Matematica Vedica

Semplice, flessibili, divertente e curiosa – Il sistema di calcolo mentale più veloce del mondo per insegnanti, genitori e ragazzi
Autore/i: Lazzari Eugenio
Editore: BastogiLibri
premessa dell’autore. pp. 224, ill. b/n, Roma

Per Matematica vedica si intende la matematica che risale ai Veda, i testi sacri dell’induismo, fonte della conoscenza, trasmessa oralmente attraverso i Sutra. Si tratta quindi di un antichissimo sistema di calcolo, risalente ai tempi degli antichi indiani, ormai esportato anche in occidente per via della facilità e velocità nel calcolare. Da qualche anno, la matematica vedica è stata introdotta nelle scuole indiane e l’università di Nuova Delhi ha organizzato un corso di Matematica Vedica con l’obiettivo di rendere la matematica più attraente per gli studenti. Ora si sta diffondendo nelle più prestigiose scuole americane. In pratica consiste in una serie di tecniche di calcolo, utili per sviluppare maggiore agilità e flessibilità nel ragionamento matematico. Lo studente può scoprire più facilmente nuovi metodi di soluzione dei problemi e rendersi conto che non esiste un unico metodo corretto. Le tecniche della matematica vedica spaziano da livelli di calcolo elementare proponibili anche alla scuola primaria per arrivare a tecniche più raffinate proponibili solo a studenti di scuola superiore.

Muṣṭafà Mušarrafah tra Rivoluzione e Letteratura

Autore/i: De Angelis Francesco
Editore: Ipocan
pp. 144, Roma

Indice:
Nota alla traslitterazione e avvertenza per il lettore.
1. Il dialetto nella letteratura egiziana: opportunismo, ideologia e stile letterario.
2. Muṣṭafà Mušarrafah tra rivoluzione e letteratura.
3. Traduzione di Qanṭarah allaḏīi kafara
Parola dell ’autore
Qanṭarah l’infedele

Glossario
Bibliografia

La fiaccola della guida alla luogotenenza e all’intimità divine

Misbāh ul-Hidāyah ila’l-Khilāfah wa’l-Wilāyah
Autore/i: Ruhullah Khomeini
Editore: Irfan Edizioni
premessa e traduzione di Roberto Ruhullah Arcadi, revisione di Giuseppe Aiello. pp. 114, San Demetrio Corone (CS)

La Fiaccola della Guida all’Intimità e alla Luogotenenza Divine si occupa del significato trascendente della wilāyah e della khilāfah, realtà e nozioni che sono della massima importanza, perché danno ragione non solo della guida della comunità, ma anche della sostanza attuativa superna dei vari livelli della realtà.

René Leys

L’incanto della Città Proibita
Autore/i: Segalen Victor
Editore: ObarraO
introduzione dell’autore, introduzione, traduzione e cura di Alessandro Giarda. pp. 216, Milano

Pechino, 1911. Durante gli ultimi giorni della dinastia Qing, alla vigilia della Rivoluzione che porrà fine a un impero con oltre duemila anni di storia, il giovane professore belga René Leys, personaggio sfuggente e misterioso, sembra essere testimone delle vicende e degli intrighi che avvengono nelle stanze inaccessibili della Città Proibita.
Confidente del defunto Imperatore Guangxu, amico dell’attuale Reggente, agente della polizia segreta e, per di più, amante dell’Imperatrice vedova, la figura di René Leys e i suoi straordinari racconti offrono a Victor Segalen la possibilità di mettere in scena un serrato confronto tra Reale e Immaginario e di esprimere il suo personale concetto di esotismo, il cui “potere di concepire l’altro” è la chiave per penetrare nel cuore della Cina.
Un’opera venata di ironia e leggerezza, che oscilla tra il romanzo storico, il poliziesco, lo scritto autobiografico e costituisce una delle prove più enigmatiche e raffinate del primo Novecento.

Victor Segalen (1878-1919) scrittore, poeta, etnografo, archeologo è uno dei grandi intellettuali “irregolari” del Novecento francese. Imbarcato come medico di marina, nel 1903 giunge a Tahiti dove scopre le ultime opere di Gauguin e la civiltà maori traendo ispirazione per Les Immémoriaux. Nel 1909 parte per la Cina, dove soggiornerà a più riprese fino al 1914 prendendo parte a importanti e avventurose spedizioni archeologiche. Dall’incontro con la cultura cinese nascono, oltre a René Leys, opere come Stèles, Le Fils du Ciel ed Equipée. Muore in circostanze misteriose a Huelgoat nel 1919. La maggior parte dei suoi testi, rimasti inediti in vita, saranno riscoperti e pubblicati a partire dagli anni Cinquanta del Novecento.

La Polemica tra Sunniti e Ismā‘īliti

Autore/i: La Martire Corrado
Editore: Marcianum Press
premessa dell’autore. pp. 144, Venezia

La controversia tra Abu Hāmid al-Ghazālī, massimo campione della «ortodossia» sunnita, e Ibn al-Walīd, capo della missione sciita ismā‘īlita in Yemen, è un caso raro nella storia dell’Islam.
Il confronto tra i due autori, unico nel suo genere, consente di riflettere sugli aspetti che, in ultima analisi, hanno più influenzato le società islamiche, sunnite e sciite, nella loro lunga storia.

Corrado La Martire insegna Storia del pensiero politico islamico e Storia dell’economia nei paesi arabi, presso la facoltà di Storia Medievale della Università Humboldt di Berlino.

Islam-Occidente

La notte della ragione
Autore/i: Hamel Pasquale; Tessitore Giovanni
Editore: Bonanno
introduzione degli autori. pp. 180, Acireale

Il volume contiene due contributi, fra loro complementari, sul tema della odierna conflittualità tra l’Islam e l’Occidente, trattato in modo semplice e discorsivo per interessare anche un lettore che non abbia una particolare, approfondita conoscenza della materia.

Alchimia Cinese

Autore/i: Cooper J. C.
Editore: Astrolabio
traduzione di Anna Pia Vallecchi. pp. 128, Roma

La storia dell’alchimia cinese, che in gran parte corrisponde a quella del Taoismo, risale, in base ai documenti esistenti, fino a più di 2.000 anni fa, ma la tradizione la fa risalire fino a tempi ancora più antichi, fino all’Imperatore Giallo e alle sue tre Signore Immortali, circa 3.000 a.C..
Mentre l’alchimia occidentale si dedicava essenzialmente alla ricerca dell’oro spirituale e materiale, l’alchimia taoista classica era una mistica ricerca dell’immortalità ma, al pari dell’alchimia occidentale, era pur sempre una ricerca spirituale, in quanto si prefiggeva come scopo l’unione con l’Assoluto.
Questo libro analizza e descrive la storia e lo sviluppo dell’alchimia cinese, spiega i metodi e il simbolismo di cui si servono i suoi praticanti e mette a confronto la filosofia degli alchimisti cinesi con la tradizione ermetica occidentale.

Jean Cooper è nata in Cina ed ha viaggiato in tutto il mondo. Insegna filosofia alla St. Andrews University e da sempre si interessa alle religioni comparate. Il suo Yln e yang: l’armonia taoista degli opposti è già stato pubblicato presso questa Casa Editrice.

La Biblioteca Segreta di Timbuctù

La vera storia degli uomini che salvarono trecentomila libri dalla furia della Jihad
Autore/i: Hammer Joshua
Editore: Rizzoli
prologo dell’autore, traduzione di Francesca Pe’. pp. 336, Milano

Quando nel 1826 l’esploratore Alexander Gordon Laing arrivò a Timbuctù, primo europeo a mettervi piede, scoprì che la capitale del Mali era da secoli il cuore intellettuale dell’Africa subsahariana, un luogo di straordinaria ricchezza culturale nel quale era fiorito un tesoro inestimabile di testi religiosi, di algebra, fisica, medicina, giurisprudenza, botanica, geografia, astronomia, persino di educazione sessuale. Testi preziosi anche perché vergati con varietà di stili calligrafici, di inchiostri e colori. È questo immenso patrimonio di manoscritti – recuperati rocambolescamente in tutta l’Africa da Abdel Kader Haidara, archivista e bibliotecario – che improvvisamente, nel 2012, si ritrova minacciato dall’avanzata della jihad. I fondamentalisti prendono Timbuctù, impongono la Sharia, distruggono le vestigia degli antichi templi e diventa chiaro che anche i manoscritti saranno dati alle fiamme. Per salvarli Abdel Kader recluta un manipolo di coraggiosi bibliofili e organizza un’incredibile operazione alla Monuments Men: oltre 350.000 manoscritti vengono nascosti in casse e bauli, portati al sicuro su carretti trainati da muli, contrabbandati oltre i posti di blocco. E quando a Timbuctù arrivano i militari francesi, nel gennaio 2013, la gran parte del tesoro è in salvo. La biblioteca segreta di Timbuctù è una straordinaria storia vera, che si legge come un romanzo e che afferma il valore della cultura come unico baluardo possibile contro la barbarie del fondamentalismo.

Joshua Hammer (1957) ha lavorato per «Newsweek» come corrispondente esteri, girando il mondo. Oggi scrive su «Smithsonian Magazine», «Outside» e per la «New York Review of Books». È andato in Mali per la prima volta nel 1995 e da allora ha continuato a tornarci, seguendone sempre da vicino le vicissitudini e costruendosi così una prospettiva privilegiata sul Paese.

Persia Religiosa

Da Zaratustra a Bahâ’u’llâh
Autore/i: Bausani Alessandro
Editore: Libreria Editrice Aseq
prefazione dell’autore. pp. 544, 52 foto b/n, Roma

Quattro grandi periodi scandiscono la storia religiosa e culturale dell’Iran: quello della religione antica col formarsi della dottrina di Zaratustra, quello della religione medievale mazdea, quello del primo Islam persiano, quello moderno in cui la Persia si isola dai mussulmani «ortodossi» e genera, in pieno sec. XIX, la nuova religione Bâbî-Bahâ’î. È possibile stabilire una continuità tra questi grandi momenti? Una continuità diretta, no; un aspetto unitario, si, derivante in ciascuna delle fasi dall’apporto del mondo gnostico-mesopotamico. Questa la tesi scientifica che il Bausani si propone. E tuttavia considerare il suo libro come una pure trattazione di storia religiosa sarebbe limitarne la portata. Subito il discorso si anima, fin dai titoli delle tre parti che lo compongono: Il Ciclo e l’Angelo (cioè il Tempo Ciclico, il platonismo angelizzato); l’Intelletto Rosso (nome preso in prestito ad un trattato mistico, per accennare all’universo di «simboli corposi» tipico della teologia iranica); l’Iddio che muta (cioè il Dio islamico, arbitrario e personale). E il libro sembra trasformarsi in uno scrigno brulicante di tesori mistici, magici, mitici, spirituali, che secoli di sapienza hanno creato ad uso di tutti gli uomini, del loro mestiere di vivere, della loro speranza di sopravvivere, della loro angoscia di morire. Basterebbe l’idea terribile ed esaltante del Tempo Salvato, il racconto degli uomini che, interrogati dal Creatore, rinunciano alla beatitudine paradisiaca, «scelgono» di scendere nel tempo e nella vita terrestre per lottare contro il male. Si vedono, in questo libro, nascere miti a ritroso: cioè motivi già acquisiti dall’intelligenza che si incorporano in figure simboliche (ed è una illuminazione anche per la nascita della poesia). Si vedono campeggiare, nelle loro biografie e nei loro pensieri, giganteschi personaggi: da Zaratustra a Mani, dall’«anarchico» Mazdak ad Avicenna coi suoi «racconti visionari». Teologi discutono, Profeti vaticinano, Angeli appaiono, luminosi o neri. E il lettore, guidato sempre da un lucido interprete, trova pregnanti, illuminanti o perturbatrici risposte all’assurda, perenne, inesorabile domanda: che cos’è la condizione umana?

Alessandro Bausani (Roma 1921-1988) si è dedicato prestissimo allo studio delle lingue medio-orientali (arabo, turco, persiano, urdu), in cui si è perfezionato viaggiandone i paesi. Ha insegnato il persiano e l’urdu all’Istituto Orientale di Napoli e all’Università di Roma. L’opera, già vasta, di Bausani smentisce il pregiudizio che l’approfondimento del persiano, o magari dell’urdu, sia una specialità astrusa e pittoresca. Per contro, il famoso «appello dell’Oriente», che da almeno un paio di secoli influenza correnti segrete o palesi del nostro pensiero, si è dipartito quasi soltanto dall’Estremo Oriente. Alla fascia di mondo tra l’Egitto e la Persia, a questo crogiolo di visioni della vita e dell’oltrevita, avevamo quasi cessato di rivolgere le nostre dirette interrogazioni. Bausani contribuisce a colmare un simile vuoto. Ma riesce anche un efficacissimo divulgatore: gli innumerevoli dati su cui impianta i suoi lavori diventano per il lettore altrettante nozioni nuove, spesso sorprendenti. Attraverso quelle notizie si compie un avventuroso e rivelatore viaggio, non solo della mente: si riscoprono, nella loro originale identità, parecchie intuizioni di cui il nostro spirito e la nostra psicologia erano inconsapevolmente nutrite. Bausani ha anche molto tradotto: il Corano, il Poema Celeste di Mohammed Iqbal, le Quartine di Omar Khayyam, l’opera poetica di Avicenna, i Testi religiosi Zoroastriani. È autore, oltre che di saggi, di una Storia delle Letterature del Pakistan, di un panorama della Religione Islamica e di una una Storia della Letteratura Persiana.

Diario di Murasaki Shikibu

Autore/i: Murasaki Shikibu
Editore: Marsilio
introduzione e cura di Carolina Negri. pp. 128, Venezia

Il nome di Murasaki Shikibu (970?-1019?) è legato in modo indissolubile al Genji monogatari, capolavoro della letteratura giapponese redatto agli inizi dell’XI secolo, probabilmente proprio nello stesso periodo in cui l’autrice prestava servizio come dama di corte. Della sua esistenza purtroppo ancora oggi non abbiamo molte notizie, però diverse fonti confermano l’appartenenza a una famiglia di governatori di provincia con una solida tradizione culturale e le sue straordinarie doti intellettuali, grazie alle quali fu scelta come dama al seguito di Shōshi (988-1074), figlia del potente Fujiwara no Michinaga (966-1028), negli anni successivi alla morte del marito.

Carolina Negri insegna lingua e letteratura giapponese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha trascorso un lungo periodo di studio in Giappone dove si è specializzata in letteratura giapponese classica. Per la Letteratura universale Marsilio ha curato Le memorie della dama di Sarashina  (20102) e Diario di Izumi Shikibu (2008). La fiaba di Cenerentola nel Giappone del X secolo.

Tara, l’Arte del Potere Femminile

Autore/i: Tsultrim Freccero Carla
Editore: Chiara Luce
prefazione dell’autrice. pp. 128, ill. b/n, Pomaia (Pisa)

In questo libro, scritto da una monaca buddhista occidentale, Tara viene raccontata nel suo contesto storico e spirituale e vista come esperienza archetipica del femminile liberato, espressione di potere, gioia, saggezza e splendente virtù.
Tara può giungere in soccorso di ognuno di noi, immediatamente , al primo accenno, al primo richiamo della nostra mente sofferente. E quando Tara tocca anche un solo infinitesimale attimo psichico della nostra coscienza, come un sole che spunta dalle nuvole, dilaga ovunque riempiendo di energia radiante la nostra vita.

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Prefazione

Primo capitolo:
Tara ti presento Tara

Secondo capitolo:
Tara nel tempo

Terzo capitolo:
I 108 nomi di Tara

Quarto capitolo:
Tara siamo noi

Recitare il mantra di Tara e meditare sul mantra

Le lodi a Tara sono senza numero

Orientamenti per un Dialogo tra Cristiani e Musulmani

Autore/i: Borrmans Maurice
Editore: Urbaniana University Press
premessa di Leonardo Sileo, prefazione di Francis Arinze, presentazione di Pietro Rossano, introduzione dell’autore, traduzione italiana a cura di Costanza Vergnaghi. pp. 240, Città del Vaticano

Si può ancora parlare di dialogo islamo-cristiano dopo “l’orrore assoluto dell’11 settembre 2001” che ha visto le due torri gemelle di New York crollare con migliaia di vittime innocenti? Nell’Europa occidentale l’esigenza di laicità democratica in società pluralistiche, da una parte, e la volontà di visibilità dei musulmani immigrati raggruppati in associazioni o federazioni, dall’altra, pongono nuovi interrogativi nell’opinione pubblica e nelle comunità cristiane. Si tratta ormai di organizzare il “vivere insieme” nella “casa comune” di questo pianeta secondo i valori fondanti delle religioni che riconoscono al Creatore un disegno di bontà e di amore per tutte le sue creature. Questo disegno richiede, da parte dei cristiani, come dei musulmani e degli ebrei, in quanto credenti, una risposta generosa, un’adesione intelligente e un impegno di collaborazionetra tutti gli esseri umani. (Dalla Postfazione dell’autore) Padre Maurice Borrmans, della Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), ha dedicato tutta la sua vita allo studio, all’insegnamento e all’attività pastorale in favore del dialogo islamocristiano. Con questa pubblicazione, l’Urbaniana University Press e l’Istituto di Ricerca della non Credenza e delle Culture (ISA) celebrano la consegna a Padre Maurice Borrmans della laurea honoris causa in Missiologia, Facoltà della Pontificia Università Urbaniana.

Il Profeta Giuseppe (su di lui sia la Pace)

Commento alla Sûtra di Yûsuf, nel Corano
Autore/i: Sâmi Ramazanoğlu Mahmud
Editore: Erkam
traduzione e note a cura di Giuseppe Seminara. pp. 224, Istanbul

ManifestandoSi col Suo Attributo di Gloria (Jalâl) ai Profeti e ai santi, da Lui confermati con la Rivelazione, l’ispirazione divina e la pazienza, Allah li informa delle grandi sofferenze che li colpiranno.
Allah,  sia  celebrata  la  Sua  Maestà  (Jalla Jalâluhu) aveva deliberato una grande sventura e un acuto dolore per Giacobbe  e Giuseppe,  affinché  si  dimostrassero  pazienti nonostante tutta la loro amarezza, e si rafforzasse il loro pentimento
Questo  li  avrebbe  aiutati  a  essere  costantemente rivolti verso Dio e in Sua Compagnia, a troncare ogni
interesse per tutto ciò che non è Lui e a conseguire gli stati spirituali più elevati. Ve ne sono di così sublimi, da potersi
raggiungere solo affrontando e sopportando avversità e afflizioni di ogni genere.
Per questo motivo alcuni grandi sapienti hanno affermato che Giuseppe fu lasciato dodici anni in prigione, perché era necessario che raggiungesse il completo perfezionamento del suo essere e delle sue qualità con il ritiro spirituale, la
rettificazione dell’anima, le avversità e gli sforzi per superarle, affinché Dio fosse soddisfatto di lui. Se Giuseppe fosse rimasto col padre, invece, Allah non avrebbe facilitato la sua realizzazione spirituale. Per questo motivo i Profeti sono stati allontanati dalla loro Patria per qualche tempo, stranieri in terre lontane.

Il Ritorno del Mahdi

(Mukhtasaru Ithbati’r-Raja’h)
Autore/i: Al-Fadl ibn Shadhan An-Nishapūri
Editore: Irfan Edizioni
traduzione di Giuseppe Aiello. pp. XIV-34, San Demetrio Corone (CS)

Secondo la tradizione islamica, la Parusia dell’Imam al-Mahdi, l’Imam Occulto, porrà fine all’era oscura della presente umanità e inaugurerà un Governo universale restaurando la Tradizione primordiale. Quest’ opera è una raccolta di 23 tradizioni (ahadīth) compilata intorno al 258/871 e rappresenta una delle fonti più antiche sull’argomento.
Al-Fadl ibn Shadhan An-Nishapūri (180/796-260/873) fu un giurisperito e teologo musulmano di scuola sciita. Visse a Nishapūr (nel Khorasan, regione che attualmente si estende tra l’Iran e r Afghanistan) e fu tra i compagni del Decimo e dell’Undicesimo Imam dei musulmani sciiti duodecimani. Il suo mausoleo si trova nel sito della vecchia città di Nishapūr, a breve distanza dalla città attuale.
Quando si solleverà il nostro Qa’im (lett. “colui che si solleva”, ossia l’Imam al-Mahdi), metterà la mano sulla testa dei servi di Dio, riunendo i loro intelletti e perfezionandoli. Dopodiché il Signore potenzierà la loro vista e il loro udito, in modo tale che non vi sia più alcun ostacolo tra loro e il Qa’im. In tal modo, quando vorrà parlare con loro, essi potranno sentirlo e vederlo [da ogni luogo] senza che egli si muova dal posto in cui si trova.

Music and Medicine from East to West

Ibn Sīnā – Sergio Piro
Autore/i: D’Acierno Maria Rosaria
Editore: Irfan Edizioni
new edition with a comment by Nūrāldīn Nājī. pp. 120, ill. a colori, San Demetrio Corone (CS)

This research wants to highlight how important and advanced was the eastern world compared too the western civilization. My attention will focus on the philosophical field, but in the Muslim area, philosophy includes a large variety of subjects, and among them medicine and music. Medicine in the Islamic world also was “pluralistic”, with various practices serving different needs and sometimes intermingling”. Thus, I am going to examine how hospitals in Baghdad (705), in Fes (in the early 8th century), in Cairo (800), in Damascus and Aleppo (1270)  were organized, each one having its mental health department, in which psychiatric patients were cured by establishing a solid relationship with their doctors, whose firts purpose was to talk to them and consider them as human beings and not broken machines (Israel). It was applied, in fact, for the first time in history, the actual and very satisfying practice of music therapy. Then, throughout the evalutation of music from Plato to Aristotele, and well known Arab philosophers, I will analyze the link between medicine and psychology in Medieval Islam, and compare the techniques applied at that time to the methods used nowadays in western psychiatric hospitals. When talking about music within Islamic context, of course, it is necessary to examine its value, its origins, the instruments used, and how it is judged according to religious principles.

Maria Rosaria D’Acierno is professor of English and English Linguistics at the University of Naples Parthenope. She started as a researcher at Università L’Orientale with publications in particular on bilingualism and multilingualism/multiculturalism. Sha has studied abroad and as a speaker has partecipated in many international conferences. Sha has been a member and a research at the Mental Health Department of Scuola Antropologico-Trasformazionale held by Prof. Sergio Piro and has completed the five year psychotherapist course at the Mental Health Hospital “Frullone” in Naples. She has a three year master degree in Clinical Pedagogy attended in Florence. She graduated at Università L’Orientale in “lingue e Letterature Straniere” (Inglese, Tedesco e Francese), “Filosofia” (Facoltà di Lettere e Filosofia), and “Arabo e Urdu” (Facoltà di Studi Islamici). She has publications in the filed of linguistics in various areas from the analysis of political language, to that of advertisements, poetry, literary language and many other subjects. She is now considering the linguistic and socio-cultural problems related to immigrant people. With “Irfan Edizioni” she has published Contrastive Analysis and Translation: Arabic, Italian, English (2011).

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A comment by Nūrāldīn Nājī
Introduction
Chapter I
Islamic Influence on Medieval Europe
a) Can we deny Islamic Influence on Medieval Europe?
b) Arab fields of research influencing Medieval Europe
Chapter II
Music in the eastern world and its influence on the western civilization
a) Halāl –- حلال or Harām –- ?حرام
b) The origins of Arab music موسيقى عربية
c) Musical theory
d) Musical instruments
Chapter III
Greek and Islamic philosophers
a) Music and the soul: Greek and Islamic philosophers
b) The theory of humours and the meaning of soul for Muslim scholars
c) Arab philosophers and music
d) The Ikhwān al-Ṣafā إحْوَان الصًّفاء
Chapter IV
Music therapy and its resources in our post-modern world
a) The brain map for music and language
b) Effect of music therapy on the brain
c) The Anthropological-Transformational School between music and communication
Appendix
Bibliography