Il Filo Aureo

Autore/i: Gorlani Giuseppe
Editore: La Finestra
premessa di Giovanni Sessa pp. 204, Lavis (TN) Prezzo: € 22,00

Con Il Filo Aureo Giuseppe Gorlani giunge alla sua terza prova saggistica. I suoi studi non rientrano nel semplice esercizio eruditivo-letterario, ma palesano un’attenzione più profonda. Essi sono caratterizzati da una sintesi di filosofia, sapienza iniziatica, mistica – o bhakti yoga, per dirla all’indiana – e di attenzione estetica, ossia di culto per la bellezza della parola. Nelle sue opere si legge l’unità tra la forma e il contenuto. Egli scrive di una realtà che vive quotidianamente, lontano dal frastuono, immune alla schizofrenia per la quale la comprensione intellettuale e lo stile di vita restano puntualmente cose distinte. Scrive Giovanni Sessa nella sua Prefazione: «[ … ] i saggi che compongono Il Filo Aureo di Gorlani, mi pare siano stati pensati, scritti e vissuti, in qualche modo, sotto la tutela di un altro dio, che pur con il “domestico” Saturno ha a che fare, Rudra, divinità che custodisce, secondo il Sanatana-dharma, tanto la natura selvatica, quanto la Dimora.

Crediamo che l’Autore presenti, nelle pagine che seguono, il tentativo di “ritorno” alla Dimora muovendo e/o rintracciandola nella natura selvatica. Sappia in anticipo il lettore, a mo’ d’avvertimento, che l’itinerario intellettuale, esistenziale, realizzativo di Gorlani è stato lungo, intenso, partecipato e sofferto. La Via che oggi Egli esemplarmente incarna è stata una conquista verso la quale fu spinto, negli anni Sessanta e Settanta, dallo stesso senso di insoddisfazione nei confronti della società utilitarista e materialistica dell’Occidente, che produsse la cultura hippie. Così ebbe inizio il suo “Viaggio in Oriente”, condotto, si badi, non solo nella dimensione fisica. In India, il suo duro apprendistato lo portò a diretto contatto con una filosofia non edulcorata, o ad uso e consumo di europei delusi, e gli permise di conoscere e realmente incontrare, non solo miti e riti dell’India non contaminata e profonda, quella dei villaggi rurali, ma anche autentici sadhu, chiusi nel loro anonimato, lontani ed estranei al circuito turistico-religioso convenzionale che conduce, il più delle volte sciocchi o sprovveduti, ai nomi altisonanti di quelli che, in realtà, sono solo presunti Maestri. La sua vita cambiò radicalmente: fu “investito”, e le pagine che seguono lo testimoniano attraverso il sigillo della bellezza e della cogenza dialettica che le contraddistingue, dalla febbre della Conoscenza che conduce all’Intelligenza del Cuore».

Ringraziamenti

Om Vighnarajaya Namah, disegno di Chandra

Una Via esemplare di Giovanni Sessa

Introduzione di G. Gorlani

Om Natarajaya Namah, disegno di Chandra

1) Quale comunicazione?

2) Elogio dell’ascolto profondo

3) La Contentezza di Sé

4) COmprensione intellettuale e pratica dell”’innocenza” originaria

5) Quale antropocentrismo?

6) La dialettica degli opposti: prospettive su Arché e Anarché

7) I fondamenti della vita comunitaria

8) Prospettive sulla reincarnazione

9) Julius Evola e la Tradizione del Sanatana-dharma

10) Riflessioni sull’Essere

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