Buddhist Caves of Jāghūrī and Qarabāgh-e Ghazni, Afghanistan

Autore/i: Verardi Giovanni; Paparatti Elio
Editore: Isiao
with an Appendix by Minoru Inaba pp. 120, in appendice CXVI tavv. b/n f.t., ill. b/n, mappe allegate, Roma

THE CAVES – General Observations:

The Jāghūrī ano Qarabāgh groups of caves not only belong to one and the same geographical environment but also share common characteristics in terms of typologies and the techniques employed to excavate them. The features they have in common are discussed in a separate chapter for the reader’s convenience, and to avoid repetitions in the descriptive chapter.

As pointed out above, the walls of the rock formations into which the caves were hewn out have partly collapsed. Frost split the rock along the clefts, rain and snow opened fissures, and the combined action of earthquakes led lo further collapse of walls already weakened by the excavation work. Consequently, huge blocks of rock and piles of debris often encumber the entrance to the caves, as well as the inner rooms and corridors, which are often inaccessible.

The cave fronlt as we see it now does not in general correspond to the original front of the rock-cut monasteries; today the mountain walls look as if cross-sectioned by falls of rock. Where the original front is preserved, the openings are generally warped by either the action or the natural elements or re-working activity carried out by later dwellers when the monastic period had come to an end. These have probably always been the poorest among the local people, unable even to afford houses in unfired brick, living in the caves with their cattle over the centuries. At Nāy Qal’a, however, we have an example of a cave preserving the original façade and at Tapa Zaytūn the outline of a large niche is intact…

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Foreword (by Giovanni Verardi)

Transliterations and Transcriptions

Maps

1. THE GEOGRAPHICAL SETTING

2. THE CAVES

General Observations

The Caves to the East of Mount Dehbaday

1. Nāy Qal’a

2. Homāy Qal’a

The Caves of the Upper Arghandāb Valley

The Caves along the Tayna Tangī/Daryā-ye Gawargīn

3. Tapa Sanawbar

4. Shāh Khwāja

5. Ghār-e Shākī Nōka

6. Gawargīn

7. Kōh-e Ēl

8. Ghār-e Shāh

The Caves along the Qōl-e Karīz in the Nāwaye Khodāydād

9. Sangdara

10. Tapa Hesār and Bālā Khāna

11. Bayak and Lālā Khēl

The Caves along the Daryā-ye Alwadā and beyond

12. Qaryā-ye Bābā Kamāl

13. Tapa Zaytūn

Excursus: Cave 2 al Haybāk

14. Shotor Ghār and Tōp-e Āhangarān

3. THE HISTORICAL SETTING

To the West of Ghaznī: The Archaeological Data

Caojuzha/Zābulistān and Jāghūrī

Fulishisatangna/Wujīristān

The Buddhist Kingdom of Zābul

Buddhist and tīrthikas

4. TENTATIVE CHRONOLOGY

APPENDIX: Nāy Qal’a, Wujīristān and the Khalaj (by Minoru Inaba)

References

Index

Plates

Repertorio Terminologico per la Schedatura delle Sculture dell’Arte Gandharica

Sulla base dei materiali provenienti dagli scavi della missione archeologica italiana dell’IsIAO nello Swat, Pakistan
Autore/i: Faccenna Domenico; Filigenzi Anna
Editore: Isiao
pp. 280, ill. b/n, Roma

Dall’Introduzione:

L’analisi e la descrizione di un oggetto necessitano di un linguaggio e di una terminologia quanto più possibile univoci e costanti, onde evitare al massimo una disturbante varietà espressiva, purtroppo frequente. La coerenza terminologica del linguaggio inoltre diventa necessaria qualora si faccia uso di tecniche di schedatura informatizzata. Questo è precisamente il nostro caso.

Pertanto nella schedatura e nello studio del materiale scultoreo di arte gandharica, proveniente dagli scavi della Missione Archeologica Italiana dell’lslAO (già IsMEO) in Pakistan, si è ritenuto opportuno elaborare un Repertorio Terminologico, organizzato per argomento. Il materiale comprende rilievi figurali, statue, elementi architettonici, decorati o semplicemente modanati, quali parti di monumenti.

Il Repertorio, pur riferentesi nella sua fase iniziale soprattutto a tale materiale, si è successivamente ampliato, comprendendo l’insieme di questa produzione artistica manifestatasi nella regione del Gandhara e quindi talvolta esteso nei sensi geografico (Afghanistan) e temporale (post-Gandhara). Esso, iniziato da tempo, ha subito poi inevitabilmente un graduale processo di elaborazione, del quale si riscontrano evidenti tracce nella scelta bibliografica del materiale e nella sua rappresentazione grafica.

Esso non è un dizionario poiché una tale opera si pone per sua natura quale prodotto conclusivo di una ricerca; non è un manuale pur fornendo dati e parametri utili; non ha ovviamente illusorie pretese di completezza. Esso si pone soltanto come primo strumento di lavoro, nel corso del quale potrà acquistare una definizione più articolata e forse giungere ad una sufficiente ampiezza.

I termini scelti oscillano tra una loro natura ora prettamente tecnica ora più generica e corrente: ciò sta appunto a sottolineare la convenzionalità della loro assunzione e come in tali limiti debbano essere considerati. La loro scelta è dettata da un principio di utilità del tutto pratica per giungere all’adozione e all’impiego di un comune linguaggio.

Ripetizioni, errori e imprecisioni nei lemmi, mancanze, discontinuità nella disposizione delle immagini, possono nel tempo essere ovviate. Il lavoro è “aperto”: né può essere altrimenti per un materiale, come il nostro, che sempre più si arricchisce nel numero e nelle particolarità espressive.

Ci si è fermati alla descrizione dell’oggetto nella sua forma rappresentativa. Procedere oltre, nel contenuto, nella sua esegesi, avrebbe significato entrare in altra dimensione di lavoro, che non appartiene alle finalità del presente assunto…

Con la collaborazione di Pia Brancaccio, Pierfrancesco Callieri, Domenico Giubilei, Ciro Lo Muzio, Francesco Martore, Patrizio Pensabene, Peter Rockwell, Piero Spagnesi, Elisabetta Valento.

Dopo il Buddhismo

Ripensare il dharma per un’epoca laica
Autore/i: Batchelor Stephen
Editore: Astrolabio Ubaldini
traduzione di Bar Zecharya e Manuela Giordano pp. 308, Roma

In quest’opera, frutto di quarant’anni di studio e di pratica delle tradizioni theravada, tibetana e coreana, Stephen Batchelor si propone di delineare una visione del buddhismo etica, contemplativa e filosofica che sia coerente e adatta a un’epoca moderna, laica, non dogmatica. A tale scopo si concentra sugli episodi chiave sparsi nel canone che raccontano dei rapporti di Gotama con i suoi contemporanei al fine di cogliere sia il contesto sociale in cui visse il Buddha, sia la sua persona. Alternando letture critiche degli antichi testi canonici a narrazioni della storia di cinque figure che appartenevano alla cerchia ristretta del Buddha, l’autore dimostra che il Buddha non vedeva la rinuncia monastica come un requisito indispensabile per la pratica del suo sentiero, un sentiero che si rivela quindi particolarmente valido nel mondo laico contemporaneo.

Storia della Tigre

E altre storie delle vite anteriori del Buddha (Jatakamala)
Autore/i: Sura Arya
Editore: Leonardo da Vinci Editrice
a cura di Raniero Gnoli pp. 318, tavv. a colori, Bari

Il presente volume inaugura una collana che si propone di far più compiutamente conoscere al pubblico colto gli scrittori di maggior rilievo dell’Asia, dall’Iran al Giappone, senza restrizione di tempo: gli antichi e i moderni insieme.

La collana è diretta da Giuseppe Tucci con la collaborazione dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente.

Le storie che Raniero Gnoli ha tradotto e presentato in questo volume riescono a far penetrare, con l’immediatezza e l’ingenuità del racconto, nell’essenza della concezione etico-religiosa del buddhismo. Le avventure umane e fantastiche descritte sono tanti esempi e momenti della forza mistica del Buddha di fronte alla violenza, alle passioni ed agli istinti naturali degli uomini.

Ogni Storia, o Jataka (nascita), è un passo verso il nirvana, fine del dolore, cessazione del desiderio, sul santo ottuplice cammino verso la perfezione. In esse la rinuncia, il sacrificio, il dono di sé diventano occasioni di vero godimento, di pura gioia spirituale per l’Illuminato.

Tracce di sottolineature a matita, senza sovraccoperta.

Il Maestro di Saidu Sharif. Alle Origini dell’Arte del Gandhara

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ist. It. per l’Africa e l’Oriente
A cura di Pierfrancesco Callieri e Anna Filigenzi pp. 222, nn ill. ill. a colori e b/n, Roma

INDICE

Presentazione, Donatella Mazzeo

Presentazione, Gherardo Gnoli 

Introduzione, Pierfrancesco Callieri

La valle dello Swat e la Missione Archeologica Italiana dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO) in Pakistan, Pierfrancesco Callieri

L’itinerario della spedizione di Alessandro Magno nello Swat, Luca Maria Olivieri

I Maurya e la diffusione del Buddhismo nello Swat, Anna Filigenzi

Gli Indo-Greci nel Pakistan settentrionale, Pierfrancesco Callieri

Il periodo dei Saka e dei Parti: le dinastie di Apraca e di Odi ed il loro supporto al Buddhismo, Pierfrancesco Callieri

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano tra i Greci ed i Kusana, Laura Giuliano

L’artigianato di lusso nel Nord-Ovest di epoca indo-greca, Saka e partica: i “piattelli per cosmetici”, Ciro Lo Muzio

Introduzione ad alcuni significati del simbolismo dello stupa, Massimiliano A. Polichetti

L’arte narrativa del Gandhara, Anna Filigenzi 

Il complesso buddhista di Butkara I: nascita e sviluppo, Domenico Faccenna

Le prime testimonianze di arte figurativa: il centro artistico di Butkara I ed i gruppi stilistici, Domenico Faccenna

L’area sacra buddhista di Saidu Sharif I,
Domenico Faccenna, Pierfrancesco Callieri

Il fregio dello Stupa Principale di Saidu Sharif I: il Maestro di Saidu, Domenico Faccenna

SCHEDE

L’artigianato minore dal III sec. a.c. al I sec. d.C. (Cat. 1-10) .

I piattelli per cosmetici (Ca t. 11-15)

La monetazione del Nord-Ovest del sub-continente indiano da Alessandro agli Indo-Parti (Ca t. 17-64)

La tradizione dei depositi votivi: i reliquiari (Cat. 65-68)

L’arte narrativa del Gandhara (Ca t. 69-71)

Cultura religiosa e tradizione artistica nello Swat: il centro artistico di Butkara I (Cat. 72-95)

Il fregio dello Stiipa Principale di Saidu Sharif I (Ca t. 96-139)

Intorno allo Stiipa Principale: rilievi figurati dai monumenti minori di Saidu Sharif I (Cat. 140-147) .

APPENDICE

Sui contenuti di alcuni reliquiari da Butkara I e Saidu Sharif I, Swat, Lorenzo Costantini, Loredana Costantini Biasini, Daniela Ferro

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Autobiografia di un Monaco Zen

Autore/i: Deshimaru Taisen
Editore: Se
traduzione di Guido Alberti. pp. 144, Milano

“Fui pervaso fin nel più profondo del cuore dal sentimento dell’impermanenza di tutte le cose che mi era stato trasmesso da mia madre. La vita umana era effimera come i petali avvizziti, spazzati via dal vento. La nozione buddhista dell’impermanenza (mujo) faceva parte del mio essere più intimo. Niente nell’universo intero può resistere al tempo. Tutto ne viene travolto, tutto è condannato a scomparire o a mutare. Anche lo spirito, come la materia, è chiamato a trasformarsi, senza mai poter raggiungere la permanenza. Per questo l’uomo è costretto ad avanzare in solitudine, senza alcun appoggio stabile. Come è detto nello Shodoka, neppure la morte, che lascia ciascuno solo nella sua bara, è definitiva. Soltanto l’impermanenza è reale”.

Buddha e il Buddhismo

Autore/i: Botto Oscar
Editore: Esperienze
premessa dell’autore. pp. 244, Fossano (Cuneo) Prezzo: € 22,00

La dottrina di Gotama Buddha, una fra le più innovatrici e stimolanti risposte a quel fermento spirituale che vivifica nell’India del VI sec. A. C. ogni religione e filosofia, appare quasi la risultante di un processo nel quale convergono o sono comunque individuabili problematiche varie e di diversa origine.
Fonti storiche e letterarie del Buddhismo, vita del Buddha – nelle sue componenti storiche e leggendarie -, origine e sviluppo della dottrina, espansione ed evoluzione nelle tre grandi scuole che lo compongono, in una parola la storia di questa religione ricca di implicanze sociali, che ha esercitato sul pensiero, sulla cultura, sull’arte non soltanto dell’India ma dell’intero continente asiatico una penetrante influenza, sono qui illustrate dal Botto in una esposizione chiara e organica.

Mahaparinirvana-Sutra

Ovvero il libro della totale estinzione del Buddha
Autore/i: Puini Carlo
Editore: Carabba
prefazione dell’autore. pp. 142, Lanciano Prezzo: € 15,00

Del Mahaparinirvana-sutra, – importantissimo, perchè narra gli ultimi fatti e discorsi di Buddha – s’è perso da gran tempo l’originale e non esiste che una redazione cinese dovuta a Pe-fa-tsu. Il Prof. Puini, che fù  valente sinologo italiano, ne fece una diligente versione, arricchendola di note, di appendici e di un glossario. (G. Papini)

Buddhist Iconography

Autore/i: AA. VV.
Editore: Tibet House
pp. XIV-250, 73 figure b/n in appendice, New Delhi (India) Prezzo: € 19,50

The twenty-nine essays in this volume were first presented at the International Seminar on Buddhist Iconography organized by Tibet House in 1984. Exploring images from Thailand to Nepal to Orissa, these scholarly essays provide a glimpse of the issues and various approaches in this complex area of study.

Morale Buddhista

Autore/i: De Lorenzo Giuseppe
Editore: Ar
introduzione dell’autore. pp. 68, 2 tavv. a colori e b/n f.t., Avellino Prezzo: € 10,00

“I veri monumenti classici” – scrive Giuseppe De Lorenzo, offrendoci uno di quegli aforismi che meritano di restare scolpiti nella memoria — “cominciano là dove finisce la gesticolazione.” Sono propriamente “aumani”, puntualizzerebbe Julius Evola. I passi devono essere “fermi e leggeri”, dice ancora De Lorenzo per arrivare alle regioni dove abitano “Dei, eroi e santi”. E non c’è il minimo bisogno di seguire la voce, troppo compromessa con il mondo, dell’intermediario-sensale, il sacerdote, il velli-catore della “santa asinità” (Giordano Bruno), greve e magniloquente. Spesso, sulle labbra del vero Maestro, “si vede un fine sorriso errare”, “un sottile scherzo”: la sprezzatura, il contrassegno dell’uomo eccezionale.
Oltre il desiderio, l’odio, l’errore e la paura, c’è l’opera perfetta, quella che ogni uomo dovrebbe perseguire, o venerare in chi la compie. Ma, purtroppo (ed è la grande e meschinissima tragedia umana), solo “chi ha occhi vedrà le cose”. Soprattutto vedrà che la dottrina e l’ordine sono un “rifugio”, un conforto. “Chi ha occhi”, non i “pidocchi uomini” (come disse Marco Aurelio degli assassini senza pugnale di Socrate). Ecco gli straordinari insegnamenti della morale buddhista che De Lorenzo sa offrirci nella sua sintesi, scoprendo insospettabili alleati perfino in Lucrezio, Giordano Bruno, Schopenhauer. (Anna K. Valerio)

Il Buddismo Mahayana

Autore/i: Lane Suzuki Beatrice
Editore: Ghibli
premesse di Giulio Cogni, Christmas Humphreys e T. C. H., prefazione e introduzione dell’autrice. pp. 228, Milano Prezzo: € 15,00

Il buddismo mahayana è diffuso nel Nord e nell’Est dell’Asia. Partendo dal suo contesto geografico e culturale, questo libro ne dà una rilettura che lo rende accessibile a ogni latitudine e cultura. Caratteristica di questa dottrina è infatti una spinta ecumenica, una capacità di accogliere diverse interpretazioni e sfumature di una grande forma di spiritualità. Il grande Veicolo è ciò che ci libera dal mondo materiale, che libera la nostra spiritualità. Ma quel che è importante capire è che ciascuno di noi si deve liberare da sé. Il principio, infatti non è quello di aderire a un modello o disfarsi di qualcosa. Liberarsi significa entrare in contatto con il nostro cuore autentico, che da solo tende al cielo.

Beatrice Lane Suzuki è una studiosa di teosofia, brillante divulgatrice della cultura orientale. È stata un’importante tramite tra Occidente e Giappone anche per ragioni di storia familiare, avendo sposato il famoso filosofo zen Daisetsu Teitaro Suzuki.

Lettera di un Amico

I versi che svelano la via del sacro dharma
Autore/i: Acharya Nagarjuna
Editore: Jouvence
con testo a fronte, a cura di Chodup Tchiring Lama, Domenico Grandi e Alma Lauria. pp. 142, Milano

Questa magnifica opera di Nagarjuna, che è studiata e citata da tutti i grandi maestri e principali autori di testi filosofici buddisti di tradizione tibetana, in quanto universalmente apprezzata, offre una guida al buddismo in forma metrica. È considerata una raccolta di consigli ad un amico di stirpe regale, evidentemente propenso al buddismo.

Acharya Nagarjuna (tib. klu-sdrub), è un celebre filosofo buddista indiano del II secolo d.C., fondatore della scuola filosofica Madhyamika (tib. dbu-ma), che è stato più volte riconosciuto come secondo Buddha storico.

Chodup Tchiring Lama, nato in Tibet, ex monaco buddista. Fondatore e docente della Scuola Moderna presso l’Università monastica di Sera-Jeh, nel sud dell’India. Docente di lingua e cultura tibetana presso l’Ismeo di Milano. Diverse volte è stato accanto a Sua Santità il Dalai Lama, come accompagnatore e interprete.

Domenico Grandi, diploma di lingua e cultura tibetana presso l’Ismeo di Milano, preceduto dallo studio pluriennale del giapponese e di altre lingue dell’Asia Orientale. Traduttore di testi poetici.

Alma Lauria, socio fondatore dell’Istituto di studi economico-sociali dell’Asia Orientale presso l’Università Bocconi di Milano. Ha compiuto ripetuti viaggi nei paesi himalaiani cui sono seguiti approfondimenti sul Tibet, preceduti dal diploma di lingua e cultura tibetana presso l’Ismeo di Milano.

Buddha e la Dottrina del Buddhismo

Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.
Editore: Luni
traduzione e cura di Giuditta Sassi. pp. 368, Milano Prezzo: € 20,00

Chi era il Buddha? Che cos’è il Buddhismo? In un momento in cui di questi temi si parla molto, ma in realtà non molto si conosce, questo è un libro che si presenta con singolari caratteristiche di chiarezza e di opportunità. A queste domande esso dà infatti serie, estese e documentate risposte, trattando del Buddhismo sotto diverse angolature: alla vita di Gautama è dedicata la sua prima parte; la seconda è dedicata alla dottrina buddhistica, mentre le due seguenti trattano degli sviluppi a cui diede luogo il Buddhismo primitivo e l’ultima prende in considerazione le forme artistiche e letterarie che nacquero da esso. Pur favorendo la riflessione, il racconto della vita del Buddha è narrato con semplicità e vivacità, ed è tale, anche, da toccare il Cuore del lettore. I princìpi della dottrina sono esposti evitando distorsioni o partiti presi; l’esame a cui sono sottoposti, vòlto alla ricerca del loro senso più profondo, è concepito in modo da far risaltare l’accordo essenziale del Buddhismo ortodosso con altre forme tradizionali, quindi con lo stesso Induismo, con il quale esso può apparire in opposizione solo se lo si considera in modo esteriore e superficiale. Infine, la descrizione degli aspetti assunti dal Buddhismo nel tempo e quella delle sue produzioni nel campo dell’arte, sono integrate da abbondanti citazioni o sintesi da testi originali che permettono di farsi un’idea diretta ed aderente alla realtà sui diversi argomenti.

Il Buddha e la Sua Dottrina

Autore/i: Costa Alessandro
Editore: Fratelli Bocca
prefazioni dell’autore. pp. 272, Milano Prezzo: € 22,00

Dalla prefazione dell’autore:
“In un tempo come il presente tutto dedito alla ricerca dell’utile e del benessere e che ripone la sua maggior gloria nell’aver realmente, con un gran numero di scoperte pratiche, reso più facile ad una classe di persone la soddisfazione dei desiderii, delle ambizioni e degli appetiti, – un libro come il presente potrà sembrare non poco fuori di proposito. Poichè se ben si guarda, il carattere intimo del nostro tempo può riassumersi in una sola parola: irreligiosità. Il presentimento o per lo meno il sospetto che all’universo (intesa questa parola nel suo più vasto senso, fisico, intellettuale e morale) non possa attribuirsi quella assoluta realtà alla quale l’uomo irriflessivo naturalmente crede; e che perciò una uscita misteriosa debba pur trovarsi ai mali d’ogni specie di cui è piena la vita – tutto ciò sembra ignoto al mondo moderno. E se non fosse che le tradizioni religiose mettono ancora in conflitto con le tendenze moderne, i pensieri e le conclusioni di tanti secoli sul vero carattere della vita, quel presentimento o sospetto di una misteriosa o (come dicesi) religiosa conclusione della vita, non esisterebbe oggi forse neppure di nome.[…]“

Buddhismo in Cina

Autore/i: Ikeda Daisaku
Editore: Bompiani
traduzione di Daniela Sagramoso. pp. 176, Milano Prezzo: € 20,00

La storia della diffusione del buddhismo in Cina è anche l’affascinante cronaca dell’incontro di due grandi civiltà asiatiche: quella dell’India, la terra dove nacque il Buddha ed ebbe origine la religione, e quella della Cina, dove il buddhismo poté trasformarsi in una religione universale e da cui gli insegnamenti del Buddha vennero tramandati in Corea e Giappone.
Dopo aver ripercorso l’arrivo del buddhismo in Cina tramite i viaggiatori e i monaci lungo la Via della Seta, attraverso l’Asia centrale, l’autore esamina le prime traduzioni dei testi buddhisti realizzate dai monaci provenienti dalla Parti a e dalla Sogdiana; una materia su cui si sofferma anche a proposito della carriera e dell’opera del grande Kumarajiva, celebre per le sue straordinarie versioni dei sutra e dei trattati filosofici primo fra tutti, il Sutra del Loto – che costituiscono il nocciolo della letteratura buddhista dell’Estremo Oriente.
I pellegrinaggi dei monaci cinesi in cerca della Legge buddhista in terra indiana rappresentano uno dei più pregnanti momenti nella storia del buddhismo cinese; la fase di intenso studio che seguì – quando la massa enorme delle opere recate in Cina venne organizzata e ordinata – viene descritta con grande vivacità, e perfino alcune sottili distinzioni dottrinarie vengono presentate in modo da risultare di facile comprensione anche per il lettore non specialista.
Particolare attenzione è devoluta al Sutra del Loto e alla nascita della scuola T’ien-t’ai; in un linguaggio chiaro e incisivo vengono tracciate la vita e le opere dei grandi patriarchi del T’ient’ai, Hui-ssu e Chan-jan, così da rendere disponibile anche a chi ne è ancora digiuno un’utilissima introduzione alla scuola di buddhismo destinata a’ esercitare un profondo influsso sul Giappone, e segnatamente sulla dottrina di Nichiren Daishonin.
La storia del buddhismo cinese viene conclusa con le persecuzioni effettuate dalla dinastia T’ang e con l’ultima, definitiva sfida affrontata dalla comunità buddhista. Daisaku Ikeda mette in rilievo le ragioni di quanto avvenne, illuminando il ruolo giocato dal buddhismo nella società cinese e, per estensione, in tutta la società umana: così da render chiaro che la religione buddhista sa andare incontro ai bisogni dell’umanità, oggi come nella Cina del X secolo. Le appendici (contenenti fra l’altro una lista dei termini tecnici, delle opere buddhiste e dei nomi propri redatta in cinese, giapponese e italiano) rendono il libro uno strumento utilissimo per chi voglia occuparsi del buddhismo.

Daisaku Ikeda è nato a Tokyo nel 1928. Nel 1960 è succeduto a Toda nella presidenza della Soka Gakkai, un’organizzazione buddhista laica per lo sviluppo dell’educazione, della cultura e della pace che conta dieci milioni di membri in Giappone e mezzo milione nel resto del mondo. Dal 1975 è presid~nte della Soka Gallai Intemational e nel 1983 ha ri~evuto il premio delle Nazioni Unite per la Pace. Ha fondato organizzazioni culturali quali il Fuji Art Museum e la Minon Concert Association nonché l’università Soka e le scuole ad essa collegate. Per favorire gli scambi culturali e la pace nel mondo, ha visitato trentasette paesi incontrando leader politici e uomini di cultura. Tra le sue opere tradotte in varie lingue: The Human Revolution, Songfrom My Heart, On the Japanese Classics, A Lasting Peace, The Living Buddha (La Vita del Buddha, Bompiani 1986), Buddhism. The First Millennium (Buddhismo. Il primo millennio, Bompiani 1986), Life: an Enigma, a Precious Jewel, Choose Life (con Arnold Toynbee), Before it is too Late (con Aurelio Peccei) (Campanello d’allarme per il XXI secolo, Bompiani 1985), Human Values in a Changing World (con Bryan Wilson).