Il Padre del Tai Ki Kung

Chi Song Zi – Siu gao Tin. I nove Piccoli Cieli del Maestro del Pino rosso
Autore/i: Ming Wong Chun Ying
Editore: Mimesis
a cura di Huang Siu Chin e Masako Suzuki. pp. 300, interamente e riccamente illustrato b/n, Milano Prezzo: € 22,00

In Occidente poco o niente si sa sull’origine del Tai Ki Kung e della lunghissima vita del suo fondatore il Maestro Taoista Chang Sam Fung. La causa di tutto ciò è da ricercare nell’incapacità di leggere il cinese antico e, di conseguenza, i documenti ufficiali imperiali di quattro dinastie che parlano della vita del Fondatore. Un simile limite ha portato a credere che l’esistenza di Chang Sam Fung sia stata solo una leggenda. La Scuola “Gong” (la cui traduzione è “Fiume”) fondata da Chang Sam Fung è l’unica Scuola in tutta la Cina a praticare ancora oggi il Tai Ki Kung come lo realizzava il suo Fondatore, con i simboli e concetti che costituiscono lo studio del Taoismo Originario fondamento della storia e della cultura cinese. Questo libro, unico e straordinario, è una guida a questa antichissima Arte per conoscerla attraverso il suo Principio riscoprendo la vita di Chang Sam Fung.

Il Maestro Ming Wong C.Y. ha il piacere della ricerca, è una delle più alte personalità viventi nello studio del Taoismo. 36°(trentaseiesimo) Zong Si Capo Scuola Centrale, depositario storico ufficiale del Tai Ki Kung lo stile Originario della Scuola “Gong”. Quinto Grande Maestro della Scuola del Sud di Medicina Tradizionale Cinese, la Scuola dell’Ago Sottile.

Huang Siu Chin è un ricercatore Taoista e allievo diretto del Maestro Ming Wong C.Y.

Masako Suzuki è insegnante di lingua giapponese all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.

47 Ronin

Autore/i: Soulié de Morant George
Editore: Bur
prefazione dell’autore pp. 178, Milano Prezzo: € 10,00

Nel Giappone del XVIII secolo una legge puniva con la morte tutti coloro che osavano far scorrere il sangue entro le mura della città imperiale, ma Asano Naganori, giovane guerriero coraggioso e intransigente, trasgredendo alla regola, sguainò la spada di fronte alle mirate provocazioni del ministro dei Riti, Kira. Il gesto gli costò la condanna a morte ma i suoi vassalli, quarantasette samurai ormai senza signore, giurarono di riscattarne la memoria. Per un anno intero pianificarono in clandestinità la vendetta, celando il loro sprezzo per non alimentare la diffidenza del ministro dei Riti. Una storia tragica realmente accaduta, giunta fino a noi attraverso la testimonianza dell’unico guerriero lasciato in vita per onorare degnamente il valore, la lealtà e l’eroismo dei suoi compagni: quei quarantasette ronin entrati nella leggenda, celebrati anche in un film con Keanu Reeves.

La Spada Non Spada

Una via all’illuminazione zen
Autore/i: Stevens John
Editore: Ubaldini Editore
a cura di Claudio Regoli pp. 200, ill. b/n, Roma Prezzo: € 18,00

Fondatore della scuola di scherma “Itto Shoden Muto Ryu”, la scuola della ’non spada’ da cui si è sviluppato il moderno kendo giapponese, Yamaoka Tesshu fu uno dei pochi cultori di arti marziali ad aver penetrato l’essenza di tante vie diverse: la via della spada, lo zen e la calligrafia. Questo libro di John Stevens, docente di buddhismo all’Università di Sendai, in Giappone, ma anche maestro di aikido, calligrafo e traduttore, ripercorre, attraverso fonti e documenti storici, le fasi salienti della sua vita e del suo insegnamento: la passione per la spada e l’addestramento; l’impegno politico al fianco dell’imperatore e poi il ritiro dalla scena pubblica per dedicarsi all’insegnamento della scherma fondando una propria scuola; la pratica dello zen nella tradizione di Tekisui e il conseguimento del risveglio a quarantacinque anni, e infine l’amore per la calligrafia, testimoniato da oltre un milione di opere, con cui usava sovvenzionare il restauro di templi o aiutare i bisognosi. Il volume è arricchito da una selezione di scritti di Tesshu tradotti dagli originali conservati nella biblioteca dello Shumpukan e da numerose riproduzioni delle sue opere pittoriche e calligrafiche.

Visualizza indice

La vita e i templi di Tesshu

La spada non spada

La grande illuminazione

Il drago si alza in volo

I tre Shu

Gli scritti di Tesshu

La Storia Segreta dei Samurai

La straordinaria epopea della feroce casta guerriera giapponese
Autore/i: Clements Jonathan
Editore: Newton & Compton
traduzione dall’inglese di Maria Laura Martini. pp. 336, ill. b/n, Roma Prezzo: € 16,00

Il loro codice è il Bushidō. La loro arte è la guerra.

I samurai sono l’incarnazione della tradizione marziale giapponese: eroi senza paura, che seguono il rigido codice del bushidō e preferiscono affrontare una terribile morte per harakiri piuttosto che conoscere il disonore della sconfitta. Eppure pochi sanno che in origine i samurai erano umili soldati di frontiera e guardie del corpo di ricchi signori, e solo nel corso dei secoli hanno acquisito sempre più potere, fino a diventare la classe dominante del Paese del Sol Levante, spesso più autorevole persino di shogun e imperatori. Un potere fondato sulla tattica militare, sull’estetica della guerra, sulla ferrea disciplina, su un’etica severa, ma anche su insospettabili intrighi di corte e su vendette sanguinose e spietate.
In questo libro, Jonathan Clements – basandosi sui resoconti dell’epoca e su famose opere della tradizione letteraria giapponese – descrive le battaglie più avvincenti, le armi segrete e i personaggi che hanno reso immortale, e famosa in tutto il mondo, la figura del samurai.
Strategie, battaglie, armi e vendette dei signori della guerra giapponesi.

«Un racconto avvincente. […] Clements offre al lettore delle incredibili novità.» (Asia Times)

«Un resoconto lucido, vivido.» (The Independent on Sunday)

Tra i temi trattati nel libro:

  • La nascita della classe guerriera
  • I primi samurai
  • La guerra Genpei
  • Lo shōgunato Kamakura e la flotta mongola
  • I contatti con l’Europa e la crociata in Corea
  • L’ascesa dei Tokugawa
  • Il crepuscolo dei samurai
  • Restaurazione e rivolta
  • I samurai come simbolo

 

Samurai

Scritti di guerrieri giapponesi
Autore/i: AA. VV.
Editore: Luni
introduzione e traduzione di Monica Amarillis Rossi. pp. 116, Milano Prezzo: € 18,00

Uno dei termini giapponesi per definire il guerriero è «bushi», il cui ideogramma condivide lo stesso radicale di «bun» (letteratura), suggerendo l’idea che le armi possono essere fermate dalla cultura.
In Giappone i guerrieri salgono ai vertici della scala sociale durante il periodo del feudalesimo (XIII- XIX secolo) e il loro codice morale, il Bushido, pervaderà lo spirito di tutto il Paese. I samurai non erano solo uomini d’armi, ma anche di penna. Accanto alle opere letterarie più note, come Il libro dei cinque elementi di Miyamoto Musashi, o l’Hagakure di Tsunemono Yamamoto, esiste una florida letteratura lasciataci in eredità dai capi samurai e dai daimyo (governatori militari delle province) delle varie epoche del Giappone feudale.
I manoscritti sono soprattutto esortazioni volte a regolamentare la vita dei clan guerrieri, testamenti spirituali prima di una battaglia imminente o epigrammi che testimoniano la filosofia del samurai imperniata sull’onore e sul senso di fedeltà al signore. In generale, tuttavia, essi non furono uomini privi di cultura e di raffinatezza, anche se lo scopo per cui presero in mano la penna era primariamente concreto e non perseguiva intenti letterari o di svago.
I personaggi presentati, vissuti tra il 1200 e il 1600 e molto diversi tra loro, comprendono i membri più elevati dello shogunato, come Shigetoki Hojo e Shiba Yoshimasa e semplici soldati che arrivarono faticosamente alla posizione di daimyo come Asakura Toshikage e Torii Mototada; uomini impegnati nel mondo della cultura e delle lettere come Imagawa Ryoshun e altri che proibirono addirittura lo studio della poesia e del teatro No come Kato Kiyomasa. Nonostante, o proprio grazie alle loro differenze, le loro testimonianze sono preziose per rintracciare i valori della classe guerriera rimasti immutati nei secoli. In questo senso i samurai (il cui significato letterale è «servitore»), hanno servito completamente la causa del loro signore perpetuando nei secoli quel senso dell’onore, impalpabile e pur tuttavia così tangibile, che è la base fondativa della cultura giapponese.

Bushido per Principianti

Bushido Shoshinshu
Autore/i: Shigesuke Taira
Editore: Edizioni Mediterranee
a cura di Thomas Cleary. pp. 112, 14 ill. b/n, Roma Prezzo: € 12,50

Bushido per principianti, il cui titolo giapponese è Bushido Shoshinshu (traduzione di Thomas Cleary), venne scritto dopo cinque secoli di legge marziale in Giappone per fornire ai guerrieri istruzioni pratiche e morali, correggere comportamenti refrattari e delineare gli standard di condotta personale, sociale e professionale tipici del Bushido (la “Via del Guerriero”), il codice cavalleresco giapponese. È uno specchio piuttosto fedele di molte caratteristiche e aspetti della moderna civiltà giapponese, e rappresenta una tradizione fondamentale di prestigio e potere. Responsabilità familiari, relazioni familiari, doveri pubblici, educazione, finanza, etica e così via; tutti questi aspetti della vita e altri ancora vengono affrontati in questo testo dal punto di vista dello spirito marziale della cavalleria giapponese. Anche le forme di incompetenza e corruzione politica e professionale che il Giappone oggi si ritrova ad affrontare sono descritte con precisione sconcertante in questo libro vecchio di tre secoli, tanto profonde sono le radici dei modelli feudali e militari del Giappone antico. Questo manuale rappresenta quindi una risorsa essenziale per tutti coloro che vogliono avere una comprensione realistica del Giappone e dei giapponesi.

Taira Shigesuke stratega militare e studioso confuciano, nacque nel 1639, un anno dopo l’entrata in vigore in Giappone della politica d’isolamento nazionale, e morì nel 1730, dopo aver vissuto il massimo periodo di splendore della’era Tokugawa.

Onore e Spada

Il Giappone dei Samurai
Autore/i: Corona Marino
Editore: Res Gestae
pp. 300, Milano Prezzo: € 24,00

Tra storia, leggenda e cultura pop, il Giappone affascina e fa sognare l’Occidente. Questo libro racconta nel dettaglio le origini e le gesta dei grandi guerrieri Samurai. Le tecniche più efficaci delle arti marziali, ma anche le regole ferree di un codice di comportamento che fanno dei Samurai eroi di ogni tempo, sono al centro di una narrazione documentata e avvincente. Sullo sfondo gli intrighi dell’Impero del Sol levante. Lo strapotere dei signori locali, sulla vita e la morte della gente, contro la spiritualità profonda del buddismo che cambia per sempre la cultura e il cuore dei giapponesi.

Marino Corona, storico e scrittore. Grande esperto di cultura e spiritualità orientale. Questo sua ricognizione è un testo ormai classico dell’incontro tra Oriente e Occidente.

La Vendetta dei 47 Ronin

Edo 1703
Autore/i: Turnbull Stephen
Editore: Libreria Editrice Goriziana
traduzione di Mauro Pascolat, illustrazioni di Mariusz Kozik, Alan Gilliland e Johnny Shumate pp. 128, nn. ill. a colori, Gorizia Prezzo: € 15,00

Il 30 gennaio del 1703, in una notte fredda e nevosa, un gruppo di 47 uomini portò a compimento la più imponente incursione nella storia del Giappone. Obiettivo dei membri del commando – noti con il nome di “Ronin”, cioè samurai rimasti senza padrone – era vendicare la morte del loro signore, Asano Naganori, assaltando la residenza di colui che ne era ritenuto il responsabile, Kira Yoshihisa, e ucciderlo. All’origine della cruenta vendetta, pianificata a lungo e in clandestinità, e infine eseguita con i crismi di una spietata operazione militare, fu il cosiddetto “incidente di Ako”, occorso due anni prima. Ne furono protagonisti Asano, giovane daimyo (signore feudale), e l’anziano Kira, maestro di protocollo cui lo shogun aveva assegnato il compito di istruire il primo nelle regole dell’etichetta in occasione di una visita di emissari imperiali al castello di Edo, residenza del governante. A causa di un torto – la cui natura ancor oggi non è chiara – che l’ufficiale di corte avrebbe subìto da parte di Kira, Naganori lo aggredì e lo ferì con una spada all’interno del palazzo. Per la gravità di questo atto violento, commesso nella residenza dello shogun e per di più in occasione di una cerimonia particolarmente significativa, l’aggressore fu condannato a morte mediante seppuku (il suicidio rituale). I fedeli seguaci della vittima, ritenendo ingiusta la punizione del loro signore, e anteponendo i dettami del bushido (il codice d’onore dei samurai) all’imperio della legge, scelsero la strada della cospirazione per attuare la vendetta in memoria di Asano. La conseguenza del gesto dei Ronin fu la loro condanna a morte. Ma l’episodio, per le complesse implicazioni legate alle antiche tradizioni dell’onore samurai, assunse ben presto la forma della leggenda, di cui si impadronirono sia il teatro sia le arti figurative, dando luogo a una vera e propria venerazione popolare nei confronti dei guerrieri, che sopravvive nel Giappone moderno nei luoghi e nei monumenti che li commemorano. L’autore analizza la controversa storia secondo una prospettiva che da un lato mira a epurarla dalle inesattezze storiche (cui molto hanno contribuito resoconti romanzati come il Chushingura nonché talune interpretazioni distorte diffuse in Occidente), inquadrandola con accuratezza nella realtà sociopolitica nel Giappone feudale del XVIII secolo, e dall’altro osserva con occhio critico l’incondizionata devozione di cui sono oggetto i vendicatori di Asano, laddove è pressoché ignorato il sacrificio dei leali servitori di Kira. Il libro, oltre a costituire un’attenta indagine filologica dell’articolata vicenda, esamina gli aspetti più propriamente tecnici dell’assalto: le fasi di pianificazione e di esecuzione, la tattica degli incursori, con la descrizione – anche sulla scorta di preziosi contributi iconografici dell’epoca – degli equipaggiamenti impiegati nell’operazione.

Il Manuale della Spada Giapponese

Autore/i: Nagayama Kokan
Editore: Costa Editore
traduzione di Emiliano Lorenzi pp. 480, nn. ill. b/n, Bologna Prezzo: € 75,00

Recentemente la popolarita della spada giapponese é cresciuta enormemente, con appassionati ed esperti in ogni parte del mondo, ma fino ad ora le informazioni più dettagliate necessarie allo studio della materia erano reperibili solo in giapponese. Questa guida allo studio e alla valutazione della spada giapponese é in grado di fornire le basi necessarie per divenirne stimatori.

Questo libro é organizzato secondo lo sviluppo temporale con un approccio sempre volto alla praticita. Ampi approfondimenti di tutte le tradizioni all’interno delle Gokaden incentrate sulle caratteristiche di scuole e fabbri – le varie tipologie di hada, hamon e boshi sviluppatosi in diverse epoche e regioni – fanno di questo volume una guida insostituibile per tutti gli appassionati, specialmente quelli che intendono partecipare ai kantei kai, gli
incontri dediti alla valutazione delle spade. Ogni sezione si chiude con una pratica tabella delle caratteristiche delle varie scuole e dei forgiatori.

Sono inoltre presenti, un capitolo dedicato alla terminologia ed uno alla manutenzione ed alla valutazione della nihonto. Riccamente illustrato attraverso gli oshigata dello stesso Nagayama “Il manuale della spada giapponese” è probabilmente il manuale più completo dedicato alla spada giapponese mai apparso in italiano. Kokan Nagayama, designato nel 1998 quale Tesoro Nazionale Vivente, ha raccolto le informazioni contenute in questo libro durante l’arco di un’intera vita.

Il Manuale della Spada Giapponese

Autore/i: Nagayama Kokan
Editore: Costa Editore
traduzione di Emiliano Lorenzi pp. 480, nn. ill. b/n, Bologna Prezzo: € 75,00

Recentemente la popolarita della spada giapponese é cresciuta enormemente, con appassionati ed esperti in ogni parte del mondo, ma fino ad ora le informazioni più dettagliate necessarie allo studio della materia erano reperibili solo in giapponese. Questa guida allo studio e alla valutazione della spada giapponese é in grado di fornire le basi necessarie per divenirne stimatori.

Questo libro é organizzato secondo lo sviluppo temporale con un approccio sempre volto alla praticita. Ampi approfondimenti di tutte le tradizioni all’interno delle Gokaden incentrate sulle caratteristiche di scuole e fabbri – le varie tipologie di hada, hamon e boshi sviluppatosi in diverse epoche e regioni – fanno di questo volume una guida insostituibile per tutti gli appassionati, specialmente quelli che intendono partecipare ai kantei kai, gli
incontri dediti alla valutazione delle spade. Ogni sezione si chiude con una pratica tabella delle caratteristiche delle varie scuole e dei forgiatori.

Sono inoltre presenti, un capitolo dedicato alla terminologia ed uno alla manutenzione ed alla valutazione della nihonto. Riccamente illustrato attraverso gli oshigata dello stesso Nagayama “Il manuale della spada giapponese” è probabilmente il manuale più completo dedicato alla spada giapponese mai apparso in italiano. Kokan Nagayama, designato nel 1998 quale Tesoro Nazionale Vivente, ha raccolto le informazioni contenute in questo libro durante l’arco di un’intera vita.

Il Pennello e la Spada

La via del samurai
Autore/i: Arena Leonardo Vittorio
Editore: Mondadori
premessa dell’autore. pp. 146, Milano Prezzo: € 17,50

Il samurai, leggendaria figura di guerriero sospesa tra mito e realtà, esercita da sempre un grande fascino che è giunto immutato fino a noi. Ma qual è la sua vera essenza e in che cosa consiste la sua modernità, ancora oggi fonte d’insegnamento nella vita quotidiana, nell’etica e nella politica?
A questi interrogativi tenta di dare una risposta Leonardo Vittorio Arena, studioso di religioni e filosofie orientali, in un testo che mescola saggio e narrazione, ricostruzione storica e riflessione filosofica. Il samurai viene analizzato in una duplice prospettiva, culturale e bellica.
Ispirandosi al pensiero di Sunzi, secondo cui non si può combattere senza una strategia, né si può vincere senza avvalersi della teoria, i samurai coltivano l’arte (nelle sue molteplici manifestazioni) e la lotta come discipline distinte ma complementari. Come lo yin e lo yang, esse rappresentano due facce della stessa realtà, entrambe necessarie e ugualmente importanti.
La lettura dei classici della letteratura e della poesia giapponese, la meditazione filosofica e religiosa, la scrittura di versi sono esercizio sterile se separato dalla vita, dall’azione guerresca, e quest’ultima diventa senza scopo e destinata alla sconfitta se privata della conoscenza.
La via maestra per un vero samurai è, dunque, quella del pennello e della spada.
Sulla base di questo concetto, l’autore approfondisce vari aspetti che caratterizzano la figura del samurai: il complesso rapporto con le donne, l’ambiguità sessuale, il modo polivalente di concepire il sacro, “frequentando ” varie religioni, fra cui il cristianesimo, senza aderire a nessuna in particolare, l’influsso esercitato dallo zen, e il ruolo determinante della morte. Per il samurai la vita e la morte sono infatti fogli di un unico libro, non ha senso prediligere una rispetto all’altra. Lo dimostra lo scrittore giapponese Yukio Mishima, da considerarsi un samurai “postmoderno”, con il suo suicidio spettacolare.
La morte pervade le arti marziali, le lettere invece la esorcizzano esaltando l’esuberanza vitale e assicurando gloria postuma e immortale. Occorre “mescolare i fiori che appassiscono con quelli imperituri” sentenzia Mishima. E come riuscirci, se non con la morte? Il seppuku, il suicidio rituale, è l’azione estrema in grado di conferire significato a ogni altro atto dell’esistenza. Il gesto sublime, inquietante e paradossale per noi occidentali, che il pennello e la spada del samurai tratteggiano per dare compimento all’opera d’arte che è la vita.

Leonardo Vittorio Arena insegna Religioni e filosofie dell’Asia orientale e Storia della filosofia contemporanea all’Università di Urbino.
Dirige corsi intensivi di meditazione, ispirati al buddhismo zen e al sufismo, sulla morte, la musica e l’amore. Tiene un ciclo di lezioni in tutta Italia, “La Biblioteca di Babele”, sui grandi testi della tradizione orientale e occidentale.
È autore di numerosi libri sulla filosofia e la cultura orientale, tra cui La lanterna e la spada (2007), L’imperatrice e il dragone (2008), L’Ordine Nero (2009), Il maestro e lo sciamano (2010), Il coraggio del samurai (2011) e, in edizione Mondadori, Samurai (2002), Kamikaze (2003), I guerrieri dello spirito (2005), Il pensiero indiano (2008), L’innocenza del Tao (2010), Confucio (2011), Nietzsche in Cina (e-book, 2012) e Note ai margini del nulla (e-book, 2013).

Tai Chi la Forma Yang e le Sue Applicazioni

Histoire – Philosophie – Usage du Chi
Autore/i: Cangelosi Paolo
Editore: Budo International Publ. Co.
pp. 232, interamente illustrato a colori Prezzo: € 19,90

Il Tai Chi Yang è lo stile più praticato in Occidente di questa tipologia di Kung Fu.
L’impeccabile struttura di questa “forma” fa sì che chiunque possa praticata, anche se non tutti hanno esplorato allo stesso modo i suoi innumerevoli registri.
Sifu Paolo Cangelosi, riconosciuto esperto di Kung Fu, ha accettato la sfida di preparare quello che, secondo me, si può definire un vero e proprio manuale per imparare questa “forma”, senza trascurare anche il più insignificante dettaglio.
Nessuno è meglio di lui per questo incarico, capace di coniugare due estremi difficili da far convergere: precisione e fluidità. Instancabile difensore dell’essenza tradizionale domina l’Arte con la precisione di un orologiaio svizzero e con la disinvoltura, l’abilità e l’arguzia di un pittore impressionista.
Il libro è perfettamente strutturato affinché niente sia lasciato al caso: introduzione storica, filosofia, caratteristiche tecniche, gli aspetti energetici, terminologia, esecuzione della “forma” passo per passo e senza angoli morti ed, ovviamente, le applicazioni marziali. Tutto ciò con più di 1.000 fotografie a colori.
La prima parte del libro richiede una tranquilla lettura; tuttavia la seconda è stata progettata come un manuale, di modo che l’allievo possa aprirlo per consultare passo per passo la corretta esecuzione dei suoi movimenti. Per facilitare questa consultazione, la numerazione delle foto va da sinistra a destra, usando entrambe le pagine come se fossero un’unica “tela”. Quando si produce un angolo morto nella visione frontale dell’esecuzione, subito affianco a quelle fotografie si mostra un’altra immagine dello stesso movimento però visto da davanti. (Alfredo Tucci Direttore di Sudo International)

Il Fiore e la Spada

Zen e Arti Marziali
Autore/i: Bolelli Ferrera Antonella
Editore: Baldini E Castoldi
pp. 224, Milano Prezzo: € 14,00

Volgete lo sguardo ad Oriente e fatevi guidare in un viaggio nell’antico Giappone per scoprirne l’affascinante ed enigmatica identità . Al centro del racconto c’è infatti il Paese del Sol Levante, con la sua tradizione millenaria di forza guerriera e di delicatissima sensibilità . Dall’inflessibile codice morale dei samurai al suicidio rituale del seppuku, passando per le arti marziali, scorreranno secoli e secoli di battaglie sanguinose e di terribili scontri per il potere, ma anche d’incessante lavoro spirituale nella perenne ricerca del supremo distacco insegnato dallo zen. Preparatevi a entrare in un mondo dai tratti ancora misteriosi, dove non tutto avviene per processi logici, dove la consapevolezza di un’azione va al di là  di qualsiasi ragionamento. Verrete quindi spiazzati dagli insegnamenti dei maestri zen che ai loro discepoli – futuri guerrieri – suggerivano un modo diverso di percepire la realtà , così diverso da permettere loro di trovare una spiegazione a una domanda del tipo: «Circondato da cento nemici, come farai a vincere senza arrenderti e senza combattere».
Un mondo in cui l’Arte della Spada non è soltanto un insieme di raffinate tecniche di scherma, ma una filosofia di vita; e la cerimonia del tè un vero e proprio rituale cui accostarsi con la massima partecipazione interiore.
Tutti segni di un fascino profondo e ancora vivo che a volte sconcerta noi occidentali, ma sempre ci attrae. Spesso in modo irresistibile.

«La storia è piena di guerrieri di eccezionale valore, ma i samurai sono avvolti da un’aura magica che li pone tra l’umano e il sovrannaturale.»

«Bella l’idea, bello il titolo, bello il tema… il ciclo Il Fiore e la Spada dedicato alla cultura giapponese è uno dei migliori di sempre… Insomma: da non perdere.» (Massimiliano Lussana – «il Giornale»)

«Antonella Ferrera tocca uno per uno tutti i temi della tradizione, dalla figura sacra dell’Imperatore, ai monaci guerrieri, alla penetrazione del buddhismo, alla nascita dei samurai, fino alla cerimonia del tè… Una parte del fascino che esercitano queste storie lontane nel tempo… consiste nel fatto che noi viviamo in un mondo che, dal punto di vista dei rituali che scandiscono la vita sociale, è un’ameba informe dove le uniche divise sono quelle imposte dai capricci della moda.»
(Bruno Gambarotta – La Stampa)

Antonella Bolelli Ferrera, giornalista e scrittrice, è nata a Bologna e vive a Roma da molti anni. Scrive e conduce programmi radiofonici per la RAI: Il Fiore e la Spada dedicato allo zen e alle arti marziali, Il Fuoco e il Ghiaccio sui miti e le leggende dei popoli del Nord Europa, 100 anni alla conquista dei cieli, e il ciclo di puntate Sulla Cresta dell’Onda (La Canzone alla radio, I Comici alla radio, Lo Sport alla radio). È anche ideatrice del programma settimanale di Radio 3, La Storia in Giallo – giunto al suo quarto anno – dove ricostruisce fatti e personaggi della storia avvolti dal mistero.

L’Anima del Samurai

Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Mediterranee
a cura di Thomas Cleary. pp. 184, Roma Prezzo: € 12,50

L’anima del samurai presenta nuove traduzioni di tre opere giapponesi del XVII secolo che dimostrano la notevole influenza dello Zen sul Bushido, il leggendario codice dei samurai, in particolare si tratta degli insegnamenti Yagyu (1571-1646) e di Takuan (1573-1645) sulla scherma e lo Zen. Yagyu era al contempo insegnante di scherma e capo della polizia segreta dello shogun, mentre Takuan era un kokushi (“insegnante del Regno”), maestro Zen dell’Imperatore. Gli insegnamenti Zen e l’influenza di Takuan sono evidenti nell’opera del maestro Yagyu sulla scherma Zen, Il libro delle tradizioni familiari sulle arti marziali. Alcune delle idee originali del maestro Zen, inoltre, si trovano nei suoi scritti diretti al maestro di scherma: L’impenetrabile finezza della saggezza inamovibile, una serie di commenti in giapponese su questioni riguardanti lo Zen, e Tai-A Ki: annotazioni sulla spada senza pari, un criptico trattato in Kanbun (cinese) sulla spada Zen, con un commentario in giapponese di Takuan.

Thomas Cleary è uno dei più conosciuti ed esperti traduttori della sapienza dell’Asia. Ha tradotto L’Arte della Guerra, Il Libro dei Cinque Anelli, Il codice del samurai e più di altri 70 opere che trattano di filosofia marziale, buddhismo, taoismo, religione e filosofia. Vive a Oakland, California. Di Thomas Cleary le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato Kensho. Il cuore dello Zen, I:Ching taoista e La saggezza dei samurai.

La Ricerca del Ki

Autore/i: Tokitsu Kenji
Editore: Luni
prefazione dell’autore, traduzione di Antonietta Ferrari. pp. 112, firenze Prezzo: € 17,00

«Molto presto, ho praticato con passione le arti marziali di combattimento. Giovane, traboccante di energia, mi sono impegnato totalmente nello sviluppo della mia forza fisica e nel perfezionamento delle tecniche di combattimento. Tuttavia, arrivato a padroneggiare queste tecniche, ho preso coscienza che alla mia pratica mancava una dimensione fondamentale: la durata. La forza fisica pura dura soltanto una stagione.
«Allora la mia riflessione sul senso delle arti marziali, e su quel che significa oggi benessere, e ben vivere, si è orientata verso la ricerca sul ki. Ho cominciato un lavoro interno sul mio corpo, e ho integrato questa nuova dimensione nelle tecniche di combattimento …
«Quella di “ki” è una nozione misconosciuta, in Occidente. Questa mia opera rappresenta una prima summa, tanto del sapere teorico quanto degli insegnamenti scaturiti dalla mia pratica quotidiana del ki, e vuole mostrare come la padronanza del ki possa migliorare allo stesso tempo il benessere, la salute e l’efficacia in arti marziali …
«Per continuare a progredire, occorre praticare la propria arte per tutta la vita. Ma non è sufficiente che la pratica di un metodo sia compatibile con la salute, deve anche rafforzarla. Questa è la chiave del mio metodo».
Le parole di Tokitsu illustrano al meglio quali siano il senso e la portata di questo libro. La ricerca del ki è la logica continuazione di quel magnifico libro che è Il ki e il senso del combattimento, pubblicato da Luni nel 2002. Se quest’ultimo impostava magistralmente il problema dei vicoli ciechi cui conduce la pratica attuale delle arti marziali, svincolata com’è da tutto il suo retroterra tradizionale (metafisico, medico, etico, guerriero), il libro che oggi presentiamo propone la soluzione al problema: un metodo efficace per il lavoro personale sull’energia interna, forgiato in quarant’anni di ricerca in arti marziali, che l’Autore ci permette di seguire in presa diretta, raccontando il proprio percorso esistenziale, le impasse in cui si è imbattuto, i Maestri che lo hanno aiutato a superarle.
Una ricerca che, dall’allenamento intensivo al karate, si è spinta sempre più avanti, con sincerità e lucidità, arrivando al qi gong.

Kenji Tokitsu, nato in Giappone, ha praticato fin da bambino diverse arti marziali. Laureato in Giappone (Università Hitotsubashi) e in Francia (Sociologia), insegna karate, taiji quan e kiko (qi gong) a Parigi dal 1971. Numerosi anni di pratica appassionata del karate tradizionale lo hanno portato a svilupparne una critica, pratica e teorica, e a effettuare, di conseguenza, ricerche storiche sulle arti marziali giapponesi e cinesi. Nel 1984 fonda la scuola Shaolin-mon, dove insegna un’arte marziale che è una sintesi originale delle arti marziali giapponesi e cinesi. Egli riprende, con un pensiero moderno, il vero obiettivo delle arti marziali orientali: la ricerca di un’ efficacia che si prolunga durante tutta la vita e che si accompagna al bencssere attravcrso una regolazione intelligcnte dell’energia.
Di Kenji Tokitsu la Luni Editrice ha già pubblicato: L’arte del combattere (1993), Storia del karate. La via della mano vuota (1995), Shaolinmon. Verso l’arte marziale del futuro (1999), Il ki e il senso del combattimento (2002), Vita di Musashi, il più grande guerriero del Giappone (2002), Musashi e le arti marziali giapponesi (2003), la traduzione commentata di Miyamoto Musashi, Il Libro dei Cinque elementi (Gorinno-sho) e altri scritti (2004), e Kata. Forma tecnica e divenire nella cultura giapponese (2004).