The Byzantine-Ottoman Transition in Venetian ChroniclesLa Transizione Bizantino-Ottomana nelle Cronache Veneziane

Autore/i: AA. VV.
Editore: Viella
A cura di Sebastian Kolditz, Markus Koller pp. 326, ill. b/n, Roma

During the 14th and 15th centuries the Ottoman Empire emerged as the new hegemonial power in the Romania, i.e. the territories that once had formed the core of Byzantium. As a major economic and political agent in this area, Venice and the Venetian elite were thoroughly affected by this transition, and consequently Venetian documents have often been used to elucidate the history of the late Byzantine and early Ottoman epoch. Yet, the repercussion of this change in the numerous works of late medieval Venetian historiography, particularly in the often anonymous chronicles, still awaits systematic exploration.
Against this background, the present collection of papers, that goes back to an international workshop held in 2014, combines both, methodological reflections on the characteristics of the Venetian cronachistica and the use of the information it contains, and a number of individual case-studies reflecting crucial stages of the Byzantine-Ottoman transition.

Nel XIV e XV secolo, l’Impero Ottomano si andò affermando come nuova potenza egemoniale nella regione che un tempo era stata il nucleo di Bisanzio. Questa transizione interessò anche Venezia e l’élite veneziana in quanto attori politici ed economici di rilievo nell’area. Di conseguenza, i documenti veneziani sono stati spesso utilizzati per illustrare la storia di un’epoca che vide il tramonto dell’Impero bizantino e l’ascesa di quello ottomano. Eppure, le ripercussioni di queste trasformazioni sulla copiosa produzione storiografica tardo-medievale della Serenissima e, in particolare, sulle cronache veneziane spesso anonime, non erano ancora state studiate in modo sistematico.
In tale contesto questo volume, frutto di un workshop internazionale, combina riflessioni metodologiche sulle caratteristiche della cronachistica veneziana e dell’uso delle informazioni in essa contenute e singoli casi di studio che riflettono fasi cruciali della transizione bizantino-ottomana.

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Table of Contents / Indice

Foreword

Prefazione

Sebastian Kolditz, Markus Koller, The Byzantine-Ottoman Transition in Venetian Chronicles. An Introduction

Dorit Raines, Venetian Chronicle Writing: From Factual Compilation to Event Telling

Şerban V. Marin, The Venetian Historical Writing and Its Immobilisms

Peter Schreiner, Gli imperatori bizantini nella cronachistica veneziana

Maria Pia Pedani, Chronicles and Documents: Two Kinds of Sources, One Study

Georg Christ, News from the Aegean: Antonio Morosini Reporting on the Battle of Gallipoli (Early 15th Century)

Thierry Ganchou, Les chroniques vénitiennes et les unions ottomanes des filles de l’empereur byzantin Jean V Palaiologos, Eirènè et Maria (1358 et 1376)

Sebastian Kolditz, The Council of Ferrara-Florence as Reflected in Venetian Chronicles: Preliminary Observations

Carlo Campana, «…per la maggior parte è sottoposta a’ Turchi… e sono per il più Greci». Le cronache della Marciana e la Romania

Colin Imber, Fact and Fantasy: Venetian Reports on the Anti-Ottoman Rebellion in Syria, 1520-1521

Giorgio Vespignani, Romània e Romei tra Venezia, Mosca e il Mar Nero dopo la caduta di Costantinopoli (secoli XV-XVI)

Hans Georg Majer, Franz Babinger und die italienischen Quellen zur frühosmanischen Geschichte

Contributors / Gli autori

Index of personal names / Indice dei nomi di persona

Index of places / Indice dei nomi di luogo

“Guerra Santa” e Conquiste Islamiche nel Mediterraneo

(VII – XI secolo)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Viella
a cura di Marco Di Branco e Kordula Wolf pp. 198, Roma

In seguito alle conquiste islamiche, il Mediterraneo diventò un fluido spazio di confine tra società musulmane e cristiane, contrassegnato da continui contatti e conflitti, intrecci e scambi, trasformazioni e tensioni.

Questo volume a più voci si propone di affrontare il tema del delicato passaggio che conduce dalla guerra di conquista islamica (ǧihād) alla creazione di strutture amministrative nei territori ­assoggettati, analizzando anche vari aspetti delle complesse dinamiche a esso inerenti.

Si prendono in esame alcuni importanti contesti mediterranei tra il VII e l’XI secolo: l’Egitto, il Maghreb, l’Andalusia, la Francia e l’Italia meridionale, le grandi isole. Lo scopo è quello di comprendere ancora meglio alcuni sviluppi e ­impatti dell’espansione musulmana, di affrontare le problematiche legate alla scarsità e all’interpretazione delle fonti e, non da ultimo, di invitare a guardare oltre l’orizzonte della propria disciplina.

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Kordula Wolf, Introduzione

Samir Khalil Samir, L’Apocalypse de Samuel de Qalamūn et la domination des Hagaréens

Marco Di Branco, Dalla guerra navale alla conquista delle grandi isole del Mediterraneo. Cipro, Rodi, Creta

Ann Christys, From ǧihād to diwān in two providential histories of Hispania/al-Andalus

Giuseppe Mandalà, Tra minoranze e periferie. Prolegomeni a un’indagine sui cristiani arabizzati di Sicilia

Marco di Branco, Kordula Wolf, Terra di conquista? I musulmani in Italia meridionale nell’epoca aghlabita (184/800-269/909)

Aldo A. Settia, «In locis qui sunt Fraxeneto vicina». Il mito dei Saraceni fra Provenza e Italia occidentale

Lutz Berger, Postface: Continuity and Change in the Early Medieval Mediterranean

Indici
Indice delle persone
Indice dei luoghi
Abstracts

Eurasian Studies Vol. XI 1-2 2013

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ipocan
pp. 260, Roma Prezzo: € 80,00

Articles

Jurgen Paul

Where did the dihqans go?

Veronica Prestini

A manuscript with double authorship: London, British Library Ms Sloane 2742

Alessandro Taddei

Some topographical remarks on Pope Constantine’s journey to Constantinople (AD 710-711)

Marco Salati

An act of appointment to the leadership pf the Wafa ’iyya sufi order from the Ottoman court records of Aleppo (1099/1687)

Marie Bossaert

Les Arméniens et l’apprentissage du turc en Italie. Relais mekhitariste et croisements italo-ottomans (dix-neuvième – début du vingtième siècle)

Correspondences diplomatiques et traités de chancellerie Textes réunis par Denise Aigle et Michele Bernardini

Denise Aigle

Introduction

Malika Dekkiche

Correspondence between Mamluks and Timurid in the fifteenth century: an unpublished corpus of official letters (Bnf, ms ar. 4440)

Thomas Tanase

Les relations de la papauté avec l’Orient mongol et musulman à traves les artes dictandi

Frédéric Bauden

Like father, like son: The chancery manual (Qala’id al-Juman) of al-Qalqasandi’s son and its value for the study of Mamluk diplomatics (ninth/fifteenth century) (Studia Diplomatica Islamica, I)

Marie-Anna Chevalier

Le correspondance entre les éliter arméniennes et la papauté pendant le règne de Lewon premier

Review Article Claudia Ott, 101 Nacht (by Francesca Bellino)

Malatya – II

Orientis Antiqui Collectio – X – Rapporto preliminare delle campagne 1963-1968. Il livello romano bizantino e le testimonianze islamiche
Autore/i: Schneider Equini E.
Editore: Ipocan
pp. 72, XL tavv. a colori e b/n f. t., Roma Prezzo: € 18,00

Indice

Prefazione (di S. M. Puglisi)

Caratteri storici e topografici del villaggio romano-bizantino di Arslantepe

Strutture architettoniche

Ceramica

Piccoli oggetti

Lampade

Iscrizioni

Monete

Tracce di un insediamento islamico

Indice delle figure

Indice delle tavole

Le Origini, Roma, il Medioevo

Autore/i: Franchetti Pardo Vittorio
Editore: Jaca Book
pp. 264, 92 tavv. b/n f. t., Milano Prezzo: € 26,00

La città è uno dei modi, il modo urbano, che l’uomo ha, e ha avuto, di appropriarsi e profittare ai propri fini insediativi dell’uso del suolo. Ve ne sono stati, e tuttora ve ne sono, altri. Ma, a sua volta, il termine «città» ha significati differenti a seconda delle civiltà e della fase storica cui ci si riferisce. Qui si fa riferimento alla «città occidentale», e al suo divenire nel tempo nelle molte e pur differenti aree geostoriche nelle quali essa è apparsa e si è imposta. Intendendosi per «occidente» non certo il limitato ambito geografico e nemmeno i contesti sociologici suggeriti da quel termine; dando invece a quel concetto un significato assai più ampio e, per certi versi, convenzionale e simbolico. E cioè la sedimentazione del divenire di fasi ed esperienze di quell’omogeneo e omologato sistema, fatto di forme insediative, di pensiero, di forme culturali e artistiche, di stili di vita, cui oggi alludiamo quando parliamo di «occidente».
In questo volume l’argomento viene tratteggiato a partire dal modo con il quale il concetto «città» compare nei testi biblici e nelle leggende mesopotamiche, e dalle forme in cui esso si è poi storicamente materializzato e sviluppato sino alla fine (1492 d. C.) di quella fase che per convenzione storiografica viene indicata come Medioevo. Con due ulteriori specificazioni. La prima è quella che attiene alla partizione dell’impero romano nelle due sue rispettive parti di Oriente e di Occidente. In questo caso, infatti, l’evoluzione del sistema «città» ha avuto due distinti percorsi dopo il VI secolo e sino al XV. La seconda, invece, concerne un sistema urbano, quello di matrice islamica, che non è direttamente riferibile alla città occidentale perché è maturato nella civiltà islamica (se ne indicano pertanto i principali e caratterizzanti lineamenti proprio per evidenziarne le peculiari identità). Ma che, tuttavia, ha avuto grande influenza nel divenire di quelle città occidentali che per più secoli, a partire dalla rapida espansione dell’Islam e fino al 1492, hanno fatto parte dell’ecumene islamico.

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Introduzione generale

Parte prima

DALL’ETÀ PROTOSTORICA AL «MONDO ANTICO»

Capitolo primo

LINEAMENTI DEL MONDO URBANO PRATO STORICO

Capitolo secondo

NUOVI PROTAGONISTI NEL BACINO MEDITERRANEO

Capitolo terzo

IL MONDO GRECO, ARCAICO E CLASSICO

Capitolo quarto

IL MONDO ELLENISTICO

Capitolo quinto

NASCITA E SVILUPPO DI ROMA (VIII-I SECOLO A.C)

Capitolo sesto

LA CITTÀ DELL’IMPERO ROMANO (DAL I SECOLO A.C. FINO AL 330 D.C.)

Parte seconda

DAL TARDO IMPERO ALL’ALTO MEDIOEVO

Capitolo primo

LINEAMENTI GENERALI

Capitolo secondo

L’EUROPA OCCIDENTALE: UN MONDO «DE-URBANO»

Parte terza

L’AMBITO DELL’IMPERO BIZANTINO: IL RUOLO DI COSTANTINOPOLI-BISANZIO

LINEAMENTI DEL CONTESTO STORICO

Capitolo primo

COSTANTINOPOLI DALLE ORIGINI ALL’ETÀ GIUSTINEANEA E OLTRE

Capitolo secondo

LE CITTÀ DELL’IMPERO BIZANTINO

Parte quarta

IL MONDO ISLAMICO

LINEAMENTI DEL CONTESTO STORICO

Capitolo primo

LA CITTÀ DI MATRICE ISLAMICA: SCHEMI TIPOLOGICI E PRINCIPI ORGANIZZATIVI GENERALI

Capitolo secondo

L’EUROPA ISLAMIZZATA

Parte quinta

LE CITTÀ DELL’EUROPA CRISTIANA DAL PIENO AL TARDO MEDIOEVO

LINEAMENTI GENERALI

Capitolo primo

ORIGINE E PRIMA FASE DI SVILUPPO DELLA CITTÀ MEDIEVALE

(METÀ XI-PRIMI DECENNI DEL XIV SECOLO)

Capitolo secondo

LA CITTÀ EUROPEA NELL’AUTUNNO DEL MEDIOEVO: DALLA FINE DEL XIV A TUTTO IL XV SECOLO (E OLTRE)

Orientamenti bibliografici

Indice dei nomi e dei luoghi

Empires of Faith

The Fall of Rome to the Rise of Islam, 500-700
Autore/i: Sarris Peter
Editore: Oxford Un. Press
pp. xi-432, 8 black and white maps and 15 illustrations, Oxford Prezzo: € 40,00

  • An unusually wide-ranging study which integrates medieval, Byzantine, and Islamic history
  • Draws on latest scholarship to form an up-to-date study of the era
  • Includes an extensive bibliography to provide a framework for future study

Drawing upon the latest historical and archaeological research, Dr Peter Sarris provides a panoramic account of the history of Europe, the Mediterranean, and the Near East from the fall of Rome to the rise of Islam. The formation of a new social and economic order in western Europe in the fifth, sixth, and seventh centuries, and the ascendancy across the West of a new culture of military lordship, are placed firmly in the context of on-going connections and influence radiating outwards from the surviving Eastern Roman Empire, ruled from the great imperial capital of Constantinople. The East Roman (or ’Byzantine’) Emperor Justinian’s attempts to revive imperial fortunes, restore the empire’s power in the West, and face down Constantinople’s great superpower rival, the Sasanian Empire of Persia, are charted, as too are the ways in which the escalating warfare between Rome and Persia paved the way for the development of new concepts of ’holy war’, the emergence of Islam, and the Arab conquests of the Near East. Processes of religious and cultural change are explained through examination of social, economic, and military upheavals, and the formation of early medieval European society is placed in a broader context of changes that swept across the world of Eurasia from Manchuria to the Rhine.

Warfare and plague, holy men and kings, emperors, shahs, caliphs, and peasants all play their part in a compelling narrative suited to specialist, student, and general readership alike.

Peter Sarris, Senior Lecturer in Late Roman, Early Medieval, and Byzantine History, University of Cambridge; Fellow of Trinity College
Peter Sarris was born in St Albans and educated at St. Albans School and Balliol College, Oxford, where he specialized in Medieval and Byzantine history. After Balliol, he was elected to a Prize Fellowship at All Souls College, Oxford, and is currently Senior Lecturer in Late Roman, Early Medieval, and Byzantine History at the University of Cambridge, where he is a Fellow of Trinity College. He has lectured and published widely on early medieval and Byzantine history both in the UK and abroad, and has appeared on historical programmes on television and radio and written on archaeological matters for The Times.

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1: The World that had been Rome
2: The Formation of Post-Roman Society
3: The Romano-Germanic Kingdoms
4: The View from the East
5: Byzantium, the Balkans, and the West
6: Religion and Society
7: Heraclius, Persia, and Holy War
8: The Age of Division
9: The Princes of the Western Nations
Epilogue
Select Bibliography and Further Reading

Storia di Barlaam e Ioasaf

La Vita bizantina del Buddha
Autore/i: Anonimo
Editore: Einaudi
a cura di Paolo Cesaretti e Silvia Ronchey, introduzione di Silvia Ronchey. pp. CXXVI-314, Torino Prezzo: € 35,00

«C’era a corte un uomo, funzionario tra i piú alti per grado, di vita ordinata e pia fede. (…) Accadde che un giorno il re se ne andasse a caccia con la solita scorta, e anche quel valentuomo fosse della partita. E mentre questi vagava tutto solo, gli capita, penso per divina Provvidenza, di trovare in una macchia un uomo accasciato al suolo, con un piede orrendamente maciullato da una bestia feroce; il quale, come lo vede venire, lo scongiura di non passare oltre, ma di avere pietà della sua disgrazia e ricondurlo a casa. E insieme soggiunge: “Vedrai che in futuro non mi rivelerò senza frutto, né ti sarò inutile”. Il valentuomo rispose: “Ti aiuterò a rimetterti in forze e ti procurerò l’assistenza che posso: ma disinteressatamente, e per puro Amor del Bene. Comunque, qual è il profitto che – a quanto dici – mi verrà da te?” E quel povero invalido dice: “Io sono il Guaritore dei Discorsi. Se avviene che sia riscontrata ferita o infermità in parole o conversazioni, con appropriati farmaci io saprò guarirla, sì che il male non abbia a diffondersi ulteriormente”».

Capofila di tutte le storie cristianizzate del Buddha, questo testo bizantino degli anni intorno al Mille ha una genesi affascinante tra il Caucaso e il Monte Athos, in un intreccio di lingue, culture e religioni diverse. A questo proposito l’introduzione di Silvia Ronchey è un avvincente «romanzo di filologia » che mostra come lo studio della tradizione dei testi possa toccare il cuore degli snodi culturali e, in questo caso, degli intricati rapporti fra Occidente e Oriente.
La Storia di Barlaam e Ioasaf racconta di un principe indiano che, grazie agli insegnamenti di un anacoreta, fugge dal palazzo dove il padre l’ha rinchiuso per proteggerlo dai mali del mondo, abbandona il destino regale e avvia il suo percorso mistico-eremitico. Che la storia ricalcasse quella del Buddha se ne erano accorti già gli studiosi di fine Ottocento, ma la matassa dei passaggi e delle mediazioni è stata dipanata solo in anni recenti, anche grazie all’edizione critica pubblicata da Robert Volk nel 2009. Basandosi sul suo testo e sui suoi apparati, Paolo Cesaretti consegna ai lettori una puntuale revisione della traduzione (di entrambi i curatori) e una ristrutturazione delle note e degli indici, che completano l’informazione aggiornata sull’insieme dell’opera fornita nel saggio introduttivo. Tutto questo rinnova profondamente l’edizione firmata dai due studiosi nel 1980. Si possono cosí apprezzare appieno per la prima volta sia le qualità narrative del testo sia la ricchezza allusivo-sapienziale delle parabole incastonate nel racconto, che hanno affascinato e influenzato molti scrittori nel corso dei secoli, da Iacopo da Varazze a Boccaccio, da Shakespeare a Tolstoj.

Dall’introduzione di Silvia Ronchey:
«C’è un personaggio singolare, in questo libro, cui viene dato il nome di Guaritore dei Discorsi. Quando nella discussione si profila un dissidio insanabile, un’aporia, questo terapeuta (therapeutes) interviene a sanarne i termini: a curare i tranelli delle domande, prima ancora che le risposte, per far uscire il discorso dall’impasse in cui è caduto e guarire il dialogo malato, evitando il degenerare dei conflitti.
Anche questo libro guarisce. Cura, ad esempio, i nostri discorsi sul presunto scontro di civiltà che dalla fine del XX secolo, dopo la caduta dei due imperi eredi di Bisanzio – l’impero ottomano all’inizio del Novecento, quello zarista, poi sovietico, alla sua fine -, sembra dominare il mondo attuale. (…) Il Barlaam e Ioasaf, non solo con la sua storia ma già nella storia della sua storia, cura la nostra logica. Il monstrum interconfessionale che ci consegna è l’epifania di un passato che garantisce la composizione degli scontri. Un passato bizantino fatto di ortodossia, ma anche di convivenza e mediazione religiosa, che col suo stesso esistere ci ricorda come tra civiltà siano invece possibili, spesso, degli incontri».

Alcune Osservazioni intorno all’Influenza delle Istituzioni Bizantine sulle Istituzioni Ottomane

Autore/i: Koprulu M. Fuad
Editore: Ipocan
traduzione dal turco a cura del Centro Studi Italiani di Istanbul e dell’Istituto per l’Oriente di Roma pp. IV-176, Roma Prezzo: € 10,00

Questa monografia del prof. M. Fuad Köprülü, uscì sotto forma di un un lungo articolo nel primo volume della Rivista di Storia Giuridica ed Economica Turca nel 1931. Per suggerimento di Ettore Rossi il Centro di Studi Italiani di Istanbul deliberò nel 1952 di promuovere, d’accordo con l’Istituto per l’Oriente di Roma, la traduzione in italiano e la pubblicazione di questa monografia a titolo di contributo agli studi relativi al quinto centenario della conquista turca di Costantinopoli. La traduzione riproduce fedelmente ed integralmente il testo turco. Si è corretto solo qualche errore tipografico e si è aggiunto qualche rinvio bibliografico tra parentesi quadre.

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Avvertenza

Opinioni circa l’influenza di Bisanzio sulle istituzioni ottomane

Principali argomenti e errori di coloro che accettano questa influenza

Come e dove vanno cercate le origini delle istituzioni ottomane

Origine delle varie istituzioni che si pretendono essere passate da Bisanzio agli Ottomani. Loro evoluzione fino alla conquista di Costantinopoli

Risultati derivanti da questo studio

Relazioni di Bisanzio con il mondo musulmano-turco prima degli Ottomani; opinioni espresse circa le reciproche influenze di questi due mondi

Bibliografia

Indice analitico

Persia, Siria, Bisanzio e il Medioevo artistico europeo

Autore/i: Francovich Géza
Editore: Liguori
prima edizione, introduzione e cura di Valentino Pace. pp. 212, 232 tavv. b/n f.t., Napoli Prezzo: € 27,50

In questo volume sono raccolti alcuni dei saggi dedicati da questo studioso tra i massimi esperti della storia dell’arte medievale dei nostri tempi, al cruciale tema dell’arte medievale europea e alle sue radici nel mondo a oriente del Mediterraneo: a Bisanzio, in Siria e in Persia, regioni a loro volta profondamente intercorrelate nella dinamica degli eventi artistici.

L’autore, già Ordinario di Storia dell’arte medievale nell’Università di Roma, analizza in dettaglio e nello stesso tempo dilata panoramicamente la sua ricerca su oggetti d’arte di particolare rilievo per la dimostrazione di questo assunto: per esempio la cassetta eburnea di Troyes o la brocca smaltata di St. Maurice d’Agaune, dove l’apporto delle civiltà persiana, islamica, bizantina si fondono in una forma artistica carica anche di precisi messaggi simbolici o, comunque, in un’espressione di altissimo livello qualitativo.

Nel suo saggio sull’arte siriaca, l’A. ha tracciato un pionieristico disegno del ruolo svolto da questa civiltà figurativa tanto sul mondo bizantino strettamente inteso, quanto soprattutto sul Medioevo europeo. A questo saggio si richiama l’ultimo di quelli qui raccolti dove, l’A. traccia una preziosa sintesi dell’apporto siriaco al mondo medievale. Essenziale apertura alla comprensione della civiltà medievale, ancor oggi troppo disinvoltamente incompresa all’ombra di pregiudiziali impostazioni critiche misurate sulla gloria della successiva pittura e arte toscana fra 200 e 300, questi testi segnano una tappa fondamentale della ricerca storicoartistica sul Medioevo figurativo europeo e, nel contempo, italiano.

Integrazione essenziale del volume è l’apparato illustrativo, ricco di oltre 200 tavole con più di 300 fotografie, che costituiscono un’eccezionale visualizzazione dei fenomeni artistici presi in esame e di tutte le loro implicazioni’ storiche.