Religioni di Abramo e la Scienza (Le)

Autore/i: AA. VV.
Editore: Franco Angeli
a cura di Paolo Bisogno, con contributi di Carmela Baffioni, Pietro Citati, Claude Geffr, Mohamed Ezzeldin Hilmy, Giorgio Israel, Augustin Nikitin, Abdus Salam, Clelia Sarnelli Cerqua, Giuseppe Tanzella-Nitti pp. 208 Prezzo: € 16,53

Nel suo bisogno di autonomia la scienza ha cercato se stessa, rifiutando una teologia intesa come disciplina di controllo, ma si è scontrata con la condizione umana dello scienziato, al tempo stesso malato da guarire e medico guaritore. La funzione salvifica della scienza al servizio dell’uomo è condizionata non più dalla ricerca, ma dalla riflessione morale. La conoscenza, cioè, è sostenuta, orientata, diretta dalla saggezza.

Ed ecco il dubbio di fondo: la scienza appare come l’unica risorsa di salvezza, ma il fare/scienza oltrepassa i limiti teorico-fattuali della scienza stessa. Il mito della scienza salvatrice è in realtà il paradosso della condizione umana: l’uomo è oggetto e soggetto, spirito e natura, libertà e determinazione, vale a dire che è iscritto in un orizzonte che lo oltrepassa. La scienza – e l’uomo di scienza, così come l’uomo in genere – ha bisogno di aiuto, di punti di riferimento, di un supplemento di senso.

Stretta da un lato dall’impulso alla conoscenza e dall’altro dall’imperativo morale, la scienza si apre per un verso alla società e per l’altro ad una maggiore comprensione delle grandi idee teologiche (caduta, redenzione, grazia, escatologia della speranza).

D’altra parte le religioni di Abramo affermano di poter spiegare il mistero della vita e della morte e parlano di un Signore che ha dato vita alla legge della natura, all’universo, all’uomo, creandolo a sua immagine e somiglianza, con il dono della parola, della vita spirituale, dell’anelito alla verità: l’immagine di un Dio, eterna bellezza e verità, che non è sordo alle preghiere degli uomini che soffrono e che tra gli umili presceglie coloro a cui donare, attraverso la rivelazione, la conoscenza di ispirazione divina.

Ed ecco la necessità di una riflessione sull’esperienza delle tre grandi religioni monoteiste per seguire il filo della conoscenza, l’ansia dell’infinito e per scoprire le radici religiose della modernità.

Indice: * L’ebraismo e il pensiero scientifico: il caso della Kabbalah, di Giorgio Israel
* Il rapporto tra Cristianesimo e cultura, di Archimandrita Augustin Nikitin
* Nuova pratica scientifica e pratica della teologia, di Claude Geffré
* Profili metafisici della scienza, di Paolo Bisogno
* Cosmologia fisica e teologia nel dibattito interdisciplinare contemporaneo, di Giuseppe Tanzella-Nitti
* Lo sviluppo della civiltà arabo-islamica, di Clelia Sarnelli Cerqua
* L’lslam e la scienza, di Abdus Salam
* Valutazione, utilizzazione e sviluppi delle scienze nei primi secoli dell’Islam: il caso degli lhwán al Safá, di Carmela Baffioni
* L’Islam e la scienza: l’interpretazione di un geologo, di Mohamed Ezzeldin Hilmy
* La sacra penna di Allah, di Pietro Citati

Le Mille e una Cultura. Scrittura e Libri fra Oriente e Occidente

Autore/i: AA. VV.
Editore: Edipuglia
introduzione e cura di Maria Cristina Misiti. pp. 184, nn. ill. a colori e b/n, Bari Prezzo: € 25,00

Il Centro Universitario Europeo per i Beni Cul­turali, in sintonia con i fini istituzionali miranti al processo di integrazione europea attraverso la reciproca conoscenza dei patrimoni culturali e delle tradizioni storico-sociali, si sta da qualche tempo impegnando per lo sviluppo e la realizzazione di un progetto Euromediterraneo/Cultura. L’Europa oggi guarda al Mediterraneo con grande interesse, non solo perché è un fondamentale crocevia di culture con matrici comuni, ma anche perché nell’area mediterranea convergono strategie e questioni politico-economico-sociali tuttora irrisolte, ma decisive per gli equilibri globali.
Il contributo del Centro di Ravello al progetto Euromediterraneo/Cultura intende sviluppare i temi della cultura e attivare un dialogo tra i paesi delle varie sponde. Il IX corso di eccellenza dal titolo La biblioteca fra tradizione e innovazioni tecnologiche. Le mille e una cultura: scrittura e libri fra Oriente e Occidente, svolto presso il Centro nell’ottobre del 2005, ha voluto infatti proporre un momento di riflessione intorno ad alcuni temi e nodi essenziali dei rapporti che intercorrono nel mondo della scrittura e del libro tra Oriente e Occidente.
Fin dalle sue antichissime origini, quando si presentava ancora in forma di rotolo ed era scritto su papiro, il supporto più leggero tra quelli che avevano cercato di sostituirsi alla voce nella comunicazione tra gli esseri umani, il libro assunse il ruolo di conservare e trasmettere il pensiero e la parola, dialogando con genti e popoli disseminati in paesi lontani, superando i confini dello spazio e del tempo. Vale la pena di ricordare l’affermazione con la quale Alfonso Andria, Presidente del Centro di Ravello, iniziò la prefazione al primo volume di questa collana, pubblicato nel 2002: «La valenza dei beni librari all’interno dei giacimenti culturali rappresenta un riferimento prioritario per tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano dei processi di crescita collettiva».
I temi del libro e della scrittura, trattati da illustri studiosi e specialisti del settore, hanno, infatti, suscitato un grande interesse tra coloro che hanno seguito il IX Corso d’eccellenza e rammarico in molti che non hanno avuto l’opportunità di partecipare. La lettura di questo volume consentirà loro di conoscere quanto non hanno potuto ascoltare. Si è quindi ritenuto opportuno, al momento della pubblicazione, rispettare fedelmente la successione degli interventi così come erano previsti e organizzati nel programma. Ai due interventi di carattere tecnico, con una spiccata componente di documentazione grafica e fotografica, è stata riservata una specifica sezione.

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Maria Clara Lilli Di Franco
Introduzione
LIBRI E BIBLIOTECHE TRA ORIENTE E OCCIDENTE
Pier Francesco Fumagalli
Osmosi tra scritture ebraiche e non ebraiche nell’area mediterranea
Marco Guardo
La sapientia e il suo specchio nella libraria di Federico Cesi: nota su una particula del Lynceographum
Maria Cristina Misiti
La scienza nuova dei segni antichi: le ricerche sulla carta e la storia del libro
Paolo Crisostomi
Le carte decorate dalla Persia all’Occidente: una contaminazione continua
Giorgio Montecchi
Analisi bibliologiche sulla prima stampa in lingua araba: Horologium, Fano, Gregorio de Gregori, 1514
Marco Paoli
Gli Assemani tra specializzazione e servizi culturali nell’Italia del ’700
Chiara Di Fruscia
Cultura libraria in una società multiculturale: l’Italia meridionale nei secoli XI-XIII
Paola Ghione, Valentina Sagaria Rossi
Leone Caetani: l’Oriente nella vita e nella storia
François Déroche
La biblioteca medievale della moschea grande di Kairouan
CONSERVAZIONE E RESTAURO
Giampiero Bozzacchi
La legatura islamica
Orlando Spada
Studio e analisi di alcuni modelli di legature

I Luoghi Sacri Comuni ai Monoteismi

Tra cristianesimo, ebraismo e islam
Autore/i: Albera Dionigi; Couroucli Maria
Editore: Morcelliana
prefazione degli autori, introduzione di Maria Couroucli Couroucli, traduzione di Monica Martignoni. pp. 272, Brescia Prezzo: € 24,50

Se la rassegna di atti e spazi diversi di devozione accentua le frontiere fra religioni, questo libro sposta il punto di osservazione sui luoghi sacri condivisi nel Mediterraneo, crocevia dei grandi monoteismi: cristianesimo, ebraismo e islam. Luoghi nei quali la concentrazione di differenti etnie, credenze, pratiche, non sempre si traduce in scontro ma in occasione di scambio e convivenza. Le dinamiche dei rituali e delle pratiche culturali descritte da specialisti delle varie aree geografiche, nelle quali sono coinvolti soprattutto gruppi di musulmani e cristiani dell’Europa orientale, consentono un’analisi delle relazioni fra diverse comunità e religioni. La prospettiva è quella di un’antropologia comparativa che ha in queste pagine il suo primo tassello importante per un dialogo interreligioso che trova fondamento nelle origini e nelle ragioni della comunanza di questi spazi, nella domanda sul sacro e sull’alterità, e nel concetto, da più versanti indagato, di sincretismo.

Commento: Questo libro spiega un fenomeno religioso molto presente nel Mediterraneo e tuttavia ancora poco conosciuto: la frequentazione degli stessi santuari da parte di fedeli appartenenti a gruppi religiosi differenti, in luoghi dove le popolazioni si sono adattate nel corse dei secoli a instabilità politiche e religiose. Un libro per far riflettere sulle possibilità del dialogo interreligioso, perchè le religioni sembrano essere “attraversate” le une dalle altre.

Dionigi Albera è un antropologo, directeur de recherche al CNRS e dal 2006 direttore dell’Institut d’Ethnologie Méditerranéenne, Européenne et Comparative (IDEMEC) dell’Università di Aix-Marsiglia (Francia). Ha curato il volume Antropologia del Mediterraneo (Guerini Scientifica 2007).

Maria Couroucli è una antropologa, directeur de recherche al CNRS e affiliata al Laboratoire d’Ethnologie et Sociologie Comparative dell’Università di Nanterre (Francia). È responsabile degli studi sulla Grecia e sui Balcani all’Ecole Française di Atene.

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Prefazione di Dionigi Albera e Maria Couroucli

INTRODUZIONE di Maria Couroucli

La condivisione dei luoghi sacri. Una tradizione mediterranea

1. La condivisione: un’esperienza comune nel Mediterraneo. 8 – 2. Una tradizione di convivenza. 9 – 3. Il punto di vista della lunga durata. 10 – 4. Marginalità e località. 11 – 5. Praticare la mescolanza. 13

GLENN BOWMAN

Processi identitari intorno ad alcuni santuari condivisi in Palestina e in Macedonia

Introduzione. 15 – 1. Sincretismo e antisincretismo: teleologie dei contatti tra culture. 16 – 2. Mar Elyas e Bir es-Saiyideh: comunitarismo in Cisgiordania. 19 – 3. La mescolanza macedone. 22 – 4. Sveti Borogoditsa Prechista. 23 – 5. Sveti Nikola. 26 – 6. Moschea Husamedin Pasha. 30 – 7. Conclusione: multiconfessionalismo e mescolanza religiosa in contesti ortodossi. 32 – Bibliografia. 33

GILLES DE RAPPER

Vakëf. Luoghi religiosi condivisi in Albania

1. Una categoria dell’attività religiosa nell’Albania postcomunista. 36 – 2. Luoghi condivisi. 47

BOJAN BASKAR

Occuparsi del santuario del vicino in Bosnia Erzegovina

1. La «natura» della tolleranza in Bosnia, 58 – 2. Alcuni casi, 62 – 3. Spiegare il sincretismo. Dalle sopravvivenze. – 65 – 4 … all’eredità ottomana. 68 – 5. Superare le frontiere comunitarie. 72 – Bibliografia. 76

GALlA VALTCHINOVA

Il monte della Croce. Condivisione e costruzione di frontiere in un luogo di pellegrinaggio bulgaro

1. Il luogo nella lunga durata: monti Rodopi, zona di incroci e di frontiere, 83 – 2. Frontiere religiose instabili, 86 – 3. Tra dialogo e chiusura: in tolleranze religiose, 89 – 4. Un’etica della mescolanza: il komşuluk, sapere implicito e ideologia esplicita, 91 – 5. L’invenzione del monte della Croce l’apocalittico e l’azione politica, 92 – 6. Rinnovamento religioso e condivisione del luogo sacro, 95 – 7. Verso la monoconfessionalizzazione del monte della Croce. 98 – 8. Conclusione. 100

DIONIGI ALBERA – BENOÎT FLICHE

Le pratiche devozionali dei musulmani nei santuari cristiani. Il caso di Istanbul

Introduzione, 101 – 1. Incroci devozionali a Istanbul, 104 – 2. Sant’Antonio da Padova, 108 – 3. Uno spazio molteplice, 112 – 4. I martedì di sant’Antonio. 116 – 5. In conclusione. 122 – Bibliografia. 125

MARIA COUROUCLI

San Giorgio l’anatolico, signore delle frontiere

1. Luoghi sacri e liminalità, 129 – 2. Syngheneis e synchorianoi: principi di parentela e di territorialità, 131 – 3. Parenti, synghenis, e consanguinei, omoemi: due categorie distinte. 133 – 4. Pratiche sincretiche a Istanbul: i tre tempi della festa di san Giorgio, 135 – 5. Tre temporalità rituali, 138 – 6. Santuari in condivisione, 141 – 7. Memorie del mar Nero, 142 – 8. San Giorgio e Hidrellez, 144 – 9. Dal mito alla storia, 146 – 10. Sincretismo in eredità. 147 – Bibliografia. 149

HENK DRIESSEN

Un santuario ebreo e musulmano nel nord del Marocco. Echi di un passato ambiguo

Introduzione. 153 – 1. Culti e santuari condivisi in Marocco, 154 – 2. La leggenda orale del rabbino Saadia, 154 – 3. Contesto storico ed etnografico del santuario, 157 – 4. Osservazioni conclusive. 159 – Bibliografia. 159

CATHERINE MAYEUR-JAOUEN

Che Cosa condividono i copti e i musulmani d’Egitto? La posta in gioco dei pellegrinaggi

1. Una situazione interconfessionale tesa. 161 – 2. Dalla condivisione complessa al confronto binario: l’evoluzione dei secoli XIX e XX. 165 – 3. Muled copti e muled musulmani: l’esistenza di una cultura festiva comune. 170 – 4. La Vergine, san Giorgio e i santi anonimi: santi comuni?. 172 – 5. Religione locale e religione civica: dal radicamento allo sradicamento. 176 – 6. I muled all’epoca delle tensioni interconfessionali. 179 – 7. Conclusione: un retaggio comune? 185

SANDRINE KERIAKOS

Le apparizioni della Vergine in Egitto. Un luogo privilegiato dell’Incontro tra copti e musulmani

1. Il fenomeno delle apparizioni mariane in Egitto. 188 – 2. Le apparizioni della Vergine a Zaytûn. 191 – 3. La concordanza scritturale. 192 – 4. La devozione mariana in Egitto. 193 – 5. La fuga in Egitto: una tradizione comune. 193 – 6. La concordanza dei racconti e degli atteggiamenti, 195 – 7. I musulmani come garanti. 200 – 8. L’atteggiamento del clero copto, 203 – 9. Il mutismo della Vergine. 204 – 10. La dimensione storico-politica, 205 – 11. Le apparizioni della Vergine: un fenomeno egiziano. 208 – 12. Da una Vergine comune a una Vergine copta: l’evoluzione del fenomeno. 209 – Bibliografia complementare. 214

ANNA POUJEAU

Condividere la baraka dei santi. Visite pluriconfessionali ai monasteri cristiani in Siria

1. Luoghi di culto da visitare, 215 – 2. Il santo, personaggio della contestazione, 217 – 3. Un mondo ai margini, 221 – 4. Spazi pluriconfessionali, 225 – 5. Conclusione. 230 – Bibliografia. 231

CONCLUSIONE di Dionigi Albera

Per un’antropologia del superamento delle frontiere tra le religioni monoteiste

1. La mescolanza religiosa nel Mediterraneo orientale: un fenomeno di lunga durata. 234 – 2. Attraversare la frontiera. 238 – 3. La topografia della mescolanza religiosa. 240 – 4. Le figure della mescolanza, 243 – 5. Protagonisti e strutture delle devozioni miste. 248 – 6. Dinamiche interreligiose. 250 – 7. Una lingua franca. 255

Atti del 1° Convegno Italiano sul Vicino Oriente Antico (Roma, 22-24 Aprile 1976)

Orientis Antiqui Collectio – XIII
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. X-242, 36 figg. b/n f. t., XIII tavv. b/n f. t, Roma Prezzo: € 31,00

Indice

ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI

S. MOSCATI, Gli studi del Vicino Oriente antico in Italia

G. R. CASTELLINO, Un « Giudizio Divino » con rituale in Mesopotamia?

S. RIBICHINI, Lilith nell’albero HULUPPU

C. GROTTANELLI, Un passo del Libro dei Giudici alla luce della comparazione storico-religiosa: il Giudice Ehud e il valore della mano sinistra

P. XELLA, L’analisi strutturale e le mitologie del Vicino Oriente Antico. Prospettive e limiti di un metodo

P. MERIGGI, Spigolando nei testi storici etei

J. A. SOGGIN, Il punto fermo nella storia antica d’Israele

A. DE MAIGRET, Fluttuazioni territoriali e caratteristiche tipologiche degli insediamenti nella regione del Matah (Siria). Nota preliminare

C. DOLZANI, Il culto del dio Sobek e della dea Renenut nei testi del tempio di Medinet el Ma’ di

A. ROCCATI, L’offerta di Geb

S. CURTO, Attività del Museo Egizio di Torino

E. ACQUARO, La necropoli meridionale di Tharros: Appunti sulla simbologia funeraria punica in Sardegna

F. BARRECA, Le fortificazioni fenicio-puniche in Sardegna

A. M. INGRASSIA BISI, Elementi vicino-orientali nell’arte punica

S. F. BONDI, Un tipo di inquadramento architettonico fenicio

M. L. UBERTI, Scarabeo punico del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

G. GARBINI, Il Semitico di Nord-Ovest nell’età del Bronzo

F. A. PENNACCHIETTI, Uno sguardo comparativo sul comparativo semitico

F. M. FALES, L’ onomastica aramaica in età neo-assira: raffronti tra il corpus alfabetico ed il materiale cuneiforme

G. COACCI POLSELLI, Per un corpus delle iscrizioni latino-puniche

Camminare con l’Angelo

Autore/i: De Souzenelle Annick; Albrecht Pierre-Yves
Editore: Servitium
introduzione di Annick de Souzenelle, traduzione a cura di Espedito D’Agostini e M. Giovanna Brutti. pp. 236, Milano Prezzo: € 18,00

Il volume si compone di tre parti: nella prima Annick de Souzenelle esplicita la ragione per cui ha voluto dedicarsi a quello che Corbin chiamava “compito smisurato”; l’angelologia. Così, con i consueti strumenti che ha reso familiari ai suoi lettori, mette in luce la presenza dell’angelo nei miti della tradizione ebraico-cristiana. Questa prima parte dell’opera si chiude con una meditazione sull’angelo custode.
Nella seconda parte, Pierre-Yves Albrecht invita a rivisitare insieme a lui i filosofi della Grecia antica, i neoplatonici, e così pure gli zoroastriani della Persia fino ai mistici dell’islam sufi: egli pone in luce la forte tradizione angelica di queste correnti e la spiega.
La terza parte infine vede gli autori insieme in un dialogo che esplicita alcuni tratti della loro esperienza interiore e il loro interesse per il simbolismo dell’angelo, vissuto nel mondo immaginale, che è come un riflesso metafisico della realtà in cui viviamo e illumina la nostra avventura umana. Una riflessione notevole e sconvolgente sul posto dell’angelo nella nostra cultura e nella nostra storia.

Arab Folktales from Palestine and Israel

Autore/i: AA. VV.
Editore: Wayne State University Press
Introduction, Translation, and Annotation by Raphael Patai pp. 274, Detroit Prezzo: € 28,00

Raphael Patai’ s (1910-1996) lifelong fascination with Arab folktales began on a Ramadan night in 1933, at a cafe in Jerusalem where, for the first time, he heard a famous qassas, a storyteller, tirelessly relate story after story from his vast repertoire of Arab folktales. In Arab Folktales from Palestine and Israel, a collection of twenty-eight tales gathered in Palestine and Israel and one of Patai’s last books, Patai explores this rich cultural tradition. He studies tales from three separate times: those recorded by a German scholar in 1910-11, those read over Jerusalem Radio in the winter of 1946-47, and those recorded by the Israeli scholar Yoel Perez in 1982-84.
These fables, part of the cultural heritage of a small corner of the Arab world, are translated into an English that remains faithful to the original Arabic text, presenting to foreign readers a sense of the original style and a picture of traditional Arab life and customs, attitudes, social and cultural norms, psychology, and values.
Providing insight into Arab culture, Patai offers extensive notes and commentary on particular Arabic phrases and images, as well as the ways of speaking and thinking found among the Arab population, especially the Bedouins, in Palestine and Israel. Patai also places the stories in the context of global
folktales, and traces the transformations in the art of storytelling. This collection as a whole presents a colorful slice of traditional Arab life, values, customs, attitudes, and sociocultural patterns.

Raphael Patai, prominent anthropologist, historian, and biblical scholar of international note, was a prolific writer until his death in July 1996. He is the author of more than thirty books, including Jadid aI-Islam (1997), The Jewish Mind (1996 [1977]), The Jews of Hungary (1996), The Hebrew Goddess
(1990), The Myth of the Jewish Race with Jennifer Patai (1989), and The Messiah Texts (1988), all published by Wayne State University Press.

Lettera Preziosa (La)

Autore/i: Genazzano Eliyyah Hayyim ben Binyamin da
Editore: La Giuntina
introduzione, edizione e traduzione a cura di Fabrizio Lelli pp. 316, Firenze Prezzo: € 19,00

Da quando mi hai fatto sapere in una tua lettera che sei desideroso di entrare nel Paradiso cabalistico mi sono compiaciuto di rivelarti di persona, senza nasconderti niente, quel pochissimo di cui Dio mi ha gratificato, per quanto non si tratti che di una piccola parte di una goccia nel grande mare. È questa infatti una dottrina di dimensioni più ampie della terra, più vasta del mare, ma a causa dei nostri peccati la sapienza dei nostri maestri si è dissolta e non c’è nessuno che se ne dia pena…. Con queste parole ha inizio la Lettera preziosa, un piccolo capolavoro della letteratura cabalistica ebraica italiana di età rinascimentale. Nell’intento dell’autore, Eliyyah Hayyim ben Binyamin da Genazzano, il trattato, redatto in forma epistolare, si prefigge il fine di informare un caro amico, un vecchio compagno di studi, il banchiere toscano Dawid ben Binyamin da Montalcino, sull’essenza della vera tradizione cabalistica. Eliyyah Hayyim prende le mosse da lontano e con circospezione, consapevole di doversi addentrare in un terreno irto di pericoli. A tal fine si avvale della competenza delle massime auctoritates del pensiero ebraico. “Provando e riprovando”, come ogni acuto intellettuale della sua epoca, Genazzano descrive, in uno stile piano e letterario, mai prolisso e involuto, alcuni dei temi salienti della tradizione cabalistica, risolvendo i dubbi che possono manifestarsi nella mente di uno studente brillante, ma inesperto, e le contraddizioni, effettive o solo apparenti, presenti nell’opera dei suoi predecessori e dei suoi contemporanei. Curatore dell’edizione e della traduzione italiana del testo ebraico, nonché autore del saggio introduttivo, è Fabrizio Lelli, docente di lingua e letteratura ebraica all’Università di Lecce, la cui attività di ricerca si incentra sulla cultura ebraica italiana del XV e del XVI secolo e sui rapporti intellettuali tra ebrei e cristiani nell’Italia umanistica e rinascimentale.

David

Roi d’Israël
Autore/i: Baentsch B.
Editore: Payot
avant-propos et traduction de Jacques Marty pp. 246, Paris (France) Prezzo: € 25,00

Est-il besoin de justifier notre tentative de faire revivre aux yeux des modernes le roi David et son époque? Ne s’anoblit-on pas à considérer de près la physionomie de l’un des enfants des hommes qui furent grands? Or David compte parmi les plus grands. En dépit des multiples faiblesses qui le rattachent au commun des mortels, et qui en lui nous choquent, il demeure l’un de ceux qui nous laissent le sentiment que l’univers a comme concentré un jour toutes ses forces pour en doter précisément cet être-là et non un autre. Dès lors, à un tel homme, nul ne saurait appliquer les normes usuelles.

Il suffit, pour s’en convaincre, de jeter un simple coup d’œil sur l’histoire du peuple auquel David fut donné pour souverain. Avant lui, qu’était Israël? Un médiocre agrégat de tribus toujours livrées aux faiblesses d’une insuffisante cohésion, accablées constamment par de redoutables et puissants ennemis, et en dernier lieu à peu près écrasées. David paraît. Eu peu de temps il parvient à forger, entre ces petits groupes travaillés par le particularisme et toutes les forces centrifuges, une vivante unité; au royaume si fragile que la mort de son prédécesseur livrait à la dissolution, il assure une consistance telle qu’Israël connaîtra un temps la prépondérance politique en Syrie et dans toute l’Asie antérieure, absorbera les petits États voisins ou leur imposera sa suzeraineté et se fera respecter des grands empires d’Orient.

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INTRODUCTION

PREMIÈRE PARTIE : L’ANCIEN ORIENT AU TEMPS DE DAVID

CHAPITRE PREMIER. – LES PEUPLES NON ISRAÉLITES

CHAPITRE II. – ISRAËL VERS L’AN 1000 AV. J.-C.

DEUXIÈME PARTIE : HISTOIRE DE DAVID

CHAPITRE PREMIER. – DAVID JUSQU’A SON A VÈNEMENT AU TRONE

I. Vocation de David. Son onction provisoire

II. Comment David parut à la cour de Saül

III. Autre relation du mème sujet

IV. Suite des succès de David. Jalousie de Saül

V. Réconciliation. Nouvelle rupture

VI. L’alliance des deux amis David et Jonathan

VII. David à Nob

VIII. David à Gath

IX. David se rend à Adoullam. Une bande se forme autour de lui

X. La vengeance de Saül contre le clergé de Nob

XI. David à Keïla

XII. David dans le désert de Ziph

XIII. David dans la contrée d’Enguédi. Sa grandeur d’âme envers le roi Saül

XIV. David et Nabal

XV. Grandeur d’âme de David envers Saül dans le désert de Ziph

XVI. David vassal des Philistins

XVII. Fin tragique de Saül et de son royaume

XVIII. Vue d’ensemble

CHAPITRE II. – DAVID ROI

Section 1. David roi de Juda (1010-1003)

I. David s’établit à Hébron

II. Conquête de Jérusalem

III. David et les Philistins

IV. Ambassade de David aux habitants de Jabès

V. Premier choc entre David et l’armée d’IchBaal

VI. Rupture d’Abner avec Ich-Baal. Négociations d’Abner et de David

VII. Meurtre d’Ich-Baal. David est sacré roi d’Israel unifié

VIII. La famille de David roi de Juda

IX. Vue d’ensemble

Section II. David roi d’ Israël-Juda unifié (1003-971)

A. Dispositions fondamentales

I. Choix d’une résidence

II. L’arche sainte est transférée à Sion

III. David extermine les descendants de Saül, à l’exception de Meribaal qu’il accueille à sa cour

B. David en guerre avec des peuples étrangers

I. David et les Moabites

II. David et les Ammonites

III. David et les Araméens

IV. David et les Édomites

V. Vue d’ensemble

C. David et les ennemis du dedans

I. La révolte d’Absalom

II. Révolte de Chéba, Benjaminite

III. Compétitions pour la succession de David. Sa mort

D. La cour de David. Son gouvernement

TROISIÈME PARTIE : DAVID. SA PERSONNALITÉ, SON OEUVRE, SON INFLUENCE

I. L’homme d’État. Le guerrier

II. L’homme. Sa religion

III. David à travers les ages

La Mia Cucina Kasher

Assaggiando qua e là
Autore/i: Giannetti Giuliana
Editore: Sovera
pp. 280, nn. ill. a colori, Roma Prezzo: € 19,00

Molte delle ricette raccolte in questo libro sono state tratte da vecchi ricettari trovati nelle soffitte e nei cassetti della varie case di famiglia da Giuliana Giannetti.

Altre sono state invece trascritte da lei stessa dopo aver assaggiato le varie pietanze a casa delle sue amiche, conosciute nei numerosi spostamenti di città in città, sino all’approdo a Gerusalemme, nel corso degli anni. Il ricettario diventa così anche una sorta di viaggio sia nel tempo che nei luoghi, e lo stesso linguaggio, le parole, gli oggetti, i nomi che lo compongono evocano tutto un mondo dove le figure che dispensano ingredienti, dosi e amalgama custodiscono e sprigionano anche altri segreti, trame di vita differenti e insieme comuni attitudini.

Dal risotto alla milanese alla pizza, dal gazpacho i piatti più classici della cucina tradizionale e internazionale vengono rivisitati e riproposti in chiave kasher.

Rabbini

Autore/i: Luzzatto Voghera Gadi
Editore: Laterza
pp. XVIII-132, ill. b/n, Bari Prezzo: € 12,00

Sapere giuridico, pensiero filosofico e scientifico, creatività letteraria, custodia della tradizione: le competenze dei rabbini sono tante, si tramandano e si trasformano nel corso dei secoli.

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Introduzione

Ringraziamenti

1. Dalle origini all’eclissi del rabbinato

2. La rinascita in età medievale

3. La definitiva affermazione di una struttura istituzionale

3.1. In sinagoga

3.2. Il rabbino come «magister»

3.3. L’impero ottomano

3.4. Forme di autogoverno

4. Emancipazione, fra crisi e rinnovamento

4.1. Verso una definizione di ruolo

4.2. Nuove prospettive, antiche permanenze

4.3. Un’antica istituzione religiosa di fronte alla modernità

Appendice. Figure di rabbini italiani

Riferimenti bibliografici

L’autore

Indice dei nomi

Gli Ebrei in Europa

Dalla Diaspora alla Shoah
Autore/i: Battenberg Friedrich
Editore: Ecig
traduzione di Erminia De Felice pp. 328, Genova Prezzo: € 18,08

Quanto hanno inciso le vicende dell’europa nella storia degli ebrei dalle origini della diaspora alla shoah? E quale il segreto di una minoranza che, nonostante una persecuzione millenaria, è riuscita a sopravvivere fino a creare una propria nazione in quella terra da sempre mèta finale del suo peregrinare? Pur senza pretendere di esaurire in un volume tutta la complessità della storia degli ebrei in europa, tuttavia il quadro che emerge da questo libro offre un’affascinante analisi degli avvenimenti che hanno visto protagonisti questi ebrei nello sfondo dei rapporti tra questa minoranza e il mondo cristiano. Un rapporto che, come sottolineato dall’autore, deve far riflettere la componente cristiana verso la ridefinizione del proprio passato e sul ruolo del popolo ebraico nell’intera vicenda storica europea. Il linguaggio utilizzato da battenberg è chiaro e semplice e fa del libro un valido strumento non solo per lo storico e per l’appassionato della materia, ma anche per chi, mosso dalla curiosità, voglia tentare un approccio a una storia e una cultura millenarie, che hanno contribuito alla formazione dell’europa e patito pregiudizi e persecuzioni.

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PREFAZIONE

I INTRODUZIONE

II LE ORIGINI DELL’EBRAISMO EUROPEO

III I MERCANTI EBREI AL TEMPO DEI MEROVINGI, DEI CAROLINGI E DEI SALII

IV GLI EBREI IN INGHILTERRA E IN FRANCIA FINO ALLE ESPULSIONI DEI SECOLI XIII E XIV

V LE COMUNITÀ EBRAICHE URBANE NEL SACRO ROMANO IMPERO FINO ALLA METÀ DEL XIV SECOLO

VI LE COMUNITÀ EBRAICHE TARDOMEDIEVALI NELL’EUROPA CENTRALE E OCCIDENTALE

VII GLI EBREI TRA RIFORMA E CONTRORIFORMA

VIII APOGEO E TRAMONTO DELLE COMUNITÀ EBRAICHE DELL’EUROPA ORIENTALE

IX GLI EBREI IN EUROPA CENTRALE NELLA PRIMA METÀ DEL XVII SECOLO

X BASI E QUADRO STORICO

DOPO LA METÀ DEL XVII SECOLO

XI DALLA FINE DEL XVII ALL’INIZIO DEL XVIII SECOLO

XII ILLUMINISMO EBRAICO E CHASSIDISMO

XIII L’EDUCAZIONE CIVILE DEGLI EBREI E GLI INIZI DELL’EMANCIPAZIONE

XIV RIPERCUSSIONI E RESTRIZIONI NEL PERIODO ANTERIORE ALLA RIVOLUZIONE DEL 1848

XV LO SVILUPPO DELL’EMANCIPAZIONE NEI VARI PAESI EUROPEI

XVI FRATTURE E NUOVE CORRENTI DELL’EBRAISMO

XVII NASCITA DELL’ANTISEMITISMO MODERNO

XVIII NASCITA E PRIMI PASSI DEL SIONISMO

XIX GLI EBREI DURANTE E DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE

XX GLI ANNI DEL NAZIONALSOCIALISMO FINO ALLO SCOPPIO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

XXI PREPARAZIONE ED ESECUZIONE DELLA SHOAH

GLOSSARIO

ORIENTAMENTO BIBLIOGRAFICO

INDICE DEI NOMI

Le Lettere della Creazione

L’Alfabeto Ebraico
Autore/i: Chalier Catherine
Editore: La Giuntina
traduzione di Donatella Simeone. pp. 120, Firenze Prezzo: € 10,00

Seguendo la lunga riflessione operata dai Maestri sull’atto creatore, questo saggio di Catherine Chalier si iscrive nella linea di una meditazione sulla funzione delle lettere in una creazione che deve tutto alla parola. Una meditazione che si ispira alla grafia delle lettere e, quanto al loro significato, alle suggestioni del Talmùd e dello Zohar. Essa tenta di mostrare al lettore moderno, senza dubbio poco incline a soffermarsi sulla poesia delle lettere ebraiche, che lo sforzo per decifrare l’enigma delle nostre vite avvalendosi di queste lettere è un cammino di speranza.

Catherine Chalier, filosofa, allieva e interprete originale del pensiero di Levinas, ha pubblicato diverse opere che esplorano i legami tra filosofia e tradizione ebraica, fra cui, con la Giuntina, Le Matriarche e Angeli e uomini.

Storia del Sionismo

Dalle origini al movimento di liberazione palestinese
Autore/i: Weinstock Nathan
Editore: Massari Editore
traduzione di Nicola De Vito e Piero Sinatti pp. 300, ill. b/n, Bolsena (VT) Prezzo: € 20,00

Dalla fine della seconda guerra mondiale, la questione ebraica e il conflitto palestinese hanno tenuto deste l’attenzione della sinistra. La scoperta delle spaventose dimensioni del genocidio perpretato dai nazisti, la guerra arabo-israeliana del 1948 in Palestina, gli infami processi di Praga, la crisi di Suez, il processo Eichmann, i drammatici avvenimenti del giugno 1967… ecco i temi di fondo che ci toccano profondamente e che richiamano tutti, in un modo o nell’altro, la questione ebraica e il suo prolungamento israeliano. Tuttavia, in tutto questo periodo, nessuna analisi rigorosamente marxista è venuta a chiarire un argomento che solleva, e a ragione, aspre controversie. In verità la fonte si era purtroppo inaridita già da tempo. Le ricerche di Ber Borochov, che ha voluto realizzare la sintesi del sionismo e della lotta di classe, risalgono al principio del secolo; quanto poi a La fine del giudaismo di Otto Reller, è un’opera scritta prima del Terzo Reich.

A cosa bisogna attribuire questa sorprendente lacuna del pensiero marxista che non può essere colmata – ci vorrebbe ben altro – con articoli di circostanza? A nostro avviso la chiave dell’enigma va cercata nel soffocamento del pensiero marxista indipendente a opera dello stalinismo fino a questi ultimi anni. Non dimentichiamo che i partiti comunisti si sono presentati per lungo tempo quali detentori del monopolio del marxismo, o quanto meno di ciò che passava per tale. Si può inoltre agevolmente intuire che gli innumerevoli voltafaccia effettuati dalla diplomazia sovietica a proposito della questione ebraica siano stati poco propizi alla elaborazione teorica.

Non è un caso che l’unica analisi approfondita veramente notevole della questione ebraica, condotta secondo i criteri del materialismo storico, sia dovuta al trotskista belga Abram Léon, che apparteneva a una corrente proletaria rimasta fedele al marxismo autentico, non alterato dalla ragion di Stato sovietica. E’ chiaro che la condizione degli Ebrei in URSS, le compagne di stile antisemita nei paesi del blocco sovietico, nonché l’opportunismo delle successive prese di posizione del movimento comunista nei confronti del conflitto arabo-israeliano non sono stati tali da incoraggiare a simili imprese coloro che non intendono mettere in discussione la direzione politica degli Stati operai. Poiché invero la questione ebraica è essenzialmente di natura socio-economica, può essere capita solo a condizione di mettere a nudo gli elementi dinamici della struttura sociale.

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VOLUME 1

Premessa

1. Una interpretazione marxista della questione ebraica

(Note 32)

2. Significato e origini del sionismo

(Note 54)

3. La Palestina all’epoca della nascita del sionismo

(Note 68)

4. Gli inizi dell’insediamento sionista in Palestina

(Note 81)

5. Il sionismo, l’impero ottomano e gli arabi

(Note 92)

6. La guerra mondiale e la Dichiarazione Balfour

(Note 106)

7. La politica britannica in Palestina (1918-1939)

(Note 128)

8. Lo sviluppo della comunità ebraica in Palestina sotto il mandato britannico

(Note 149)

9. Il movimento nazionale arabo in Palestina tra le due guerre mondiali

(Note 168)

10. Il movimento operaio palestinese dal 1918 al 1939

(Note 185)

11. Il libro bianco del 1939 e la seconda guerra mondiale

(Note 206)

12.La fine del mandato britannico: la resistenza dell’Yisciuv e la nascita dello Stato d’Israele

(Note 228)

13. I sionisti, gli arabi e le grandi potenze dal 1945 al 1948

(Note 247)

Appendici

a. Marx e la questione ebraica

(Note 253)

b. Lenin e la questione ebraica

(Note 257)

c. Borochov e la questione nazionale

(Note 263)

VOLUME 2

Introduzione

1. La tragedia dei profughi palestinesi

(Note 29)

2. Il significato profondo della natura sionista dello Stato israeliano

(Note 47)

3. La società israeliana

(Note 63)

4. Sindacalismo e partiti politici in Israele

(Note 90)

5. La condizione della minoranza araba d’Israele

(Note 126)

6. La politica estera israeliana

(Note 164)

7. La guerra del giugno 1967

(Note 208)

8. Le conseguenze della guerra dei sei giorni

(Note 269)

9. Epilogo

(Note 283)

Conclusione

(Note 291)

Indice dei nomi

Zohar

Il Libro dello Splendore
Autore/i: Anonimo
Editore: Edizioni Studio Tesi
a cura di Elio e Ariel Toaff pp. XXIV-76, Roma Prezzo: € 9,90

Lo Zohar (Il libro dello splendore) è il testo classico della Cabbalà per secoli considerato sacro dall’ ebraismo e ancor oggi venerato nei circoli mistici al pari della Bibbia e del Talmud. Nel Libro dello splendore l’antica tradizione esoterica dei Cabbalisti, volta a tracciare un itinerario mistico verso «la presenza di Dio» si trova esposta in ventuno libri, ognuno dedicato a un argomento. In questa antologia, curata da Elio e Ariel Toaff, sono raccolti per temi alcuni dei brani più significativi dello Zohar, il cui percorso, tutto illuminazioni fulminee e meditato ragionare, si rivela, al lettore più attento, come una vena purissima e segreta a cui attingere una nuova e profonda comprensione della nostra cultura.

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Introduzione di Elio e Ariel Toaff

Nota bibliografica

Il libro dello splendore

Dio: En Soph

Note

Le sfere celesti: Sephiroth

Note

La presenza divina: Shekhinà

Note

La creazione

Note

Il male

Note

La preghiera

Note

Franz Rosenzweig

L’altro, il tempo e l’eterno
Autore/i: Sindoni Ricci Paola
Editore: Studium
pp. 256, Roma Prezzo: € 23,50

Considerato a ragione uno dei filosofi più rilevanti del Novecento, Franz Rosenzweig (1886-1929) ha assunto un rilievo fondamentale nel pensiero ebraico, contribuendo a ridisegnare la fisionomia identitaria del popolo ebraico, dopo l’orrore di Auschwitz. Le sue riflessioni, infatti, pur maturate negli anni precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale e per lo più legate al destino degli ebrei-tedeschi in epoca post-idealista, risultano anche determinanti per la riflessione sul senso della storia a cui è stata consegnata una promessa eterna, sul significato dell’alterità come sfida dialogica e interreligiosa, sulla dimensione della formazione delle nuove generazioni, quale necessario supporto all’umanesimo europeo. Inoltre tali elementi, lungi dall’essere situati soltanto all’interno dell’ebraismo contemporaneo, sono in grado di offrire notevoli provocazioni alla filosofia occidentale, estenuata da logiche cognitive, svuotata da riferimenti valoriali e gettata su derive nichiliste. Questo volume utilizza anche alcune fonti, ancora poco studiate dalla letteratura critica, quali i ricchissimi carteggi e i saggi di filosofia dell’educazione che il filosofo ebreo-tedesco ebbe ad elaborare per giustificare la nascita e il programma della sua Freies Jüdisches Lehrhaus, così da restituirci una figura intellettuale complessa e affascinante, capace di legare nel “nuovo pensiero” una riflessione suggestiva sul valore dell’alterità e sulla dimensione personale e comunitaria, segnata dall’intreccio di tempo e di eterno.

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Sigle delle opere più citate

Introduzione

I. Pensare l’altro: scambio epistolare e pratica dialogica

1. Pensiero sistematico e pensiero dialogico, p. 19. – 2. «Dio non ha creato la religione, ma il mondo», p. 26. – 3. Rivelazione e amore: il carteggio con Gritli, p. 30. – 4. L’identità dell’Occidente tra ebraismo e cristianesimo: il carteggio con Eugen Rosenstock, p. 41.

II. Pensare il presente: il Freies Jüdisches Lehrhaus

1. L’ebraismo tedesco fra emancipazione e sionismo, p. 53. – 2. Concetto e struttura della Bildung ebraico-tedesca, p. 65. – 3. Il progetto del Freies Jüdisches Lehrhaus, p. 81.

III. Pensare l’eterno: dentro la storia, oltre la storia

1. La filosofia e la sua malattia, p. 93. – 2. Il tempo e l’essere: Rosenzweig incontra Heidegger, p. 100. – 3. Dal mito del Tutto alla metafora dell’eterno, p. 108. – 4. La Stella, la storia, l’eterno, p. 115. – 5. Il Regno, la croce, la stella, p. 125.

Antologia

1. Scrivere è corrispondere: a) Ai familiari e agli amici: la missione degli ebrei nel mondo, b) Ebraismo e cristianesimo a confronto, p. 138. – 2. Formare per educare: a) Il nuovo studio, b) Il Freies Jüdisches Lehrhaus, c) L’uomo ebreo, p. 164. – 3. Pensare ebraicamente: a) Il tempo e l’altro, b) «Forte come la morte è l’amore» (Ct 8,6), c) La Stella o la verità eterna, p. 190.

Linee di ricerca

Tra Emil Fackenheim ed Emmanuel Levinas, p. 227. – Dialogia ed alterità, p. 230. – 3. Formazione ed educazione, p. 232. – 4. Messianismo e tempo della storia, p. 234.

Bibliografia