Sguardi sulla catastrofe atomica: “Le icone di Hiroshima” di A. Curcio

L’esperienza della bomba atomica su Hiroshima si riassume per tutti in una sola, indelebile immagine: quella del fungo provocato dell’esplosione, che si staglia inquietante sospeso tra il cielo e la terra.
Come ci racconta un volume appena uscito, Le icone di Hiroshima. Fotografie, storia e memoria di Annarita Curcio con prefazione di Riccardo Rosati (ed. Postcart, pp. 134, € 12,50), per lungo tempo fotografie e riprese delle città nipponiche travolte dalla furia nucleare non furono divulgate, anche per ragioni politiche; è stato però possibile recuperare questo preziosissimo materiale grazie alla costanza degli studiosi e – soprattutto – al bisogno degli hibakusha (i sopravvissuti al bombardamento atomico) di far conoscere la loro storia, affinché non si ripetano più simili orrori. E anche noi – ci ricorda il libro – non siamo esentati dal dovere di ricordare.


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Il Giappone incontra la Cina: “Gli scrittori Meiji e la Cina” di Luca Milasi

Natsume Sōseki e Mori Ogai sono considerati due dei principali autori giapponesi del ’900; non tutti però forse sanno che la loro opera è stata influenzata dal contatto con la Cina, come  spiega Luca Milasi in Gli scrittori Meiji e la Cina. Suggestioni letterarie nella produzione di Mori Ogai, Natsume Sōseki e Koda Rohan (edizioni Libreria universitaria, pp. 348, € 20). Questa la presentazione ufficiale:

La letteratura cinese ha esercitato notevoli suggestioni sulla produzione della generazione di scrittori giapponesi attivi nel periodo Meiji (1868-1912). L’ingresso nell’epoca moderna favorisce nei letterati giapponesi una conoscenza diretta della realtà della Cina contemporanea; allo stesso tempo, lo studio della cultura cinese è incentivato dal contatto con le teorie letterarie e scientifiche occidentali, che trasmettono agli autori giapponesi moderni un approccio filologico ai classici: nasce così la moderna sinologia giapponese, a tutt’oggi una delle scuole più puntuali e rigorose. L’influenza, sul piano letterario e linguistico, della cultura cinese sulle opere degli intellettuali giapponesi attivi a fine Ottocento è evidente in scritti autobiografici sugli anni della formazione, registrazioni di dibattiti letterari, stralci di romanzi e racconti originali qui presentati in traduzione per testimoniare la poliedricità dei narratori giapponesi moderni e la loro ammirazione per la letteratura cinese: un amore antico quanto la scoperta della scrittura stessa.

 


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Il diritto contemporaneo giapponese: “Giappone: un diritto originale alla prova della globalizzazione” di G. F. Colombo

Tra le virtù del Giappone che senza dubbio colpiscono di più gli occidentali si annoverano il rigore e l’efficienza dimostrati in ogni ambito della società. Questa ferrea organizzazione è frutto di un lungo percorso sociale, politico e storico che interessa naturalmente anche l’ambito della giurisprudenza nipponica, poco nota qui in Italia, vista la tendenza nostrana al confronto con il diritto statunitense o d’area europea.
Per queste ragioni, desta senz’altro interesse la recente pubblicazione di Giappone: un diritto originale alla prova della globalizzazione (ed. Cafoscarina, pp. 176, € 14) di Giorgio Fabio Colombo, docente di diritto giapponese.
Questa la presentazione ufficiale dell’opera:

Nonostante le influenze tradizionali cinesi, ottocentesche europee e statunitensi nel secondo dopoguerra, il diritto giapponese mantiene alcuni tratti caratteristici. Il presente volume mira proprio a evidenziare alcune peculiarità di questo sistema. L’attenzione è dedicata esclusivamente al diritto contemporaneo, che rimane ancora oggi quello meno studiato in Italia. La scelta degli argomenti è volta a presentare al lettore italiano un bouquet di tematiche tratte dai vari settori del diritto (civile, penale, costituzionale, ecc.) di interesse attuale nel dibattito giuridico giapponese e che mostrano in qualche misura l’interazione fra diritto formale e diritto vivente, anche nell’ottica della circolazione dei modelli. I temi trattati sono stati selezionati specificamente al fine di evidenziare un contrasto, o una convivenza, fra istituti di origine straniera e il substrato (o forse il “neostrato”) locale. L’obiettivo è quello di dimostrare che il Giappone, al di là di influenze ed evoluzioni provenienti dall’esterno o addirittura eterodirette, rappresenta un sistema giuridico originale.


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“Musi gialli”, un libro contro gli stereotipi sugli asiatici

In Giappone tutti lavorano come pazzi, le ragazze vanno sempre in giro con l’uniforme scolastica da marinaretta e i giovani sono appassionati di internet e manga. La lista degli stereotipi e delle false credenze sul Sol Levante è lunga, e ancora oggi — persino quando si parla del terremoto di marzo o della centrale di Fukushima — molti ne attingono a piene mani.
Ci ha pensato lo scrittore e giornalista Fabio Giovannini a mostrare le radici di questi falsi luoghi comuni nel suo nuovo libro, Musi gialli. Cinesi, giapponesi, coreani, vietnamiti e cambogiani: i nuovi mostri del nostro immaginario (Stampa Alternativa, pp. 176, € 14; in offerta su Amazon.it a 12,40 € cliccando qui). Questa la presentazione del volume:

Il testo analizza il pregiudizio che tuttora permane verso i “musi gialli” (come venivano chiamati gli orientali in tante pellicole hollywoodiane di guerra, dove John Wayne faceva strage di “formiche” giapponesi o coreane), e lo sviluppo di questo specifico razzismo nel nostro immaginario. In particolare nei romanzi, nel cinema e nel fumetto, da Turandot al Grand Guignol, dove i cinesi sono associati a torture ed efferatezze, da Ming, il nemico giurato di Flash Gordon dalla pelle gialla, ai romanzi su Fu Manchu, “il diabolico cinese” che anticipa il ritratto del cattivo per eccellenza dei nostri anni, Bin Laden. Un pregiudizio che si è alimentato con Pearl Harbor e la Seconda guerra mondiale e poi con i conflitti in Corea,Vietnam e Cambogia, passando attraverso il terrore occidentale per le orde rosse del presidente Mao. Tutta la cultura orientale è stata considerata una minaccia,come dimostrano le polemiche sull’iperviolenza dei film cinesi di kung fu o sui cartoni animati,i fumetti e i giochi elettronici giapponesi che insidierebbero l’infanzia occidentale. Il libro è accompagnato da numerose illustrazioni (foto di film, immagini di fumetti,cartoline razziste del passato).
L’esplosione di interesse per il “fenomeno Cina” non ha ancora suscitato una riflessione sui nostri pregiudizi verso gli orientali. Questo libro offre per la prima volta una panoramica sui razzismi e i luoghi comuni dell’immaginario occidentale e si rivolge a un vasto pubblico di lettori attenti alle dinamiche sociali del nostro tempo o interessati alle moderne forme di comunicazione (narrativa popolare,cinema,fumetto,ecc.).


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Fra tradizione e pop: “Culture del Giappone contemporaneo”

Come si interseca il passato del Giappone, ricco di tradizioni, con il suo presente pop? A questa domanda hanno tentato di rispondere gli studiosi che sono stati impegnati in due edizioni del convegno “Wabi Sabi Cyber” (promosso dall’università “L’Orientale” di Napoli), i cui atti sono stati riuniti in Culture del Giappone contemporaneo. Manga, anime, videogiochi, arti visive, cinema, letteratura, teatro, architettura (Tunué, pp. 288, € 16,50).
Ancora non ho avuto modo di sfogliare il libro, ma avendo partecipato a uno dei congressi, sono certa sia un’opera di ottima qualità, che riunisce prospettive e interessi eterogenei.

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“All’improvviso, il doppio: ‘Koto ovvero i giovani amanti della città imperiale’ [di Kawabata]“, un saggio di Mariella Soldo

La cerimonia del tè e oltre: “La via del tè nella spiritualità giapponese” di De Giorgi e Caramore

cerimonia del tè wagashi GiapponeIl rumore dell’acqua che sobbolle nella teiera. Una piccola stanza, ricoperta di tatami. Fuori, il roji, la strada rugiadosa o – come lo chiama qualcuno – il sentiero dei passi perduti.

E’ in questa atmosfera che ci conduce dolcemente La via del tè nella spiritualità giapponese di Maria De Giorgi, a cura di Gabriella Caramore (Morcelliana, 2007, pp. 69, € 7, in offerta a € 5,95). (…)
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“Taccuino giapponese” di Giangiorgio Pasqualotto: un viaggio tra cultura, filosofia e spiritualità

Esplorare il Giappone con un accompagnatore d’eccezione, capace di rivelare il gioco di rimandi e opposizioni tra gli elementi naturali in un parco, la bellezza austera di un esile e secolare bodhisattva, ma anche la gioia di trovarsi dinanzi a una tavolozza di sapori a tavola: è questa, dopo tutto, la guida che ogni amante del Sol Levante sogna.

Giangiorgio Pasqualotto, (…)
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Culti Orientali tra Scavo e Collezionismo

Autore/i: AA. VV.
Editore: Artemide
a cura di Beatrice Palma Venetucci pp. 302, nn. ill. b/n, Roma Prezzo: € 50,00

Il Convegno “Testimonianze di Culti orientali tra scavo e collezionismo” scaturisce da un progetto ricerca pluriennale che vede impegnate le Università di “Tor Vergata” e di Siviglia sui temi del collezionismo di antichità classiche ed extraclassiche nei due paesi e sul loro ruolo nella formazione dei più importanti Musei d’Europa.

Alcune indagini sono state svolte nell’ ambito del programma di Azioni-Integrate Italia e Spagna (200 2005), i cui risultati sono stati editi di recente e dei due Convegni Internazionali, il primo tenutosi a Roma nel 2001 “Illuminismo e Ilustracion. Le antichità e i loro protagonisti in Spagna e in Italia nel XVIII secolo” e il secondo a Siviglia nel 2004 “Arqueologia, Coleccionismo y Antiguedad” che hanno ampliato il campo d’indagine da un ambito precipuamente mirato al collezionismo di antichità classiche ad un più vasto settore comprensivo anche delle antichità orientali.

Questo terzo Convegno, promosso dalla cattedra di Storia dell’Archeologia e svoltosi a Villa Sciarra presso l’Istituto di Studi Germanici, e nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata, 23-24 marzo 2006, prende anche lo spunto da un precedente Convegno tenutosi a Villa Sciarra “Intorno Villa Sciarra. I salotti internazionali sul Gianicolo tra Ottocento e Novecento” dove erano state discusse tematiche connesse alla storia degli scavi nel santuario siriaco del Gianicolo e nelle aree adiacenti, ed ai collezionisti stranieri che hanno acquistato sul mercato antiquario le antichità poi confluite nei principali musei d’Europa.

Il Convegno odierno, cui hanno partecipato ben venticinque studiosi italiani e stranieri, ha avuto con fulcro il santuario c.d. siriaco, situato nell’ area in cui sorge oggi l’Istituto di Studi Germanici, la Villa Sciarra appunto, che ha ospitato il Convegno nella prima giornata. Con questo Convegno l’Istituto di Studi Germanici intende contribuire a valorizzare il proprio territorio focalizzando l’attenzione su un importante edificio antico, di cui finora gli studiosi non hanno chiarito la complessa valenza cultuale.

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Presentazioni Alessandro Finazzi Agrò, Paolo Chiarini

Abbreviazioni bibliografiche generali

Introduzione Beatrice Palma Venetucci

Marcello Massenzio Note di metodo

Patrizio Pensabene Il culto di Cibele e la topografia del sacro a Roma

Paolo Liverani Il “Phrygianum” vaticano

Maria Pia Muzzioli I luoghi dei culti orientali a Roma: problemi topografici generali e particolari

Maddalena Andreussi Le divinità orientali dell’Aventino

Loredana Sist Gli Isei: funzioni e significati delle decorazioni

Beatrice Palma Venetucci Antichità esotiche nel collezionismo del XV e XVI secolo

Daniela Candilio Rilievo mitraico dalla collezione Altieri

Stefania D’Agostino Riflessi dei culti orientali nel Settizonio di Settimio Severo

Maria Mangiafesta I culti orientali e Vettio Agorio Pretestato

Zaccaria Mari Culti orientali a Villa Adriana: l’Antinoeion e la cd Palestra

Lucia Faedo Storie di idoli ed obelischi alle Quattro Fontane: note sulle antichità egizie nelle collezioni barberiniane

Maria Elisa Micheli Le gemme gnostiche tra XVI e XVIII secolo

Federico De Romanis Cultores huius loei: sulle coabitazioni divine dellucus Furrinae

Matilde De Angelis d’Ossat Settimio Severo sul Gianicolo

Christophe J. Goddard Nuove osservazioni sul Santuario cosiddetto ’siriaco’ al Gianicolo

Fedora Filippi, Luigia Attilia Tra Gianicolo e Tevere: le fonti documentarie sui culti orientali

Rita Paris, Barbara Pettinau Devozione privata e culto pubblico: il santuario di Zeus Bronton sull’Appia Nuova

Giovanna Pisano Note sull’Astarte della villa dei Quintili

Francesca Granieri Gli scavi nel Mitreo Fagan a Ostia

Beatrice Cacciotti Testimonianze di culti orientali ad Antium

Margherita Bonanno Culti orientali in Beozia: le testimonianze archeologiche

José Beltran Fortes Cultos orientales en la Baetica romana. Del coleccionismo a la arqueologia

Gloria Mora El coleccionismo de antiguedades orientales en Espana (siglos XVIII y XIX)

Carla Benocci I temi orientali nelle decorazioni e nelle collezioni delle ville Lante e Sciarra al Gianicolo

“The little black book of sushi”: il mondo del sushi a portata di tasca

La mia recensione a “Giappone” di Rossella Menegazzo nel nuovo numero di “Bonsai & suiseki magazine”

Fluxus (fayḍ)

Indagine sui fondamenti della metafisica e della fisica di Avicenna
Autore/i: Lizzini Olga
Editore: Edizioni di Pagina
introduzione dell’autrice. pp. 688, Bari Prezzo: € 24,00

Una poderosa monografia su uno dei maggiori pensatori della tradizione filosofica dell’Islam classico, e fra i più importanti per il pensiero occidentale.

La teoria della causalità di Avicenna (Ibn Sīnā, m. 1037) è dominata dal concetto neoplatonico di flusso emanativo (in arabo fayḍ). Tutti i piani del sistema avicenniano ne sono interessati: quello metafisico, quello naturale, e quello intellettuale e quindi gnoseologico ed etico.  Sulla base di un’ampia scelta di testi, questo volume analizza la definizione del concetto di ‘flusso’ e le sue diverse applicazioni. Ne risulta uno studio corposo in cui, per la prima volta, le idee essenziali al pensiero avicenniano (possibilità, materia, esistenza, creazione, emanazione, bene, natura, caso) — e le difficoltà cui esse danno luogo — vengono discusse sullo sfondo dei due momenti fondamentali che l’idea di flusso è chiamata a spiegare: quello dell’origine, e perciò dell’esistenza stessa del mondo in relazione al suo Principio, e quello del funzionamento, ossia delle dinamiche che dello stesso mondo spiegano la vita.
Oltre a un’ampia bibliografia, il volume, diviso in cinque capitoli, comprende due appendici, rispettivamente sulla terminologia e sull’opera di Avicenna, e l’indice dei passi tradotti.

Olga Lizzini insegna Philosophy in Islam alla Vrije Universiteit di Amsterdam. È autrice di diversi saggi sul pensiero teologico e filosofico della tradizione medievale araba e arabo-latina, pubblicati su riviste italiane e straniere. Ha curato la prima traduzione italiana della Metafisica di Avicenna  (in edizione trilingue, a cura di O. Lizzini e P. Porro, Milano 2002; II ed. 2006) e la sezione di angelologia filosofica islamica del volume Angeli (a cura di G. Agamben e E. Coccia, Vicenza 2009).

I Nazareni e il Corano

Autore/i: Gnilka Joachim
Editore: Paideia
traduzione di Paola Florioli pp. 154, Brescia Prezzo: € 16,50

Le sure del Corano sono fitte di citazioni bibliche e di digressioni sulla fede sia giudaica sia cristiana. Su che cosa basa le sue affermazioni il testo coranico? In concreto, a quali gruppi giudaici e cristiani pensava Muhammad quando parlava della «gente del Libro»? Ecco le domande che guidano Joachim Gnilka in questo volumetto. Punto di partenza delle sue considerazioni è la constatazione che il Corano conosce i cristiani unicamente sotto il nome di «nazareni», denominazione che è un’indicazione di gruppi cristiani di orientamento giudaico, noti anche al Nuovo Testamento. Di passo in passo Joachim Gnilka mette in luce e dipana le radici giudeo-cristiane del Corano, mostrando come la classificazione dell’islam come eresia cristiana non sia affatto peregrina.

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Introduzione

Capitolo I I cristiani nel Corano

Capitolo 2 Nazareni – nazorei – cristiani

Capitolo 3 Ellenisti ed ebrei

Capitolo 4 I nazorei a Gerusalemme fino allo scoppio della guerra giudaico-romana Excursus. L ’importanza della circoncisione

Capitolo 5 La guerra giudaico-romana e le sue conseguenze

Capitolo 6 Quali tradizioni neotestamentarie si possono scoprire nel Corano?

Capitolo 7 L’immagine di Gesù nel Corano

Capitolo 8 Le radici giudaiche veterotestamentarie

Conclusione Le iscrizioni nella Cupola della Roccia a Gerusalemme

Bibliografia

Indice dei passi citati

Indice analitico

Indice degli autori moderni

Anatomia del sushi: “Sushi. Gusto e benessere”

Analizzando la Torah

Capitoli di autobiografia intellettuale
Autore/i: Neusner Jacob
Editore: Morcelliana
prima edizione, traduzione e cura di Andrea Nicolotti, prefazione e introduzione dell’autore. pp. 416, Brescia Prezzo: € 30,00

Alla biografia intellettuale di uno studioso corrispondono le tappe di una storia, personale e scientifica, che danno forma al suo pensiero. È quello che Jacob Neusner tenta in queste pagine: restituire con la cronaca della sua attività di indagine gli snodi concettuali della sua opera. Il contributo di Neusner allo studio del giudaismo antico nel periodo della sua formazione – i primi sei secoli dell’era cristiana – ha cercato di situare il giudaismo nel contesto dei grandi problemi della civiltà occidentale, per come sono stati definiti dall’antica Scrittura di Israele e dai suoi eredi. Tra le varie visioni dell’uomo che si basano sulla Scrittura, quella giudaica è del tutto originale: questo perché il giudaismo rabbinico, mediante la Halakhah (legge) della Torah, provvede alla formazione di un’intera società a immagine e somiglianza di come il racconto scritturistico ritiene che le cose debbano essere. E su quale racconto si basa il giudaismo rabbinico? Su un testo primario costituito di due parti, la prima delle quali è la Scrittura – accompagnata da diverse raccolte di esegesi chiamate Midrashim – e l’altra è la Mishnah, un codice legale-filosofico seguito da due collezioni di esegesi chiamate Talmud. In tal modo la Scrittura fornì la teologia e la narrativa, o “Aggadah”, e la Mishnah fornì la filosofia e la legge, o “Halakhah”.
Il volume presenta la letteratura documentaria dei testi che compongono il canone, uno ad uno; si dedica alla descrizione, all’analisi e all’interpretazione dei sistemi religiosi compresi all’interno del giudaismo rabbinico; espone poi la storia documentaria della formazione del giudaismo rabbinico dell’antichità, con la sua trasformazione da un sistema filosofico a un sistema religioso che mira all’ordine sociale di Israele. Cerca infine di analizzare il risultato teologico dell’intera impresa, combinando la prospettiva storica con quella teorica: per questa sua visione d’insieme Neusner è divenuto un classico per la storia del giudaismo antico.

Commento: La formazione e gli studi del grande studioso della tradizione rabbinica, autore del libro su Gesù tanto apprezzato da Benedetto XVI, in prima edizione mondiale. Un classico.

Jacob Neusner è Distinguished Service Professor di Storia e teologia del giudaismo al Bard College di New York e presta la sua opera di insegnamento presso diverse istituzioni culturali e università americane. È considerato uno dei più importanti studiosi del giudaismo antico, un innovatore nell’uso delle metodologie critiche applicate alla traduzione e all’analisi dei testi rabbinici. Fra le sue numerose pubblicazioni, tradotte in italiano: Come si studia la Mishna (DAC, 1983); Il giudaismo nei primi secoli del cristianesimo (Morcelliana, 1989); Il giudaismo nella testimonianza della Mishnah (EDB, 1995); Un rabbino parla con Gesù (San Paolo, 2007); Ebrei e cristiani. Il mito di una tradizione comune (San Paolo, 2009); Il Talmud: cos’è e cosa dice (San Paolo, 2009).

Andrea Nicolotti è studioso di Storia del cristianesimo e assegnista di ricerca presso l’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni: Alcuni criteri metodologici per lo studio dei testi liturgici, in «Medioevo greco» (2000); Che cos’è la Traditio apostolica di Ippolito?, in «Rivista di Storia del Cristianesimo» 2 (2005); A Cure for Rabies or a Remedy for Concupiscence? A Baptism of the Elchasaites, in «Journal of Early Christian Studies» 16 (2008); La Sindone e i Templari. Storia di un falso (Salerno, 2011); Esorcismo cristiano e possessione diabolica tra II e III secolo (Brepols, 2011).