Rassegna di Studi Etiopici N. S. Vol. IV

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. 288, Roma Prezzo: € 70,00

ARCHAEOLOGY

RODOLFO FATTOVICH, The northern Horn of Africa in the first millennium BCE: local traditions and external connections

LUISA SERNICOLA, New archaeological evidence in the area of ’Addigrat (Eastern Tagray)

ETHNOGRAPHY

SUSANNE EPPLE, Harmful practice or ritualised guidance? Reflections on physical punishment as part of socialisation among the Bashada of southern Ethiopia

HISTORY

PAOLO MARRASSINI, Lord of Heaven

CHRISTIAN ROBIN, Nouvelles observations sur le calendrier de Himyar

LINGUISTICS

GRAZIANO SAVÀ, A few notes on the documentation of Bayso (Cushitic) and Haro (Omotic): fieldwork organisation and data collection

VILLA MASSIMO, Observations on some “broken” plurals of Ge’ez

PHILOLOGY

GIANFRANCESCO LUSINI – MOHAMMED-ALI IBRAHIM MOHAMMED, The Rab’at Dallalat by Mohammed-Ali. A presentation of the Tigre text

REVIEW ARTICLES

ALBERTO CAMPLANI, From Persia to Egypt, from Egypt to Ethiopia: the transmission of knowledge in some recent conferences (2010-2012)

ROMOLO LORETO, Recent studies in pre-Islamic Yemen. An Overview

BULLETIN FOR 2012-2013

BOOK REVIEWS

Ancient Churches of Ethiopia, by David W. Phillipson, Yale University Press, New Haven and London, 2009 (Andrea Manzo)

OBITUARIES

Taddese Tamrat. Personal memories (Bahru Zewde)

I Luoghi Sacri Comuni ai Monoteismi

Tra cristianesimo, ebraismo e islam
Autore/i: Albera Dionigi; Couroucli Maria
Editore: Morcelliana
prefazione degli autori, introduzione di Maria Couroucli Couroucli, traduzione di Monica Martignoni. pp. 272, Brescia Prezzo: € 24,50

Se la rassegna di atti e spazi diversi di devozione accentua le frontiere fra religioni, questo libro sposta il punto di osservazione sui luoghi sacri condivisi nel Mediterraneo, crocevia dei grandi monoteismi: cristianesimo, ebraismo e islam. Luoghi nei quali la concentrazione di differenti etnie, credenze, pratiche, non sempre si traduce in scontro ma in occasione di scambio e convivenza. Le dinamiche dei rituali e delle pratiche culturali descritte da specialisti delle varie aree geografiche, nelle quali sono coinvolti soprattutto gruppi di musulmani e cristiani dell’Europa orientale, consentono un’analisi delle relazioni fra diverse comunità e religioni. La prospettiva è quella di un’antropologia comparativa che ha in queste pagine il suo primo tassello importante per un dialogo interreligioso che trova fondamento nelle origini e nelle ragioni della comunanza di questi spazi, nella domanda sul sacro e sull’alterità, e nel concetto, da più versanti indagato, di sincretismo.

Commento: Questo libro spiega un fenomeno religioso molto presente nel Mediterraneo e tuttavia ancora poco conosciuto: la frequentazione degli stessi santuari da parte di fedeli appartenenti a gruppi religiosi differenti, in luoghi dove le popolazioni si sono adattate nel corse dei secoli a instabilità politiche e religiose. Un libro per far riflettere sulle possibilità del dialogo interreligioso, perchè le religioni sembrano essere “attraversate” le une dalle altre.

Dionigi Albera è un antropologo, directeur de recherche al CNRS e dal 2006 direttore dell’Institut d’Ethnologie Méditerranéenne, Européenne et Comparative (IDEMEC) dell’Università di Aix-Marsiglia (Francia). Ha curato il volume Antropologia del Mediterraneo (Guerini Scientifica 2007).

Maria Couroucli è una antropologa, directeur de recherche al CNRS e affiliata al Laboratoire d’Ethnologie et Sociologie Comparative dell’Università di Nanterre (Francia). È responsabile degli studi sulla Grecia e sui Balcani all’Ecole Française di Atene.

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Prefazione di Dionigi Albera e Maria Couroucli

INTRODUZIONE di Maria Couroucli

La condivisione dei luoghi sacri. Una tradizione mediterranea

1. La condivisione: un’esperienza comune nel Mediterraneo. 8 – 2. Una tradizione di convivenza. 9 – 3. Il punto di vista della lunga durata. 10 – 4. Marginalità e località. 11 – 5. Praticare la mescolanza. 13

GLENN BOWMAN

Processi identitari intorno ad alcuni santuari condivisi in Palestina e in Macedonia

Introduzione. 15 – 1. Sincretismo e antisincretismo: teleologie dei contatti tra culture. 16 – 2. Mar Elyas e Bir es-Saiyideh: comunitarismo in Cisgiordania. 19 – 3. La mescolanza macedone. 22 – 4. Sveti Borogoditsa Prechista. 23 – 5. Sveti Nikola. 26 – 6. Moschea Husamedin Pasha. 30 – 7. Conclusione: multiconfessionalismo e mescolanza religiosa in contesti ortodossi. 32 – Bibliografia. 33

GILLES DE RAPPER

Vakëf. Luoghi religiosi condivisi in Albania

1. Una categoria dell’attività religiosa nell’Albania postcomunista. 36 – 2. Luoghi condivisi. 47

BOJAN BASKAR

Occuparsi del santuario del vicino in Bosnia Erzegovina

1. La «natura» della tolleranza in Bosnia, 58 – 2. Alcuni casi, 62 – 3. Spiegare il sincretismo. Dalle sopravvivenze. – 65 – 4 … all’eredità ottomana. 68 – 5. Superare le frontiere comunitarie. 72 – Bibliografia. 76

GALlA VALTCHINOVA

Il monte della Croce. Condivisione e costruzione di frontiere in un luogo di pellegrinaggio bulgaro

1. Il luogo nella lunga durata: monti Rodopi, zona di incroci e di frontiere, 83 – 2. Frontiere religiose instabili, 86 – 3. Tra dialogo e chiusura: in tolleranze religiose, 89 – 4. Un’etica della mescolanza: il komşuluk, sapere implicito e ideologia esplicita, 91 – 5. L’invenzione del monte della Croce l’apocalittico e l’azione politica, 92 – 6. Rinnovamento religioso e condivisione del luogo sacro, 95 – 7. Verso la monoconfessionalizzazione del monte della Croce. 98 – 8. Conclusione. 100

DIONIGI ALBERA – BENOÎT FLICHE

Le pratiche devozionali dei musulmani nei santuari cristiani. Il caso di Istanbul

Introduzione, 101 – 1. Incroci devozionali a Istanbul, 104 – 2. Sant’Antonio da Padova, 108 – 3. Uno spazio molteplice, 112 – 4. I martedì di sant’Antonio. 116 – 5. In conclusione. 122 – Bibliografia. 125

MARIA COUROUCLI

San Giorgio l’anatolico, signore delle frontiere

1. Luoghi sacri e liminalità, 129 – 2. Syngheneis e synchorianoi: principi di parentela e di territorialità, 131 – 3. Parenti, synghenis, e consanguinei, omoemi: due categorie distinte. 133 – 4. Pratiche sincretiche a Istanbul: i tre tempi della festa di san Giorgio, 135 – 5. Tre temporalità rituali, 138 – 6. Santuari in condivisione, 141 – 7. Memorie del mar Nero, 142 – 8. San Giorgio e Hidrellez, 144 – 9. Dal mito alla storia, 146 – 10. Sincretismo in eredità. 147 – Bibliografia. 149

HENK DRIESSEN

Un santuario ebreo e musulmano nel nord del Marocco. Echi di un passato ambiguo

Introduzione. 153 – 1. Culti e santuari condivisi in Marocco, 154 – 2. La leggenda orale del rabbino Saadia, 154 – 3. Contesto storico ed etnografico del santuario, 157 – 4. Osservazioni conclusive. 159 – Bibliografia. 159

CATHERINE MAYEUR-JAOUEN

Che Cosa condividono i copti e i musulmani d’Egitto? La posta in gioco dei pellegrinaggi

1. Una situazione interconfessionale tesa. 161 – 2. Dalla condivisione complessa al confronto binario: l’evoluzione dei secoli XIX e XX. 165 – 3. Muled copti e muled musulmani: l’esistenza di una cultura festiva comune. 170 – 4. La Vergine, san Giorgio e i santi anonimi: santi comuni?. 172 – 5. Religione locale e religione civica: dal radicamento allo sradicamento. 176 – 6. I muled all’epoca delle tensioni interconfessionali. 179 – 7. Conclusione: un retaggio comune? 185

SANDRINE KERIAKOS

Le apparizioni della Vergine in Egitto. Un luogo privilegiato dell’Incontro tra copti e musulmani

1. Il fenomeno delle apparizioni mariane in Egitto. 188 – 2. Le apparizioni della Vergine a Zaytûn. 191 – 3. La concordanza scritturale. 192 – 4. La devozione mariana in Egitto. 193 – 5. La fuga in Egitto: una tradizione comune. 193 – 6. La concordanza dei racconti e degli atteggiamenti, 195 – 7. I musulmani come garanti. 200 – 8. L’atteggiamento del clero copto, 203 – 9. Il mutismo della Vergine. 204 – 10. La dimensione storico-politica, 205 – 11. Le apparizioni della Vergine: un fenomeno egiziano. 208 – 12. Da una Vergine comune a una Vergine copta: l’evoluzione del fenomeno. 209 – Bibliografia complementare. 214

ANNA POUJEAU

Condividere la baraka dei santi. Visite pluriconfessionali ai monasteri cristiani in Siria

1. Luoghi di culto da visitare, 215 – 2. Il santo, personaggio della contestazione, 217 – 3. Un mondo ai margini, 221 – 4. Spazi pluriconfessionali, 225 – 5. Conclusione. 230 – Bibliografia. 231

CONCLUSIONE di Dionigi Albera

Per un’antropologia del superamento delle frontiere tra le religioni monoteiste

1. La mescolanza religiosa nel Mediterraneo orientale: un fenomeno di lunga durata. 234 – 2. Attraversare la frontiera. 238 – 3. La topografia della mescolanza religiosa. 240 – 4. Le figure della mescolanza, 243 – 5. Protagonisti e strutture delle devozioni miste. 248 – 6. Dinamiche interreligiose. 250 – 7. Una lingua franca. 255

Rassegna di Studi Etiopici N. S. Vol. III

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. 278, Roma Prezzo: € 70,00

HISTORY

S. ANCEL, Centralization and political changes: the Ethiopian Orthodox Church and the ecclesiastical and political challenges in contemporary times

BAHRU ZEWDE, History and conflict in Africa: the experience of Ethiopia-Eritrea and Rwanda

LINGUISTICS

BAYE YIMAM, Modality in Amharic

GETATCHEW HAILE, One more text in ’older Amharic’

P. MARRASSINI, “Early Semites” in Ethiopia?

YAQOB BEYENE, I prestiti italiani in amarico e tigrino

PHILOLOGY

AMSALU TEFERA, Dɘrsana Sɘyon: philological inquiries into the text

ENDRIS MUHAMMED, Some light on an Arabic treatise by sayh Sayyid Muhammad Sadiq (1897-1977)

M. HELDMAN, Two circular diagrams in a royal Ethiopic manuscript (EMML ms. 50): context and meaning

G. LUSINI, The Ethiopic version of the “Story of Ahiqar” (Mashafa Hiqar)

BULLETIN FOR 2010-2011

APPENDIX TO BULLETIN 2010-2011 – Projects in detail: ongoing project

P. BERTELLA FARNETTI – A. TRIULZI, Returning and Sharing Memories (RSM). A research project to revisit tense past in Italy and Ethiopia

GUIDELINES FOR CONTRIBUTORS

Le Chiese in Roccia di Lalibelà e Altri Luogi del Lasta

Estratto da Rassegna di Studi Etiopici, voll. 18-19
Autore/i: Bianchi Barriviera Lino
Editore: Ipocan
pp. 118, 60 tavv., Roma Prezzo: € 18,00

La presente descrizione è da intendersi come un diffuso commento ai disegni architettonici, e alle necessariamente scarne didascalie che li accompagnano nelle tavole originali, qui riprodotte in formato molto rimpiccolito. Proposito di queste pagine, infatti, è di dare, sui monumenti oggetto del presente studio, notizie e precisazioni, soprattutto di carattere architettonico-decorativo, che valgano a chiarire la lettura dei disegni stessi i quali vengono in questa circostanza, e per la prima volta, riprodotti così numerosi in una pubblicazione specializzata. Perciò si è creduto opportuno di non aggiungere alcuna ripresa fotografica nè dei monumenti nè dei loro particolari, che gli studiosi possono trovare in altre opere più o meno abbondantemente illustrate, edite in questi ultimi venti anni e anche prima, la maggior parte delle quali, peraltro, è citata nel corso di questo studio.

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[Volume XVIII]

«Tomba di Adamo»

Petròs-Paulòs

Chiesa di Golgota-Mika’él-Sellase

Chiese di Maryam, Masqal, Datlagèl

Chiesa di Madhane Alam

[Volume XIX]

Chiesa di Amanu’el

Chiesa di Marqorewòs

«Bietalehem»

Chiesa di Gabri’el-Rufa’el

Chiesa di Libanòs

Chiesa di Giyorgis

Chiesa di Wuqrò Masqala Kristòs

Chiesa di Gannata Maryam

Chiesa di Bilbola Qirqòs

Chiesa di Bilbola Giyorgis

Chiesa di Bilbola Arbat’etù Ensesa

Chiesa di Qanqanit Mika’el

Chiesa di Yemrahanna Kristòs

Appendice: Chiesa di Asetan Maryam

Chiesa di Bilbola TuqursA Maryam

Riproduzione delle didascalie originali delle tavole

Studi Etiopici – IV. La Lingua Caffina

Autore/i: Cerulli Enrico
Editore: Ipocan
pp. VI-561, Roma Prezzo: € 36,00

Ho raccolto i materiali linguistici, che studio in questo volume, nel Caffa durante il mio viaggio in Etiopia Occidentale nel 1927-1928. Questi materiali sono da dividere in quattro parlate:

a) Le frasi raggruppate sotto la lettera A (I -8 60) ed i canti (S 1-20), quindi la maggior parte dei dati qui riuniti, sono da riferire alla parlata di Buta, nel Caffa centrale;

b) I testi in prosa (t. 1-6) e le frasi riunite sotto la lettera B (1-73) sono della parlata di Canna, nel Caffa occidentale;

c) le frasi raccolte sotto la lettera C (1-31) appartengono alla parlata di Sasa, nel Caffa sud-occidentale;

d) le frasi sotto la lettera D (1-32) sono della parlata di Mikkira, nel Caffa centrale (stirpe Meco).

L’insieme di questi materiali si riferisce, dunque, al Caffino, come è parlato nella zona centrale ed in quella occidentale del paese.

L’analisi di tali dati mi ha condotto a tracciare la fisonomia di quel linguaggio, che risulta così sostanzialmente differente dalla descrizione fattane da Leo Reinisch nel 1888. Il Reinisch, come è noto, raccolse i suoi dati nell’Eritrea, a ben più di un mese di carovana dal Caffa, e da un servo che, come l’insigne orientalista viennese avvertì, ben poco ricordava della sua lingua materna. Necessariamente, tuttavia, la ricostruzione ipotetica del Reinisch è poi servita di base agli studi comparativi ed ai tentativi di classificazione linguistica del cuscitico. Perciò, anche per le ricerche generali sul cuscitico e sulle relazioni interne dei linguaggi cuscitici, questa mia descrizione del Caffino viene a dare nuovi elementi, che forse potranno indurre a conclusioni diverse da quelle cui si era sin ora giunti partendo dalla provvisoria costruzione del Reinisch.

Non voglio dire, beninteso, che questo mio lavoro pretenda di essere definitivo; anzi, al contrario, desidero proprio sottolineare qui, all’inizio di esso, quanta parte ancora sia da fare alle ricerche avvenire.

Studi Etiopici – III. Il Linguaggio dei Giangerò ed alcune Lingue Sidama dell’Omo (Basketo, Ciara, Zaissè)

Autore/i: Cerulli Enrico
Editore: Ipocan
pp. VI-231, Roma Prezzo: € 31,00

L a descrizione delle lingue Sidama, da me iniziata col secondo volume degli Studi Etiopici, continua in questo terzo volume. Ho già detto che ritengo preferibile far precedere la pubblicazione dei miei materiali Sidama a quella delle mie raccolte nei vari dialetti Guraghe, in modo da poter poi affrontare con maggior conoscenza di causa il problema, sempre complesso, del sostrato cui quelle lingue semitiche si sono sovrapposte.

Dei linguaggi qui studiati si aveva soltanto una breve lista di vocaboli Giangerò pubblicata più di un secolo fa dal Beke; e si sapeva che altri materiali Giangerò, rimasti inediti, si trovano nei quaderni di Antoine d’Abbadie alla Bibliotheque Nationale di Parigi. Del Ciara, dello Zaissè e del Basketo era noto sin ora solo il nome etnico; e si ignorava persino se esso corrispondeva ad un particolare linguaggio.

Desidero dire che, mentre i materiali da me raccolti nel Giangerò mi hanno consentito una descrizione sia pure sommaria di quella lingua, quelli che, come dirò appresso, ho potuto avere pel Basketo, Ciara e Zaissè mi sono serviti sopra tutto a tracciare alcune note grammaticali, le quali se, a mio parere, sono sufficienti a far classificare tali linguaggi nel gruppo Sidama dell’Omo, hanno tuttavia carattere di provvisorietà e debbono essere completate, da ulteriori raccolte, che mi auguro altri studiosi vorranno fare.
Ho raccolto i materiali Giangerò, qui pubblicati, nella massima parte nel 1926 in Addis Abeba da vari informatori nativi di quella regione e portati in stato di schiavitù nella capitale etiopica.

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Il limguaggio dei Giangerò

Il linguaggio dei Basketo

Il linguaggio dei Ciara

Il linguaggio degli Zaissè

La Croce e la Spada. I Francescani e l’Islam nel Duecento

Autore/i: Ajello Anna
Editore: Ipocan
pp. 200, Roma Prezzo: € 18,00

Il viaggio di Francesco d’Assisi in Oriente e l’incontro a Damietta con il sultano al-Malik al-Kāmìl, aprirono nuovi orizzonti nell’attività missionaria dei minores spingendoli sull’altra sponda del Mediterraneo, al confronto con il “nemico” musulmano.

Il libro ripercorre la storia della missione francescana tra i Saraceni durante il primo secolo di vita dell’Ordine, dalle prime esperienze dei martiri del Marocco al pontificato di Niccolò IV. Motivi ispiratori, metodologie e realizzazione della missione nell’Oriente islamico e soprattutto nel mondo musulmano maghrebino, vengono analizzati nel più vasto orizzonte dei rapporti tra Cristianità e Islam e della politica papale nel Mediterraneo nel XIII secolo.

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Introduzione

Capitolo primo

Aspetti e significati della missione francescana tra i Saraceni (1220-1254)

1.1. Il sogno di Innocenzo III: un progetto per la Cristianità

1.2. Sulle rovine della Chiesa d’Africa: tentativi di ricostruzione

1.3. Innocenzo IV e il I Concilio di Lione

1.4. La grande impresa marocchina

1.5. Adam Marsh: gladius materialis e gladius spiritualis

Capitolo secondo

Ulteriori sviluppi (1254 -1292)

2.1. La Cristianità «minacciata»

2.2. L ’Opus Maius e l’epistola a Clemente IV di Ruggero Bacone

2.3. Gregorio X e il II Concilio di Lione

2.4. Il Trattato De recuperatione Terrae Sanctre di Fidenzio da Padova

2.5. Niccolò IV e la tormentata fine del secolo

Capitolo terzo

Il volto dell’Islam

3.1. Crociate di carta

1.1. Temi e contenuti della tradizione polemica bizantina 1.2. Temi e contenuti della tradizione polemica iberica

3.2. Il “volto” dell ’Islam nella “polemistica” francescana del ’200. Temi e contenuti.

2.1. La natura teologica dell’Islam 2.2. Maometto

2.3. Lex falsa, carnalis, diabolica 2.4. L ’Aldilà

2.5. Culto e Gihad

3.3. L’Islam visto da vicino

Conclusioni Bibliografia

Indice delle abbreviazioni

Indice dei nomi e delle cose notevoli

Indice dei luoghi

Raccolta di Scritti Editi e Inediti – IV. Diritto Musulmano. Diritti Orientali Cristiani

Autore/i: Nallino Carlo Alfonso
Editore: Ipocan
a cura di Maria Nallino pp. IV-724, Roma Prezzo: € 36,00

Credo necessario premettere alcuni cenni sul criterio con cui ho ordinato gli scritti di questo volume, criterio diverso da quello seguito nei precedenti, nei quali i vari scritti si succedono secondo l’argomento a cui si riferiscono. Ho preferito riprodurli nel loro ordine cronologico, anziché ordinarli secondo la materia. Ad essi ho premesso i tre scritti che riguardano esclusivamente il diritto musulmano, di cui uno, il terzo, è l’abbozzo inedito per la comunicazione fatta da mio padre al Congresso internazionale di diritto romano tenutosi a Roma nel 1933…

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Diritto musulmano

Delle assicurazioni in diritto musulmano hanafita

Considerazioni sui rapporti fra diritto romano e diritto musulmano

A proposito di alcuni studi sui diritti orientali

Il diritto musulmano nel Nomocanone siriaco cristiano di Barhebreo

Ancora il Libro siro-romano di diritto e Barhebreo

Παϱϱησία e nozze senza scrittura nel Libro siro romano di diritto

Libri giuridici bizantini in versioni arabe cristiane dei sec. XII-XIII

Apokeryxis e diseredazione nel Libro siro romano di diritto

Di alcuni passi del Libro siro romano di diritto concernenti le successioni

Pherne nel senso di Doantio propter nuptias in scritti siriaci e giudaici

Sul Libro siro romano di diritto e sul presunto diritto siriaco

Intorno al divieto romano imperiale dell’affratellamento e ad alcuni paralleli arabi

Il diritto successorio presso i Siri Cristiani

Compendio di Letteratura Copta

Autore/i: Lambdin Thomas O.
Editore: Ananke
traduzione dall’inglese e dal copto e commento grammaticale di Alberto Elli pp. 202, Torino Prezzo: € 35,00

Testo fondamentale per lo studio dell’egittologia e della papirologia e per gli studiosi del Nuovo Testamento, il volume è il complemento essenziale al Corso di Copto Sahidico.

Il compendio riporta brani essenziali della letteratura religiosa copta: il Vangelo di San Luca, Apophthegmata patrum, La sapienza di Salomone, La vita di Giuseppe il falegname. Commentato in stile semplice, ogni brano comprende il testo originale, la traduzione, l’apparato grammaticale e il glossario, in modo da consentire anche uno studio autodidatta della lingua.

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Considerazioni introduttive

Vangelo di San Luca

Apophthegmata patrum

La Sapienza di Salomone

La vita di Giuseppe il falegname

Traduzione e commento delle Letture

Corso di copto sahidico – Errata corrige

Atti della R. Accademia Nazionale dei Lincei – Anni CCCVII-CCCXXV 1910-1928

Memorie della classe di scienze morali, storiche e filologiche. Serie quinta, volume XIII
Autore/i: Gottheil R. J. H.
Editore: Tipografia della R. Accademia dei Lincei
pp. 498, Roma Prezzo: € 180,00

Il glossario di Bar ’Alî occupa un posto assai importante nella lessicografia siriaca; esso riassume le due opere più antiche di tal genere, quella del celebre Honein e l’altra di Abû Yahyâ di Merw (secondo il Duval, identico con Zaccaria di Merw) ambedue perdute. Nonostante questa sua importanza, solo la prima metà ne era stata pubblicata dall’Hoffmann, secondo il codice di Gotha che pare più accostarsi alla forma originale. La speranza espressa dall’ illustre autore dell’ opera “La Littérature syriaque”, il Duval, che l’edizione fosse compiuta, è certo nudrita ugualmente da tutti i cultori degli studi siriaci.

A questo si è accinto il prof. R. Gottheil della Columbia University di Nuova York. Egli ha confrontato i migliori mss. dell’ opera, e ha potuto così stabilire un testo critico e sicuro. È nota la speciale competenza del Gottheil nelle discipline grammaticali e lessicografiche del siriaco, avendo egli pubblicato la grande grammatica di Elia di Nisibi ed altri trattati e ricerche di questo genere. Ma il più gran contributo da lui portato a questi studi è senza dubbio l’edizione critica della seconda metà dell’opera di Bar ’Alî presentata all’Accademia e tuttora inedita.

Considerando adunque l’importanza dell’ opera e l’accuratezza e il metodo scientifico col quale ne è stata preparata l’edizione, la Commissione esaminatrice crede che la Memoria del prof. Gottheil possa inserirsi negli Atti Accademici.

It is almost twenty years since I undertook the task of preparing an edition of the Syriac-Arabic Glosses of lshō Bar ’Alî who lived in the second half of the ninth century. I had chosen to begin with the second part, as the first was already well-known (according to one manuscript) by the edition of Georg Hoffmann. In the year 1897, the greater part of my work upon this second part was already finished; but other and very varied literary, educational and practical pursuits have prevented its publication until now. In an afterword I purpose to give a complete account of the Mss. used and of their relation to one another.

Scucito al centro con piccolo strappo a due fogli centrali, ma senza mancanze

1908 (1928)

Testi Neo-Aramaici dell’Iran Settentrionale

Autore/i: Anonimo
Editore: Istituto Orientale di Napoli
raccolti da Enrico Cerulli, glossario di Fabrizio A. Pennacchietti pp. VIII-146, Napoli Prezzo: € 12,91

Dalla Prefazione:

Durante i quattro anni della mia permanenza in Persia ho compiuto varie raccolte di dati scientifici; e particolarmente: una collezione di 1027 manoscritti persiani e 22 turchi di drammi del teatro religioso islamico dell’Iran (ta ziye); una raccolta di volumi di teologia e sopratutto di mistica degli Sciiti della Persia e dell’Iraq, alcuni dei quali considerati non ortodossi come la Zubdat al-asrār di Mirzā Hasan Safi-’Alī-Sāh che ebbe cinquanta o sessanta anni or sono vasta eco nelle ’fraternità’ mistiche dell’Iran.

Ma ho potuto ancora profittare di quel soggiorno persiano per raccogliere i materiali linguistici sul neo-aramaico, che ora sono oggetto di questa pubblicazione, dovuta a Fabrizio Pennacchietti. Raccolsi questi materiali da cittadini iraniani di religione cristiana e confessione nestoriana, nativi tutti della città di Rizā’iye (già Urmia). Il lavoro fu compiuto con loro per vari mesi a Teheran e poi successivamente durante il mio lungo viaggio nell’Azerbeigian persiano.

Il gruppo che nella Persia settentrionale ha conservato sino ad oggi l’uso del neo-aramaico ha avuto in questo secolo una storia assai agitata. Se dovessi cercare per quel gruppo un paragone, ricorrerei probabilmente al caso dei Falascia dell’Etiopia settentrionale. Anche i Falascia, di religione giudaica, sono stati non tanto studiati nella loro cultura tradizionale, quanto piuttosto ’propagandati’ da missioni cristiane (protestanti, monofisite e cattoliche) e da missioni che volevano ricondurli al giudaismo puro. Ma per il gruppo neo-aramaico persiano vanno aggiunte le vicende politiche e militari delle due guerre mondiali con le conseguenti occupazioni del paese e successivi sgomberi, e quindi le forzate emigrazioni dei presunti o veri ’collaboratori’ e perciò la dispersione entro lo stesso territorio dell’Iran, oltre che fuori, di una parte della popolazione.

Ora la conseguenza di questi avvenimenti e di quelle attività nei confronti delle genti di lingua neo-aramaica dell’Azerbeigian è stata davvero multiforme e complessa. Uno degli scopi, anzi il principale fine di questo nostro lavoro, è appunto quello di individuare la realtà odierna della situazione linguistica del neo-aramaico persiano al di là dei travisamenti e deformazioni artificiali che sono laggiù imperversate.

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Prefazione

I – Frasario

II – Racconti

III – Glossario