Nelle Terre dei (Sette) Dormienti

Sopralluoghi, appunti, spunti
Autore/i: Scarcia Gianroberto
Editore: Graphe.It
pp. 252, in appendice nn. tavv. a colori, Perugia

La leggenda dei «Sette Dormienti di Efeso», insieme con le amplissime tematiche che a essa afferiscono, è notoriamente diffusa sia nel mondo cristiano sia in quello musulmano. La presente opera non costituisce una ripresa della problematica inerente la leggenda, neanche nel suo motivo antropologico di fondo. Aspetti, questi, affrontati a dovere negli studi, fondamentali, di Louis Massignon, prezioso complemento a quanto fornito dalla ricca letteratura esistente in proposito. Si tenta qui semplicemente di individuare alcuni elementi per lo più trascurati, o non adeguatamente segnalati, concernenti aspetti e momenti della vicenda. Formatosi dalla raccolta di appunti occorsi nel tempo, soprattutto nell’occasione di quelli che vengono definiti «Sopralluoghi» dell’Autore in alcuni fra i numerosi siti di ambo i mondi – che ogni tradizione e devozione religiosa vuole, e quasi rivendica, sede per eccellenza dei Dormienti – il presente lavoro diviene, pur ben lungi dall’esaurire le molteplici fattispecie della leggenda, testimonianza della complessa trama intessuta da culture ed esperienze, forse solo in apparenza, distanti tra loro.

Orientamenti per un Dialogo tra Cristiani e Musulmani

Autore/i: Borrmans Maurice
Editore: Urbaniana University Press
premessa di Leonardo Sileo, prefazione di Francis Arinze, presentazione di Pietro Rossano, introduzione dell’autore, traduzione italiana a cura di Costanza Vergnaghi. pp. 240, Città del Vaticano

Si può ancora parlare di dialogo islamo-cristiano dopo “l’orrore assoluto dell’11 settembre 2001” che ha visto le due torri gemelle di New York crollare con migliaia di vittime innocenti? Nell’Europa occidentale l’esigenza di laicità democratica in società pluralistiche, da una parte, e la volontà di visibilità dei musulmani immigrati raggruppati in associazioni o federazioni, dall’altra, pongono nuovi interrogativi nell’opinione pubblica e nelle comunità cristiane. Si tratta ormai di organizzare il “vivere insieme” nella “casa comune” di questo pianeta secondo i valori fondanti delle religioni che riconoscono al Creatore un disegno di bontà e di amore per tutte le sue creature. Questo disegno richiede, da parte dei cristiani, come dei musulmani e degli ebrei, in quanto credenti, una risposta generosa, un’adesione intelligente e un impegno di collaborazionetra tutti gli esseri umani. (Dalla Postfazione dell’autore) Padre Maurice Borrmans, della Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), ha dedicato tutta la sua vita allo studio, all’insegnamento e all’attività pastorale in favore del dialogo islamocristiano. Con questa pubblicazione, l’Urbaniana University Press e l’Istituto di Ricerca della non Credenza e delle Culture (ISA) celebrano la consegna a Padre Maurice Borrmans della laurea honoris causa in Missiologia, Facoltà della Pontificia Università Urbaniana.

Fonti Ricciane

Storia dell’introduzione del cristianesimo in Cina
Autore/i: Ricci Matteo
Editore: La Libreria dello Stato
edite e commentate da Pasquale M. D’Elia S. I., sotto il patrocinio della Reale Accademia d’Italia, 3 volumi pp. CLXIV-386, XXXVI-652, XII-372, ill. b/n, Roma Prezzo: € 280,00

Documenti originali concernenti Matteo Ricci e la storia delle prime relazioni tra l’Europa e la Cina.

Dalla Prefazione:

Già in quella che prelude alla Rinascita e che noi siamo soliti di chiamare l’età di Dante, due italiani animosi, mercatore l’uno e missionario della fede l’altro, si spinsero sino al Gran Cataio, dove portò Fra Giovanni da Montecorvino una prima voce della civiltà cristiana, e donde riportò Marco Polo fra noi e diffuse col suo Milione le prime precise notizie sulla civiltà cinese.

Trascorsero tre secoli: con la caduta della dinastia tartara, della voce di quel primo Apostolo si era spenta nella Cina ogni eco ed ogni ricordo e occorreva ricominciare. Ricominciarono, nella età di Sisto V e di Torquato Tasso, anche questa volta due italiani non meno animosi di quei due primi: Michele Ruggieri e Matteo Ricci, e portarono la parola di Cristo nel cuore stesso della Cina, dove all’inizio della loro predicazione, nel 1584, erano tre soli cattolici, e dove nel 1610 il Padre Ricci, morendo, ne lasciò circa 2500, tutti, o quasi, fra le classi più colte e più elevate e nell’ambito stesso della Corte Imperiale.

Ma un merito altrettanto insigne del dotto gesuita è stato quello di avere non solo diffusa in Cina con le sue opere di teologia, di filosofia, di cartografta e di matematica, scritte da lui stesso in cinese, la conoscenza e l’apprezzamento della civiltà occidentale, ma di avere diffuso tra noi, con le sue opere italiane, una conoscenza larga ed esatta della vita e della storia di quel lontano Impero, dei suoi costumi e delle sue istituzioni.

Non a torto egli è passato, nel campo degli studi, come il primo e il principe dei sinologi. Un sinologo dei nostri tempi, il Nocentini, potè anzi a buon diritto affermare che il Padre Ricci fu il primo ad estendere alla scienza i vantaggi delle missioni.

Delle sue opere maggiori, i Commentari della Cina e le Lettere, già ci ha dato il Padre Pietro Tacchi Venturi S. I., fra il 1911 e il 1913, una prima edizione che ottenne largo e favorevole consenso nel campo degli studiosi. Ma delle opere del Padre Ricci occorreva una nuova edizione, più compiuta e condotta con un riscontro più diretto e approfondito delle fonti cinesi. A questa impresa si è accinto il Padre Pasquale D’Elia S. I., sinologo valentissimo che già del Padre Ricci ha, di recente, pubblicato il grande Mappamondo.

Volume I – edizione del 1942

Parte I: Libri I-III

Da Macao a Nanciam (1582-1597)

Volume II – edizione del 1949

Parte II: Libri IV-V

Da Nanciam a Pechino (1597-1610-1611)

Volume III – edizione del 1949

Parte III: Appendici e Indici

Opera rarissima e fondamentale per la storia e diffusione del Cristianesimo in Cina.

Monaci Cristiani in Terra Cinese

Storia della missione monastica in Cina
Autore/i: Nicolini-Zani Matteo
Editore: Qiqajon
premessa e introduzione dell’autore. pp. 622, nn. ill. b/n, Magnano (BI) Prezzo: € 45,00

Attraverso le vicende delle diverse fondazioni monastiche cristiane in Cina lungo la storia, questa originale ricerca fa emergere gli elementi che “dicono” il grado di disponibilità e di volontà all’incontro con il contesto culturale e spirituale cinese da parte dei monaci missionari e il grado di accoglienza della vita monastica da parte dei fratelli cinesi. Particolare rilievo viene dato alla riflessione di alcuni “attori” diretti e indiretti della missione monastica in Cina riguardo alla possibilità della nascita di un monachesimo cristiano cinese.

Matteo Nicolini-Zani (Gattinara 1975), monaco di Bose e sinologo, conduce ricerche sulla storia e la letteratura cristiana cinese. Presso le nostre edizioni ha pubblicato La via radiosa per l’oriente (2006) e I nostri fratelli cinesi (2009).

Mediterraneo

Cristianesimo e Islam tra coabitazione e conflitto
Autore/i: Riccardi Andrea
Editore: Guerini E Associati
introduzione alla nuova edizione di Andrea Riccardi. pp. XI-244, Milano Prezzo: € 20,00

Il Mediterraneo è stato a lungo rappresentato come il mare dei tanti conflitti, su tutti il secolare scontro tra il mondo cristiano e quello islamico, divenuto un archetipo dei rapporti tra le due religioni e le civiltà ad esse legate.
Il Mediterraneo è un mondo frammentato in tante storie diverse, ma intrecciate l’una con l’altra. In questo mondo di diversità c’è però anche un’unità profonda. Esiste un Mediterraneo che, in qualche modo, lega le sorti dei differenti paesi e delle diverse comunità.
La nuova edizione di Mediterraneo ripropone il grande tema del vivere insieme, nell’uguaglianza e nel rispetto della libertà, nel mondo contemporaneo.

Il Libro per Scacciare la Preoccupazione – tomo 2°

Kitab daf ‘ al-hamm
Autore/i: Elia di Nisibi
Editore: Zamorani
introduzione a cura di Paolo La Spisa e Davide Righi, testo arabo a cura di Samir Khalil Samir sj a fronte del testo tradotto in italiano, traduzione e note a cura di Anna Pagnini, indici a cura di Paola Pizzi. pp. 481-880, 1 foto b/n f.t, Torino Prezzo: € 48,00

Nella Mesopotamia dell’XI secolo un visir musulmano chiede ad un vescovo nestoriano di scrivere per lui una guida spirituale che lo aiuti a scacciare le angosce dell’anima. È così che nasce questo libro molto diffuso nell’antichità e finora inaccessibile al lettore non arabista. Il libro per scacciare la preoccupazione (Kitab daf ‘ al-hamm) è un testo di letteratura sapienziale, un’opera colta ma di facile approccio, organizzata come una raccolta di massime di virtù e vizi contrapposti. Sono parole di saggezza provenienti da filosofi greci, sovrani persiani, dal monachesimo cristiano d’oriente e dalle tradizioni musulmane e beduine, testimonianza preziosa dell’ambiente culturale arabo medievale nella molteplicità delle sue radici e nell’omogeneità del suo linguaggio.
L’edizione presenta il testo arabo nell’edizione critica stabilita da Samir Khalil Samir e la traduzione a fronte in italiano corredata di ampie note a cura di Anna Pagnini, con una approfondita introduzione storica ed è corredata da indici analitici, dei personaggi e luoghi citati nel testo, dei termini chiave delle citazioni bibliche e coraniche.

Samir Khalil Samir egiziano di nascita, dottore di ricerca in islamologia (Aix-en-Provence) e in scienze orientali cristiane (Roma), Samir è professore presso l’Université S. Joseph di Beyrut, al Pontificio Istituto Orientale di Roma e alla Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Parigi («Centre Sèvres»), e tiene ogni anno decine di conferenze in congressi e nelle università. Ha fondato ed è direttore del CEDRAC (Beyrut). Ha curato parecchie pubblicazioni: più di una quarantina di volumi su pensatori arabi quali Abu Qurrah, Yaḥyā Ibn ‘Adi, Sawirus Ibn al-Muqaffa‘, Ḥunayn Ibn Ishaq, Bulus al-Buši; gli ultimi essendo Cento domande sull’islam (tradotto in spagnolo e polacco, e presto in inglese e francese) e Rôle culturel des chrétiens dans le monde arabe; e oltre cinquecento articoli in varie lingue, sia di islamologia che di studi sull’Oriente cristiano.

Anna Pagnini Laureata in Lingua e Letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (1984-1986), dottore di ricerca in linguistica semitica all’Università di Firenze nel settembre 1993, ricercatrice presso l’Istituto Orientale di Napoli dal 1995, docente presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Genova. Tra le sue principali pubblicazioni: Matal e verso a confronto. Una questione di poetica araba classica alla luce di un’analisi paremiologica, Firenze 1998, in «Quaderni di Semitistica» 20 ed anche in «Quaderni di studi arabi» 16; La battaglia di Tebe di Nagib Mafuz: un romanzo nazionalista di ambientazione storica, in Tradizione e modernizzazione in Egitto 1798-1998, a cura di Paolo Branca, Milano, 2000. È deceduta il 15 aprile 2004.

Il Libro per Scacciare la Preoccupazione – tomo 1°

Kitab daf ‘ al-hamm
Autore/i: Elia di Nisibi
Editore: Zamorani
introduzione a cura di Paolo La Spisa e Davide Righi, testo arabo a cura di Samir Khalil Samir sj a fronte del testo tradotto in italiano, traduzione e note a cura di Anna Pagnini, indici a cura di Paola Pizzi. pp. 480, 1 foto b/n f.t, Torino Prezzo: € 48,00

Nella Mesopotamia dell’XI secolo un visir musulmano chiede ad un vescovo nestoriano di scrivere per lui una guida spirituale che lo aiuti a scacciare le angosce dell’anima. È così che nasce questo libro molto diffuso nell’antichità e finora inaccessibile al lettore non arabista. Il libro per scacciare la preoccupazione (Kitab daf ‘ al-hamm) è un testo di letteratura sapienziale, un’opera colta ma di facile approccio, organizzata come una raccolta di massime di virtù e vizi contrapposti. Sono parole di saggezza provenienti da filosofi greci, sovrani persiani, dal monachesimo cristiano d’oriente e dalle tradizioni musulmane e beduine, testimonianza preziosa dell’ambiente culturale arabo medievale nella molteplicità delle sue radici e nell’omogeneità del suo linguaggio.
L’edizione presenta il testo arabo nell’edizione critica stabilita da Samir Khalil Samir e la traduzione a fronte in italiano corredata di ampie note a cura di Anna Pagnini, con una approfondita introduzione storica ed è corredata da indici analitici, dei personaggi e luoghi citati nel testo, dei termini chiave delle citazioni bibliche e coraniche.

Samir Khalil Samir egiziano di nascita, dottore di ricerca in islamologia (Aix-en-Provence) e in scienze orientali cristiane (Roma), Samir è professore presso l’Université S. Joseph di Beyrut, al Pontificio Istituto Orientale di Roma e alla Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Parigi («Centre Sèvres»), e tiene ogni anno decine di conferenze in congressi e nelle università. Ha fondato ed è direttore del CEDRAC (Beyrut). Ha curato parecchie pubblicazioni: più di una quarantina di volumi su pensatori arabi quali Abu Qurrah, Yaḥyā Ibn ‘Adi, Sawirus Ibn al-Muqaffa‘, Ḥunayn Ibn Ishaq, Bulus al-Buši; gli ultimi essendo Cento domande sull’islam (tradotto in spagnolo e polacco, e presto in inglese e francese) e Rôle culturel des chrétiens dans le monde arabe; e oltre cinquecento articoli in varie lingue, sia di islamologia che di studi sull’Oriente cristiano.

Anna Pagnini Laureata in Lingua e Letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (1984-1986), dottore di ricerca in linguistica semitica all’Università di Firenze nel settembre 1993, ricercatrice presso l’Istituto Orientale di Napoli dal 1995, docente presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Genova. Tra le sue principali pubblicazioni: Matal e verso a confronto. Una questione di poetica araba classica alla luce di un’analisi paremiologica, Firenze 1998, in «Quaderni di Semitistica» 20 ed anche in «Quaderni di studi arabi» 16; La battaglia di Tebe di Nagib Mafuz: un romanzo nazionalista di ambientazione storica, in Tradizione e modernizzazione in Egitto 1798-1998, a cura di Paolo Branca, Milano, 2000. È deceduta il 15 aprile 2004.

Il Nulla e la Croce

Due saggi filosofici su Buddhismo e Cristianesimo
Autore/i: Tanabe Hajime
Editore: Mimesis
introduzione e traduzione di Tiziano Tosolini. pp. 158, Milano Prezzo: € 14,00

In questi due saggi, tratti dal volume La dialettica del Cristianesimo (1948), Tanabe Hajime intraprende un’appassionata analisi del rapporto tra il pensiero buddhista e la fede cristiana. Concetti fondamentali come quelli del ritorno “da Paolo a Gesù”, del “nulla eppure amore”, dell’unità triadica dell’amore e dell’interpretazione esistenziale della morte-risurrezione, sono solo alcune delle nozioni che egli elabora a partire dalla dialettica della mediazione assoluta, una dialettica in cui tutte le cose sorgono e si costituiscono attraverso la loro reciproca negazione e affermazione. Il “Nulla assoluto” assume ora i contorni religiosi-filosofici della conversione di sé, o dell’autoconsapevolezza religiosa, che tenta di sintetizzare al suo interno le verità delle religioni storiche dando così vita a una simbiosi creativa tra Cristianesimo, marxismo e buddhismo giapponese.

Tanabe Hajime (1885–1962) è con Nishida Kitaro e Nishitani Keiji il filosofo più rappresentativo della cosiddetta “Scuola di Kyoto”, un gruppo di intellettuali che ha dato vita ad una delle esperienze più creative e influenti nel panorama di pensiero del Giappone moderno e contemporaneo. Autore di numerosissimi saggi, Tanabe visse una vita di profonda semplicità e completamente dedita alla ricerca filosofica.

Tiziano Tosolini, missionario Saveriano. Vive a Osaka, in Giappone, e collabora con il Nanzan Institute for Religion and Culture di Nagoya. Di Nishida Kitaro ha tradotto La logica del luogo e la visione religiosa del mondo (Palermo 2005), con E. Fongaro e C. Saviani il volume di J. W. Heisig Filosofi del nulla. Un saggio sulla scuola di Kyoto (Palermo, 2007), e da ultimo l’importante opera di Tanabe Hajime Filosofia come metanoetica (Milano 2011).

Una Corrispondenza Islamo-Cristiana sull’Origine dell’Islam

Autore/i: Ibn al-Munağğim; Qusṭā Ibn Lūqā
Editore: Zamorani
a cura di Ida Zilio-Grandi e Samir Khalil Samir SJ. pp. 320, Torino Prezzo: € 30,00

«È possibile conciliare la fede con la ragione? Ha senso motivare logicamente la propria appartenenza religiosa? Ed è possibile, per via di ragione, indurre gli altri all’abiura, imponendo loro la propria Verità?»

Attorno a queste domande cruciali ruota la corrispondenza tra il colto msulmano mu‘tazilita Ibn al-Munaggim e il medico e matematico cristiano melchita Qusta ibn Luqa, corrispondenza databile alla fine delIX secolo dopo Cristo – in pieno III secolo secondo l’era islamica – nella splendida Bagdad degli Abbasidi, allora sede privilegiata delle scienze, delle arti e della filosofia. Nella sua Epistola, l’autore musulmano mira a dimostrare matematicamente (burhan handasi) la verità dell’Islam e del miracoloso messaggio coranico, messaggio ineguagliabile sia sotto l’aspetto veritativo sia sotto l’aspetto estetico. Qusta ibn Luqa, nella sua Risposta, lo confuta punto per punto, con una dissertazione serrata, di tagliente lucidità, sulla base della logica e delle scienze greche.

Samir Khalil Samir Professore presso l’Université S. Joseph di Beyrut, al Pontificio Istituto Orientale di Roma e alla Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Parigi («Centre Sèvres»), ha fondato ed è direttore del CEDRAC (Beyrut). Ha curato volumi sui pensatori arabi Abu Qurrah, Yahya Ibn ‘Adi, Sawirus Ibn al-Muqaffa‘, Hunayn Ibn Ishaq, Bulus al-Busi; Cento domande sull’islam e Rôle culturel des chrétiens dans le monde arabe.

Ida Zilio Grandi Insegna Lingua e Cultura araba nell’Università di Genova e, nell’Università di Urbino, Storia della religione nel mondo islamico e Storia della letteratura araba. Tra le sue principali pubblicazioni, la traduzione con introduzione e note di Ibn Sirin, Il libro del sogno veritiero, di Qadi ‘Iyad, I miracoli del Profeta, di Ahmad al-Tifasi, Il libro delle pietre preziose; e la monografia Il Corano e il male.

Cristo e l’Advaita

La mistica di Henri Le Saux tra cristianesimo ed induismo
Autore/i: Trianni Paolo; Skudlarek William
Editore: Studium
presentazione di Juan Javier Flores Arcas, introduzione di Paolo Trianni. pp. 168, Roma Prezzo: € 13,50

Il monaco benedettino Henri Le Saux (1910-1973) è stato protagonista di una delle vicende teologiche e spirituali più singolari del Novecento. Egli, infatti, nel 1950, insieme a Jules Monchanin, ha prima fondato in India l’ashram di Shantivanam – che rappresenta a tutt’oggi una pionieristica testimonianza di inculturazione monastica –, ed ha successivamente condiviso la vita ascetica degli eremiti e dei monaci itineranti indù, giungendo a sperimentare, come prete e monaco cattolico, l’esperienza spirituale dell’advaita, ovverosia quell’unione mistica col divino che l’induismo vedantico legge in termini di non-dualità, che egli ha cercato di ricomprendere in chiave cristologica e trinitaria.

William Skudlarek osb, monaco della Saint John’s Abbey, Collegiville, Minesota, è segretario generale del Dialogo Interreligioso Monastico. Ha insegnato omiletica e liturgia alla Scuola di Teologia della Saint John’s University. Ha servito alla Maryknoll Mission Society in Brasile per cinque anni ed in Giappone, dove risiede attualmente, per sette. Ha curato i volumi: God’s harp string. The life and legacy of the benedictine monk Swami Abhshiktananda (2010); Witness to the Fullness of Light: The Vision and Relevance of the Benedictine Monk Swami Abhishiktananda (2011).

Paolo Trianni, già docente dell’Istituto di Studi Interdisciplinari su Religioni e Culture della Pontificia Università Gregoriana, insegna al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma ed è autore di svariati libri ed articoli che hanno per tema il confronto metafisico e teologico con le culture religiose dell’India. Collabora con la cattedra di Storia del pensiero teologico del Dipartimento di Ricerche filosofiche dell’Università Tor Vergata e con l’Asus (Accademia di Scienze Umane e Sociali). È nella redazione della rivista internazionale «Dilatato Corde». Ha all’attivo diverse curatele e le pubblicazioni: Il Monachesimo non cristiano (2008); Henri Le Saux (Swami Abhishiktananda). Un incontro con l’India (2011); Il Cristo di tutti. Teilhard de Chardin e le religioni (2012).

Studio Comparativo sulla Figura di Maria

La Madre di Gesù nella tradizione cristiana e islamica
Autore/i: Tarkian Hanieh
Editore: Irfan Edizioni
introduzione dell’autore. pp. 102, San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 10,00

Maria (in ebraico Miryam e in arabo Maryam) è certamente uno dei personaggi più importanti sia nei testi cristiani che islamici. In ambito cristiano, i cattolici e gli ortodossi la venerano come la “Madre di Dio” e i protestanti riconoscono la sua santità. In ambito islamico, i musulmani la rispettano e onorano poiché è «eletta su tutte le donne del mondo» (Corano III:42), e prescelta da Iddio al fine di rendere lei e suo figlio un segno per gli altri esseri umani (Corano XXIII:50).
Come sostiene il sociologo statunitense A.M. Greeley, «Maria è, in Occidente, il simbolo culturale più potente e popolare degli ultimi duemila anni». Questo studio, condotto con imparzialità in base ai dati storici ripresi da fonti islamiche (Corano e hadìth) e cristiane (Nuovo Testamento, Vangeli apocrifi), vuole quindi presentare una interessante comparazione che aiuti a conoscere e approfondire questa straordinaria personalità.

Hanieh Tarkian (Tehran, 1980) si è laureata in Scienze islamiche presso il “Jamiat az-Zahra” (il più importante centro femminile di studi islamici dell’Iran), dove attualmente sta frequentando il corso di dottorato, e l’Università di Scienze islamiche di Qom (Iran). Ha frequentato anche il corso di alta formazione “Il cristianesimo nel suo contesto storico”, di cui questo libro costituisce la tesi.

Collera e Luce

Un prete nella rivoluzione siriana
Autore/i: Dall’Oglio Paolo
Editore: Emi
traduzione dal francese di Cristina Frescura, rivista e aggiornata dall’Autore pp. 172, Bologna Prezzo: € 12,90

“La mia coscienza cristiana è chiaramente lacerata. Da un lato, vi è un desiderio radicale di portare fino in fondo la rivoluzione contro questo regime. Ma dall’altro, poco o tanto, questo pare provocherebbe una islamizzazione radicale della Siria e creerebbe le condizioni per una definitiva emarginazione della comunità cristiana. Confesso di provare anche, dentro di me, un desiderio di vendetta contro coloro che ci hanno fatto così tanto male …”

L’inferno della guerra civile scoppiata in Siria, dopo mesi di contestazioni popolari analoghe a quelle delle altre «primavere arabe», non poteva indurre uno come Paolo Dall’aglio alla scelta del silenzio.
Padre Paolo ha imparato a conoscere e amare la gente siriana attraverso una condivisione di vita lunga vent’anni. In questo libro, ritrova il filo rosso della sua biografia che lo ha condotto all’incontro con l’islam nel Medio Oriente, e in quella maniera così intensa e duratura. Ma, soprattutto, l’autore racconta il contesto di questa sanguinosa rivoluzione vista così da vicino. Per questo può elaborare un’analisi alternativa a quelle spesso affrettate dei media, capace di prendere in conto anche le «ragioni» dei «terroristi». E schierandosi nettamente contro Bashar al-Asad, di cui aveva osservato il carattere dispotico in tempi non sospetti, nonostante il buon trattamento che, per ragioni politiche, il suo regime riservava alla minoranza cristiana.
Lotta per la libertà, e strumentalizzazioni di tale lotta; dialogo con i musulmani, e posizioni (differenziate) dei cristiani; negoziati falliti, e volontaria impotenza dell’Occidente; la determinazione dei giovani: tutti i volti e i temi del dramma siriano e mediorientale trovano posto nella mente e nel cuore, nell’umana collera e nella luce della fede di padre Dall’Oglio.

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Introduzione di Eglantine Gabaix-Hialé

Lettera a un giovane europeo

1. Impegnarsi

2. Comprendere e perseverare

3. Accettare o fuggire

4. Combattere

5. Operare per la mediazione

6. A rischio di islamizzazione

7. Prefigurare l’avvenire

8. La Siria nel cuore

Postfazione all’edizione italiana di Paolo Dall’Oglio

Scheda cronologica. La Siria dal Mandato francese ai nostri giorni

Ringraziamenti

Excavations at Shavei Zion

The early christian church
Autore/i: Prausnitz M. W.
Editore: Ipocan
The mosaic pavements by M. Avi-Yonah and a contribution by D. Barag pp. 72, 16 figg. b/n f. t., XLI tavv. a colori f. t., Roma Prezzo: € 42,00

Report of the excavations carried out by the Israel Department of Antiquities and Museums (in cooperation with the Hebrew University of Jerusalem).

Contents

List of Figures

List of Plates

List of Abbreviations

lntroduction, by M. W. Prausnitz

The Site and Its History

I – The Excavations, by M. W. Prausnitz

Post-Church Remains

The Church Complex

The North-Eastern Chapel

The Narthex (Esonarthex) and the Outer Narthex (Exonarthex)

The L-shaped Side Court and the Surrounding Buildings

The Atrium

The Fountain Spring

The Bath-House

The Western Forecourt and the Staircase to the Outer Narthex

II – The Pottery, by M. W. Prausnitz

The Early Pottery

“Late Roman” Ware

Byzantine Rustic Ware

The Lamps

III – The Mosaic Pavements, by M. Avi-Yonah

The Nave

The Northern Aisle

The Southern Aisle

The Lower Pavement in the North-Eastern Chapel

The Dating and Symbols of the Earlier Pavement

The Mosaics of the Esonarthex

The Exonarthex

The North-Eastern Chapel

Summary

Fragments of Inscriptions

IV – The Glass, by D. Barag

Flasks

Plates

“Wine glass”

Jugs

Lamps

Window Panes

Conclusion

Conclusions, by M. W. Prausnitz

Uno Sguardo ad Oriente

La Regola di S. Benedetto e le tradizioni ascetiche dall’Asia all’Occidente
Autore/i: De Dreuille Mayeul
Editore: Edizioni Scritti Monastici Abbazia di Praglia
traduzione a cura del Monastero di San Benedetto, Milano pp. 512, Bresseo di Teolo (PD) Prezzo: € 32,00

Già nel III sec. Clemente d’Alessandria segnalava la presenza, in questa città, di asceti indù e buddisti. Tuttavia i monaci delle diverse religioni non si sono incontrati che in questo nostro secolo, allorché il monachesimo cristiano si è impiantato in Asia e le religioni orientali si sono diffuse in Occidente.
Dopo vari anni di ricerca, l’Autore confronta la Regola di s. Benedetto con le tradizioni ascetiche dell’Asia e quelle che l’hanno preceduta in Occidente.
Il risultato di questo incontro e di questo scambio è un’emulazione reciproca nell’approfondimento della propria vita spirituale e della dottrina della propria religione. Per noi cristiani la questione della cultura e delle religioni nate fuori dall’Occidente ci invitano a precisare sempre meglio l’espressione della nostra fede, in modo da dare una risposta convincente ai nostri contemporanei.

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Prefazione

Introduzione

Prima Parte – Principi di vita monastica

I. Il prologo

I. L’inizio del Prologo, proprio di s. Benedetto

II. Il commento dei salmi 33 e 14

III. La scuola del servizio del Signore

II. Le differenti specie di monaci

I. Le forme della vita monastica fuori del cristianesimo

II. I diversi tipi di monaci cristiani prima di s. Benedetto

III. Il capitolo I di RB: Le diverse specie di monaci

III. Quale deve essere l’abate

I. Due tipi di superiori nel monachesimo non cristiano

II. Due tradizioni parallele nel primitivo monachesimo cristiano

III. I testi di RB sull’abate

IV. L’abate, le sue qualità e il suo ruolo nel monastero

V. La scelta dell’abate

VI. Il guru e l’abate

IV. La convocazione dei fratelli a consiglio

I. Evoluzione delle strutture monastiche riguardo alla società contemporanea

II. I consigli

V. Gli strumenti delle buone opere

I. Testi paralleli nell’induismo e nel buddismo

II. La struttura del capitolo IV di RB

III. Un testo cristiano

IV. La caratteristica propria di s. Benedetto

V. Un metodo di preghiera

VI. Autorità e obbedienza

I. La relazione maestro-discepolo nell’induismo

II. Il maestro, il Dharma e il Sangha nel buddismo

III. Maestro e discepolo nel sufismo

IV. Autorità e obbedienza nel monachesimo cristiano prima di s. Benedetto

V. Autorità e obbedienza in s. Benedetto

VI. Gli altri passi di RB sulle relazioni tra monaci e superiori

VII. Il dominio delle parole e dei pensieri

I. Il silenzio nel monachesimo indù

II. Il silenzio nel monachesimo buddista

III. Preghiera silenziosa nell’antico Egitto

IV. Il silenzio nel monachesimo cristiano prima di s. Benedetto

V. S. Benedetto e il silenzio

VIII. L’umiltà, via mistica

I. Il progresso nelle vie spirituali

II. I gradini di umiltà nella RB

Seconda Parte – La vita nel monastero

IX. Dalla salmodia alla contemplazione

I. Lettura e canto dei testi sacri nell’induismo

II. Salmodia e meditazione nel buddismo

III. Salmodia e contemplazione nel monachesimo cristiano

IV. La preghiera in RB

V. Dalla salmodia alla contemplazione in RB

IV. I testi sacri e la contemplazione, concordanze e divergenze

X. Gli ufficiali del monastero: decano, cellerario, priore

I. Nel monachesimo indù

II. Nel monachesimo buddista

III. Nel monachesimo cristiano

IV. Gli ufficiali nelle diverse tradizioni monastiche

X. Il lavoro

I. Il lavoro nei monachesimi indù e buddista

II. Il lavoro nella tradizione monastica cristiana

III. Il lavoro dei monaci cristiani rispetto ad altre religioni

XII. La formazione

I. Che cosa è la formazione?

II. Centrare la propria vita sull’Assoluto

III. Il dominio delle reazioni istintive

IV. Gli agenti della formazione

XIII. I sostegni della consacrazione. I voti pubblici. Il codice penitenziale

I. I Voti

II. Il codice penitenziale

XIV. Ospitalità e clausura

I. Nell’induismo

II. Nel buddismo

II I. La tradizione giudaica

IV. La tradizione cristiana

V. S. Benedetto

XV. Koinonia. La vita fraterna nella comunità

I. L’induismo

II. I buddisti

III. La vita fraterna nella tradizione cristiana

IV. La comunità nella Regola di s. Benedetto

V. La specificità cristiana della koinonia

Bibliografia

Mistica Orientale, Mistica Occidentale

Interpretazione e confronto
Autore/i: Otto Rudolf
Editore: Se
traduzione di Marco Vannini pp. 254, Milano Prezzo: € 23,50

Dallo scritto di Marco Vannini:

Il libro che qui presentiamo è del 1926. È il primo grande studio pubblicato da Rudolf Otto dopo il suo capolavoro, Das Heilige (Il sacro), apparso nel 1917, e l’applicazione forse più interessante delle idee in esso contenute. […]. Il libro analizza e confronta il pensiero di due grandissime figure della storia della filosofia e delle religioni, Eckhart e Sankara, maestro quest’ultimo della advaita (non-dualità) e del «puro Vedānta», commentatore prestigioso delle Upanishad e della Gītā, artefice della rinascita del brahmanesimo nell’India dell’VIII secolo. Il parallelismo tra i due maestri appare davvero sorprendente e — non potendosi assolutamente parlare di reciproci influssi — mostra la effettiva convergenza e la strutturale omogeneità della più profonda esperienza filosofico-religiosa. Anche se i due maestri mantengono un preciso legame con le loro rispettive tradizioni e questo segna, in ultima analisi, la loro differenza specifica, i motivi principali e la ispirazione di fondo sono identici e si esprimono spesso in formule identiche.