Arte divina, naturale e umana; 4. Arte e scienza; 5. Arte e finzione; 6. Arte e verità; 7. Autoconservazione, arte e piacere; 8. Arte e Politica.

VIII. Giudizio teleologico e giudizio estetico

1. Presupposti metafisici; 2. Definizione e genesi del pregiudizio teleologico; 3. Natura del giudizio teleologico e possibilità del giudizio estetico; 4. Funzione dei giudizi estetici nella rappresentazione della natura.

Appendice: Interpretazioni novecentesche dell’estetica spinoziana

Indice dei nomi

“Taccuino giapponese” di Giangiorgio Pasqualotto: un viaggio tra cultura, filosofia e spiritualità

Esplorare il Giappone con un accompagnatore d’eccezione, capace di rivelare il gioco di rimandi e opposizioni tra gli elementi naturali in un parco, la bellezza austera di un esile e secolare bodhisattva, ma anche la gioia di trovarsi dinanzi a una tavolozza di sapori a tavola: è questa, dopo tutto, la guida che ogni amante del Sol Levante sogna.

Giangiorgio Pasqualotto, (…)
Read the rest of “Taccuino giapponese” di Giangiorgio Pasqualotto: un viaggio tra cultura, filosofia e spiritualità (286 words)


© Anna Lisa for Biblioteca giapponese, 2012. |
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La Religione e il Nulla

Autori moderni per il terzo millennio
Autore/i: Nishitani Keiji
Editore: Città Nuova
introduzione di James W. Heisig, traduzione di Carlo Saviani, pp. 384, Roma Prezzo: € 32,00

A partire dalla seconda metà dell’800, dopo secoli di indifferenza e di isolamento, la cultura giapponese scopre la tradizione filosofica occidentale. In questo contesto di grande fermento, il pensiero di Keiji Nishitani risente profondamente dell’incontro con il Cristianesimo, con gli esistenzialisti europei e con Nietzsche; suggestioni che si intrecciano in lui con la grande tradizione filosofica orientale dello zen. Cuore della sua filosofia è la scoperta dell’aspetto insensato e tragico della vita: tale supremo atto di negazione del significato dell’esistenza costituisce il punto di partenza per una più alta consapevolezza della vita, per una definitiva liberazione da tale negatività e per il risveglio della coscienza religiosa.

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Premessa all’edizione italiana (di Carlo Saviani)

Introduzione (di James W. Heisig)

La scuola di Kyoto

La via di Nishitani alla filosofia

La posizione della vacuità

Collocare Nishitani nella storia mondiale della filosofia

La Religione e il Nulla

Prefazione di Keiji Nishitani

Che cos’è la religione?

Il personale e l’impersonale nella religione

Nihilum e vacuità

La posizione della vacuità

Vacuità e tempo

Vacuità e storia

Indici

Glossario

Indice analitico dei nomi e dei temi

La Kabbale. (De Arte Cabalistica)

Autore/i: Reuchlin Johann
Editore: Archè
introduction, traduction, notes par François Secret pp. 376, LXXXII, Milano Prezzo: € 50,50

Nouvelle édition augmentée de quatre index & du fac-similé de l’édition originale latine (Hagenau, 1517).

Max Brod, l’Ami de Kafka, qui acheva sa vie littéraire en publiant un Johann Reuchlin et son combat, s’étonnait que le chef-d’œuvre du héros de la querelle des hommes obscurs, le De arte cabalistica, n’ait jamais été traduit dans une langue moderne. De fait, G. Scholem, qui a renouvelé les études sur la kabbale, a caractérisé cette œuvre de Reuchlin comme le premier exposé systématique d’un courant de pensée, révélé en domaine chrétien par Jean Pic de la Mirandole.

Si bien des pages du De arte cabalistica sont passées dans un ouvrage souvent traduit celui-là, le De occulta philosophia de H. C. Agrippa, seule la lecture de l’œuvre originale permet de mieux entendre le siècle des Bibles polyglottes, où le Collège royal fondé par François ler comptait plus de lecteurs en hébreu que de lecteurs en grec et en latino Par-delà le XVlle siècle, qui vit paraitre la fameuse Kabbala denudata, et jusqu’en plein XIX siècle, qui connut la naissance de l’Occultisme, le De arte cabalistica resta une mine pour les théosophes. Et sa consultation peut encore éclairer les études des courants de pensée ésotériques.

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Introduction

Livre I

Au très Léon X souverain Pontife Jean Reuchlin se recommande à genoux

Livre II

Livre III

Index testamentaire

Index des principaux ouvrages cités

Index des noms de personnes

Index analytique général

 

Storia della Filosofia Indiana

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: Laterza
pp. 450, Bari Prezzo: € 12,00

«La speculazione indiana, salvo poche correnti che stanno quasi a sé, non ha avuto fine in se stessa, non propone una spiegazione scientifica del mondo, non ha preso le mosse da un disinteressato desiderio di conoscere il mistero dell’Essere e della vita, non è stata guidata da puri motivi teoretici; ha cercato di conoscere che cosa sia l’io o di chiarire il rapporto fra quell’io e il supremo principio delle cose, di accertare se i due non siano la medesima cosa, e di preparare il terreno perché l’uomo, conoscendo, si salvi. In altre parole la speculazione si è data ad indagare come è causata e come si svolge la limitazione del tempo e dello spazio in cui siamo decaduti e a determinare quindi il modo o i modi di uscirne.» Giuseppe Tucci

Ancora oggi insuperata per chiarezza e completezza dell’esposizione, quest’opera resta la migliore introduzione al pensiero indiano. Dopo la presentazione delle principali scuole filosofiche dalle origini ai giorni nostri, Giuseppe Tucci prende in esame i temi e i problemi più rilevanti della tradizione speculativa e soteriologica indiana: la questione della conoscenza, l’analisi dell’io, del tempo e dello spazio, il rapporto con il divino, il linguaggio, l’esperienza estetica.

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Introduzione

Premesse generali

Parte prima

La letteratura e i caratteri generali delle scuole principali

Capitolo 1. Brahmana e Upanisad

Capitolo 2. Il Jainismo

Capitolo 3. Il Buddhismo

Capitolo 4. Le scuole materialistiche

Capitolo 5. Il Sankhya e lo Yoga

Capitolo 6. Nyaya e Vaisesika

Capitolo 7. La Mimamsa

Capitolo 8. Il Vedanta

Capitolo 9. Le scuole scivaite

Parte seconda I problemi

Capitolo 1. Il problema della conoscenza

Capitolo 2. Mezzi di conoscenza

Capitolo 3. Dio

Capitolo 4. L’io

Capitolo 5. Realismo e idealismo

Capitolo 6. La fisica e la teoria atomica

Capitolo 7. Legge di causalità

Capitolo 8. Gli universali

Capitolo 9. Tempo e spazio

Capitolo 10. Il problema etico: carma, determinismo e grazia

Capitolo 11. Il relativismo jaina

Capitolo 12. La parola

Capitolo 13. L’estetica indiana e il concetto del «bello»

Bibliografia principale

Indice dei nomi e delle materie

Tao Te Ching

La nuova versione, stimolante e originale del grande classico cinese
Autore/i: Anonimo
Editore: Armenia
traduzione di John H. McDonald, introduzione di John Baldock, traduzione di Rossana Terrone pp. 128, nn. ill. a colori, Milano Prezzo: € 20,00

Il Tao Te Ching fu scritto 2500 anni fa e da allora è diventato il testo più influente della filosofia orientale. Meglio tradotto come Il classico della Via e del Potere (o Virtù), i suoi insegnamenti sono la semplicità, l’umiltà e la «non-azione», mentre la sua poetica cadenzata è scarna e nel contempo profonda.
Questa edizione illustrata presenta alcuni splendidi dipinti cinesi che mettono in evidenza l’eterna saggezza del testo e i sagaci suggerimenti su come vivere bene.

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Tao te ching

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