Islamic Manuscripts from the Library of the Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino

Series Catalogorum, VII
Autore/i: Bottini Laura
Editore: Ipocan
pp. 170, ill. b.n. 57, tavv. a col. f.t. XII, Roma

This volume is tbe result of a project begun near the close of 2013, when Claudio Lo Jacono, President of tbe Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino, Daniela Amaldi, member of the Executive Committee, and Michele Bernardini, of tbe Series Catalogorum Scientific Committee, entrusted me with the task of studying and cataloguing the institute’s manuscript holdings.

The catalogue is now ready, thanks to constant support and encouragement from tbe institute staff, particularly from Michele Bemardini.

Special thanks go to Maria Szuppe, director of the Series Catalogorum, who read and revised the catalogue descriptive entries, and to Francis Richard, for his precious advice.

The photographic reproductions are the work of Andrea Neve.

Conflitti Sociali e Movimenti Politico-Religiosi nell’Iran Tardo Antico.

Contributi della storiografia sovietica nel periodo 1920-1950
Autore/i: AA. VV.
Editore: Mimesis
A cura di Paolo Ognibene.
Con la collaborazione di Andrea Gariboldi.
Prefazione di Antonio Panaino. pp. 256, Milano

Fra la fine del V e l’inizio del VI secolo d.C. l’Impero Sasanide attraversa un periodo particolarmente difficile e denso di cambiamenti. Una serie di calamità naturali e di sconfitte militari gettano l’Iran in una profonda crisi; tutto ciò è accompagnato da rivolgimenti e profonde trasformazioni sociali, In questo periodo si colloca il regno di Kawad e la comparsa di Mazdak che propugnava la comunione dei beni e delle donne. Personaggio scomodo per la storiografia contemporanea e posteriore, Mazdak e il movimento mazdakita sono stati ampiamente studiati oltre che nel mondo accademico occidentale, anche in Unione Sovietica. Attraverso una serie di scritti dei maggiori studiosi sovietici del mazdakismo, il lettore potrà seguire le vicende di Madzak e del suo movimento fino alla sua liquidazione sotto Xusraw.

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INDICE

PREFAZIONE DI A. PANAINO

INTRODUZIONE

A. GARIBOLDI, Aspetti economico-sociali del mazdakismo nella storiografia sovietica

TESTI

V.V. BARTOL’D
– Per la storia dei movimenti contadini in Persia (1923)

BOL’SAJA SOVETSKAJA ENCIKLOPEDIJA
– I ed: voce Mazdak (1938)
– II ed: voce Mazdak, Mazdakismo, movimento
mazdakita
(1954)
– III ed: voce mazdakismo, movimento mazdakita (1974)

LP. PETRUSEVSKlJ
Per la storia dei mazdakiti nell ’epoca del dominio islamico (1970)

N.V. PIGULEVSKAJA
Sulla questione della riforma fiscale di Xusraw
Anosag ruwan
(1937)
Il movimento mazdakita (1944)
L’idea di uguaglianza nella dottrina dei mazdakiti (1955)
Storia dell’Iran dai tempi più antichi fino alla fine del XVIII secolo: § 7 il movimento mazdakita (1958)

JU.A. SOLODUCHO
Il movimento di Mazdak e la rivolta della popolazione ebraica dell’Iraq nella prima metà del VI secolo d. C. (1940)

V.TARDOV

La letteratura dell’Iran dei secoli X-XV:§ 5 Ferdowsi e lo Sahname (1935)

APPENDICE I
Mazdak nello Sahname

APPENDICE II
– L’accademico V. V. Bartol’d. Notizia biografica
– Elenco degli scritti di V. V. Bartol’d
– Nina Viktorovna Pigulevskaja. Notizia biografica
– Elenco degli scritti di N. V. Pigulevskaja
– I.P. Petrusevskij. Notizia biografica
– Elenco degli scritti di I.P. Petrusevskij fino al 1960

BIBLIOGRAFIA

INDICE DEI NOMI DI PERSONA, LUOGO ETC.

Le Cahier Musulman et Arabe

Autore/i: AA. VV.
Editore: Messages d’Orient
pp. 270, Alexandrie (Egitto)

SOMMAIRE

Le roman dans la littérature arabe, par ABBAS MAHMOUD EL AKKAD.

Aperçu sur l’évolution de la langue arabe, par S. SPIRO BEY

Enigmes et Antinomies dans les littératures orientales,
par le BARON CARRA DE VAUX

Folklore -Egyptien, par ELlAN J. FINBERT

Les Musulmans Chinois, par FRANCIS BORREY

Les Musulmans d’Egypte et la vie économique moderne, par B. MICHEL

Un réformateur de l’Islam, le Cheikh Mohamed Abdou, par CHEIKH MOUSTAFA ABDEL RAZEK.

L’Islam s’est répandu avec une rapidité sans pareille … par CHEIKH MOHAMED ABDOU

L’lslam et les Principes du Gouvernement, par CHEIKH ALY ABDEL RAZEK

Soufisme, par AHMED GALWASH, membre de la Confrérie soufi, Khalwati d’Alexandrie

Une Qacida inédite d’Imroulqais avec commentaire sur la poési de la Djahilyah, par HENRI THUILE BEY.

De la Poésie Anté-islamique, par TAHA HUSSEIN, professeur à la Faculté de Lettres du caire

Poètes d’Egypte, par KHALIL MARDAN BEY

Suggestions sur la mélopée, par A. SCOUFFI

The Byzantine-Ottoman Transition in Venetian ChroniclesLa Transizione Bizantino-Ottomana nelle Cronache Veneziane

Autore/i: AA. VV.
Editore: Viella
A cura di Sebastian Kolditz, Markus Koller pp. 326, ill. b/n, Roma

During the 14th and 15th centuries the Ottoman Empire emerged as the new hegemonial power in the Romania, i.e. the territories that once had formed the core of Byzantium. As a major economic and political agent in this area, Venice and the Venetian elite were thoroughly affected by this transition, and consequently Venetian documents have often been used to elucidate the history of the late Byzantine and early Ottoman epoch. Yet, the repercussion of this change in the numerous works of late medieval Venetian historiography, particularly in the often anonymous chronicles, still awaits systematic exploration.
Against this background, the present collection of papers, that goes back to an international workshop held in 2014, combines both, methodological reflections on the characteristics of the Venetian cronachistica and the use of the information it contains, and a number of individual case-studies reflecting crucial stages of the Byzantine-Ottoman transition.

Nel XIV e XV secolo, l’Impero Ottomano si andò affermando come nuova potenza egemoniale nella regione che un tempo era stata il nucleo di Bisanzio. Questa transizione interessò anche Venezia e l’élite veneziana in quanto attori politici ed economici di rilievo nell’area. Di conseguenza, i documenti veneziani sono stati spesso utilizzati per illustrare la storia di un’epoca che vide il tramonto dell’Impero bizantino e l’ascesa di quello ottomano. Eppure, le ripercussioni di queste trasformazioni sulla copiosa produzione storiografica tardo-medievale della Serenissima e, in particolare, sulle cronache veneziane spesso anonime, non erano ancora state studiate in modo sistematico.
In tale contesto questo volume, frutto di un workshop internazionale, combina riflessioni metodologiche sulle caratteristiche della cronachistica veneziana e dell’uso delle informazioni in essa contenute e singoli casi di studio che riflettono fasi cruciali della transizione bizantino-ottomana.

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Table of Contents / Indice

Foreword

Prefazione

Sebastian Kolditz, Markus Koller, The Byzantine-Ottoman Transition in Venetian Chronicles. An Introduction

Dorit Raines, Venetian Chronicle Writing: From Factual Compilation to Event Telling

Şerban V. Marin, The Venetian Historical Writing and Its Immobilisms

Peter Schreiner, Gli imperatori bizantini nella cronachistica veneziana

Maria Pia Pedani, Chronicles and Documents: Two Kinds of Sources, One Study

Georg Christ, News from the Aegean: Antonio Morosini Reporting on the Battle of Gallipoli (Early 15th Century)

Thierry Ganchou, Les chroniques vénitiennes et les unions ottomanes des filles de l’empereur byzantin Jean V Palaiologos, Eirènè et Maria (1358 et 1376)

Sebastian Kolditz, The Council of Ferrara-Florence as Reflected in Venetian Chronicles: Preliminary Observations

Carlo Campana, «…per la maggior parte è sottoposta a’ Turchi… e sono per il più Greci». Le cronache della Marciana e la Romania

Colin Imber, Fact and Fantasy: Venetian Reports on the Anti-Ottoman Rebellion in Syria, 1520-1521

Giorgio Vespignani, Romània e Romei tra Venezia, Mosca e il Mar Nero dopo la caduta di Costantinopoli (secoli XV-XVI)

Hans Georg Majer, Franz Babinger und die italienischen Quellen zur frühosmanischen Geschichte

Contributors / Gli autori

Index of personal names / Indice dei nomi di persona

Index of places / Indice dei nomi di luogo

Il Santo Sufi della Valle del Nilo

Šayḫ Muḥammad ’Uṯmān ’Abduhu al-Burhānī (1904-1983) e la ṭarīqa Burhāniyya
Autore/i: Leccese Francesco Alfonso
Editore: Jouvence
pp. 152, Milano

Il volume analizza una tra le figure più emblematiche del Sufismo del XX secolo nella regione della Valle del Nilo, un esempio carismatico della persistenza del pensiero e della devozione sufi all’interno delle società arabe. Al centro del libro è il ruolo del maestro sufi come modello di perfezione per i propri discepoli nella società araba contemporanea: il processo storico di consolidamento e diffusione del Sufismo tra Egitto e Sudan, l’elemento dottrinale, il metodo e gli adattamenti pratici scaturiti dal cambiamento sociale. La vita e l’insegnamento di Šayḫ Muḥammad ’Uṯmān ’Abduhu – per i discepoli, Faḥr al-Dīn, ossia “Orgoglio della fede” – si distinguono per ricchezza e unicità nella storia del Sufismo presente nei territori attorno al Nilo, consentendo di ripensare stereotipi e semplificazioni sulla sopravvivenza dell’insegnamento sufi nel mondo odierno. La biografia del maestro sudanese rappresenta, pertanto, un caso paradigmatico di compimento del sentiero sufi, oltre che di perseveranza dell’iniziato teso a percorrere la via fino a diventare maestro e a far rivivere una tra le più consolidate tradizioni sufi della Valle del Nilo.

Dante in Cina

La rocambolesca storia della Commedia nell’Estremo Oriente
Autore/i: Salerno Eric
Editore: Il Saggiatore
pp. 262, ill. b/n, Milano

Con Dante in Cina Eric Salerno ricostruisce le vicende di un personaggio vissuto a cavallo tra Otto e Novecento in un Oriente segnato dalla conquista britannica, dalla guerra sino-giapponese e dalla rivolta dei Boxer. Un personaggio che – superando frontiere linguistiche e barriere culturali – congiunge i maestri di Oriente e Occidente, integra le due tradizioni letterarie e filosofiche e unisce i saperi di questi mondi lontani eppure sorprendentemente vicini. «Voi credete forse che siamo esperti d’esto loco; ma noi siam peregrin come voi siete»: Dante ha condensato una vita in queste poche parole, e Eugenio Volpicelli ne ha fatto il suo manifesto. Nato a Napoli nel 1856 da famiglia nobile, vegetariano integralista, maniaco dell’esercizio fisico, appassionato di testi esoterici, studente modello del Collegio Cinese, nel 1881 Volpicelli lascia la città natale alla volta dell’Oriente e in breve diventa console generale responsabile di tutta la Cina meridionale. Uomo coltissimo, scaltro, poliglotta, sempre in viaggio, dopo aver vissuto a Hong Kong e a Macao, Volpicelli approda a Nagasaki, la Napoli d’Oriente. Dalla Cina al Giappone la Commedia dantesca rimane la sua stella fissa, la missione diplomatica diviene quasi un pretesto per la sua vera missione: diffondere Dante e ritrovarlo in tutto l’Estremo Oriente.

La Mia Siria

L’umanità che resiste
Autore/i: Sirignano Rosanna
Editore: Villaggio Maori
pp. 142, Catania

Le interviste raccolte in questo libro danno voce a chi ha conosciuto e vissuto la Siria prima e dopo il conflitto, e sono in grado di raccontarla da un punto di vista autentico: quello umano, restituendo colore e togliendo ogni filtro ad un tema ormai fin troppo mediatico e banalizzato.
«Non un saggio, non un romanzo, ma una fotografia a colori che mostra le infinite sfumature di una guerra che sembra non voler finire, di una tragedia umana inimmaginabile, dalle proporzioni immani, dove i colpevoli restano saldi al loro posto e dove i civili inermi pagano un prezzo troppo alto. Il dolore della perdita dei propri cari, della lontananza forzata, del sentirsi impotenti di fronte alla distruzione di monumenti e luoghi simbolo della loro storia e della loro stessa identità».

Autorità e Potere nei Paesi Musulmani

Concetti e Pratiche
Autore/i: AA. VV.
Editore: Jaca Book
A cura di Elisa Giunchi, Marco A. Golfetto, Letizia Osti. Collana a cura di Massimo Campanini pp. 160, Milano

Gli eventi riportati dalle cronache internazionali evidenziano il fermento culturale, sociale e politico che esiste oggi nei Paesi a maggioranza musulmana. Questi accadimenti nascono da tensioni politiche e socio-economiche e da dialettiche culturali che, da un lato, hanno delle specificità nazionali, e, dall’altro, una natura precipua ma transnazionale. Essa si può spiegare attraverso il consenso che larghi strati delle popolazioni musulmane accordano a figure di autorità, istituzioni sociali o sistemi normativi e concettuali tradizionali che sono sopravvissuti nel corso dei secoli, adattandosi e rimodellandosi in base alle mutate condizioni storiche. Dalla coscienza della complessità di questi apporti prende le mosse questo libro, che vuole mettere a fuoco la pluralità che sostanzia il concetto stesso di «autorità». Le direttrici sottese dalla riflessione sono, quindi, necessariamente due: quella dell’eterogeneità, sia essa intesa in senso cronologico o geografico; e quella della continuità, che ha permesso la persistenza di categorie di pensiero, istituzioni e strutture sociali che hanno dato forme per certi versi simili alle civiltà del Vicino e Medio Oriente, al subcontinente indiano, ma anche, al di là di queste, a parte dell’Africa subsahariana e alle isole del sudest asiatico.

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ASPETTI DELL’ AUTORITÀ NEI PAESI MUSULMANI: RIFLESSIONI E PROSPETTIVE,
Elisa Giunchi, Marco Aurelio Golfetto, Letizia Osti

Nota su traslitterazione e date

Bibliografia selezionata di approfondimento

ALFARABI: RELIGIONE E AUTORITÀ NELLO STATO IDEALE ISLAMICO DELLA FILOSOFIA, Massimo Campanini

La città virtuosa

La proposta politica di Alfarabi

Un modello teocratico?

Conclusione

PROFETA SERVO O PROFETA RE? LA RAPPRESENTAZIONE DI MUHAMMAD E I CONFLITTI INTORNO ALL’AUTORITÀ NEL PRIMO PERIODO ISLAMICO, Samuela Pagani

L’umiliazione del re

La contrazione dell’ angelo

L’esaltazione del servitore

Conclusione

«TOCCA AL CALIFFO SALUTARCI PER PRlMO». AUTORITÀ SPIRITUALE E POTERE TEMPORALE IN MUHYI L-DIN lBN ’ARABI, Marco Aurelio Golfetto

Ibn ’Arabi e il suo tempo

L’autorità politica secondo Ibn ’Arabi

I requisiti dell’ autorità califfale

La dimensione interiore dell’ autorità

Conclusioni

AUTORITÀ E PRIMAZIA SPIRITUALE NELL’ISLAM SCIITA: IL CASO DEL SUFISMO IRANIANO CONTEMPORANEO, Alessandro Cancian

Usulismo, akhbarismo e il sufismo sciita

Il sufismo di Gunabad e l’usulismo

Conclusione

CORTI SCIARAITICHE, AUTORITÀ ISTITUZIONALE E LEGITTIMITÀ IN EPOCA CONTEMPORANEA: IL CASO ISRAELIANO, Nijmi Edres

La lunga crisi del sistema sciaraitico: gli anni 1948-1995

Recupero di legittimità e respingimento delle interferenze

La questione della nomina dei giudici musulmani da parte dell’ autorità israeliana

Respingimento delle ingerenze della Knesset, ijtihad e modernizzazione

Conclusioni

LA CONTROVERSIA ANTI-AHMADYYA E IL CONFLITTO PER L’AUTORITÀ NEL PAKISTAN CONTEMPORANEO, Diego Abenante

La matrice religiosa della comunità

La controversia anti-Ahmadiyya in Pakistan

Il rapporto tra il centro e le province

L’inizio dell’agitazione

Le conseguenze della campagna anti-Ahmadiyya

IL CAMALEONTE TRIBALE LIBICO, Giovanni Parigi

Il tribalismo libico

Le tribù libiche e Gheddafi

Tribù, rivoluzione e guerra civile

Tribù e milizie

Originalité de l’Architecture Musulmane Libyenne

Autore/i: Messana Gaspare
Editore: Maison Arabe du Livre
pp. 244, ill. b/n, Libye-Tunisie

Extrait par la Première Partie

[…]…la Libye, comme l’Afrique du Nord d’ailleurs, a connu des àges d’activité bàtisseuse, meme si celle-ci fut de proportions modestes, la Tripolitaine, par exemple, (et surtout sa capitale) a vécu, du XIIe au XVle siècle, quelques périodes de prospérité dues soit à son commerce avec les pays de l’Afrique centrale et les Républiques thalassocratiques italiennes, soit aux riches profits dus à la course ou à la piraterie; si bien que selon Marmol et autres chroniqueurs, Tripoli possédait, à la veille de l’attaque déclenchée par la marine de Charles Quint, «de nombreuses mosquées, des hôpitaux et des écoles».

Certes, ce devaient ȇtre des édifices de peu d’importance si les Espagnols, qui prirent la ville le 5 juin 1510, purent en effacer les traces en vingt ans à peine de domination, alors que, dans la meme Afrique, tant de monuments ont eu raison de la furie dévastatrice des Vandales – avec et sans majuscule – qui s’acharna sur eux pendant plusieurs siècles.

Quoi qu’il en soit,c’est avec les Turcs que commence l’âge d’or de la construction en Tripolitaine, dans les temps modernes (1551). Pour ce qui est de la Cyrénaïque – autre région de la Libye nettement définie nous n’avons que de rares documents concernant l’époque de la domination arabe (642-1517) tandis que nous possédons de nombreux renseignements sur sa capitale (Benghazi) aux temps des Turcs (1517-1911) et si aucune œuvre architecturale remarquable n’a surgi dans la première période, on en édifia quelques-unes d’intéressantes dans la seconde, ainsi que nous le verrons par la suite….

La Storiografia Arabo-Islamica in Italia

Autore/i: Gabrieli Francesco
Editore: Bardi Edizioni
A cura di Fulvio Tessitore pp. 154, Roma

INDICE

Francesco Gabrieli e la storia della storiografia di Fulvio Tessitore

Per Francesco Gabrieli di Giorgio Levi Della Vida

LA STORIOGRAFIA ARABO-ISLAMICA IN ITALIA

I – Storia religiosa e storia politica dell’lslàm.

II – G. B. Rampoldi e i suoi Annali musulmani

III – Michele Amari

IV – Leone Caetani

V – Giorgio Levi Della Vida

VI – Altri studi di storia islamica nel Novecento

VII – Storia e pubblicistica sul Terzo Mondo islamico

VIII – Bilancio e prospettive avvenire

Nota bibliografica

Indice dei nomi 

On Swāt. Historical and Archaeological Notes

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: ISIAO
Foreword by Gherardo Gnoli.
Introduction by Domenico Faccenna pp. 350, ill. b/n, Roma

Foreword

The publication of this collection of writings by Giuseppe Tucci is intended by ISIAO to serve two purposes: as a tribute to the memory of the great scholar who was the founder and inspiration for over fifty years, and as a homage to the culture of a great country.

On Swāt. Historical and Archaeological Notes bears witness to the scientific commitment and love with which Professor Tucci devoted himself and his Institute to the study of a region which has made a fundamental contribution to the development of civilization, especially in religion and art, in one of the most significant meeting points of the various cultures of the one Eurasian continent.

A vast amount of work has been carried out since Professor Tucci’ s first reconnaissance in the Swāt Valley in 1955. A large number of books and hundreds of scientific papers are the fruit of Giuseppe Tucci’ s spirit of initiative, intuition and enthusiasm, of the steadfast determination with which he pursued his own work and that of others.

Today, more than forty years after that happy beginning to Italian studies in Pakistan, it is my great pleasure to confirm on behalf of the Institute as a whole not only our uninterrupted commitment but also our determination to intensify efforts, increase effectiveness and expand horizons. The seed planted by Giuseppe Tucci will bear new fruit. The spirit of friendship and the will to work together which inspire the scholars of our two countries is an unshakcable heritage, a guarantee of mutual understanding that nothing can ever destroy.

ISIAO’s warmest thanks are therefore expressed to those who have worked to pay homage to the memory of the man who was the teacher of us aH: to Giuseppe Tucci’s collaborators and students – Domenico Faccenna, Umberto Scerrato and Maurizio Taddei – for their part in the publication of this volume, and to Luciano Petech for his invaluable, scholarly contribution.

I should also like to take advantage of this happy occasion lo assure our many Pakistani colleagues and friends of ISIAO’s deepest esteem and acknowledgement of the help they have unfailingly provided in over forty years of endeavours which ISIAO could never have tackled alone.

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CONTENTS

Foreword (Gh. Gnoli)

Introduction (D. Faccenna)

List of abbreviations

Travels of Tibetan Pilgrims in the Swat Valley
(Opera Minora, II, Roma, Bardi, 1971, pp. 369-418)

Tibetan Texts

Preliminary Report on an Archaeological Survey in Swat
(East and West, IX.4, 1958, pp. 279-328)

The Tombs of the Asvakayana-Assakenoi
(East and West, XIV.l-2, 1963, pp. 27-28)

Oriental Notes, II: An Image of a Devi Discovered in Swat and Some Connected Problems
(East and West, XIV.3-4, 1963, pp. 146-182)

Oriental Notes, III: A Peculiar Image from Gandhāra
(East and West, XVIII.3-4, 1968, pp. 289-292)

On Swāt. The Dards and Connected Problems
(East and West, XXVII. 1-4, 1977, pp. 9-85,94-103)

On a Sculpture of Gandhāra
(Opera Minora, II, Roma, Bardi, 1971, pp. 595-598)

Oriental Notes, V: Preliminary Account of an Inscription from North-Weslem Pakistan
(East and West, XX.1-2, 1970, pp. 103-104) .

Himalayan Cina
(Études tibétaines dédiées à la mémoire de Marcelle Lalou, Paris, A. Maisonneuve, 1971, pp. 548-552)

Preface and Introduction to Il trono di diamante (The Diamand Throne)
(Il trono di diamante, Bari, De Donato, 1967, pp. 9-14)

Recent Explorations in Swat
(Explorations récentes dans le Swat, Le Muséon, LXXIX, 1966, pp. 42-58)

Swat Museum, Saidu Sharif (Rome 1963)
(on the Occasion of the Inauguration of the Swat Museum)

In the Path of Alexander the Great: Italian Excavations in Swat, Northern Pakistan
(The Illustrated London News, 12 April, 1958, pp. 603-605)

In the Footsteps of Alexander and the Land of the Assakenoi: Excavations in Faraway Swat, Northern Pakistan
(The Illustrated London News, 30 May, 1964, pp. 856-858)

Biographical Note (L. Petech)

Honours Awarded in Pakistan

Obituaries Published in Pakistan

F.A. Khan, Rediscoverer of Swat: Prof. Tucci
(Dawn, 27 Aprii, 1984)

A. Nabi Khan, Prof. Tucci
(Dawn, 26 May, 1984)

Kalyani Rahmat Ali, The Lama of the West
(Herald, May, 1984)

M. Taddei, Giuseppe Tucci (1894-1984)
(Joumal of Central Asia, IX. 1, July, 1986)

Viaggio in India

Autore/i: Hesse Hermann
Editore: Garzanti
pp. 126, Milano

Da Singapore a Sumatra a Ceylon (dove, pochi mesi più tardi, avrebbe potuto incontrare un giovane dandy torinese, Guido Gozzano, .. ) Hermann Hesse toccò, nel 1911, gli scali d’Oriente. Là aveva predicato suo nonno, missionario pietista; là – in India – era nata sua madre; la «fuga» o il «pellegrinaggio» di Hesse seguivano una scia di memorie familiari. Forse per questo Hesse riuscì a cogliere la «differenza» orientale come cosa domestica, con così chiaro e penetrante sguardo. É nota la parte importante che le filosofie orientali avrebbero avuto nelle opere della maturità di Hesse. É nota l’imprevedibile riscoperta dello Hesse «orientale» da parte della generazione hippy. Viaggio in India è tuttavia un’opera di sorprendente sobrietà e di vigili, rattenuti entusiasmi. I suoi rapidi schizzi devono tutto alle muse dell’attenzione, dell’intelligenza, dell’osservazione controllata. Si è sempre un poco delusi dal viaggio: solo il tempo gli darà radici e spazio nella memoria. Questo libro è il fedele ritratto di un continente ancora coloniale, un ritratto che tuttavia contiene, nelle sue pieghe, quelle Indie interiori, quel fantasma di un Oriente mitico e presente in ognuno, «casa e gioventù dell’anima»

La Kundalinī o l’Energia del Profondo

Autore/i: Silburn Lilian
Editore: Adelphi
traduzione di Francesco Sferra. pp. 310, Milano

La kundalinī, che la fisiologia mistica indù rappresenta come un serpente che dorme inanellato nelle sue spire alla base della colonna vertebrale, è, nella sua dimensione macrocosmica, la stessa energia pulsante e luminosa con cui Śiva manifesta e sostiene l’universo. Compito dello yogin è «risvegliare» questo serpente abissale, questa potenza celata nel corpo sottile di ciascuno di noi, facendola risalire verticalmente attraverso vari cakra o «ruote» che costituiscono altrettante tappe di una ascensione culminante, alla sommità del capo, nel ricongiungimento con Śiva.
In questo libro una grande indologa, Lilian Silburn, ha riunito i passi volutamente frammentari e oscuri sulla kundalinī dispersi in numerosi testi dello Śivaismo del Kaśhmīr (denominazione collettiva delle raffinate scuole del Tantrismo non-dualista fiorite alla fine del primo millennio in quell’estrema propaggine settentrionale dell’India), e li ha raccordati componendo un vasto mosaico in cui ogni tessera è elucidata sulla base non soltanto delle conoscenze acquisite in quarant’anni di studi, ma anche di preziose esperienze personali. Veniamo così introdotti alle varie forme della kundalinī e ai «canali» che essa può imboccare, alle iniziazioni in cui il maestro agisce direttamente sulla kundalinī del discepolo mettendola in risonanza con la propria e, per finire, al kulayāga, l’arduo rito in cui l’unione sessuale è celebrata come via della conoscenza.

Muḥammad. Vita e Opere del Sigillo dei Profeti

Autore/i: Lo Jacono Claudio
Editore: Ipocan – Libreria Editrice Aseq
pp. 136, Roma

Il volume dedicato a Muḥammad, condotto sulle fonti arabe più autorevoli e sugli studi più aggiornati a livello internazionale, mette in luce gli aspetti umani e spirituali di colui che i musulmani considerano l’ultimo profeta, ricordando le tappe storiche più significative del difficile percorso che ha portato alla definitiva affermazione del messaggio religioso di cui era portavoce nella regione peninsulare araba del Ḥiǧiāz

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Indice

La Penisola Arabica

Il dromedario

Gli Arabi

L’ambiente spirituale arabo

I Qurayš

Muḥammad figlio di ’Abd Allāh

Il restauro della Ka’ba e il matrimonio

La rivelazione e la predicazione a Mecca

Dār al-Arqam e Piccola Ègira

L’anno “del dolore”

L’Ègira

L’Islam combattente

La nascita della Umma

Il ğihād. La vittoria di Badr

Il disastro sotto l’Uḥud

L’assedio di Medina

Lo sterminio dei Qurayẓa

L’accordo di al-Ḥudaybiyya

La conquista di Mecca

La vittoria di Ḥunayn. L’epilogo

Cronologia

Glossario

Indice onomastico e toponomastico

Bibliografia

Raccolta di Scritti Editi e Inediti – V. Astrologia – Astronomia – Geografia

Autore/i: Nallino Carlo Alfonso
Editore: Ipocan
Ristampa anastatica dell’edizione del 1944 pp. 558, Roma

INDICE

I. – Astrologia e astronomia presso i Musulmani

II. – Storia dell’ Astronomia presso gli Arabi nel Medio Evo

1. Introduzione

2·5. Definizioni, divisioni e contenuto dell’ astronomia
presso gli Europei e presso gli Arabi

6·11. Fonti arabe per le notizie sugli astronomi e le loro opere

12·19. Nozioni astronomiche degli Arabi preislamici; il nasī; le stazioni lunari; gli anwā

20. Primi studi astronomici dei Musulmani

21-24. Libri astronomici indiani tradotti in arabo

24·27. Versioni arabe di libri astronomici persiani

28. Libri greci di astronomia e astrologia tradotti in arabo

29·33. Lode dell’astronomia in libri religiosi musulmani. Principii di trigonometria

34-35. Rotazione apparente della sfera celeste; opinioni degli antichi e degli Arabi; rotazione della terra

36. Sfericità della terra

37-40. Misure della grandezza della terra: misure greche; misura araba; misura moderna

III. – Biografie di astrologi e astronomi arabi (Albohali, Albubather, al-Khuwārizmī, Abū Ma”shar, Alfragano, Thābit ibn Qurrah, Albatenio,  Abū ’l-Wafā, al-Būzagiānī, Alcabizio, Ibn Yūnus, al-Birūnī, Albohasen Haly, az-Zarqālī, Giābir ibn Aflaḥ, Alpetragio, Abū ’l-Ḥasan ’Alī al-Marrākushi)

IV. Astrolabio

V. – Del vocabolo arabo «niṣbah» (con «ṣād»

VI. – «Zarq» o «rizq» nell’ astrologia araba popolare?

VII. – Del vocabolo «qaṭ» nell’ astrologia araba

VIII. – Etimologia araba e significato di «asub» e di «azimut» con una postilla su «almucantarat»

IX. – Zu Giaghmīnī’s Astronomie

X. – Il valore metrico del grado di meridiano secondo i geografi arabi.

XI. – al-Khuwārizmī e il suo rifacimento della Geografia di Tolomeo

XII. – Un mappamondo arabo disegnato nel 1579 da ’Alī ibn Aḥmad ash-Sharafi di Sfax

XIII. – Recensione: G. R. KAVE, The astronomical observatories of Jay Singh