Tara, l’Arte del Potere Femminile

Autore/i: Tsultrim Freccero Carla
Editore: Chiara Luce
prefazione dell’autrice. pp. 128, ill. b/n, Pomaia (Pisa)

In questo libro, scritto da una monaca buddhista occidentale, Tara viene raccontata nel suo contesto storico e spirituale e vista come esperienza archetipica del femminile liberato, espressione di potere, gioia, saggezza e splendente virtù.
Tara può giungere in soccorso di ognuno di noi, immediatamente , al primo accenno, al primo richiamo della nostra mente sofferente. E quando Tara tocca anche un solo infinitesimale attimo psichico della nostra coscienza, come un sole che spunta dalle nuvole, dilaga ovunque riempiendo di energia radiante la nostra vita.

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Prefazione

Primo capitolo:
Tara ti presento Tara

Secondo capitolo:
Tara nel tempo

Terzo capitolo:
I 108 nomi di Tara

Quarto capitolo:
Tara siamo noi

Recitare il mantra di Tara e meditare sul mantra

Le lodi a Tara sono senza numero

Fatima Zahra

La figlia prediletta del Profeta Muhammad
Autore/i: Sayyed Jaf’ar Shahidi
Editore: Irfan Edizioni
presentazione Alireza Esmaeili, prefazione e traduzione di Kazem Zakeri, introduzione dell’autore. pp. 150, Setteville di Guidonia (Roma)

Fatima era la cara e diletta figlia del Profeta Muhammad. La sua sapienza, la sua fede, il suo timor di Dio e le sue virtù le valsero l’appellattivo di Sayyidatunnisà (la migliore di tutte le donne ). Da Fatima e da suo marito, l’Imam Alì, discendono undici dei dodici Imam successori del Profeta e guide dell’umanità. Secondo quanto affermato nel Corano, Fatima è infallibile.

Sayyed Jaf’ar Shahidi (1918-2008) è stato uno dei più noti e autorevoli storici e linguisti iraniani contemporanei.

Dio ha fatto, per voi, della fede un mezzo di purificazione dall’idolatria, della preghiera uno strumento con il quale tenere lontana la superbia, della zakat ciò con cui purificare l’anima e aumentare il pane quotidiano, del digiuno un mezzo per rinsaldare la devozione. Egli ha costituito il pellegrinaggio per rinforzare la religione, la giustizia per avvicinare i cuori; ha fatto dell’ubbidienza ai nostri ordini uno strumento con il quale preservare l’ordine della nazione islamica. Ha costituito il jihad per donare onore e dignità all’Islam, ha fatto della pazienza un mezzo per ottenere la ricompensa divina e dell’ordinare il bene ciò con cui difendere e fare rispettare i diritti comuni. Egli ha fatto del beneficiare i genitori un mezzo per prevenire la Sua ira e dell’intrattenere buoni rapporti con i parenti causa d’aumento della popolazione credente; ha costituito il contrappasso per difendere la vita degli uomini e ha fatto del rispetto dei voti ciò con cui guadagnarsi il Suo perdono. Ha ordinato d’impedire che si venda detraendo illecitamente dal peso per combattere le ristrettezze, ha proibito di bere il vino e tutto ciò che inebria per purificare la gente dalle turpitudini, ha fatto del divieto di calunniare e ingiuriare il prossimo uno scudo contro la Sua maledizione, ha ordinato di astenersi dal rubare per preservare la dignità delle Sue creature e ha proibito l’idolatria affinché gli uomini mantengano pura la loro fede nella Sua divinità e unicità. Temete dunque Iddio come merita d’essere temuto e badate di morire musulmani. Eseguite ciò che Dio vi ha ordinato e astenetevi da ciò che Egli vi ha proibito: “Tra i servi di Dio solo i sapienti divini lo temono” (Corano XXXV, 28).

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Presentazione Alireza Esmaeili – direttore dell’Istituto culturale della Repubblica islamica dell’Iran – Roma
Prefazione di Kazem Zakeri
Introduzione
I.      L’Arabia prima e dopo l’avvento dell’Islam
II.     Il matrimonio di Muhammad con Khadija e la nascita di Fatima
III.    Gli anni dell’infanzia
IV.    Il matrimonio con Alì, il Principe dei Credenti
V.     La vita coniugale, i figli e la devozione a Dio
VI.    L’ultimo pellegrinaggio del Profeta e il suo testamento
VII.   La vicenda di Saqifa e l’usurpazione dei diritti di Fatima
VIII.  La denuncia di Fatima e il testo del suo sermone
IX.    La sua morte e gli ultimi insegnamenti
X.     Per un ammonimento della storia
Appendice. I figli di Fatima

La Virtù Femminile

Autore/i: Setouchi Harumi
Editore: BEAT
pp. 608, Vicenza

Dopo essere stata acquistata dalla più famosa okiya (casa di geishe) di Kyoto, Tami diventa una delle più ricercate geishe giapponesi, ammirata e amata da nobili, industriali, uomini politici. Tami ama i kimono dalle falde larghe che si agitano «come una marea che si ritiri da una spiaggia», ama truccarsi come «una marionetta del Bunraku» e ubbidire ai riti più sottili della sua arte, ma non esita a fuggire con il suo amante a Hollywood, a vestirsi all’occidentale, a gettarsi tra le braccia di una giovane ereditiera americana, a invaghirsi di un giovane studente a Parigi e, infine, a ritirarsi in un piccolo tempio tra i boschi di bambù di Saga e, col nome di Loto della Saggezza, condurre una rigorosa vita monacale e lasciare ancora nutrirsi alla fiamma del desiderio soltanto i suoi bellissimi occhi.
Romanzo che ci conduce nelle stanze segrete dell’animo femminile, là dove la «virtù» contempla anche il coraggio della trasgressione, La virtù femminile è una delle opere più importanti della narrativa giapponese contemporanea.

«Qualcosa di strabiliante percorre La virtù femminile». (la Repubblica)

«In Giappone, Harumi Setouchi è un simbolo. Quando una volta al mese apre le porte del suo tempio di Tendai Dera, vicino a Kyoto, accorrono da tutto il paese per ascoltarla». (il Foglio)

«Harumi Setouchi: la più famosa autrice giapponese di bestseller, da trent’anni monaco buddhista… un simbolo e un guru, una che ha vissuto e che è disposta a insegnare a vivere». (Lidia Ravera, Sette – Corriere della Sera)

Harumi Setouchi è nata nel 1922 a Tokushima, antica ed elegante città dell’isola Shikoku. Nel 1973, dopo un’esistenza intensamente vissuta (un marito, una figlia, una travolgente storia d’amore con un giovane studente, un lungo soggiorno in Cina) ha deciso di diventare monaca e si è ritirata nel tempio della protagonista della Virtù femminile.

Donne e Giardino nel Mondo Islamico

Autore/i: Vanzan Anna
Editore: Angelo Pontecorboli
pp. 150, 100 ill. a colori e b/n, Firenze

Fin dai suoi albori, la civiltà musulmana si preoccupa di “islamizzare” ogni aspetto della vita
pubblica e privata, compresi gli spazi. L’etica islamica prevede che pubblico e privato siano
rigidamente separati, e tale concezione si riflette immediatamente sulla casa d’abitazione, difesa
da mura che celino gli abitanti da sguardi esterni, proteggendo la privacy familiare.
La vita dei residenti è rivolta all’interno, dove, dopo l’ingresso principale, si apre un cortile attorno al quale si svolgono le attività familiari. Il cortile-giardino, s’arricchisce di alberi, piante, fontanelle o addirittura vasche (tipiche quelle in Iran e nel sub continente indiano), recipienti in metallo o marmo, gabbie per gli uccellini, e spesso si avvale della bellezza dei delicati intarsi nel legno che contorna le finestre degli ambienti affacciantisi sul cortile stesso o aggettantisi sulla strada esterna. E così che, al posto delle finestre comunemente intese, nascono vere e proprie costruzioni articolate (mashrabiya), delicatamente intagliate nel legno, che consentono alle donne di vedere fuori senza essere viste dagli estranei.
Un luogo dove passeggiare con le proprie dame o dove le stesse potevano trascorrere il proprio tempo in piena libertà. Il giardino, infatti, è hortus conclusus e, come tale, spazio quanto mai atto a ospitare la presenza femminile che nelle società islamiche deve rimanere, preferibilmente, celata all’interno di ginecei (harem) di cui il giardino è la naturale estensione. Ecco che il binomio donne-giardino si rafforza e occupa spazi sociali, letterari, artistici e antropologici.

Anna Vanzan, iranista e islamologa, Ph.D. in Near Eastern Studies presso la New York University.
Insegna Cultura araba alla Statale di Milano e Genere e Pensiero islamico al Master MIM Ca’ Foscari (Ve) e al Master on line EUMES.
Si occupa prevalentemente di questioni di genere e islam.
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni in Italia e all’estero. Fra le ultime monografie: Le donne di Allah, viaggio nei femminismi islamici (Bruno Mondadori, Milano, 2010) e Che genere di islam. Omosessuali, queer e transessuali tra shari’a e nuove interpretazioni (Ediesse, Roma, 2012).

 

Il Regno delle Donne

Autore/i: Coler Ricardo
Editore: Nottetempo
traduzione di Angela Masotti. pp. 192, Roma Prezzo: € 14,00

Il regno delle donne è il racconto dell’affascinante esperienza che Coler, medico e reporter, ha vissuto nel paese dei Mosuo, comunità della Cina Sud-Orientale che da secoli si è data un’organizzazione matriarcale. Qui la donna si occupa della distribuzione del lavoro e della gestione del denaro, mentre all’uomo sono affidate piccole questioni di importanza secondaria che riguardano la comunità. I rapporti tra uomini e donne sono guidati dal desiderio e dall’amore e non si pongono problemi di stabilità e di durata; la forma piú istituzionale che assumono è l’”axia” o “matrimonio passeggero”, che non ha altra regola che la convenienza e il piacere reciproco. Coler è giunto alla conclusione che il “matriarcato” non è affatto da intendere come il capovolgimento del concetto occidentale di patriarcato, ma come un sistema diverso, che rispetta e preserva le peculiarità di genere.

Ricardo Coler (Buenos Aires, 1956) è un medico, fotografo e scrittore argentino. I suoi reportage antropologici e di viaggio sono stati pubblicati con successo in molti paesi. Con nottetempo ha pubblicato Eterna giovinezza (2011) e Il regno delle donne (2013).

Transmutatio

La via ermetica alla felicità – The Hermetic Way to Happiness
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Dell’Orso
a cura di Daniela Boccassini e Carlo Testa. pp. 386, ill. b/n, Alessandria Prezzo: € 30,00

Fin dal suo concepimento, e in tutte le fasi della sua realizzazione, Transmutatio ha inteso far proprio l’invito che Virgilio estende a Dante perdutosi «nella selva erronea di questa vita»: «A te convien tenere altro viaggio, / […] / se vuo’ campar d’esto loco selvaggio». Settecento anni più tardi, non si può dire che il «loco» che ancora abitiamo sia meno selvaggio di un tempo. Ben altrimenti spoglio di selve, questo sì; ma proprio nelle sue devastate fattezze il «loco» preposto a nostra dimora viene a mostrarci il volto vero di ciò che chiamiamo “selvaggio”: l’inesplorato, recondito volto dell’umana ferocia. È questo il «gran diserto» dal quale occorre scampare; è questa la prima materia che si rende necessario trasmutare. Da sempre. Con misericordia. E dunque tenendo «altro viaggio».
Si apre così, per via dell’inflessione “ermetica” propria al discorso che in queste pagine si svolge, uno spazio centrale condiviso dai testi qui accolti e dagli autori che li hanno scritti. Nel suo insieme, Transmutatio traccia un percorso che aspira a ritornare su se stesso, a ricongiungersi con la propria origine, nella speranza di portare se stesso e quell’origine al loro reciproco incontro, e mutuo compimento. È a partecipare di tale spazio, di tale versante interno del pensiero, che è invitato il lettore per farsi a sua volta, di quello spazio, pellegrino ed esploratore.

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Introduzione Il silenzio delle parole, di Daniela Boccassini. I: ERMENEUTICA La dignité retrouvée de la matière, di Françoise Bonardel; Non più, non ancora. Coscienza liminare e trasformazione, di Carla Stroppa; «Nel Mutare mettiti in cammino»: i Sonetti a Orfeo di Rilke come ermeneutica del mondo, di Carlo Testa. II: RADICI Il risveglio delle potenze spirituali nell’esperienza mistica e visionaria in Eurasia, di Grazia Shogen Marchianò; Nawābit: i “germogli” della Città Eccellente in Al-Fārābī, Ibn Bāğğa, e nella tradizione platonica che li ispirò, di Massimo Jevolella; La simbologia trasformativa del bambino divino nella Bibbia. Per una lettura a-duale e interiore, di Gianni Vacchelli. III: GUARDANDO A ORIENTE «Tu es ce que tu comprends»: Jābir ibn Hayyān et la transmutation alchimique en Islam, di Pierre Lory; La cinquième nature comme voie d’accès à l’immortalité, di Reza Kouhkan; Islam and the Transformative Power of Love, di William Chittick. IV: GUARDANDO A OCCIDENTE Alchymia Archetypica: Theurgy, Inner Transformation and the Historiography of Alchemy, di Hereward Tilton; Il Flauto magico di Mozart: la via massonica alla felicità, di Maria Soresina; Immaginario alchemico e ricerca della felicità ne L’Oiseau bleu di Maeterlinck, di Sabrina Martina. V: SCONFINAMENTI Neither One nor Two: Trans-mutation, the Sacred Word and the Feminine, di Patrick Laude; «Imagini di ben seguendo vere»: misticismo, alchimia e psicologia del profondo, da Dante a Dürer, di Daniela Boccassini; Gradus ad Cælum: The Theo-politics of Happiness, di Carlo Testa. Una lettura tra Oriente e Occidente: «O mon Iran, où es-tu?», di Henry Corbin, a cura di Daniela Boccassini. Recensioni, abstracts e notizie sugli autori.

Il Culto della Yoni

(Yonitantra)
Autore/i: Anonimo
Editore: Edizioni Dell’Orso
prefazione di Stefano Piano, introduzione e cura di Antonio Maria Sacco. pp. XV-308, tavv. b/n f.t., Alessandria Prezzo: € 20,00

In ogni tempo e luogo l’uomo ha sempre avuto un’aspirazione unica: vincere la morte. Secondo lo Yonitantra, la liberazione è possibile solo con il culto della yoni (vulva) e il coito rituale, con la produzione, l’offerta, il consumo e l’unzione della sublime essenza (tattvam uttamam) data dalle secrezioni sessuali. Il rituale vuole valorizzare la vita umana nei suoi bisogni primari e più sensuali con l’impiego dei cinque elementi dell’adorazione tantrica e far capire la carica positiva insita in essi per il conseguimento della felicità. Esso sembra accessibile a tutti, invece è compiuto solo dai praticanti śākta più perseveranti nell’azione divina, “eroi” nel percorso spirituale, per i quali sia lo yoga sia il godimento sono mezzi interscambiabili per raggiungere la Realtà stessa. Lo Yonitantra è un testo breve ma significativo, perché illustra bene quale sia il percorso che l’uomo deve intraprendere per conseguire il successo. La perfezione è già possibile in questa vita con il culto della yoni della compagna rituale, immagine della Divinità. Ogni donna, specialmente di bassa casta e reietta, è omaggiata come Potenza, Colei da cui tutto è scaturito e in cui tutto confluisce. L’uomo non può che inchinarsi a tale mistero e cercare di immergervisi per annullare tempo, sofferenza, disagio esistenziale e perseguire con zelo il cammino di perfezione verso la Beatitudine infinita. Questo libro, ricco di note, propone la prima traduzione italiana dello Yonitantra, testo ritualistico del tantrismo dei Kaula, gli adoratori appartenenti alla “famiglia” di maestri degli iniziati al culto segreto della Dea.

Antonio Maria Sacco (Torino 1951) è docente di Lettere nella scuola secondaria. Nel 1976 ha partecipato alla spedizione alpinistica con il CAI, sezioni Torino e Uget, nel gruppo della Nandā Devī (Uttarāñcal, India). Nel 1982 si è laureato presso l’Università degli studi di Torino con una tesi sul santuario himālayano di Badrīnāth (relatore Mario Piantelli, docente di Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente). Ha continuato gli studi indologici sotto la guida di Stefano Piano. Nel 1989 si è perfezionato in lingua tibetana con Erberto Lo Bue (diploma rilasciato dall’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma). Ha compiuto diversi viaggi in India e Nepāl. Tra i suoi articoli si segnalano Il Badarikāśramamāhātmya: continuità e attualità di un’antica tradizione sacra (“Annali”, Napoli, 1992) e Sherpa Funeral Ceremony (“Tibet Journal”, 1998).

L’Islam e la Donna

Diritti e doveri della donna musulmana
Autore/i: Alasvand Fariba
Editore: Irfan Edizioni
presentazione di Akbar Gholi, prefazione di Fereshte Sassani, traduzione di Razie Amani Hamedani. pp. 88, San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 10,00

La questione dei diritti e della libertà della donna è uno degli argomenti maggiormente discussi negli ultimi anni negli ambienti culturali sia orientali che occidentali. Anche i paesi islamici hanno affrontato tale dibattito, e le differenti società hanno a riguardo punti di vista, positivi o negativi che siano, molto divergenti. Alcuni affermano che l’Islam si oppone a ogni libertà e progresso della donna, ritenendo che l’Islam consideri le donne totalmente alla mercè degli uomini, e le privi di ogni diritto o privilegio sociale. Altri, invece, cercano in tutti i modi di forzare le leggi dell’Islam allo scopo di accordarle ai loro desideri e alle loro fantasie, o di renderle compatibili con il modello occidentale. Quest’opera, illustrando alcuni dei principali concetti della dottrina, della giurisprudenza e dell’etica islamiche, si propone quindi di far luce su questa questione e rendere intelligibile e chiara la differenziazione tra i diritti e i doveri della donna dal punto di vista islamico.

Noi siamo convinti che la donna sia un essere umano con tutte le necessarie particolarità primordiali umane, senza mancanza alcuna o differenze rispetto all’altro sesso. Questo è quanto espresso anche negli insegnamenti del Corano, nel quale la donna è definita una persona sapiente e responsabile capace quanto l’uomo di comprendere concetti filosofici e ideologici del mondo che la circonda. Anche nel comprendere temi riguardanti l’origine del creato e il Giorno del Giudizio non vi è alcuna differenza morale e intellettuale tra l’uomo e la donna, ed entrambi possiedono una personalità morale e una capacità mentale che li obbliga a percorrere la via della conoscenza della verità. (Fariba Alasvand)

Fariba Alasvand, teologa e ricercatrice iraniana, è docente presso la Hawza Ilmiyyah Jami’at az-Zahra (seminario religioso femminile) e membro del Consiglio della Rivoluzione Culturale e di altre importanti istituzioni scientifiche e culturali.

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Presentazione di Akbar Gholi – Istituto culturale della Repubblica islamica dell’Iran
Prefazione di Fereshte Sassani

Introduzione
I.    Uomo e donna
II.   Il diritto di famiglia
III.   Il diritto penale
IV.  Il codice di abbigliamento islamico (hijab)
V.   Il lavoro e l’impegno politico

Aborto e Contraccezione nella Cultura Arabo-Islamica

Autore/i: Parmisciano Laura
Editore: Irfan Edizioni
prefazione di Jolanda Guardi, introduzione dell’autrice. pp. 74, ill. b/n, San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 11,00

La questione del controllo delle nascite, che ha creato un vasto dibattito nel mondo occidentale, è da sempre connessa con la visione di base del sesso e si intreccia con la questione dell’aborto. Mentre sono abbastanza note le posizioni della Chiesa da una parte e quelle dei libertari, dei laici e delle femministe dall’altra, poco note (spesso anche ai musulmani stessi) sono quelle dell’Islam in proposito. L’aborto e la contraccezione sono termi di estrema importanza per tutti, e su di essi è doveroso informarsi, riflettere e confrontarsi non solo dal punto di vista etico-religioso ma anche scientifico, poiché riguardano le radici della nostra esistenza e le responsabilità umane davanti a un evento straordinario quale è la vita.

Parmisciano riesce a muoversi con accuratezza e al contempo chiarezza all’interno di questo ambito che a volte appare contraddittorio, dimostrando di aver ben saputo coniugare conoscenza scientifica e necessità di giungere, con i propri studi, a un pubblico più vasto, spesso disorientato e che, sono certa, non potrà che apprezzare questo lavoro. (dalla Prefazione di Jolanda Guardi – Università di Milano)

Laura Parmisciano (Milano, 1986), laureata in “Mediazione linguistica e culturale” presso l’Università degli Studi di Milano, si è specializzata in Studi arabo-islamici all’Istituto di Studi Orientali dell’Università di Roma La Sapienza. Da sempre interessata al mondo delle migrazioni e del dialogo interculturale, attualmente vive in Toscana dove si occupa di progetti d’insegnamento dell’italiano L2 per adulti immmigrati.

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Prefazione di Jolanda Guardi

Trascrizione fonetica

Introduzione

Capitolo primo
La medicina araba e la salute femminile: la ginecologia e l’ostetricia nella tradizione medievale del dar al-Islam

Introduzione alla storia della medicina arabo-islamica; La ginecologia e l’ostetricia nell’arte medica arabo-islamica; Il “Libro della generazione del feto e del trattamento delle donne incinte e dei neonati”; La tradizione greca ippocratica-galenica; LA tradizione islamica basata su precetti medici contenuti nel Corano e negli hadith; La tradizione araba popolare e l’astrologia; La tradizione orientale hindu; Il “Qanun fi al-Tibb”; L’aborto e la contraccezione nella medicina arabo-islamica medievale.

Capitolo secondo
L’aborto e la contraccezione nella Weltanschauung dell’Islam

L’Islam come visione del mondo: la Legge, le fonti e le scuole giuridiche; La sunna e al-’azl: dal coito interrotto ai moderni metodi di contraccezione; Sulla permissibilità del ’azl: la posizione di al-Ghazali; La contraccezione nella giurisprudenza delle scuole sunnite; La contraccezione nella giurisprudenza della scuola sciita; Lo sviluppo del feto nel Corano e l’aborto; L’aborto e la giurisprudenza musulmana; Il dibattito contemporaneo

Conclusioni

Glossario

Appendice

Ibn Sina, Kitan al-Qanun fi al-Tibb, fann XXI, p. 578
Lista di droghe semplici menzionate da Ibn Sina
La medicina araba in immagini
Al-Ghazali: Kitab adab al-nikah (testo arabo), pp. 26-29
Al-Ghazali: Il Libro delle etichette del matrimonio (traduzione)

Bibliografia

Sufismo e Islam

L’importanza della donna nella mistica
Autore/i: Mancini Tamara
Editore: La Caravella
introduzione dell’autrice. pp. 182, Viterbo Prezzo: € 13,00

Il Sufismo è una dottrina unica nel suo genere, non rappresenta solo il rispetto per la predicazione, ma è un mezzo raffinato per arrivare a Dio; è un supporto spirituale fornito alle masse, un fenomeno complesso, un’esperienza mistica caratterizzata dalla meditazione, dalle rinunce, dal digiuno.
Impegno e perseveranza contraddistinguono i Sufi, il cui scopo ultimo è imbattersi nella Conoscenza, nell’amore e nella bellezza divina.
L’autrice ripercorre la storia della mistica islamica, dall’origine fino agli sviluppi più recenti, prendendo in particolare considerazione la figura femminile, citando mistiche come Fatima An-Nisaburya e Rabi’a Al Adawija detta anche Rabi’a di Basra; donne umili e profonde che fanno di questo testo un libro per le donne, una voce che grida contro la misoginia islamica, si pone a sostegno dell’integrazione e a condanna dell’etnocentrismo e della generalizzazione a tutti i costi.
Di questi aspetti il libro vuole essere un’introduzione, un punto di riferimento per chi voglia conoscere dal punto di vista storico e religioso questo fenomeno di cui oggi si parla con sempre maggiore interesse.

Tamara Mancini laureata in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma, si è dedicata con attenzione allo studio delle religioni, su tutte quella islamica, della quale ha analizzato gli aspetti storici, politici e religiosi volgendosi alla scoperta del Sufismo, dei testi mistici e della spiritualità interreligiosa. Sufismo e Islam è la sua prima pubblicazione.

Vagabonda nel Turkestan

Una donna in viaggio da Samarcanda al Deserto delle Sabbie Rosse
Autore/i: Maillart Ella
Editore: EDT
premessa dell’autrice, traduzione di Silvia Vacca. pp. IX-150, Prezzo: € 9,50

“Mai mattino della mia vita mi è apparso più bello. Vorrei inventare un grido che sappia esprimere un sentimento tanto intenso. Partire per me è come rivivere… procedo attraverso una realtà più bella di qualsiasi straordinaria magia.”

Ella Maillart Ginevrina, annoverata fra le maggiori scrittrici-viaggiatrici del Novecento, Ella Maillart (1903-1997) ha scritto numerose opere, tra cui, pubblicate in Italia da EDT, Oasi proibite, Vagabonda nel Turkestan (tratto da Des monts célestes aux sables rouges), Ti-Puss, La via crudele, Crociere e carovane.

Cavalieri del Deserto

Sulle tracce della nipote di Byron dall’Inghilterra vittoriana alle sabbie arabe
Autore/i: Berton Claudia
Editore: Irfan Edizioni
pp. 254, 1 cartina b/n, San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 16,00

Questo saggio è al tempo stesso una biografia, documentata e non romanzata, di Lady Anne Blunt (nipote del poeta Byron), un libro di viaggio e di avventura nel Levante (in particolare nell’ancora inesplorata Arabia e in Mesopotamia), la cronaca del “matrimonio vittoriano” di Lady Anne e Wilfred Blunt (poeta, politologo e uno dei primi anti-imperialisti inglesi), dei loro incontri e delle loro amicizie (come quelle con l’emiro sufi algerino Abd al-Kader e con il filosofo e riformatore al-Afghani), e una panoramica della storia dell’Egitto moderno, dove Anne Blunt visse, morì nel 1917 ed è sepolta. Un testo con diversi livelli di lettura, in cui l’autrice ama ricercare negli eventi del passato la radice e la spiegazione di ciò che accade oggi.

Posso affermare di conoscere piuttosto bene lo scenario vittoriano che forma la cornice esterna, e forse anche interna, di questa storia. Ne conosco i sinistri bagliori imperiali, l’impronta impressa con violenza sui paesi sudditi, in particolare il mondo musulmano che, in modi diversi, stava allora emergendo alla cosiddetta modernità. Ma alla profondità dell’animo individuale di Lady Anne riconosco di non poter avere un accesso che non sia arbitrario, cioè guidato da una mia identificazione nemmeno troppo inconscia, nonostante le frequenti citazioni delle sue stesse parole. La sua storia individuale diventa il catalizzatore dei grandi nomi che mossero la Storia del suo tempo, nel quale si trovano, evidentissime, le premesse per il nostro. (Claudia Berton)

Claudia Berton (Padova, 1947), già docente di lingua inglese, tiene regolarmente conferenze per l’Università Itinerante Auser di Verona e provincia e corsi di letteratura e civiltà mediorientale presso il Circolo Lettori della Società Letteraria di Verona. Dal 2006 collabora con la rivista “La Porta d’Oriente”, diretta dallo storico Franco Cardini, e la rivista on-line Mondogreco.net. Ha già pubblicato: Sulle vie del Levante (Stampa Alternativa, 2003), Frontiere di sabbia – da Palermo a Samarcanda (C.d.A. & Vivalda, 2006), Ponti sull’Egeo – viaggi e storie tra Grecia e Turchia (Diabasis, 2010).

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Scatole cinesi: quasi una prefazione
Parte I: Introduzione a una storia segreta
Parte II: L’eredità di Byron
Parte III: Un appassionato pellegrino byroniano
Parte IV: Cavalieri del deserto
Parte V: L’ultima partenza
Parte VI: Risvegli
Ringraziamenti

Lo Yemen Raccontato dalle Scrittrici e dagli Scrittori

Autore/i: AA. VV.
Editore: Editrice Orientalia
a cura di Isabella Camera d’Afflitto pp. 256, Roma Prezzo: € 20,00

Poco nota e ancora non adeguatamente studiata, la produzione letteraria dello Yemen appare oggi tra le più interessanti e innovative del mondo arabo. In questo volume sono raccolti gli atti del convegno internazionale “Il femminismo nel mondo arabo tra letteratura e attivismo – Lo Yemen raccontato dalle donne” che si è tenuto presso la Facoltà di Studi Orientali della Sapienza nel maggio 2009, oltre ad alcuni articoli di carattere letterario, ma anche storico e socio-politico, che possono contribuire a migliorare la conoscenza di una realtà fino ad ora non esplorata appieno per quanto riguarda la sua contemporaneità. Il volume comprende inoltre le testimonianze e i contributi di cinque scrittori, tra i più rappresentativi del panorama letterario yemenita.

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PREMESSA

ISABELLA CAMERA D’AFFLITTO

La narrativa yemenita tra rivendicazioni politico-sociali e avanguardia letteraria

HABIB ’ABD AL-RABB SURURI

Il dramma del rapporto tra uomo e donna nel romanzo yemenita: l’esempio di Aqilat (Mogli) e Damalan

MARIA AVINO

La donna come cardine della modernità nella narrativa yemenita dagli anni Trenta agli anni Settanta

RENATA PEPICELLI

Letteratura e rivendicazioni di genere

FRANCESCA M. CORRAO

Tra la melanconia e la ribellione. Versi di donne yemenite

ISADORA D’AIMMO

Scrittura, emancipazione, corporalità

PAOLA VIVIANI

Poetica nella narrativa di Nabilah al-Zubayr

MONICA Ruocco

Ritratti di donne nel teatro di Muhammad al-Sarafi

ADA BARBARO

La tradizione popolare yemenita attraverso i racconti di Arwà ’Abduh ’Utman

PATRIZIA ZANELLI

Donne e sogni nelle narrazioni di Muhammad al-Garbi ’Amran

FRANCESCO DE ANGELIS

La battaglia delle donne nel romanzo contemporaneo yemenita. Himar bayna al-agani di Wagdi al-Ahdal

ELVIRA DIANA

La scrittura di Zayd Muti’ Dammag come strumento di riscossa politico-sociale

SIMONE SIBILIO

Gli sviluppi della poesia contemporanea in Yemen. Dagli anni ’40 ai giorni nostri

SARA FORCELLA

Il dramma dell’uomo moderno nel teatro di Samir ’Abd al-Fattah

ERMINIA CALABRESE

L’universo femminile nella scrittura di Hudà al-’Attas

HUSSEIN MAHMOUD

I critici arabi e la scrittura femminile: il caso dello Yemen

ROBERTA DENARO

Malikat al-Yaman: l’ambigua natura di Bilqis

LAURA GUAZZONE

Nota sugli studi di storia politica e sociale sullo Yemen contemporaneo (1990-2009)

TESTIMONIANZE

HUDÀ AL-’ATTAS

Le storie della mia vita …

NADIYAH AL-KAWKABANI

Verso una visione più ampia

IBTISAM AL-MUTAWAKKIL

La parola mi ha condotto sulle sue ali in un cielo diverso

NABILAH AL-ZUBAYR

Buchi bianchi. Analisi del movimento di produzione letteraria in Yemen

ABSTRACTS IN ITALIANO

ABSTRACTS IN INGLESE

INDICE ANALITICO

La Giapponese

Donne di popoli stranieri
Autore/i: von ten Beek Peter
Editore: Rosso & Nero
a cura di A. Ch. de Guttenberg, traduzione di Guido Gentili. pp. 280, 20 tavv. b/n f.t., Milano Prezzo: € 20,00

Il Giappone è il paese che forse, durante e dopo l’ultimo conflitto mondiale, ha subito uno sconvolgimento radicale nei suoi costumi e nelle sue millenarie strutture sociali, tale da non avere eguale in altre nazioni. Nelle tradizioni, nelle abitudini, si sono inseriti violentemente i più dinamici e moderni concetti di vita occidentale. Da tale incontro è sorto il nuovo Giappone.
Questo volume, che si aggiunge agli altri della stessa collana etnologica (La Primitiva, l’Asiatica, la Slava La Parigina L Americana La Sudamericana e la Spagnola) indaga la situazione determinatasi nella donna giapponese. Acuti capitoli scoprono i più intimi aspetti della psicologia femminile. I contrasti tra le vecchie e nuove classi sociali, i costumi sessuali, la prostituzione, i riti dell’ultimissima generazione, sono analizzati e presentati al lettore con una piacevolissima narrazione.

Veli d’Occidente

Temi, metafore, simboli
Autore/i: Prezzo Rosella
Editore: Bruno Mondadori
pp. 144 Prezzo: € 11,00

Il velo portato dalle donne dell’islam interroga – non meno di quella arabo-islamica – la nostra cultura, nella quale ha alimentato una “corposa fantasia”, una fitta trama di significati, immagini e metafore, così come un complesso gioco di rimandi tra verità e desiderio, pudore e seduzione, sacralità e profanazione, violenza e venerazione, nudità e mistero. Elemento imprescindibile nelle “rivelazioni” delle tre religioni monoteistiche, il velo ha definito nel discorso filosofico e psicoanalitico occidentale un legame essenziale con la verità come “svelamento” e con il femminile.
Nel nostro presente, in cui convivono differenti culture, il velo ha subito una metamorfosi, riemergendo come sintomo del disagio della civiltà contemporanea, della questione sempre aperta dei sessi e della relazione tra sé e l’altro.
Questo libro riannoda i molti fili dei “veli d’Occidente”, raccontando una storia che abbiamo rimosso.

Indice:
Introduzione: Veli, questi fantasmi

1. Rivelazioni: in principio era il velo
1. Il velo di Dio
2. Velum scissum
3. La guerra dei veli
4. Il Profeta e la prova del velo

2. Nelle pieghe del pensiero, una trama velata
1. Nuda Veritas
2. Il complesso di Atteone
3. Il filosofo e la dea velata
4. Tra i veli della metafora
5. Un significante fluttuante
6. Né Iside né Medusa

3. Sulla testa delle donne
1. Lo svelamento della sposa
2. Usi e abusi
3. Un velo tra Occidente e Oriente
4. Vedere ed essere visti
5. Trasparenza e opacità