Raccolta di Scritti Editi e Inediti – V. Astrologia – Astronomia – Geografia

Autore/i: Nallino Carlo Alfonso
Editore: Ipocan
Ristampa anastatica dell’edizione del 1944 pp. 558, Roma

INDICE

I. – Astrologia e astronomia presso i Musulmani

II. – Storia dell’ Astronomia presso gli Arabi nel Medio Evo

1. Introduzione

2·5. Definizioni, divisioni e contenuto dell’ astronomia
presso gli Europei e presso gli Arabi

6·11. Fonti arabe per le notizie sugli astronomi e le loro opere

12·19. Nozioni astronomiche degli Arabi preislamici; il nasī; le stazioni lunari; gli anwā

20. Primi studi astronomici dei Musulmani

21-24. Libri astronomici indiani tradotti in arabo

24·27. Versioni arabe di libri astronomici persiani

28. Libri greci di astronomia e astrologia tradotti in arabo

29·33. Lode dell’astronomia in libri religiosi musulmani. Principii di trigonometria

34-35. Rotazione apparente della sfera celeste; opinioni degli antichi e degli Arabi; rotazione della terra

36. Sfericità della terra

37-40. Misure della grandezza della terra: misure greche; misura araba; misura moderna

III. – Biografie di astrologi e astronomi arabi (Albohali, Albubather, al-Khuwārizmī, Abū Ma”shar, Alfragano, Thābit ibn Qurrah, Albatenio,  Abū ’l-Wafā, al-Būzagiānī, Alcabizio, Ibn Yūnus, al-Birūnī, Albohasen Haly, az-Zarqālī, Giābir ibn Aflaḥ, Alpetragio, Abū ’l-Ḥasan ’Alī al-Marrākushi)

IV. Astrolabio

V. – Del vocabolo arabo «niṣbah» (con «ṣād»

VI. – «Zarq» o «rizq» nell’ astrologia araba popolare?

VII. – Del vocabolo «qaṭ» nell’ astrologia araba

VIII. – Etimologia araba e significato di «asub» e di «azimut» con una postilla su «almucantarat»

IX. – Zu Giaghmīnī’s Astronomie

X. – Il valore metrico del grado di meridiano secondo i geografi arabi.

XI. – al-Khuwārizmī e il suo rifacimento della Geografia di Tolomeo

XII. – Un mappamondo arabo disegnato nel 1579 da ’Alī ibn Aḥmad ash-Sharafi di Sfax

XIII. – Recensione: G. R. KAVE, The astronomical observatories of Jay Singh

Il Grande Racconto delle Stelle

Autore/i: Boitani P.
Editore: Il Mulino
prefazione e introduzione dell’autore. pp. 618, 256 ill. a colori, Bologna

e quando miro in cielo arder le stelle;
dico fra me pensando:
a che tante facelle?
che fa l’aria infinita, e quel profondo
infinito seren?
Giacomo Leopardi

In principio furono le stelle. Se il primo a vedere «astri infiniti splendere nel buio» è Omero, poeti e scrittori di tutte le letterature sono stati rapiti dall’incanto del cielo stellato. Su tutti, Dante, che nella Commedia si volge alle stelle all’inizio e alla fine del poema, e al termine di ciascuna cantica. Trapuntano dovunque le volte delle chiese e delle moschee, illuminano mille capolavori della pittura, da Giotto a van Gogh e a Rothko. Ispirano musiche sublimi, da Händel a Haydn, da Verdi a Wagner, come pure folgoranti sperimentazioni contemporanee. Ma il racconto delle stelle intesse di vibrante bellezza anche civiltà lontane, dalla Persia all’India, alla Cina. Sapienti e visionarie, queste pagine esplorano i pensieri e i sogni, gli interrogativi, i fantasmi, i terrori, le speranze che l’umanità ha consegnato alle stelle attraverso il tempo.

Piero Boitani insegna Letterature comparate nella Sapienza – Università di Roma. Con il Mulino ha pubblicato da ultimo «Sulle orme di Ulisse» (20072), :«Letteratura europea e Medioevo volgare» (2007) e «Il Vangelo secondo Shakespeare» (2009).

L’Astrologia Storica

La teoria delle congiunzioni di Giove e Saturno e la trasmissione dei loro parametri astronomici
Autore/i: Buscherini Stefano
Editore: Mimesis
introduzione di Antonio C. D. Panaino, premessa dell’autore. pp. 224, ill. b/n, Milano Prezzo: € 22,00

L’astrologia storica fiorì nell’Iran sasanide al fine di prevedere gli eventi naturali, ma anche per dare la possibilità ai sovrani persiani di operare le scelte migliori in campo politico-militare. Sfruttando gli strumenti offerti da questa dottrina, in particolare grazie alle congiunzioni di Giove e Saturno, gli astrologi sasanidi potevano, nel quadro delle tecniche proprie dell’oroscopia storica, predire i principali eventi della vita di un sovrano (dal concepimento alla morte), la durata del suo regno, il cambiamento di dinastia e persino azzardare il calcolo della durata della dinastia stessa. Questo libro offre una dettagliata indagine sia delle origini dell’astrologia storica, sia dei complessi percorsi conosciuti dalla sua trasmissione nel posteriore periodo araboislamico, in particolare quello abbaside, quando gli astrologi si spinsero a ricostruire la storia del mondo a partire dalle sue origini, sempre sulla base dei cicli delle congiunzioni dei due pianeti superiori. Infine, il volume dedica un certo spazio anche alla questione dei parametri matematico-astronomici impiegati dagli astronomi sasanidi nei loro modelli planetari e in seguito perfezionati dai loro successori islamici.

Stefano Buscherini si è laureato in Matematica e poi in Storia Orientale; ha conseguito il dottorato di ricerca “Società Regalità Sacerdozio nella Metodologia storica, filologica e antropologica (sec. V – XVI)” presso l’Alma Mater Studiorum dell’Università degli Studi di Bologna. Si occupa di matematica antica con particolare interesse per le sue applicazioni nell’ambito dell’astronomia e dell’astrologia iranica pre-islamica. Collabora con la cattedra di Studi Iranici dell’Università di Bologna (sede di Ravenna) presso il Dipartimento di Beni Culturali.

Nakshatra

(Constellations) Based Predictions with Remedial Measures
Autore/i: Shubhakaran K. T.
Editore: Sagar Publications
preface and introduction by author. pp. 370, New delhi Prezzo: € 23,00

This book is the best in the predictive astrology books available today and deals with the individual characteristics, education, profession, family life, diseases etc. based on the birth constellation. The author has given the results based on the placement of each planet in one of the four pada, which can be understood even by a layman with the help of a computerized horoscope. The reader will find that he is really reading his own happenings in his life.

Commento al Centiloquio Tolemaico

Autore/i: Ibn Yusuf Ibn al-Daya Ahmad
Editore: Mimesis
edizione e traduzione del testo arabo e della versione greca a cura di Franco Martorello e Giuseppe Bezza; testo arabo e greco a fronte pp. 394, Milano – Udine Prezzo: € 30,00

Il Centiloquio pseudo-tolemaico è uno scritto formato da 100 aforismi che occupa un posto particolare tra i pseudepigrapha tolemaici. Le prime attestazioni della sua esistenza risalgono al X secolo d.C. quando compare in lingua araba, con il suo commento, sotto il titolo di il libro del frutto (kitāb al-ṯamarah). In seguito, nell’occidente medievale, dal XII secolo, con il titolo di Centiloquium per le traduzioni latine e Karpos per quelle in lingua greca, cominciò a far parte della cerchia di quei testi che dovevano essere conosciuti dai dotti e dagli studiosi del tempo. La trattazione di concetti di natura medico astrologica lo portò ben presto a far parte del curriculum di studi medicali di molte università medievali, tra cui le rinomate facoltà di Parigi e Bologna. La sua fortuna, oltre al contenuto, che in forma di aforismi riprende il sapere astrologico dell’antichità classica, collegandolo ai vari campi dello scibile, era dovuta alla sua attribuzione al famoso astronomo-astrologo di Alessandria Claudio Tolemeo che nel II secolo d.C. lo avrebbe composto riassumendo quanto già esposto nelle sue principali opere. Comunque, non si ha traccia del testo prima del X secolo quando cominciarono a diffondersi le prime copie in lingua araba, variamente commentate da illustri studiosi, ma prima della copia commentata dallo scienziato arabo Aḥmad ibn Yūsuf ibn al-Dāya non risulta citato in nessuna fonte conosciuta. Dopo il medioevo, alcuni studiosi cominciarono a dubitare della paternità del testo perché alcune asserzioni, ivi contenute, sembravano in contrasto a quanto lo stesso Tolemeo riportava in altre sue opere. Nel secolo scorso alcuni studiosi hanno ipotizzato che l’autore del kitāb al-ṯamarah non fosse Tolomeo bensì l’autore del primo commento arabo al testo, Aḥmad ibn Yūsuf ibn al-Dāya. Nella presente opera è presentata l’edizione in lingua araba e greca del libro del frutto e del suo primo commento insieme alla loro traduzione italiana; tale lavoro è il risultato della collazione dei più antichi manoscritti arabi disponibili nel nostro tempo.

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Introduzione

Autore ed epoca – Personaggi

Testo arabo

Edizione e traduzione – Principi editoriali – Note di consultazione – Testo arabo e traduzione

Testo greco

Testo greco e traduzione

Note alle sentenze e al commento

Glossario

Bibliografia

I Segreti Astrologici di Albumasar

Autore/i: Sadan
Editore: Aragno
a cura di Graziella Federici Vescovini pp. 142, Torino Prezzo: € 15,00

Quest’opera di Sadan, tassello fondamentale nel mosaico dell’astrologia medioevale, documenta che per gli arabi l’astrologia fu principalmente una scienza fisico-matematica e naturale.

Questo dialogo, redatto da Sadan in arabo tra il IX e il X secolo e riprodotto in latino tra il XIII e il XIV secolo, registra il pensiero del maestro di Sadan, Abu-Mashar Muhammad al Balkhi, nato in Hurasan nel 786 e vissuto a lungo a Bagdad alla corte di Al-Mamunn dove morì nell’886.

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INTRODUZIONE di Graziella Federici Vescovini

I. L’astrologia medievale arabo-latina

1. Le fonti greco-arabe

2. Gli spartiacque cronologici

3. La trasmissione dell’opera di Tolomeo

4. Il commento di Alì al Quadripartito

5. Alfarabi – La classificazione dell’astrologia come scienza matematica

6. I tradutori

7. Albumasar

8. Sadan

9. La sfera barbarica di Albumasar

10. La testa del Drago e i segreti di Albumasar di Sadan

II. La fortuna

1. Pietro D’Abano

2. Enrico Bate di Malines

III. Contenuto dell’opera

I SEGRETI DI ASTROLOGIA DI ALBUMASAR

Dialogo tra Sadan e Albumasar

Il viaggio
La grande congiunzione
La congiunzione piccola
Il significato dei segni
La natività di Jacopo Alkindi
La pioggia
La testa del Drago
Un segreto di viaggio
L’invenzione dell’astronomia
Gli occhi nelle natività Interrogazione di amore Altra interrogazione di amore La prigione
I malefici
L’Yleg
L ’Alkocoden I putei
La luna
La figura della natività di Albumasar Cosa penso?
Il rumore
Il parto
Le comete
I libri segreti della Biblioteca del Palazzo Le stelle fisse
Del potere
La fortuna
I gradi nebulosi I segreti
Il combattimento di due re
I segreti racchiusi nel cuore Il tesoro
I significati dell’interrogazione

Astrologia Cinese

Le caratteristiche psicologiche di ogni Segno. L’interpretazione
Autore/i: Aubier Catherine
Editore: Armenia
introduzione di Patrick Ravignant, traduzione di Enrica Viziale. pp. 256, nn. ill. b/n, Milano Prezzo: € 18,00

Il mare che divide l’Astrologia occidentale da quella cinese è largo e profondo. A parte le ovvie differenze tecniche (l’Astrologia cinese si serve dell’anno lunare e non solare, utilizza cinque Elementi invece di quattro, gli animali emblematici si riferiscono agli anni e non ai mesi) è proprio nelle aspettative che si ripongono nell’Astrologia e sul come utilizzarla, che appaiono le maggiori divergenze.
Per noi occidentali, che viviamo nel culto della psicologia e dell’«io», un tema astrologico deve aiutare a comprendere meglio il carattere, le potenzialità e sollevare se possibile il velo che copre il destino.
Gli orientali, invece, da secoli costruiscono la loro vita in funzione di un’Astrologia dominata dalla Luna, i precetti del Tao e gli oracoli deIl’Yi-King: in altre parole, invece di studiare il tema astrologico adattandolo ai propri bisogni per esaltare la personalità, sono essi stessi che si adattano al tema di nascita, utilizzandolo come un copione da recitare, fedelmente e al meglio, nel gran teatro della vita.
Con questo volume l’Autrice si propone di gettare un ponte ideale che riunifichi queste due immense isole di saggezza, l’Astrologia occidentale e orientale, per conoscere meglio se stessi ma anche il mondo che ci circonda e di cui facciamo parte integrante. Vi troverete un’ampia introduzione sulle basi filosofiche su cui si fonda l’Astrologia cinese, le indispensabili tabelle per scoprire il proprio Segno zodiacale, una chiara descrizione per ogni Segno sulle caratteristiche psicologiche che lo contraddistinguono e infine l’interpretazione di tutte le 144 possibili combinazioni fra i Segni tradizionali-occidentali e quelli cinesi.

I Misteri Occulti dell’Oriente

La dimensione nascosta della tradizione orientale
Autore/i: Osho
Editore: Ecig
traduzione di Swami Anand Videha e Ma Prem Ami pp. 220, Genova Prezzo: € 14,00

L’India, e la sua esperienza millenaria nell’arte di collegarsi con i grandi misteri della vita, appare in queste pagine in tutta la ricchezza delle sue tradizioni e nella grandiosità di una scienza del mondo interiore che ha visto impegnato, ieri come oggi, l’intero genio di questo popolo. Le ipotesi di una comunione con il vivente, di un balzo quantico nella verità suprema, di una fusione con l’Assoluto, vengono qui introdotte come esperienza, e non discusse come teoria filosofica. È in questa prospettiva che Osho spiega e approfondisce la funzione dei templi, luoghi in cui è possibile sintonizzarsi col trascendente; espone i segreti alchemici dei luoghi sacri, dove avviene una vera e propria mutazione che apre alla sfera dell’essere; parla dell’adorazione di idoli, veri tramiti per coloro che vogliono toccare l’infinito e la sua qualità essenziale: l’assenza di forma. Nel libro, un capitolo è dedicato al terzo occhio, alla sua fenomenologia e alla sua «fisiologia»; mentre nei due capitoli finali Osho mette a fuoco l’astrologia, in quanto «scienza dell’unità cosmica» e «soglia sulla religiosità». Scienza tanto antica quanto fraintesa, l’astrologia è oggi vista perlopiù come un euforizzante naturale in grado di liberare dall’angoscia; in realtà essa è molto di più, usata nel modo giusto può infatti aiutare ad aprirsi alla vita e al suo significato essenziale: un campo di energia universale in cui tutti gli elementi interagiscono e partecipano a un’armonia cosmica, la musica delle sfere. L’importanza di questi discorsi va ricercata nelle qualità dell’autore che si stacca da qualsiasi identificazione culturale, vuoi di tipo fideistico, vuoi di tipo logico-razionale, ed è quindi in grado di mettere a fuoco il patrimonio delle tradizioni indiane, senza quelle identificazioni che portano a perdere di vista la praticità dei riti, dei simboli e delle parole che, percepiti nella giusta prospettiva liberano, o meglio si potrebbe dire «squarciano» la prigione della mente in cui viviamo, isolati dal significato, o oceano splendente di coscienza vibrante, che è la vita in quanto tale.

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Prefazione

I misteri dei templi orientali

I segreti alchemici dei luoghi sacri

Il terzo occhio

Le dimensioni occulte dell’adorazione di idoli

L’astrologia: la scienza dell’unità cosmica

L’astrologia: una soglia sulla religiosità

Per approfondire

Trois Épîtres d’al-Kindī

Estratto da ANNALI dell’Istituo Orientale di Napoli – Volume 34 (N. S. XXIV)
Autore/i: Veccia Vaglieri Laura; Celentano Giuseppe
Editore: Istituto Orientale di Napoli
pp. 40, XIX tavv. b/n f. t., Napoli Prezzo: € 28,00

Les trois manuscrits dont nous publions ici les photos des textes et la traduction se trouvent inclus dans un volume de miscellanea, le n° 48 de la «Bibliothéque de manuscrits Paul Sbath, Prêtre Syrien d’Alep». Du moment que la plus grande partie de cette collection (à l’origine de 1325 manuscrits) est devenue, du n° 1 au n° 338 et du n° 340 au n° 776, propriété du Vatican par l’achat qu’en fit Eugène Tisserant en 1926, c’est à la Bibliothèque Vaticane que le volume susdit est conservé.

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I. Épîtres sapientielles sur les secrets des pneumas, rédigées par le sage, illustre, éminent philosophe Abū Yūsuf Ya’qūb ibn Isḥāq al-Kindī

II. Deuxième épître sur la description des pneumas des planètes, rédigées par le sage, illustre, éminent philosophe Abū Yūsuf Ya’qūb ibn Isḥāq al-Kindī

III. Troisième épître sur l’évocation des Esprits, rédigées par le sage, illustre, éminent philosophe Abū Yūsuf Ya’qūb ibn Isḥāq al-Kindī