Arte ed Estetica nell’Islam

Autore/i: Allamah Muhammad Taqi Jafari
Editore: Irfan Edizioni
prefazione di Maria Rosaria D’Acierno, traduzione di Kazem Zakeri (Zaccaria). pp. 148, San Demetrio Corone (CS)

In quest’opera l’Autore affronta, dal punto di vista filosofico islamico, i temi più importanti dell’arte e dell’estetica, tra cui: il significato e i differenti tipi di bellezza, la distinzione tra arte conformista e arte d’avanguardia, il ruolo dell’artista nella società, il talento e la creatività, il rapporto tra la bellezza con l’etica e la verità rivelata. Un intero capitolo, infine, è dedicato al tema della bellezza artistica e naturale, nelle fonti tradizionali dell’Islam, ossia il Corano e le tradizioni del Profeta e degli Imam.

Allamah Muhammad Taqi Jafari  (1923-1998), nato a Tabriz (Iran), è stato un autorevole filosofo e teologo musulmano di scuola sciita. Scrisse molte opere nelle quali affrontò diverse tematiche in ambito antropologico, sociologico, mistico e filosofo, tra le quali ricordiamo un imponente commentario in 15 volumi al capolavoro del misticismo universale del poeta Rumi, il Mathnawi, e la sua incom-piuta traduzione commentata in persiano del Nahj al-Balaghah, che raccoglie i detti, i sermoni e le lettere (in lingua araba) attribuite ad Ali ibn Abu Talib, quarto califfo e primo Imam sciita.

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Presentazione

Profilo biografico di Allamah Jafari

1. Uno sguardo alla filosofia dell’arte secondo l’Islam

2. L’arte dal punto di vista filosofico

3. Arte conformista e arte d’avanguardia

4. Arte e innovazione

5. L’artista e la creativita’

6. Unita’ e molteplicita’ nell’arte

7. La bellezza e la sua relazione con la verita’ e l’etica

8. La bellezza dal punto di vista filosofico

9. La bellezza secondo le fonti islamiche

La Tradizione Estetica Giapponese

Sulla natura della bellezza
Autore/i: Ricca Laura
Editore: Carocci
premessa dell’autrice. pp. 192, nn. ill. b/n, Roma

L’indagine del volume si incentra sull’esame di alcune idee estetiche del Giappone tradizionale che non sono state oggetto di analisi teoretiche sistematiche, ma hanno trovato espressione in concrete pratiche di vita e attività artistiche concepite come vere e proprie “vie” di perfezionamento spirituale. Il saggio si compone di due parti. Nella prima si pongono le premesse per indagare le idee-patrimonio dell’arte e della cultura estetica nipponica; la messa a fuoco di alcuni principi cardine che affondano le loro radici nella sensibilità “classica” giapponese contribuisce a illuminare taluni tratti della visione del mondo estremo-orientale. Nella seconda parte si analizzano alcune significative idee estetiche, la cui peculiarità è di non essere mai state organizzate in un sistema organico, forse perché troppo ovvie o troppo “vissute”. Proprio nello spirito di tale dimensione esistenziale la struttura del libro segue un percorso non lineare, dettato essenzialmente da libere associazioni, ispirandosi al genere classico zuihitsu – letteralmente “seguire il pennello”, ovvero pensieri in libertà, non necessariamente legati da nesso logico. Lungo questo percorso si sviluppano poi ulteriori diramazioni innescate da quei punti di congiunzione con il pensiero filosofico ed estetico occidentale che si offrono all’intuizione nella prospettiva di un’ermeneutica comparata.

Laura Ricca yamatologa di formazione, è attualmente assegnista di ricerca (2011-16) in Estetica all’Università di Bologna (Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Scuola di Psicologia e Formazione). Tra il 2003 e il 2009 è stata Lettrice di Italiano e in seguito Research Fellow presso l’Università del Tohoku di Sendai in Giappone. Le sue ricerche hanno come oggetto le idee dell’arte e della cultura estetica giapponese in una prospettiva comparata.

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Premessa
Parte prima
Percorsi
1. L’armonia (wa) come filosofia di vita
2. Il soffio vitale (qi)
3. L’assenza di sistematicita: lo zuihitsu
4. La relazione uomo-natura
5. La via del te

Parte seconda
Idee dell’arte e della cultura estetica giapponese
6. Furyu e iki
7. Aware
8. Wabi, sabi e mingei
9. Shibui e yugen
10. I volti del vuoto
Bibliografia essenziale

The Manual of Calligraphy by Sun Guoting of the Tang

Autore/i: De Laurentis Pietro
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
pp. XXIII-126, XIII tavv. b/n f.t., Napoli

Tabel of Contents

ACKNOWLEDGMENTS

INTRODUCTION

The man

The manuscript – The text

The calligraphy of Sun Guoting

The importance of the Manual of Calligraphy in Chinese calligraphy

CHAPTER 1. BIOGRAPHY OF SUN GUOTING

1.1 Outline of Sun Guoting’s biographical sources

1.2 The question of the years of birth and death

1.3 Personal and courtesy names

1.4 Birthplace

1.5 Maturity and official post

1.6 Death

1.7 Sun Guoting’s relationship with the society ofhis time

1.8 Conclusion

1.9 Appendix: Translation of Sun Guoting’s biographical sources 1.9.1 The Epitaph 1.9.2 The Elegy 1.9.3 Biography of Sun Guoting in the Judgements on Calligraphy 1.9.4 Biography of Sun Guoting in the Rhapsody Discussing Calligraphy 1.9.5 Biography of Sun Guoting in the Xuanhe Catalogue of Calligraphies

CHAPTER 2. TRANSCRIPTION AND TRANSLATION OF THE MANUAL OF CALLIGRAPHY

2. 1 The decipherment of the cursive script

2.2 Transcription of the manuscript

2.3 Translation of the Manual of Calligraphy

CHAPTER 3. SUN GUOTING AND HIS WORK

3.1 Analysis of the title “Shu pu”

3.1.1 On the character “pu”

3.1.2 The “yunbi lun”

3.2 The content of the Manual of Calligraphy

3.2.1 The description of calligraphic technique in the Manual of Calligraphy

3.2.2 The Manual of Calligraphy and the pre-Tang texts on calligraphy

3.2.3 The information about the Manual of Calligraphy contained in the manuscript

3.3 Sun Guoting’s aspirations

3.4 The integrity of the scroll

3.4.1 On the date of completion of the scroll

3.4.2 The transmission of the Manual of Calligraphy between the seventh and the eleventh centuries

3.4.3 On the last ten columns of the scroll (360-369)

3.4.4 On the “knot-strokes” (seppitsu)

3.5 Conclusion

BIBLIOGRAPHY GENERAL INDEX PLATES

Il Vuoto, le Forme, l’Altro

Tra Oriente e Occidente
Autore/i: Ghilardi Marcello
Editore: Morcelliana
introduzione dell’autore. pp. 544, Brescia

Se da sempre provoca il pensiero filosofico, la questione dell’”altro” assume nuovo interesse di fronte alla pluralità che caratterizza l’epoca odierna. Confrontandosi con autori e testi non solo della tradizione europea ma anche di quella orientale, in particolare cinese e giapponese, l’autore esamina l’alterità nell’ambito del linguaggio, della pratica artistica e dell’etica, giungendo a una inedita nozione di “vuoto”, non come nome dell’indicibile, ma come apertura nei confronti delle molteplici forme del mondo.

Buddhist Iconography

Autore/i: AA. VV.
Editore: Tibet House
pp. XIV-250, 73 figure b/n in appendice, New Delhi (India) Prezzo: € 19,50

The twenty-nine essays in this volume were first presented at the International Seminar on Buddhist Iconography organized by Tibet House in 1984. Exploring images from Thailand to Nepal to Orissa, these scholarly essays provide a glimpse of the issues and various approaches in this complex area of study.

L’Ideogramma Cinese come Mezzo di Poesia

Autore/i: Fenollosa Ernest
Editore: Luni
prefazione e curatela Matteo Luteriani, traduzione di Silvia Galimberti. pp. 64, Milano Prezzo: € 12,00

Il tratto, il carattere, la forza nel tratteggiare l’ideo-gramma, lo spazio tra una linea e l’altra: ogni cosa è verbo, ogni cosa è respiro. Tutta la poesia cinese è una poesia che respira; questi segni ci insegnano a osservare: quello che vediamo non è ciò che è.
L’ideogramma è esso stesso poesia: il «mezzo», il veicolo attraverso il quale la poesia si esprime, grazie al quale il pensiero ancora non si è materializzato, è ancora idea: anche se messo nero su bianco ci racconta la sua storia, il suo percorso, non è ancora diventato «significato», è posto a metà tra l’idea racchiusa nell’attimo della creazione artistica e l’atto materiale di divenire espressione. È questo il punto fondamentale da comprendere. L’ideogramma non è un «significato», ancorché si possa attribuire a una parola un significato univoco decontestualizzandola dal “momento”: è un divenire del pensiero. Se a ciò uniamo il respiro del movimento che ha portato il pennello a tracciare con più o meno forza, più o meno colore, il segno sul foglio, ci rendiamo ben conto che ancora prima di essere letta e compresa la calligrafia cinese esprime la sua «poiein», il suo atto creativo.
L’ideogramma cinese può essere inteso come una «nebbia» che sta a metà tra il pensiero che la elabora nella mente del poeta, e l’atto fisico di materializzazione sulla carta tramite il pennello e l’inchiostro. È un qualche cosa di ineffabile, imprendibile, incomprensibile, e pertanto unico e non spaziale, fuori del tempo. Si pone a metà tra due universi: l’universo della pura creatività, dell’invenzione poetica, e l’universo del creato; un anelito tra i due mondi, una profonda visione, un abisso di interpretazioni.
Ernest Fenollosa entra nel cuore del significato antico del «verbo» e ci presenta per la prima volta una visione straordinariamente nuova per poter interpretare due «poesie» così distanti tra loro, quella occidentale e quella cinese antica.

Ernest Fenollosa (1853 – 1908) è stato uno storico americano di arte giapponese, professore di filosofia ed economia politica all’Università Imperiale di Tokyo. Laureatosi in filosofia e sociologia a Harvard, nel 1878 si recò in Giappone per insegnare presso l’Università Imperiale di Tokyo. Convertitosi al buddhismo, si dedicò al primo inventario dei tesori nazionali del Giappone scoprendo antiche pergamene e salvando molti manufatti buddhisti antichi. Per questi suoi risultati l’Imperatore lo decorò con l’Ordine del Sol Levante e l’Ordine dei Sacri Tesori. Ebbe un ruolo importante di educatore durante la restaurazione del Giappone, e fu un entusiasta orientalista della cultura giapponese e cinese e dell’arte di questi due popoli, che collezionò e contribuì a far conoscere in Occidente.

Viaggio nel Mito Kathakali

Autore/i: Dall’Agnol Angela
Editore: Editoria & Spettacolo
introduzione dell’autrice, fotografie di Dennis Cecchin. pp. 164, nn. ill. a colori e b/n, Spoleto (PG) Prezzo: € 15,00

Un viaggio in India lascia sempre un segno profondo e indelebile. L’autrice di questo libro, nel suo viaggio nella regione del Kerala ha incontrato il Kathakali, che da allora è diventato l’oggetto e insieme lo strumento della sua ricerca di conoscenza. E di un viaggio tratta questo libro, di un percorso che ci propone accostati senza soluzione di continuità, in totale rispondenza con il senso della spiritualità indiana, gli aspetti più pratici, concreti, quotidiani del Kathakali, accanto a quelli più sacri, spirituali, religiosi. Assistiamo così attraverso lo sguardo dell’autrice/narratrice a uno spettacolo di Kathakali per turisti, e poi invece a uno sacro. Entriamo nella camera verde, la stanza del trucco degli attori, impariamo a conoscere gli elementi di base per la comprensione di un’arte complessa e articolata: il trucco, i costumi, le corone che caratterizzano i personaggi, i mudra, i rasa. Sbirciamo nelle storie e nelle epopee narrate negli spettacoli. E infine incontriamo Gopi Kalanilayam, maestro della scuola di Kathakali di Irinjalakuda (Kerala) nell’intervista conclusiva. Un saggio che propone uno sguardo diverso sul Kathakali, con un occhio attento all’aspetto sacro e un racconto appassionato del quotidiano.

Cina 19

Autore/i: AA. VV.
Editore: Ist. Italiano per il Medio ed Estremo Oriente
pp. 312, tavv. b/n in appendice, Roma Prezzo: € 25,00

Indice

GIOVANNI VITIELLO: Pan Gu: per lo studio del tema mitico dell’uovo cosmico e dell’uomo cosmico nell’area sino-tibetana

STEFANIA STAFUTTI: Portogallo e Portoghesi nelle fonti cinesi del XVI e del XVII secolo

VALDO FERRETTI: Riesaminando la politica sovietica durante l’incidente di Sian

FABRIZIO PREGADIO: Contributo allo studio della lingua dell’epoca Han. Il capitolo Dao Xu del Lun Heng

WANG YUNG-HSING: Gli studi cinesi su Tun-huang: una bibliografia (1909-1981)

MAURIZIO SCARPARI: Note in margine ad alcune problematiche affrontate nel volume Studi di cinese classico

GIORGIO CASACCHIA: Gli studi grammaticali di cinese moderno nella Repubblica popolare cinese: gli esordi 1949-1952

ELVIRA DELL’ORO e MARCO MARIANI: Bibliografia analitica degli articoli sulla grammatica del cinese moderno comparsi sulle riviste «Zhongguo Yuwen» e «Yuyan Jiaxue yu Yanjiu» (1978-1983)

ANNAMARIA MERLINO PALERMO: Per una lettura estetica di Lun Xun. Note in margine al saggio «Zenme xie» (Come scrivere)

MARIA RITA MASCI: Procedimenti narrativi autoctoni ed influenze occidentali nella prima produzione letteraria di Ling Shuhua

G. AURORA TESTA: Sulle datazioni al C₁₄ di reperti cinesi dal periodo neolitico agli Shang

LUCIA CATERINA: Porcellana cinese wucai nel Museo «Duca di Martina» di Napoli

Java

Brahamanische, buddhistische und eigenlebige architektur und plastik auf Java
Autore/i: With Karl
Editore: Folkwang Verlag
pp. 168 + 160 tavv. b/n f. t., Hagen I. W. (Germania) Prezzo: € 80,00

Die Werke des altindischen Geistes sind so sehr Ausdruck eines in sich immer gleich gerichteten und einheitlichen Lebensbewuβtseins, daβ die Unterschiede von Zeiten und Disziplinen gegenuber der monumentalen Eindringlichkeit dieser inneren Einheit fast in den Hintergrund treten. Die Gedanken der Vedas, Upanishads, der Brahmanas und Puranas wie der buddhistischen Werke gruppieren sich letzten Endes alle um einen Mittelpunkt. Ein Relief von Sàntsmì in Nordindien aus vorchristlicher Zeit und ein Relief vom Prambanan in Java aus dem 9. nachchristlichen Jahrhundert sind einander ihrer Verwandtschaft: nach naher als in ihren Abwandlungen verschieden. Und das Seltsamste mag sein, dass irgendeine Stelle aus den Upanishads uns uberwaltigen kann durch die innere Obereinkunft mit einem Tempelbau wie dem Boro Budur.

Vita di Corte nel Rajasthan

Miniature indiane dal XVII al XIX secolo
Autore/i: AA. VV.
Editore: Mario Luca Giusti
a cura di Rosa Maria Cimino pp. XLVI-124, nn. ill. b/n, tavv. a colori, Firenze Prezzo: € 30,00

Dal Giappone al Tibet e successivamente all’India: l’odierna tappa dell’appassionante viaggio tra gli splendidi tesori dell’Arte Orientale ci porta nelle terre del Rajasthan. Ancora una volta lo scenario si apre su un mondo pieno di fascino, ritratto in miniature che propongono – a volte con giochi pittorici di incantevoli, smaglianti iridescenze madreperlacee – alcuni momenti della vita di corte Rajput. Le immagini qui presentate possono essere, a volta a volta, lo specchio fedele di una realtà o la rappresentazione idealizzata della regalità del potere, il ricordo di fasti inconsueti o la rievocazione nostalgica e quasi patetica di un mondo scomparso. Ma non c’è dubbio che nella figurazione solenne dei sovrani, così come in quella più modesta dei loro collaboratori e cortigiani, e nella rappresentazione di scene di colore e di costume e di festeggiamenti nei giardini del palazzo regio, esse paiono sempre evocare sottilmente il ricordo letterario di certi dettami kautiliani o arieggiare la calda sensualità profana della Sattasai e gli appassionati slanci del Gitagovinda.

L’aver potuto riunire un numero così cospicuo di tali minitaure in una rassegna (Torino, 22 marzo – 22 maggio 1985; Palazzo Reale) che si caratterizza per la sua organicità tematica e si segnala per la sua rara bellezza è dunque ragione di giusto orgoglio per il Cesmeo, che può continuare ad assolvere uno dei suoi fini istituzionali più importanti e significativi, quello di promuovere una sempre maggiore conoscenza dell’Oriente e di contribuire a sviluppare i rapporti culturali tra il nostro e i paesi asiatici.

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Presentazione

Note dell’Autore

Storia, epopea, leggenda

Vita di Corte nel Rajasthan

Pittura di corte del periodo tardo del Rajasthan

L’architettura reale Rajput

Tavole a colori

Catalogo

Iscrizioni delle miniature in trascrizione

Glossario

Bibliografia

On The Miniatures in Istanbul Libraries

Autore/i: Velidi Togan Zeki
Editore: Baha Matbaasi
pp. 68, Istanbul (Turchia) Prezzo: € 20,00

Pictures and miniatures which may be considered representative of Turkish art are found in abundance in the illuminated manuscripts and picture albums in the Topkapi Saray Museum, in the Museum of Turkish and Islamic Art, in the Yildiz Collection of the University Library and in other libraries.

Most of these albums belong to the medieval phase of Eastern Turkish culture, and to Ilhani, Qaraqoyunlu and Aqqoyunlu, Safevi and Osmanli periods which are a continuation of it in the West. Turkish, Chinese, Uygur as well as Persian artists have worked on these albums. For this reason, the tendency shown by some writers to consider as Turkish only the works of art belonging to the Osmanli period, and to ascribe Eastern Turkish works of art to Persia would be a serious mistake. Only by careful study can Turkish and Persian motifs be distinguished and the Turkish ones restored to their rightful place in our cultural history.

Our only guide in deciding on the origin of a miniature is the scientific method. The language in which the text of the volume is written or what historical event is told in the pictures are not adequate proofs for the nationality of the artists and their artistic works. What is important is the fact that the painter has created the pictures under the influence of contemporary life and as events of a society he is familiar with. For instance, when examining a copy of the “Iskendername” by Nizami or the “Behramname” we must find out, if possible, when and to which monarch it was dedicated, or for whose library it was prepared. In such works contemporary princes are often depicted as Alexander or Behram…

Iconografie dell’Aldilà

La ricostruzione della percezione della morte nel regno di Koguryo attraverso le sue pitture parietali (IV-VII secolo)
Autore/i: De Benedittis Andrea
Editore: Mimesis
introduzione dell’autore. pp. 208, nn. ill. b/n, Milano Prezzo: € 16,00

La monografia è dedicata alle pitture parietali rinvenute in contesto tombale e prodotte fra il IV e il VII secolo. Esse, che si trovano attualmente nel territorio cinese, nelle province del Liaoning e Jilin, e in Corea del Nord, ci consentono di analizzare alcuni aspetti della concezione del post-mortem degli antichi coreani e di ricostruire alcuni elementi della loro visione religiosa. Lo studio prenderà in esame la diffusione di questo genere artistico, la sua datazione e il suo sviluppo nel territorio.

Andrea De Benedittis insegna Lingua e Storia della Corea presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e Africa del Mediterraneo, Ca’ Foscari di Venezia. Già visiting researcher presso la North East History Foundation, la Ehwa University e la Jilin University, è autore di vari articoli scientifici sulla Storia e sulla cultura delle Coree.

Hokusai, il Pittore del Mondo Fluttuante

Autore/i: de Goncourt Edmond
Editore: Luni
prefazione dell’autore, traduzione di Valeria Pazzi, revisione dei termini giapponesi di Roberto Tresoldi. pp. 240, Milano Prezzo: € 19,00

Hokusai, il pittore del mondo fluttuante, è allo stesso tempo un saggio critico-descrittivo e un catalogo molto dettagliato del corpus delle opere del grande artista giapponese di cui Edmondo de Goncourt aveva proprietà, notizia oppure riferimento certo.
Katsushika Hokusai (1760-1849) uno degli artisti orientali più celebrati al mondo – la cui opera di pittura, incisioni, stampa e illustrazione è sterminata e ha sviluppi molto complessi (arriverebbero a trentamila i titoli dei suoi lavori) -, fu uno dei massimi esperti dell’Ukiyo-e, la forma artistica che rappresenta il mondo nella sua quotidianità, il mondo dell’«impermanenza» buddhista, che cambia e che fluttua. Egli non ne fu il creatore, ma un innovatore senza pari: le tradizioni, le leggende e le consuetudini del popolo del Giappone – da cui traeva ispirazione – ci vengono proposte da un punto di vista raffinato, originale e acuto, che va bene al di là degli angusti limiti della morale del tempo.
Le intuizioni di questo artista hanno mutato profondamente la maniera pittorica sia d’Oriente che d’Occidente: la libertà di linee curve, già caratteristiche del suo stile, andò trasformandosi gradualmente in movimenti a spirale, un tocco inconfondibile di grazia e di leggerezza che arriva alle vette delle ultime serie paesaggistiche e del celeberrimo tema dell’Onda.
La sua arte, entusiasticamente collezionata nell’Europa del XIX secolo, in particolare in Francia, influenzò dapprima Impressionismo e Liberty, penetrò di prepotenza nel tracciato stesso del disegno e pose le basi per quelle rivoluzioni della rappresentazione del reale che saranno il Cubismo e l’Astrattismo.

Storia dell’Arte dell’India – Vol. I

Dalle origini ai grandi templi medievali
Autore/i: Pieruccini Cinzia
Editore: Einaudi
premessa dell’autrice. pp. XXX-386, 44 ill. a colori e b/n, 64 tavv. a colori e b/n, Torino Prezzo: € 38,00

La storia culturale dell’India è grande fra le piú grandi dell’intera umanità. Ha prodotto durante tutte le sue tappe capitoli di immenso splendore, sintesi sofisticate e geniali di molti ingredienti, che hanno per di piú saputo esercitare influssi enormi, dal momento che il subcontinente indiano ha rappresentato per l’Asia ciò che la Grecia è stata per l’Europa. Formano parte di questa lunga vicenda, la accompagnano e la rispecchiano, realizzazioni artistiche autenticamente emozionanti per magnificenza e varietà.

Questo è il primo di due volumi che intendono tracciare una storia generale delle arti visive del subcontinente indiano. Si spazierà qui dalle origini protostoriche fino all’apogeo dell’architettura templare e della sua scultura, per un periodo che si inoltra fin nel XIII secolo. Queste lunghe fasi comprendono un repertorio di opere straordinarie; alcune di esse si annoverano senz’altro fra le piú spettacolari mai prodotte dall’uomo, ma in verità sono ampi momenti espressivi a collocarsi ai vertici della creatività umana di ogni tempo e luogo. I monumenti, le sculture, i piú rari dipinti ammirabili fino a oggi sono in larga misura ispirati alle religioni nate in India, cioè buddhismo, jainismo e induismo, e riflettono le profonde elaborazioni concettuali di quella che possiamo definire la grande civiltà dell’India classica.

Cinzia Pieruccini insegna Indologia e Storia dell’arte dell’India nell’Università degli Studi di Milano. Ha tradotto dal sanscrito in italiano alcuni testi di grande importanza, e si è occupata a lungo di letteratura classica, epica e trattatistica sanscrita, nonché di architettura e iconografia templare. Ha compiuto in India e altre parti dell’Asia numerosi viaggi di studio e di ricerca. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Induismo (Giuliano Boccali, Electa, 2008) e con Einaudi Viaggio nell’India del Nord (2010) e Storia dell’arte dell’India in due volumi (PBE 2013).

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Premessa. – Parte prima. L’arte dell’India antica e la sua interpretazione: I. Contesti e lineamenti. II. Forme e significati. Parte seconda. Epoche e luoghi: III. Dalla preistoria alla prima arte buddhista. IV. La raffigurazione del Buddha e degli dèi. V. Le grotte del Deccan. VI. I templi del Nord. VII. Nell’India del Sud. – Schede. Appendice: Planimetrie. Cenni bibliografici. Indice dei nomi e dei luoghi.

Storia dell’Arte dell’India – Vol.II

Dagli esordi indo-islamici all’indipendenza
Autore/i: Pieruccini Cinzia
Editore: Einaudi
premessa dell’autrice. pp. XXVIII-420, 43 ill. a colori e b/n, 61 tavv. a colori e b/n, Torino Prezzo: € 38,00

In questo secondo volume il percorso prende le mosse dall’arte indo-islamica, esito del nuovo dominio che si inaugura in India intorno al 1200, e che produce a sua volta, nell’architettura come nella pittura, una lunga serie di capolavori eccezionali, in un contesto che rappresenta da un lato la propaggine orientale della grande koiné islamica, dall’altro una nuova grandiosa fase della cultura indiana in senso proprio.

La storia culturale dell’India è grande fra le piú grandi dell’intera umanità. Ha prodotto durante tutte le sue tappe capitoli di immenso splendore, sintesi sofisticate e geniali di molti ingredienti, che hanno per di piú saputo esercitare influssi enormi, dal momento che il subcontinente indiano ha rappresentato per l’Asia ciò che la Grecia è stata per l’Europa. Formano parte di questa lunga vicenda, la accompagnano e la rispecchiano, realizzazioni artistiche autenticamente emozionanti per magnificenza e varietà. Nel primo volume si è trattato dell’ampio periodo che dalle origini protostoriche si estende fino ai monumenti templari del XIII secolo, le cui meravigliose manifestazioni artistiche appaiono ispirate soprattutto alle religioni nate e cresciute in India. In questo secondo volume il percorso prende le mosse dall’arte indo-islamica, esito del nuovo dominio che si inaugura in India intorno al 1200, e che produce a sua volta, nell’architettura come nella pittura, una lunga serie di capolavori eccezionali, in un contesto che rappresenta da un lato la propaggine orientale della grande koiné islamica, dall’altro una nuova grandiosa fase della cultura indiana in senso proprio. Il discorso prosegue con i principati hindu del Nord e i loro palazzi e dipinti, e con le ricche realtà urbanistiche e monumentali che sorgono nel frattempo nel meridione; per affrontare infine gli esiti della dominazione inglese e della ricerca, da parte dell’India che aspira all’indipendenza, di una compiuta identità culturale in un mondo in rapida trasformazione.

Cinzia Pieruccini insegna Indologia e Storia dell’arte dell’India nell’Università degli Studi di Milano. Ha tradotto dal sanscrito in italiano alcuni testi di grande importanza, e si è occupata a lungo di letteratura classica, epica e trattatistica sanscrita, nonché di architettura e iconografia templare. Ha compiuto in India e altre parti dell’Asia numerosi viaggi di studio e di ricerca. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Induismo (Giuliano Boccali, Electa, 2008) e con Einaudi Viaggio nell’India del Nord (2010) e Storia dell’arte dell’India in due volumi (PBE 2013).

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Premessa. – Parte prima. Eventi, ideologie e forme d’arte: I. Sultani, principi e imperatori. II. L’India colonia. Parte seconda. Epoche, luoghi, protagonisti: III. L’arte indo-islamica. IV. I principi del Nord. V. Vijayanagara e il Sud. VI. Dal British Raj all’indipendenza. – Schede. Appendice: Mappe e planimetrie. Cenni bibliografici. Indice dei nomi e dei luoghi.