Originalité de l’Architecture Musulmane Libyenne

Autore/i: Messana Gaspare
Editore: Maison Arabe du Livre
pp. 244, ill. b/n, Libye-Tunisie

Extrait par la Première Partie

[…]…la Libye, comme l’Afrique du Nord d’ailleurs, a connu des àges d’activité bàtisseuse, meme si celle-ci fut de proportions modestes, la Tripolitaine, par exemple, (et surtout sa capitale) a vécu, du XIIe au XVle siècle, quelques périodes de prospérité dues soit à son commerce avec les pays de l’Afrique centrale et les Républiques thalassocratiques italiennes, soit aux riches profits dus à la course ou à la piraterie; si bien que selon Marmol et autres chroniqueurs, Tripoli possédait, à la veille de l’attaque déclenchée par la marine de Charles Quint, «de nombreuses mosquées, des hôpitaux et des écoles».

Certes, ce devaient ȇtre des édifices de peu d’importance si les Espagnols, qui prirent la ville le 5 juin 1510, purent en effacer les traces en vingt ans à peine de domination, alors que, dans la meme Afrique, tant de monuments ont eu raison de la furie dévastatrice des Vandales – avec et sans majuscule – qui s’acharna sur eux pendant plusieurs siècles.

Quoi qu’il en soit,c’est avec les Turcs que commence l’âge d’or de la construction en Tripolitaine, dans les temps modernes (1551). Pour ce qui est de la Cyrénaïque – autre région de la Libye nettement définie nous n’avons que de rares documents concernant l’époque de la domination arabe (642-1517) tandis que nous possédons de nombreux renseignements sur sa capitale (Benghazi) aux temps des Turcs (1517-1911) et si aucune œuvre architecturale remarquable n’a surgi dans la première période, on en édifia quelques-unes d’intéressantes dans la seconde, ainsi que nous le verrons par la suite….

Il Giardino Giapponese

Autore/i: Walker Sophie
Editore: L’Ippocampo
Saggi di Lee Ufan, Tan Twan Eng, Tatsuo Miyajima, Marcus du Sautoy, John Pawson, Anish Kapoor, Tadao Andō.
Traduzione dell’edizione italiana di Alessandra Gallo, Irene Inserra, Barbara Venturi pp. 304, nn. ill. a colori, Milano

Il giardino giapponese tratta per la prima volta in maniera esaustiva questo affascinante universo, i suoi principi e la sua filosofia, ripercorrendo mille anni di storia. Nei suoi saggi tematici Sophie Walker – creatrice di giardini – offre al lettore nuove, penetranti intuizioni. I testi sono accompagnati dalle splendide immagini di oltre novanta giardini: dagli antichi santuari shintoisti ai giardini imperiali, fino ai più recenti progetti zen. Scritti inediti di personalità del mondo dell’arte, dell’architettura e del design come Tadao Andö, Anish Kapoor, Tan Twan Eng, John Pawson, Marcus du Sautoy e Lee Ufan interpretano in maniera personale questa forma di bellezza senza tempo che da secoli influenza l’architettura del paesaggio sia in Giappone che nel resto del mondo.

Dai Sumeri ai Sassanidi

Autore/i: AA. VV.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
pp. 190, nn. ill. a colori, Milano

«Il titolo di questo volume, Dai Sumeri ai Sassanidi, corrisponde in effetti a una duplice realtà. Realtà cronologica in primo luogo, poiché i Sumeri fanno la loro comparsa sul suolo orientale durante il IV millennio a. C; mentre la fine della dinastia sassanide, nel VII secolo d. C, segna in pari tempo la fine dell’antichità e l’inizio di quello che si può definire il Medioevo del Medio Oriente … Ma il titolo risponde anche a una realtà geografica. Se i Sumeri, infatti, si insediarono nella Bassa Mesopotamia, le civiltà che seguirono estesero il loro dominio a spese delle regioni vicine, e l’impero di Alessandro Magno, nel IV secolo a. C, si spiegherà dal Mediterraneo fino all’Indo … A tutta prima l’arte mesopotamica può spesso apparire difficile. Nei musei, il visitatore può restare sconcertato dinanzi a certi monumenti. Non evidentemente, di fronte alla Dama di Warka, all’Intendente Ebih-il di Mari o alla testa in bronzo di Sargon di Accad, che sono capolavori di tutti i tempi e autonomi, bensì in presenza di altre opere di produzione più corrente che devono essere collocate in un contesto storico e religioso per essere meglio apprezzate … Lo studio delle antiche civiltà orientali è quindi difficile, spesso austero, ma sempre appassionante, se non esaltante. Non l’abbiamo mai compreso così a fondo come scrivendo questo libro, la cui unica ambizione è di comunicare al lettore il desiderio di leggerne altri, più specialistici, consacrati a quel mondo dove tutto ha avuto inizio.»

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Presentazione di Henry Moore

Introduzione

Dai villaggi ai reami

I PRIMI ABITANTI

LE CITTÀ-STATO

IL TEMPIO E IL POTERE RELIGIOSO

SARGON DI ACCAD

LAGASH E UR

L’ARCHITETTURA DEI PRIMI MILLENNI

L’ARCHITETTURA DEL III MILLENNIO

LA RELIGIONE

LA SCRITTURA

Gli impeti mesopotamici

BABILONIA

IL CODICE DI HAMMURABI

CASSITI ED ELAMITI

GLI ITTITI

L’ORGANIZZAZIONE SOCIALE DEGLI ITTITI

L’ARCHITETTURA DEL II MILLENNIO

LA RELIGIONE

LA LETTERATURA

L’incontro tra Oriente e Occidente

GLI ASSIRI

LA SOCIETÀ

L’ARCHITETTURA

I NEO-BABILONESI

GLI ACHEMENIDI

L’ARTE ACHEMENIDE

RELIGIONE E ARCHITETTURA

I grandi imperi internazionali

LA DISGREGAZIONE DELL’IMPERO DI ALESSANDRO

PETRA

PALMlRA

GERASA, BAALBECK, TIRO

PARTI E SASSANIDI

HATRA

LA STRUTTURA DELLA SOCIETÀ SASSANIDE

L’ARTE SASSANIDE

I RILIEVI RUPESTRI

Appendice

I monumenti nel tempo. Testimonianze

Schema cronologico

Glossario

Bibliografia

Indice dei nomi

Assyrische Tempel

2 Volumi
Autore/i: Menzel Brigitte
Editore: Biblical Institute Press
Roma

Band I – Untersuchungen zu Kult, Administration und Personal

Band II – Anmerkungen, Textbuch, Tabellen und Indices

Esposizione d’Arte Giapponese

Roma, Aprile – Maggio 1930
Autore/i: AA. VV.
Editore: Bestetti e Tumminelli
pp. 114, completamente illustrato b/n, Roma Prezzo: € 28,00

Il catalogo riproduce 98 opere di artisti giapponesi attivi tra la fine del XIX secolo e il 1930, anno dell’esposizione.

Java

Brahamanische, buddhistische und eigenlebige architektur und plastik auf Java
Autore/i: With Karl
Editore: Folkwang Verlag
pp. 168 + 160 tavv. b/n f. t., Hagen I. W. (Germania) Prezzo: € 80,00

Die Werke des altindischen Geistes sind so sehr Ausdruck eines in sich immer gleich gerichteten und einheitlichen Lebensbewuβtseins, daβ die Unterschiede von Zeiten und Disziplinen gegenuber der monumentalen Eindringlichkeit dieser inneren Einheit fast in den Hintergrund treten. Die Gedanken der Vedas, Upanishads, der Brahmanas und Puranas wie der buddhistischen Werke gruppieren sich letzten Endes alle um einen Mittelpunkt. Ein Relief von Sàntsmì in Nordindien aus vorchristlicher Zeit und ein Relief vom Prambanan in Java aus dem 9. nachchristlichen Jahrhundert sind einander ihrer Verwandtschaft: nach naher als in ihren Abwandlungen verschieden. Und das Seltsamste mag sein, dass irgendeine Stelle aus den Upanishads uns uberwaltigen kann durch die innere Obereinkunft mit einem Tempelbau wie dem Boro Budur.

Mesopotamia Antica

Archeologia del pensiero creatore di miti nel paese di Sumer e di Accad
Autore/i: Ramazzotti Marco
Editore: Artemide
pp. 390, ill. b/n, Roma Prezzo: € 30,00

L’Archeologia e la Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico incontra da subito in Mesopotamia, nel Paese di Sumer e di Accad, la mitogenesi dell’universo, del cosmo, dell’uomo e dell’umanità. Potremmo ritenere questo incontro quasi la poetica conseguenza di una visione dei suoi paesaggi lambiti dal Tigri e dall’Eufrate. Ovvero, più in generale, l’impronta percettiva che di quei paesaggi vicino-orientali (e in particolare mesopotamici) si era radicata nella nostra modernità stratificandosi in mappe, desideri e luoghi comuni che dall’età del Colonialismo avevano attraversato le lenti dell’Illuminismo e del Romanticismo europei. Percezioni che oggi sono quasi disciolte nell’effetto, devastante, che invece hanno prodotto le guerre moderne, e il primeggiare di nuovi imperialismi. Se volessimo, tuttavia, ambientare questi miti primigeni dell’origine, delle origini, potremmo farlo ancora (forse) rifuggendo il presente e fingendoci come nei notturni dialoghi ottocenteschi tra l’infinito e i pastori erranti dell’Asia. Dialoghi metafisici che ci trasportano su temi universali, in paesi lontani, in tempi remoti, e in un tempo che nell’antica Mesopotamia non può che risultare quello delle culture archeologiche di Sumer e di Accad. Per queste culture, in modi sensibilmente diversi, nell’acqua fu l’origine, sulla terra fu l’uomo e l’argilla fu – in primo luogo – la materia della creazione.

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Prefazione

Introduzione

I LA MITOGENESI MESOPOTAMICA DELL’UNIVERSO

1. La mitogenesi mesopotamica dell’universo e del cosmo
2. La mitogenesi mesopotamica dell’uomo e dell’umanità
3. La mitogenesi mesopotamica della città e dell’urbanesimo

II LA CREAZIONE MESOPOTAMICA DEL MATERIALE E DELL’ IDEALE

1. Il mattone, l’intonaco e la superficie
2. La ceramica, il consumo e la replica
3. La coroplastica, l’enfasi e la mimesi

III IL PAESAGGIO ARCHEOLOGICO DELL’ANTICA MESOPOTAMIA

1. Il paesaggio insediameritale del Paese di Sumer (4000-3200 a.C. ca)
2. Il paesaggio insediamentale del Paese di Subir (3200-2004 a.C. ca)

IV LOGICHE DELLA MOBILITÀ UMANA E TENDENZE DEMOGRAFICHE NELL’ANTICA MESOPOTAMIA

1. Logiche della mobilità umana intrasito e struttura degli insediamenti
2. Teorie demografiche, genetica delle popolazioni e strutture socio-politiche
3. Calcoli demografici e modelli dell’organizzazione territoriale

V LE ESTETICHE MESOPOTAMICHE COME FORME DELLE IDEE

1. Gli ideogrammi e la ’forma delle idee’
2. Ideografia ed estetica della cultura figurativa
3. Ideografia e calligrafia della cultura letteraria

VI LE POLITICHE MESOPOTAMICHE COME FORME DEL BUON GOVERNO

1. Il magazzino e l’archivio: calcolo, lessico e memoria collettiva
2. Il tempio come replica dell’ordine universale
3. Il palazzo e il Buon Governo

VII LE IDEOLOGIE MESOPOTAMICHE TRA MITOLOGEMI, RETORICHE E PROPAGANDE

1. Ritratti di città mesopotamiche, città invisibili e città cosmiche

2. Re santi, re costruttori, eroi divinizzati e studiosi delle cose antiche

3. Lamentazioni, maledizioni, ingiurie e restauri continui

Islamic Calligraphy

Autore/i: Blair Sheila S.
Editore: Edinburgh University Press
pp. xxxviii-682, richly illustrated in color, Edinburgh Prezzo: € 70,00

This stunning book is an important contribution to a key area of non-western art, being the first reference work on art of beautiful writing in Arabic script.
The extensive use of writing is a hallmark of Islamic civilization. Calligraphy, the art of beautiful writing, became one of the main methods of artistic expression from the seventh century to the present in almost all regions from the far Maghrib, or Islamic West, to India and beyond. Arabic script was adopted for other languages from Persian and Turkish to Kanembu and Malay. Sheila Blair’s groundbreaking book explains this art form to modern readers and shows them how to identify, understand and appreciate its varied styles and modes. The book is designed to offer a standardized terminology for identifying and describing various styles of Islamic calligraphy, and to help Westerners appreciate why calligraphy has long been so important in Islamic civilization.
The argument is enhanced by the inclusion of more than 150 colour illustrations, as well as over 100 black-and-white details that highlight the salient features of the individual scripts and hands. Examples are chosen from dated or datable examples with secure provenance, for the problem of forgeries and copies (both medieval and modern) is rampant. The illustrations are accompanied by detailed analyses telling the reader what to look for in determining both style and quality of script.
This beautiful book is an ideal reference for anyone with an interest in Islamic art.

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Table of Contents

Ch.1 Arabic script: its role and principles 3

Ch.2 Materials 41

Ch.3 The standardization of Arabic script 77

Ch.4 Early manuscripts of the Koran 101

Ch.5 The adoption of round scripts 143

Ch.6 The proliferation of round scripts 195

Ch.7 Calligraphy in Iran and its environs under the Mongols and Turkomans 241

Ch.8 Rectilinear and curvilinear scripts in Egypt and Syria under the Mamluks 316

Ch.9 Other styles and centers 365

Ch.10 The Safavids, the Qajars, and their contemporaries in Iran and Central Asia 417

Ch.11 The Ottomans in Anatolia, the Balkans, and the Eastern Mediterranean 476

Ch.12 Other styles and centers 534

Ch.13 From traditional styles to graphic design and calligraphic art 589

La Seta e la Sua Via

Autore/i: AA. VV.
Editore: De Luca
ideazione e cura di Maria Teresa Lucidi pp. XII-324, nn. ill. a colori e b/n, Roma Prezzo: € 55,00

La mostra “La Seta e la Sua Via”, realizzata al Palazzo delle Esposizionidi Roma (23 gennaio – 10 aprile 1994), al di là del valore delle opere e dei tessuti esposti, è l’occasione per proporre agli occhi di un vasto pubblico quel percorso, la via del trasporto della seta, attraverso cui ha camminato nei secoli il dialogo tra due civiltà tanto distanti tra loro.

Presentazioni Francesco Rutelli Gianni Borgna Giorgio Tecce

Dedica
Maria Teresa Lucidi

Presentazione
Maria Teresa Lucidi

Premessa
Maria Teresa Lucidi

Il viaggio della seta Maria Teresa Lucidi

I SEZIONE Le vie della seta terrestri e marittime

La seta nel mondo antico
Paolo Daffinà

La seta nel mondo classico Maria Floriani Squarciapino

La via della seta fra Oriente e Occidente: protagonisti e intermediari
Valeria Piacentini

La seta e le sue testimonianze in Asia Centrale Arcangela Santoro

Il mondo dei nomadi
Chiara Silvi Antonini

La trasmissione di alcuni motivi decorativi «occidentali» nell’oriente estremo nei secoli VI-XIV
Paola Mortari Vergara Caffarelli

Schede 1-25

Opere

II SEZIONE Tessuti serici

Frammenti di storia dell’arte funzione e significato di alcuni motivi decorativi fra Sacralità e Regalità

Stoffe Sasanidi
Umberto Scerrato

La seta in Egitto. Tessuti con rappresentazioni di figure umane Loretta Del Francia

La seta a Bisanzio Fernanda de’ Maffei

I costumi di corte a Bisanzio Guido Fauro

Tavole

Seta islamica
Bianca Maria Alfieri

Unità e diversità nell’arte islamica Dalu Jones

Medioevo e seta Melinda Mihalyi

L’Angelo testimone del sacro Marco Bussagli

La testimonianza estremorientale nella pittura italiana nell’epoca di Giotto
Hidemichi Tanaka

Motivi iconografici

Il Senmurv
Maria Carlotta Romano

Il Cavallo alato Pierfrancesco Fedi

Il leone
Maria Grazia Chiappori

L’aquila
Melinda Mihalyi

Il motivo dei volatili affrontati all’albero della vita nei tessuti islamici
Alessandra Bagnera

Il grifone
Maria Rosa d’Agostino

Il drago
Maria Carlotta Romano

La Fenice
Alida Alabiso

Schede 25 – 155

Opere

III SEZIONE Tra arte e industria

La seta: la più nobile delle fibre Ernesto Chiachierini

La seta: ’status symbol’ nell’Islam Biancamaria Scarcia Amoretti

I missionari e gli scambi culturali con l’Asia orientale Piero Corradini

Il vestiario in Cina e Giappone: fogge, forme, significati Donatella Failla

Schede 156-198

Opere

Glossario

Bibliografia

 

India Antica

Grandi monumenti
Autore/i: Taddei Maurizio
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
presentazione di Clement Greenberg, introduzione dell’autore. pp. 192, riccamente illustrato a colori, Milano Prezzo: € 45,00

«Nell’affrontare lo studio dell’India antica, e in genere dell’antichità, non saremo in errore se giudicheremo tale studio come valido strumento per una comprensione più approfondita del presente, sempre che si liberi il campo dall’opinione ingannevole ma ben radicata che la storia come successione di eventi politici e militari del passato possa servire di chiave per la comprensione della storia che stiamo vivendo. È il capire le radici storiche dei fenomeni del presente che ci permette di comprendere anche questi ultimi, non lo stabilire un illusorio parallelismo tra passato e presente… Tuttavia, perché siffatta lettura della storia non cada in uno schematismo sterile, non si perderà di vista quel complesso di fatti che, pur non riguardando in maniera diretta le strutture economiche, incidono sulle trasformazioni sociali. intendo dire tutti quei dati che riguardano la politica come ideologia, la cultura in senso lato, la tradizione… Ma noi qui ci interesseremo di storia in maniera del tutto particolare, attraverso la lettura di “grandi monumenti” saranno essi sovrattutto templi, monasteri, santuari cavati nella roccia, stūpa, sculture di soggetto religioso, quel che d’interesse artistico l’India offre all’archeologo… Come davanti alle ideologie, così il primo atto che dovremo compiere davanti ad ogni opera d’arte sarà un atto di demistificazione, lo spogliarla di quel preteso valore universale di cui così volentieri si ammanta per individuarne la funzione pratica nell’ambito della società che l’ha prodotta. Da ciò dovrebbe apparire chiaro che, come la storia non può essere imparziale, così non può essere imparziale l’archeologia o la storia dell’arte: non imparziale ma critica.»

Maurizio Taddei è nato a Roma il 3 marzo 1936. È Ispettore archeologo nell’Amministrazione Antichità e Belle Arti, in servizio presso il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma. Libero docente in Storia dell’Arte dell’India e dell’Asia centrale ha l’incarico dell’insegnamento di questa disciplina presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli dal 1958. Partecipa alle Missioni Archeologiche dell’Istituto Italiano per il Medio e l’Estremo Oriente in Pakistan e in Afghanistan; dal 1%7 dirige gli scavi della Missione Italiana in Afghanistan. È redattore delle riviste «East and West», «Dialoghi di Archeologia» e «South-Asian Archaeology». È autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Excavations at Shavei Zion

The early christian church
Autore/i: Prausnitz M. W.
Editore: Ipocan
The mosaic pavements by M. Avi-Yonah and a contribution by D. Barag pp. 72, 16 figg. b/n f. t., XLI tavv. a colori f. t., Roma Prezzo: € 42,00

Report of the excavations carried out by the Israel Department of Antiquities and Museums (in cooperation with the Hebrew University of Jerusalem).

Contents

List of Figures

List of Plates

List of Abbreviations

lntroduction, by M. W. Prausnitz

The Site and Its History

I – The Excavations, by M. W. Prausnitz

Post-Church Remains

The Church Complex

The North-Eastern Chapel

The Narthex (Esonarthex) and the Outer Narthex (Exonarthex)

The L-shaped Side Court and the Surrounding Buildings

The Atrium

The Fountain Spring

The Bath-House

The Western Forecourt and the Staircase to the Outer Narthex

II – The Pottery, by M. W. Prausnitz

The Early Pottery

“Late Roman” Ware

Byzantine Rustic Ware

The Lamps

III – The Mosaic Pavements, by M. Avi-Yonah

The Nave

The Northern Aisle

The Southern Aisle

The Lower Pavement in the North-Eastern Chapel

The Dating and Symbols of the Earlier Pavement

The Mosaics of the Esonarthex

The Exonarthex

The North-Eastern Chapel

Summary

Fragments of Inscriptions

IV – The Glass, by D. Barag

Flasks

Plates

“Wine glass”

Jugs

Lamps

Window Panes

Conclusion

Conclusions, by M. W. Prausnitz

La Cittadella Aramaica di Hama. Attività, Funzioni e Comportamento

Orientis Antiqui Collectio – XV
Autore/i: De Maigret Alessandro
Editore: Ipocan
pp. XII-92, 22 figg. b/n, Roma Prezzo: € 18,00

Questo saggio è un tentativo di applicazione pratica di concetti e di principi, che la ricerca epistemologica nel campo delle scienze sociali ha recentemente messo a disposizione delle discipline archeologiche. Lo studio vuole essere innanzi tutto il riscontro pratico, e quindi la verifica, di tutta una serie di assunti che, anche se diffusi ed abbastanza affermati, spesso si spingono oltre i limiti concessi dalla dimostrabilità. Esso intende anche costituire, nella eventualità che il tentativo abbia successo, un incoraggiamento concreto alla nascita di iniziative che, seguendo con meno timore e più dappresso gli sviluppi critico-metodologici della disciplina specifica, contribuiscano ad allargare gli obbiettivi di ricerca dell’archeologia vicino-orientale.
Ad un’introduzione, dedicata a meglio definire il carattere di tale aggancio tra direttive teoriche di ricerca e argomento archeologico specialistico, segue il procedimento d’indagine vero e proprio, nel quale i principi sono applicati praticamente alla documentazione materiale disponibile. Le conclusioni, scaturite dalla conseguenza logica in cui avviene il confronto tra ipotesi nate da osservazioni su gruppi indipendenti di dati (architettura, ceramica, oggetti), riguardano gli aspetti sociali, politici ed economici dell’insediamento di Hama. Si tratta di notizie che, pur se nel complesso scarne, si qualificano senz’altro da sole: sono esse sin’ora le uniche informazioni dirette disponibili sull’organizzazione strutturale di uno stato aramaico.

Indice

PREFAZIONE

BIBLIOGRAFIA E ABBREVIAZIONI

I. INTRODUZIONE

1.1 “Cultura materiale” e nuove potenzialità dei dati
1.2. “Questione epistemologica” e nuove prospettive d’elaborazione
1.3. Un esempio di approccio

II. ARCHITETTURA DELLA CITTADELLA E IPOTESI

2.1. Analogie e varianti nelle unità architettoniche 2.1.1. Primo attributo discriminante: la ventilazione 2.1.2. Secondo attributo discriminante: l’illuminazione 2.1.3. Terzo attributo discriminante: la superficie 2.1.4. Quarto attributo discriminante: i blocchi architettonici

2.2. Proposizioni sulle attività nelle unità architettoniche

2.3. Aspettazioni dai dati dei manufatti

III. MANUFATTI E VERIFICA DELLE IPOTESI

3.1. La ceramica
3.1.1. Fattore di analisi 1
3.1.2. Fattore di analisi 2
3.1.3. Fattore di analisi 3

3.1.4. Fattore di analisi 4

3.2. Gli oggetti

3.2.1. Tavolette iscritte (T)
3.2.2. Pesi (P)
3.2.3. Sigilli (S)
3.2.4. Oggetti bellici (B)
3.2.5. Utensili (U)
3.2.6. Oggetti di culto (C)
3.2.7. Oggetti d’ornamento (O), d’igiene (I) e da giuoco (G)
3.2.8. Arredi (A)

IV. ESITO ED EFFETTI DELL’ELABORAZIONE

4.1. Valore delle ipotesi
4.2. Aspetti organizzativi del sistema culturale di Hama
4.2.1. Comportamento nella programmazione
4.2.2. Ordinamento socio-politico
4.2.3. Organizzazione economica

ENGLISH SUMMARY

La Collezione Egiziana del Museo dell’Accademia dei Concordi in Rovigo

Orientis Antiqui Collectio – VIII
Autore/i: Dolzani Claudia
Editore: Ipocan
pp. 46, XVII tavv. b/n f. t., Roma Prezzo: € 10,00

Indice

Introduzione

Abbreviazioni

Descrizione degli oggetti

Appendici

Indice tipologico degli oggetti

Indice dei nomi di divinità

Indice dei nomi geroglifici di re, regine, principi reali,

Indice dei nomi propri di privati

Indice delle cariche

Indice dei nomi geografici (geroglifici)

Indice delle tavole

Cinema Arabo (Il)

Autore/i: Nicosia Aldo
Editore: Carocci
pp. 128 Prezzo: € 10,00

Perché il cinema arabo ha faticato tanto ad affermarsi in Nord Africa e in Medio Oriente’ Come spiegare il disinteresse dello spettatore arabo e della stessa classe intellettuale per la settima arte’ Esiste ancora la mitica ’Hollywood sul Nilo’’ Nel rispondere a questi interrogativi il libro, attraverso un excursus sulle diverse cinematografie arabe, ripercorre la storia e i miti di una civiltà spesso inafferrabile, esplorandone passioni, contraddizioni e bisogni: dalla costruzione di un’identità alla conquista della libertà individuale, fino alla riflessione sull’islam e al suo complesso rapporto con l’Occidente.

Islam

Arte e Architettura
Autore/i: AA. VV.
Editore: Gribaudo
a cura di Markus Hattstein e Peter Delius. pp. 624, interamente illustrato a colori, Milano Prezzo: € 25,00

“Letteralmentete islam significa “abbandonarsi a Dio”, e cioè ad Allah, l’unico Dio, e chi pratica questo abbandono e si sottomette al volere di Allah è detto musulmano. I musulmani di tutto il mondo sono uniti dalla fede in un unico Dio e nel suo profeta Maometto, al quale Dio ha rivelato il proroprio messaggio per l’umanità trascritto nel Corano, il libro sacro della religione islamica. L’osservanza dei cinque doveri principali, o “pilastri” dell’islam, e l’uso dell’arabo letterario in tutte le funzioni religiose di rilievo costituiscono il legame culturale della comunità musulmana. Islam significa essere consapevole dell’onnipresenza di Dio, alle cui mani l’uomo si affida e nella cui misericordia egli confida, perché sa che Dio è buono e giusto. L’uomo può compiere soltanto ciò che Dio vuole, ciò che egli gli consente.[…]“

“Il mondo arabo: l’Arabia antica e il suo sviluppo culturale
La penisola arabica vanta una lunghissima storia di insediamenti umani, che però è stata studiata unicamente in modo approssimativo, poiché soltanto un numero relativamente esiguo di siti è stato portato alla luce dagli archeologi. La cultura araba antica dell’Hadramaut è la più documentata, insieme a quella fiorita nella restante parte dello Yemen e della penisola arabica meridionale, la regione dove possenti edifici, rovine e fortificazioni testimoniano lo sfarzo del regno arabo antico di Mina (IV-I secolo a.C.) con capitale Qarnawu, del regno di Qataban (V-I secolo a.C.) e del regno di Saba (X secolo a.C.-III secolo d.C.). Qui si trovano anche tracce delle grandi culture antiche che dalla Mezzaluna fertile si diffusero in tutta la penisola arabica.
L’intero territorio si estende su una superficie di 3 milioni di chilometri quadrati, da sempre scarsamente abitata a causa delle vastissime aree occupate dai deserti. In epoche remote l’Arabia confinava a nord con la Mesopotamia (il territorio dell’attuale Iraq) e a sud con l’Oceano Indiano. Le catene montuose a sud della penisola bloccano le piogge monsoniche provenienti dal mare, rendendo fertili i territori dello Yemen e dell’Oman, abitati sin dai tempi più antichi: i pendii montuosi furono terrazzati e dotati di impianti di irrigazione altamente sofisticati, così da poter sviluppare una agricoltura molto progredita. Invece, nel deserto, si trovano solo alcune oasi fertili con palme da dattero e scarsi pascoli per le greggi dei nomadi, e anche al di là delle montagne, a sud, si verificano solo precipitazioni molto irregolari alternate a lunghi periodi di siccità.
Sin dai tempi antichi, quindi, si verificò una profonda spaccatura tra gli arabi stanziali e benestanti del sud e i seminomadi poveri del deserto, che però avevano la possibilità di attaccare le carovane che attraversavano le loro terre.[…]“