Dante in Cina

La rocambolesca storia della Commedia nell’Estremo Oriente
Autore/i: Salerno Eric
Editore: Il Saggiatore
pp. 262, ill. b/n, Milano

Con Dante in Cina Eric Salerno ricostruisce le vicende di un personaggio vissuto a cavallo tra Otto e Novecento in un Oriente segnato dalla conquista britannica, dalla guerra sino-giapponese e dalla rivolta dei Boxer. Un personaggio che – superando frontiere linguistiche e barriere culturali – congiunge i maestri di Oriente e Occidente, integra le due tradizioni letterarie e filosofiche e unisce i saperi di questi mondi lontani eppure sorprendentemente vicini. «Voi credete forse che siamo esperti d’esto loco; ma noi siam peregrin come voi siete»: Dante ha condensato una vita in queste poche parole, e Eugenio Volpicelli ne ha fatto il suo manifesto. Nato a Napoli nel 1856 da famiglia nobile, vegetariano integralista, maniaco dell’esercizio fisico, appassionato di testi esoterici, studente modello del Collegio Cinese, nel 1881 Volpicelli lascia la città natale alla volta dell’Oriente e in breve diventa console generale responsabile di tutta la Cina meridionale. Uomo coltissimo, scaltro, poliglotta, sempre in viaggio, dopo aver vissuto a Hong Kong e a Macao, Volpicelli approda a Nagasaki, la Napoli d’Oriente. Dalla Cina al Giappone la Commedia dantesca rimane la sua stella fissa, la missione diplomatica diviene quasi un pretesto per la sua vera missione: diffondere Dante e ritrovarlo in tutto l’Estremo Oriente.

Dante e l’Islam

La controversia sulle fonti escatologiche musulmane della Divina Commedia
Autore/i: Pucciarelli Valeria
Editore: Irfan Edizioni
prefazione di Fabio Tarzia, introduzione dell’autrice. pp. VII-80, ill. b/n, San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 11,00

Dante ha conosciuto a fondo la cultura islamica? Quanto ne è rimasto affascinato? Nel 1919 l’Abate e arabista spagnolo Miguel Asìn Palacios pubblicò un erudito saggio le cui tesi, in Italia, hanno dato il via a una straordinaria quanto controversa polemica. “Dante y el Islam, l’escatologia musulmana en la Divina Comedia”, titolo del suddetto saggio, sostiene che almeno seicento anni prima che il poeta fiorentino ideasse il suo capolavoro, esistevano già nella letteratura araba molteplici tradizioni che narravano di un viaggio notturno di Muhammad dall’inferno al paradiso e contenenti un’accurata descrizione dei regni dell’oltretomba che presenta numerose analogie con il poema dantesco, considerato fino ad allora come il legittimo precursore. Il presente lavoro propone di ripercorrere l’excursus dell’opera di Asìn Palacios in Italia, ricostruendo cronologicamente i momenti salienti del dibattito. (Dall’Introduzione dell’Autrice)

E allora: quali sono i fondamenti culturali dell’Europa? Palacios sembra dirci di andare oltre alle più ampie interpretazioni. L’Occidente non è semplicemente giudaico, greco, latino e poi cristiano, ma anche islamico, o meglio, nel momento in cui l’Europa si fonda (riprendendo l’archetipo del Sacro Romano Impero) lo fa su molte basi, tra cui quel mondo arabo tanto temuto fino ad allora […] E’ molto significativo che proprio Dante […] nel tentativo di rifondazione del cristianesimo, utilizzi, se le ipotesi al riguardo sono fondate, una strumentazione filosofica (è molto dibattuta l’eventualità di un uso della tradizione averroistica) ed escatologica proveniente da una civiltà fino ad allora consideata nemica. (dalla Prefazione di Fabio Tarzia, Facoltà di Scienze della Comunicazione – La Sapienza, Università di Roma)

Valeria Pucciarelli (Roma, 1982), laureata in Scienze e Tecnologie dell’Informazione presso l’Università di Roma La Sapienza, vive a Barcellona (Spagna), ove, oltre a insegnare italiano agli stranieri (nel 2009 ha conseguito l’attestato Ditals presso l’Università Popolare di Roma), è addetta alla formazione del personale per l’impresa Novastock Srl.

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Prefazione di Fabio Tarzia
Introduzione
L’origine della controversia
1.1 La struttura dell’Escatologia
1.2 La tradizione in questione
1.3 Il primo ciclo: redazione A e B
1.4 Il secondo ciclo: redazione A, B e C
1.5 Il terzo ciclo: redazione unica
1.6 Al-Futuhat: la redazione di Ibn Arabi
1.7 La “conferma”: la trasmissione della tradizione musulmana
Conclusioni

2. La critica dantesca
2.1 Le fonti della Divina Commedia nella critica dantesca del ’900
2.2 La critica dantesca sulla Questione delle fonti musulmana
2.3 La prima fase (1919-1933). La critica dantesca nel VI Centenario della morte di Dante Alighieri e il rifiuto della tesi dell’imitazione
2.4 La seconda fase (1949-1972). La scoperta dell’anello mancante
2.5 La terza fase (1991-2008). La critica contemporanea
Conclusioni

3. Dante e la Chiesa
3.1 Benedetto XV
3.2 Paolo VI
3.3 Benedetto XVI
3.3.1 La prima Enciclica
3.3.2 Benedetto XVI e l’Islam
Conclusioni

Bibliografia
Webgrafia

 

Dante e Maometto

Autore/i: Macaluso Giuseppe
Editore: Arti Grafiche Ruiz
prefazione e avvertenza dell’autore. pp. 88, Roma Prezzo: € 12,00

Dalla prefazione e avvertenza dell’autore:
“Questo breve lavoro su Dante e Maometto, se pure – come sembra allo stesso autore – un pò scucito e, disorganico, nel suo insieme, però, è un lavoro che ci voleva, perché mira a far meglio conoscere Dante e Maometto stesso, in quanto ci sia in costoro di veramente duraturo e costruttivo.
Certo, per lettori ancora viventi in abito mentale irto di scrupoli, cosidetti religiosi e confessionali, nonché razziali e culturali, la tesi qui sviluppata troverà seria opposizione. Ma il lavoro non è diretto a tali lettori, perché essi ancora troppo «criticamente immaturi», per comprendere. Di tal che essi «anno occhi e non vedono, anno orecchi e non odono».
Agli altri, dunque, è indirizzato questo lavoro, mirante ad uno scopo unico, che si riassume nella parola: COMPRENSIONE!
Comprendere deve essere il segno distintivo, caratteristico ed inconfondibile, di ogni uomo, che abbia netta la visione della sua dignità di uomo, non lupo per un altro uomo, ma fratello ed amico per qualsiasi altro uomo.
Circa il modo di trascrivere le parole di origine araba, ci siamo attenuti ad una trascrizione con caratteri dell’alfabeto italiano, per modo che, presso a poco, pronunziando con grafia italiana, non troppo ci si discosti dalla retta pronunzia arabica.
Volutamente, non abbiamo ritenuto adottare i segni grafici «scientifici», perché troppo scientifici, in verità, per la stragrande maggioranza dei lettori, anche se colti, e, per questo, absit iniuria….
Intanto, si tenga presente, che, l’h finale, in genere, è muta li vale come semplice aspirazione; perciò, Allàh. lo si legga Allà.[…]”

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Prefazione ed avvertenze
Maometto fra Dante e Carlyle
Il Cristianesimo e la Gnosi in Arabia
Il Limbo la pena del danno
Avicenna, Averroè, Saladino
Maometto, Alì e Fra Dolcino
Segarelli, Fra Dolcino e i Fratelli Apostolici
Maometto, Alì, Dante
Maometto il dannato beato
Note

Il Libro della Scala di Maometto

Autore/i: Anonimo
Editore: Bur
a cura di Anna Longoni, con un saggio di Maria Corti; testo latino a fronte pp. LXXII-368, Milano Prezzo: € 13,00

La rappresentazione dei segreti dell’aldilà ha stimolato la fantasia dei narratori anche nel mondo musulmano, come già in quello ebraico e cristiano: un angelo gigantesco a forma di gallo, una penna fatta di luce che scrive su una tavola i nomi dei beati e dei dannati, fiumi di pietre preziose, mari di fuoco sono solo alcuni dei prodigi che Maometto incontrerà durante il suo viaggio attraverso i cieli, il paradiso e l’inferno. “Il Libro della Scala” è la versione in latino, voluta dal re castigliano Alfonso X il Savio nella seconda metà del Duecento, del racconto tradizionale del mi’raj, l’ascesa del profeta fino all’incontro con Dio. Una suggestiva testimonianza dell’immaginario islamico, che conobbe una vasta diffusione nel Medioevo cristiano e lasciò significativa traccia di sé anche nella Commedia di Dante. Il testo è presentato in una nuova edizione critica e corredato di un saggio di Maria Corti su Dante e la cultura islamica.

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Introduzione di Anna Longoni

Bibliografia

Nota al testo

Il Libro della Scala di Maometto

Dante e la cultura islamica di Maria Corti

Appendice

Indice dei nomi e delle cose notevoli