Orientamenti per un Dialogo tra Cristiani e Musulmani

Autore/i: Borrmans Maurice
Editore: Urbaniana University Press
premessa di Leonardo Sileo, prefazione di Francis Arinze, presentazione di Pietro Rossano, introduzione dell’autore, traduzione italiana a cura di Costanza Vergnaghi. pp. 240, Città del Vaticano

Si può ancora parlare di dialogo islamo-cristiano dopo “l’orrore assoluto dell’11 settembre 2001” che ha visto le due torri gemelle di New York crollare con migliaia di vittime innocenti? Nell’Europa occidentale l’esigenza di laicità democratica in società pluralistiche, da una parte, e la volontà di visibilità dei musulmani immigrati raggruppati in associazioni o federazioni, dall’altra, pongono nuovi interrogativi nell’opinione pubblica e nelle comunità cristiane. Si tratta ormai di organizzare il “vivere insieme” nella “casa comune” di questo pianeta secondo i valori fondanti delle religioni che riconoscono al Creatore un disegno di bontà e di amore per tutte le sue creature. Questo disegno richiede, da parte dei cristiani, come dei musulmani e degli ebrei, in quanto credenti, una risposta generosa, un’adesione intelligente e un impegno di collaborazionetra tutti gli esseri umani. (Dalla Postfazione dell’autore) Padre Maurice Borrmans, della Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), ha dedicato tutta la sua vita allo studio, all’insegnamento e all’attività pastorale in favore del dialogo islamocristiano. Con questa pubblicazione, l’Urbaniana University Press e l’Istituto di Ricerca della non Credenza e delle Culture (ISA) celebrano la consegna a Padre Maurice Borrmans della laurea honoris causa in Missiologia, Facoltà della Pontificia Università Urbaniana.

Fonti Ricciane

Storia dell’introduzione del cristianesimo in Cina
Autore/i: Ricci Matteo
Editore: La Libreria dello Stato
edite e commentate da Pasquale M. D’Elia S. I., sotto il patrocinio della Reale Accademia d’Italia, 3 volumi pp. CLXIV-386, XXXVI-652, XII-372, ill. b/n, Roma Prezzo: € 280,00

Documenti originali concernenti Matteo Ricci e la storia delle prime relazioni tra l’Europa e la Cina.

Dalla Prefazione:

Già in quella che prelude alla Rinascita e che noi siamo soliti di chiamare l’età di Dante, due italiani animosi, mercatore l’uno e missionario della fede l’altro, si spinsero sino al Gran Cataio, dove portò Fra Giovanni da Montecorvino una prima voce della civiltà cristiana, e donde riportò Marco Polo fra noi e diffuse col suo Milione le prime precise notizie sulla civiltà cinese.

Trascorsero tre secoli: con la caduta della dinastia tartara, della voce di quel primo Apostolo si era spenta nella Cina ogni eco ed ogni ricordo e occorreva ricominciare. Ricominciarono, nella età di Sisto V e di Torquato Tasso, anche questa volta due italiani non meno animosi di quei due primi: Michele Ruggieri e Matteo Ricci, e portarono la parola di Cristo nel cuore stesso della Cina, dove all’inizio della loro predicazione, nel 1584, erano tre soli cattolici, e dove nel 1610 il Padre Ricci, morendo, ne lasciò circa 2500, tutti, o quasi, fra le classi più colte e più elevate e nell’ambito stesso della Corte Imperiale.

Ma un merito altrettanto insigne del dotto gesuita è stato quello di avere non solo diffusa in Cina con le sue opere di teologia, di filosofia, di cartografta e di matematica, scritte da lui stesso in cinese, la conoscenza e l’apprezzamento della civiltà occidentale, ma di avere diffuso tra noi, con le sue opere italiane, una conoscenza larga ed esatta della vita e della storia di quel lontano Impero, dei suoi costumi e delle sue istituzioni.

Non a torto egli è passato, nel campo degli studi, come il primo e il principe dei sinologi. Un sinologo dei nostri tempi, il Nocentini, potè anzi a buon diritto affermare che il Padre Ricci fu il primo ad estendere alla scienza i vantaggi delle missioni.

Delle sue opere maggiori, i Commentari della Cina e le Lettere, già ci ha dato il Padre Pietro Tacchi Venturi S. I., fra il 1911 e il 1913, una prima edizione che ottenne largo e favorevole consenso nel campo degli studiosi. Ma delle opere del Padre Ricci occorreva una nuova edizione, più compiuta e condotta con un riscontro più diretto e approfondito delle fonti cinesi. A questa impresa si è accinto il Padre Pasquale D’Elia S. I., sinologo valentissimo che già del Padre Ricci ha, di recente, pubblicato il grande Mappamondo.

Volume I – edizione del 1942

Parte I: Libri I-III

Da Macao a Nanciam (1582-1597)

Volume II – edizione del 1949

Parte II: Libri IV-V

Da Nanciam a Pechino (1597-1610-1611)

Volume III – edizione del 1949

Parte III: Appendici e Indici

Opera rarissima e fondamentale per la storia e diffusione del Cristianesimo in Cina.

La Letteratura Arabo-Cristiana e le Scienze nel Periodo Abbaside (750-1250 d.C.)

Atti del 2º convegno di studi arabo-cristiani, Roma 9-10 marzo 2007
Autore/i: AA. VV.
Editore: Zamorani
a cura di Davide Righi. pp. 336, Torino Prezzo: € 36,00

La letteratura arabo-cristiana e le scienze nel periodo abbaside Teologia, filosofia, storia, medicina, matematica, astronomia sono solo alcune delle scienze (‘ulum) che la civiltà dell’Islam ha recepito in particolare grazie all’opera dei cristiani. Esse furono sviluppate durante il periodo abbaside quando il contributo dei cristiani nel veicolare il sapere scientifico attraverso il lavoro di elaborazione e traduzione dei testi, in arabo e dall’arabo, fu fondamentale.
Il convegno tenutosi a Roma il 9-10 marzo 2007 si è proposto di mostrare l’apporto dei cristiani siriaci e arabi nei vari settori delle scienze nonché nei campi della patristica, della polemistica e della storia. La loro opera impresse decisivo vigore e impulso, non solo alla civiltà araba e dell’Islam nel suo insieme, ma anche allo sviluppo delle scienze nel mondo europeo.

Nel volume:

  • Samir Khalil Samir, La rivoluzione culturale introdotta a Bagdad dai Cristiani
  • Bartolomeo Pirone, Gli albori dell’Islam in tre storici arabocristiani
  • Manuela Galizia, Il Corano e la tradizione cristiana siriaca
  • Vittorio Berti, La scuola di Bašoš nella storia e nella cultura siro-orientale
  • Salvatore Santoro, Timoteo I (728-823): espressione della chiesa nestoriana al suo apogeo
  • Paola Pizzo, La geografia religiosa a Edessa al tempo di Teodoro Abu Qurrah. Notizie dal «Trattato sull’esistenza del creatore e sulla vera religione»
  • Wafik Nasry, The Place of Reason in an Early Arab-Christian-Muslim Dialogue
  • Davide Righi, «Dio da Dio» «Luce da luce»: evoluzione della cristologia in Abramo di Tiberiade
  • Rosanna Budelli, L’epistola di Hunayn Ibn Ishaq e la critica alle fonti arabe della medicina
  • Olga Lizzini, Critica dell’emanazione e creazione dal nulla in Yahya Ibn ‘Adi
  • Carmela Baffioni, Le cosiddette «mawgudat» in Yahya Ibn ‘Adi
  • Ida Zilio-Grandi, Il «kitab tahhib al-ahlaq» di Yahya Ibn ‘Adi († 974 / 363): riflessioni sul tema dell’etica nel periodo abbaside
  • Samir Khalil Samir, L’edizione critica del «Daf‘ al Hamm» di Elia di Nisibi (975-1046)
  • Paolo La Spisa, Fonti indirette e nuove fonti manoscritte nell’opera teologica di Sulayman al-Gazzi
  • Mariam De Ghantuz Cubbe, Una traccia di attività teologica presso i maroniti nei primi anni del dodicesimo secolo: Tommaso di Kafartab
  • Awad Wadi, Le recensioni arabe della vita di Paolo di Tamma

 

Il Libro per Scacciare la Preoccupazione – tomo 2°

Kitab daf ‘ al-hamm
Autore/i: Elia di Nisibi
Editore: Zamorani
introduzione a cura di Paolo La Spisa e Davide Righi, testo arabo a cura di Samir Khalil Samir sj a fronte del testo tradotto in italiano, traduzione e note a cura di Anna Pagnini, indici a cura di Paola Pizzi. pp. 481-880, 1 foto b/n f.t, Torino Prezzo: € 48,00

Nella Mesopotamia dell’XI secolo un visir musulmano chiede ad un vescovo nestoriano di scrivere per lui una guida spirituale che lo aiuti a scacciare le angosce dell’anima. È così che nasce questo libro molto diffuso nell’antichità e finora inaccessibile al lettore non arabista. Il libro per scacciare la preoccupazione (Kitab daf ‘ al-hamm) è un testo di letteratura sapienziale, un’opera colta ma di facile approccio, organizzata come una raccolta di massime di virtù e vizi contrapposti. Sono parole di saggezza provenienti da filosofi greci, sovrani persiani, dal monachesimo cristiano d’oriente e dalle tradizioni musulmane e beduine, testimonianza preziosa dell’ambiente culturale arabo medievale nella molteplicità delle sue radici e nell’omogeneità del suo linguaggio.
L’edizione presenta il testo arabo nell’edizione critica stabilita da Samir Khalil Samir e la traduzione a fronte in italiano corredata di ampie note a cura di Anna Pagnini, con una approfondita introduzione storica ed è corredata da indici analitici, dei personaggi e luoghi citati nel testo, dei termini chiave delle citazioni bibliche e coraniche.

Samir Khalil Samir egiziano di nascita, dottore di ricerca in islamologia (Aix-en-Provence) e in scienze orientali cristiane (Roma), Samir è professore presso l’Université S. Joseph di Beyrut, al Pontificio Istituto Orientale di Roma e alla Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Parigi («Centre Sèvres»), e tiene ogni anno decine di conferenze in congressi e nelle università. Ha fondato ed è direttore del CEDRAC (Beyrut). Ha curato parecchie pubblicazioni: più di una quarantina di volumi su pensatori arabi quali Abu Qurrah, Yaḥyā Ibn ‘Adi, Sawirus Ibn al-Muqaffa‘, Ḥunayn Ibn Ishaq, Bulus al-Buši; gli ultimi essendo Cento domande sull’islam (tradotto in spagnolo e polacco, e presto in inglese e francese) e Rôle culturel des chrétiens dans le monde arabe; e oltre cinquecento articoli in varie lingue, sia di islamologia che di studi sull’Oriente cristiano.

Anna Pagnini Laureata in Lingua e Letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (1984-1986), dottore di ricerca in linguistica semitica all’Università di Firenze nel settembre 1993, ricercatrice presso l’Istituto Orientale di Napoli dal 1995, docente presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Genova. Tra le sue principali pubblicazioni: Matal e verso a confronto. Una questione di poetica araba classica alla luce di un’analisi paremiologica, Firenze 1998, in «Quaderni di Semitistica» 20 ed anche in «Quaderni di studi arabi» 16; La battaglia di Tebe di Nagib Mafuz: un romanzo nazionalista di ambientazione storica, in Tradizione e modernizzazione in Egitto 1798-1998, a cura di Paolo Branca, Milano, 2000. È deceduta il 15 aprile 2004.

Il Libro per Scacciare la Preoccupazione – tomo 1°

Kitab daf ‘ al-hamm
Autore/i: Elia di Nisibi
Editore: Zamorani
introduzione a cura di Paolo La Spisa e Davide Righi, testo arabo a cura di Samir Khalil Samir sj a fronte del testo tradotto in italiano, traduzione e note a cura di Anna Pagnini, indici a cura di Paola Pizzi. pp. 480, 1 foto b/n f.t, Torino Prezzo: € 48,00

Nella Mesopotamia dell’XI secolo un visir musulmano chiede ad un vescovo nestoriano di scrivere per lui una guida spirituale che lo aiuti a scacciare le angosce dell’anima. È così che nasce questo libro molto diffuso nell’antichità e finora inaccessibile al lettore non arabista. Il libro per scacciare la preoccupazione (Kitab daf ‘ al-hamm) è un testo di letteratura sapienziale, un’opera colta ma di facile approccio, organizzata come una raccolta di massime di virtù e vizi contrapposti. Sono parole di saggezza provenienti da filosofi greci, sovrani persiani, dal monachesimo cristiano d’oriente e dalle tradizioni musulmane e beduine, testimonianza preziosa dell’ambiente culturale arabo medievale nella molteplicità delle sue radici e nell’omogeneità del suo linguaggio.
L’edizione presenta il testo arabo nell’edizione critica stabilita da Samir Khalil Samir e la traduzione a fronte in italiano corredata di ampie note a cura di Anna Pagnini, con una approfondita introduzione storica ed è corredata da indici analitici, dei personaggi e luoghi citati nel testo, dei termini chiave delle citazioni bibliche e coraniche.

Samir Khalil Samir egiziano di nascita, dottore di ricerca in islamologia (Aix-en-Provence) e in scienze orientali cristiane (Roma), Samir è professore presso l’Université S. Joseph di Beyrut, al Pontificio Istituto Orientale di Roma e alla Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Parigi («Centre Sèvres»), e tiene ogni anno decine di conferenze in congressi e nelle università. Ha fondato ed è direttore del CEDRAC (Beyrut). Ha curato parecchie pubblicazioni: più di una quarantina di volumi su pensatori arabi quali Abu Qurrah, Yaḥyā Ibn ‘Adi, Sawirus Ibn al-Muqaffa‘, Ḥunayn Ibn Ishaq, Bulus al-Buši; gli ultimi essendo Cento domande sull’islam (tradotto in spagnolo e polacco, e presto in inglese e francese) e Rôle culturel des chrétiens dans le monde arabe; e oltre cinquecento articoli in varie lingue, sia di islamologia che di studi sull’Oriente cristiano.

Anna Pagnini Laureata in Lingua e Letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (1984-1986), dottore di ricerca in linguistica semitica all’Università di Firenze nel settembre 1993, ricercatrice presso l’Istituto Orientale di Napoli dal 1995, docente presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Genova. Tra le sue principali pubblicazioni: Matal e verso a confronto. Una questione di poetica araba classica alla luce di un’analisi paremiologica, Firenze 1998, in «Quaderni di Semitistica» 20 ed anche in «Quaderni di studi arabi» 16; La battaglia di Tebe di Nagib Mafuz: un romanzo nazionalista di ambientazione storica, in Tradizione e modernizzazione in Egitto 1798-1998, a cura di Paolo Branca, Milano, 2000. È deceduta il 15 aprile 2004.

Il Nulla e la Croce

Due saggi filosofici su Buddhismo e Cristianesimo
Autore/i: Tanabe Hajime
Editore: Mimesis
introduzione e traduzione di Tiziano Tosolini. pp. 158, Milano Prezzo: € 14,00

In questi due saggi, tratti dal volume La dialettica del Cristianesimo (1948), Tanabe Hajime intraprende un’appassionata analisi del rapporto tra il pensiero buddhista e la fede cristiana. Concetti fondamentali come quelli del ritorno “da Paolo a Gesù”, del “nulla eppure amore”, dell’unità triadica dell’amore e dell’interpretazione esistenziale della morte-risurrezione, sono solo alcune delle nozioni che egli elabora a partire dalla dialettica della mediazione assoluta, una dialettica in cui tutte le cose sorgono e si costituiscono attraverso la loro reciproca negazione e affermazione. Il “Nulla assoluto” assume ora i contorni religiosi-filosofici della conversione di sé, o dell’autoconsapevolezza religiosa, che tenta di sintetizzare al suo interno le verità delle religioni storiche dando così vita a una simbiosi creativa tra Cristianesimo, marxismo e buddhismo giapponese.

Tanabe Hajime (1885–1962) è con Nishida Kitaro e Nishitani Keiji il filosofo più rappresentativo della cosiddetta “Scuola di Kyoto”, un gruppo di intellettuali che ha dato vita ad una delle esperienze più creative e influenti nel panorama di pensiero del Giappone moderno e contemporaneo. Autore di numerosissimi saggi, Tanabe visse una vita di profonda semplicità e completamente dedita alla ricerca filosofica.

Tiziano Tosolini, missionario Saveriano. Vive a Osaka, in Giappone, e collabora con il Nanzan Institute for Religion and Culture di Nagoya. Di Nishida Kitaro ha tradotto La logica del luogo e la visione religiosa del mondo (Palermo 2005), con E. Fongaro e C. Saviani il volume di J. W. Heisig Filosofi del nulla. Un saggio sulla scuola di Kyoto (Palermo, 2007), e da ultimo l’importante opera di Tanabe Hajime Filosofia come metanoetica (Milano 2011).

Una Corrispondenza Islamo-Cristiana sull’Origine dell’Islam

Autore/i: Ibn al-Munağğim; Qusṭā Ibn Lūqā
Editore: Zamorani
a cura di Ida Zilio-Grandi e Samir Khalil Samir SJ. pp. 320, Torino Prezzo: € 30,00

«È possibile conciliare la fede con la ragione? Ha senso motivare logicamente la propria appartenenza religiosa? Ed è possibile, per via di ragione, indurre gli altri all’abiura, imponendo loro la propria Verità?»

Attorno a queste domande cruciali ruota la corrispondenza tra il colto msulmano mu‘tazilita Ibn al-Munaggim e il medico e matematico cristiano melchita Qusta ibn Luqa, corrispondenza databile alla fine delIX secolo dopo Cristo – in pieno III secolo secondo l’era islamica – nella splendida Bagdad degli Abbasidi, allora sede privilegiata delle scienze, delle arti e della filosofia. Nella sua Epistola, l’autore musulmano mira a dimostrare matematicamente (burhan handasi) la verità dell’Islam e del miracoloso messaggio coranico, messaggio ineguagliabile sia sotto l’aspetto veritativo sia sotto l’aspetto estetico. Qusta ibn Luqa, nella sua Risposta, lo confuta punto per punto, con una dissertazione serrata, di tagliente lucidità, sulla base della logica e delle scienze greche.

Samir Khalil Samir Professore presso l’Université S. Joseph di Beyrut, al Pontificio Istituto Orientale di Roma e alla Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Parigi («Centre Sèvres»), ha fondato ed è direttore del CEDRAC (Beyrut). Ha curato volumi sui pensatori arabi Abu Qurrah, Yahya Ibn ‘Adi, Sawirus Ibn al-Muqaffa‘, Hunayn Ibn Ishaq, Bulus al-Busi; Cento domande sull’islam e Rôle culturel des chrétiens dans le monde arabe.

Ida Zilio Grandi Insegna Lingua e Cultura araba nell’Università di Genova e, nell’Università di Urbino, Storia della religione nel mondo islamico e Storia della letteratura araba. Tra le sue principali pubblicazioni, la traduzione con introduzione e note di Ibn Sirin, Il libro del sogno veritiero, di Qadi ‘Iyad, I miracoli del Profeta, di Ahmad al-Tifasi, Il libro delle pietre preziose; e la monografia Il Corano e il male.

Collera e Luce

Un prete nella rivoluzione siriana
Autore/i: Dall’Oglio Paolo
Editore: Emi
traduzione dal francese di Cristina Frescura, rivista e aggiornata dall’Autore pp. 172, Bologna Prezzo: € 12,90

“La mia coscienza cristiana è chiaramente lacerata. Da un lato, vi è un desiderio radicale di portare fino in fondo la rivoluzione contro questo regime. Ma dall’altro, poco o tanto, questo pare provocherebbe una islamizzazione radicale della Siria e creerebbe le condizioni per una definitiva emarginazione della comunità cristiana. Confesso di provare anche, dentro di me, un desiderio di vendetta contro coloro che ci hanno fatto così tanto male …”

L’inferno della guerra civile scoppiata in Siria, dopo mesi di contestazioni popolari analoghe a quelle delle altre «primavere arabe», non poteva indurre uno come Paolo Dall’aglio alla scelta del silenzio.
Padre Paolo ha imparato a conoscere e amare la gente siriana attraverso una condivisione di vita lunga vent’anni. In questo libro, ritrova il filo rosso della sua biografia che lo ha condotto all’incontro con l’islam nel Medio Oriente, e in quella maniera così intensa e duratura. Ma, soprattutto, l’autore racconta il contesto di questa sanguinosa rivoluzione vista così da vicino. Per questo può elaborare un’analisi alternativa a quelle spesso affrettate dei media, capace di prendere in conto anche le «ragioni» dei «terroristi». E schierandosi nettamente contro Bashar al-Asad, di cui aveva osservato il carattere dispotico in tempi non sospetti, nonostante il buon trattamento che, per ragioni politiche, il suo regime riservava alla minoranza cristiana.
Lotta per la libertà, e strumentalizzazioni di tale lotta; dialogo con i musulmani, e posizioni (differenziate) dei cristiani; negoziati falliti, e volontaria impotenza dell’Occidente; la determinazione dei giovani: tutti i volti e i temi del dramma siriano e mediorientale trovano posto nella mente e nel cuore, nell’umana collera e nella luce della fede di padre Dall’Oglio.

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Introduzione di Eglantine Gabaix-Hialé

Lettera a un giovane europeo

1. Impegnarsi

2. Comprendere e perseverare

3. Accettare o fuggire

4. Combattere

5. Operare per la mediazione

6. A rischio di islamizzazione

7. Prefigurare l’avvenire

8. La Siria nel cuore

Postfazione all’edizione italiana di Paolo Dall’Oglio

Scheda cronologica. La Siria dal Mandato francese ai nostri giorni

Ringraziamenti

Il Tao della Mistica

Le vie della contemplazione tra Oriente e Occidente
Autore/i: Raguin Yves
Editore: Fazi
introduzione di Maciej Bielawski pp. XVI-458, Roma Prezzo: € 18,00

Raguin, missionario gesuita e autore del più importante dizionario della lingua cinese, è uno dei massimi esperti di spiritualità orientale. Mettendo a confronto le pratiche di meditazione della tradizione cristiana e di quella asiatica, ha costruito un monumento al dialogo interreligioso.

Il testo trae origine da una serie di lezioni sul tema della contemplazione tenute nel 1976 da Yves Raguin nell’Institute of East Asian Spirituality. Raguin abbraccia subito una prospettiva di ampio respiro, concentrandosi sulle pratiche contemplative in Oriente e Occidente e considerandole contributi alla stessa ricerca di Dio che accomuna l’intera umanità. La meditazione, lo stare seduti in preghiera, la consapevolezza, la mistica, la parola e il silenzio, la pienezza e il vuoto, l’amore sono alcuni dei temi affrontati da Raguin nel suo confrontarsi con taoismo, buddismo, yoga, confucianesimo, zen e altre culture ancora. Il risultato è un ricco manuale che illustra come la spiritualità sia stata declinata nelle diverse culture: ogni tassello del mosaico composto da Raguin rivela qualcosa in più dell’anelito spirituale dell’uomo.

Panikkar

Un uomo e il suo pensiero
Autore/i: Bielawski Maciej
Editore: Fazi
pp. 320, nn. tavv. b/n f.t., Roma Prezzo: € 18,00

Il primo ritratto completo di Raimon Panikkar.
Immergersi nella biografia di Raimon Panikkar (1918-2010) è come aprire una finestra su quelle che saranno le vite degli uomini di domani. Nato a Barcellona da madre catalana e padre hindu, Panikkar è stato chimico, filosofo, teologo, numerario dell’Opus Dei, sacerdote cattolico, docente universitario, marito, scrittore, ma anche amico, “maestro”, “profeta” e molto altro ancora. Vestito all’europea o in sandali e dhoti, a Bonn, Roma, Varanasi, Santa Barbara o Tavertet, quest’uomo ha penetrato la saggezza di culture e religioni diverse e ha saputo gettare un nuovo sguardo sulla tradizione cristiana e occidentale. La figura di Panikkar appartiene oggi alla leggenda, alimentata in parte da lui stesso, in parte «dilatata, rafforzata e diffusa da tutti quelli che l’hanno conosciuto». Bielawski la riprende con dedizione e rispetto, prova a distillare l’uomo dal “mito” raccontandone la vita e presentando il suo pensiero. In questo viaggio incontriamo teorie ardite, come la visione cosmoteandrica o advaitica, e preziose riflessioni sulla secolarità sacra, sul buddhismo e sulla trinità radicale. Passo dopo passo, il percorso apparentemente erratico del filosofo di Tavertet rivela una profonda coerenza, poiché l’apertura universale, la fiducia cosmica, la passione per Cristo e una coraggiosa ricerca della libertà fanno da filo rosso. Bielawski individua il senso di questo cammino unico e ci guida con trasporto nel “labirinto” Panikkar.

«Sono partito cristiano, mi sono scoperto hindu e ritorno buddista, senza avere mai cessato di essere cristiano». (Raimon Panikkar)

«Nella vita di Pannikkar è condensata la teologia del futuro». (Vito Mancuso)

Maciej Bielawski, nato in Polonia nel 1963, da vent’anni in Italia, vive a Verona. Studioso, teologo, scrittore, traduttore, pittore, è autore di diversi libri tra cui Il cielo nel cuore (2002), Il monachesimo bizantino (2003), La luce divina nel cuore. Introduzione alla Filocalia (2007). Cura il blog dedicato a Raimon Panikkar.

Incontri con l’Altro e Incroci di Culture

’Uyûn al-Akhbâr – Studi sul mondo islamico
Autore/i: AA. VV.
Editore: Il Ponte Editrice
a cura di Daniele Cevenini e Svevo D’Onofrio, introduzione di Giulio Soravia pp. 356, ill. b/n, Bologna Prezzo: € 19,00

Il tema affontato è di grande attualità e importanza: nel clima di uno strumentalizzato scontro di civiltà, che cosa può rispondere il variegato mondo islamico? Che esempi felici di incontri e di dialogo si sono manifestati nella sua storia e civiltà? Che intersezioni e incroci vi si sono realizzati? Tutto ciò mantendendo fede alla impostazione di un volume “a tutto raggio”, comprensivo cioè di sezioni che abbracciano la varietà di ciò che cade sotto l’etichetta “islam”, non solo sotto il profilo geografico, dai paesi arabi e mediterranei fino all’Indonesia, ma soprattutto parlandoci di arte, letteratura, storia, sufismo e quant’altro. In questo volume con un’ulteriore sezione su quanto accade oggi in Italia tra le comunità musulmane e la società circostante.

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Introduzione di G. Soravia

Arte

C. Bellini, Il sovrano e l’arciere: tracce islamiche nell’arte buddhista del Ladak

A. Spinelli, Dal grande tappeto di Pazyryk al motivo tessile herati – un’ipotesi

Letteratura

A. Addous, Mustafà Wahbi At-Tall (’Arar). Il poeta della Giordania (1889-1949)

M. Bazzocchi, Il pensiero politico di Muhammad ’Abduh fra le righe del libro L’Islam e il Cristianesimo di fronte alla scienza e al potere civile

G. Soravia, W. S. Rendra, 20 poesie scelte

L. Zanella, Il sorgere del teatro nella cultura arabo-islamica: antiche difficoltà, insospettate radici e inarrestabile entusiasmo

S. Zoppellaro, Un moderno passaggio di testi fra Oriente, Occidente e ritorno: note su Hafiz, Goethe e Iqbal

Storia

F. Foschini, Minoranze religiose in Afghanistan: un profilo storico delle comunità Hindu e Sikh (1747-1929)

E. Lo Bue, Islam e Cristianesimo nel Tibet buddhista: il caso del Ladak

M. Martelli, Chymica graeco-syriaca. Osservazioni sugli scritti alchemici pseudo-democritei nelle tradizioni greca e siriaca

Gh. Sayaf, Usama ibn Munqid. In figura poliedrica di un principe siriano nel medioevo delle Crociate, cronista, letterato, poeta, cavaliere, diplomatico

Comunità regionali

E. Cavagni, Il rapporto tra Baha’i e Islam a Parma

P. La Gamma, All’ombra del minareto. Realtà islamiche a Bologna

Sufismo

D. Cevenini, L’amico nelle sembianze del nemico

M. K. Zanjani Asl, «Il sufismo è libertà e magnanimità». Umanesimo e tolleranza presso i maestri iraniani nella Tadkirat al-Awliya’ di ’Attar (traduzione di S. D’Onofrio)

Elenco degli autori

Maria, Gesù e il Cristianesimo nella Visione Islamica

Autore/i: Shomali Mohammad Ali
Editore: Il Cerchio
traduzione di Hanieh Tarkian. pp. 48, Rimini Prezzo: € 6,00

I musulmani credono nell’uniformità di tutte le rivelazioni e profezie.
Essi riconoscono e credono in tutti i Profeti e considerano tutti i credenti in Dio membri della stessa comunità di fede.
L’Unicità di Dio si manifesta nell’unità delle Sue rivelazioni e deve riflettersi nell’unità di tutti i credenti in Dio.
Il Corano invita tutte le genti di fede, come cristiani e ebrei, a unire i loro sforzi e a concentrarsi su ciò che li accomuna, e uno dei modi migliori per ottenere unità e fratellanza è di conoscerci a vicenda, superare i pregiudizi storici che impediscono una reciproca conoscenza obbiettiva e sviluppare i punti in comune, conformemente a ciò che disse l’imam Alì: “La gente è nemica di ciò che non conosce”.
E’ con tale spirito che è stato scritto questo saggio, in cui ci si è sforzati di ritrarre una concisa e accurata immagine di Maria e di Gesù nell’Islam e di spiegare perchè i musulmani e i cristiani dovrebbero perseguire un dialogo sincero e fecondo.

Mohammad Ali Shomali è il Direttore dell’Istituto Internazionale di Studi Islamici di Qum e decano agli studi post-laurea della jami’at al-Zahra.
Dal 2009 è redattore capo di Message of Thaqalayn.
Studioso molto attento e interessato al dialogo interreligioso, ha organizzato e partecipato a numerose conferenze in diversi Paesi e ha curato numerose pubblicazioni.

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INTRODUZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA
INTRODUZIONE
MARIA, GESÙ E IL CRISTIANESIMO NELLA VISIONE ISLAMICA
NOTE
BIBLIOGRAFIA

Les Grecs, les Arabes et Nous

Enquête sur l’islamophobie savante
Autore/i: AA. VV.
Editore: Librairie Arthème Fayard
pp. 374, Paris Prezzo: € 25,00

La peur des Arabes et de l’islam est entrée dans la science. On règle à présent ses comptes avec l’Islam en se disant sans « dette » : « nous » serions donc supposés ne rien devoir, ou presque, au savoir arabo-musulman. L’Occident est chrétien, proclame-t-on, et aussi pur que possible.
Ce livre a plusieurs « affaires » récentes pour causes occasionnelles. Occasionnelles, parce que les auteurs, savants indignés par des contre-vérités trop massives ou trop symptomatiques, s’appuient sur ces dé-bats pour remettre à plat le dossier de la transmission arabe du savoir grec vers l’Occident médiéval. Occasionnelles, parce que les différentes contributions cherchent à cerner la spécificité d’un moment, le nôtre, où c’est aussi dans le savoir que les Arabes sont désormais devenus gênants.
Il est donc question ici des sciences et de la philosophie arabo-islamiques, des enjeux idéologiques liés à l’étude de la langue arabe, de ce que « latin » et « grec » veulent dire au Moyen Age et à la Renaissance, de la place du judaïsme et de Byzance dans la transmission des savoirs vers l’Europe occidentale, du nouveau catholicisme de Benoît XVI, de l’idée de « civilisation » chez les historiens après Braudel, des nouveaux modes de validation des savoirs à l’époque d’Internet, ou de la manière dont on enseigne aujourd’hui l’histoire de l’Islam dans les lycées et collèges.
Il est question dans ce livre des métamorphoses de l’islamophobie. Pour en venir à une vue plus juste, y compris historiquement, de ce que nous sommes : des Grecs, bien sûr, mais des Arabes aussi, entre autres.

Irène ROSIER CATACH, Directrice de recherches au CNRS, Directrices d’Etudes à l’Ecole Pratique des Hautes Etudes (section des sciences religieuses).

Philippe Büttgen, Chargé de recherches au CNRS.

Alain de LIBERA, Directeur d’Etudes à l’Ecole Pratique des Hautes Etudes (section des sciences religieuses).

Marwan RASHED, Professeur à l’Ecole Normale Supérieure (ULM).

Henri Le Saux

Monaco, mistico e profeta del dialogo con l’induismo
Autore/i: AA. VV.
Editore: Cittadella
a cura di Paolo Trianni, prefazione di Piero P. Giorgi. pp. 304, Assisi Prezzo: € 18,50

Il volume presenta in modo organico, attraverso una polifonia di contributi, la vita, la teologia e la spiritualità del monaco benedettino Henri Le Saux (Saint-Briac, 30 agosto 1910 – Indore, 7 dicembre 1973). Missionario in India dal 1948, Henri Le Saux ha fondato l’ashram cristiano di Shantivanam e ha condiviso la vita dei sannyasin indù, fino a raggiungere esperienze mistiche di straordinaria intensità che rappresentano una pietra miliare nel dialogo intrareligioso con l’induismo.

La Persecuzione dei Cattolici in Cina

Autore/i: Laogai Research Foundation
Editore: Sugarco
pp. 144, Milano Prezzo: € 12,50

Mao Zedong considerava i cristiani pericolosi nemici – anche se inermi – per sé e per il Partito e l’ansia religiosa degli esseri umani una sovrastruttura borghese. Il Partito pone se stesso, cioè lo Stato, al centro dell’universo e tutto deve servire a rafforzare il suo potere, perciò i criminali vanno puniti e « rieducati » attraverso il lavoro. A tal fine si riempiono i laogai, campi di concentramento mascherati da industrie o fattorie che esportano in Occidente buona parte dei loro prodotti a prezzi – ovviamente – molto competitivi. Questi campi sono ancora oggi attivi e operanti. Il loro numero e quello dei prigionieri è segreto di Stato. Harry Wu – fondatore della Laogai Research Foundation – e i dissidenti che sono in contatto con lui ne hanno individuati almeno mille; da tre a cinque milioni sono le persone che si ritiene siano attualmente detenute nei campi. Insieme con i criminali comuni sono imprigionati dissidenti, ministri e fedeli di diverse religioni. In queste prigioni, dopo sedici ore di lavoro forzato, i prigionieri subiscono un sistematico lavaggio del cervello per venire «rieducati». Dal 1949 a oggi, in Cina sono perseguitati i seguaci di ogni religione, soprattutto i cattolici, considerati pericolosi sovversivi al soldo di una potenza straniera (lo Stato del Vaticano). Ma anche i monaci buddisti hanno subito veri e propri stermini. Dal marzo 2011 a oggi una trentina tra monache e monaci tibetani si sono dati fuoco per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale su tali questioni, ma il silenzio delle istituzioni è ancora assordante. Il presente testo, che raccoglie numerose testimonianze, è corredato da foto di campi di prigionia, di detenuti, di persone scomparse e di moderni martiri della religione.
In Italia Toni Brandi ha fondato nel 2005 la Laogai Research Foundation Italia che collabora con la sede di Washington per sensibilizzare i mass media e le autorità politiche occidentali sulla continua violazione dei diritti umani in Cina, organizzando conferenze stampa, mostre fotografiche e convegni. Nel 2010 l’organizzazione è riuscita a far presentare alla Camera dei Deputati un progetto di legge contro l’importazione e il commercio dei prodotti del lavoro forzato.